Oggetto del Consiglio n. 2414 del 26 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2414/XIV - Interpellanza: "Adozione di nuove misure per incentivare interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio privato".
Rosset (Presidente) - Punto n. 20 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Questo tema della riqualificazione dal punto di vista energetico degli edifici è già stato discusso diverse volte, soprattutto su iniziativa del nostro gruppo, già quando abbiamo discusso la legge regionale del 2015, ma anche in occasione del PEAR, e oggi ci sembrava opportuno ritornare sulla questione per due motivi: da un lato, è passato oltre un anno dall'entrata in vigore della legge regionale, per cui forse cominciano ad esserci i primi dati e le prime valutazioni sono possibili per capire qual è l'andamento, quali risultati sono stati ottenuti; dall'altro lato, vi sono gli annunci che sono stati fatti dal Governo a livello nazionale sulla proroga degli incentivi rivolti alla riqualificazione energetica, ma anche all'introduzione di alcune novità che potrebbero essere interessanti anche per la nostra regione. È vero che la manovra finanziaria deve essere ancora approvata dal Parlamento, ma alcune indiscrezioni sono uscite sulla stampa, vi sono già alcune indicazioni che, oltre a vedere la proroga degli incentivi, si introducono delle novità come, per esempio, le norme sui condomini. Una cosa che c'era nella prima scrittura era molto interessante era addirittura introdurre dei sistemi proporzionali di incentivi alla classe energetica raggiunta, quindi maggiori sono gli obiettivi di prestazione raggiunti maggiori sono gli incentivi, questo poi in una seconda lettura è stato eliminato, ma l'idea sembrava molto valida. Credo che lo scopo della legge regionale, che proprio nel titolo va a riprendere la direttiva europea sulla prestazione energetica nell'edilizia, sia condiviso, cioè vi sia coerenza tra lo spirito della direttiva europea e la nostra legge. Giusto proprio per ricordare alcuni dati, nella direttiva si ricorda che gli edifici sono responsabili del 40 percento del consumo globale di energia dell'Unione europea, quindi una fetta significativa e lo scopo principale è quello di introdurre misure per ridurre il consumo di energia, questo è quanto mai diventato un impegno sempre più forte, soprattutto dopo la sigla dell'impegno a Parigi nell'ultima Conferenza sui cambiamenti climatici.
Una cosa interessante è che addirittura la direttiva europea non considera gli incentivi che vengono finalizzati per la riqualificazione energetica come aiuti di Stato, per cui questo dà un certo margine di possibilità in più rispetto ad altre forme di aiuti.
Nella nostra interpellanza chiediamo: da un lato, una valutazione sull'applicazione della legge per capire se vi è rispondenza, noi siamo andati a cercare alcune delibere che sono arrivate successivamente alla legge dove si rifinanziano alcune parti dei fondi di rotazione che erano stati messi a disposizione, dove vi è l'approvazione di alcune graduatorie per degli interventi; in secondo luogo se, a fronte delle novità che vengono introdotte a livello nazionale, sono allo studio o si intendono portare avanti altre e ulteriori misure per incentivare a risparmiare energia con conseguenti impatti non solo economici ma anche ambientali di altro tipo.
Dalle ore 17:05 assume la presidenza il Vicepresidente Marco Viérin.
Viérin M. (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie collega che ci permette di tornare su questo argomento, che in qualche modo ci accomuna per interesse. Nella sua interpellanza ha ben richiamato alcune delle delibere; se mi consente, vorrei richiamare anche la delibera n. 1880 del dicembre 2015, che istituisce il fondo, perché la legge prevede il fondo ma poi si doveva fare una delibera di istituzione, poi un'altra delibera: la n. 272/2016 di 70 pagine che ha riportato i requisiti minimi per riuscire ad arrivare lì e poi la delibera n. 489/2016, non meno importante, che è quella che è stata concertata anche con i soggetti che dovranno operare: per esempio, i professionisti, per capire come applicare o meno la norma. In particolare, in quella fase sono stati anche convocati alcuni rappresentanti degli amministratori di condominio e con Finaosta è stato fatto un grosso lavoro per cercare in qualche modo di scrivere un bando che potesse rispondere alle esigenze di chi poi la doveva usare. Infine, ricordo una delibera di pochi giorni fa del 7 ottobre 2016, diciamo che sono le prime delibere di erogazione vera e propria dei mutui.
