Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1959 del 5 aprile 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1959/XIV - Interrogazione: "Situazione dei richiedenti asilo presenti sul territorio regionale".

Viérin M. (Président) - Point n° 10 de l'ordre du jour. La parole au Président de la Région.

Rollandin (UV) - Merci Président.

Per quanto riguarda le prime due questioni poste: "quanti sono attualmente i richiedenti asilo ospitati in Valle d'Aosta" e "qual è il numero massimo dei richiedenti asilo che il Governo regionale ha stimato a livello di sostenibilità", i richiedenti asilo ospitati in Valle d'Aosta alla data del 30 marzo 2016 sono 239. Alla Valle d'Aosta vengono assegnati dal Ministero dell'interno 29 migranti ogni 10 mila persone sbarcate sulle coste italiane, per cui il numero dei richiedenti asilo attualmente assegnati dal Ministero alla Valle è di 428 persone. A seguito dell'aggiudicazione dell'ultimo bando di gara avvenuta lo scorso mese di dicembre, i posti di accoglienza reperiti complessivamente su tutto il territorio regionale sono 266, quindi 266 è il numero massimo di richiedenti asilo che la Valle è in grado di ospitare; pertanto ad oggi i posti liberi da destinare all'accoglienza dei migranti sono 27.

Terza domanda: "qual è l'attuale percentuale dei richiedenti asilo in rapporto alla popolazione rispetto alle vicine regioni". Il Ministero dell'interno non ha pubblicato recentemente dei dati ufficiali in merito, quindi sulle altre regioni non abbiamo certezze. Utilizzando comunque i dati contenuti in una recente circolare ministeriale, la percentuale dei richiedenti asilo presenti sul territorio regionale in rapporto alla popolazione per la Valle d'Aosta è dello 0,186, per il Piemonte dello 0,183 e per la Liguria dello 0,203 percento. Se si considerano invece i richiedenti asilo assegnati, la percentuale per la Valle d'Aosta sarebbe dello 0,333, per il Piemonte dello 0,195 e per la Liguria dello 0,239.

Quarta domanda: "se corrisponde al vero la circostanza che l'eventuale apertura del cosiddetto "Hub" di controllo di Saint-Pierre, pur non calenderizzata in tempi brevi in quanto pendente un contenzioso...comporterà di fatto l'aumento delle presenze dei migranti". Innanzitutto va ricordato che il tribunale di Torino ha stabilito che l'ex hôtel Lanterna è di proprietà dell'Amministrazione regionale, rendendo nei fatti impossibile la realizzazione del progetto del Ministero dell'interno di trasformare l'immobile in un centro di smistamento dei migranti. Relativamente a questa domanda non abbiamo pertanto alcuna informazione per fornire una risposta sicura, se non la considerazione generale che le persone ospitate nei centri di smistamento dovrebbero essere gestite direttamente dal Ministero dell'interno, quindi non dovrebbero rientrare nelle quote assegnate alle Regioni. Se vuole i dati, le do la copia.

Presidente - La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

L'interrogazione era per fare semplicemente un minimo di chiarezza sui numeri che sono alle volte un po' ballerini, non si riesce a capire alla fine quante persone devono arrivare, quante persone ci sono effettivamente, e soprattutto anche per stabilire che, al di là di tutto e al di là del sacrosanto diritto all'accoglienza, c'è anche una necessità: quella di parametrare il numero delle persone in attesa di ottenere la qualifica di rifugiati alla popolazione e alla superficie della Regione che li ospita. Questo semplicemente per una questione di equità, perché anche se sono numeri che possono sembrare minimi, dell'ordine dello zero e qualcosa, vediamo comunque che la Valle d'Aosta a livello di assegnazione ha una quota superiore a quella delle altre Regioni.

La stessa questione è certamente per l'Hub di Saint-Pierre, per quello che era stato inizialmente previsto. È vero che il tribunale di Torino adesso ha dato ragione alla Valle d'Aosta, ma non dobbiamo dimenticarci che la questione dei migranti non si risolverà né il prossimo anno, né in quello successivo, avremo un fenomeno che durerà dai 15 ai 20 anni. Era quindi anche importante sapere - e mi sembra che adesso l'abbiamo saputo - che l'eventuale apertura di questo centro in Valle d'Aosta, che sarebbe una specie di centro di verifica con una funzione diversa rispetto al servizio che viene poi dato dalle cooperative che accolgono i migranti, comporta che arriveranno eventualmente tutte queste persone in più rispetto ai migranti già assegnati. Questo semplicemente per una questione di chiarezza.

Ci sarà successivamente un'interpellanza in cui saranno affrontati altri aspetti che riguardano l'accoglienza dei migranti, sempre nell'ottica di cercare di capire quali sono le intenzioni, dato che assistiamo ancora, a livello di Governo nazionale, ad un pasticcio in cui non si riesce a capire quali sono le quote, non si sa quante persone inizieranno ad arrivare anche dall'Adriatico, oltre a quelle che sbarcano in Sicilia e in altri posti. È quindi una situazione che deve essere attentamente monitorata, in cui penso che qualsiasi Regione non possa assumere solo un ruolo di soggetto passivo della serie "ti sbologno i poveretti che arrivano", ma ci deve essere una sorta di programmazione; dobbiamo poi sapere anche quali sono i costi e quali sono gli effetti a livello regionale di questo fenomeno.