Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1997 del 6 aprile 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1997/XIV - Approvazione di mozione: "Impegno della competente Commissione consiliare ad esaminare le problematiche inerenti la gestione venatoria e l'esercizio della pesca in Valle d'Aosta".

Viérin M. (Presidente) - Con 25 presenze, iniziamo i lavori del pomeriggio. Si giustifica l'assenza dell'Assessore Marguerettaz che è impegnato nel pomeriggio per motivi istituzionali e dei Consiglieri Cognetta e Ferrero.

Punto n. 49 dell'ordine del giorno, prima di passare la parola al collega, voglio ricordare che è stato distribuito a tutti i colleghi un emendamento inerente a questo punto. Collega Nogara, prego.

Nogara (UVP) - Prima di illustrare questa mozione, mi preme fare alcune precisazioni. Innanzitutto con i colleghi dell'Alpe avevamo presentata questa mozione quando si era letto sui giornali, quando si era sentito che c'erano dei malumori all'interno delle Circoscrizioni valdostane per l'esercizio della caccia. C'erano dei problemi non solo per la caccia ma anche per la pesca, allora si era pensato di chiedere la convocazione in Commissione delle varie persone collegate a queste problematiche. Questa è la premessa.

La seconda premessa è quella per cui, secondo noi, la politica in queste problematiche non dovrebbe assolutamente c'entrare. Noi avevamo solo una curiosità per sapere che cosa stesse succedendo all'interno di questo mondo, perché la politica in queste situazioni è sostituita da diverse associazioni, ma più che altro da diverse strutture.

Noi vorremmo discutere solo l'aspetto tecnico, non quello politico. Nei giorni successivi alla presentazione di questa mozione, ci troviamo con diverse prese di posizione e con articoli sui quotidiani regionali. Presidente, non se la prenda, ma ci siamo trovati lei già come esperto di trial e adesso ce la troviamo anche come esperto faunistico. Io direi che in questa situazione, come dicevo in premessa, visto che noi abbiamo una consulta faunistica, un comitato caccia, un consorzio venatorio e, in più, abbiamo anche la parte tecnica dello Stato, mi sembra che ci siano abbastanza funzioni e funzionari che si interessano di queste cose.

Io non voglio entrare nel merito delle scelte, nel dire "queste Circoscrizioni hanno ragione le altre hanno torto", io penso che addirittura nelle decisioni che erano state prese - e non voglio entrare nelle problematiche - era coinvolto anche l'Assessorato all'agricoltura. Addirittura qui leggiamo - perché tutti ci possano capire anche all'esterno - che nella consulta faunistica noi troviamo l'Assessore all'agricoltura e forestazione, un Consigliere regionale o suo delegato, il dirigente della struttura regionale, sempre in materia di fauna selvatica, un dirigente in materia di servizi agrari, il dirigente della tutela dell'ambiente e via via, un sacco di esperti. Abbiamo il responsabile del servizio veterinario, un esperto in gestione faunistica designato dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica o suo sostituto. Qui ce ne sono altri dieci. Qui ci troviamo in una situazione, dove forse nessun settore è così supportato da dei tecnici che possono decidere nel modo migliore quello che si deve fare. Anche per i miei trascorsi da forestale, io è dal 1994 che vivo questa situazione, perché dal 1994, quando è stata fatta la legge sulla caccia, è stato difficile riuscire a cambiare la mentalità - e voi la conoscete - dei nostri cacciatori legati al territorio, perché il fine principale di questa legge - e c'è anche scritto - sta nel cercare di portare gli abitanti a cacciare nel loro territorio.

Questo è stato difficile farlo passare, ve lo assicuro io, nei primi anni. Ma noi cosa abbiamo fatto? Poi ci poteva essere qualcuno - anche noi come forestali - contrario o favorevole, però noi ci siamo messi nelle mani dei tecnici che ci dicevano queste cose. Adesso, se le cose sono così o no, trovo che decidere politicamente, di punto in bianco, di fare delle scelte diverse vada un po' fuori strada rispetto a quello che per vent'anni si è cercato di fare.

