Oggetto del Consiglio n. 138 del 1° aprile 1975 - Verbale
OGGETTO N. 138/75 - CONCESSIONE DI CONTRIBUTI STRAORDINARI PER L'IMPIANTO DI STABILIMENTI INDUSTRIALI AI SENSI DELLE LEGGI REGIONALI 21 AGOSTO 1962, N. 20 E 11 MARZO 1968, N. 8.
Con leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8, sono state approvate provvidenze intese a favorire l'impianto di nuovi stabilimenti industriali in Valle d'Aosta ovvero la trasformazione, l'ampliamento, l'ammodernamento e il trasferimento di quelli già esistenti.
Presso l'Assessorato dell'industria e del commercio sono state istruite le domande presentate dalle Ditte sottoindicate al fine di ottenere la concessione dei contributi previsti dalle citate leggi regionali.
1°) la Ditta ST. ROCH di ROSSET C. & LEVI N. S.n.c., con sede in QUART - Fraz. Villair, ha presentato in data 19 maggio 1972 domanda intesa ad ottenere i contributi previsti dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese di ampliamento dello stabilimento industriale già operante nella località predetta per la fabbricazione di liquori tipici della Valle d'Aosta, di liquori in genere e di sciroppi.
La domanda è corredata dei prescritti documenti, notizie e atti d'impegno. Le informazioni fornite circa la serietà, la capacità finanziaria e la correttezza commerciale della Società sono favorevoli.
L'impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 31.329 del Registro delle Ditte tenuto dall'Assessorato regionale dell'industria e del commercio.
L'impresa ha già chiesto ed ottenuto un primo contributo della Regione al momento dell'impianto dello stabilimento (V. Deliberazione consiliare n. 266 del 20 dicembre 1969), di complessive: £. 10.700.000, di cui 4.700.000 nelle spese di acquisto del terreno e £. 6.000.000 nelle spese di costruzione dello stabilimento.
La Società, che sta realizzando un programma di potenziamento della propria attività, chiede ora un secondo contributo nelle spese di ampliamento dello stabilimento.
A tale scopo si è reso necessario l'acquisto di un secondo appezzamento di terreno della superficie di mq. 2.924 con una spesa complessiva, comprese le spese accessorie, di £. 4.210.100 (£. 1.439 x mq.).
Su tale area è stato costruito un nuovo capannone della superficie di mq. 870 comprendente laboratorio, uffici, alloggio per il custode e magazzino di deposito. La spesa per la costruzione dello stabilimento è stata indicata in £. 65.500.000= circa e quella per l'acquisto del macchinario in £. 6.000.000= per complessive £. 71.500.000.=.
Il potenziamento della produzione consentirà un aumento dell'occupazione di 5 unità. Si presume che circa il 60% della produzione stessa verrà avviata fuori della Regione, sui mercati nazionali ed estero.
Oltre a commerciare i propri prodotti la ditta vende anche prodotti (vini e liquori) acquistati all'estero ed in Italia.
Tenuto conto di detta attività mista, la misura dei contributi regionali potrebbe corrispondere a £. 2.000.000 pari a circa il 47,15% del costo del terreno (£. 684 x mq.) e a £. 3.000.000, pari a circa il 4,1% delle spese sostenute per la costruzione e l'attrezzatura del nuovo capannone, per un ammontare complessivo di £. 5.000.000.
La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8, e cioè le prime due rate nella misura di £. 3.300.000 (66,0%) subito, in quanto l'ampliamento realizzato è ormai in funzione; la terza rata di £. 1.700.000 a saldo, un anno dopo il versamento della seconda rata.
2°) la Ditta APPEL S.p.A., con sede nel Comune di Arnaz, Strada Statale n. 26, ha presentato domanda intesa ad ottenere i contributi previsti dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese sostenute per l'acquisto di macchinari necessari alla trasformazione dello stabilimento ex SIRCA-DAVIT, ora di proprietà della Regione, al fine di destinarlo alla produzione di camicie.
La domanda è corredata dei prescritti documenti, notizie e atti d'impegno. Le informazioni fornite circa la serietà, la capacità finanziaria e la correttezza commerciale dell'impresa sono favorevoli.
L'impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 32525 del Registro delle Ditte tenuto dall'Assessorato regionale dell'industria e del commercio.
L'impresa occupa, a titolo di affittuaria, gran parte dello stabilimento ex SIRCA-DAVIT di proprietà regionale, che dispone di un'area complessiva di 28.300 mq. su cui sorge un ampio capannone ed una palazzina riservata agli uffici e all'alloggio del custode.
L'impresa occupa circa 140 dipendenti, costituiti per la quasi totalità, da mano d'opera femminile.
La Ditta ha chiesto ed ottenuto un contributo ai sensi delle norme C.E.E. sul Fondo sociale europeo per la formazione professionale di lavoratori disoccupati; infatti l'impresa ha dovuto provvedere alla preventiva qualificazione del personale prima di iniziare la sua attività.
Tale contributo ammonta a £. 208,5 milioni, per due terzi (£. 139 milioni) erogati dal predetto Fondo e per un terzo (£. 69,5 milioni) dal Ministero del Lavoro. La Regione ha da parte sua erogato, allo stesso titolo, un contributo di £. 1.500.000.=.
La stessa Amministrazione regionale ha provveduto alla riparazione ed al riattivamento dei fabbricati al fine di renderli agibili per la nuova destinazione, con una spesa di oltre £. 80 milioni. In base al contratto di locazione, la Ditta dovrà corrispondere alla Regione un canone di affitto di £. 1.000.000.= all'anno per i primi tre anni e di £. 6.000.000.= per gli anni successivi.
L'impresa ha sostenuto una spesa, per acquisto di macchinari e attrezzature varie destinate alla produzione di camiceria, di £. 113.000.000 in cifra tonda.
Il contributo della Regione potrebbe ammontare a £. 11.000.000 pari a circa il 97,3% della spesa sostenuta per la trasformazione dello stabilimento ex SIRCA-DAVIT.
La concessione e la liquidazione del contributo potrebbe avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 e cioè le prime due rate, nella misura complessiva di £. 7.200.000, pari al 65,4% subito, in quanto il nuovo impianto è già stato attuato ed è funzionante; la terza rata di £. 3.800.000 a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.
3°) la Ditta Guglielminotti Leo, con sede nel Comune di Villeneuve, Fraz. Chavonne, ha presentato in data 30 novembre 1973 domanda intesa ad ottenere i contributi previsti dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese di ampliamento dello stabilimento industriale già operante nella località predetta per la lavorazione di pietre, marmi e graniti.
