Oggetto del Consiglio n. 2086 del 11 maggio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2086/XIV - Interrogazione: "Registrazione del marchio "Vins Extrêmes" da parte dell'Associazione Forte di Bard".
Viérin M. (Président) - Point n° 17 de l'ordre du jour. La parole au Président de la Région.
Rollandin (UV) - Pour ce qui est du premier point, le succès et les caractérisations de la première édition de la manifestation "Vins extrêmes" ont fortement reposé sur le fait que celle-ci s'est tenue au Fort de Bard. L'Association Fort de Bard a mis le Fort à la disposition des organisateurs - je crois que plusieurs collègues étaient là à suivre la manifestation - durant une période de fermeture du site, ce qui a d'ailleurs bouleversé la programmation des travaux d'entretien extraordinaire, et a contribué à la réussite de l'événement grâce à la participation de son personnel, en mettant en place des actions de communication, mais également en offrant ses supports logistiques et organisationnels et en garantissant au public l'accès aux expositions.
L'Association Fort de Bard et l'Assessorat de l'agriculture ont ensuite convenu que cette collaboration ne peut se poursuivre que si le format de la manifestation reste sous le contrôle public, qu'il s'agisse de l'Association ou de la Région elle-même, et ce, aussi pour justifier les ressources publiques et les énergies mobilisées. Ne possédant aucune information relative au label, l'Association s'est donc adressée à la Chambre de commerce pour présenter une demande d'enregistrement et protéger ainsi le lancement d'un label qui utilise l'image du Fort. C'est alors qu'elle a appris que l'Association des viticulteurs de la Vallée d'Aoste avait déjà présenté une demande d'enregistrement. Par conséquent, afin de continuer à organiser la manifestation de concert et à l'accueillir au Fort, des réflexions sont en cours entre l'Assessorat de l'agriculture, l'Association Fort de Bard et Vival pour vérifier la possibilité que le label ne puisse être utilisé que conjointement. Il s'agit de préserver l'image du Fort et des vins, afin qu'ils puissent être mis ensemble et valorisés ensemble ; donc, ce n'est pas une question de label, mais il s'agit d'une question qui sera résolue ensemble.
Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Ha capito che il nostro obiettivo era conoscere e di sapere nel merito. Lei ci ha detto: è giusto che ci sia un controllo pubblico da una parte, noi diciamo quello che sappiamo e l'abbiamo scritto nero su bianco, volevamo sapere che cosa state facendo. Sul discorso dei marchi ci sembrava corretto capire - come si dice: "ferma la müla un attimo" (traduzione letterale dal dialetto piemontese: "ferma un attimo tutto") - chi sta facendo che cosa. Ogni tanto in quest'aula diciamo che i privati non stanno facendo nulla, che non si muovono, è tutto pubblico, se non c'è mamma Regione che finanzia, nulla si muove, allora volevamo capire. Dato che qui chi si è mosso è la Vival, all'interno della quale ci sono 6 cooperative, più 25 produttori vitivinicoli privati...insieme all'Associazione Forte di Bard, ma non solo, insieme all'Assessorato, al CERVIM, centro di ricerche, hanno organizzato l'anno scorso in questo periodo - mi sembra il 21 e 22 novembre - indubbiamente un evento importante.
Lei ci ha detto: "in accordo troviamo una sintesi fra Associazione Forte di Bard (pubblico), Assessorato (Testolin) - in questo caso come rappresentante dal punto di vista politico - e Vival". Trovate un accordo, trovate una sintesi, che però il pubblico intervenga a gamba tesa solo perché il privato si è mosso prima e allora dobbiamo subito mettere il cappello...evitiamo di fare cose del genere. Noi le chiediamo nel giro di qualche settimana di riferirci in Consiglio o in commissione, per una volta se il privato si è mosso per registrare il marchio, perché aveva un senso, perché voleva, dal punto di vista promozionale, spenderlo bene per poter vendere meglio i due milioni di bottiglie nostre che annualmente vengono confezionate in Valle d'Aosta, ben venga. Se così non fosse, ci dispiacerebbe molto e non andrebbe comunque in quella direzione che ci auspichiamo oramai da anni che il privato faccia il privato e il pubblico faccia il pubblico.