Come vi dicevo, io non voglio entrare nel merito, ma nel mondo della caccia, della pesca, un po' in tutti i settori, si fa contento uno si scontenta l'altro, mai nessuno è contento; si è cercato tecnicamente di supportare queste scelte. Si fanno i censimenti, si vedono quanti animali ci sono, a seconda di dove sei, puoi prenderne di più, puoi prenderne di meno, ma queste sono le regole!

Ci è stata fatta una testa così perché si arrivasse a questa situazione e adesso che abbiamo i tecnici che decidono in un certo modo, bisogna cambiare completamente. Queste sono tutte supposizioni, non voglio additare nessuno, mi è parso strano che da quello che avevamo capito, su una scelta che era stata presa da lei, perché c'era anche lei nella consulta come Assessore, sembra che ci sia un'altra presa di posizione da parte del Presidente su come si debbano svolgere le attività venatorie nella nostra regione.

Come vi ho detto, e lo dico per l'ennesima volta, noi non abbiamo nessuna intenzione di schierarci con l'uno o con l'altro. Noi ci schieriamo con i tecnici, e se i tecnici hanno lavorato in questi anni per portare la regione ad un livello di fauna più che accettabile, mi sembra strano che in questo momento si debba cambiare strada. È chiaro che nel calendario venatorio, nella legge, non si riesce a mettere d'accordo tutti e, vi devo dire la verità, io di tante cose che vedo all'interno di questa legge, o anche del calendario venatorio, che leggo tutti gli anni, qualcosa cambierei e cambierei perché faccio parte anch'io di questo mondo, l'ho vissuto per una trentina d'anni.

Ci sono delle cose che si dicono o non si possono dire, ma ci sono tante cose che dovrebbero essere un po' più codificate, un po' migliorate. Però questa è una mia idea. Ma come vi ho detto all'inizio, io mi adeguo a quanto tutti questi tecnici stabiliranno.

E poi non è finita qui, perché oltre ad esserci la consulta faunistica, c'è il comitato regionale della gestione della caccia che ha: un presidente eletto dai cacciatori, gli otto rappresentanti delle Circoscrizioni, e, di nuovo, il dirigente servizio forestazione, il dirigente ai servizi agrari, un rappresentante designato dalle associazioni venatorie, un rappresentante designato dalle associazioni naturalistiche e protezionistiche, un rappresentante designato dalle organizzazioni professionali agricole e un rappresentante designato dalle Comunità montane. Mi sembra che siamo rappresentati da tutto il mondo, sia nella consulta sia nel comitato regionale per la gestione venatoria.

Io voglio concludere il mio intervento, dicendo che in questo momento mi sembra fuori da ogni logica intervenire a gamba tesa su delle decisioni prese da questi organismi, qualsiasi esse siano.

Questo io lo dico anche per tutti gli articoli che abbiamo letto in questi giorni. Qui c'è un articolo di "La Stampa" dove viene citato il Presidente, che sostiene che bisognerebbe invece andare a caccia dappertutto.

Poi avevamo i primi articoli per cui noi avevamo fatto questa mozione, per capire cosa succedeva, dato che tutta la Circoscrizione 4 aveva dato le dimissioni. Poi abbiamo ancora altre segnalazioni per cui, se per caso si faranno delle cose diverse, ci saranno tutte le altre Circoscrizioni. Lasciamo lavorare chi deve lavorare e quando questi organismi prenderanno delle decisioni saranno loro che dovranno rispondere al mondo venatorio, perché sapranno dare tecnicamente le risposte più appropriate.

Dalle ore 15:40 assume la presidenza il Vicepresidente Follien.