Innanzitutto vorrei ricordare che il grosso lavoro che naturalmente è conseguente alla legge - devo riconoscere che il suo gruppo ha dato anche un contributo fattivo per la stesura della stessa - ci è stato riconosciuto anche a livello nazionale: in un convegno che c'è stato poco tempo fa al Politecnico di Torino alcune delle maggiori realtà che operano nella certificazione energetica, come Active House, Zephir, ci hanno addirittura invitati ad un convegno nazionale perché ritengono la legge della Valle d'Aosta tra le più performanti in questo momento in vigore per questo tipo di intervento.
In termini di grossi numeri cosa sta succedendo? Le domande al momento pervenute sono 35; la somma di mutuo che è stato richiesto per realizzare le opere è di oltre 3 milioni di euro, questa cosa ha reso necessario, se lei ha notato, una seconda delibera di rifinanziamento, per fortuna che avevamo scaglionato bene i fondi della legge e siamo già arrivati lì. Ad oggi abbiamo sentore, perché sono venuti a chiedere informazioni ai nostri uffici, che dovranno arrivare le grandi domande dei condomini, che arrivano solo adesso perché sostanzialmente, per poter approvare questo tipo di interventi, ovviamente devono riunire tutti i condomini, devono avere l'approvazione, spiegare la norma in che cosa consiste. C'è voluto quindi un po' più di tempo, ma sicuramente il trend è in crescita. In questo senso noi prevediamo già probabilmente nei primi mesi del 2017 di implementare ulteriormente il fondo, che ad oggi è di 5,5 milioni di euro, quindi una dotazione molto importante. Se quindi dobbiamo fare una valutazione di come stanno andando le cose, visto anche l'esame delle domande, quasi tutte hanno i requisiti corrispondenti: c'è stata per il momento una sola domanda non ammessa perché non rispondente ai requisiti.
L'altra domanda che lei poneva è se si può fare ancora di più. Nonostante ci sia una soddisfazione dell'andamento della norma, anche nel mondo dell'edilizia si comincia a capire che importanza può avere questo tipo di norma che parla di un'edilizia ecosostenibile, ecocompatibile, ci sono già le prime imprese valdostane che stanno un po' interessandosi a questo settore, fino a qualche tempo fa, per esempio, i cappotti delle case erano affidati soprattutto a lavoratori stranieri, adesso anche le nostre imprese, vedendo come si sta muovendo questo tipo di azione, cominciano a dare delle risposte.
Cosa si sta facendo per migliorare ancora? Come previsto nella legge regionale, sono allo studio valutazioni finalizzate alla predisposizione nel corso del 2017 di un nuovo avviso pubblico per interventi di efficientamento energetico nel settore dell'edilizia residenziale, che individui quali soggetti beneficiari le ESCo, e per questo è già previsto un finanziamento. Il motivo per cui non è ancora stato fatto questo bando è perché è estremamente complesso il tipo di normativa e quindi si stanno facendo degli approfondimenti tecnici, perché anche su questo settore delle ESCo ci siano le stesse ricadute che si stanno avendo per l'altra parte. Oltre a questo tipo di iniziativa, sono stati previsti, dall'articolo 31, comma 2, della legge n. 13 del 2014, 6 milioni di euro, che hanno l'obiettivo di dare anche in Valle d'Aosta la possibilità di fare l'operazione Trento-Bolzano: di anticipare attraverso il mutuo le detrazioni fiscali. Mentre la legge n. 13 di cui abbiamo parlato adesso è una legge che consente il mutuo prima di aver effettuato i lavori, quest'altro tipo di intervento avviene a fine lavori, anticipando le detrazioni fiscali. La delibera è praticamente pronta, siamo semplicemente in attesa di risolvere le modalità di affidare la convenzione a Finaosta alla luce del nuovo decreto legislativo del 18 aprile 2016 n. 50, in questo senso un'implementazione ulteriore delle norme in essere.