La domanda è corredata dei prescritti documenti, notizie e atti d'impegno. Le informazioni fornite circa la capacità finanziaria e la correttezza commerciale della Ditta sono favorevoli.
L'impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 27206 del Registro delle Ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.
L'impresa ha già chiesto ed ottenuto un primo contributo della Regione al momento dell'impianto dello stabilimento (V. deliberazione consiliare n. 124 del 29 maggio 1972) ammontante complessivamente a £. 20.000.000, così ripartite: 9.000.000 nelle spese di acquisto del terreno e £. 11.000.000 nelle spese di costruzione dello stabilimento.
La Ditta chiede ora un secondo contributo a fronte delle seguenti spese sostenute per l'ampliamento dello stabilimento: £. 11.200.000 per l'acquisto di materiali destinati ad ampliare il fabbricato e £. 44.420.000 per l'acquisto di macchinari e attrezzature, per un complesso di £. 55.620.000, come da distinta allegata alla domanda predetta.
L'organico dello stabilimento comprendente al momento della concessione del primo contributo 15 unità ne comprende attualmente 19 (il titolare, tre impiegati e 14 operai). Il programma d'impiego della mano d'opera prevede un'occupazione futura di 29 unità, soprattutto in relazione allo sfruttamento della cava di pietra di Chatel Ayent, che sarà incrementato con la costruzione della progettata strada di accesso.
È previsto che la produzione annua salirà a metri cubi 2.100 di prodotti lavorati, così ripartiti: pietre mc. 1.700, di cui mc. 1.200 di pietra di Villeneuve, marmi mc. 300 e graniti mc. 100.
L'entità del contributo regionale potrebbe essere di £. 5.500 milioni, pari a circa il 9,8% delle spese sostenute per l'ampliamento dello stabilimento.
La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 e cioè le prime due rate, nella misura complessiva di £. 3.600.000 pari al 65,4% subito, in quanto l'ampliamento dello stabilimento è già stato attuato; la terza rata di £. 1.900.000, a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.
La Commissione consiliare permanente per l'industria e il commercio ha esaminato le domande delle Ditte sopraindicate ed ha espresso in linea di massima parere favorevole all'accoglimento delle domande stesse, formulando le proposte risultanti nella presente relazione da sottoporre all'esame e alle decisioni del Consiglio.
Quanto sopra premesso, si propone che il Consiglio regionale
Deliberi
1°) di approvare la concessione alle seguenti imprese industriali dei contributi straordinari regionali di seguito indicati per ciascuna impresa, ai sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8;
a) Ditta SAINT ROCH di ROSSET C. & LEVI N. S.n.c., con sede nel Comune di Quart, Frazione Villair: £. 2.000.000.= (duemilioni) nelle spese di acquisto del terreno e £. 3.000.000.= (tremilioni) nelle spese di ampliamento dello stabilimento, per un ammontare totale di £. 5.000.000.= (cinquemilioni);
b) Ditta APPEL S.p.a., con sede nel Comune di ARNAZ, Strada Statale, n. 26: £. 11.000.000.= (undicimilioni) nelle spese sostenute per la trasformazione dello stabilimento ex SIRCA-DAVIT di Arnaz;
c) Ditta GUGLIELMINOTTI Leo, con sede nel Comune di Villeneuve, Frazione Chavonne: £. 5.500.000.= (cinquemilionicinquecentomila) per le spese di ampliamento dello stabilimento.
2°) di approvare la spesa complessiva di £. 21.500.000.= (ventunmilionicinquecentomila) da finanziare con imputazione al residuo passivo "Contributi straordinari ad aziende industriali in applicazione delle leggi regionali 21.8.1962, n. 20 e 11.3.1968, n. 8 (Fondo di £. 74.500.000.= impegnato con deliberazione della Giunta regionale n. 6170 in data 11.12.1974)", che presenta la necessaria disponibilità;
3°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione dei successivi provvedimenti deliberativi per la liquidazione alle Ditte suddette delle rate dei contributi di cui al n. 1°), secondo le modalità previste dalle citate leggi regionali 21.8.1962, n. 20 e 11.3.1968, n. 8.
Caveri (U.V.) - Passiamo al punto n. 8 dell'ordine del giorno. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Si tratta dell'applicazione di leggi regionali: quelle del 21 agosto 1962 e del 11 marzo 1968. Tre ditte hanno maturato il diritto di avere questi contributi e sono precisamente la Saint Roch di Rosset C. & Levi, la Ditta Guglielminotti e l'Appel che era l'ex Sirca-Davit. I contributi sono di 5 milioni per la prima, se ricordo bene - chiedo scusa - 11 milioni per la Appel e di 5.500.000 per la terza, la Guglielminotti. La discussione è stata fatta dalla Commissione consiliare permanente per l'Industria e Commercio, che ha espresso in linea di massima parere favorevole all'accoglimento delle domande stesse.
Caveri (U.V.) - Interventi? La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Io per una questione di procedura della Commissione Industria e Commercio. Noi siamo andati a visitare questi tre stabilimenti, se vogliamo chiamarli stabilimenti, però poi non ci siamo trovati per discuterli, ci siamo fatti una ragione propria di quello che abbiamo visto. L'approvazione della Commissione non c'è mica stata. Io pensavo che la Commissione si riunisse o al termine delle visite agli stabilimenti, o comunque in un'altra seduta per discutere quello che avevamo visto, perché ognuno di noi ha visto personalmente, abbiamo visto alcune cose, però non abbiamo dibattuto se era necessario o no intervenire in quella misura, tant'è che ci troviamo ad avere di nuovo la richiesta del contributo della Saint Roch che l'altra volta la Commissione aveva respinto in quanto non la classificava come un'industria, ma come una valente ditta commerciale.
Io ho fatto il mio intervento proprio per la procedura adottata. Io penso che non si deve andare a visitare lo stabilimento di coloro che chiedono il contributo, ma la Commissione deve discutere prima fra i propri membri se si deve dare o non si deve dare questo contributo e quanto si deve dare, almeno la procedura fino adesso adottata è sempre stata quella. A meno che la Commissione si sia riunita e io non l'abbia saputo, a me non mi risulta che l'abbia fatto.
