Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1617 del 30 novembre 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 1617/XIV - Illustrazione del disegno di legge n. 63 (Legge finanziaria per gli anni 2016/2018) e disegno di legge n. 64 (Bilancio di previsione per il triennio 2016/2018).

Presidente - Passiamo ai punti 5.01 (Relazione sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014, approvata dalla sezione di controllo della Corte dei Conti), del punto 8 (Projet de loi n° 63 présenté par le Gouvernement régional en date du 4 novembre 2015: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2016/2018). Modificazioni di leggi regionali") e del punto 9 (Projet de loi n° 64 présenté par le Gouvernement régional en date du 4 novembre 2015: "Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2016/2018").

Prima di passare la parola al collega La Torre, voglio annunciare ai colleghi che è in distribuzione la relazione dell'Assessore Perron sui disegni di legge 63 e 64 e la relazione presentata dal Presidente della Regione ai sensi della legge regionale 6 del 2007. La relazione del collega La Torre era già stata inviata con l'ordine del giorno suppletivo.

La parola al collega La Torre.

La Torre (UV) - Grazie Presidente. Credo che tutti i colleghi abbiano la relazione; abbiamo cercato di farla arrivare per tempo, anche per permettere quest'anno ai Consiglieri di avere una lettura anticipata e di poter poi fare delle valutazioni più approfondite.

Signor Presidente, colleghe e colleghi, come ogni anno la presentazione del bilancio previsionale della Regione autonoma Valle d'Aosta al Consiglio regionale diventa un'occasione utile non solo per esaminare progetti ed obiettivi da raggiungere mediante la finanza pubblica a nostra disposizione, ma diventa anche e soprattutto un'opportunità per analizzare a fondo la situazione sociale presente nella nostra Regione e riflettere sulle prospettive politiche, finanziarie ed istituzionali.

Come prima cosa va riconosciuto che negli ultimi anni è cambiata la percezione delle autonomie speciali sia nel quadro nazionale, dove viene identificata superficialmente come area di privilegio, sia sul piano locale dove viene vissuta stancamente in difesa nel tentativo di continuare a resistere in un vortice di leggi e norme centraliste dello Stato, senza essere più in grado di portare gli effettivi benefici alle popolazioni che dovrebbero essere garantite dagli statuti originari di autonomia speciale. È una percezione dello stato di salute dell'autonomia negativa, condizionata fortemente dalla crisi che ormai tocca tutti i livelli della società anche in Valle d'Aosta; queste sensazioni si confrontano ora con la nostra capacità politica di esercitare le funzioni di autogoverno che ci sono riconosciute in maniera nuova e responsabile, che superi di fatto il concetto della sola buona amministrazione oggi non più sufficiente a garantire un sereno futuro.

Meno finanze regionali e forte crisi economica europea impongono logiche di Governo nuove, scelte coraggiose che non rinneghino certamente il passato, ma che inducano a un vero e radicale cambiamento che possa dare risposte leggibili a tutti i cittadini, alle imprese, in tutti i settori sociali, dall'agricoltura all'allevamento, al commercio, al turismo ed all'industria, rappresentando con forza che questa Regione vuole reagire, ne ha le qualità ed è in grado di mettere in campo una classe manageriale e politica all'altezza della situazione.

Per approfondire perciò il terreno su cui nasce il bilancio, ma soprattutto le prospettive che ci aspettano in una piena presa di coscienza sociale, politica e finanziaria, mi sono avvalso in questa relazione delle audizioni della II Commissione e di alcune opinioni ed interviste che molto modestamente cercherò di rappresentare nel modo migliore possibile.

Ciò detto, al di là di alcuni dati confortanti legati a specifici aspetti della nostra realtà produttiva, per effetto della crisi economica nazionale ed europea, ma soprattutto per la drastica riduzione delle risorse attribuite all'Ente Regione, non vi è dubbio che la ricchezza e la disponibilità dei valdostani abbia subito un duro arretramento. E non può considerarsi allarmistica la considerazione che i livelli di benessere fin qui raggiunti sono minacciati e compromessi da una recessione in atto destinata a coinvolgere l'intero tessuto economico e sociale valdostano e a durare per tutto l'arco della presente legislatura.

Come reagire, non solo emotivamente ma razionalmente e concretamente a tale dato di fatto ineludibile e comunque sempre più percepito dalla gente comune? Trasformando la recessione in una decrescita ristrutturante. Questo concetto non è un semplice gioco di parole o uno slogan. Se si lascia libero corso alla recessione sperando che prima o poi finisca o la si contrasta semplicemente con la tecnica dei tagli lineari, il rischio che si presenta è quello di togliere altro ossigeno ad attività in potenziale crescita facendo vivacchiare altre destinate a un inevitabile fallimento: come si suol dire, si rischia di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Perché decrescita e per giunta ristrutturante? Perché la decrescita è comunque iscritta nell'ordine delle cose inevitabili che attengono a un destino amaro in corso di svolgimento e che peraltro non abbiamo né scelto, né incoraggiato. Non apparteniamo al club che predica la "decrescita felice" come panacea di tutti i mali della società occidentale e dei suoi eccessi consumistici. Tuttavia prendiamo atto della sua cogenza e cercheremo di domarla e di indirizzarla a fini "ristrutturanti", ristrutturanti di tutto quanto mostri inadeguatezza, sterile ripetitività, pigrizia mentale. Il corpo del bilancio regionale presenta ancora margini di tessuto adiposo e può essere interessato da una decisa e mirata cura di dimagrimento. Tutto ciò comporta l'intervento cosciente e determinato della volontà politica. È un sentiero duro, difficile e pieno di insidie quello che ci prepariamo a percorrere insieme, ma è l'unico che ci porterà a scollinare questa lunga crisi.

Il cambio delle regole del gioco. A partire dalla riforma del Titolo V del 2001, sono stati propugnati, in forza dei contenuti del nuovo articolo 119 della Costituzione, principi di "federalismo fiscale" (legge 5 maggio 2009, n. 42), puntando con un sistema che avrebbe dovuto essere coordinato e integrato tra i vari livelli di Governo a una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in un dato territorio e le imposte effettivamente utilizzate in quello stesso territorio. Malgrado l'adesione della nostra Regione, al pari delle altre Autonomie speciali alpine (Sicilia e Sardegna nella ridefinizione dei rispettivi assetti finanziari) a questa nuova impostazione mediante un accordo politico e la successiva norma di attuazione, gli interventi statali successivi in materia finanziaria si sono sviluppati in modo estremamente confuso, parziale e contradditorio. I provvedimenti normativi sono stati però fondamentalmente incoerenti e la politica dell'annuncio ha prevalso sulla dimensione reale. Per parte nostra abbiamo correttamente e costantemente interpretato la specialità nel senso dell'esercizio di maggiori funzioni, per cui era necessario disporre di maggiori risorse garantite per mezzo di un giusto meccanismo di compartecipazione al gettito di tributi erariali. Solo così si può produrre un giusto e autenticamente federalista effetto di sostituzione regionale nei confronti dell'azione statale. Se in questa logica la "clausola di maggior favore" espressa nell'articolo 10 della legge costituzionale n. 1 del 2001 ha prodotto solo modesti benefici per le Regioni speciali, la più recente riforma votata l'8 ottobre scorso dal Senato apre scenari diversi e ancora meno rassicuranti orientandosi verso il riaccentramento di competenze in numerose materie in capo allo Stato rispetto alle Regioni ordinarie e limitandosi, per le regioni speciali, ad un congelamento dello status quo (fatta salva la possibilità di successive nuove attribuzioni) con un'apposita clausola di salvaguardia.

La finanza di eccezione e la crisi del metodo pattizio. Il susseguirsi di provvedimenti di eccezione per far fronte alla crisi economica, la cui durata e i cui effetti sono stati di gran lunga superiori ad ogni stima iniziale, hanno portato a uno smarrimento dello stesso metodo negoziale caratteristico della specialità regionale da noi sempre rivendicata e difesa. Si sono pertanto susseguiti interventi all'insegna della straordinarietà e si sono ripercossi in maniera anomala sul nostro sistema economico e finanziario. La crisi economica globale ha in sostanza prodotto una risposta rozza e semplificata con una pressante richiesta di verticalizzare e centralizzare la decisione politica. Il principio autonomista, pur costituzionalmente sancito (articolo 5 della Costituzione), è stato interpretato come una pura duplicazione e costosa sovrapposizione di apparati burocratici, andando ben al di là del giusto contenimento della spesa pubblica e producendo il rischio di effetti di progressivo sostanziale inaridimento della spesa regionale anche in settori vitali per la nostra comunità. Le autonomie regionali e locali, nel frattempo, sono state così date in pasto all'opinione pubblica come fonte esclusiva di spreco, acuendo ulteriormente la gravissima crisi di tutto il regionalismo italiano con una evidente incapacità di capire le ragioni della diversità e l'emergere di una inquietante visione sostanzialmente deterritorializzata del nostro futuro. Intendo dire con questo che si spiegano pubblicamente gli effetti delle politiche pubbliche facendo sempre più spesso riferimento a dati statistici generali ed astratti (come la spesa pro capite e il PIL) senza riflettere sulle diversità di contesto in cui la spesa pubblica interviene (quindi non tenendo conto delle realtà geografiche: montana, di pianura, urbana o rurale).

Occorre uscire dalla "illusione ottica" delle statistiche parziali falsate dalla comparazione della spesa pubblica territoriale a situazioni totalmente disomogenee. Mentre in Valle d'Aosta lo Stato copre solo il 13 percento della spesa pubblica globale pro capite e la Regione oltre l'80 percento, il rapporto nelle Regioni ordinarie è praticamente invertito. In Sicilia, nonostante quote erariali devolute dalla Regione molto simili a quelle valdostane, lo Stato continua a coprire la spesa pubblica per quasi il 40 percento, facendosi carico fra l'altro di istruzione, assistenza sociale, eccetera. Per questo, affermare che la nostra Regione "spende tanti soldi" è oggi assolutamente privo di significato, in quanto li spende "al posto dello Stato". Questa totale asimmetria - in particolare con le Regioni a statuto ordinario - deve essere capita e spiegata. Occorre a questo punto un massiccio sforzo informativo per spiegare i concetti di "spesa standard" del singolo territorio e di residuo fiscale delle Regioni. Il dogma delle dimensioni, con l'apparentemente ineluttabile conseguenza di fusioni progressive di enti, istituzioni, società fino a far sparire ogni forma di articolazione di ridotte dimensioni, non deve essere accettato, ma sottoposto a un vaglio puntuale, settore per settore.

