Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2076 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2076/XIV - Interpellanza: "Reperimento di risorse per la sistemazione del territorio franoso in località La Servettaz del comune di Fénis".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 22 dell'ordine del giorno. La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Con questa interpellanza volevo sapere se il Governo nel suo insieme vuole prendere in considerazione un problema che si è venuto a creare nel comune di Fénis. Come tutti sappiamo, il 15 ottobre del 2000 c'è stata un'alluvione che ha rovinato il nostro territorio in molteplici punti, tra l'altro ha toccato anche una zona che si chiama La Servettaz e, guarda caso, c'è da sistemare il muro di un argine del torrente Clavalité. Nel corso di questi 16 anni c'è stata l'individuazione del problema, l'analisi di tutta la questione, si sono fatti i progetti, tutti gli adempimenti tecnici per arrivare alla realizzazione dei lavori, e c'è una deliberazione del Consiglio comunale di Fénis del luglio dell'anno scorso con la quale si arriva alla conclusione della faccenda con un investimento di 1,547 milioni di euro per risolvere la questione. Questo è avvenuto in accordo con gli uffici preposti della Regione, non era una cosa fatta in esclusiva dal Comune, c'è quindi un carteggio tra la Regione e il Comune per risolvere questo problema. Dopodiché arriviamo a novembre 2015, dove sostanzialmente diciamo che si può dare il via ai lavori; tutto questo è stato fatto attraverso degli investimenti fatti anche dal Comune rispetto alle progettazioni e a quanto doveva servire per sbrigare la pratica.

Io volevo sapere se adesso andiamo avanti con il lavoro, o se invece ci sono degli impedimenti dal punto di vista economico per risolvere la questione, perché è importante che il Comune abbia speso questi soldi e quindi adesso l'investimento dovrebbe essere portato a buon fine; se invece resta lettera morta, questo diventa un problema, perché l'investimento fatto dal Comune sulla scorta di quanto era stato concordato con l'Assessorato diventa un problema: ha speso dei soldi a fronte di un qualche cosa che doveva accadere, poi questo non accade e questo diventa automaticamente uno spreco, oltre alla questione chiaramente del posto da sistemare, di tutto ciò che c'è dietro al problema della frana in sé.

Presidente - La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Consigliere Cognetta, lei ha posto l'accento su un intervento che era stato individuato 16 anni fa e i percorsi sono stati lunghi; se si è arrivati a luglio dell'anno scorso per avere la progettazione, direi che tanta urgenza probabilmente non c'era.

Volevo chiarire quali sono i passaggi che hanno determinato la valutazione che gli uffici hanno fatto rispetto a questo intervento. Intanto c'è l'esigenza di adeguamento alle nuove regole del bilancio armonizzato, quindi delle regole che impongono una puntuale verifica delle obbligazioni esistenti, specie se queste sono originate da impegni assunti nel 2003. Dal punto di vista finanziario, tutte le risorse disponibili per la realizzazione del programma di interventi straordinari legati all'evento alluvionale dell'ottobre 2000 sono state impegnate nel 2003, creando negli anni successivi un residuo passivo decisamente alto, che all'inizio del 2016 ammontava a 14 milioni di euro. Alcuni di questi interventi erano in corso di realizzazione da parte dei Comuni, mentre altri, come quello di protezione della località La Servettaz, erano ancora in fase di progettazione. Mentre per gli interventi in corso esiste quella che viene tecnicamente chiamata una "obbligazione giuridicamente vincolante", vale a dire che si è individuato un operatore economico, negli altri casi esisteva solo un impegno verso il Comune; ad eccezione degli interventi in corso di realizzazione a seguito del riaccertamento dei residui, si sono dovuti azzerare tutti gli altri impegni a valere sul fondo residui dell'alluvione 2000. Gli interventi programmati in quell'ambito vengono quindi ricondotti alla gestione ordinaria e sono stati oggetto di riprogrammazione a valere sui fondi in competenza. Al momento l'intervento non presenta caratteristiche di urgenza tali da consentirgli di poter accedere alle limitate risorse del bilancio. Gli uffici preposti sostengono che non esiste un rischio particolare, né per i beni, né tanto meno per le persone, ma solo una situazione di dissesto del territorio da sistemare, situazione che in realtà lo stesso Comune aveva classificato di bassa priorità, visto che si tratta dell'ultimo intervento previsto dal piano e ancora da realizzare.

Il Governo regionale è comunque sensibile alle esigenze di difesa del territorio dei rischi naturali e sta operando per recuperare le risorse finanziarie necessarie a far fronte agli interventi più urgenti. Si stanno attendendo le decisioni in merito al finanziamento statale nell'ambito di "Italia sicura" proprio per il territorio, per poter programmare la realizzazione di un piano organico della durata quinquennale. Gli investimenti del Comune di Fénis oggi sono comunque oggetto di rimborso da parte dell'Amministrazione regionale; non sono affatto vanificati, perché uno dei criteri di priorità di finanziamento previsti da "Italia sicura" è la disponibilità di un progetto esecutivo pronto ad essere realizzato, pertanto la realizzazione potrà trovare in quel contesto lo spazio per l'intervento della località La Servettaz.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Quindi parrebbe che, al di là dell'urgenza o meno dell'intervento, forse riusciamo a trovare i soldi per arrivare alla sistemazione, il che è un bene per il Comune. Chiaramente, però, sarebbe bastato - adesso non imputo direttamente a lei tale questione - prestare un pochino più di attenzione prima di far fare una serie di investimenti per lavori propedeutici alla preparazione del progetto. Lei capisce che, con i fondi scarsi che hanno i Comuni, preparare una progettazione di questo tipo e poi non fare il lavoro diventa prendere dei soldi e buttarli in un camino, detto in maniera molto semplice. Loro non l'hanno fatto così, l'hanno fatto perché c'era una situazione pregressa con degli avanzi e dei soldi stanziati, al di là se era importante o meno, ma era nella programmazione, quindi loro si sono comportati di conseguenza.

Siccome la preoccupazione più grande di oggi, secondo me, è come spendiamo i soldi a tutti i livelli, non soltanto nostro della Regione, ma anche dei Comuni, mi sembrava importantissimo tirare fuori un problema di questo tipo. Come giustamente ha detto lei, sono magari anche altri i Comuni che si trovano nella stessa situazione, e io spero che anche questi altri Comuni che hanno una situazione simile possano trovare poi spazio nel finanziamento di "Italia sicura" cui faceva cenno lei, perché altrimenti è semplicemente uno spreco del tutto inutile di risorse pubbliche.