Marcoz (U.V.P.) - Solamente per precisare al Consigliere Tonino che la Commissione si è riunita in un giorno in cui era assente per motivi...aveva telefonato da casa che non poteva partecipare alla riunione. In quella Commissione si era già discusso il quantum di contributo da dare a queste varie industrie, a condizione però che avessero eseguito quei dati lavori, già nelle precedenti Commissioni all'Industria e Commercio si era rinviato perché la Saint Roch non aveva ottemperato a tutti quanti i suoi impegni. Noi abbiamo esaminato le varie domande e si era prefisso che dopo la visita se le domande corrispondevano a quanto esaminato dalla Commissione Industria e Commercio, si sarebbe proceduto a liquidare i vari contributi. Noi quindi abbiamo discusso prima di quello che si voleva dalle varie ditte e poi la Commissione ha fatto il sopralluogo e ha ritenuto che quanto descritto dalle varie ditte corrispondeva a verità, allora si è proceduto a liquidare il contributo e niente di più.
Manganoni (P.C.I.) - Io non faccio l'intervento, voglio porre una domanda all'Assessore: la distilleria con i relativi macchinari c'è o non c'è? Poi intervengo dopo.
Dujany (D.P.) - Mi pare che questo provvedimento rifletta la confusione degli interventi regionali a favore delle piccole e medie industrie. Nel 1962 il Consiglio approvava una legge di intervento a favore di piccole e medie industrie attraverso contributi a fondo perduto in cui oggi si parla in questo provvedimento deliberativo. Successivamente si interveniva con un altro provvedimento: il fondo di rotazione, che tendeva a sostituire, ad annullare ogni tipo di intervento di contributo a fondo perduto a favore delle piccole e medie industrie e a sostituirlo con un intervento di mutuo a tasso agevolato. L'intervento del fondo di rotazione avrebbe dovuto essere integrato con le somme disponibili in bilancio in base alla legge attualmente in discussione, avrebbe dovuto essere integrato con altre somme di cui il bilancio del 1975 si è interessato. Cosa succede però in pratica? Succede che la vecchia legge è in piedi, che la legge del fondo di rotazione è in piedi e che altre leggi sono in piedi per cui i furbi riescono ad avere due o tre o quattro contributi che passano tranquillamente attraverso le pieghe della Commissione, che sono tranquillamente portati dalla Giunta in Consiglio regionale e ne abbiamo un esempio tipico, in questo caso l'Appel. L'Appel è una delle società che si è installata ad Arnaz attraverso dei provvedimenti particolari presi dal Consiglio regionale a cui la Regione ha concesso determinati locali in affitto, di sua proprietà, e a cui ha dato una forma di contributo attraverso un affitto basso. Ora, naturalmente accanto a questa provvidenza, del tutto particolare, si aggiunge oggi un'altra provvidenza che è di questo tipo: di una vecchia legge del 1962, per cui naturalmente il furbo non ha che da studiare le leggi regionali e riesce a cumulare contributi su contributi a carico del bilancio regionale e il fatto è dovuto anche ad una certa confusione della nostra legislazione. A me quindi pare che la richiesta dell'Appel sia un doppione di contributo rispetto ad altri contributi che ha già ricevuto.
Gli altri due interventi sono interventi che mi paiono normali, però pone a noi una riflessione: come intendiamo intervenire a favore dell'industria e della piccola industria. Vogliamo intervenire ancora utilizzando i vecchi finanziamenti di contributi a fondo perduto per cui il Consiglio ha già avuto occasione di pronunciarsi parecchie volte in questa sede e i contributi dovrebbero lentamente essere sostituiti da mutui a tassi di favore particolari. Di questo se ne parla a favore dell'industria, a favore dell'agricoltura, quindi a maggior ragione dovrebbe essere attuato a favore delle piccole e medie industrie e allora bisognerebbe abolire lo stanziamento e la legge del 1962 e trasferire il tutto al fondo di rotazione per cui il tipo di intervento della Regione sia un intervento ordinario e in un'unica direzione. Questo è il primo problema che pongo al Consiglio regionale.
In secondo luogo, per quanto riguarda il provvedimento nello specifico, mi pare che l'intervento a favore dell'Appel sia un doppione rispetto a interventi particolari di cui ha fruito quest'azienda nel passato data la particolare situazione in cui veniva a collocarsi la disoccupazione.
Fosson (U.V.) - Quello che ha detto in questo momento il Consigliere Dujany ci trova pienamente consenzienti, però, allora, io dovrei ricordare che, avendo fatto parte della Commissione dell'Industria Commercio precedentemente, proprio nell'altra Amministrazione, molte volte avevamo toccato questo argomento - e ne sono buoni testimoni i Consiglieri Manganoni e Tonino perché facevano allora queste stesse riflessioni - e dicevamo che se non si aboliva eventualmente la legge che dava i contributi a fondo perso e la si sostituiva con i fondi di rotazione che erano intervenuti, noi avremmo avuto dei doppioni e avevamo insistentemente molte volte detto questo. Quanto dice e mette in rilievo in questo momento il Consigliere Dujany quindi - lo ripeto - ci trova consenzienti, e forse toccherà a noi di sollevare questo problema, però, con tutto il tempo che è passato da quando si è approvato il primo fondo di rotazione, io mi domando se non era il caso di provvedere prima a questo inconveniente, perché si sarebbe ...(voce)... va benissimo che il Consigliere Dujany faccia presente in questo momento queste incongruenze ma, nella sua veste di Presidente della Giunta di quel momento, aveva certamente un dato potere per cui poteva instradare nella linea giusta questo problema.
Ben venga quindi questo suggerimento che si accoda a quello che avevamo suggerito noi in passato e cerchiamo tutti insieme di provvedere in tempo utile per evitare questo inconveniente, perché effettivamente io ho avuto più volte occasione di dire in questo Consiglio che praticamente attraverso molte disposizioni di Consiglio e attraverso certe spinte da una parte e dall'altra chi trae il maggior profitto da tutti i provvedimenti che vengono emanati dal Consiglio regionale sono proprio i furbi, e quindi sarebbe ora che tutti insieme fossimo d'accordo di evitare di dare un premio ai furbi ma di fare una distinzione che sia equa e che vada effettivamente a chi ne ha diritto e a chi questo diritto può...
Io quindi volevo solo dire questo, non entro adesso nel merito dell'Appel, perché adesso non faccio più parte della Commissione Industria e Commercio, quindi non conosco questo problema e non posso dire se è un doppione di un provvedimento. Ecco, volevo solo intervenire per il primo punto e dire: prendiamo atto e mettiamoci in testa tutti quanti di trovare un correttivo a questo sistema.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Io avevo posto una domanda alla Giunta, alla quale naturalmente non mi si è risposto.
Caveri (U.V.) - Il Presidente della Giunta aveva chiesto la parola, non so se vuol rispondere.
