Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 121 del 11 marzo 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 121/81 - MODIFICAZIONE DELLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 120, IN DATA 31.3.1977, CONCERNENTE LA DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ SPECIALE (INTERESSENZA) DA CORRISPONDERE AL COMMISSARIO REGIONALE PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT.

Presidente - La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Pollicini.

Pollicini (DP) - Si tratta dell'aggiornamento dell'interessenza per il Commissario regionale presso la Casa da Gioco. Il problema è sorto per alcuni motivi abbastanza noti a tutti: il primo è legato al fatto che questo provvedimento è fermo dal 1° marzo 1977; il secondo aspetto è che l'aumento del costo della vita, visto che il rapporto fiduciario garantisce al Commissario uno stipendio che è ancora bloccato all'epoca in cui è stato fissato - il 1° gennaio 1975 - e, come è riportato nella proposta di delibera, è stabilito in L. 2.830.000 annue, ha provocato una serie di variazioni notevolissime per quanto concerne l'indennità di contingenza, ma questa non è prevista per il Commissario che ha un rapporto fiduciario e non di dipendenza.

La delibera attualmente in vigore prevede che la quota di interessenza sia dell'uno per mille sui primi 6 miliardi e dello 0,10 per mille sulla somma eccedente i 6 miliardi; se applichiamo questi valori alle entrate nette - circa 28 miliardi - della Casa da Gioco nel 1980, otteniamo : 6.000.000 + 2.202.000 = 8.202.000. La proposta che la Giunta fa ora al Consiglio prevede che la quota di interessenza sia ricavata applicando lo 0,5 per mille su tutto il provento netto che deriva dalla Casa da Gioco alla Regione, e quindi sui 28 miliardi circa si ottiene una cifra di 14.013.000, quindi una differenza netta con gli 8.202.000 di 5.811.000 in più rispetto alla situazione attuale.

Dobbiamo fare due considerazioni: la prima è che l'indennità di contingenza o indennità integrativa speciale che spetta a tutti i lavoratori con rapporto di dipendenza è passata da L. 1.234.000 nel '77, epoca in cui è stata fatta questa delibera, a L. 4.235.000 al 31 dicembre 1980; cioè, soltanto la contingenza è aumentata di circa 3.000.000, ma questa, come ho già detto, non viene corrisposta al Commissario che ha un rapporto fiduciario e non di dipendenza.

Consideriamo l'altro aspetto: la contingenza ha, se non vado errato, variazioni trimestrali, mentre questa delibera ha avuto una durata di 4 anni, quindi con il recupero della quota di contingenza nell'ultimo bilancio della Casa da Gioco si arriverebbe a una differenza di L. 2.800.000 in più rispetto a quella che era stata l'assegnazione al 1° marzo 1977, cioè in effetti circa 220.000 lire in più.

Va poi considerato che il rapporto attualmente è abbastanza rigido, ma anche in prospettiva futura non vi potranno essere impennate del valore dell'indennità tali da sfuggire al controllo e diventare un esempio dei megastipendi che esistono in Italia. Presumo che una tale evenienza non si potrà verificare per due motivi: primo, perché in previsione di due anni di lavori, si ridurranno più che aumentare gli incassi regionali; secondo, perché è un aumento certamente non pari a quello dell'indennità di contingenza, che rimane sempre il parametro da seguire per evitare che vi possano essere delle dilatazioni a forbice fra l'andamento di uno stipendio e un altro. Quindi penso che, comunque, non vi possano essere rischi di fuga incontrollata di questo tipo di indennità.

Mi pare di aver ricordato abbastanza dati perché il Consiglio possa fare dei raffronti fra quello che è lo stipendio attuale e quello che deriverebbe dalla proposta che viene fatta oggi al Consiglio stesso.

Presidente - Sono iscritti a parlare il Consigliere Tonino e il Consigliere Minuzzo. Ci sono altri che chiedono la parola?

Ha facoltà di parlare il Consigliere Tonino.

