Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2218 del 22 giugno 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2218/XIV - Interpellanza: "Individuazione di soluzioni per la copertura dell'Ufficio del Giudice di pace".

Rosset (Presidente) - Considerato che i punti n. 18 e il n. 22 trattano lo stesso argomento, passiamo al punto n. 19. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Si tratta di una criticità già conosciuta da parecchio tempo, tema affrontato già anche nella passata legislatura, tema delicato, dove dobbiamo trovare delle soluzioni più consone e dobbiamo tutti insieme ampliare le soluzioni concrete a questa paralisi. Abbiamo voluto presentare un'interpellanza sul fatto che il 1° giugno 2016 è decaduto per anzianità l'unico Giudice di pace in servizio in Valle: di mezzo c'è l'applicazione del decreto legislativo n. 92 del 31 maggio che ha abbassato i limiti di età per i giudici onorari a 68 anni. Al di là di questa modifica lampo, il Presidente della Regione si è rivolto subito al Consiglio giudiziario di Torino per porre rimedio alla totale copertura dell'Ufficio del Giudice di pace.

Vorrei solo aprire una parentesi più generale: "già da qualche anno l'Ufficio del Giudice di pace era sottorganico - quindi era una criticità già conosciuta, criticità che non dava quel servizio auspicato da tutti - e, a prescindere dal decreto legislativo sopracitato, si sarebbe potuto provvedere per tempo alla nomina di un secondo giudice, considerata anche l'età di quello in servizio". Queste le premesse per quanto riguarda questa nostra iniziativa.

Cosa chiediamo al Governo regionale? Prima domanda: "quali sono i motivi per i quali si è sottovalutata la situazione esistente di un unico magistrato e non si è anticipata la risoluzione di una criticità già evidente"; la seconda: "quali sono le soluzioni concrete alla paralisi dell'Ufficio del Giudice di pace che ha prospettato al Ministro della giustizia", probabilmente la domanda più importante, perché oggi - noi abbiamo scritto questa iniziativa 12 giorni fa - c'è stato il decreto n. 92 del 10 giugno 2016: "il Presidente della Corte di appello di Torino ha disposto l'applicazione del dottor Giampiero Caliendo, Giudice di pace della sede di Ivrea, presso l'Ufficio del Giudice di pace di Aosta per sei mesi, limitatamente ad un giorno alla settimana, a decorrere dal 13 giugno 2016". Lo dico perché, nel momento in cui noi abbiamo presentato l'iniziativa, il decreto non era ancora stato siglato, quindi ad oggi c'è il Giudice di pace per i prossimi sei mesi, limitatamente ad un giorno alla settimana, a decorrere dal 13 giugno 2016.

La terza domanda che poniamo al Governo, forse quella più importante per il prosieguo, al di là del decreto che è stato approvato, è: "se è intenzione dare maggiore copertura all'ufficio in questione affinché non ci si trovi nuovamente in tali condizioni di emergenza", cioè sgombrare il campo e cercare comunque soluzioni non di emergenza, ma di copertura superiore per quanto riguarda questo ufficio in futuro.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Cette interpellation nous donne la possibilité de démontrer qu'on a toujours travaillé et que cet aspect n'a jamais été sous-évalué. Bien au contraire cette question a toujours été suivie avec attention par la Présidence durant toutes les législatures. En ce qui nous concerne, depuis 2008 nous avons essayé de trouver des solutions pour pourvoir les postes vacants.

Il faut rappeler avant tout que, aux termes de la loi n° 374 de 1991, le Président de la Région peut uniquement proposer au CSM les noms des juges de paix, sur la base des résultats des concours lancés par la Cour d'appel de Turin. C'est la seule initiative qui est remise à la Présidence de la Région.

Le dernier concours remonte à 2003 et prévoyait la couverture de trois postes en Vallée d'Aoste (deux à Aoste et un à Donnas). La Région avait rapidement engagé les procédures pour pourvoir les postes prévus et avait fait passer l'épreuve de vérification de la connaissance de la langue française aux candidats qui avaient opté pour les bureaux de la Vallée d'Aoste. Elle avait ensuite transmis au CSM sa proposition formelle relative aux candidats pouvant être admis à suivre le stage nécessaore.

Le problème est que ce concours n'est jamais arrivé à son terme. Le décret de loi n° 241 de 2004 a suspendu les effets du concours que je viens de citer dans l'attente de la révision de l'organigramme des bureaux des juges de paix. Cette révision a été effectuée par un décret ministériel de 2008. En 2003 il y a eu le concours et en 2008 il y a eu le décret Scotti, mais ce dernier a été annulé par le TAR du Latium en 2010.

En 2011, un nouveau décret ministériel a réorganisé l'organigramme, mais en 2012 deux décrets législatifs ont réorganisé les bureaux territoriaux et, comme vous le savez, l'un des deux a supprimé le bureau de Donnas. Puis, le 28 avril dernier le Parlement a approuvé une loi de délégation portant "Réforme globale de la magistrature honoraire", la loi n° 27 de 2016.

