Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2090 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2090/XIV - Interpellanza: "Attivazione del tavolo di confronto tra il Ministero dell'economia e delle finanze e la Regione per l'erogazione delle accise pregresse relative al periodo 2011/2014".

Rosset (Presidente) - Punto n. 29 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (UVP) - Faccio una breve premessa anch'io, magari esco un attimo da quello che è il contenuto di quest'interpellanza. Le notizie che ci ha dato oggi il Presidente sono indubbiamente notizie che noi abbiamo auspicato in quel documento che abbiamo sottoscritto all'unanimità, in cui c'erano quattro punti molto importanti, che andavano oltre all'oggetto dell'interpellanza, vale a dire il recupero del pregresso delle accise, c'era l'auspicata applicazione anche per la Valle d'Aosta del discorso relativo al pareggio di bilancio e c'era mi sembra anche il discorso di rivedere quali erano i rapporti con cui la Valle d'Aosta fino adesso andava a contribuire al fondo perequativo per il federalismo, qualcosa del genere...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...il SIOPE esattamente...e rivedere i metodi SIOPE di calcolo. La nostra interpellanza nasce dal fatto che questi auspicati quattro punti che avevamo condiviso, ed eravamo alla vigilia dell'approvazione della legge di stabilità dello Stato, per cui era un mandato che tutti assieme davamo ai nostri Parlamentari...fossero stati recepiti solo in parte, e con un ordine del giorno riferito al discorso delle accise pregresse. Poi abbiamo visto anche un po' di demagogia, nel senso che per l'anno 2016 in finanziaria abbiamo portato a casa 50 milioni per quella che era la prima tranche di compensazione, qualcuno l'ha volutamente venduta - e non mi riferisco a lei, Presidente - come fosse una maggiore entrata, quando sappiamo tutti che non è quello, ma si tratta di una quota di bilancio che è già stata iscritta a bilancio e già spesa, che per noi, qualora non entrasse, sarebbe una minore entrata e non una maggiore entrata.

Fatta questa premessa, tenuto conto che c'era un impegno temporale in riferimento alle accise, vale a dire attuare entro un mese l'accordo firmato con il Ministero dell'economia e delle finanze, volevamo capire come c'eravamo mossi in questo frattempo, come si era risolto questo tipo di problematica che al momento per la Valle d'Aosta sarebbe un problema serio, soprattutto di prospettiva legato anche alla cassa, tenuto conto che i milioni in discussione sono una fetta importante. Questo perché comunque nel frattempo ci si era mossi da altre parti, la Regione Sardegna a febbraio ha chiuso un contenzioso più o meno simile al nostro, un contenzioso di arretrati per 900 milioni, di cui 300 sono stati versati a gennaio 2015 e da adesso in avanti verranno versati 130 milioni all'anno. La Sardegna ha chiuso questa partita e noi siamo rimasti in attesa di capire cosa si stava muovendo.

Faccio anche un breve cenno sulle notizie che ci ha dato, indubbiamente noi siamo ed eravamo favorevoli sin dall'inizio sul fatto di andare verso un sistema che noi riteniamo più equo, che è quello del pareggio di bilancio. Non significa - penso, Presidente, che lei lo sappia - che sia un percorso più semplice, nel senso che bisognerà sicuramente cambiare l'impostazione di bilancio, però se non altro in questo momento abbiamo un percorso chiaro davanti, nessuno ci fissa anno per anno la spesa, però ci sono una serie di difficoltà legate all'applicazione. Con il pareggio di bilancio vengono meno le diverse fattispecie di esclusione anche previste dal Patto, ad esempio, noi in questo momento fuori dal discorso della spesa compatibile, avevamo le risorse europee, i fondi di calamità naturali, questo è chiaro che presuppone un sistema diverso. Soprattutto presuppone un sistema diverso per quello che riguarda il futuro della Valle d'Aosta per la parte delle entrate, perché, per quanto riguarda le entrate che possono essere conteggiate, sono quelle di parte corrente, natura tributaria, contributiva, perequativa, trasferimenti correnti, entrate extratributarie, entrate in conto capitale e riduzione di attività finanziarie.

