Oggetto del Consiglio n. 1755 del 2 febbraio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1755/XIV - Interrogazione: "Aggiudicazione di forniture all'impresa Akhet con procedure di affidamento diretto".
Viérin M. (Président) - Point 4 à l'ordre du jour. La parole à l'Assesseur Rini.
Rini (UV) - Merci Monsieur le Président.
Venendo puntualmente alle risposte, per quanto riguarda la sua prima domanda, la richiesta che a suo tempo fece il collega Ferrero di accesso agli atti, ex articolo 116, riguardava proprio quelli che sono gli affidi diretti, a questo ci si riferiva, e il dato che le è stato fornito è relativo proprio agli affidi diretti.
Venendo al secondo punto, l'ammontare complessivo dei lavori relativo agli affidi diretti per il periodo di nove anni indicati è di 1.334.092, IVA inclusa. Anche se questa cifra è ovviamente presa nel suo insieme, detta così, anche a fronte dei nove anni di periodo, può sembrare significativa, ma si tratta in media di 148 mila euro annuali, IVA inclusa, suddivisi a loro volta in tanti piccoli interventi, spesso attivati con procedura d'urgenza, al fine di limitare per quanto possibile gli eventuali disagi alla cittadinanza. Si ricorda che la normativa regionale in materia è la legge 20 giugno 1996, n. 12, che disciplina proprio i limiti e le modalità di realizzazione in materia di opere e lavori pubblici secondo criteri che tengano presente dell'efficienza e dell'efficacia. La legge sopracitata al Capo VIII bis stabilisce le disposizioni in materia di lavori concernenti i beni culturali. Si sottolinea che gli affidi diretti di cui si tratta sono stati effettuati nel pieno rispetto di quanto prevede la normativa agli articoli 44 undecies e 15 ter, comma 9, per la specificità dei lavori, e del d.lgs. 163, Codice dei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi, al Capo II, articoli dal 197 al 205. Si precisa inoltre che la ditta Akhet ha partecipato e si è aggiudicata la gara relativa allo scavo e all'indagine archeologica di piazza Roncas lati sud-est, ovest e sud realizzati nel periodo 2006/2011. In conseguenza di ciò, i lavori effettuati in tale periodo - e successivamente al Museo archeologico regionale per ragioni di continuità scientifica - sono stati affidati alla ditta Akhet S.r.l., in quanto è il soggetto che ha elaborato la documentazione grafica, fotografica e le relazioni inerenti il sottosuolo circostante il museo stesso, e quindi perfettamente a conoscenza della complessa stratificazione presente nel sottosuolo dell'area museale - così come peraltro è stato fatto per diversi altri casi presenti in Valle d'Aosta - e in grado pertanto di armonizzare e di mettere a sistema l'insieme delle conoscenze archeologiche in questa limitata parte della nostra città. Comunque tali affidi sono stati effettuati ovviamente nel rispetto della normativa esistente in materia.
Si fa rilevare che in ambito locale le ditte in possesso della certificazione necessaria per operare nel settore dei beni culturali, in maniera particolare in quella dei beni archeologici, non sono molte, e la conoscenza del territorio nell'ambito degli aspetti scientifici dell'archeologia sono di fondamentale importanza per una corretta e puntuale riuscita dell'intervento stesso. In funzione della particolare attenzione dei decisori politici regionali per le ricerche archeologiche e dei relativi finanziamenti, si comunica che nel periodo preso in esame le ditte archeologiche presenti sul mercato valdostano hanno operato esattamente in eguale misura per conto dell'Amministrazione regionale, in ossequio al noto principio generale della rotazione che cerchiamo sempre di portare avanti. Si sottolinea inoltre che gli interventi archeologici, con particolare riferimento alla nostra complessità stratigrafica urbana - l'abbiamo visto in tante altre realtà, ultimamente - normalmente hanno necessità di ulteriori approfondimenti e difficilmente in una sola campagna precisa di scavi, anche se programmati, è possibile concludere e soprattutto giungere a risultati che siano da un lato soddisfacenti, ma soprattutto scientificamente corretti. Spesso è necessario ritornare criticamente proprio su questi depositi stratigrafici lasciati in posto al fine di comprovare e avvalorare l'interpretazione stessa della ricerca.
