Oggetto del Consiglio n. 2186 del 8 giugno 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2186/XIV - Interpellanza: "Adozione di nuovi indirizzi per il rinnovo delle convenzioni per la pratica dell'eliski".
Rosset (Presidente) - Punto 29 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al Consigliere Roscio.
Roscio (ALPE) - Ritorniamo su questa questione che è la disciplina del volo alpino nelle nostre valli, di cui avevamo già discusso alcune volte in passato, per riportare un tema che ci sembra piuttosto d'attualità, in quanto recentemente alcune convenzioni che sono in essere tra i comuni e gli operatori che stanno praticando questa attività, sono scadute, per cui bisogna provvedere al loro rinnovo.
In questa questione, ovviamente, la maggiore competenza spetta ai comuni che sono i diretti interessati, però la legge regionale precisa che i comuni si muovono in base a una convenzione tipo predisposta dalla Regione, per cui, siccome sono successe alcune cose recentemente, è stato fatto presente - anche tramite dei comitati di cittadini che si sono organizzati - il rischio che può comportare il mantenimento, così come sono, di queste convenzioni. Oltretutto, credo proprio che anche gli operatori abbiano manifestato l'esigenza di alcuni rinnovi.
Siccome le popolazioni cominciano ad essere divise e soprattutto nelle piccole comunità queste divisioni poi portano a delle tensioni che non sono auspicabili, senza voler prendere una posizione pro o contro l'attività, noi con questa interpellanza vorremmo chiedere se sia intenzione del Governo cominciare a fare dei ragionamenti per prendere in considerazione tutte le posizioni dei portatori di interesse, in modo che queste tensioni non si acuiscano portando a delle lacerazioni nella collettività.
Questo anche in funzione dello sviluppo che possono avere i territori. Quello che viene contestato, è che se si mantiene una monocultura di sviluppo, se si fa esercita esclusivamente un'attività e si orienta tutto per fare solo un'attività, altre opportunità che potrebbero essere sviluppate, che potrebbero essere anche interessanti per le collettività locali, rischiano di scomparire. L'esempio tipico è quello che contrappone l'escursionismo e lo sci alpinismo alla pratica dell'eliski.
È possibile trovare una modalità di coesistenza, per cui un'attività non escluda l'altra e alla fine si trovi un punto di equilibrio, in modo che chi opera operi bene, nel rispetto delle regole e della sicurezza, ovviamente, ma senza interferire nelle altre attività? Ritengo che questo modo di procedere andrebbe a beneficio di tutti. Oltretutto, di attualità e di interesse è anche il fatto che recentemente, già in passato, alcune Regioni avevano normato questa attività, credo in maniera abbastanza più restrittiva rispetto alla nostra legge, ma altre Regioni - mi viene in mente la Regione Piemonte - hanno cominciato a discutere una legge che va a regolamentare maggiormente questa attività, quindi noi vorremmo sapere quali siano le intenzioni del Governo a questo proposito.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz. Ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Ringrazio il collega Roscio- e non è un ringraziamento di maniera - per l'interpellanza, anche perché, così come è formulata, mi pare di leggere una sostanziale valutazione positiva di questa attività, nel senso che non c'è una preclusione ideologica nei confronti dell'eliski.
Nell'interpellanza si chiede cosa farà il Governo per mantenere questa attività. Per cui, mi complimento, perché è esattamente il nostro pensiero: riteniamo che l'eliski fatto in un certo modo, con certe garanzie, sia un'opportunità che dà delle possibilità a delle vallate, a dei comprensori.
Giustamente il collega Roscio evidenzia che ci sono delle convenzioni che sono in scadenza; direi in modo più preciso che sei su sette sono in scadenza nel 2016. Questo è un tema che ha occupato l'Amministrazione regionale e i sindaci interessati ormai da diversi mesi, mi verrebbe da dire da anni; il tema è stato addirittura lanciato da alcuni sindaci prima della scadenza della precedente legislatura. Sono state veramente numerose le riunioni con l'UVGAM, con il CELVA per poter arrivare a condividere una delibera di Giunta che vada a migliorare l'interpretazione della legge. Quindi, già rispondendo alla seconda domanda, a questo punto non pare vi sia la necessità di intervenire sulla legge, ma si ritiene che la nuova formulazione della delibera possa essere sufficiente per migliorare e puntualizzare tutta una serie di posizioni.
