Oggetto del Consiglio n. 1672 del 13 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1672/XIV - Interrogazione: "Rispetto degli orari di ricevimento del pubblico da parte dei medici territoriali".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 4 all'ordine del giorno. La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Grazie Presidente. Buongiorno a tutti.
Per quanto riguarda gli orari dei medici di famiglia, vorrei soltanto ricordare quali sono le regole che dipendono da una convenzione, e non da un rapporto contrattuale di dipendenze e quindi con regole fissate a livello nazionale. Ricordo che, per esempio, il medico convenzionato non deve sostenere un esame di francese per poter esercitare in Valle d'Aosta. È quindi un rapporto particolare sancito da un accordo collettivo nazionale del 29 luglio 2009, che prevede all'articolo 36 che l'apertura degli studi dei medici deve essere di cinque ore settimanali, e che la durata minima settimanale di apertura degli ambulatori deve essere commisurata alle fasce per numero di assistiti. L'orario con il nominativo del medico deve essere comunicato all'azienda ed esposto all'ingresso dello studio medico. Una regola un po' particolare, sempre di questo contratto, è che eventuali variazioni devono essere comunicate all'azienda entro trenta giorni dall'avvenuta variazione. Il contratto prevede trenta giorni di tolleranza, ma anche che, se uno prende tre giorni di ferie, può comunicarlo al mattino e - questo è il fattore importante - non deve neanche mettersi d'accordo con il sostituto, che ad esempio fa studio alle 17.00 mentre il sostituto lo fa al mattino. Lo stesso articolo 30 prevede le sanzioni in caso di violazioni: per le violazioni di natura occasionale si procede a un richiamo verbale e un altro con diffida nel caso vi sia una seconda violazione. In caso di violazioni di maggiore gravità, cioè più persistenti, si può ridurre il trattamento economico in misura non inferiore al 10 percento e non superiore al 20 percento e vi è la revoca del rapporto per le infrazioni particolarmente gravi o finalizzate all'acquisizione dei vantaggi, compresa quella di cui ad un altro articolo che contempla anche le recidive.
L'azienda come controlla l'orario dei medici (che non è problema sicuramente da poco)? Lo controlla attraverso delle verifiche d'ufficio, che saranno adesso magari anche incrementate a campione, ma soprattutto l'azienda interviene quando ci sono delle segnalazioni all'URP e queste segnalazioni sono state tre nell'arco di due anni, quindi, mentre noi abbiamo una segnalazione praticamente giornaliera sull'ospedale, ne abbiamo avute tre in due anni. Mi permetta anche di dire che è la prima interpellanza/interrogazione che abbiamo sui medici di famiglia, nel senso che forse tutti ci siamo adattati ad accettare che non ci possa essere un cambiamento in questo senso.
La prima segnalazione è stata appunto perché gli orari non erano stati pubblicati correttamente, un'altra perché c'era stato un ritardo, ma volevo significare che nel 2014 ci fu un ritardo per una segnalazione importante, che questa si è ripetuta. Adesso per la prima volta forse nella storia del rapporto convenzionale è stato inviato un avviso di sospensione della convenzione ad un medico di famiglia dal 1° febbraio, a cui lo stesso medico di medicina generale potrà fare delle controdeduzioni.
Io credo - e l'ho sempre detto - che la riorganizzazione della medicina territoriale sia fondamentale e importante. L'azienda sta facendo un'analisi e un'indagine molto attenta sulle reperibilità, dei medici di famiglia, e a campione si verifica che queste reperibilità vengano rispettate; non solo, ma anche con un nuovo accertamento degli accessi aggiuntivi, abbiamo delle differenze importanti. Soprattutto io penso che la soluzione di questo sia proprio passare dalla medicina individuale alla medicina di gruppo, come previsto dall'articolo 5 del Patto della salute, che però non è ancora stato trasferito e trasformato in un decreto-legge, per cui non esiste una normativa, come ho detto diverse volte, anche se casi importanti di questo ci sono: per esempio, la medicina di gruppo di Verrès prevede una funzione importante perché i medici si sono associati e fanno un orario continuativo tutti i giorni. Noi su questo stiamo facendo molto, ma purtroppo anche in questo caso gli accordi regionali non possono essere rivisti se non c'è una contrattazione nazionale. Stiamo comunque incontrando tutti i medici di medicina generale e, l'ultimo incontro con i loro direttivi - con due sindacati ugualmente rappresentativi - si è svolto l'8 gennaio, per mettere in atto tutte le nostre possibilità che comunque prevedono un accordo con i medici di famiglia per passare dalla medicina individuale alla medicina di gruppo, che, secondo noi, è il futuro e potrà dare dei grossi vantaggi alla Valle d'Aosta.
Presidente - La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta.
In effetti, è un problema, come giustamente ha sollevato lei, ed è un problema che colpisce molto direttamente i cittadini. Il fatto che non ci siano delle lamentele dirette dipende dal fatto che spesso non sanno neanche a chi rivolgersi i cittadini e quindi restano disorientati. In teoria il cittadino potrebbe anche cambiare il medico, passare da un medico ad un altro. Il problema è che sono pochi e quindi spesso non c'è posto per passare da quello meno bravo a quello più bravo, perché poi ce ne sono alcuni che sono bravissimi, non bravi, però ce ne sono altri che purtroppo non fanno il loro mestiere ed è su questi che dovremmo concentrare la nostra attenzione, perché poi sono quelli che ci creano i maggiori problemi, perché poi cosa succede? Succede che io magari devo portare mio figlio - perché ci sono anche i pediatri, non soltanto i medici - a fare una visita, mi viene spostato l'orario, il pediatra non c'è, devo portarlo a quel punto al pronto soccorso con un codice bianco, con tutti i problemi che conosciamo e che stiamo cercando di risolvere, perché poi l'intasamento del pronto soccorso genera tutta una serie di altri problemi. Se, come ha detto lei, state rafforzando i controlli, quindi ben venga, soprattutto se finalmente cominciamo anche a dare dei segnali colpendo qualcuno di questi medici convenzionati che non fanno il loro dovere in maniera corretta. Sono la prima linea di difesa che ha il cittadino rispetto ad un problema sanitario e quindi, se loro stessi vengono a mancare, tutto il sistema chiaramente non funziona. A questo punto sarà mia cura di controllare da vicino quali saranno gli interventi che via via verranno fatti dall'USL rispetto a questo problema e soprattutto cercherò di capire ancora meglio quali sono le possibili...lei ha detto che deve parlare con le organizzazioni sindacali, "dobbiamo fare in modo di fare medicina di gruppo", può essere una soluzione, dobbiamo valutare poi se questa soluzione effettivamente migliorerà il servizio ai cittadini, perché poi è quello che ci interessa più di tutto, non tanto colpire il singolo che non ha un grande senso. La ringrazio di nuovo.
