Oggetto del Consiglio n. 2019 del 20 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2019/XIV - Interrogazione: "Effetti negativi in ambito occupazionale a seguito dell'attivazione della Centrale unica di committenza".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Ringrazio i Consiglieri che hanno proposto questa interrogazione, che ci dà modo di fare un po' di chiarezza rispetto a quanto già affermato nel Consiglio scorso parlando proprio della Centrale unica di committenza.
Sicuramente era necessario approfondire meglio, avere un maggiore dettaglio delle modalità operative della Centrale di committenza regionale e che hanno generato i numeri che sono stati indicati nelle risposte del Consiglio scorso. I numeri vanno anche minimamente evidenziati e interpretati, perché c'era una fornitura di 43,13 milioni di euro dei treni bimodali che ovviamente non ha fornitori in Valle d'Aosta, e poi un appalto di servizi di soccorso di elicottero da 13,474 milioni che è stata una gara vinta da un'azienda non valdostana; quindi due gare che in linea di massima, per servizi e forniture, ci portavano via un'aggiudicazione di 56,5 milioni.
Rispondendo al primo quesito, entrando proprio nel merito dell'attività della Centrale unica di committenza, per gli appalti pubblici di beni, servizi e lavori esiste comunque l'obbligo di centralizzazione delle procedure di affidamento. La Regione ha deciso di attribuire a Inva le funzioni di Cuc regionale per l'acquisizione di forniture e servizi, mentre per quanto riguarda i lavori pubblici e i servizi di ingegneria e architettura è la stazione unica degli appalti che è stata istituita presso l'Assessorato delle opere pubbliche che si occupa di quel settore.
La Centrale unica di committenza opera in particolare per l'acquisizione di servizi e forniture sulla base di una convenzione che è stata siglata con la Regione, il Consiglio permanente degli enti locali e Inva; è stata poi integrata da un successivo addendum, che l'ha perfezionata, e svolge tre funzioni.
La prima funzione è quella della gestione della piattaforma Meva (Mercato Elettronico della Valle d'Aosta) attraverso la quale gli enti effettuano gli acquisti di beni e servizi in modalità telematica per valori sotto soglia comunitaria e quindi sono tutti offerti dagli operatori economici abilitati al Meva. Al Meva sono attualmente accreditati 2.000 operatori economici che hanno potuto partecipare agli affidamenti per 1 milione di euro circa, di cui 800 mila sono stati aggiudicati alle imprese valdostane. Si tratta di affidamenti che prevalentemente vanno da 1.000 a 40 mila euro, quindi il famoso sotto soglia. Attraverso il Meva gli enti pubblici possono effettuare gli acquisti secondo le modalità definite dalla normativa tramite ordine di acquisto oppure tramite richiesta di offerta.
La seconda funzione, quindi la centralizzazione degli acquisti (funzione di Consip regionale), avviene raccogliendo e analizzando i bisogni di servizi e forniture degli enti convenzionati aventi caratteristiche standardizzabili, al fine di stipulare convenzioni quadro e ottenere risparmi di economie di scala, come è avvenuto per le quattro convenzioni che sono in essere: la prima è la convenzione per la fornitura di energia elettrica e dei servizi connessi per le pubbliche amministrazioni della regione, aggiudicata a Cva per un importo di 16,9 milioni; due convenzioni sono per la fornitura di materiale per l'igiene personale e per la fornitura di materiale sanitario occorrente al fabbisogno delle strutture di assistenza anziani ed inabili delle Unités des Communes valdôtaines, aggiudicate ad una società di Aosta per 121 mila euro; infine, la convenzione per la fornitura di materiale di pulizia e monouso occorrente al fabbisogno delle strutture, vinta da un'azienda non valdostana. Nei quattro dati forniti dalle quattro convenzioni ad oggi ben tre sono state aggiudicate ad imprese valdostane, per un valore complessivo di 17,163 milioni di euro.