Follien (Presidente) - Apriamo la discussione generale, la parola al Consigliere Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Il collega, non solo politicamente ma pure dal punto di vista tecnico, ha sicuramente le conoscenze sia territoriali che del settore su un tema che comunque in Valle d'Aosta da sempre esiste, ha fatto discutere e fa partecipare. Ma io, da montanaro, vorrei dire qualcosa in più: chi comunque ha presidiato il territorio - questo lo dissi in un intervento quando ero Sindaco del mio paese - non solo ne ha cura, ma lo conosce molto bene, meglio di tutti gli altri, perché la sua conoscenza territoriale è superiore per tantissimi motivi. Detto questo, l'obiettivo della nostra iniziativa, integrata indubbiamente con l'evoluzione del dossier, va nella direzione di capire meglio cosa è successo nelle ultime settimane, Assessore Testolin, anche perché abbiamo una legge che prevede, per qualsiasi tipo di percorso, una vera partecipazione che parte dalla base. Parte talmente dalla base, che i cacciatori residenti nella regione - chi ha questa passione - sono 1.475, quindi stiamo parlando di un numero molto elevato. E comunque, al di là della progressione, delle modifiche fatte negli ultimi anni, delle evoluzioni, anche dell'accompagnamento che è stato fatto - io dico fra ruolo politico e tecnico - sono sempre stati dei percorsi decisi, forti, ma che partivano dal basso. Proprio quel principio di federalismo vero che parte dalle sezioni locali, poi dalle Circoscrizioni e poi insieme all'Assessore, alla parte tecnica, ai tecnici veri e propri e alla parte ambientalista, insieme si confezionano le modifiche, i controlli e soprattutto il mantenimento delle specie sul nostro territorio.

Ma, al di là delle premesse generali, che secondo me sono comunque importanti, fa un po' specie la lettera inviata dal dirigente al presidente dei cacciatori, dove si dice che la Giunta regionale ha esaminato la proposta di legge, proposta che è stata in itinere, perché la legge lo stabilisce e perché i cacciatori sono abituati così, nel momento in cui si decide di cambiare o di migliorare o di integrare le regole del gioco. Il dirigente scrive al presidente: "la Giunta regionale ha esaminato la proposta di legge in oggetto redatta dai competenti uffici regionali sulla scorta del parere rilasciato da codesto comitato in data 9 febbraio 2016", quindi c'è un parere, c'è stato un percorso, ci sono stati dibattiti che l'Assessore conosce meglio di noi perché oltretutto lui, ai sensi dell'articolo 14, fa parte della consulta faunistica regionale. In questa lettera, firmata dal dirigente che scrive al presidente, si dice "...l'importante revisione del settore andando a riformare la suddivisione territoriale, l'assetto amministrativo, la ripartizione dei cacciatori sul territorio, la posizione dei capi e l'impianto sanzionatorio. Per questi motivi, qualsiasi scelta sul prossimo assetto normativo deve essere attentamente valutata sia dal punto di vista tecnico, amministrativo, che di merito". Cioè scrive al presidente dei cacciatori, il quale era già indubbiamente a conoscenza del percorso che era stato fatto, che era stato avviato. Quindi facciamo un passo indietro, senza prendere le parti, ma a monte c'è stato un percorso - secondo un metodo di lavoro individuato dalla legge in vigore - che si stava chiudendo e che ha permesso comunque di confrontarsi, di confezionare un documento, di coinvolgere la grossissima maggioranza dei cacciatori valdostani e che è culminato con il dare attuazione a una situazione già in essere da diversi anni.

Provo a fare un passo in più, se posso essere utile al dibattito, poi ascolteremo attentamente l'Assessore competente. Il percorso fatto in questi ultimi anni- poi mi corregga, Assessore, se vado fuori strada - era per mettere nero su bianco la situazione già in essere da diversi anni. Mettere in bella copia, magari uno scrive male, perché la scrittura non è proprio idilliaca e da sempre magari nei temi non ha preso un grande voto, perché la scrittura non era perfetta, ma la sostanza era che praticamente si doveva mettere in bella quello che da diversi anni si stava comunque facendo in Valle d'Aosta e non solo in Valle d'Aosta, ma si tratta di un sistema collaudato e funzionante, oltretutto in vigore da numerosi anni, anche nelle Province di Trento e di Bolzano, quindi nella Regione Trentino Alto Adige. Quindi questo è un di più, un "de quieu", che può aiutarci.

"Introducendo in aggiunta il correttivo della compensazione economica per appianare la differenza tra le varie Circoscrizioni", però, al di là del dettaglio successivo, questo è stato il percorso che si è voluto fare. Oltretutto c'è un "de quieu" molto interessante in questi ultimi anni, che è quello della mobilità.