In materia di servizi ci si è limitati a ragionare pedissequamente solo per costi e servizi prospettando modelli organizzativi astratti sulla base di un pensiero unico e standardizzato, di cui vicende come quella del servizio postale sono un esempio illuminante: depauperare i territori per far prosperare anche in settori lontani dalla mission naturale dell'ente) potenti capacità finanziarie centralizzate. Per quanto riguarda le regole, come nel caso degli aiuti alle imprese o della separazione tra la politica e la burocrazia nell'amministrazione locale, ci siamo adattati passivamente a regole lontane dalla nostra tradizione gestionale e spesso inadatte alle nostre dimensioni. Quelle che, come ha di recente notato giustamente Lorenzo Dellai, oggi Deputato e già Presidente della Provincia di Trento, dovrebbero essere le parole chiave per tracciare "la terza via tra omologazione centralista da un lato e dissoluzione dei vincoli in chiave localista e micro nazionalista dall'altro", ossia: "comunità, partecipazione, condivisione, solidarietà, democrazia economica, diversità, valorizzazione delle minoranze e delle piccole dimensioni" sono quasi scomparse dal vocabolario politico pubblico sotto il peso della logica del decidere in fretta, da soli, senza dialogo con i corpi politici e sociali intermedi. Quanto ai vincoli di finanza pubblica derivanti dalle regole europee, il loro parziale allentamento conseguente allo sforzo regionale di ottenere maggiori spazi di manovra di cui è prova l'accordo sottoscritto tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il Presidente della Regione il 2 luglio 2015 deve assumere connotati maggiormente strutturali e portare ad un definitivo assestamento dei rispettivi impegni, facendo uscire la Regione dalla situazione di permanente incertezza che ha contraddistinto gli ultimi esercizi finanziari.

Alcune risposte necessarie. Un segnale netto, nel senso della sobrietà nell'uso delle risorse dell'apparato pubblico e della rappresentanza politica è già stato dato in questi anni e l'ulteriore indebolimento delle risorse finanziarie rischia di compromettere la tenuta d'insieme del nostro modello di autogoverno. Il nesso che intercorre tra l'autonomia politica e l'autonomia finanziaria dev'essere più correttamente declinato. Poiché la nostra Regione aspira ad esercitare un'autonomia politica reale, da non confondersi con il puro decentramento di funzioni, dobbiamo sdoganarci dalle logiche di controllo implicito legate al concetto di un'assegnazione di risorse correlata all'esercizio di specifiche funzioni, ossia della logica dei cosiddetti "costi standard". Bisogna impegnarsi a fondo per superare la logica dell'emergenza, vincendo soprattutto le diffuse resistenze ministeriali ad accettare ed applicare correttamente il modello autonomistico. Occorre guardare con molta lucidità alla problematica di disagio demografico con l'invecchiamento della popolazione e la necessità sempre attuale di contrastare lo spopolamento montano attraverso l'erogazione di servizi adeguati. Si deve sempre ricordare che lo spopolamento montano ha prodotto effetti devastanti in quasi tutto il Paese, con la sola eccezione delle regioni alpine della Valle d'Aosta e del Trentino-Alto Adige. La principale exit strategy per la Regione sta oggi nell'esercizio di una responsabilità finanziaria trasparente. Al centro di questa strategia ci potrebbe essere anche la rivendicazione di un ruolo diretto della Regione, come già avviene per la Provincia di Bolzano) nella riscossione delle imposte, in modo da contrastare efficacemente l'evasione fiscale e segnando ulteriormente il carattere di originalità della nostra autonomia in cui molte funzioni possono essere esercitate direttamente su scala regionale. Si può così rafforzare il profilo della responsabilità mettendo in forte relazione le due esigenze di esercizio dell'autonomia di spesa e di reperimento delle risorse necessarie per finanziare la spesa pubblica. Una migliore gestione degli accordi raggiunti con il Governo in materia di finanze presuppone anche la definizione definitiva di un meccanismo onnicomprensivo, stabile e preciso della nostra partecipazione allo sforzo di solidarietà e di risanamento della finanza pubblica statale, non più ancorato a interventi estemporanei che purtroppo hanno avuto in questi ultimi anni l'avallo anche della Corte costituzionale. Se "il principio negoziale pattizio" si sta consolidando, ciò non deve avere come fine esclusivo il reperimento di risorse "a breve", ma la generale messa in sicurezza del nostro ordinamento finanziario. Di questo disegno dovrebbero far parte sia una revisione rapida dello Statuto di autonomia nella parte relativa alle garanzie finanziarie, attraverso la finestra aperta dell'articolo 39, comma 13, della recente riforma Renzi-Boschi, che un aggiornamento della normativa di attuazione che recepisca le misure adottate in seno di legislazione ordinaria. In prospettiva, occorre guardare a un nuovo modello per l'autogoverno della Valle d'Aosta, con una reazione politica "alta" all'idea strisciante del superamento della specialità con un rilancio del vissuto autonomistico della popolazione non solo delle sue élite. Sono tutte le istituzioni regionali, con il concorso delle forze vive della comunità, a doversi impegnare in un'azione politica legislativa a carattere non episodico e frammentario. Occorre uscire dalla lunga stagione di "stasi legislativa" che dura ormai da troppi anni e che interessa tutto il quadro delle regioni italiane con il fenomeno delle leggi fotocopia o ispirate solo a logiche nimby e a scudo della realtà locale accrescendo, di converso, la nostra capacità di introdurre soluzioni e procedure innovative.

Comunicarsi ed allearsi. Se manca in questo momento una vera "politica nazionale regionale", cioè un atteggiamento coerente da parte delle autorità centrali e della politica nazionale rispetto al "fatto regionale" nel suo insieme, è anche evidente che le regioni speciali non sono organicamente parte della politica nazionale, oscurate come sono dal teatro mediatico politico-parlamentare romano anche laddove conseguono risultati di rilievo.

Far sapere che cosa si è e come si opera è fondamentale. Il nostro "brand regionale", ossia il legame simbolico e comunicativo tra la nostra identità profonda e l'organizzazione di questo territorio dev'essere percepito come espressione di una comunità sana, operosa, integra nei suoi valori culturali, civici e ambientali. In questo resta essenziale un'alleanza di strategia con i territori alpini e in particolare con quelli istituzionalmente omologhi (Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia) oltre che con i territori contigui in un'ottica macroregionale correttamente delineata, dando vita a una rete strutturata di raccordi (per esempio in campo formativo, nel credito, nella ricerca, e in altri ancora) per conseguire economie di scala e rafforzare la nostra posizione negoziale. Un'intelligente politica di collaborazione è d'altra parte l'unico possibile contrappeso alla concentrazione di risorse, servizi e competenze che lo Stato sta attualmente mettendo in campo attraverso la costruzione del sistema di Governo delle città metropolitane. Se queste logiche non saranno adeguatamente contrastate, l'autonomia regionale è destinata a indebolirsi significativamente, facendo di noi tutti solo dei "consumatori" di politica e non più dei "produttori" di politica regionale.

Mi accingo ora, colleghi - non so se gradite, perché è anche piuttosto lungo - a presentare anche un'analisi del bilancio per leggi, a meno che avendolo ricevuto prima non vogliate darlo per letto...come preferite, non vorrei sottrarre spazio...va bene, è piuttosto lungo. La previsione delle entrate della Regione per l'anno 2016, senza considerare le partite di giro, è di un 1 miliardo e 223 milioni, ma se si esclude la voce di recupero dai Comuni dell'extra gettito IMU che è stata inserita quest'anno già in sede di bilancio di previsione, sia in entrata, sia nella spesa la riduzione effettiva delle risorse disponibili rispetto al 2015 è di 79 milioni.

Di seguito si propone l'analisi delle spese di bilancio regionale con la prospettiva per legge esaminando quelle più significative.

Le spese previste nella funzione del Personale ammontano a 259,1 milioni (nel 2015 erano 253,59) e ricomprendono tutto il personale dipendente, ovvero il personale dei servizi regionali (arrotondo) per 130 milioni, il personale direttivo e docente delle scuole per 119 milioni, e quelle per il personale assunto con il contratto nazionale nel settore dell'agricoltura, delle risorse naturali e dei lavori pubblici per circa 8 milioni, di cui 4 milioni sono destinati al finanziamento della legge regionale n. 44 dell'89 concernente i cantieri forestali, lo stato giuridico e il trattamento economico dei relativi addetti.

Le spese stanziate nella funzione Sanità sono pari a 233,33 milioni e sono principalmente ripartite in: spesa sanitaria corrente per 231 milioni (che comprende i trasferimenti all'Azienda ASL per il finanziamento ordinario e aggiuntivo dei LEA, della mobilità sanitaria, del pay-back e degli oneri per il personale della Centrale Unica di Soccorso; il finanziamento aggiuntivo corrente regionale per un milione da trasferire all'Azienda USL; altri interventi nel settore sanitario per 0,34 milioni nell'ambito dei quali rientrano anche quelli finanziati con risorse statali.

Gli interventi di finanza locale. Per la finanza locale il disegno di legge 63 stanzia 181 milioni e avviene nelle more dei meccanismi del finanziamento degli enti locali di cui alla legge 48 del '95. La competenza a effettuare la ripartizione e la destinazione di tali risorse è temporaneamente demandata alla Giunta regionale, previo parere del Consiglio permanente degli enti locali e della commissione consiliare competente.