Infine, venendo all'ultima domanda che appare essere particolarmente tendenziosa, effettuata anche con un intento che può sembrare come accusatorio nei confronti dell'ufficio - io tengo a precisare qui con quanta serietà e professionalità operano quotidianamente le strutture della Soprintendenza per i beni e le attività culturali -, si ribadisce in questa sede che i tecnici competenti da sempre applicano puntualmente le norme di legge vigenti, tenendo conto della specificità, della frammentarietà e in alcuni casi - li conosciamo bene, collega, ne è a conoscenza anche lei - dell'urgenza per la realizzazione dei compiti di tutela. Collega Ferrero, io credo che sia un valore aggiunto essere riusciti ad intervenire puntualmente in quelle situazioni di criticità. Purtroppo in Italia, benché vi sia un immenso patrimonio archeologico e di beni culturali, non sempre questo è stato fatto, e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, quindi io credo che questo sia un elemento importante.
Devo ammettere, collega, che trovo singolare che venga richiesto al Consiglio regionale di discutere di lavori specifici e frammentari come quelli archeologici riferendosi esclusivamente ad un'unica ditta che ha la comprovata capacità e professionalità per operare nel settore, perché - come le ho detto prima - nello stesso periodo altre ditte presenti sul territorio hanno effettuato lavori, per lo stesso tipo di importo, nello stesso periodo preso in esame.
Presidente - La parola al Consigliere Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Non era mia intenzione mettere sotto accusa nessuno o qualcuno in particolare. Rilevare però che nell'arco di nove anni una ditta ottiene 57 affidi di forniture a trattativa privata, senza nessun tipo di accertamento, denota anche in questo caso come i principi di rispetto di certi canoni da parte della Giunta regionale siano quanto meno singolari, perché quando si parla di buon andamento, equità nello svolgimento ed efficacia dell'azione amministrativa, qui mi pare che per 57 affidi...e se poi andiamo a vedere, purtroppo non tutti i provvedimenti sono scaricabili da Internet, ma ritengo che l'80-90 percento di questi affidi sia stato fatto dallo stesso dirigente, che quindi ha fatto lo stesso tipo di valutazione e lo stesso controllo sui lavori, dal punto di vista di chi guarda fuori, non mi pare che sia un'operazione di una grande trasparenza! Dire che c'erano poche ditte non assolve chi doveva effettivamente assegnare i lavori dal fatto di fare anche uno straccio di gara.
I lavori sono tutti urgenti. Mi rivolgo a tutti gli Assessori all'istruzione e cultura che si sono succeduti (prima erano Assessori alla pubblica istruzione). Se voi andate a vedere i provvedimenti dirigenziali e le delibere dell'Assessorato che riguardano la Soprintendenza, da 25 anni trovate su tutti la stessa dicitura: all'interno dell'Assessorato non ci sono le professionalità che consentono di svolgere questo o quel lavoro. Sono 25 anni che nessuno si è accorto che mancano quelle professionalità, di conseguenza si ricorre agli incarichi, ovviamente fiduciari, ad affidi diretti. C'è quindi una specie di elusione, nei termini di legge, per carità, ma qui continuate a nascondervi dietro il dito che la legge lo consente. Oltre la legge c'è anche il buon senso, c'è anche quanto deve apparire ai cittadini, perché se 57 affidi vengono fatti quasi dallo stesso dirigente alla stessa ditta, non si vuole mettere in croce nessuno, ma qualche sospetto potrebbe anche venire: perché sempre a questi? Perché sono in pochi? Fate uno straccio di gara anche con due, tre, quattro ditte, ma fate un confronto! Poi questa è la stessa ditta che si occupa di scavi e a cui è stata affidata l'organizzazione della mostra che c'entra poco con l'attività di scavo. Perché a quelli a cui è già stata affidata la questione dei lavori di scavo viene affidata un'ulteriore fornitura che riguarda le mostre? Qui vengono effettivamente alla luce dei grossi interrogativi: una ditta che arriva da Roma e che poi, guarda caso, trasferisce la sua sede legale a Roisan...ma questo è gossip, dove ha anche la casa uno dei dirigenti che ha fatto il maggior numero di affidi, questo è gossip, quindi è un caso.
Comunque non è arrivata la risposta che avrei voluto sentire. La risposta è come al solito elusiva, della serie "abbiamo fatto tutto bene", 1,334 milioni di euro di affidi fatti così, senza gara, per voi è la regola, c'è la comprovata capacità e c'è sempre un'urgenza nel fare i lavori. Magari se si esaminasse un pochettino meglio qual è la situazione dei beni archeologici e dove si devono fare gli interventi, si potrebbe evitare di utilizzare sempre questa "urgenza massima" che poi fa sempre scegliere chi volete voi.
