Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2434 del 8 novembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2434/XIV - Interrogazione: "Predisposizione del bando per l'accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale per l'anno 2017".

Rosset (Presidente) - Punto n. 9 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola per la risposta il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Sur la base de l'accord du 10 juillet 2014, le quota de migrants attribué à la Vallée d'Aoste s'élève à 602 unités, comme j'ai déjà eu l'occasion de le dire. C'est pourquoi l'avis de marché publié en octobre dernier concerne l'identification de structures pouvant accueillir ce quota de migrants, quota qui pourrait augmenter si des besoins supplémentaires venaient à se créer. À ce jour les places disponibles sont 313, toutes occupées après l'arrivée, dimanche dernier, de six familles d'origine irakienne.

Quant aux autres deux questions, le Conseil permanent des collectivités locales n'a pas participé formellement à l'élaboration de l'avis susmentionné, car il s'agit d'un marché qui s'adresse aux professionnels des services d'accueil et d'assistance aux personnes, lesquels durant cette phase ne peuvent être limités par des clauses ou des obligations territoriales relatives à la localisation des structures. Par ailleurs, il faut signaler que, pour pouvoir signer la convention, les adjudicataires du marché devront prouver que le syndic de la commune où se situe la structure qu'ils ont indiquée comme étant susceptible d'accueillir des migrants a été préalablement informé par leurs soins de cette destination éventuelle du bâtiment, ainsi que des détails du projet d'accueil qu'ils entendent mettre sur pied.

Il faut également préciser que la Présidence de la Région a mis en place, dès 2014, un organisme de liaison, la «Cellule de coordination régionale pour le dépassement des problèmes liés au séjour temporaire de citoyens étrangers en Vallée d'Aoste», à laquelle participent aussi le CPEL et, si nécessaire, les représentants des Communes concernées. En outre, si la responsabilité de la recherche des structures d'accueil revient aux organismes qui participent au marché, les syndics sont consultés dès que des solutions potentielles sont trouvées. Je crois, d'ailleurs, que ce système d'accueil extraordinaire que nous avons mis en place, vu l'absence d'infrastructures publiques susceptibles d'accueillir les migrants et tout en considérant les préoccupations des Communes et de leurs habitants, a très bien fonctionné, grâce à la collaboration de notre communauté et de toutes les institutions.

Président - A demandé la parole le collègue Roscio.

Roscio (ALPE) - La risposta non ci lascia particolarmente soddisfatti e andrei a spiegare perché. Questa è solo l'ultima di una serie di iniziative che il nostro gruppo ha presentato sulla questione e lo scopo è quello di cercare di realizzare un'accoglienza che sia il più possibile con pochi impatti sul nostro territorio. Ora, noi abbiamo ricevuto da alcuni sindaci, che lei dice sono stati coinvolti nel processo di accoglienza...invece si dicono molto preoccupati per questo bando: molto preoccupati perché se andiamo a prendere il bando proprio al punto 1, quindi dove c'è la descrizione dell'appalto, si dice qualcosa che stride un po' con quello che succede nel resto d'Italia: "l'appalto non viene suddiviso in lotti geografici per non limitare territorialmente il reperimento di strutture da parte di operatori economici". Questo è un criterio che non tiene minimamente in conto le popolazioni locali e le amministrazioni locali. Altrove il criterio che viene scritto nero su bianco, su altri bandi prefettizi è completamente diverso, poi ne ho alcuni qui e andremo a vedere cosa c'è scritto.

Addirittura al punto 13 - e lo anche ha ricordato lei, Presidente - tra gli adempimenti dell'aggiudicatario, cioè tutto quello che l'aggiudicatario deve fare per dimostrare che ha adempiuto a tutti i suoi obblighi, c'è: "di aver informato il sindaco del comune", "informato" non significa messo in piedi delle convenzioni, dei progetti di accoglienza. Ci sembra un po' pochino che il sindaco, su cui "arriverà" un numero non precisato di migranti, venga solo informato da parte dell'aggiudicatario dopo l'aggiudicazione.

Oltre a questo, apro una piccola parentesi e la chiudo subito, ma andando a vedere proprio negli allegati dell'offerta tecnica, c'è anche la qualità dell'offerta tecnica, che chiede solo 28 punti su 60 di totale, ci sembra un po' bassa per avere una qualità di un servizio di eccellenza. Addirittura solo 10 punti su 60 prevedono il coinvolgimento con il territorio sul quale andranno a trovare accoglienza i migranti. Proprio a titolo d'esempio, la Prefettura di Nuoro scrive nero su bianco nel bando: "al fine di garantire l'equilibrata distribuzione degli ospiti sul territorio e di prevenire l'insorgere di concentrazioni eccessive - eccetera - si mettono dei criteri", cosa che invece noi non mettiamo per niente. La Prefettura di Pavia introduce in maniera precisa invece in un articolo una clausola di salvaguardia del territorio per garantire un'uniforme distribuzione su tutto il territorio. Ce ne sono altri di esempi dove si scrive nero su bianco di voler garantire una distribuzione dei richiedenti asilo per mitigare gli impatti, questo nel nostro bando non c'è.

Vengo ad un'altra questione. A seguire questa iniziativa ce ne sarà un'altra del collega Cognetta in cui si parla invece del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo: il cosiddetto SPRAR. A livello di altre Regioni, per esempio, il Piemonte ha firmato un protocollo d'intesa tra la Prefettura e i Comuni della Bassa Val di Susa, per cui i Comuni che aderiscono a questo sistema di accoglienza (lo SPRAR) vengono esclusi dai bandi, come ci sembra oltretutto corretto. Qui da noi gli Enti locali vengono completamente bypassati e non ci sembra un buon modo di operare se si vuole andare a mitigare l'impatto dell'accoglienza. Non ci è per nulla chiaro quindi come si intende governare il fenomeno degli arrivi in modo che gli impatti sui nostri territori siano limitati e in modo che si evitino tensioni con le popolazioni locali e l'integrazione sia fatta al meglio.