Sono stati fatti dei passaggi importanti, ed è quello che ha permesso e che ha consentito in diverse occasioni negli ultimi anni - ecco perché dobbiamo remettre les pendules à l'heure - la possibilità di avere l'apertura delle residenze venatorie, il che ha comportato per numerosissimi cacciatori la facoltà di trasferirsi non in modo sporadico in altre Circoscrizioni, ma di spostarsi in maniera pesante e strutturale nella gestione di quelle zone, di partecipare alla gestione totale di quelle zone faunistiche, censimenti in primo luogo compresi. Questo è stato un altro passaggio comunque importante fatto in questi anni, anche in riferimento ad altri territori alpini.

Termino dicendo che abbiamo voluto fare un passaggio in più sull'impegnativa affinché, dal nostro punto di vista, sia rispettato quel percorso, quel confronto, quel dibattito, quella quasi unione che c'è stata partendo dal basso, come dicevo prima, secondo quel principio federalista per cui dalle sezioni passa alle Circoscrizioni, dalle Circoscrizioni ai 1475 cacciatori, rappresentati tutti all'interno di una consulta che è molto più larga, e di cui anche, giustamente, la parte politica ne fa parte.

Penso che l'Assessore ne abbia fatto parte, in questi mesi e in questi anni, per modificare, integrare e innovare le regole del percorso che ha condotto all'elaborazione della proposta in essere, cercando di legare sempre di più la figura del cacciatore alla propria Circoscrizione, alla propria sezione.

Ma soprattutto non perdiamo di vista il fatto che il cacciatore è il primo conoscitore del nostro territorio e, dal nostro punto di vista, dal mio punto di vista, sensibile al mantenimento del nostro territorio.

Presidente - La parola al Consigliere Viérin Laurent.

Viérin L. (UVP) - Abbiamo aspettato ad intervenire, al di là dei due interventi dei gruppi, perché è sempre interessante presentare delle mozioni e delle risoluzioni, e altrettanto mortificante, o comunque è un po' strano, è che non ci si esprima un po' tutti, inteso come gruppi, al di là delle repliche che arriveranno dai banchi del Governo.

Dico questo, perché il tema della caccia è molto interessante e, al di là di quale sarà l'esito delle decisioni, anche noi, al di là dell'illustrazione dell'iniziativa, vorremmo fare qualche considerazione un po' più di carattere generale da un lato e di merito dall'altro.

Siamo davanti a una questione per cui, ogni anno, o quasi, quando ci si riunisce in Giunta e si arriva con le determinazioni, si chiede sempre all'Assessore di riferimento se sia tutto a posto nel settore. Tutto a posto. Sistematicamente, o quasi, negli anni è successo che dopo l'approvazione della delibera, l'indomani c'era qualche polemica. E questo è successo tante volte. Quindi prendiamo per buono il fatto che le polemiche se non altro siano arrivate prima dell'approvazione definitiva di una regolamentazione che oggi comunque - sentiremo le intenzioni poi nelle repliche, quindi stiamo facendo un'illustrazione di carattere generale - vedrà delle modifiche che già oggi hanno comportato delle prese di posizione nel mondo della caccia.

Noi ci limitiamo a dire alcune cose. Sicuramente, negli anni è stato impostato un lavoro che deriva da anni di investimenti, soprattutto di professionalità tecniche, che ci hanno introdotto un sistema di caccia selettiva che era anche una rivoluzione rispetto al passato, che non solo era coniugata con il sistema dei censimenti, con il sistema venatorio nel suo insieme, ma aveva lo scopo di collegare il cacciatore al suo territorio, di determinare delle zone che hanno anche fatto discutere.

Vi ricordo la vecchia polemica della collimanza di certe zone con le stazioni forestali. Prendo per esempio il caso della mia zona di riferimento, dove il Comune di Jovençan è sotto la competenza giurisdizionale della stazione forestale di Aymavilles, quindi ogni tanto le Comunità montane sono un punto di riferimento, ogni tanto no, però vi è sempre un'evoluzione, secondo un modello che comunque è stato così tracciato.