Gli interventi della Regione per la funzione dello Sviluppo economico, cui sono stati stanziati 71,17 milioni, sono stati destinati principalmente nei seguenti settori:

- interventi di contesto, nell'ambito dei quali si segnalano: la legge regionale 7 concernente gli interventi della gestione speciale della società finanziaria regionale Finaosta S.p.a. per la quale sono stati stanziati 19 milioni per gli interventi di indebitamento ventennale per gli investimenti presso i fondi in gestione speciale di cui all'articolo 40, comma 2, della legge quadro; la legge regionale n. 7 del 20 maggio 2002 concernente il riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta per la quale sono stati previsti 540 mila euro;

- turismo e impianti a fune, nell'ambito del quale si segnalano: per le azioni promozionali ed eventi volti alla veicolazione dell'immagine turistica della Regione (la legge regionale di riferimento è la n. 6) ha complessivamente previsto 1,3 milioni; la legge regionale n. 9 del 2009 relativa al finanziamento dell'Office régional du tourisme-Ufficio regionale del turismo che prevede un impegno di 3,3 milioni;

- industria, nell'ambito della quale si segnala in particolare la legge regionale n. 3 del 2009 concernente gli interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile, per la quale sono stati stanziati 103.900;

- artigianato, nell'ambito del quale si segnalano: la legge regionale n. 2 del 21/1/2003 per la tutela e valorizzazione dell'artigianato tipico per la quale il rendiconto registra un finanziamento di quasi 937 mila euro, quasi interamente destinati all'organizzazione di manifestazioni fieristiche, iniziative varie relative all'artigianato di tradizione; la legge regionale n. 10 del 2007 che disciplina l'Institut valdôtain de l'artisanat de tradition (IVAT), per la quale sono stati previsti quasi 886 mila euro;

- cooperazione, nell'ambito della quale si segnala la legge regionale 27 del 1998 che disciplina il Testo Unico in materia di cooperazione, per la quale sono stati previsti 276 mila euro;

- energia, nell'ambito della quale si segnala la legge regionale n. 13 e, in particolare, il Titolo III (Energia attuazione della direttiva 2010 della Comunità europea) che disciplina le modalità per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili in conformità alla normativa europea e statale vigenti in materia di energia e di cambiamenti climatici, per la quale è stato stanziato un importo complessivo di 1 milione (di cui 900 mila nella funzione 11, Sviluppo economico regionale, e 98.500 nella funzione 13, Infrastrutture per mobilità e reti) le cui risorse sono principalmente destinate alle spese per convenzioni con la Finaosta S.p.a. per lo svolgimento delle funzioni di natura tecnica-amministrativa del Centro di Osservazione e Attività sull'energia (COA) e alle spese per la redazione del piano volto alla promozione dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio;

- politica del lavoro e della formazione professionale, nell'ambito della quale si segnalano le seguenti: la legge regionale 7 del 2003 relativa alle disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego, per le quali nell'anno 2016 sono stati stanziati 1,86 milioni (di cui 1 milione nella funzione Finanza locale, 180 mila euro nella funzione Sviluppo economico per gli interventi di Politica del lavoro di formazione professionale e 688.100 euro nella funzione Personale per il trattamento economico e gli oneri di legge del personale dell'Agenzia regionale del lavoro; si segnala la legge regionale n. 12 dell'82 relativa alla fondazione per la formazione professionale agricola e per la sperimentazione agricola che ha stanziato 4,5 milioni di euro per l'anno 2016, e la legge regionale n. 20 del '91 istitutiva della "Fondazione per la formazione professionale turistica" (il contributo regionale per il funzionamento della Fondazione e del relativo Istituto alberghiero è previsto nel 2016 all'incirca 4 milioni di euro).

Nella funzione Oneri non ripartibili sono state previste complessivamente risorse per 64,99 milioni di euro di cui 37,9 per rimborso di mutui e prestiti e 23,67 per interessi passivi.

Nella funzione Infrastrutture per mobilità e reti sono state previste risorse per 48,63 milioni destinate ai seguenti settori:

- viabilità, con uno stanziamento di 5,89 milioni destinati alla manutenzione e realizzazione di opere stradali;

- trasporto pubblico, per il quale sono stati previsti complessivamente 21,26 milioni destinati principalmente: al finanziamento di una parte della legge regionale n. 29 del '97 in materia di servizi di trasporto pubblico di linea per l'importo di 17,91 (di cui 17,69 per il trasporto pubblico e 225 mila euro per il trasporto su rotaia); al finanziamento della legge regionale n. 19 del 4 agosto 2006, relativa all'attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel settore del trasporto pubblico locale con autobus, per la quale sono previsti 1,42 milioni; al finanziamento delle spese per la gestione della funivia di proprietà regionale Buisson-Chamois per l'importo di 1 milione; al finanziamento della legge regionale n. 5 del 16 febbraio '95 relativa alla gestione della telecabina Aosta-Pila per la quale sono stati stanziati 855 mila euro;

- trasporti su rotaia, per il quale sono stati stanziati 17,25 destinati per 17 milioni al finanziamento della spesa per corrispettivi a Trenitalia, per i servizi di trasporto pubblico locale ferroviario effettuati nella Regione Valle d'Aosta;

- aeroporto: si segnala il finanziamento delle spese di gestione dell'aeroporto regionale per le quali sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro;

- infrastrutture informatiche e telematiche: le risorse sono destinate al finanziamento di una parte (2 milioni) della legge regionale n. 16 del '96 che complessivamente prevede uno stanziamento di quasi 13 milioni (di cui 9,9 nei servizi generali e circa 960 mila euro alla finanza locale).

Per quanto riguarda la funzione Servizi Generali, che ha uno stanziamento per il 2016 di 37,56 milioni, si segnala in particolare la legge regionale n. 16 del '96 che concerne gli interventi relativi alla programmazione, organizzazione e gestione del sistema informativo regionale, per la quale sono stati stanziati quasi 13 milioni di euro (di cui 9,9 nella funzione servizi generali).

Le risorse destinate alla funzione Governo del territorio ammontano a 28,24 e si ricomprendono principalmente gli interventi di tutela dell'ambiente e urbanistica in cui assume particolare rilievo il finanziamento della legge regionale n. 41 del '95 istitutiva dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, per la quale sono stati stanziati complessivamente 5,79 milioni (di cui 5 milioni nella funzione Governo del territorio per il funzionamento e gli investimenti dell'ARPA e 650 mila euro nella funzione Sanità per trasferimenti all'ASL per il rimborso all'ARPA per prestazioni di controllo in materia di igiene, sanità pubblica e veterinaria;

- parchi e riserve naturali: il principale intervento riguarda la legge regionale n. 16 del 2004 concernente la gestione e il funzionamento del Parco del Mont Avic, per la quale sono stati previsti 890 mila euro, e si rammenta inoltre il finanziamento della legge regionale n. 14 del 2004 concernente la nuova disciplina della Fondazione Gran Paradiso, per la quale è previsto uno stanziamento di 315 mila euro;

- gestione dei rifiuti: si segnala in particolare la legge regionale 31 del 2007 che disciplina le nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti, per la quale nell'anno 2016 sono stati previsti 165 mila euro, nell'ambito dei quali 55 mila euro per la realizzazione delle opere e degli impianti necessari all'attuazione del piano regionale gestione dei rifiuti, 50 mila euro per il funzionamento dell'Osservatorio regionale dei rifiuti e 50 mila euro per le iniziative di informazione e sensibilizzazione in materia di rifiuti;

- tutela e utilizzo delle risorse idriche: si segnala che tutte le risorse stanziate nell'anno 2016 pari a 1,6 milioni sono finanziate con fondi assegnati dallo Stato e sono destinate, per 1,46 milioni, a trasferimenti ad associazioni di Comuni e alla Unité des Communes valdôtaines per il finanziamento di un piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica finalizzato a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani;

- tutela di risorse forestali e faunistiche: si rammenta principalmente il finanziamento della legge regionale n. 44 del 20 dicembre 2010 relativa alla costituzione di una società per la gestione dei servizi della pubblica amministrazione dell'importo complessivo di 2,29 milioni, di cui 1,3 milioni destinati nella funzione 8 (Diritti sociali, politiche sociali e famiglia - interventi di finanza locale con vincolo settoriale di destinazione) e 985 mila euro nella funzione 14 (Governo del territorio) sono stati previsti per l'acquisto di servizi di supporto alle attività di progettazione e di direzione tecnico-amministrativa nei settori della forestazione, della sentieristica e delle sistemazioni montane;

- tutela dai rischi naturali e derivanti dall'attività dell'uomo: si evidenzia il finanziamento della legge regionale n. 5 del 2001, Organizzazione delle attività regionali di protezione civile, per la quale sono stati stanziati complessivamente 1,98 milioni di cui 1,96 nell'ambito della funzione Governo del territorio;

- antincendio e protezione civile: si rammentano la legge regionale n. 35 del '97 concernente il servizio di trasporto a mezzo elicotteri, per la quale sono stati previsti 5,7 milioni; la legge regionale n. 7 del 2 aprile 2008 concernente l'organizzazione della Centrale Unica per le chiamate di soccorso, per la quale sono stati previsti complessivamente 3 milioni (di cui 1 nella funzione Governo del territorio per le spese di gestione e funzionamento della Centrale Unica di Soccorso e di cui 2 nella funzione Sanità per il trasferimento all'ASL per il finanziamento degli oneri del personale in servizio presso la Centrale Unica di Soccorso);

- la legge regionale n. 5 del 2007 relativa all'organizzazione del soccorso alpino valdostano per la quale sono stati stanziati 1,4 milioni;

- la legge regionale 37 del 2009 relativa agli interventi per l'organizzazione dei servizi antincendio della Regione, per la quale sono stanziati complessivamente 1,4 milioni di cui 1 milione previsto nella funzione 7 (Antincendi e protezione civile);

- assetto idrogeologico: si ricorda il finanziamento della legge regionale n. 12 del 2000 relativa alle disposizioni in materia di cartografia per il sistema cartografico e geografico regionale che ammonta a 300 mila euro per il 2016.