Andrione (U.V.) - ...della Commissione Industria e Commercio e non sono andato a Saint-Christophe, volevo pregare il Presidente della Commissione di rispondere al Consigliere Manganoni, perché personalmente non ci sono stato e non so se è vero.
Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Dujany, io ho qui davanti l'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1968 n. 8: o la si abroga o la si applica, non c'è altro da fare. Fate la proposta, noi in linea di massima siamo favorevolissimi, dovremmo riuscire entro brevi termini a presentare la legge sui fondi di rotazione, perché fino adesso non hanno funzionato e, per abrogare questa legge, bisogna, secondo noi, che i fondi di rotazione per l'industria siano funzionanti e che non siano distribuiti come sono stati distribuiti fino adesso.
Nelle quattro branche del turismo, dell'agricoltura, dell'intervento per vecchi villaggi e per l'industria, come abbiamo questa legge pronta, possiamo logicamente abrogare, a partire dall'anno finanziario 1976, questa legge. Ma quando ci sono delle domande che sono state istruite e che sono maturate, non è possibile arrivare a un certo momento e dire: "avete avuto un affitto più basso, non è questo tipo di contributo...", tutto al più si può proporre di rivedere il canone di affitto, ammesso che sia una linea di comportamento valida. Oggi l'ampliamento, l'ammodernamento di stabilimenti industriali già esistenti nel territorio della Valle d'Aosta, sino all'ammontare massimo del 10% delle spese ammesse effettivamente sostenute, è quello che è avvenuto anche nel caso dell'Appel.
Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare il Consigliere Manganoni e poi il Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - Non rispondo alla domanda del Consigliere Manganoni, in quanto il compito della Commissione era quello di esaminare quelle tre pratiche istruite da tempo e che noi abbiamo trovato giacenti. Io sono d' accordo che va modificata la politica d'incentivazione industriale, perché tanto non sono già d'accordo neanche con quella, diciamo, la regionalizzata iniziata nella Giunta precedente, per cui si è costruito uno stabilimento che costa due miliardi, per cui con due miliardi io ritengo che si dava un'incentivazione ad almeno 20 aziende nuove; comunque, questo è un discorso che faremo quando elimineremo queste vecchie leggi.
È chiaro che ci sono dei doppioni e che ci possono essere delle aziende che beneficiano due volte. Il Consigliere Dujany giustamente ha fatto rilevare quello dell'Appel a un certo momento, però io ritengo che se ci fossero state delle incongruenze, gli uffici stessi avrebbero dovuto provvedere a bloccare l'istruttoria di questa domanda. Noi siamo andati a visitare le tre aziende, abbiamo rilevato che c'erano stati questi impegni da parte delle aziende e, data la cifra e visto che sul luogo non ci sono state delle contestazioni, abbiamo ritenuto di non fare un'ulteriore riunione perché abbiamo fatte tre o quattro riunioni, per cui a un certo momento ritengo che costi più la riunione di Commissione che i modesti interventi che la Regione sta facendo per queste aziende.
Perché dico una cinque milioni, l'altra cinque milioni e mezzo, riuniamo dieci volte la Commissione e ad un certo momento vediamo che è costata più la Commissione degli interventi che la Regione deve fare.
A un certo momento abbiamo ritenuto che queste cose c'erano, erano state fatte, ne abbiamo passato come sanatoria direi, ed è vero che bisognerà che il Consiglio regionale affronti al più presto questa situazione per eliminare queste leggi che di incentivazione hanno ben poco per mettere in moto, invece, con un saggio regolamento il fondo di rotazione, che è l'unico che può veramente incentivare l'attività industriale in Valle d'Aosta.
Caveri (U.V.) - Altri, interventi? La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Alla mia domanda non si vuole rispondere, ma ve lo dico io perché non si vuole rispondere... Allora io chiedo cosa ci sta a fare questa Commissione. La Commissione ha fatto i sopralluoghi in quei capannoni della Saint Roch, ha visto se c'era o no la distilleria? No. Allora che sopralluogo ha fatto? Si è bevuta il bicchierino entrando...no? Magari con l'offerta della bottiglietta e poi va tutto bene? Io non c'ero nella Commissione ...(voci)... no, mi dispiace, ma io la Saint Roch... Faccio una precisazione: io facevo parte della Commissione precedente dell'Industria e Commercio e, quando abbiamo visitato la Saint Roch, cosa abbiamo constatato? Che c'erano dei magnifici capannoni che servivano per il deposito di liquori fatti venire dalla Scozia, o da Bologna, non importa, ben impacchettati, li depositavano e poi li rivendevano.
Noi abbiamo visitato un secondo locale, dove vi era una certa apparecchiatura con molti tubi da dove si metteva dell'alcool industriale e della polverina e ci veniva fuori il Saint Roch. Allora noi cosa abbiamo detto: "e la distilleria dov'è?". Ci è stato risposto: "nel nuovo capannone in costruzione ci sarà la distilleria", al che la Commissione ha detto: "esamineremo il problema quando ci sarà la distilleria". Ma la distilleria non c'è e qui si vuol fare passare un contributo ad un'impresa commerciale e non industriale. Ecco la sostanza, questa è la verità. Si vuole prendere in giro il Consiglio ignorando se la distilleria c'è. Ve lo dico io: la distilleria non c'è e allora perché non avete il coraggio di dirlo, egregi colleghi, membri della Commissione ...(voce)... Presidente, la prego di leggere i membri della Commissione dell'Industria e Commercio...
(voce del Consigliere Ramera)
...Ramera permetti che vada avanti, io nella Commissione che ha visitato la Saint Roch non c'ero, o Ramera aveva le traveggole...ma Ramera tu confondi la Saint Roch con Villeneuve, la Saint Roch si trova a Saint-Christophe, a Quart, invece i marmi di Guglielminotti si trovano a Villeneuve. Ora, tu devi sapere che Villeneuve si trova a 12 chilometri da quella parte, la Saint Roch si trova a 4 chilometri da quell'altra, dal punto di vista cardinale, esattamente opposti: uno a est e l'altro a ovest, questo per precisare. Allora vi dicevo: io ho fatto il sopralluogo alla Saint Roch, ma non con questa Commissione di cui non faccio parte, con la Commissione precedente, dell'altra Giunta e la constatazione qual è stata? "Quando lei avrà installato i macchinari - non che ci racconta che li ha ordinati, perché ci racconta anche delle balle, fra l'altro... - quando i macchinari della distilleria saranno installati e funzionanti, lei chiamerà la Commissione e farà il sopraluogo, constaterà e darà il contributo". Questa era stata la conclusione della Commissione di cui io facevo parte, quella della Giunta precedente, non di questa, di cui io non faccio parte.
