Oggetto del Consiglio n. 2104 del 12 maggio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2104/XIV - Mozione: "Riduzione dei tassi di interesse per i finanziamenti sui fondi di rotazione di cui alla legge regionale n. 3/2013 a favore dei soggetti con reddito più basso".
Presidente - Punto n. 45 all'ordine del giorno. La parola al collega Gerandin per l'illustrazione.
Gerandin (UVP) - Questa mozione è il seguito dell'iniziativa che noi avevamo già presentato lo scorso Consiglio. Noi crediamo che tutte le misure che vanno nel senso di far crescere la possibilità da parte di soggetti privati di investire, la possibilità per le famiglie valdostane, in questo caso, di fare delle scelte di vita - perché quando si sceglie di indebitarsi magari per venti, venticinque o trent'anni, significa che si fa una scelta di vita, nel senso che invece magari di vivere in affitto tutta la vita, si decide di fare un investimento importante che è quello della prima casa - noi crediamo che tutti i provvedimenti che vanno in questo senso, vadano nella giusta direzione.
Noi non vogliamo mettere in discussione i contenuti della delibera di Giunta n. 464, con cui si va a incidere sulle diminuzioni dei tassi di interesse dei mutui, che vengono dimezzati - ricordiamolo bene - e vengono istituite due fasce al posto di tre. Però noi crediamo anche che in Valle d'Aosta ci sia una fascia di persone più in difficoltà, quelle che hanno un reddito minore e che in questo caso non trarrebbero alcun beneficio dalla delibera di Giunta di riduzione dei tassi. Non sono poche queste famiglie, perché sono quelle che hanno un range di reddito che va dai 12 mila ai 20 mila euro di Isee. Sono 2350 famiglie che probabilmente, anche rispetto alle altre fasce che vanno da 20 a 30 mila e da 30 a 40 mila euro, magari hanno meditato a lungo se fare questo tipo di intervento e di scelta, proprio perché veniamo da una cultura valdostana, dove avere l'abitazione di proprietà è sempre stata un'ambizione. Queste famiglie probabilmente, avendo 12 mila euro di Isee, questa scelta dovranno meditarla più a lungo rispetto a quelle fasce di reddito più alte, dove magari le disponibilità finanziarie sono diverse.
Noi siamo assolutamente d'accordo con i contenuti della delibera, che riducono i tassi dal 3 all'1,5 percento per i valori Isee da 30 a 40 mila euro e dal 2 all'1 percento per i valori dell'Isee da 20 a 30 mila euro. Ma noi crediamo che la Valle d'Aosta in questo momento debba dare un segnale importante, per cui chiediamo di integrare questa delibera abbassando il tasso dall'1 allo 0,5 percento anche per quelle 2350 famiglie che hanno un Isee più basso, dai 12 mila ai 20 mila euro. Questo noi riteniamo che sia un atto dovuto.
Da quello che ci è stato risposto, probabilmente questo avrà una ripercussione di circa 400 mila euro annui. Noi siamo convinti che questo non sia un costo ma un investimento per la Valle d'Aosta, perché se noi riusciamo a ridare impulso, facciamo ripartire la volontà dei valdostani, delle fasce più deboli, e sono investimenti che mettono i privati indebitandosi e pagando un mutuo con Finaosta. A fronte di 120 mila euro che è il massimo che in questo momento viene erogato, 100 mila per le famiglie meno numerose, solo di Iva e di tassazione locale, c'è la concreta possibilità di recuperare abbondantemente questo sforzo.
Crediamo anche che, al di là de proclami e delle dichiarazioni di principio che in quest'aula noi sentiamo a più riprese sulle fasce deboli, sulle famiglie che hanno più bisogno di altre di avere un aiuto o un input, affinché possano avere il coraggio di fare una scelta di vita, probabilmente è necessario - noi crediamo sia doveroso - agire anche politicamente in questo senso. Se no rimaniamo nel campo dei proclami: tutti d'accordo, aiutiamo le fasce deboli, ma poi alla fine di concreto non c'è nulla.