Nell'ambito della funzione Cultura e sport, per l'anno 2016 sono stati previsti complessivamente 16,18 milioni di cui 10,92 alla cultura e 5,26 allo sport. Nel settore della cultura si segnalano principalmente gli interventi attuati ai sensi del decreto legislativo 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) che riguardano gli investimenti per il restauro e la manutenzione di immobili di interesse artistico e storico e per il restauro del patrimonio archeologico, nonché l'acquisto di servizi concernenti la valorizzazione e la custodia dei beni culturali e la gestione di attività culturali o fieristiche, per uno stanziamento complessivo pari a 3 milioni per le attività di prima necessità cui si aggiunge, come detto, il piano in ambito culturale per 50 milioni nel triennio (articolo 11, comma 2, della finanziaria).

Si evidenzia inoltre il finanziamento della legge regionale 10 del '96 per il completamento degli interventi di recupero valorizzazione del Forte e del Borgo di Bard per 2,3 milioni, di cui 2,15 destinati quale quota straordinaria all'Associazione Forte di Bard per la valorizzazione del turismo culturale del Forte e 150 mila euro per il funzionamento e finanziamento dell'attività dell'Associazione Forte di Bard, e la legge regionale 89 del 21/12/1993 in materia di promozione culturale e scientifica per la quale sono stati previsti 1,8 milioni.

Per quanto riguarda le assegnazioni agli enti culturali, per il loro funzionamento sono stati previsti 5 milioni per l'anno 2016 e si segnala in particolare la legge regionale n. 8 del '92 che disciplina gli interventi regionali a favore della Fondazione Maria Ida Viglino per la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio musicale tradizionale e per lo sviluppo e la diffusione della cultura musicale in Valle d'Aosta, per i quali sono stati stanziati 1,29 milioni.

Per quanto riguarda il settore dello sport si segnalano: la legge regionale n. 16 del 2007, concernente la realizzazione di infrastrutture ricreativo-sportive di interesse regionale, per la quale sono stati stanziati complessivamente 3 milioni e mezzo di cui 3,4 saranno finanziati dall'apposito mutuo che verrà attivato mediante la sottoscrizione di una convenzione con l'Istituto per il Credito Sportivo, e la legge regionale n. 3 del 2004 concernente gli interventi a favore dello sport per la quale è stato previsto quasi 1 milione.

Nella funzione istruzione primaria e secondaria, nell'anno 2016, risultano stanziati 15,66 milioni che comprendono: i trasferimenti alle istituzioni scolastiche sia dipendenti dalla Regione (2 milioni e mezzo) che quelle non regionali (4,63 milioni); le spese generali nell'ambito dell'istruzione primaria e secondaria per 3,94 milioni (di cui 3,77 per le spese relative all'acquisto di servizi nell'ambito dell'istruzione primaria e secondaria); per l'edilizia scolastica 2,58 milioni e per la tutela del diritto allo studio 2 milioni.

Le principali leggi regionali finanziate sono: la legge regionale 55 dell'86 per il funzionamento delle scuole gestite da istituti ed enti morali, per 3,68 milioni; la legge regionale 19 del 2000 che sancisce l'autonomia delle istituzioni scolastiche e per il cui funzionamento sono stati previsti 2,34 milioni; la legge regionale 56 del '93 che determina il concorso finanziario della Regione alle spese per il funzionamento del Liceo linguistico di Courmayeur, per la quale sono stati stanziati 947.500 euro; la legge regionale n. 40 dell'agosto del '75 relativa all'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole secondarie della Regione, per la quale sono stati stanziati 886 mila euro, e la legge regionale 46 del 7 agosto '86 relativa alla fornitura gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole elementari, per la quale sono previsti 327 mila euro.

Le previsioni di spesa per il Funzionamento degli organi istituzionali ammontano a complessivi 11,79 milioni. Le somme previste nell'anno 2016 nella funzione Istruzione universitaria ammontano a 10,55 milioni e finanziano in particolare: la legge regionale 25 del 2001 che ha istituito l'Università della Valle d'Aosta-Université de la Vallée d'Aoste per la quale sono destinati 6 milioni; la legge regionale 22 del 2012 concernente gli interventi regionali in materia di promozione e sviluppo della formazione culturale e musicale in Valle d'Aosta e di valorizzazione e divulgazione del patrimonio musicale tradizionale, con la quale viene previsto il finanziamento annuo a titolo di concorso delle spese di funzionamento dell'Istituto Musicale pareggiato della Valle d'Aosta, il Conservatorio della Valle d'Aosta, che per l'anno 2016 ammonta a 2,3 milioni; la legge regionale 30 dell'89 che attua il diritto allo studio nell'ambito universitario per la quale sono destinati 1,25 milioni; l'articolo 35 della legge regionale 30 del 2006 concernente la promozione di servizi formativi e ricerca scientifica per lo sviluppo e l'innovazione tecnologica da parte della Regione e il nuovo polo costituito nell'edificio denominato "ex cotonificio Brambilla" in comune di Verrès, per il quale sono stati complessivamente stanziati quasi 510 mila euro.

Alla funzione Agricoltura nell'anno 2016 sono stati destinati 7,55 milioni. In questo ambito alla legge regionale n. 32 del 2007 che, al Titolo III, disciplina gli interventi regionali in materia di agricoltura e sviluppo rurale per la quale la Regione per l'anno 2016 ha stanziato 1,62 milioni, i fondi sono destinati principalmente nel seguente modo: 800 mila euro per contributi a consorzi di miglioramento fondiario e consorterie; 290 mila euro per contributi nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; 180 mila euro per contributi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli per canoni di locazione di strutture e impianti.

Nel settore zootecnico le leggi di riferimento sono le seguenti: la legge regionale n. 21 del 2001 in materia di allevamento zootecnico e dei relativi prodotti, per la quale nell'anno 2016 sono stati stanziati 2,82 milioni, quasi complessivamente e interamente destinati a contributi per interventi nel settore dell'allevamento zootecnico, e la legge regionale n. 3 del 2002 relativa a incentivi per l'attuazione degli interventi sanitari a favore del bestiame di interesse zootecnico, per la quale la Regione ha stanziato 850 mila euro destinati principalmente all'erogazione di contributi per la salvaguardia delle produzioni mediante il risanamento degli allevamenti.

Si evidenzia infine il finanziamento della legge regionale n. 7 del 26 aprile 2007 concernente l'istituzione dell'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (AREA VdA) per circa 900 mila euro destinati al trasferimento all'ente suddetto per il suo funzionamento.

Infine un ringraziamento a tutti i membri della II Commissione per l'impegno che è stato profuso all'interno dei lavori della commissione, al personale dei gruppi consiliari che hanno assistito i lavori della commissione e un particolare ringraziamento anche alla dirigenza e al personale delle finanze, per la collaborazione che mi ha permesso di presentare oggi questa relazione.

Presidente - Grazie collega. La parola all'Assessore Perron.

Perron (UV) - Grazie Signor Presidente.

Gentili colleghi, i lavori di preparazione dei disegni di legge che riguardano la legge finanziaria e il bilancio di previsione della Regione per il triennio sono stati particolarmente intensi ed impegnativi in quanto ci troviamo in una situazione economica estremamente difficile. Voglio iniziare anch'io questa relazione ringraziando il dottor Bieler, la dottoressa Borney, il dottor Nuvolari, la dottoressa Fanizzi, e tutti i dirigenti delle varie strutture della Regione e gli uffici dell'Assessorato - permettetemi di dirlo - per la loro capacità, il loro impegno e anche la serietà nel collaborare alla stesura di questi due disegni di legge. Ringrazio il Presidente La Torre anche nella sua qualità di relatore, i componenti della II Commissione, il Consiglio permanente degli enti locali, tutte le associazioni di categoria, i sindacati, Confindustria, la Chambre, Finaosta e le Confidi che, nel corso delle audizioni con la commissione e a seguito dei confronti con il Governo regionale, hanno portato alla nostra attenzione riflessioni utili per approfondire alcune problematiche ai fini della predisposizione del bilancio.

Dibattito e partecipazione, a mio modo di vedere, sono state le linee guida di questo documento. Dopo una prima condivisione dell'assetto e dell'impostazione del lavoro con la maggioranza, già a settembre sono stati comunicati i primi valori, seppur di tendenza, al mondo politico ed economico. È un cambiamento di metodo che è stato utile e necessario per cercare di arrivare oggi alla presentazione di un bilancio che sia il più possibile condiviso con tutte le componenti politiche presenti all'interno di questo Consiglio e, in generale, con il tessuto socio-economico della Regione.

L'anno scorso nella mia relazione al bilancio avevo fornito degli spunti di riflessione su come in questi anni la crisi si fosse trasformata. Quel ragionamento ci aveva portato ad individuare un percorso graduale di superamento delle misure anticrisi. Così, come avevamo concordato con le rappresentanze economiche, si decise di mantenere ancora per un anno la sospensione di una rata dei mutui regionali al fine di creare le condizioni finanziarie per sostenere, con i fondi di rotazione, nuovi investimenti. È stato sottoscritto il contratto con la Banca Europea degli Investimenti per 40 milioni di euro, dei 100 milioni complessivi autorizzati. È uno strumento questo che permette di garantire la disponibilità di risorse sui fondi di rotazione a condizioni certe e fisse a sostegno delle piccole e medie imprese, con il fine di stimolare una ripresa degli investimenti. Questa è la chiave di volta per reagire ad una situazione economica recessiva: riprendere ad investire. Lo dobbiamo fare tutti, lo devono fare le imprese e le famiglie, ma per attivare questo circolo virtuoso la prima che deve agire è l'Amministrazione regionale, per il ruolo evidente di stimolo, di propulsione, di traino che questa ha all'interno del sistema economico, ma più in generale all'interno del sistema Valle d'Aosta e di tutta la comunità che rappresenta. La legge finanziaria contiene più di un articolo rivolto a dare concretezza a questa prospettiva.