Ho constatato con stupore che sull'ordine del giorno si mette la Saint Roch, però non si dice se la distilleria c'è: questo ci si guarda bene dal metterlo, perché naturalmente qui bisognava...dice: "i Consiglieri ci passano sopra", però io dico che questo non è serio, perché se noi diamo il contributo alla Saint Roch, noi dovremmo dare il contributo a tutti i capannoni commerciali che hanno costruito in Valle Aosta. Questa è la realtà e io so, siccome mi sono già fatto un nemico allora dicendo le cose come erano, che me lo faccio ancora adesso, a me non importa perché per me ci vuole anzitutto la rettitudine amministrativa e bisogna avere il coraggio di dire: "no" anche se si tratta di amici o di conoscenti quando non ne hanno diritto. In questo caso non ha diritto ad averlo, fai pure...(voce)... ma potrebbe anche trattarsi di una macchina che incolla le etichette...ora, mi chiedo se un membro della Commissione non distingue una macchina etichettatrice da una distilleria...beh, non averne a male Ramera, ma se non distingui una distilleria da un'etichettatrice, chiedi di far parte magari della Commissione dell'agricoltura, ma non di quella dell'Industria e Commercio!
Allora la conclusione qual è? Che qui si tratta di un impianto, di una società commerciale e non industriale, pertanto non rientra negli aventi diritto ai contributi, primo.
Albaney è Consigliere e può chiedere la parola e, quando io ho chiesto per due volte...
(voce del Consigliere Ramera)
...ma permetti, Ramera, ma, quando tu parlavi, io non ti ho interrotto, ho dimostrato, abbi pazienza, almeno quella correttezza che tu non dimostri. Albaney, se ha visto la distilleria, considerato che per ben due volte ho posto questa domanda, avrebbe dovuto alzarsi e dirmi: "la distilleria c'è" o "la distilleria non c'è". Perché Albaney ha taciuto? Perché è un dritto? No. Albaney forse avrà il pudore di non venire qui ad affermare le cose che non esistono, affermare che c'è quello che non c'è.
Veniamo ai fondi di rotazione, giustamente Dujany ha detto: "qui abbiamo due leggi e i furbi (l'Appel) si avvalgono della legge speciale per cui noi abbiamo costruito i capannoni", cioè sistemati i capannoni esistenti, glieli abbiamo dati con un affitto simbolico, no? Quella legge però non doveva ammettere anche la possibilità di fruire anche dell'altra legge, cioè di questa legge di cui discutiamo e allora si dice: l'una o l'altra. È giusto come principio, però badate che in Commissione, in quella precedente, abbiamo discusso di questo fatto e cosa n'è venuto fuori? Che le piccole aziende non potrebbero fruire dei fondi di rotazione, perché? Perché affinché la banca conceda il mutuo, ci vogliono delle garanzie, in particolare immobiliari, che le piccole industrie non sono in condizione di offrire e allora, mentre le grosse industrie potrebbero avvalersi dei fondi di rotazione, le piccole industrie ne verrebbero escluse; noi diciamo in Consiglio che dobbiamo favorire le piccole e medie industrie, ma noi faremo esattamente il contrario. Ecco perché la Commissione, quella di cui facevo parte nell'altra Giunta, era perplessa sull'abolizione di questa legge, allora io proporrei questo: che il problema vada esaminato a fondo per evitare che poi noi otteniamo gli effetti contrari a quelli che ci proponiamo, cioè escludiamo dai benefici la piccola e la media industria. Essendo però attualmente tutte e due queste due leggi in vigore, fondi di rotazione e fondi speciali, noi potremmo stabilire anche senza la legge l'incompatibilità, o l'una o l'altra...cioè non l'incompatibilità, ma la non cumulabilità: o ti avvali dei fondi di rotazione, o ti avvali delle leggi speciali che abbiamo fatto per le due industrie di Arnaz, la camiceria e quella tessile, o ti avvali di questa legge. Il Consigliere Dujany ha ragione, i furbi attingono da una parte e dall'altra. Ora, eliminando la cumulabilità, noi eviteremmo questi trucchetti.
Vengo nel merito della deliberazione: noi qui abbiamo tre industrie, l'unica che dovrebbe essere ammessa senza discussione è quella dei marmi, perché quella dei marmi non si è avvalsa né dei fondi di rotazione, né delle leggi speciali di cui si sono avvalse le due di Arnaz. Lì è effettivamente un'industria dove vi lavorano 10-15 operai, quella è una piccola industria, e anche in una zona dove ...(voce)... non sono cumulabili? Ma basta che il Consiglio decida la non cumulabilità e noi provvisoriamente risolveremo il problema. Allora di queste tre noi ne abbiamo una che si è avvalsa solo di questa legge, abbiamo l'Appel che si avvale di due leggi: quella legge speciale fatta appositamente e questa legge, e abbiamo la terza, la Saint Roch, che non dovrebbe fruire di nessuna di queste leggi perché non è uno stabilimento industriale ma è uno stabilimento commerciale.
Voglio attirare l'attenzione della Giunta su questo fatto, che è molto pericoloso, perché se noi accettiamo questo, noi dovremo accettare tutte le distillerie della Valle, che distillano come distillo io, cioè non distillano niente, prendo l'alcool industriale con la polverina ...(voce)... no, fanno bene, finché trovano i clienti, va bene.
In secondo luogo tutti gli altri capannoni commerciali che acquistano, depositano, rivendono, tipo la Saint Roch, avrebbero diritto al contributo, quindi io mi appello alla Giunta, al Consiglio, non solo alla Giunta: facciamo attenzione a quello che facciamo, perché se creiamo un precedente del genere, non potremo dire di no agli altri e tutte le imprese commerciali della Valle che hanno dei capannoni per dei depositi avranno diritto al contributo.
Caveri (U.V.) - A proposito delle osservazioni del Consigliere Manganoni, per quanto riguarda la Saint Roch, io constato che la Commissione Industria e Commercio è formata dai Consiglieri Ramera Sergio Presidente, Tripodi Pasquale Vice Presidente, Tonino Aldo, Segretario, e dai Consiglieri Albaney, Blanc, Chincheré e Marcoz Ettore.