Mi sono preso la briga anche di consultare - non leggere, perché sono circa novanta pagine - la legge della Provincia autonoma di Trento, un lavoro interessante che, anche da parte loro, è stato fatto negli anni, con un sistema ancora più rigido sulle zone territoriali. Siamo stati negli anni spesso sollecitati da chi era le chasseur en liberté; ci ricordiamo la battaglia per dare piena libertà ai cacciatori, con un movimento che rischiò addirittura di diventare un movimento politico, comunque all'epoca era già aperto un dibattito. Ma al di là di questo, oggi conosciamo la polemica che deriva principalmente dall'attribuzione del numero di capi, perché poi il cacciatore dice: "non lo trova un sistema perequativo. Come mai è 1,6 in una certa zona, mentre in altre zone è 3?". Tre inteso come moltiplicatore: ogni dieci cacciatori, il coefficiente determina il numero di animali.

È chiaro che ci sono due filosofie, c'è chi vorrebbe mantenere le zone chiuse, perché il cacciatore segue tutto l'anno, comunque in certe stagioni, il censimento, censimento che comunque non è reale, perché dovrebbe essere fatto tutto l'anno per essere reale, e i censimenti che vengono fatti tante volte sono limitati ai giorni di censimento, mentre la presenza degli animali deve essere riferita a tutto l'anno. Quindi anche qui altro punto di domanda.

Negli anni abbiamo creato anche la sezione di Aosta che di territorio non ne aveva, abbiamo dato la possibilità a quelli di Aosta di andare nella zona della Coumba freida e ci ricordiamo tutte le polemiche che ci sono state, perché i cacciatori locali non volevano che quelli di Aosta salissero, in quanto risultava che nella zona di Aosta ci fossero più di 600 cacciatori.

Quindi ci sono coloro che vorrebbero cacciare il loro coefficiente nella loro zona e poi liberamente andare nelle altre zone e altri invece che osservano che, andando nelle altre zone, non si rispetta il sistema dei censimenti e non si rispettano gli animali perché non si ha contezza di dov'è quell'animale, se è un piccolo di camoscio, se è un piccolo di cervo, pertanto si possono vivere certe situazioni che mettono in difficoltà la zona. Queste sono le due filosofie.

Noi non vogliamo entrare nel merito di una filosofia piuttosto dell'altra, e capiamo che sia anche difficile per l'Amministrazione riuscire a conciliare queste due esigenze. È lì forse il punto cruciale per riuscire a mettere d'accordo tutti. Non si può però neanche agire con le provocazioni, perché oggi ci risulta che ci saranno altre dimissioni. Se l'Amministrazione prende una certa decisione, c'è la dimissione di tutta una certa zona, come già è avvenuto. Però oggi pare che addirittura ci siano poi le dimissioni di tutti gli altri, con il rischio che non si apra la caccia, perché, senza tutti i crismi dei passaggi, quali sono gli organismi deputati a decidere? Quindi noi diciamo questo, semplicemente perché abbiamo seguito le polemiche sui giornali, non vogliamo assolutamente alimentarle. Vorremmo, e questo è un po' quello che si chiede nella mozione, riuscire intanto a fare un minimo di dibattito per capire quello che è successo, perché c'è l'espressione del mondo della caccia - così come codificato, ma non l'abbiamo codificato noi - che, assieme all'Assessore, ha costruito un percorso e ci dice anche che l'Assessore gli ha detto di proseguire.

Questo lo vedremo poi in Commissione, Assessore, speriamo che lei accetterà questa cosa. Perché non sarà detto al bar, sarà detto nelle sedi opportune. Ci hanno detto: "ci siamo confrontati con l'Assessore e gli abbiamo proposto una certa determinazione, perché il mondo della caccia si è espresso così, ci è stato detto di andare avanti. Dopo di che adesso non capiamo, con tutta la legittimità - è il vecchio discorso anche di altre nomine - l'Amministrazione probabilmente prenderà una decisione diversa". È da lì che nasce la confusione.

L'idea è di dire: benissimo, magari facciamo un attimo di ricostruzione del percorso e vediamo come si è costruita una certa posizione, come è stata veicolata dall'Amministrazione e perché oggi si è in questa situazione, perché non vorremmo, neanche in questo caso, orientare le tifoserie. Io sono a favore di una zona, l'altro è a favore dell'altra o di una tipologia o dell'altra.

