Oggetto del Consiglio n. 2000 del 6 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2000/XIV - Approvazione di mozione: "Adesione della Regione all'accordo interregionale tra le Regioni del Nord per l'incremento del prelievo legnoso in ambito boschivo".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 51 all'ordine del giorno, la parola al collega Nogara per l'illustrazione. Prego.
Nogara (UVP) - Circa una ventina di giorni fa, navigando su Internet - e le dico Assessore, stavo cercando tutt'altro, notizie sul PSR e su altri temi - sui siti della Confagricoltura mi sono imbattuto in questa notizia: "Firmato l'accordo sul prelievo legnoso tra Regioni del Nord e operatori della filiera".
Mi è subito venuto in mente di quando, all'inizio di questa legislatura, ero stato ben impressionato da una voce del programma di maggioranza, dove si parlava di investire nella trasformazione, nella promozione e nella commercializzazione dei prodotti forestali. Allora ho cercato un po' su tutti i siti, sono andato subito su "Sherwood" che è una rivista che parla sempre delle innovazioni o delle notizie sul legname e su tanti altri siti, dove si parla di questo accordo stipulato tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia-Romagna e Umbria, che sono le Regioni promotrici di questa iniziativa.
Devo dire che mi sono un po' stupito che non ci fosse la Valle d'Aosta, anche per quello che le ho detto prima. Ho pensato che non interessasse, però mi faceva strano, visto che potrebbe essere il modo per migliorare un po' il nostro patrimonio forestale. Io non dico che quell'accordo sicuramente risolva tutti i problemi, però può essere un aiuto per il nostro settore forestale, anche perché approfondendone la lettura, si nota che evidenzia aspetti interessanti.
Addirittura si afferma che oggi quasi il 90 percento delle materie prime legnose necessarie alle nostre industrie di mobili, ma anche utilizzate come fonti energetiche, sono importate. Allora è chiaro che se si riesce a fare cartello tra un certo numero di Regioni e, a seconda delle Regioni, si forniscono delle latifoglie, degli abeti, a me viene in mente che qui in Valle d'Aosta vi sono larice e pino cembro, essenze difficilmente reperibili in queste Regioni che hanno firmato l'accordo, per cui ci potrebbe anche essere un interesse e può essere una cosa buona.
Allora, come mi chiedevo, non so se è una iniziativa che vi è sfuggita o che non interessa.
Visto che in tutte le notizie che vengono date si dice che queste sono le Regioni promotrici di questa iniziativa, che è aperta a tutte le Regioni italiane che vogliono entrare in questo accordo, con questa mozione vorremmo capire se c'è un interesse da parte dell'Amministrazione per un'iniziativa del genere.
Presidente - Chiudiamo la discussione generale, per la replica, Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Solo una breve disamina dell'argomento che è stato trattato, per poi arrivare alla conclusione di questa proposta. L'accordo tra le Regioni promotrici trova origine già nel corso del 2014, quando gli Assessori competenti in materia forestale delle Regioni Lombardia e Friuli Venezia Giulia accolsero la richiesta di Federlegnoarredo - come probabilmente ha potuto verificare anche lei dal documento - per la definizione di un accordo sul prelievo legnoso in ambito boschivo nell'ottica di una sempre maggiore gestione forestale sostenibile.
Successivamente, nell'ambito territoriale di interesse l'accordo è stato esteso dal capofila, Regione Lombardia, anche alle altre Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, già interessate da un accordo interregionale in materia di pioppicoltura sottoscritto a Venezia nel gennaio del 2014 dove noi, evidentemente, non eravamo stati presi in considerazione. La Valle d'Aosta, sia evidentemente per i modesti volumi di legname immessi sul mercato sia perché è obiettivamente un po' a margine della grande industria, oltre che chiaramente non interessata dalla coltivazione del pioppo, non è stata coinvolta in questa prima fase del neonato accordo tra queste Regioni, che da un punto di vista dell'importanza, soprattutto per il pioppo, erano più legate. Tale accordo intende anticipare. a livello delle Regioni coinvolte, alcune azioni in corso di definizione presso il tavolo nazionale sulla filiera foresta-legno, istituito con decreto ministeriale del 2012, che si prefigge tra l'altro la promozione del made in Italy anche per il comparto legno, così come per altre attività soprattutto nell'agroalimentare. L'obiettivo di tale accordo sarebbe pertanto quello di accelerare le azioni di competenza delle Regioni per l'utilizzo della risorsa legnosa.