Nel 2015 abbiamo chiuso un importante accordo con lo Stato per il Patto di stabilità. Pensavamo che dal 2016 ci sarebbe stato il passaggio all'equilibrio di bilancio, lo pensavamo perché così ci era stato fatto intendere. Questo purtroppo non è avvenuto e lo abbiamo saputo all'esame delle prime bozze della legge di stabilità. Ne abbiamo parlato durante il Consiglio, ma voglio rievocarlo perché dal dibattito è scaturita l'approvazione di un'importante risoluzione sull'impegno per la revisione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione. Al momento attuale il Patto di stabilità per il 2016 è ancora applicabile e il livello di spesa dovrà essere oggetto ancora una volta di accordo tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il Presidente della Regione, in modo analogo a quanto avvenuto in passato. Infatti per l'anno 2016 l'articolo 1 del disegno di legge finanziaria determina - ed è un atteggiamento prudenziale - la spesa in termini eurocompatibili ai fini del Patto di stabilità interno. Il bilancio accantona nella parte spesa un apposito stanziamento di 206 milioni di euro per l'anno 2016 a titolo di concorso della Regione al riequilibrio della finanza pubblica. Voglio ricordare come tale contributo venga trattenuto direttamente dallo Stato, traducendosi così in una diminuzione della disponibilità anche di cassa, il che comporta una riduzione degli avanzi di amministrazione. Lo stesso contributo, a cui vanno aggiunti 37 milioni di extra-gettito IMU recuperati dai Comuni, incide complessivamente per il 20 percento del totale dei primi Titoli di bilancio. Il Governo nazionale si è impegnato ad individuare una soluzione alle problematiche finanziarie della Regione entro 1 mese; tuttavia fino alla sua definizione, che auspichiamo, permane un'incertezza sul livello di spesa che potremo sostenere nel 2016. Per superare tutte queste incertezze e proseguire senza indugio nel sostegno agli investimenti è stata proposta una rimodulazione del mutuo già autorizzata dall'articolo 40 della legge 40 del 2010, che stanzia e addebita a ciascuna annualità di bilancio soltanto la rata di rimborso e degli interessi relativi agli investimenti effettivamente liquidati e pagati. Questa relazione riguarderà entrambi i disegni di legge, è corredata anche da una fotografia del quadro economico della realtà della nostra Regione, che è in allegato e della quale ometto la lettura.

Il processo di formazione del bilancio è iniziato con l'elaborazione di 4 linee programmatiche prioritarie: il sostegno allo sviluppo e alla ripresa economica, il sostegno all'occupazione, l'utilizzo dei fondi europei e statali e l'efficienza della spesa.

Un punto personale di orgoglio di questo bilancio è che la Regione continua ad investire. Nelle diverse occasioni di confronto politico è emersa la necessità di investimenti finalizzati alla ripresa economica con interventi non solo concentrati in grandi opere, ma distribuiti sul territorio. Una realtà socio-economica che necessita quindi di investimenti e le cui linee strategiche di orientamento hanno come obiettivo primario il reperire fondi per proseguire le attività già avviate, per creare nuove progettualità e aprire percorsi per permettere nuovi interventi concreti che siano volti ad un reale rilancio finalizzato allo sviluppo di un'economia che, diversamente, proseguirebbe la sua dinamica involutiva e di contrazione. Quindi investimenti in vari settori che siano da volano non soltanto per l'edilizia, ma per tutte le attività strategiche della Valle d'Aosta: penso in prima battuta al turismo, che include nella sua accezione più ampia i beni culturali e ambientali, ma anche all'agricoltura e all'industria, che attraverso la garanzia di interventi regionali mirati devono trovare una loro eccellenza e una loro sostenibilità attraverso la ricerca e l'innovazione. Abbiamo voluto mantenere quell'investimento che riteniamo fondamentale e che ci distingue da tante altre realtà nazionali, ed è l'investimento nelle nostre scuole, per un sistema scolastico attento anche ai più deboli, che sappia dare delle basi a tutti i ragazzi per la loro formazione, per renderli cittadini capaci di costruirsi il proprio percorso di vita e di lavoro, ma anche investimenti per un'attenta cura ai nostri anziani, per una rete di servizi accessibili nei piccoli centri di montagna, per una sanità sempre all'altezza dei servizi erogati a tutti e su tutto il territorio, per una sicurezza ambientale e sociale che ancora ci contraddistingue. Certamente in tutti i settori abbiamo dovuto operare una razionalizzazione, ma il welfare è anche per questo bilancio una priorità e per questa Regione è un progetto ancora da perseguire.

Lavori pubblici: nell'ottica di fare sistema per la tutela e la salvaguardia del territorio regionale e delle infrastrutture viarie, è stato predisposto un piano dedicato ai lavori di manutenzione, agli interventi straordinari in seguito ad eventi calamitosi, alle opere di contenimento di fenomeni franosi o valanghivi su tutto il territorio regionale. È un piano volto non solo ad un intervento di cura del territorio, ma è uno strumento per creare lavoro a favore soprattutto delle piccole e medie imprese edili e artigiane, che sono la vera ossatura dell'imprenditoria valdostana.

Lavori per il patrimonio regionale dei beni culturali e dei beni ecclesiastici: sempre nell'intento di dare impulso all'impresa e all'economia, l'Amministrazione ha dedicato parte del proprio documento finanziario ad un piano di interventi destinati alla conservazione, al restauro, alla valorizzazione dei castelli, case forti e siti archeologici, ma anche al patrimonio dei beni ecclesiastici, per avviare così un percorso coordinato che pone la cultura come una priorità politica al servizio di un più ampio progetto di Valle d'Aosta turistica che sappia sfruttare e promuovere le proprie risorse archeologiche e monumentali.

Interventi nel settore agricolo: rientrano negli investimenti in cui crede il Governo regionale per un rilancio dell'economia della Valle d'Aosta il finanziamento di progetti portati avanti dai Consorzi di miglioramento fondiario, il mantenimento dei cantieri forestali e lo sviluppo di un piano lavori in questo settore coordinato su tutto il territorio.

Interventi nel settore industria, attività produttive e politiche del lavoro: accanto al nuovo piano di politica del lavoro, che speriamo sarà varato a gennaio, gli interventi a favore della crescita e dell'occupazione arriveranno da un più ampio utilizzo dei fondi europei, utilizzo per il quale l'Amministrazione regionale si sta organizzando al fine di promuovere su tutto il territorio una maggiore sensibilità allo sfruttamento di queste opportunità finanziarie che arrivano dall'Unione europea. Fondi europei quindi volti alla green economy, alla ricerca industriale, all'adeguamento normativo ed energetico degli impianti industriali esistenti, all'implementazione di nuovi insediamenti sul territorio.

Politica del turismo: nella consapevolezza che il turismo è per la Valle d'Aosta settore trainante, il progetto economico e politico del Governo regionale intende convogliare risorse e finanziamenti a favore di tutti quegli interventi che possono in qualche modo contribuire ad un arricchimento dell'offerta promozionale della Regione. Negli scorsi anni il Governo regionale si è operato allo sviluppo e alla conclusione di grandi opere per il turismo (penso al Forte di Bard, piuttosto che a Skyway). Oggi l'intento è quello di proseguire a sostenere gli operatori economici del settore, in particolare attraverso il mutuo contratto per 100 milioni di euro con la BEI, di cui 40 milioni sono già stati erogati e il 90 percento è a favore degli albergatori. Rientra nella politica del turismo anche il piano dei lavori sui beni culturali di cui si è già fatto cenno.

Edilizia scolastica: la costruzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici è organizzata attraverso un piano di interventi cui sono destinati 7 milioni di euro nel triennio, cui si aggiungono gli interventi già previsti nel programma FOSPI.

Sanità e politiche del welfare: con questo bilancio viene tutelato il sistema regionale delle politiche sociali per il quale è autorizzato un investimento complessivo di 54 milioni di euro. Viene assicurato un significativo impegno finanziario per tutte le politiche a favore della casa, dei mutui prima casa e delle politiche abitative per le quali è previsto un aumento di oltre 2 milioni di euro. Il progetto di welfare vede confermato il bon de chauffage, finanziato attraverso il nuovo fondo per il contrasto alla povertà e per il sostegno all'economica locale, con uno stanziamento di 11 milioni, due in più rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, autorizzata in oltre 233 milioni di euro, riteniamo che potranno essere mantenuti gli attuali livelli di servizio. Il finanziamento per la realizzazione del presidio ospedaliero, pari oggi ad euro 5,8 milioni di euro, permette il prosieguo dell'attività di progettazione e le prime realizzazioni; a questi, rimanendo in ambito sanitario, si aggiungono i 17 milioni di finanziamento degli investimenti dell'Azienda USL, di cui 7 milioni del 2016.

Confidi: sempre nell'ambito del sostegno agli investimenti continua il supporto della Regione alle Confidi valdostane, che hanno un ruolo rilevante nel sostegno dello sviluppo economico locale. Per queste finalità il disegno di legge 63 stanzia 2 milioni di euro per 2 annualità, assicurando certezza di intervento a tante piccole e medie imprese.

In sintesi, solo con la rimodulazione del mutuo di cui all'articolo 11 della legge finanziaria sono autorizzati nuovi investimenti: 44 milioni per l'anno 2016, 34 milioni per il 2017, 39 milioni per il 2018. L'onere del mutuo viene sostenuto solo a fronte di un utilizzo reale, ovvero a fronte di un'attivazione degli investimenti oggetto di autorizzazione. A tale fine per il 2016 sono già stati stanziati 19 milioni di fondi che saranno in parte utilizzati per sostenere l'onere dei finanziamenti già contratti, in parte per quelli che verranno attivati nel secondo semestre 2016.