Lei poi ha ben richiamato l'attenzione di questo Governo attuale che sembra muoversi, come credo tutte le Regioni d'Italia stanno mostrando attenzione a questo settore perché in questa parte di economia anche nel settore edilizio quello che si occupa della riqualificazione energetica è quello che, nonostante la crisi, ha registrato in tutti questi anni un forte incremento. Se ne sono accorti anche a livello nazionale, quindi è probabile che, rispetto a questo tema, ci saranno delle ulteriori indicazioni nazionali e, come ha visto, le nostre delibere tendono immediatamente a recepire le indicazioni nazionali. Fra l'altro, da questo punto di vista, la necessità di consumare di meno, di fare minori emissioni nell'ambiente è davvero indispensabile, anche alla luce dei dati macroambientali che arrivano e che sono molto preoccupanti e quindi ci impegnano da questo punto di vista. Il fatto che le famiglie valdostane, unico caso in Italia, abbiano un sostegno di questo tipo in qualche modo va nell'indicazione di cui in altre occasioni ci siamo confrontati: stiamo dando una grossa opportunità in termini promozionali alle famiglie che vogliono migliorare e anche avere un grosso risparmio dal punto di vista dei costi del riscaldamento.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Grazie Assessore per la sua risposta. Nell'interpellanza non avevo citato tutte le delibere, ma le avevamo ben presenti perché avevamo seguito la questione. Solo un paio di suggestioni, di cose ma non per richiamare vecchie discussioni, ma, dal nostro punto di vista, se è vero che l'obiettivo dell'Unione europea è recepito nella nostra legge, a noi sembra che vi sia un certo sbilanciamento per quanto riguarda il fine a cui si tende. Cerco di spiegarmi meglio. Quando abbiamo fatto la discussione allora, mi ricordo anche sul PEAR quello che il nostro gruppo aveva inteso portare avanti era: ben venga il fatto di risparmiare, di fare in modo che gli edifici consumino sempre di meno, ma attenzione perché vi è un'enorme differenza tra un edificio medio che viene portato in classe alta e un edificio invece piuttosto scarso che viene portato in classe media. Dovendo scegliere politicamente quale delle due privilegiare, forse conviene sia dal punto di vista economico per i risparmi che dal punto di vista ambientale, tendere a portare avanti ad un livello medio edifici che sono ad un livello molto basso. Questo perché, facendo dei conti molto grossolani, sostanzialmente un edificio in classe energetica più bassa ha un bisogno di energia che è una decina di volte rispetto ad un edificio in classe alta, quindi cercare di spingere tutti quelli che si trovano in una condizione di prestazione molto bassa conviene di più che far passare un edificio che è già ad un buon livello ad un livello di eccellenza. Questo a noi sembra che ad oggi non venga perseguito, perché ben venga che ci siano gli incentivi, che si vada nella direzione di dare degli aiuti, ma, a nostro avviso, bisognerebbe fare un ragionamento anche in quella direzione.
Seconda questione. Ci chiedevamo se vi era l'intenzione di studiare qualche altra misura, perché è vero che, da un lato, le misure nazionali vanno ad innalzare al 75 percento le detrazioni per gli interventi sui condomini - e questo però è ancora da verificare -, però il modello Trento e Bolzano è già da un po' che si è spinto in quella direzione. Una cosa interessante è il fatto che ci sono gli oneri dei mutui che vengono assunti direttamente a carico del pubblico, noi gli oneri ad oggi non ce li assumiamo, quindi questa poteva essere una cosa su cui andava fatta una riflessione, questo non per tornare su vecchie questioni.
Per quanto riguarda le compagnie che forniscono servizi energetici, accogliamo con soddisfazione il fatto che ci sarà una delibera che va in quella direzione e speriamo che a quel punto forse anche edifici grandi, importanti...io penso soprattutto agli agglomerati urbani più importanti come Aosta, ma anche al di fuori dove ci sono i condomini, dove diventa difficile mettere d'accordo perché ci sono molti proprietari, forse passando per il meccanismo delle ESCo diventa più facile andare in quella direzione. Credo che l'obiettivo sia condiviso. Noi sollecitiamo per fare sempre di più e, se è possibile, sempre meglio, questo siccome è un tema che non dico sia un nostro cavallo di battaglia, ma su cui abbiamo lavorato e su cui riteniamo che ci siano delle opportunità in tutti i sensi...anche l'Assessore ha ricordato che il settore della riqualificazione non ha risentito della crisi e questo noi lo sostenevamo già alcuni anni fa dicendo che bisognava andare in quella direzione anche per cercare di ridare un rilancio alle imprese, soprattutto edilizie, che in questo momento sono quelle più penalizzate dalla crisi. Credo che, quando discuteremo il DEFR, ci sarà modo anche di ampliare il discorso secondo quanto abbiamo presentato stamattina come emendamenti.