Quindi era semplicemente perché io per primo quando non conosco troppo gli argomenti, cerco di informarmi, senza cavalcare una piuttosto che l'altra posizione. Però bisogna fare chiarezza, perché da questioni gestite male - non vorrei tornare di nuovo sulla questione di ieri - poi sorgono i problemi. Quando si gestiscono male le cose, poi succedono i problemi e poi magari veniamo anche accusati di fomentare certe situazioni. Quindi noi non ci stiamo. Sull'argomento della caccia, vorremmo riuscire a trovare una sintesi che voi ci direte, perché, giustamente, siete voi che governate, non è che vogliamo venire qui a dire come bisogna fare, però ricostruendo tutto magari diamo anche a tutti gli strumenti per capire cosa è successo, perché da lì nascono spesso le problematiche.

Quindi ci riserviamo poi nel secondo intervento, di replica, dopo aver sentito quello che è successo, le determinazioni. Però dai due interventi che hanno presentato questa iniziativa, e dalla sintesi che noi cerchiamo di portare avanti, speriamo veramente che si eviti anche di andare a creare sulla caccia un pastrocchio che sta prendendo forse anche qui una dimensione abbastanza ampia.

Poi abbiamo delle persone più esperte di caccia di noi, che sono appartenenti alle zone o sono tecnici che se ne sono occupati. Che la questione non diventi politica, perché, ancora una volta, rischiamo di passare per la politica che vuole imporre una cosa piuttosto che l'altra, e non dovrebbe essere così. Ma se non si hanno tutti gli elementi, spesso si prendono e si assumono delle decisioni che poi rischiano di creare della confusione sul territorio.

Dalle ore 15:55 riassume la presidenza il Presidente Marco Viérin.

Viérin M. (Presidente) - Chiudiamo la discussione generale.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Solo per chiedere un'interruzione di cinque minuti per la maggioranza.

Presidente - Cinque minuti di sospensione accolti.

La seduta è sospesa alle ore 16:03 e riprende alle ore 16:18.

Presidente - Riprendiamo i lavori. Avevamo chiuso la discussione generale. Per l'esecutivo, la parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - Per ripercorrere quanto successo, come è stato fatto anche dai colleghi che hanno proposto questa mozione, in origine nata in seguito alle dimissioni della Circoscrizione 4, e poi trasformatasi sulla direttiva della nuova norma che si dovrebbe andare ad approvare in senso più ampio, magari diversamente da quello che si era ipotizzato all'inizio.

Quello che mi preme fare è un minimo di percorso, di excursus di quello che è successo, che è corretto. È una legge che va a toccare più punti, alcuni dei quali molto tecnici - quello delle sanzioni, quello relativo agli organi e alla composizione degli stessi, sia all'interno del comitato sia all'interno della consulta - e altri aspetti che vanno a circoscrivere altre situazioni molto più tecniche, all'interno delle quali, dopo un'ampia discussione all'interno degli organi competenti, sono arrivati a una conclusione.

E poi, evidentemente, il motivo più legato ai cacciatori e alla passione di questi per svolgere l'attività venatoria sul territorio. A questo proposito, c'è stato un lavoro di avvicinamento che ha coinvolto anche l'Assessorato all'agricoltura e il sottoscritto, in quanto Assessore competente, nel seguire le dinamiche di queste valutazioni. Valutazioni che andavano nell'ottica di trovare un'equità tra i capi abbattuti e le risorse a disposizione sul territorio e quelle da spendersi per poter prelevare un corretto numero di animali sul territorio. Siamo stati impegnati per svariati mesi, con riunioni e con condivisioni anche a livello assembleare pubblico, per arrivare alla stesura di un primo documento da poter presentare alla Giunta regionale. La decisione condivisa aveva prospettato la possibilità di far pagare di più a chi prelevava di più e di far pagare un po' di meno a chi prelevava di meno.

Questa scelta era stata suffragata da un parere positivo da parte del comitato caccia che ne aveva sottolineato, salvo qualche piccolo aggiustamento, la bontà come scelta generale, ed era stata approvata a maggioranza all'interno del comitato stesso. Si era steso un nuovo testo di legge che avrebbe dovuto essere presentato in Giunta e contestualmente si sono verificate le dimissioni da parte della Circoscrizione 4 che a sua volta ha presentato un documento nel quale specificava una serie di istanze e di valutazioni in merito alle discriminatorie rispetto alla possibilità di cacciare meno capi riservati a loro rispetto ad altri territori.