Mi pare quindi che sarebbe opportuno che questi Commissari, questi membri della Commissione chiarissero questo punto che è in sospeso in relazione all'osservazione sollevata dal Consigliere Manganoni e dirci se in questo stabilimento vi sono o non vi sono delle macchine che trasformano determinate materie in liquori, grappa e cose del genere. Se non c'è una precisazione sicura, mi pare che la coscienza dei Consiglieri non possa essere molto tranquilla.
Volevo invitare il Consigliere Albaney a dare dei chiarimenti, ma mi sono astenuto, perché poteva sembrare una provocazione.
Albaney (D.P.) - Mi pare che tutto questo cancan che si sta facendo su questo argomento sia fuori luogo, perché già qualche tempo fa abbiamo concesso un contributo alla Saint Roch. Questo qui non è altro che un ampliamento della Saint Roch, quindi si segue una cosa che già è stata concessa precedentemente.
Adesso la domanda del Consigliere Manganoni è stata: c'è o no questa distilleria? Tu lo sai benissimo Manganoni che il Génépy viene fabbricato, non viene distillato e ci sono i macchinari, li abbiamo visti, che fabbricano il Génépy, se tu vai da Ottoz, vedrai benissimo che lì ci sono i macchinari che fabbricano...
Caveri (U.V.) - In questo momento lei non fa del reclam per il Génépy, d'altra parte...mi hanno sempre fatto molta compassione i turisti che comprano in buona fede il Génépy.
Albaney (D.P.) - Mi pare quindi una piccola industria valdostana che ha 16 dipendenti e non vedo perché si debba fare un cancan perché aiutiamo o veniamo incontro ad una piccola industria valdostana, tutto lì.
Caveri (U.V.) - Gli altri Commissari cosa dicono? Consigliere Chanu, cosa dice lei...
Chanu (D.P.) - Io non parlo come Commissario attuale, ma da ex Commissario.
Caveri (U.V.) - O da consumatore forse...
Chanu (D.P.) - Facevo parte della Commissione precedente ed effettivamente in sede di Commissione ci si era trovati di fronte al problema che ci ha sollevato il Consigliere Manganoni. Si tratta cioè di una fabbrica che non trasforma, che non produce, ma che si limita ad accumulare, magari a miscelare e poi a rivendere, oppure ad una vera e propria industria di produzione.
Il problema sembra ancora aperto, perché evidentemente se seguiamo il Consigliere Manganoni, la distilleria non c'è e, consentitemi di dirlo, non ci potrà mai essere. Pensiamo solo alle leggi che proteggono le pianticelle di Génépy e che sono in vigore in Valle d'Aosta, poi pensiamo all'idea di dover fare del Génépy distillandolo alla maniera dei nostri vecchi. Si tratterà forse, come ha detto onestamente Albaney, di una trasformazione di prodotti, di estratti, una mescolanza di estratti con alcool, la possiamo qualificare come industria di produzione di Génépy.
È un problema di cui è investito il Consiglio, ma su cui certamente non ci possiamo adesso dare una risposta perché tutte le risposte dei Commissari sono abbastanza vaghe.
Chi parla di qualche tubetto, chi parla di qualche provetta, di qualche bottiglietta di estratto, su cosa si faccia forse è meglio non indagare, perché sennò veramente la propaganda contro il Génépy diventa troppo massiccia. Cosa si faccia Dio solo lo sa, o il diavolo lo sa.
Conclusione: se effettivamente la domanda avanzata dalla Saint Roch era una domanda volta a ottenere un contributo per impiantare una distilleria nel vero senso della parola, allora dobbiamo dare ragione a Manganoni. Se la domanda fosse generica; come industria di fabbricazione, con tutte le riserve personali su questo tipo di fabbricazione e sul successivo consumo, non so come potremmo trovarci in posizione diversa. Non so in questo momento quale industria produttrice di questi prodotti vada con l'alambicco a distillare, o con l'alambicco industriale a distillare le erbe per fare liquori, questo veramente non lo so e non credo neanche che sia possibile in questo momento.
Caveri (U.V.) - Prima di dare la parola al Presidente della Giunta, anzi al Consigliere Tonino, volevo dire questo: che in fondo queste ditte indirettamente contribuiscono alla protezione della flora alpina, perché il non mettere affatto del Génépy in questi prodotti è la migliore difesa della flora alpina, quindi bisognerebbe dare un altro contributo come difensori della flora alpina e non come industriali.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Nel 1972, quando la Saint Roch ha fatto la domanda per ottenere il contributo della Regione, non era per la distilleria, era già per questi capannoni, per cui dopo la Commissione si era riunita, aveva discusso il problema e aveva detto: "ma dove ha questa industria? Cosa si industrializza alla Saint Roch? Non si industrializza mica niente". Era una grossa ditta commerciale, per cui si è accantonato. Si è detto quando e allora la Saint Roch ha fatto sapere che voleva impiantare una distilleria, eccoci, allora noi abbiamo detto: "quando la Saint Roch impianterà una distilleria vera e propria, allora in quel momento vedremo di darle il contributo", ma per il momento questa distilleria non c'è, non è mica distilleria quella lì ...(voce)... appunto che non parla di distilleria qui sopra: parla di un contributo per capannoni, per cui noi già una volta avevamo respinto perché non c'era la distilleria. Il motivo è un po' questo, insomma.
Queste cose non sarebbero successe se al termine della visita - io non dico di convocare un'altra volta la Commissione - i Commissari si fossero trovati e avessero deciso sulle cose che avevano visto. In quella sede io avrei già detto - non lo posso dire là davanti al proprietario della Saint Roch -: "tu non hai diritto al contributo", lo discutevamo tra Commissari. Dicevamo: "va beh - io avrei fatto presente questo, insomma... - questa distilleria non c'è", la medesima discussione l'avevamo già fatta l'altra volta e quindi per conto mio non sarei stato d'accordo di concedergli il contributo.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Borbey.
Borbey (D.C.) - Soltanto per dire una cosa: che ad un certo punto è vergognoso che in Consiglio regionale della Valle d'Aosta si critichi e ad un certo punto si faccia una propaganda contraria alle nostre piccole industrie. Chi fa il Génépy lo sappiamo tutti: Ottoz, Levi e altri in Bassa Valle, perché non parliamo anche di questi?