A questo proposito, sottolineiamo come l'accordo è coerente con la strategia forestale nazionale definita dal programma quadro del settore forestale, che ha visto le competenti strutture del nostro Assessorato regionale presenti e direttamente coinvolte nella stesura del documento riferito al quadro nazionale sulle misure forestali per lo sviluppo rurale 2014/20.
Quindi diciamo che c'è stato un coinvolgimento a livello nazionale, di cui questo accordo che stiamo trattando adesso, è un po' figlio. Atto che ha costituito una base importante anche per la predisposizione del set di misure forestali contenute nel PSR 2014/20 della nostra Regione, quindi quella possibilità di andare a incentivare giustamente tutta una serie di attività anche sul nostro territorio, proprio per la valorizzazione della foresta.
In questo contesto, si inseriscono altre iniziative in avanzata fase di studio da parte dell'Assessorato che si vogliono brevemente ricordare e sottolineare, per dimostrare che c'è comunque attenzione compatibilmente alle risorse del settore. In linea con gli impegni prioritari contenuti nell'accordo, si vogliono richiamare le iniziative concrete per la promozione e la gestione dei boschi - anche attraverso imprese private della filiera foresta-legno e l'aggregazione a livello gestionale delle proprietà forestali - che saranno sostenute mediante le risorse previste a tale scopo dal PSR che abbiamo approvato e, sebbene non strettamente collegate all'accordo, le azioni per promuovere la formazione e l'aggiornamento degli operatori boschivi, attraverso un provvedimento di prossima presentazione per rafforzare i controlli, la tutela del lavoro boschivo regolare e del commercio legale del legno.
Questa brevissima panoramica delle iniziative in corso per sottolineare l'interesse che, giustamente, così come sollecitato anche dal collega nella sua mozione, l'Amministrazione vuole avere per cercare di sviluppare tutte le azioni che possono aiutare il settore nel rispetto della sostenibilità della gestione forestale. E pertanto sono e verranno ulteriormente verificati gli impegni in argomento proprio relativamente a questo tipo di iniziativa, al fine di addivenire ad una ragionata adesione anche da parte della nostra Regione.
Peraltro, come già sottolineato dal collega Nogara, il documento firmato dalle Regioni che lo hanno promosso, è stato volutamente lasciato aperto per permettere a chi avesse interesse di aderirvi.
Con questo siamo assolutamente favorevoli ad accogliere questo tipo di mozione, il nostro voto sarà in questa direzione, e l'impegno sarà quello di andare a sottolineare l'importanza della risorsa boschiva per quanto ci concerne e attraverso gli strumenti, in primis il PSR, che abbiamo a disposizione per dare nel breve avvio a questo tipo di attività.
Presidente - La parola al Consigliere Nogara.
Nogara (UVP) - La ringrazio, Assessore, per la sua risposta. Sono contento che abbiate preso in considerazione anche questa sollecitazione, per il fatto che secondo me non è certo quello che aiuterà in modo essenziale la silvicoltura in Valle d'Aosta, però può dare un piccolo aiuto.
Comunque io vorrei farle una segnalazione, Assessore. Secondo noi il settore selvicolturale qui in Valle d'Aosta forse è stato un po' dimenticato e allora bisognerebbe porvi nuovamente un po' più di attenzione. Io le faccio solo un quadro di com'era organizzato. All'interno del Corpo forestale valdostano c'erano degli istruttori selvicolturali che facevano dei corsi continui al personale forestale, c'erano i bûcherons, personale specializzato, che seguivano attentamente le squadre forestali. Per quello che ne so, perché lo conosco abbastanza bene, il settore selvicolturale come istruttori sta andando un po' a morire. Forse è rimasto ancora uno specializzato in selvicoltura, non sarebbe male magari organizzare all'interno del Corpo forestale qualche corso per specializzare qualche forestale che possa dare delle indicazioni. Ma non solo ai forestali. Qua è importante che vengano formati o aiutati anche i privati che magari vogliono fare degli interventi nei boschi, essere seguiti in qualche modo. È sempre il solito discorso che si fa, non è che l'Amministrazione debba fare lavori per tutti, però se riuscisse a supportare in qualche modo anche il privato, non sarebbe male. Allora le chiedo se fosse possibile magari dare di nuovo un'occhiata a questo settore, che secondo me negli ultimi anni è stato un po' dimenticato. E quello che mi stupisce, è che comunque non si perde occasione per dire che si vuole sviluppare in Valle d'Aosta il settore selvicolturale. Se non si comincia dalla formazione, mi dispiace, ma non si va da nessuna parte.
Presidente - Possiamo procedere alla votazione.
Presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