Una convenzione sostanzialmente già in larga parte condivisa, perlomeno nei punti più importanti, prevede i seguenti temi: la responsabilità dei soggetti accompagnatori (guide, aspiranti guide, maestri di sci) e della guida esperta coordinatrice a terra del servizio; le modalità di effettuazione del servizio, nel rispetto delle regole ENAC sui luoghi di atterraggio e partenza; le modalità di svolgimento dell'attività in volo e a terra; i requisiti minimi delle macchine; requisiti del concessionario; oneri del concessionario; tariffe e orari.
Oltre all'aggiornamento della convenzione, si intende dare una più moderna attuazione della legge regionale n. 15/88 con indicazioni più definite e chiare per regolamentare un settore che opera in ambiente sensibile e difficile, questo credo sia capito da tutti.
La nuova deliberazione quindi, oltre a riportare quanto esplicitato in convenzione, sempre in attuazione della legge n. 15, ha l'ambizione di: rendere più chiare e precise le cartografie esistenti; chiarire le modalità di istruttoria per la modifica o aggiornamento delle mappe dell'eliski che indicano punti di partenza di posa, rotte di volo, aree di divieto della pratica dell'eliski e le aree di salvaguardia della fauna; georeferenziare nel medio termine tutte le mappe relative all'eliski; definire la gestione dell'elisuperficie e base di partenza; specificare meglio l'eventuale unione di più comprensori; normare la gestione dei dati statistici delle attività.
Si segnala che la nuova deliberazione chiarisce la possibilità prevista in legge di gestire punti di partenza adiacenti alle strutture alberghiere di eccellenza ubicate in Valle d'Aosta, al fine di limitare l'attività "mordi e fuggi" da località poste al di fuori della valle e di stimolare invece pacchetti turistici completamente fruibili all'interno della valle.
Credo che la collega Morelli conosca bene tutta una serie di problemi di questo tipo che hanno avuto certi comprensori, che richiedevano la possibilità di dare delle risposte a questi turisti, cercando di evitare di far fare dei salti da una località all'altra e di complicare la gestione.
Quindi, collega Roscio, stiamo lavorando, siamo credo nelle fasi finali; come le ho detto, questo è un tema molto delicato, ma a cui teniamo in modo particolare. Sono moderatamente soddisfatto, adesso la soddisfazione finale sarà quando ci sarà l'okay da parte di tutti per il percorso che è stato fatto, che va nella direzione di mantenere le specificità di un ambiente sensibile, ma senza perdere delle occasioni di lavoro per un settore per noi molto interessante e molto importante.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Grazie anche all'Assessore per la risposta. Lei, Assessore, potrebbe insegnare a una volpe, ma mi mette in bocca parole che io non ho detto e considerazioni che non ho espresso. Il fatto di non avere una preclusione ideologica all'inizio, non vuol dire che noi siamo a priori a favore di attività come l'eliski, semplicemente cerchiamo di fare dei ragionamenti senza porre dei vincoli dal punto di vista ideologico.
Dalla sua risposta, però, emerge che il percorso che è stato seguito va invece nella direzione opposta della nostra interpellanza, perché- senza voler entrare nei dettagli tecnici come le rotte, i punti di decollo o altre questioni - lei nella risposta mi ha appena detto che il ragionamento è stato fatto esclusivamente con un portatore di interesse: l'UVGAM e il CELVA. Il CELVA rappresenta i comuni, ma dalla nostra interpellanza è emerso che all'interno delle comunità ci sono delle voci discordanti, che si stanno organizzando in comitati. Noi auspichiamo che non sarebbe male ascoltare questi soggetti, perché tra questi c'è gente che fa attività alberghiera, gestori di rifugi alpini, per cui forse ascoltare anche queste voci e prendere in considerazione le loro istanze, ma non per escludere qualcuno, ma per eventualmente provare a vedere, in un territorio che lei ha definito sensibile e difficile, se attività diverse possano coesistere. Ovviamente se io punto esclusivamente su uno, immediatamente escludo l'altro.
Noi auspichiamo che comunque, prima della scrittura definitiva della delibera, si ascoltino tutte le opinioni, non solo alcune.