Tonino (PCI) - C'è una cosa che è incomprensibile in questa proposta di modifica della delibera del Consiglio regionale del 31.3.77, ed è questa: perché, anziché agire su quello che è definito lo stipendio base del Commissario - che è effettivamente irrisorio, 2.830.000 lire - adeguandolo, prevedendone un aggancio ai meccanismi dell'inflazione, alla contingenza così come avviene per tutti i lavoratori, si va invece a ritoccare l'aliquota dell'interessenza non salvaguardando affatto la Regione da quel rischio che ha indicato anche l'Assessore Pollicini alla fine, e cioè che gli stipendi nel futuro non saranno affatto ancorati all'effettivo aumento del costo della vita.

Nel secondo capoverso dell'introduzione, si parla di necessità di adeguare la retribuzione alle variazioni del costo della vita: eh, questo non si fa agendo sugli incassi, deve essere fatto con altri meccanismi, altrimenti il discorso è un altro, e allora parliamo di necessità di coinvolgere il Commissario nell'aumento degli introiti, che è più corretto, ma questo non è più un adeguamento al costo della vita. Secondo me, già prima, il sistema scelto nella cointeressenza garantiva l'impegno del Commissario regionale a raggiungere gli obiettivi comuni di maggiore incasso e di rigore nella gestione della Casa da Gioco.

Ecco, questa è l'obiezione di fondo rispetto alla quale vorrei sentire l'opinione della Giunta.

Presidente - La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (PSDI) - Per gran parte mi ha già anticipato il Consigliere Tonino sulle richieste di delucidazioni all'Assessore, e per non stare a ripetere quanto già detto, vorrei chiedere all'Assessore se è in grado di darmi alcune informazioni su quello che a mio avviso è stato un fulmine a ciel sereno annunciato ieri dalla "Voix de la Vallée" e cioè le dimissioni del prof. Masi da Amministratore delegato della SITAV; ritengo infatti che queste cose interessino e debbano interessare i Consiglieri in quanto è indubbio che con la gestione del prof. Masi c'è stato un certo incremento in tutti i sensi dell'attività del Casinò nella nostra regione e in particolare un rilancio di tipo turistico-culturale di Saint-Vincent, oltre chiaramente all'incremento degli introiti nelle casse della SITAV e di conseguenza nelle casse dell'Amministrazione regionale. Ecco, per me quell'annuncio è stato un fulmine a cielo sereno e vorrei chiedere all'Assessore se può darmi informazioni in merito, se le ha, perché, ripeto, la Regione deve guardare con una certa attenzione a quella che può essere la gestione della SITAV per la Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Secondo noi, contrariamente a quanto affermano i compagni di lotta di Nuova Sinistra che dicono che il Casinò ha una funzione troppo preminente nella vita della nostra regione, per come stanno le cose attualmente gli introiti del Casinò servono e non poco alla gestione della cosa pubblica da parte dell'Amministrazione regionale.

Presidente - Altri intendono prendere la parola? Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Ho visto dei sorrisi quando il Consigliere Minuzzo ha parlato della Nuova Sinistra come di compagni di lotta; noi non siamo così schizzinosi come si crede, e se la lotta viene fatta nei confronti di obiettivi o di persone che hanno dei comportamenti poco corretti, ben venga il contributo alla lotta comune per il benessere e perché le cose siano fatte nel modo giusto.

È chiaro che il Partito Socialdemocratico non può avere le stesse opinioni che abbiamo noi rispetto alla Casa da Gioco: noi abbiamo delle opinioni forse moralistiche; d'altra parte, vediamo che continuamente le cose che pensiamo vengono poi ad avverarsi: infatti il Comune di Saint-Vincent drenerà nel giro di pochi anni decine e decine di miliardi a dispetto di tutto il resto della regione.