Noi siamo veramente convinti che tra chi ha un Isee da 12 mila euro e chi lo ha da 30 mila euro, ci sia una differenza fondamentale, perché nel primo caso probabilmente è una persona sola che porta uno stipendio a casa. Quelle che hanno 30 mila euro, con ogni probabilità sono famiglie che hanno due stipendi e possono magari permettersi di avere un tasso all'1 percento. Siamo fermamente convinti che per chi ha 12 mila euro di Isee, 300 euro all'anno di risparmio significhino magari poter pagare alcune bollette o un po' di riscaldamento. Questo è il vero aiuto per quelle famiglie in difficoltà, questo è lo spirito con cui la Valle d'Aosta può ripartire un domani.
Mi allaccio alla notizia che ha dato ieri il Presidente sul pareggio di bilancio. Io credo che proprio legato a questo ottimo obiettivo che è stato portato a casa, il presupposto sia che la Valle d'Aosta cresca, che ci sia la possibilità di introitare di più come entrate e, a fronte di questo minimo sacrificio sui fondi di rotazione Finaosta, noi avremmo benefici di ben altra natura per le entrate legate alla fiscalità: Iva, Irpef e quant'altro. Potremmo far ripartire quelle piccole imprese, quei piccoli artigiani che in un futuro potranno dare alla Valle d'Aosta un minimo di crescita e un minimo di prospettiva.
Presidente - La parola alla consigliera Morelli.
Morelli (ALPE) - Il nostro intervento è a sostegno di quanto ha già ben illustrato il collega Gerandin. La nostra Regione ha tradizionalmente incentivato e favorito l'acquisto della prima casa, anche per le fasce di reddito più deboli. Fa un po' parte del nostro Dna, della nostra cultura avere la casa di proprietà.
Sono scelte politiche che altre Regioni e altre realtà non hanno fatto. In altre località si è invece puntato magari sull'affitto, per quanto riguarda le fasce che hanno meno capienza economica. Nella nostra regione invece è stato fatto questo tipo di scelta, che noi condividiamo. Tutte e due, dice l'Assessore. Noi riteniamo che si sia privilegiato in qualche modo l'acquisto della casa, anche perché, per quanto riguarda il tessuto sociale valdostano, molto spesso si tratta di case che provengono dalla famiglia, per cui vengono ristrutturate e si fanno molti sforzi in questo senso, anche quando magari il reddito non è dei più alti.
La proposta contenuta in questa mozione, va proprio nel senso di dare una risposta equa. Così come si sono ridotti i tassi per le altre fasce, nella stessa misura si chiede di ridurre anche per la fascia di Isee da 12 mila a 20 mila euro. Riteniamo che sia una proposta di buon senso, che non andrà a incidere in modo tragico sulle finanze, ma che potrà dare risposte a tante famiglie. Il numero che ha citato il collega Gerandin, che sicuramente è stato verificato ed è fondato, è una quantità consistente. In questo senso, noi riteniamo che l'attenzione della maggioranza e del Governo regionale su questo tema dovrà esserci.
Noi abbiamo apprezzato, quando è stato fatto lo sforzo di portare il tasso anche per gli altri settori all'1 percento. Era un argomento di cui si era discusso molto in Commissione, e anche il nostro gruppo si era fatto promotore di un'azione in questo senso. Apprezziamo il fatto che nel momento in cui le condizioni sono state favorevoli, la Giunta abbia avuto la capacità di decidere in questo senso. Quindi riteniamo e ci auguriamo che, anche per quanto riguarda la proposta contenuta in questa mozione, l'attenzione dovuta verrà posta.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, chiudiamo la discussione generale. Per la replica, la parola all'assessore Baccega.
Baccega (SA) - Direi che l'iniziativa meritava un giusto approfondiimento. In realtà, la Giunta prima di arrivare a comporre la delibera aveva attentamente ponderato e dibattuto il percorso per giungere a quelle riduzioni. Va comunque detto che per la fascia di Isee da 20 mila 30 mila euro non si tratta di un dimezzamento, ma di una riduzione dal 2 percento all'1,5 percento. È da rilevare che un'ulteriore riduzione dei tassi oggi previsti per la fascia Isee da 12 mila a 20 mila euro, comporterebbe un effetto immediato e un'ulteriore progressiva riduzione della disponibilità del fondo di rotazione da impiegare per la concessione di nuovi mutui che, con la recente proposta di modifica in itinere della legge n. 3/2013, si è previsto di concedere anche per l'edilizia convenzionata, per il rifacimento dei tetti in copertura di lose e per il recupero edilizio privato. L'importo dei mancati rientri nel caso della riduzione - qui è stato fatto un calcolo approfondito - sarebbe di ulteriori 400 mila euro annui per i 2352 mutui ora contratti con l'ammortamento dell'1 percento, che sono da aggiungere a una riduzione già programmata attraverso la delibera. Inoltre, l'iniziativa di ridurre i tassi sui mutui ha accompagnato anche la riduzione in tutti i settori produttivi. Sono sicuramente iniziative meritevoli, e riducono comunque anche queste i rientri sui fondi di rotazione.