Un secondo volet riguarda il sostegno all'occupazione. Per il sostegno all'occupazione i fondi per i piani straordinari dei cantieri forestali e delle opere stradali finanziati nel 2014 e nel 2015 sono stati confermati nella previsione iniziale del 2016. Sono previste inoltre le risorse necessarie per le prosecuzioni di interventi rivolti alle fasce deboli e marginali nell'ambito del piano triennale delle politiche del lavoro 2016/2018. In particolare sono confermati i finanziamenti per: lavori di utilità sociale, per sostenere l'inserimento lavorativo e il riavvicinamento al mercato del lavoro delle persone gravemente a rischio di esclusione sociale e lavorativa attraverso progetti regionali promossi dalla Unité des Communes della Valle d'Aosta e realizzate dalle cooperative; le borse lavoro in favore di persone in situazione di grave svantaggio sociale o grave disabilità, il cui inserimento nel mercato del lavoro non può avvenire con gli strumenti tradizionali; sempre la legge finanziaria prevede l'erogazione di incentivi alle assunzioni che sono effettuate nel 2015; nel corso del 2016 si provvederà a dare attuazione alla recente legge regionale 18, "Misure di inclusione attiva e sostegno al reddito", con lo scopo - noto al Consiglio - di contrastare la marginalità, rafforzando così le politiche attive finalizzate al sostegno economico e all'inserimento sociale; a questi interventi si aggiungono quelli in materia di politiche del lavoro, di formazione professionale e di azioni per favorire l'impiego e l'occupazione che saranno finanziate in particolare attraverso i fondi europei.

Terzo capitolo: i fondi europei e statali. La linea di azione del Governo è stata rivolta a utilizzare al massimo i fondi europei che oggi sono uno degli aspetti prioritari sui quali lavorare al fine di reperire possibili finanziamenti; per questo abbiamo chiesto in modo forte ai vari Assessorati interessati da questi programmi di attivarsi per cogliere e seguire da vicino tutte le opportunità. Indicativamente i fondi che trovate iscritti sono finanziati per il 50 percento dall'Unione europea, per il 35 percento dallo Stato italiano e per il restante 15 percento dalla Regione. Trovate nella relazione una tabella che riporta il valore della spesa autorizzata nel triennio per ciascun programma europeo e trovate anche i principali investimenti riferiti ai fondi-Stato. Tralascio tutto questo e segnalo: il Programma investimenti per la crescita e l'occupazione 2014/2020 (FESR); il Programma competitività regionale 2007/2013, che giunge a conclusione ma prevede ancora degli impegni e una prosecuzione nel semestre successivo; il Programma per lo sviluppo e la coesione; il Programma investimenti in favore della crescita e dell'occupazione e il Programma di sviluppo rurale, che nella relazione è molto dettagliato e credo meriti due rilievi. In quest'ultimo programma sono previste 12 misure a regia diretta dell'Amministrazione regionale che verranno attivate a favore del settore primario, del settore forestale e delle relative filiere. Il PSR 2014/2020, i cui principali beneficiari sono potenzialmente tutti gli agricoltori valdostani, vale 138 milioni di euro. Il pacchetto di misure più importanti è quello delle cosiddette "misure a superficie": fra queste vi sono l'indennità compensativa per le zone montane per 43 milioni di euro, le misure agro-climatico-ambientali per 28 milioni di euro, l'agricoltura biologica per 3 milioni di euro e le misure a favore del benessere degli animali, che nel settennio conta 8 milioni di euro. Nel PSR sono previsti inoltre importanti aiuti per l'ammodernamento delle aziende agricole, complessivamente 23 milioni di euro nel settennio. Oltre a questi settori il PSR sostiene lo sviluppo dei territori rurali attraverso il cosiddetto "approccio Leader" e le funzioni GAL, per cui sono complessivamente messi a disposizione 7 milioni di euro.

Ultimo passaggio: l'efficienza della spesa. Vorrei dire due parole su questo punto per sintetizzare dove sono intervenuti i principali contenimenti di spesa, con la duplice finalità di confermare il superamento della problematica dei tagli lineari ed evidenziare l'attenzione che è stata posta per attutire al massimo gli interventi sui servizi dei cittadini.

La spesa del personale stanziata nella Funzione obiettivo 2, al netto dell'effetto del trasferimento del personale del Consiglio regionale e al netto degli accantonamenti per i rinnovi contrattuali, si presenta in riduzione, quale effetto della riorganizzazione che la Giunta regionale ha adottato nel 2015, cui si aggiunge il reiterato blocco del turnover al 10 percento dei posti vacanti durante l'anno che è previsto in finanziaria. Se guardate l'organico della Giunta regionale i posti sono 2.039, di cui 126 dirigenti, a fronte di 2.070 e 137 dirigenti del 2015; in altre parole abbiamo una riduzione di 31 posti in organico e di 10 posti di qualifica dirigenziale. Abbiamo ridotto i costi della "macchina regionale", con una riduzione di 3,3 milioni euro: 2,2 milioni relativi ai servizi e alle spese generali, 1,2 milioni per interventi sul patrimonio immobiliare regionale; è stato inoltre possibile, previa analisi da parte di tutte le strutture, applicare una riduzione del valore del corrispettivo del 5 percento su tutti i contratti in essere.

Per quanto riguarda i costi della politica, la Regione ha da tempo messo in atto politiche e comportamenti che definisco virtuosi nell'amministrazione delle risorse pubbliche. Anche l'Assemblea legislativa ha avviato nel tempo un progressivo contenimento dei costi degli eletti in Consiglio mediante interventi radicali, che soltanto negli ultimi 5 anni hanno generato un risparmio per le casse pubbliche di oltre 8 milioni di euro. Solo a titolo di esempio la differenza tra quanto stanziato a tale scopo nel 2010 e il 2014 è di oltre 3 milioni di euro, l'abbattimento è del 36 percento. A questi si aggiungono gli interventi per il 2016: uno, la riduzione in legge finanziaria della spesa complessiva del bilancio del Consiglio regionale che è evidenziata nel trasferimento posto a carico del bilancio regionale; due, la riduzione del 10 percento sia delle indennità di carica sia delle indennità di funzione, concordata da tutti i gruppi di maggioranza; tre, la riduzione degli assegni vitalizi per il periodo 2016/2018, senza nessuna possibilità di recupero, con percentuali dal 6 al 15 percento. Inoltre, sempre per il prossimo triennio, è stata prevista la sospensione dell'adeguamento all'indice ISTAT per tutti i vitalizi erogati con un risparmio complessivo di oltre 900 mila euro.

La finanza locale. Alla finanza locale è destinato un finanziamento inferiore, coerente con la riduzione del gettito IRPEF accertato nel 2014 e cioè -11 milioni. Oltre a ciò, con l'autorizzazione concessa ai Comuni all'utilizzo dell'avanzo di amministrazione 2014 e 2015, altrimenti non spendibile, è stato possibile ridurre gli stanziamenti per le attività socio-sanitarie di 18 milioni di euro. Inoltre l'operazione di rimodulazione del mutuo presso la Finaosta vede iscritti investimenti di finanza locale per oltre 16 milioni di euro che hanno reso possibile la riduzione degli stanziamenti di alcune leggi di settore e dei programmi FOSPI per quasi 12 milioni.

Gli stanziamenti per il trasporto pubblico sono stati ridotti in riferimento al trasporto ferroviario e in parte in riferimento al trasporto "su gomma" reso possibile da una rinegoziazione dei contratti concertata di almeno il 5 percento.

I fondi di riserva sono ridotti di 3,6 milioni. Gli oneri finanziari diretti a carico del bilancio regionale e gli altri oneri non ripartibili sono stati ridotti complessivamente di 1,2 milioni. Anche la riduzione da 220 milioni a 206 milioni del concorso al riequilibrio della finanza pubblica è da segnalare negli stanziamenti in calo confrontati con il 2015.

Il relatore si è già ampiamente soffermato sui dati di bilancio, quindi non voglio dettagliare le cifre. Vorrei solo dire che la previsione delle entrate per l'anno 2016 - vorrei riaffermarlo - senza considerare le partite di giro, è di 1 miliardo e 223 milioni. Se si esclude però la voce di recupero dai Comuni dell'extra-gettito IMU, la riduzione effettiva delle risorse disponibili rispetto al 2015 è di 79 milioni.

Direi due parole sulle accise sulla birra e sull'energia elettrica: precedentemente iscritte in bilancio sulla base del gettito dei versamenti effettuati dalle imprese, ora sono previste sulla base dei dati dell'immesso in consumo nel territorio, in conseguenza della più volte citata (anche in quest'aula) sentenza della Corte costituzionale emanata nei confronti della Regione Sardegna. Lo Stato, per effetto dell'orientamento dell'Agenzia delle Dogane che è stato recepito in questa sentenza, ha riconosciuto alla Valle d'Aosta con la legge di stabilità 2015, a decorrere dallo stesso anno, un trasferimento compensativo di 70 milioni di euro annui. Le accise sui carburanti per autotrazione previste in euro 49 milioni sono soggette ad una decurtazione di circa l'11 percento per effetto della riserva erariale applicabile per 5 anni, quindi dal 2014 al 2018.

L'IRES è stata prevista in 80 milioni considerando un minor gettito rispetto a quanto iscritto in previsione 2015, sempre per effetto di una bocciatura da parte della Corte costituzionale dell'addizionale IRES a carico del settore energia. Inoltre, nell'elaborazione della previsione delle entrate è stato prudenzialmente - sottolineo "prudenzialmente" - già considerato l'impatto della norma statale contenuta nella legge di stabilità che prevede una riduzione dell'aliquota IRES a vantaggio delle imprese.

L'importo dell'ultima quota dell'IVA sostitutiva da importazione per il 2016, pari a 13 milioni di euro, è stato rivisto sulla base delle quantificazioni effettuate dalla Ragioneria Generale dello Stato aggiornate all'inflazione reale.