Ma comunque, per entrare un po' più nel merito di questa deliberazione che si chiede di approvare, noi siamo contrari, e non perché riteniamo che sai giusto che una persona che svolge un compito per conto dell'Amministrazione regionale - benché in una attività che noi non consideriamo giusta - lo debba svolgere gratis o malpagato; è giusto che chi assolve bene al suo compito riceva il giusto emolumento. Secondo noi, però, non è giusto far diventare partecipe dell'introito della Regione la persona che svolge l'attività di Commissario Capo presso la Casa da Gioco in rappresentanza del Presidente della Giunta; non è giusto per diversi motivi: uno di questi è proprio una questione morale. Noi riteniamo, anche se trattasi di incarico di fiducia e non di rapporto di dipendenza, che sia comunque un lavoro che secondo la legge deve essere pagato con uno stipendio, non con un invito al Commissario ad essere più favorevole ancora all'esistenza del gioco d'azzardo con tutto quello che contorna; noi conosciamo, non bene ma comunque a sufficienza, l'attuale Commissario Capo per chiedere che non lo si voglia coinvolgere dal punto di vista morale in quello che avviene, anzi tutt'altro, e a nostro avviso è molto meglio un adeguamento dello stipendio che ci pare una soluzione più confacente anche proprio alla persona che attualmente ricopre questa carica.

Per quello che concerne il Casinò, ma non ho nessuna intenzione di annoiare ulteriormente la già annoiatissima Assemblea, credo che sappiate bene quello che ne pensiamo e non credo che sia il caso di insistere perché vedo braccia pendenti dalle seggiole, vedo teste che ciondolano, non vorrei che qualcuno si addormentasse e cadesse magari dai banchi della Giunta.

Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Ci sono altri che intendono prendere la parola sull'oggetto n. 20? Nessuno chiede di parlare?

La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Pollicini.

Pollicini (DP) - Al Consigliere Tonino rispondo che io davo per scontato che il principio dell'interessenza fosse un principio valido; per me lo è senz'altro, e cerco di spiegare perché: la Casa da Gioco ha una funzione molto precisa, non è un educandato, e mi stupisce che ad esempio il Consigliere Viberti parli di non portare il Commissario a coinvolgimenti morali nel gioco d'azzardo; mi pare che tutti quanti sappiamo che lì dentro non si fabbricano fiorellini, lì dentro si pratica il gioco d'azzardo, e nessuno credo lo metta in dubbio; per questo, mi pare importante e giusto che il Commissario sia coinvolto, perché questa Casa produca il massimo possibile con il minore danno, minore danno non per i giocatori, ma per la Regione. Quindi sotto questo aspetto mi pare che il principio dell'interessenza sia valido, mentre avrei visto meno valido un discorso che ponesse il Commissario come un qualsiasi dipendente con uno stipendio erogato alla fine del mese qualunque tempo facesse, con qualunque situazione interna; mi pare che sia proprio necessario il coinvolgimento diretto, è una specie del cottimo che era in uso una volta nelle aziende, perché a me pare giusto un rapporto fra l'impegno e la retribuzione.

Su questo punto, quindi, considero valido il principio dell'interessenza perché ritengo necessario un coinvolgimento in prima persona del rappresentante della Regione presso la Casa da Gioco.

Per quanto poi riguarda la domanda posta dal Consigliere Minuzzo sulle notizie apparse in organi di stampa e riguardanti il cambio della guardia ai vertici della Casa da Gioco, va considerato che nella convenzione che regola i rapporti fra Regione Casa da Gioco non è previsto su questo punto l'assenso della Regione; è un fatto interno, la Regione ha rapporti con la Società per Azioni SITAV, evidentemente rappresentata dagli organi legali che sono appunto il Presidente, l'Amministratore Delegato, il Consiglio di Amministrazione. Si tratta dunque di una operazione interna, per noi l'interlocutore è in ogni caso la Società; certo, tutti quanti noi abbiamo avuto la netta sensazione che l'Amministrazione Masi sia stata senz'altro diversa da quelle del passato, ha dato un impulso notevole all'aspetto culturale, il che mi pare importante perché era necessario superare il concetto di Saint-Vincent esclusivamente come bisca e dare una immagine diversa di questo centro. È da dire che la presenza di quest'uomo, sia per dignità di comportamento sia per capacità manageriali, è stata notevolmente positiva per la SITAV; se la Società degli azionisti ha ritenuto opportuno cambiare, avrà avuto certo delle motivazioni: io non ne sono addentro, però presumo che almeno a tempi brevi nell'ambito della gestione complessiva della SITAV la presenza del prof. Masi sia mantenuta.