Alla luce di questo, la proposta di legge supportata dal parere positivo del comitato caccia, così come le istanze presentate dalla 4, è stata ampiamente dibattuta all'interno della Giunta regionale, fino ad arrivare alla valutazione di procedere nell'ordine di una ripartizione e di una assegnazione che tengano conto di una media regionale per permettere a tutti di cacciare almeno la media delle possibilità di prelievo sul territorio.

Questa è stata l'indicazione per cui gli uffici hanno provveduto - con la lettera che leggeva il Consigliere Chatrian in precedenza - a comunicare al comitato che si ravvisava l'opportunità di rivedere due articoli della suddetta legge, in modo da permettere l'assegnazione per quanto riguarda la media dei capi prelevabili sul territorio ad ogni Circoscrizione, a garantire questa sorta di equità.

Questa è la dinamica di questo provvedimento amministrativo che, così come concepito, ha anche l'avallo dei tecnici, nel senso che da un punto di vista numerico ognuno continuerà - per il 95/96 percento - a cacciare sul proprio territorio e l'assegnazione dei capi che servono per completare la media di prelievo rappresenterà la possibilità di cacciare sul territorio per il 4/4,5 pe cento, stando ai dati delle ultime due annualità. Volendo mantenere un legame con il territorio, questa è la valutazione da un punto di vista tecnico.

Per quello che è invece la mozione nel suo insieme, siamo assolutamente a disposizione per andare in Commissione e quindi ad accettare la mozione originaria, dove ci si impegna a seguire un iter di confronto. Considerato che la legge avrebbe dovuto essere presentata per la sua approvazione nella prossima seduta della Giunta regionale, ci si può impegnare - se la mozione dovesse rimanere quella precedente - a rimandare l'approvazione di questa legge ad una successiva seduta della Giunta e a rendersi disponibili ad andare in Commissione e audire evidentemente tutte le parti in causa, quindi il comitato caccia, Assessori, tecnici, Circoscrizioni, per avere una visione complessiva. Quindi questo è l'impegno che si può prendere a livello di Governo regionale per cercare di chiarirci le idee, così come era stato richiesto, prima di prendere una decisione definitiva.

Dalle ore 16:21 assume la Presidenza il Vicepresidente Follien.

Follien (Presidente) - La parola al Consigliere Bertschy.

Bertschy (UVP) - Chiedo una sospensione per una breve riunione dei due gruppi di opposizione, perché il terzo oggi non è presente.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per una riunione dei gruppi di minoranza.

La seduta è sospesa alle ore 16:26 e riprende alle ore 16:40 e alla ripresa dei lavori assume la Presidenza il Presidente Viérin Marco.

Viérin M. (Presidente) - Riprendiamo i lavori dopo la richiesta di sospensione delle forze di opposizione. La parola al Consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Volevo essere sicuro di aver capito quello che ha detto l'Assessore. Praticamente ci ha spiegato che l'intera Giunta regionale ha deciso la settimana scorsa che quanto previsto dal comitato e dalla consulta non andava bene per come era stato deciso e a quel punto il funzionario della fauna ha scritto una lettera alle Circoscrizioni con le indicazioni che ha letto il Consigliere Chatrian e, alla luce di questo e di quello che si è discusso finora qui in Consiglio, c'è la disponibilità di rimandare ancora la delibera della legge sulla caccia, da quello che ho capito.

Poiché c'è scritto anche sulla legge che si sentono le varie consulte e il comitato caccia, a questo punto la Giunta regionale, ha deciso di prendere un'altra strada rispetto a quello che si era deciso. Questo è quanto ci ha detto lei. A questo punto, rimaniamo sorpresi da questo comportamento perché io effettivamente prima avevo fatto una battuta sul fatto dell'esperto faunistico, ma io penso che, per come mi ha detto lei, che con tutti gli esperti che fanno parte di questi organismi, voi, come Giunta, vi siete sostituiti al giudizio di questi esperti.