Sappiamo benissimo che nella vendita del botticino di Génépy c'è il piccolo ramoscello, la piccola piantina di Génépy, ma che proprio nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta si discuta e si accusi che in Valle d'Aosta si facciano dei prodotti sofisticati...e allora, scusa, Manganoni, bevi il Cynar tu perché sei convinto che forse si fa con il carciofo ...(voce)... io voglio soltanto mettere il dito sulla piaga che determinati posti...ad un certo punto, quando si cercano posti di lavoro, si fa un gran cancan, quando è per sovvenzionare o dare un aiuto a ditte che fabbricano...quindi chi è che parla di distillerie...qui abbiamo una delibera dove si dice: "si fabbrica il Génépy, c'è l'ampliamento di un capannone per fabbricare il Génépy". Ritengo che ad un certo punto è un'industria che dà lavoro a 15-20 operai e che quindi sia illogico e controproducente in questa sede fare un cattivo reclam ai nostri prodotti.
Caveri (U.V.) - Do la parola al Presidente della Giunta che forse ha delle proposte conclusive.
Andrione (U.V.) - Molto brevemente per dire questo: credo che la discussione, così com'è stata portata avanti, sia una discussione per sapere che cosa si intende per "industria", perché è fuori discussione il fatto che alla prima visita la Commissione Industria e Commercio ha trovato soltanto l'ampliamento dei capannoni e del deposito e che adesso invece ci sono dei macchinari nuovi fatti per miscelare e imbottigliare, che la prima volta non c'erano. Io dico quello che mi hanno detto, Consigliere Manganoni, non c'ero. Comunque, credo sia anche questo fuori discussione: è stabilimento industriale anche quello che imbottiglia l'acqua minerale, prende il vetro, incapsula, è uno stabilimento industriale ed è riconosciuto come tale: parlo di Fiuggi, di Sangemini e di tante altre marche di acqua minerale.
Non so se da parte vostra vi è invece una presa di posizione contro gli smerciatori di alcool, perché non è detto che il distillato sia migliore quando c'è dentro il vero infuso di Génépy o quando c'è altra roba, perché sappiamo tutti come viene formato il Whisky, la Vodka e avanti di questo passo, se ne vendono, l'Italia è il primo importatore del mondo di Whisky...lasciamo perdere, comunque è colorato, se fosse un distillato di Grappa, dovrebbe essere bianco, invece il Whisky ha un dato colore perché deve fare concorrenza al Cognac, quindi gli mettono dentro le polverine.
Ecco, io dico semplicemente questo: mi sembra che sia una questione di buon senso, esattamente riprendendo quello che diceva Chanu, se questo è il limite, mi sembra che anche un ampliamento, che, tra l'altro, ha già ricevuto un contributo regionale...anche l'ampliamento di un'attività di questo genere - che può piacere o può non piacere, poi nessuno è obbligato a comprare delle bottiglie di Génépy - rientra negli scopi per i quali è stata fatta la legge del 1962 e quella del 1968.
Io quindi personalmente sarei favorevole all'approvazione della delibera così com'è stata presentata e questo non per favorire nessuno, ma semplicemente in ottemperanza ai disposti della legge regionale.
Caveri (U.V.) - Mi pare che siamo pronti per la votazione. Se volete, possiamo votare dividendo per punti la delibera. Non è possibile secondo voi? È possibile, lo si è fatto diverse volte. La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Abbiate pazienza, io non sono qui per polemizzare con il Consigliere Borbey, però si dice che è vergognoso che in Consiglio si critichi le nostre piccole industrie. Borbey, io non sono un ipocrita. Ora, dire la verità non è criticare, quindi se noi diciamo che i liquori fatti ad Aosta, in Scozia o in Sicilia sono un intruglio di sofisticazioni, noi diciamo solo la verità. Io non denuncio niente perché io di quegli intrugli, caro Bondaz, non ne bevo, li lascio bere a quelli che diceva il Presidente...che sono dei fessi. Va bene? Io non bevo gli intrugli e li lascio bere a chi li vuol bere. Questa è la realtà. Ora, caro Consigliere Borbey, noi dovremmo essere i primi a fare quello che ha detto il tuo collega e dire: "la verità è questa", perché se noi abbiamo paura della verità e di dirci la verità, beh, io mi chiedo che razza di Consiglieri siamo! Se stiamo qui per fare gli ipocriti e per raccontarci delle frottole, io non faccio il Consigliere in quel modo ...(voce)... io le verità le dico e il licenziamento degli operai non ha niente a che vedere con quanto si dice in Consiglio. Questa per me è la verità e dimostreremo il contrario...
Caveri (U.V.) - Io direi che...
Manganoni (P.C.I.) - ...finisco, "si fabbrica il Génépy"...il Génépy non viene fabbricato, cresce spontaneamente sulle nostre montagne, nessuno fabbrica il Génépy e a me stupisce di sentire queste assurdità, queste enormità da parte di colleghi Consiglieri che dovrebbero sapere cos'è il Génépy.
Caveri (U.V.) - Ormai abbiamo capito, Consigliere Manganoni, che lei parla di verità, la verità mi sembra che sia stata accertata. Potrà quindi far piacere o no a qualcuno, ma la verità...
Manganoni (P.C.I.) - La verità l'ho detta io, gli altri la contestano ...(voci)... Presidente, a me stupisce una cosa: se io per caso interrompo un mio collega quando parla...
Caveri (U.V.) - Ma tutti interrompono, cosa vuole...
Manganoni (P.C.I.) - Lei non mi lascia andare avanti...
Caveri (U.V.) - Anche nel Parlamento si interrompe...purché l'interruzione non sia esagerata...
Manganoni (P.C.I.) - Le interruzioni sono già state tre poi lei dirà che io non finisco più il mio intervento, per forza parlano gli altri. Allora mi lasci finire...se lei permette?
Caveri (U.V.) - Perché no?
Manganoni (P.C.I.) - ...si dice: 16 dipendenti, benissimo, e allora se noi diamo il contributo a quella azienda commerciale, dovremmo darlo alla Cidac che di dipendenti ne ha una trentina, alla Garosci che di dipendenti ne ha più di 16, perché quelle sono delle industrie, delle imprese commerciali esattamente come la Saint Roch. Questa è la verità. Allora io finisco, non entro nel merito della lavorazione del Génépy, però io vi chiedo questo: se la distilleria c'è e su questo non mi si risponde...naturalmente perché non c'è e cosa si faccia lì dentro non si sa.