La terza funzione della Centrale unica di committenza è la stazione appaltante. In questi casi gli enti convenzionati si rivolgono alla Centrale unica di committenza per l'espletamento delle procedure di gara e per l'affidamento di appalti, servizi e forniture. Le modalità di selezione del contraente, i criteri di aggiudicazione e tutte le modalità con le quali poi dovrà essere eseguito il servizio con la fornitura richiesta sono tutti stabiliti dagli enti convenzionati mediante la determina a contrarre oppure nel capitolato speciale d'appalto. La Centrale unica di committenza, sulla base di questa documentazione che viene trasmessa dalle strutture interessate all'appalto, predispone il bando e redige il disciplinare di gara e procede all'espletamento della procedura di selezione del contraente fino ad arrivare all'aggiudicazione. Da quel momento, alla stipulazione del contratto provvede l'ente che cura tutti i rapporti giuridici derivanti dall'esecuzione. Alla Centrale unica di committenza sono state attribuite dalla Giunta regionale le funzioni di soggetto aggregatore, secondo quanto disposto dal dall'articolo 9 del decreto legge n. 66/2014; i soggetti aggregatori previsti sono in un numero massimo di 35 in tutta Italia. Sono Centrali uniche di committenza qualificate iscritte all'elenco dell'Anac nell'ambito dell'anagrafe unica delle stazioni appaltanti.
Rispondendo al quesito n. 2 e n. 3, come si vede da questa disamina che magari è stata un po' lunga, ma ha centrato gli obiettivi e la mission della Cuc, il quadro normativo a cui si fa riferimento, e anche il sistema di centralizzazione adottato dalla Centrale unica di committenza, ha come obiettivo quello di ottenere economie di scala che portino a risparmi economici nell'ambito della gestione delle gare d'appalto, sia in termini di una riduzione dei costi delle forniture dei servizi, sia in termini di costi di gestione delle procedure stesse. Devo dire che in queste ultime settimane, nei rapporti che ho avuto parlando con i tecnici di Inva, ho trovato personale efficiente e preparato. Nel medio periodo di attività della Cuc, che si può ipotizzare in una sorta di triennio di completa operatività, potranno essere effettuate analisi quantitative per verificare i benefici ottenuti in termini di razionalizzazione e aggregazione della spesa.
Veniamo invece al discorso delle ricadute sul territorio valdostano. In questo ambito tutti sappiamo che gli spazi di manovra consentiti dalla legislazione europea e nazionale sono molto stretti. Su questa materia, però, tenuto conto della recente entrata in vigore del nuovo codice degli appalti di lunedì scorso, il Governo regionale sta lavorando per studiare e valutare possibili azioni e criteri che permettano, nell'ambito del rispetto delle direttive comunitarie, di garantire un miglior accesso agli appalti pubblici alle piccole e medie imprese locali. Tale obiettivo potrà essere conseguito eventualmente anche cercando di sfruttare gli ambiti di competenza regionale elaborando un autonomo testo di legge regionale che, nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e semplificazione, favorisca il perseguimento di obiettivi condivisi anche a valenza sociale, ambientale e di tutela del lavoro, contribuendo a creare condizioni più favorevoli per l'accesso al mercato e per realizzare sempre più benefici in termini di ricadute economiche sul mercato locale e in termini di più elevati standard qualitativi delle forniture. Proprio in quest'ottica, per quanto riguarda i lavori pubblici, con il recente esame da parte della Giunta regionale del programma in previsione dei lavori pubblici, verranno sottoposti anche al Consiglio nuovi indirizzi di attuazione che saranno discussi in questo Consiglio e che vorranno andare in questa direzione; se condivisi, potranno essere utilizzati con le dovute correzioni anche in materia di forniture e servizi.
È cambiata un'epoca, è cambiato un metodo, gli affidamenti diretti non possono più essere adottati, la gara è il principio guida che in qualche modo determina il percorso di acquisizione di beni e servizi. Cercheremo di fare al meglio un lavoro che ci permetterà di andare nella direzione da voi auspicata, quanto da questa maggioranza che in questo senso ha lavorato e continuerà a lavorare. Bisogna fare anche un'azione di miglioramento dei rapporti che hanno le aziende valdostane soprattutto con il web, laddove riscontriamo spesso che la Pec per esempio è una cosa ancora sconosciuta e spesso alcune aziende non hanno una facilità di rapporto con il web, cosa che ci mette fortemente in difficoltà.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - L'ho ascoltata attentamente, Assessore. Lei ci ha ricostruito i compiti per quel che riguarda la Cuc, per quel che riguarda il discorso del Meva e della Centrale unica degli appalti. Tuttavia il senso di questa interrogazione era un po' diverso, perché se lei Assessore va a rileggersi quanto noi come UVP avevamo presentato nel 2014, dove andavamo a manifestare tutta una serie di perplessità legate all'attivazione di questo, lei avrà già una serie di risposte a quello che, nostro malgrado e a malincuore, si sta verificando.