Pensiamo sia importante ricordare che la scelta di ridurre i tassi ha due obiettivi: da una parte aiutare le famiglie, dall'altra sostenere l'economia. Iniziative che si inquadrano ampiamente nelle direttive promosse dalla Bce.
Le condizioni che oggi offre la Regione costituiscono sicuramente un'importante agevolazione rispetto a quelle di mercato attuate dalle banche. Il tasso dell'1 percento fisso è sicuramente il 50 percento di quello che propongono le banche sul mercato privato, anche nelle condizioni più favorevoli, per i mutui a vent'anni. Con queste condizioni, il nostro auspicio è che il mercato delle case e degli investimenti in edilizia tornino a crescere.
La risposta c'è stata immediatamente. Le domande di nuovi mutui, a seguito dell'iniziativa adottata dalla Giunta, rispetto allo stesso periodo, sono aumentate da undici a ventidue, quindi del 100 percento. È una conferma, dal nostro punto di vista, che si è intrapresa la strada giusta. È nostro dovere garantire che coloro che fanno domanda di nuovi mutui non si trovino nella condizione di vedersi allungare le tempistiche per mancanza di risorse, perché questo sarebbe preoccupante. Adesso in un massimo di sessanta giorni la Giunta concede l'accessibilità al mutuo, poi le procedure vanno in Finaosta. Quando tutti i documenti sono a posto, nei sessanta giorni c'è la conferma di accesso al mutuo. Quindi noi dobbiamo anche garantire che chi fa domanda abbia una risposta in tempi ragionevoli. Per queste motivazioni, il nostro voto rispetto a questa mozione sarà di astensione.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - La ringrazio, Assessore. Io non so, probabilmente non abbiamo gli stessi atti. A noi risulta che, rispetto alle tre fasce che c'erano prima, la delibera di Giunta le ha ridotte a due e che, per quello che riguarda i tassi di interesse, siano fino a 30 mila euro l'1 percento e da 30 a 40 mila euro l'1,50 percento. Per cui, quella fascia di cui lei ha parlato da 20 a 30 mila euro all'1,5 percento, non ci risulta. Gli atti che abbiamo noi sono questi. Probabilmente abbiamo noi degli atti non corretti e lei avrà qualche delibera più aggiornata.
Detto questo, gli intendimenti di questa delibera sono esattamente quelli che lei ha detto, vale a dire aiutare le famiglie e sostenere la crescita. Su questo non c'è ombra di dubbio. Ma proprio perché noi riteniamo doveroso aiutare le famiglie, noi crediamo che ci sia una sostanziale differenza tra chi ha un Isee da 12 mila euro e chi da 30 mila. Questa è la differenza. Non possiamo noi continuare a pensare che una famiglia valdostana che ha un Isee da 12 mila euro, abbia le stesse potenzialità e disponibilità economiche di chi ne ha 30 mila. Se vogliamo aiutare le famiglie e se non vogliamo continuare a riempirci la bocca di proclami, ma poi negli atti non essere coerenti con quanto dichiariamo - mi rivolgo soprattutto alla maggioranza, perché per noi di minoranza magari è più facile dire certe cose - bisogna che ci siano degli atti di conseguenza. Lei tra le righe ha detto che avete un occhio di riguardo per l'edilizia residenziale: ci mancherebbe, noi non vogliamo penalizzare le famiglie in difficoltà.