Per quello che riguarda le uscite, sono spese correnti, spese in conto capitale, spese per incremento di attività finanziarie, questi sono gli step con cui ci si deve confrontare. Ci sono indubbiamente dei vantaggi, anche perché non saremo più vincolati annualmente ad andare a contrattare con lo Stato la spesa, però bisogna fare molta attenzione. In questo momento noi non avevamo dei limiti sull'applicazione dell'avanzo, se non legato alla parte della spesa, con il pareggio di bilancio una serie di paletti ci sono, ma è un discorso troppo tecnico con cui annoiamo. È la giusta direzione, perché è quello che noi avevamo chiesto e il risultato è buono, noi ci auguriamo veramente che da ieri ci sia un'inversione per quello che riguarda l'impostazione di bilancio. Bisogna soprattutto puntare sull'aumento delle entrate in questo momento. Su questo non c'è dubbio, perché se prima avevamo dei limiti sulla spesa, adesso se noi aumentiamo le entrate, possiamo spendere, per cui il concetto è molto buono, ma per una Regione che cresce, che crea occupazione, crea indotto ed entrate legate al gettito tributario, che è la parte consistente del nostro bilancio. Noi altro da dire su questo non abbiamo, è quello che abbiamo auspicato da tanto tempo, adesso gli strumenti operativi li abbiamo e a noi dare le gambe e creare quelle situazioni affinché l'economia cresca e ci dia la possibilità di avere quelle risorse da investire.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - L'illustrazione che ha fatto il collega è corretta e credo che giustamente ci fosse la preoccupazione che avevamo anche noi di sapere quando potevamo chiudere il Patto di stabilità, perché la chiusura del Patto di stabilità condiziona una serie di aspetti, che non sono indifferenti, tra questi anche le ricadute, i collegamenti con i Comuni, oltre che con noi, quindi dare risposte e così via. Il discorso che è stato fatto oggi quindi - e qui vado un po' più sullo specifico - è stato di dire: un conto è la cassa, il discorso dei 70 milioni che noi abbiamo chiesto già nel Patto di stabilità, non è che viene meno questa richiesta, perché quella è per la cassa, viene meno il discorso del limite del Patto di stabilità, che, come lei ricordava, era la classica mannaia, per cui anche se avessimo avuto delle entrate in più, non potevamo spenderle perché era 632, con i 70 diventavano 702 e finiva lì. Mentre con questo ci sarà da lavorare, bisogna rivedere una serie di fattori, però togliamo questa sbarra che in qualche modo limitava le capacità di spesa, in questo senso il lavoro è stato piuttosto lungo.

Oggi la riunione è stata piuttosto complessa perché si è dovuto insistere sul fatto che in quest'aula uno dei punti richiamati correttamente era stato proprio quello di andare verso il pareggio di bilancio, per le ragioni che lei ha ricordato. Oltre agli altri punti, che sono le accise, di cui oggi abbiamo parlato per l'applicazione dell'articolo 7 dell'accordo, cioè come cadenzarle per gli anni prossimi, perché quelli sono soldi che devono arrivare, perché altrimenti come facciamo a fare il bilancio? E qual è la difficoltà sostanziale? Che noi i 70 milioni che adesso stiamo cercando di recuperare, nel momento in cui abbiamo presentato il bilancio, non ci sono e non abbiamo potuto scriverli, perché quei soldi noi non potevamo metterli, li stiamo chiedendo adesso. Sono soldi che vengono dalla calendarizzazione dei 570 milioni delle accise pregresse 2011-2017. Questo contesto ci ha portati ad insistere oggi per cambiare rotta, per dire: "allora perché non anticipiamo al 2016 il discorso del pareggio di bilancio con comunque la richiesta dei 70 milioni, più le somme dovute per sentenze...", e così via, la famosa sentenza che ci ha dato ragione.

Ora, non entro nel dettaglio, poi potremo farlo...e lo faremo ancora, però il punto di snodo è che uscire dal Patto già quest'anno comunque ci dà la possibilità di fare un ragionamento per i prossimi corretto di non essere sempre a rincorrere: "quand'è che chiudiamo il Patto di stabilità?", perché sennò non sappiamo quali risposte dare. Togliendo questo punto e avendo in contemporanea...oggi abbiamo chiesto anche di avere la riparametrazione della rimanenza, dopo i 120, dei 118 per ogni anno da dare in compensazione delle mancate accise. Il discorso si completa in questi termini: non solo nella dichiarazione di dire: "siamo a pareggio di bilancio", ma anche sull'utilizzo corretto delle entrate, oltre al fatto che sicuramente dobbiamo ragionare per attivare tutti quei meccanismi che ci permettano, da una parte, di avere le entrate e poi di avere la possibilità di utilizzare in parte...adesso non possiamo più chiamarli avanzi di amministrazione, perché sennò siamo fuori legge, ma di avere quei fondi che annualmente possiamo spendere e che dobbiamo cadenzare in modo giusto. Noi non possiamo più dire: "ho l'avanzo e lo utilizzo", non si può più fare. L'abbiamo detto per i Comuni e anche per la Regione, quindi tocca anche a noi applicare la stessa regola. Questo discorso, come lei diceva, quindi sta andando nella direzione giusta. La copertura che noi abbiamo chiesto va in questa direzione e con questo spirito.