Noi avremmo voluto con questa interrogazione avere una risposta politica sulla preoccupazione di come intendete muovervi, perché dirci qual è il compito, almeno per quello che ci riguarda, era molto chiaro, sennò non avremmo detto quanto abbiamo detto nel 2014. La invito veramente a rileggersi quanto è stato detto dall'UVP in quest'aula nel 2014 su cosa si sarebbe potuto verificare e che puntualmente si è verificato. Noi non siamo sicuramente contenti di questo, il nostro era un grido d'allarme che probabilmente è stato sottovalutato. Io le parlo di analisi politica. A noi sta bene che, per quel che riguarda il Meva, su 1 milione di affidamento 800 mila euro siano andati in Valle d'Aosta, ma sono briciole, sono le forniture delle cartelle, delle penne, sono le forniture da 1.000 euro o da 100 euro!
Il vero problema è un altro, è quello che abbiamo provato ad evidenziare nella seconda parte dell'interrogazione, dove abbiamo chiesto che considerazione politica fate voi, quando in una gara sulle pulizie che avete messo in piedi con otto lotti - uno è andato deserto, ma sette sono stati aggiudicati - quattro sono andati in Piemonte, due sono andati a Caserta e uno a Terni con dei ribassi che sono arrivati al 44 percento. È questa l'analisi politica che bisogna fare! Cosa è successo? È successo che la gente sta chiamando in questo momento, perché la prima cosa che ha fatto chi ha preso questi appalti è stato chiamare i dipendenti per ridurre loro le ore di lavoro. Quando si fa un'aggiudicazione di questo genere, dove l'unico criterio è il massimo ribasso, succede questo, e su questo noi volevamo una risposta politica! Avete fatto un bando in cui mediamente le offerte erano di 20 ditte, c'è stata solo una ditta valdostana che ha fatto un raggruppamento temporaneo di imprese e che ha partecipato, le altre non hanno neanche partecipato, perché non potevano partecipare materialmente.
Adesso voglio lanciare un appello, perché sembra che io ce l'abbia con l'Assessore Fosson. Porto ad esempio un bando fatto dall'azienda Usl, che non è specialistico, è un bando per biancheria e capi di vestiario per l'azienda: l'Usl ha fissato come criterio 40 punti per il prezzo e 60 per la qualità. Qualcuno può provare a scontrarsi se il progetto non è solo il "buttiamo a terra i prezzi"? E quando parlo di analisi politica, io vi dico: il giorno in cui queste ditte vengono e firmano il contratto con dei ribassi del 44 percento (e sono sette appalti!), il giorno stesso noi perdiamo l'Iva, perché sono tutte ditte di fuori. Il problema è poi ancora un altro: il problema è che la Regione non avrebbe dovuto aspettare il codice degli appalti, e qua non hanno nessuna colpa i dipendenti di Inva, non ce l'ho con loro perché fanno il loro lavoro, ma è di chi predispone i capitolati, i bandi, i disciplinari, questi fanno quello che i funzionari riportano e sono questi, secondo me, che devono muoversi in un'altra direzione, ma devono avere un input politico. Se alla politica sta bene che le gare vadano fuori Valle, che l'Irpef dei lavoratori vada fuori, queste sono le conseguenze!
In conclusione, dico che è mortificante che con dei bandi sulle pulizie, dove non c'è manodopera specializzata, dove abbiamo gente che sta prendendo dei salari veramente minimi, ci sia solo una ditta valdostana che partecipa in raggruppamento perché abbiamo fatto dei bandi inaccessibili per tutte le altre ditte valdostane.