Il piano di dismissioni e di valorizzazioni. Il percorso che la Regione sotto questo profilo intende intraprendere vuole rappresentare un segnale di rilancio dell'economia locale, legato al mercato immobiliare, coinvolgendo l'imprenditoria, il mondo dei professionisti, gli investitori privati, oltre a voler rappresentare una forte razionalizzazione dell'organizzazione del patrimonio pubblico. La capacità di sviluppare sinergie tra il tessuto economico privato e la Regione potrà avere ricadute importanti sul futuro economico e sociale della comunità. Dopo un lungo periodo di staticità del mercato immobiliare speriamo di poter rivedere il dinamismo in tale settore grazie anche all'apertura - seppur contenuta - del settore creditizio.

I fondi europei. Ho già ricordato l'importante ruolo dei fondi europei e dei relativi cofinanziamenti già iscritti in bilancio con riferimento al concreto avvio del nuovo periodo di programmazione e alla chiusura della programmazione 2007/2013; la spesa complessiva prevista è di 34 milioni di euro. Se passiamo all'esame del triennio, voglio segnalare che è prevista una crescita del gettito delle compartecipazioni ai tributi erariali per effetto dei dati macroeconomici e dell'andamento dei gettiti a livello nazionale, ma anche dal gettito di alcune imposte, accertato in questi mesi; i trasferimenti correnti tendenzialmente si riducono per effetto del termine di alcuni mutui contratti con l'alluvione del 2000 con oneri di ammortamento a carico dello Stato; le entrate patrimoniali sono previste in lieve crescita; le entrate in conto capitale mostrano un trend decrescente per effetto sia della straordinarietà delle entrate derivanti dalla dismissione degli immobili prevista nel 2016, sia perché ulteriori fondi derivanti dalla programmazione europea saranno via via iscritti nel 2017 e nel 2018.

Sulle spese - ne ha già parlato il relatore - voglio solo evidenziare che il decremento è del 6,5 percento per il 2016 e il totale della spesa corrente e degli investimenti è pari a 1 miliardo e 148 milioni; il 90 percento è destinato alla parte corrente e circa il 10 percento (per un totale di 102 milioni di euro) è destinato alla parte investimenti.

Nella relazione trovate il dettaglio per quanto riguarda le Funzioni obiettivo. Voglio solo ricordare per sommi capi che 259 milioni vengono ancora stanziati per la funzione Personale, 233 milioni vengono stanziati per la Sanità, 180 milioni di euro vengono stanziati per la Finanza locale, diritti sociali, politiche sociali e famiglia, 70 milioni di euro per lo Sviluppo del sistema economico regionale, e così a seguire.

Due parole sul disegno di legge e mi avvio a conclusione. Il disegno di legge appare più asciutto, ci sono volutamente meno articoli e la loro strutturazione è stata formulata in maniera più ampia. Questo è frutto di una specifica volontà a fronte di risorse economiche più contenute, di avere un impianto normativo anche più "duttile", ed è riscontrabile in particolare sia nel Capo III dedicato alla finanza locale, sia nell'articolo 10 riferito al Fondo per il contrasto alla povertà e per il sostegno all'economia locale. Trovate poi gli altri ambiti affrontati dalla legge finanziaria che coincidono con altrettanti Capi del disegno di legge, le disposizioni in materia di personale, gli interventi in materia di sanità, e tutti gli altri.

Le società partecipate. Con la riduzione delle risorse finanziarie disponibili sul bilancio regionale, il sistema pubblico complessivo, che coinvolge anche le partecipate regionali, assume sempre più un particolare rilievo per il sostegno dello sviluppo economico. In questo ambito, in primis voglio sottolineare il ruolo svolto dalla Finaosta, in particolare per gli investimenti effettuati dalla Regione per il tramite del fondo in gestione speciale di cui all'articolo relativo e dei fondi di rotazione. Molti investimenti, come già detto prima, sono finanziati nell'ambito del mutuo di 370 milioni di euro complessivi già autorizzato dalla legge 40 del 2010 senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Altri interventi finanziati con il mutuo sul fondo in gestione speciale presso la Finaosta: si aggiungono quelli previsti nel disegno di legge finanziaria per il finanziamento del Fondo per il contrasto alla povertà e per il sostegno all'economia locale e per i contributi alle imprese (interventi sull'economia).

Due parole sul bilancio armonizzato. Ho chiesto alla Presidenza del Consiglio di distribuirlo, grazie Presidente. Ai sensi dell'accordo tra Stato e Regione, siglato a fine luglio 2015, la Regione si è impegnata ad assicurare, con norma di attuazione, l'applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 118 del 2011 che reca le disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, nei termini indicati per le Regioni a statuto ordinario, posticipati di un anno, e cioè a decorrere dal 1° gennaio 2016. L'accordo prevede che, nelle more dell'adozione della norma di attuazione, la Regione applichi comunque le disposizioni sull'armonizzazione a partire dal 2016. Quindi nel 2016 la Regione affiancherà al bilancio redatto secondo gli schemi dell'attuale legge di contabilità regionale (che conservano valore a tutti gli effetti giuridici anche riguardo alla funzione autorizzatoria) un bilancio armonizzato (classificato per missioni e programmi) a cui è attribuita una funzione meramente conoscitiva. Ho chiesto di distribuirlo al Consiglio affinché tutti i colleghi ne prendano visione nel modo in cui avevamo concordato con la II Commissione. A questo proposito, nel corso dell'esercizio 2016, le strutture regionali procederanno al cosiddetto "riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi" applicando a questa attività il nuovo principio contabile della competenza finanziaria potenziata. Questa prevede l'eliminazione dei residui a cui non corrisponde un'obbligazione giuridicamente perfezionata e l'indicazione dell'esercizio finanziario cui l'obbligazione giuridicamente perfezionata è esigibile al fine della sua eventuale reimputazione. Pertanto a partire dal 2017 la Regione redigerà il proprio bilancio solo secondo gli schemi armonizzati che assumeranno valore giuridico a tutti gli effetti, ivi compresa la funzione autorizzatoria. La finanziaria regionale prevede inoltre le modalità di applicazione delle disposizioni di questo decreto agli enti locali. A decorrere dal 2017 è inoltre previsto che il bilancio delle società partecipate della Regione venga consolidato nel rendiconto generale. A questo proposito ho anche presentato una serie di emendamenti che chiederò alla Presidenza di rendere disponibili sin da subito a tutti i colleghi dell'aula e nel momento in cui saranno discussi verranno illustrati nel dettaglio. Mi avvio a concludere.

Gli ultimi dati rilasciati dall'ISTAT il 26 novembre 2015 segnalano che la Valle d'Aosta e la Provincia di Bolzano sono le uniche realtà regionali che registrano una crescita del PIL nel triennio 2011/2014. In termini reali la crescita del prodotto per la Valle d'Aosta è modesta rispetto al 2011, mentre la rilevazione rilevata tra il 2013 e il 2014 appare più significativa (parliamo di 1,5 percento in più). Il lungo periodo di crisi che ci ha investito persiste ancora e io credo sia soltanto attraverso la condivisione di una seria e concreta strategia che possiamo affrontare la nostra situazione economica di bilancio, strategia che deve passare inevitabilmente da una rinnovata fiducia e da un atteggiamento costruttivo; fiducia in quanto è stato costruito finora, fiducia nelle potenzialità di una Regione ad autonomia differenziata, fiducia nelle capacità di tutti i valdostani di far fronte alla ripresa.

Con i documenti finanziari che presentiamo oggi all'approvazione del Consiglio intendiamo proporre un bilancio che tracci le linee degli orientamenti della politica regionale tenendo certamente conto, da un lato, delle oggettive difficoltà nelle quali si trovano ancora tante imprese e tante famiglie che hanno subito la crisi, ma dall'altro dei segnali pur timidi di ripresa che si registrano anche nella nostra Regione. Credo che il ruolo proprio delle istituzioni sia nel consolidare la positività degli elementi di ripresa per infondere fiducia in tutti coloro che operano e possono investire nel sistema Valle d'Aosta.

Con questo bilancio riteniamo che la Regione abbia riacquistato il ruolo di "investitore" attraverso i vari piani di intervento che ho cercato di illustrare e che crediamo possano dare linfa al tessuto produttivo valdostano, soprattutto alle piccole imprese di cui questo è composto. È forse un nuovo ruolo quello che la Regione assume con questo documento contabile. La Valle d'Aosta è già ampiamente infrastrutturata e quindi è stata una conseguenza naturale tralasciare le grandi opere a favore di interventi mirati che possano essere più di incentivo e di stimolo per chi già lavora sul nostro territorio. La Regione non vuole sostituirsi al mondo dell'imprenditoria, ma creare il giusto tessuto e le adeguate opportunità perché questa possa svilupparsi e potenziarsi.

L'altro ruolo che scaturisce da questo bilancio e che crediamo sia il fulcro del sistema verso il quale si deve tendere per accompagnare la Valle d'Aosta fuori dalla crisi è quello di un'Amministrazione che, per prima, deve investire le proprie risorse di bilancio a favore di quella fetta di popolazione che ha più bisogno di sostegno inducendo chi ha maggiore disponibilità economica a contribuire di più per la sussistenza dei servizi. Il Governo regionale, attraverso il bilancio che portiamo in aula, ha quindi voluto mantenere alta l'attenzione a tutte la fasce sociali più deboli, agli innumerevoli servizi che proprio la Regione ha attivato su tutto il territorio regionale per dare assistenza e sostegno alla comunità.

Nella relazione abbiamo cercato di evidenziare i contenuti progettuali di questo bilancio che ho cercato di riassumere. Con questi due disegni di legge abbiamo voluto riprodurre un modello di autonomia e infondere - o almeno provarci - alla comunità valdostana un messaggio di speranza positivo. Il bilancio rappresenta il progetto di autonomia speciale di questa comunità in cui gli enti locali, Regioni e Comuni continuano a svolgere il loro ruolo, ancorché con le disponibilità finanziarie ridotte e per il quale ognuno è chiamato a fare la propria parte in un quadro di condizioni stabili in cui poter investire, vivere e che costituirà la via per uscire dalla crisi. Questo bilancio è quindi anche uno strumento di difesa dell'autonomia speciale della nostra Regione, un'autonomia sempre più minacciata da più parti e in questo senso i disegni di legge in discussione oggi, oltre a costituire un messaggio di speranza, vogliono anche essere una sollecitazione forte alla società valdostana tutta nella difesa, nella salvaguardia delle nostre peculiarità e prerogative statutarie. Grazie a tutti per l'attenzione.

