Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1704 del 14 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1704/XIV - Interpellanza: "Eventuale modifica delle disposizioni riguardanti la regolamentazione dei trasporti sanitari di soccorso tramite elisoccorso".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 35 dell'ordine del giorno. La parola alla Consigliera Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Monsieur le Président.

Notre interpellation concerne justement le secours en montagne et l'utilisation de l'hélicoptère.

Vorrei introdurre quest'interpellanza illustrando un fatto che è successo, che a me pare emblematico della situazione e da cui vogliamo partire per la nostra analisi. Il 20 febbraio 2015 una valanga ha travolto un gruppo di sciatori dell'eliski in Valgrisenche, in località Rabuigne, e in questa valanga sono rimaste coinvolte due persone: una guida alpina e un cliente. Se per il cliente è stato più semplice estrarsi dalla valanga, per la guida alpina invece c'è voluto l'intervento dei colleghi, perché è rimasta sepolta sotto una coltre di neve non essendosi staccati gli sci, quindi ci sono voluti circa cinque minuti per poterla estrarre dalla valanga. È risultata essere in buone condizioni, per quanto si possa esserlo dopo essere stati travolti da una valanga. Nel frattempo un'altra guida ha allertato la base dell'eliski, che a sua volta ha chiamato il soccorso alpino, che ha inviato l'elicottero. Dopo circa 15 minuti l'elicottero è arrivato sul posto, dove c'era ad aspettarlo la guida alpina travolta Giovanna Mongilardi. La cosa è uscita su tutti i giornali nel mese di febbraio. L'elicottero è atterrato a pochi metri dalla guida alpina, che è rimasta ad aspettarlo con un collega. C'è stato uno scambio di battute, Giovanna Mongilardi ha sostenuto di stare bene e di non avere bisogno di andare al Pronto soccorso. A bordo dell'elicottero c'erano delle guide alpine e un medico, che non ha ritenuto di dover scendere a verificare le condizioni di salute della guida e l'elicottero è ripartito.

Questa storia potrebbe concludersi qui con grande sollievo di tutti, perché una volta tanto non ci sono state vittime e tutto si è risolto bene, ma la storia non finisce qui, perché circa un mese dopo la guida alpina travolta dalla valanga ha ricevuto una fattura dall'USL, che le richiede il pagamento dell'intervento per una somma di 1727 euro, perché l'intervento dell'elicottero viene giudicato inappropriato, perché non sono state riscontrate le condizioni sanitarie che giustificassero l'intervento dell'elicottero. Naturalmente la Mongilardi ha pensato che ci fosse un malinteso e ha scritto all'USL spiegando i fatti. L'USL ha risposto confermando l'inappropriatezza rifacendosi alla delibera della Giunta n. 2172/2013, che dettaglia le modalità di pagamento da applicare all'attività di elisoccorso. La delibera precisa che l'intervento dell'elicottero è inappropriato se non vengono riscontrate motivazioni sanitarie a giustificazione della chiamata, quindi l'intervento è posto a carico dei destinatari dell'intervento stesso: questa è la ragione per la quale l'USL ha addebitato alla guida alpina travolta dalla valanga, estratta dalla valanga illesa, la spesa dell'elicottero.

A noi questa vicenda è sembrata paradossale, ce ne siamo occupati appena ne siamo venuti a conoscenza. Naturalmente, come tutti, avevamo letto la notizia nel mese di febbraio, tra l'altro, è un fatto avvenuto nella mia zona, quindi io ne ero a conoscenza, e ce ne siamo poi occupati anche quando abbiamo saputo della fatturazione addebitata alla guida prima che i giornali la riprendessero recentemente nel mese di dicembre, quando ormai Giovanna Mongilardi era diventata un personaggio per aver partecipato al reality "Monte Bianco". Ci è sembrata una vicenda paradossale, perché ci risulta incomprensibile come si possa considerare inappropriata una richiesta di intervento del soccorso alpino quando c'è una valanga che coinvolge delle persone, anzi, a nostro modo di vedere, dovrebbe essere automatico chiamare al più presto il soccorso alpino in un caso del genere, dove sappiamo bene che la tempestività dell'intervento è fondamentale per salvare delle vite umane. In questo caso poi c'è da chiedersi come si sia potuto fare appello alla mancanza di motivazioni sanitarie se il medico non le ha nemmeno appurate, non è nemmeno sceso per verificare di persona quali fossero le reali condizioni della guida travolta. Dal nostro punto di vista, des deux l'une, o l'USL mantiene la sua posizione, ma bisogna essere coscienti che si può indurre in questo modo a non chiamare con tempestività l'elisoccorso, perché se il rischio è poi quello che le vittime si vedano addebitate il conto, ci può essere questa possibilità con conseguenze anche tragiche, oppure si modifica la delibera - cosa che peraltro l'Assessore Fosson aveva anticipato fosse possibile - andando a precisare meglio cosa significa: "mancanza di motivazioni sanitarie" e come e in che modo queste vadano verificate, perché ci sembra paradossale che, di fronte alla caduta di una valanga, l'elisoccorso sia considerato inappropriato perché le persone estratte dalla valanga sono risultate illese. Io credo sia chiaro a tutti quanto questa situazione sia paradossale.

Presidente - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Grazie Presidente.