Questa è più che altro la mia convinzione, che ai vertici formalmente siano cambiate alcune cose, ma che l'indirizzo gestionale debba rimanere tale quale è stato in questi ultimi tre anni, dopo la morte del Conte Cotta (?); allora si verificarono eventi naturali come il decesso dell'ex Amministratore, Conte Cotta, il decesso del Presidente, Conte Zorli, e questi fatti non potevano non portare da parte degli azionisti subentrati ai titolari deceduti modificazioni all'interno della Società, però presumo che come indirizzo complessivo non dovremmo discostarci molto.

È chiaro comunque che solo i fatti potranno dire se queste previsioni sono fondate o meno.

Presidente - Vi sono dichiarazioni di voto?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Noi siamo insoddisfatti della risposta dell'Assessore e non voteremo certo questo provvedimento, ma voglio spiegare perché.

Se crollassero gli introiti, in questo periodo dei lavori, il Commissario verrebbe a perdere troppo, e questo non è giusto; però se dopo i lavori, o anche malgrado i lavori, ci fosse un aumento notevole degli introiti arriveremmo a un superstipendio! Eh, non possiamo nasconderci dietro a questa cifra; se l'Assessore Pollicini fa i calcoli per degli introiti di 40 miliardi, arriviamo a un superstipendio.

Perciò dobbiamo essere molto chiari... (interruzione dell'Assessore Pollicini, fuori microfono, incomprensibile). Sì, sì, ma non è lì il discorso; se noi vogliamo adeguare lo stipendio al costo della vita dobbiamo riferirci a dei parametri che siano agganciati ad esso, ed è storicamente dimostrato, e lo sarà anche andando avanti, che le entrate della Casa da Gioco non sono affatto confrontabili con l'aumento del costo della vita perché dipendono da una serie di altri fattori. Abbiamo sempre detto: se aprono altre Case da Gioco, gli introiti si modificano; in periodi in cui la crisi della società è quella che è c'è una corsa verso questo tipo di rischio d'azzardo; sono quindi in ballo fattori che non sono affatto legati al costo della vita.

La nostra opinione è che la delibera in realtà non sia affatto chiara da questo punto di vista e siamo convinti che si arriverà ad avere, se le entrate aumenteranno, dei superstipendi, e non degli stipendi adeguati all'aumento del costo della vita. Magari, rispetto al passato, può essere vero che con questo provvedimento si adegua la retribuzione all'attuale costo della vita, ma non ci garantiamo affatto, per il futuro, che questo meccanismo vi sia seriamente collegato.

Sulla cointeressenza anche noi siamo d'accordo, però andavano benissimo le aliquote di prima, che prevedevano comunque, rispetto a uno stipendio da adeguare e da agganciare alla contingenza, una somma in più legata al tipo di attività del Commissario.

Queste sono le ragioni per le quali noi non ci sentiamo di votare questa delibera; il nostro Gruppo si astiene sul provvedimento.

Presidente - Nessun altro interviene per dichiarazione di voto?

Presidente - Metto in approvazione l'oggetto n. 20: "Modificazione della deliberazione consiliare n. 120, in data 31.3.1977, concernente la determinazione dell'indennità speciale (interessenza) da corrispondere al Commissario regionale presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent - Deliberazione di Giunta n. 379 in data 30.1.1981".

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 22

Astenuti: 8 (Gruppo Comunista e Nuova Sinistra)

Maggioranza: 16

Favorevoli: 22

Il Consiglio approva.

Presidente - Colleghi Consiglieri, sono le ore 12,14. È stato deciso di soprassedere alla trattazione dell'oggetto n. 21 in attesa della presenza del Presidente della Giunta. Potremmo però cominciare l'esame dell'oggetto n. 22 ascoltando la relazione dell'Assessore alla Sanità; poi faremo la pausa per il pranzo e continueremo successivamente, se si renderà necessario. Il Consiglio è d'accordo?

Passiamo allora all'oggetto n. 22.