Enfin, pour compliquer les choses, le premier décret législatif d'application de la loi de délégation, le décret n° 92 de 2016, a ramené à 68 ans la limite d'âge pour les magistrats honoraires, entraînant la cessation des fonctions de tous les magistrats ayant atteint cet âge, dont l'avocat Marocco, le seul Juge de paix de la Vallée d'Aoste. Malheureusement telle est l'histoire de ce qui s'est passé jusqu'à aujourd'hui.

"Quali sono le soluzioni concrete...": le rappel historique que j'ai fait était nécessaire pour comprendre toute la complexité de la situation et expliquer l'incertitude que connaissent en ce moment les bureaux des juges de paix de toute Italie, puisque depuis 2003 - je le souligne - aucun nouveau juge n'a pu suivre le stage préparatoire. Entre-temps, de nombreux magistrats honoraires ont atteint la limite d'âge de 68 ans et ont cessé d'exercer.

En ce qui concerne les solutions, la situation est loin d'être simple, d'autant que l'on ne sait toujours pas ce qu'il adviendra du concours de 2003, ni dans quels délais de nouveaux concours pourraient éventuellement être organisés. Dans l'immédiat la seule solution praticable pour éviter la paralysie du Bureau du Juge de paix d'Aoste est celle prévue par les dispositions transitoires de la loi n° 57 de 2016, c'est-à-dire affecter ici d'autres juges du district. Le Président du Tribunal d'Aoste a déjà introduit une demande en ce sens auprès de la Cour d'appel de Turin et a reçu la réponse que vous venez de citer. Toutefois, comme vous l'avez souligné, il s'agit d'une solution temporaire. Par le décret du 10 juin dernier, le Président de la Cour d'appel, comme vous l'avez dit, a prévu la présence de ce juge pour six mois.

Vous m'avez demandé: "se è sua intenzione dare maggiore copertura all'ufficio in questione affinché non ci si trovi nuovamente...". Il s'agit évidemment d'une solution qui n'est pas satisfaisante, mais la couverture des postes de Juge de paix dépendra des délais d'application de la loi de délégation, dont le texte comporte une clause spéciale pour la Vallée d'Aoste, qui prévoit l'adoption de dispositions d'application spécifiques pour harmoniser cette réforme avec les particularités de notre organisation juridique.

En mai dernier nous avons déjà demandé à nos Parlementaires de suivre attentivement l'élaboration des dispositions d'application de la loi de délégation et à nos représentants au sein de la Commission paritaire de s'activer en vue de la définition d'une disposition d'application, qui pourrait proposer notamment des modalités plus souples de couverture des postes de magistrat honoraire en Vallée d'Aoste. Je crois que c'est la seule façon pour aboutir à un résultat qui nous rende plus autonomes par rapport aux lois, aux décrets et à tout ce qui se passe au niveau national et qui entraînent les difficultés que je vous ai rappelées.

Président - Pour la réplique, la parole au Conseiller Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Avevo anticipato nelle premesse che la soluzione non era semplice, era complessa e, per poter migliorare quello che è un servizio, sicuramente non si potrà farlo nel brevissimo tempo. Non ho detto che si è sottovalutata la situazione, ma questa criticità era comunque sotto gli occhi penso di tutti: del Consiglio regionale, di chi opera e della comunità valdostana; che poi dare delle risposte concrete e puntuali a delle criticità non sia semplice, su questo mi associo alle difficoltà, ma la criticità non era degli ultimi mesi o degli ultimi anni, ma molto più lontana. La carrellata che ci ha fatto il Presidente quindi va ad avvalorare le premesse che ho fatto poc'anzi. Al di là delle parole, guardiamo ai prossimi giorni, alle prossime settimane: la criticità maggiore, oltre al decreto che è stato fatto solo pochi giorni fa (10 giugno), è che ad oggi il giudice è venuto una volta da noi in Valle d'Aosta e nessuna udienza in calendario è stata per adesso fissata; dalle informazioni che abbiamo come gruppo, le udienze partiranno solo probabilmente dal 18-20 luglio 2016. Questo è lo stato dell'arte.

Sul prosieguo, come dicevo poc'anzi, indubbiamente bisogna trovare una soluzione più snella anche a seguito del decreto legislativo n. 57/2016, attualmente il Parlamento sta procedendo all'esame del disegno di legge delega per la riforma organica della magistratura onoraria e del Giudice di pace che la contempla, nei criteri elencati e in un ulteriore ampliamento delle competenze di quest'ultimo. Su questo indubbiamente l'articolo dove penso che dobbiamo inserirci e trovare delle soluzioni più semplici - come diceva poc'anzi il Presidente - è l'articolo 8 sulle disposizioni per le Regioni Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, lì è solo lì nel prosieguo dobbiamo trovare delle soluzioni. Mi sembra che, oltre ad essere tampone, la scelta messa in campo a seguito delle sollecitazioni fatte non dà quella garanzia comunque alla comunità di servizio che si dovrebbe dare ad una comunità non dico occidentale, ma normale; pertanto penso sia quella l'unica strada da percorrere. Terremo alta l'attenzione su questo tema, consci che va comunque risolta al più presto.