Allora si voleva solo capire qual era il sistema. Come ripeto, nel mondo venatorio ci sono tante idee, ognuno la pensa un po' a modo suo, secondo me i tecnici si sarebbe dovuto ascoltarli, perché da come vedo io le cose, tante situazioni, tante problematiche potrebbero essere risolte con più pacatezza. Comunque era solo per capire se avevo inteso quello che aveva detto, e la ringrazio Assessore.

Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Per ribadire l'importanza della mozione presentata, abbiamo ascoltato le parole dell'Assessore competente, che ci dà la possibilità di confrontarci in Commissione, anche se mi sembra di aver capito che il Governo regionale abbia in parte già deciso il prosieguo del percorso, nonostante l'anno e mezzo i due anni di lavoro che sono stati impiegati sia dalla consulta che dal comitato regionale per la gestione venatoria.

Una battuta: circa l'86 percento dei cacciatori in questi due anni aveva condiviso un percorso che parte dalle sezioni, dai territori e dalle comunità e, comunque, mi sembra di aver capito che il Governo regionale ha preso una posizione allargata che non va in quella direzione. Avremo modo in Commissione di capire bene nel dettaglio quali siano le modifiche che intendete mettere in campo.

Président - La parole au collègue Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Le repliche tecniche sono state fatte dai colleghi; ci siamo riuniti come gruppi per analizzare, al di là dei contenuti, due questioni.

Una è la questione che ci stava particolarmente a cuore: aprire un dibattito in Commissione. Quindi, ringraziando per la disponibilità la Commissione, crediamo che sia importante riuscire a fare ciò che non è stato fatto prima e, con la disponibilità vostra a rinviare l'approvazione della delibera a un momento successivo, magari convocando nei prossimi la Commissione competente, riuscendo in un'unica seduta a mettere attorno al tavolo tutti gli attori per poter fare una discussione più articolata e anche un po' più obiettiva su questo argomento.

Chiaramente, questa è una posizione di sintesi con la vostra proposta, quindi manteniamo comunque l'idea che il fatto di riuscire a rispettare quello che viene codificato dal mondo venatorio dovrebbe essere gestito in modo diverso, nel senso che l'Amministrazione magari dovrebbe riuscire, già in una fase precedente, a veicolare certe idee, perché altrimenti si crea la divisione tra l'Amministrazione e il mondo venatorio.

Io credo che se ci sono momenti di raccordo tutto l'anno, tra l'Assessore, principalmente, e il mondo venatorio, non costi niente lavorare per trovare un'intesa che salvi le esigenze degli uni e degli altri in un mondo molto delicato.

Altrimenti è chiaro che così si costruisce un percorso tra l'Assessorato e il mondo venatorio, per cui si arriva in Giunta e si sente dire che tutta la Giunta è d'accordo. Chiaramente cosa si può dire? Si fa una riflessione sulle sensibilità che non sono state coinvolte in un momento precedente.

Oggi a noi interessava rispettare quello che il mondo venatorio aveva deciso, perché non abbiamo gli elementi per dire "A" o "B". Al di là dei tecnici, i cacciatori si sono espressi in un certo modo, la Giunta farà le sue valutazioni - diverse, se non abbiamo capito male - però tutti prendiamoci il tempo di fare quell'approfondimento.

Si vota in modo disgiunto a quanto ci hanno detto e quindi noi voteremo sia per l'una che per l'altra, sulla seconda proposta ci saranno delle posizioni diverse.

Presidente - Procediamo a votare l'emendamento, quindi lo metto in votazione.

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 12

Contrari: 20

Il Consiglio non approva. Mettiamo a questo punto in votazione la mozione.

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Prima di procedere con gli ultimi due punti, proporrei di mettere in votazione l'iscrizione delle tre risoluzioni. Prego, collega Nogara.

Nogara (UVP) - Volevo solo fare una precisazione. Nella mozione che abbiamo presentato, si parlava anche del consorzio pesca, non solo del comitato caccia, allora vista l'urgenza, se si fa tutto in una giornata - o quello che è, la mattinata - poi, al limite, per il consorzio pesca si può vedere. Solo una comunicazione.

Presidente - Ne parlerà con il Presidente di Commissione, grazie.