È una vicenda conosciuta di cui abbiamo già dibattuto. Ho avuto modo di ricevere personalmente la guida, di parlare con lei come peraltro con l'interpellante. Poi la questione è ritornata sui giornali chiaramente per la notorietà della stessa guida. Io non vorrei che tutto il discorso però fosse incentrato sul termine "inappropriato", parola che forse è usata in modo inappropriato in questo caso e il paradosso è evidente. La delibera in realtà prevede due termini: "immotivato" e "inappropriato".

Io invece vorrei proprio fermarmi un attimo sul problema sanitario credendo che il fatto accaduto abbia insegnato a tutti ancora qualcosa, compreso a chi si occupa di soccorso alpino, ma soprattutto facendoci capire che ci potevano essere delle gravi conseguenze. L'interpellante ha detto correttamente: "risulta essere in buone condizioni". Due persone che rimangono sotto una valanga, uno pochi minuti, senza però avere il fisico di una guida alpina, e una guida, come lei ha detto, per cinque minuti è un fatto per il quale non si può dire che non c'era un problema sanitario perché ci potevano essere delle lesioni interne, magari nascoste da uno stato di euforia, eccetera. L'elicottero è arrivato in 15 minuti da Aosta e, tra l'altro, non ha avuto delle indicazioni precise, per cui ha girato sulla zona per un po' di tempo, fino all'arrivo di quelle più precise avute proprio dall'elicottero dell'eliski. In un primo momento - e l'interpellante lo sa - la guida ci aveva detto che l'elicottero non era atterrato, ma in realtà era atterrato però ha trovato la guida che probabilmente non era attendibile, perché uno che per cinque minuti sta sotto una valanga sicuramente può avere dei cambiamenti nella percezione di quello che è il suo stato. In quel luogo c'erano altre due guide, quindi, secondo me, il problema sanitario era enorme e in questi casi nessuno poteva assumersi la responsabilità di dire che andava tutto bene: lo poteva dire la Mongilardi, ma non le altre due guide. Fossi stato io lì, sicuramente non mi sarei assunto questa responsabilità, avrei insistito perché sia il turista, che era già più in basso che sciava, sia la Mongilardi salissero sull'elicottero. È vero, sembra che il medico non sia sceso, però, di fronte ad un paziente che non si vuole far visitare, è chiaro che è difficile imporsi in tal senso. C'è un contenzioso aperto, è vero, e sicuramente bisognerà giungere alla definizione dello stesso.

Questa situazione ci ha insegnato che, quando uno rimane sotto una valanga per alcuni minuti, deve essere portato in Pronto soccorso. Se queste persone fossero state portate in Pronto soccorso, non avrebbero pagato nulla, tra l'altro, anche se ovviamente non è questo il discorso. Su questo ci sono state anche delle reazioni del Presidente del Soccorso alpino Favre e del Presidente delle Guide Azalea, secondo i quali una guida deve conoscere le regole dell'elisoccorso stupendosi a loro volta della reazione della Mongilardi. L'impegno è anche quello di contemplare tali procedure in legge, ma forse sarà meglio rivedere la delibera appena terminata questa stagione - ne ho già parlato con il Soccorso alpino - in modo da definire come precisare meglio il rifiuto a farsi soccorrere che impone comunque un pagamento della quota prevista. Tra l'altro, il Piemonte ha appena legiferato su questo e definisce che, quando l'elicottero esce ma poi non carica il paziente, il costo è a carico di chi lo ha chiamato. Non capisco come mai di fronte ad un elicottero che arriva, la guida non sia salita sull'elicottero e sia andata poi al Pronto soccorso mentre le altre due guide sicuramente sapevano - perché le nostre guide, i nostri maestri di sci sono tra i più preparati sicuramente - che uno che sta cinque minuti sotto una valanga non si può definire che stia abbastanza bene rifiutandosi di essere soccorso. Abbiamo quindi, da una parte, questa delibera che va modificata o chiarita nelle sue affermazioni e nei suoi principi e, dall'altra, un problema sanitario che penso abbiamo imparato tutti da questa vicenda: che se una persona rimane sotto una valanga, deve poi essere portata per osservazioni in Pronto soccorso, tant'è vero che la guida il giorno dopo si è sentita male e ha dovuto ricorrere all'ausilio di un sanitario.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Assessore, noi speriamo veramente che questa vicenda porti a definire meglio il significato di questi due concetti di immotivazione e inappropriatezza. Certo, in questo momento, così com'è scritto, l'inappropriatezza è data da motivazioni sanitarie e colui che valuta quali sono le motivazioni sanitarie non può essere che il medico, non sono le guide che sono assieme alla persona coinvolta. Mi pare che la responsabilità di verificare se c'erano o meno le motivazioni sanitarie per chiamare l'eliski fossero tutte in capo al medico sull'elicottero, che non è sceso a verificare le condizioni di Giovanna Mongilardi, che probabilmente era sotto l'effetto dell'euforia per avere scampato un pericolo che molto spesso sappiamo bene avere effetti nefasti.

Come già ci eravamo detti quest'estate quando ne abbiamo parlato, noi quindi riteniamo che questa delibera vada modificata, debba andare a meglio precisare le cause di inappropriatezza, perché qui non si tratta di andare a contenere gli accessi inappropriati al Pronto soccorso: qui si tratta di situazioni ben più gravi, che possono avere veramente effetti drammatici, quindi anche le prese di posizione sui giornali di certe guide, che hanno detto che la Mongilardi sapeva che, se fosse salita sull'elicottero, non avrebbe pagato il conto, a me paiono veramente un po' pretestuose e superficiali, non credo che si affrontino in questo modo questi problemi, comunque la ringrazio per l'impegno.