Credo quindi che si abbia la possibilità di dire che questa è la logica che finalmente siamo riusciti a far passare, perché, come ho ricordato, era stato presentato anche un emendamento nel momento in cui si discuteva la legge del Patto di stabilità, perché c'era un ordine del giorno iniziale che diceva: "si impegna a...". Adesso con questo, in alternativa al discorso del Patto di stabilità, si passa al pareggio di bilancio. Quindi questo sicuramente è un aspetto molto importante.

Adesso le domande sono superate, erano collegate all'azione portata avanti con i Ministeri, l'Assessore alle finanze, il sottoscritto, i responsabili dell'Assessorato che ho richiamato e poi il Deputato e il Senatore, che hanno fatto parte della prima riunione ed erano nel gruppo di lavoro che seguiva anche questa parte per quanto riguarda l'Amministrazione regionale.

Su come avviene la ripartizione ho già risposto, quindi credo di aver detto quanto è necessario per gli anni a venire. Credo che comunque, come lei ricordava, ci sia ancora un grosso lavoro da fare, perché noi dovremo adeguare il nostro bilancio che abbiamo approvato con la logica del Patto di stabilità alle nuove regole, che in qualche modo andranno ad incidere sotto quest'aspetto positivamente non solo per quest'anno, ma per il futuro.

Presidente - Per la replica, chiede la parola al Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (UVP) - L'ho ascoltata attentamente Presidente. Indubbiamente quello che noi avevamo auspicato tutti insieme si sta un po' alla volta avverando, poi penso che anche in maniera molto corretta e onesta abbia ammesso di aver in parte condiviso quanto avevo espresso, cioè la necessità di cambiare un po' il sistema di gestione del bilancio. Penso che tutti lo sappiano che con il pareggio di bilancio ci sono tanti limiti sull'utilizzo dell'avanzo, per cui questo comporterà un'altra impostazione di bilancio, non c'è ombra di dubbio.

Sarebbe interessante capire magari se a margine di questa discussione si riuscisse ad avere un piano in cui ci sia una scadenza per quello che riguarda il discorso dei 570 milioni, al di là di quello che ci è stato dato, un tot all'anno, per cui magari capire nell'arco di quanti anni verrà compensato questo.

Rimane per noi - l'avevamo detto in sede di approvazione di bilancio, lo ripetiamo in questa sede - assolutamente insufficiente il contributo che lo Stato ci dà a seguito della compensazione delle minori accise riferite alla sentenza Sardegna. È indubbiamente da ritrattare, ma è interessante che se non è più oggetto di discussione annuale quello che è l'obiettivo eurocompatibile, per la Regione è fondamentale capire una voce dell'entrata quant'è, in modo da avere un minimo di possibilità di pianificazione, perché se tutti gli anni dobbiamo contrattare la parte entrata, per cui bisogna chiudere la partita una volta per sempre. Quello che ci è stato dato in sede di approvazione di legge di stabilità da parte dello Stato a compensazione della sentenza Sardegna è assolutamente insufficiente per quello che riguarda le casse regionali.

Detto questo, a noi pare che il percorso sia un percorso corretto, molto difficile, bisognerà fare molta attenzione. Io non avevo percepito che fosse già applicabile a partire dal 2016, ma lei mi ha detto che lo è, per cui bisogna fare un pensiero su quello che può essere il discorso dell'assestamento di bilancio e quant'altro, perché cambierà l'impostazione immagino...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...se la facciamo semplice, va bene, io sono felice...in tutti gli assestamenti di bilancio abbiamo sempre visto che è una voce fondamentale, e là c'è una schiera di Assessori che aspettano l'assestamento di bilancio per vedere quanto di assestamento di bilancio verrà loro aggiudicato, io la invito a fare attenzione perché abbiamo tanti Assessori che auspicano che con l'assestamento di bilancio ci sia questa disponibilità finanziaria, immagino che con il pareggio di bilancio rispetto all'obiettivo eurocompatibile qualcosa cambi, poi può darsi che mi sbagli. Io mi auguro che ci siano risorse a iosa per tutti, così sistemiamo una volta per sempre la Valle d'Aosta, abbiamo risorse da investire, è il nostro auspicio.