Oggetto del Consiglio n. 124 del 11 marzo 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 124/81 - COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE SU UNA INIZIATIVA PER MODIFICARE IL DISEGNO DI LEGGE STATALE SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI POLITICI.
Presidente - Colleghi Consiglieri io ho una brevissima parentesi; la faccio qui anche se non è un oggetto all'ordine del giorno.
Riguarda la proposta avanzata questa mattina dal Collega Viberti di manifestare con un ordine del giorno, con una presa di posizione, l'intenzione del Consiglio regionale di attirare l'attenzione del Parlamento, nel momento in cui sta discutendo la legge riguardante il contributo al finanziamento dei partiti politici, su alcuni principi che una legge statale di iniziativa regionale aveva a suo tempo prefissato.
Alcuni di voi (Viberti, Tonino, Nebbia, De Grandis, Martin, Fosson, Lustrissy) hanno firmato l'ordine del giorno da discutersi domani con il Presidente della Giunta e da iscrivere poi in via di urgenza: la firma di tutti i Capigruppo era la prova di questa volontà.
Io mi sono fatto premura di sottoporre al Collega Viberti un vizio che, secondo me, ha questo ordine del giorno e quindi ne parlo di qui proprio perché tutti i sottoscrittori, se lo accettano, dovrebbero firmare un testo diverso.
Nel testo che avete sottoscritto, che quindi impegna i rispettivi Gruppi, si intende sollecitare i Parlamentari Valdostani e la Giunta regionale a far presente al Parlamento la necessità di tenere in considerazione la Legge regionale 14.11.78. Però la legge statale di iniziativa regionale 14.11.78 è decaduta, perché sono state sciolte le Camere nel 1979.
Dovevate quindi elaborare un'altra legge statale di iniziativa regionale dopo il 1979, perché allo stato attuale né alla Camera né al Senato esistono iniziative di questo genere.
Per cui la mia proposta sarebbe questa: mantenere ugualmente nell'ordine del giorno il richiamo ai provvedimenti adottati dal Consiglio regionale, cioè la deliberazione 267 del 30 giugno 1977 e la Delibera Consiliare con cui si approvava la legge statale di iniziativa regionale, però la parte dispositiva del testo, dovrebbe essere così formulata: "di invitare i Parlamentari valdostani - omettendo la Giunta che in questo caso non avrebbe una funzione diretta - affinché si adoperino per far introdurre durante la discussione in Parlamento i principi a cui si ispirava, a suo tempo la proposta di legge statale di iniziativa regionale di cui in premessa".
Questo perché penso che sarebbe assurdo che noi ci richiamassimo, o richiamassimo i Senatori e i Deputati della Repubblica ad una nostra iniziativa legislativa che è partita dal Consiglio Regionale, quando dobbiamo sapere - e lo sappiamo per cui non facciamo questo errore - che con lo scioglimento delle Camere del 1979 questo provvedimento di nostra iniziativa è decaduto.
Però siccome è esistito ed esiste noi ci richiamiamo a quei principi e a quelle, diciamo così, regolamentazioni che avevamo previsto con quella iniziativa.
Se siete d'accordo io farei ribattere il testo in questo senso, e poi chiederei nuovamente ai Colleghi che hanno già firmato il primo testo di firmare il secondo.
Mi sono permesso di dirlo qui, perché altrimenti avrei dovuto dirlo ad uno ad uno a ciascuno dei firmatari precedenti.
Visto che non ci sono obiezioni, nell'ordine del giorno che voteremo domani mattina ci rifaremo ai principi che abbiamo manifestato, ma non alle leggi, perché siamo perfettamente coscienti che con lo scioglimento delle Camere questi provvedimenti sono decaduti, né sono stati ripresentati al Consiglio Regionale. Mi sembra che ci sia una proposta di questo tipo che giace alla Commissione Affari Generali, comunque non sono state votate, da parte del Consiglio, altre iniziative in questo senso. Perciò ci rifacciamo a quei principi e non ad altri documenti votati dal Consiglio regionale dopo le nuove elezioni del 1979.