C'è stata questa crescita di domande di mutuo da undici a ventidue, ma guardi che queste provengono da quel range medio-alto, perché le condizioni sono assolutamente favorevoli. Andiamo a verificare quanti sono quelli che pagavano l'1 e hanno magari aumentato la fascia 12 mila/20 mila. Quanti sono questi aumenti che ci sono stati? Andiamo a verificarlo! È chiaro che nel contesto generale c'è una crescita, è indubbio che c'è, perché se io prima pagavo il 2 e adesso pago l'1, prima pagavo il 3 e ora pago l'1,5 è normale che sono incentivato. Però questo non è aiutare le famiglie in difficoltà!
Se noi abbiamo dieci famiglie in più che chiedono di avere un mutuo agevolato, con quella che è l'imposizione locale e l'entrata che avremmo, otteniamo una compensazione pari allo sforzo e al sacrificio che possiamo fare. È inutile portare a casa l'obiettivo importante del pareggio di bilancio, se non facciamo crescita. È indubbio che ci sia una difficoltà nelle famiglie che hanno 12 mila euro di Isee a fare una scelta di questo genere, perché comunque 300/400 euro all'anno fanno la differenza.
Se lei non condivide, Presidente, ha solo da dire chiaramente quello che pensa e ognuno avrà la possibilità di esprimersi su questo. Se poi per voi della maggioranza non c'è differenza tra chi ha un Isee da 12 mila euro e chi ce l'ha da 30 mila, io non posso che prenderne atto. Ma non può essere una scelta né di prospettiva, né di futuro, né di aiuto alle famiglie con redditi più bassi o di quelle più in difficoltà. È un mettersi una benda sugli occhi e un continuare ad andare avanti senza nessuna sensibilità per queste famiglie in difficoltà. Pagando un po' meno di interessi, ci potranno essere dieci o venti famiglie che avranno il coraggio di fare una scelta - parlo del range basso, perché non ho dubbi che per quello medio-alto, con questi tassi, il numero delle domande possa crescere - perché chi è in difficoltà ci pensa quattro o cinque anni prima di fare una scelta così, visto che comunque significa avere comunque un mutuo da pagare per venticinque anni. A me sembra talmente semplice che con un investimento del genere, anche portando a casa solo l'Iva e senza contare tutto il resto (le ripercussioni occupazionali, l'artigianato, le imprese e chi lavora in questo settore), voi compensate ampiamente il sacrificio del punto di vista finanziario dei 400 mila euro. Ma è palese! Queste cose se andiamo a raccontarle alle scuole elementari, probabilmente le capiscono. Questo secondo me è inaccettabile.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Credo che chi ci ascolta, faccia fatica a seguirci. Ci sono due cose dette in maniera diversa, quindi o ci sono dati che noi non conosciamo, o ci sono rappresentazioni fatte in maniera sbagliata. Però quello che ci sta dicendo è molto semplice: sotto una certa fascia di Isee non è stato abbassato il tasso di interesse. È vero o no? Ci risponda su questo, così poi ci capiamo.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - I colleghi che sono intervenuti prima sono stati molto chiari: è solo ed esclusivamente una questione di equità. Nel momento in cui siete andati a rivedere i tassi, lo avete fatto per le persone che hanno un Isee più alto, per i più abbienti, ma le fasce più deboli non hanno avuto nessuna riduzione.
Io ero presente al vostro congresso qualche giorno fa e mi sembra che negli slogan che avete fatto circolare nelle prime due ore di dibattito, c'era proprio un discorso legato alle fasce più deboli, alla solidarietà e a creare quelle condizioni di opportunità per chi ha meno. Io penso che su questo si dovrebbe andare in quella direzione. Il ragionamento è che avete agevolato chi ha di più e può permettersi qualcosa in più, mentre chi ha meno non lo avete penalizzato, ma l'asticella è rimasta uguale.
Rilanciamo il discorso fatto molto bene dai colleghi poc'anzi: dov'è l'equità? Lei ha a cuore questo tema, lo conosce molto bene, mi risulta e ci sembra, ma proprio perché lo conosce molto bene dobbiamo fare un passo avanti. Non sarà lo 0,5 percento perché le casse piangono, sarà lo 0,6, ma a livello di equità un messaggio va dato, altrimenti la gente non capisce più. Il collega Gerandin, che ha un Isee più alto, ha avuto una riduzione del 50 percento, mentre chi ha un Isee molto più basso conserva il contratto fatto precedentemente. Capisce che il termine è tutto legato al discorso dell'equità. Mi sembra che stiamo discutendo parecchio sul fatto che chi ha un po' di più, deve dare un po' di più, mentre per chi ha un po' di meno tocca anche a noi di cercare di mettere qualcosa. Vedo il collega Lanièce: abbiamo fatto delle considerazioni anche al vostro congresso di qualche giorno fa e mi sembra che il termine equità lo abbiate utilizzato parecchio. Questo è un atto che va in quella direzione. Mi sembra che altre forze politiche all'interno di questo Consiglio utilizzino sovente il termine equità. Questa è un po' la filosofia, che è stata esposta molto bene dai colleghi precedentemente.
