Oggetto del Consiglio n. 2010 del 20 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2010/XIV - Interrogazione: "Riapertura della tratta ferroviaria Aosta-Sarre".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 6 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Mi atterrò al contenuto dell'interrogazione. Ovviamente non stiamo a fare adesso delle valutazioni comparative tra un servizio e l'altro, perché le domande sono decisamente puntuali.
"Se è possibile riaprire un primo tratto della linea Aosta-Sarre senza investimenti sull'infrastruttura": la risposta è no.
"Se sono invece necessari investimenti anche solo per questa parziale riapertura e a quanto gli stessi ammonterebbero": questo tema è stato già oggetto di un'analisi nel 2008, dove già allora, nelle varie valutazioni, era stato chiesto a Trenitalia di prevedere la possibilità di effettuare un giro banco a Sarre proprio per poter fare questo "servizio navetta" in determinate fasce della giornata. È stata fatta un'istruttoria nel gruppo Ferrovie dello Stato e il gestore dell'infrastruttura Rfi aveva risposto con una nota nel marzo 2009 - eventualmente gliela posso dare - segnalando che sarebbe stato necessario trasformare la fermata di Sarre in stazione modificando gli apparati per il comando a distanza dei deviatori e dei segnali, adeguando la manovra dei passaggi a livello e gli apparati conseguenti per un totale di 2,8 milioni. Questo per la stazione di Sarre. Dopodiché ad oggi dovremmo aggiungere anche il rifacimento dei binari, perché questo comunque sarebbe necessario. Facendo le proporzioni, cioè i 6 chilometri sui 32, è stimabile che siano altri 2,8 milioni, per cui già solo questi due interventi, dai documenti che abbiamo agli atti, sono di 5,6 milioni.
È chiaro che, volendo approfondire la questione, dovremmo fare una valutazione su quante persone portiamo e quanto costa, però questa era la domanda e mi sono attenuto a questa istruttoria.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Assessore per la risposta. Come avrà capito, è gettare nuovamente il sasso nello stagno, perché nessuno si vuole rassegnare al fatto che la ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier diventi un museo delle belle arti firmato da Franceschini, poiché sotto quel profilo noi non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare ad una ferrovia che funzioni per tutta la Valle d'Aosta.
Sapevo di questo studio del passato, non conoscevo le cifre, ma credo che con l'esperienza acquisita in questi anni negli studi sulla ferrovia lei sappia che non bisogna tenerlo troppo in considerazione, perché ci dissero in tempi non sospetti che il Passante di Torino non era un problema per la Valle d'Aosta, e qualche mese dopo ci hanno chiuso la ferrovia; quindi lei, con i suoi validi tecnici, prenda in mano gli studi e vedrà che toglieremo parecchi zero a questa situazione. Non è tanto l'Aosta/Sarre, potevo scrivere l'Aosta/Saint-Pierre, ma l'idea è di non perdere altro tempo per ricominciare a ragionare sulla ferrovia e sugli investimenti che vanno fatti o sul potenziamento che va fatto sulla tratta, perché la gente lo chiede. Nessuno dice che il trasporto su gomma sia inefficiente, è un altro tipo di trasporto, è un'altra situazione, c'è bisogno di un altro tipo di trasporto delle persone per le persone stesse, per il turismo e per tutto quello che ci siamo detti.
La provocazione è: Aosta/Sarre è un tratto talmente leggero che potrebbe anche essere riaperto. Nel 2008 ci chiedevano 2 milioni per riaprirlo e nessun amministratore se la sentirebbe oggi di fare un intervento per una tratta così breve, però riprendiamo l'argomento in maniera seria. Immagino che prima o poi qualcuno ci dirà che fine farà il contratto di servizio o quando ci rivedremo per questo benedetto contratto. Mettiamo tutto sulla tavola, perché lei lo sa, conoscendo meglio di me il settore, a livello europeo ormai su questo monopolio, soprattutto dell'Italia, rispetto alle tratte, si parla in maniera forte, pesante. L'evidenza del fatto che le ferrovie in Italia non funzionino anche per il monopolio che si è creato è sempre più importante e noi siamo la pietra miliare di come questo monopolio crei situazioni di disagio.
Gliela lascio lì questa interrogazione, intanto come un segnale che noi non inseguiamo una ferrovia turistica che vada ogni tanto a Pré-Saint-Didier quando è piena la ferrovia; noi inseguiamo l'idea che la ferrovia debba ritornare ad essere attiva. Vi abbiamo evidenziato i soldini che si spendono in Italia solo quest'anno per investimenti, per dire che speriamo che prima o poi qualcuno presenti progetti, che questi progetti abbiano un sostegno, che ci sia da parte dei nostri Parlamentari la voglia di sostenere la progettazione in questo senso e qualche soldino arrivi anche alla Valle d'Aosta per riaprire questa ferrovia e potenziare quella che scende da Aosta e va verso fuori Valle. Dico solo: 8 miliardi di piani e di accordi di programma riguardano l'Italia. Poi, come avevamo già avuto modo di dire, il buon Ministro Lupi, quando aveva presentato il programma Italia in Europa, ne aveva messi altrettanti e, anche lì, noi non c'eravamo.
Assessore, se può, non trovi i soldi per potenziare la stazione di Sarre, ma trovi i soldi e la voglia politica per organizzare un progetto serio per potenziare la nostra ferrovia, in particolare per riaprire l'Aosta/Pré-Saint-Didier.