Come una Commissione viene a dire che non sa cosa avviene in quello stabilimento e poi propone di dargli il contributo...ma abbiate pazienza, io non voglio offendere i colleghi della Commissione ma è la prima volta che sento dai membri della Commissione dire: "non sappiamo cosa c'è là dentro". E allora cosa proponete? Accertatevi cosa c'è là dentro prima, ma cosa c'è ve lo dico io, perché nella precedente Commissione io ho visto cosa c'era là dentro, penso che dovrebbero averlo visto anche i miei colleghi...il Consigliere Tonino l'ha visto e confermato: c'erano dei tubi e io ho parlato con l'operaio, non col titolare, ho detto all'operaio: "senta un po', ma questi tubi a cosa servono?". Mi ha risposto: "qui si mette l'alcool in questo recipiente, in quest'altro degli estratti che arrivano dal Trentino, poi assieme vengono pompati nei tubi, vengono mescolati con tutti gli intrugli, di là esce il Génépy, si imbottiglia e via". Questa è tutta l'industria che c'è là dentro, cioè si mescola dell'alcool con delle polverine e si imbottiglia.
Io comunque finisco chiedendo la votazione separata, perché, mentre per quella dei marmi, l'abbiamo precisato prima, va bene, quella dell'Appel sarebbe già più discutibile come forma di contributo, ma l'Appel è effettivamente un'industria. Questa invece non è un'industria, ma è un'impresa commerciale e allora noi siamo contrari a creare il principio che dare dei contributi alle imprese commerciali...
(voci)
Caveri (U.V.) - Sentite, non si potrebbe concludere questa discussione? Do la parola al Consigliere Borbey e poi chiudiamo.
Borbey (D.C.) - Soltanto perché il Consigliere Manganoni parla sempre senza essere al corrente delle cose. È inutile che faccia dei paragoni con la Garosci, o con la Cidac, o via dicendo, queste sono iscritte nelle imprese commerciali. Va bene? Invece questa è iscritta nell'elenco delle industrie e non delle ditte commerciali. È inutile quindi che tu vieni qui e vuoi essere sempre al di sopra delle disposizioni di legge...
(voce del Consigliere Manganoni)
... la Saint Roch è iscritta come ditta industriale e non come ditta commerciale.
Caveri (U.V.) - Ormai la discussione degenera, quindi dichiaro chiusa la discussione. Do la parola al Consigliere Dujany che parlerà delle camicie, penso.
Dujany (D.P.) - Io non parlerò né del Génépy, né delle camicie, chiedo al Consiglio come intende procedere sui due problemi che avevo posto all'inizio, cioè se la legge del 1962 ha da continuare o ha da cessare. Se dovesse essere ritenuta superata, ritengo opportuno che la Giunta si impegni di non più accettare domande da oggi in quella direzione e successivamente proponga l'abrogazione con lo strumento sostitutivo attraverso l'utilizzazione dei fondi di rotazione e il trasferimento delle somme oggi disponibili in bilancio previste, a seguito di questa legge, al fondo di rotazione.
Secondo problema: l'Appel. Vorrei richiamare proprio con molta attenzione l'interesse del Consiglio sul fatto che in questo caso noi concediamo due contributi. La situazione dell'Appel è una situazione particolare, mentre le altre industrie hanno costruito, hanno acquistato terreni in proprio, in questo caso si tratta di un'industria che ha in affitto delle costruzioni di proprietà regionale, che la Regione ha affittato ad un prezzo di favore, questo prezzo di affitto rappresentava il contributo a fondo perduto che veniva dato ad altre industrie. Se a quel tipo di intervento cumuliamo quest'altro tipo di contributo, abbiamo un comportamento di disuguaglianza e direi una certa ingiustizia...o perlomeno cerchiamo di analizzare e di approfondire questo aspetto del problema per verificare se questo ulteriore contributo è dovuto, oppure se è un errore di valutazione a seguito naturalmente della condizione particolare in cui si trova questa industria.
Caveri (U.V.) - Consigliere Dujany, mi permetto di dire che a una questione e all'altra ha già risposto un quarto d'ora fa il Presidente della Giunta impegnandosi nel senso da lei desiderato...senza impegno? Va, bene. Allora ha fatto la dichiarazione senza impegno! Leggo l'articolo 74, se è una proposta di provvedimento amministrativo composta da più articoli e di più disposizioni, i singoli articoli, le singole disposizioni formano oggetto di separate votazioni, normalmente effettuate per alzata di mano, tuttavia, se non è sollevata alcuna obiezione, il Presidente può mettere in votazione la proposta nel suo complesso.
Procediamo quindi alla votazione separata. La parola al Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Siamo d'accordo per la votazione separata, a nome del Gruppo dei Democratici Popolari, chiediamo la votazione segreta sulle tre proposte.
Caveri (U.V.) - Va bene. Allora procediamo alla votazione segreta per i tre contributi separati, così com'è stato richiesto in applicazione del Regolamento. Procediamo prima alla votazione del contributo a favore della ditta Saint Roch.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO:
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 20
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Passiamo ora alla votazione per il contributo alla ditta Appel.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO:
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 21
Contrari: 10
Il Consiglio approva.
Passiamo al contributo per la ditta Guglielminotti, sempre a scrutinio segreto.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO:
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 24
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Il Consiglio
delibera
1°) di approvare la concessione alle seguenti imprese industriali dei contributi straordinari regionali di seguito indicati per ciascuna impresa, ai sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n.8;
a) Ditta SAINT ROCH di ROSSET C. & LEVI N. S.n.c., con sede nel Comune di Quart, Frazione Villair:
£. 2.000.000 (due milioni) nelle spese di acquisto del terreno e
£. 3.000.000 (tre milioni) nelle spese di ampliamento dello stabilimento, per un ammontare totale di lire 5.000.000 (cinque milioni).
b) Ditta APPEL S.p.a., con sede nel Comune di Arnaz, strada Statale, n. 26:
£. 11.000.000 (undicimilioni) nelle spese sostenute per la trasformazione dello stabilimento ex SIRCA DAVIT di Arnaz.
c) Ditta GUGLIELMINOTTI Leo, con sede nel Comune di Villeneuve, Frazione Chavonne:
£. 5.500.000 (cinquemilionicinquecentomila) nelle spese di ampliamento dello stabilimento.
2°) di approvare la spesa complessiva di lire 21.500.000 (ventunmilionicinquecentomila) da finanziare con imputazione al residuo passivo "Contributi straordinari ad aziende industriali in applicazione delle leggi regionali 21.8.1962, n. 20 e 11.3.1968, n. 8 (Fondo di £. 74.500.000 impegnato con deliberazione della Giunta regionale n. 6170 in data 11.12.1974)", che presenta la necessaria disponibilità.
3°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione dei successivi provvedimenti deliberativi per la liquidazione alle Ditte suddette delle rate dei contributi di cui al n. 1°), secondo le modalità previste dalle citate leggi regionali 21.8.1962, n. 20 e 11.3.1968, n. 8.