Presidente - La parola all'assessore Baccega.
Baccega (SA) - Come ho detto poco fa, la Giunta ha ampiamente approfondito qual era la misura da adottare. Certamente, per coloro che avevano i tassi a 4,5, 4, 3,5 e 3 percento ovviamente c'era una forte iniquità rispetto al mercato, che aveva fatto sì che in quella fascia ci fosse stato il crollo di domande. Ora, rispetto al mercato delle banche normali, chi paga l'1 percento è già al 50 percento di riduzione rispetto al mercato, quindi questa è stata la valutazione. Tenuto conto che da questo fondo di rotazione andiamo ad alimentare i fondi per l'edilizia convenzionata, i fondi per i tetti in lose e il recupero di edilizia privata, che sono nuovi inserimenti, si rischia che questo fondo di rotazione si esaurisca. Questa è la motivazione generale per cui diciamo che è equo ridurre là dove non lo è più, ed è equo lasciare una riduzione del 50 percento già prevista rispetto al mercato.
Dalle ore 10:19 assume la presidenza il vicepresidente Follien.
Follien (Presidente) - La parola al consigliere Gerandin.
Gerandin (UVP) - Assessore, lei ci ha ripetuto quello che ci ha detto prima, ma delle considerazioni che abbiamo fatto, neanche l'ombra. Quando dice che la Giunta ha approfondito, noi ci crediamo e ne siamo anche convinti. Io poi non sono entrato nel merito, ma c'è stata un'iniquità e avete perso mercato, perché è chiaro che c'era chi aveva il mutuo al 3 percento fisso, mentre adesso qualunque banca te lo dà al 2/2,2 tasso fisso. La riduzione che avete fatto, riferita al tasso più alto, è stata un'operazione prettamente di mercato, che lei in maniera molto onesta ha ammesso, se no nessuno di quelle fasce più alte avrebbe più richiesto, in quanto fuori mercato. È stata fatta un'operazione per rientrare nel range e per non perdere quella potenzialità di clientela di fascia medio-alta.
Avete fatto, a nostro parere, un'operazione ottima per quella fascia media, quella che prima era 20/30 mila euro, in quanto siete passati da 2 percento a 1. Quello che è per noi incomprensibile, è che non abbiate portato nessun beneficio alla fascia 12/20 mila euro. Le ricordo, Assessore, per rimarcare anche l'importanza dei 300 euro di risparmio, che con un Isee sotto i 12 mila la Regione e Finaosta non erogano neanche il mutuo, in quanto ritengono che non si sia in grado di pagarlo. Se con 11.900 euro io non ti do il mutuo, perché ti ritengo non in grado di pagarlo, mi dica, secondo lei, avendo 13/14 mila euro, se i 3/400 euro non mi possono cambiare la vita e darmi il coraggio di fare un investimento. Questa è a nostro parere la differenza.
Presidente, io le sto spiegando che chi ha 11.900 euro voi non lo ammettete al mutuo, ma chi ha 12.100 di Isee lo ammettete e non ritenete che a costoro probabilmente una riduzione dello 0,5 percento gli cambi la vita? È un sogno tutto nostro, è una visione tutta nostra? Sono veramente convinto che se diamo un segnale di questo genere, crescerà il coraggio di queste famiglie che non hanno quelle grandi disponibilità economiche, che sono nelle fasce deboli, ma avranno la possibilità e il coraggio di richiederlo questo mutuo. Se no noi continueremo a perdere questa fascia, perché obiettivamente non ha nessun beneficio. Io non ho alcun problema a riconoscere che, rispetto ai tassi delle banche, già in questo momento il loro è più basso, però non hanno nessun beneficio rispetto a prima. Questa è la nostra considerazione.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