Presidente - La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Merci Président.

Je remercie, à mon tour, le rapporteur et le collègue Perron, pour avoir présenté le budget d'une façon convenable, sérieuse et surtout en signant les lignes qui ont été à la base d'un choix programmatique intéressant. Le budget que nous sommes en train d'analyser et que vous venez de recevoir est un budget de transition. Il y aura un nouveau système qui sera adopté, celui de l'harmonisation et, par conséquent, soit pour la Région que pour les Communes il y aura un changement de système de budget; ce qui ne signifie pas qu'il n'y aura pas toute l'attention nécessaire à présenter les programmes qu'on doit illustrer justement pour les années à venir.

Credo che questo bilancio abbia avuto un prologo interessante con questa discussione, una discussione aperta, franca, molto produttiva sull'autonomia regionale vista come rapporto con lo Stato nella verifica delle regole del gioco, di come sono state rispettate, di come non sono stati mantenuti alcuni impegni che hanno determinato le difficoltà oggettive da noi oggi risentite.

La risoluzione finale di fatto sintetizza i quattro punti forti che diventano deboli nel momento in cui questi punti forti non hanno il sostegno da parte del Governo, perché dipendono da esso, è dal Governo che dipende la capacità di impostazione che ne consegue. Noi abbiamo votato all'unanimità questa risoluzione, con tutti e quattro i punti, e l'abbiamo inviata ai Ministri e ai Parlamentari. Già allora avevamo detto che alcuni di questi punti erano direttamente coinvolgenti per la discussione che faremo in questi giorni, in particolare l'uscita dal Patto di stabilità (emendamento puntualmente presentato). L'altro aspetto importante era quello dell'attuazione dell'accordo di programma che diceva come dovevano essere rispettate le scadenze di rientro dei fondi che lo Stato ha già percepito e che noi dobbiamo avere per impegni già assunti per il pregresso, che sono un dato estremamente importante. Poi abbiamo fatto anche l'altra lettera per il futuro, per il SIOPE, per non applicare più quei criteri distorsivi riferiti alle entrate per la Regione.

A oggi, quindi, noi abbiamo predisposto un bilancio seguendo con attenzione il dibattito che si sta tenendo a Roma sulla legge di stabilità, dibattito che ora è spostato alla Camera. Al Senato, come sapete, erano stati presentati degli emendamenti che non sono stati accolti; è stato accolto un ordine del giorno che impegna il Governo, in un mese, a rispettare l'accordo firmato a suo tempo, un mese perché è il tempo sufficiente e necessario per farlo e per poterlo ancora inserire se c'è l'approvazione alla Camera, perché poi tornerà al Senato (ma al Senato è blindato), e quindi per avere o no questa duttilità. Il collega Assessore, quando ha presentato i limiti dell'eurocompatibile, ha detto in modo chiaro quali sono le spese possibili, il contenimento della spesa conseguenza di questo atto di cui discutiamo, di cui tutti in questa sala sanno benissimo ormai quali sono le conseguenze, meno - lo devo dire - all'esterno.

Il concetto di "Patto di stabilità" è un qualcosa che tutti hanno capito, è un blocco, una saracinesca che si inserisce tra quello che si ha e quello che si può spendere e che non ha ragion d'essere, tenendo conto che di fatto noi avremmo la possibilità di spendere di più se non ci fosse questo criterio che blocca. Questo porta a dire che, anche se oggi avessimo dei finanziamenti maggiori rispetto a quelli che già abbiamo, non avremmo la possibilità di spendere, e questo è un assurdo perché non dà la possibilità di ottenere la giusta ripresa alla quale tutti teniamo. Ho voluto ricordare questo aspetto perché è stata la base del criterio con cui abbiamo cercato di affrontare la legge finanziaria e, nel contempo, l'altro aspetto importante è stato quello di seguire con grande attenzione cosa succedeva a Bruxelles. Vi ricorderete che nell'ultimo Consiglio abbiamo detto che non era ancora stata approvata la PAC e che era ancora in fase di discussione. Oggi tutti i programmi per il settennato 2014/2020 sono stati approvati e i numeri enunciati non sono più aleatori, sono dati certi che possono entrare nella programmazione illustrata - credo in modo esaustivo - dal relatore in tutti i settori, per tutta l'utilizzazione che se ne fa.

Vorrei sottolineare un altro aspetto. Quest'anno, che ormai sta per finire, abbiamo fatto molte discussioni riferite ai singoli settori e abbiamo anche approvato delle risoluzioni dove si citano tutti i settori: voglio ricordare il settore dei trasporti, quello aeroportuale, quello dei treni, quello del trasporto pubblico, del trasporto pubblico locale; sono stati presi degli impegni che già in questo prossimo bilancio trovano una parte di risposte importanti, credo che questo sia un altro aspetto preso in considerazione. Oggi con questo bilancio noi abbiamo cercato di raccogliere sia le rimodulazioni fatte con l'entrata in maggioranza del PD, sia le osservazioni che i colleghi delle altre forze politiche hanno presentato, anche con ordini del giorno o con risoluzioni, che in qualche modo andavano sostanzialmente a sollecitare una presa di coscienza sulla necessità di investire nei singoli settori. In questa situazione, che da una parte vede una legittima e piccola ripresa e, dall'altra, lo voglio ricordare, che i fatti internazionali non predispongono bene e non aiutano la ripresa - anzi, credo sappiate che le problematiche aumentano -, malgrado questo, abbiamo cercato di fare uno sforzo e la proposta fatta tiene nella dovuta considerazione alcuni aspetti che sono la filosofia (già ricordata), ma in particolare alcune situazioni che credo siano molto innovative e pragmatiche, e che si trovano nell'articolato della legge e in quello della legge finanziaria.

Credo che mai come in questa edizione della finanziaria si possa parlare in tutti i settori di un'azione che molto spesso veniva un po' vista come una chimera: il fatto di programmare. In questa nuova finanziaria ci sono, un po' in tutti i settori, dei programmi in atto. Questi programmi sono legati agli interventi, sono programmi annuali e pluriennali (minimo triennali); per i trasporti abbiamo programmi triennali, per la sanità ci sarà il Piano sanitario triennale, nella scuola c'è l'applicazione della norma sulla "Buona Scuola", tra le quali c'è appunto l'attivazione della norma di attuazione. In tutti i settori noi abbiamo cercato di attivare dei programmi che facciano capire l'indirizzo su cui ci si sta muovendo; questo vale anche per la Protezione civile, dove c'è la revisione di tutti i programmi dei Comuni, i programmi di riferimento alle calamità (aspetto molto importante da sottolineare) e i programmi degli investimenti nei singoli settori. Mai come ora questa programmazione è stata attenta, peculiare e con aspetti innovativi, nel senso che si passa ad un utilizzo per la prima volta molto alto dell'informatizzazione dei servizi. Anche il problema dell'entrata in vigore del SUA, e quindi dell'attivazione dello sportello unico per quanto riguarda le singole amministrazioni per il sistema unico degli appalti, per il sistema centrale della committenza nei singoli settori, tutto questo dà un sistema di collegamento Comune-Regione che non c'è mai stato e che diventerà sempre più forte con il coinvolgimento di quasi tutti gli Assessorati. Questo credo sia un salto di qualità che deve essere affrontato a livello regionale con grande forza, perché coinvolge tutti, coinvolge la riforma fatta per gli enti locali; non dimentichiamo che con le nuove elezioni gli enti locali hanno portato a un cambiamento, a un rafforzamento della collaborazione tra Comuni che vede in questo senso una spinta importante per ridurre da una parte i costi, ma mantenere alti i servizi che verranno attivati. Queste indicazioni credo siano l'aspetto più importante di questa norma che stiamo per affrontare nella sua complessità, complessità data dal fatto che noi abbiamo dovuto tener conto delle premesse da me prima enunciate, da una parte alcune incertezze, ma dall'altra anche la capacità e la possibilità di utilizzare al meglio i fondi a disposizione. Abbiamo parlato di mutuo perché abbiamo dovuto arrivare al mutuo per gli investimenti prima illustrati, perché altrimenti non avremmo potuto prevedere queste forme di aiuto alle imprese. Non dimentichiamo che siamo a 9 anni dall'inizio della crisi e in questi 9 anni, solo per mantenere l'efficienza delle piccole e medie imprese, noi abbiamo speso più di 1 milione e 200 mila euro. Ora credo che oggi ci sia l'esigenza di forzare sulla ripresa, di andare nella logica appena illustrata con l'articolo 11, che analizzeremo, dove sono previste le strutturazioni per arrivare a poter fare gli investimenti senza essere bloccati dal Patto di stabilità, in quanto attraverso il sistema del mutuo bypassiamo questo sistema. Credo che questo sia uno degli aspetti più importanti, già altri colleghi l'avevano sottolineato in precedenti dibattiti.

Mi ricollego a un altro aspetto importante. Noi abbiamo appena approvato la legge sull'inclusione sociale e sul sostegno al reddito; vorrei ricordare che quest'anno noi abbiamo messo un capitolo specifico per il contrasto alla povertà e non è stato per scimmiottare un analogo provvedimento a livello nazionale, ma vorrei riprenderlo, perché su questo c'è un dibattito acceso molto importante da parte di tutte le Regioni e l'ultima riunione della Conferenza delle Regioni è stata centrata su questo tema. Per il 2016 ci sono 600 milioni da ripartire tra tutte le Regioni per quanto riguarda leggi come questa; c'è chi l'ha chiamata "legge di dignità", chi "legge di intervento sociale", chi "legge per il lavoro", non c'è omogeneità fra le Regioni. Quello che è importante è che a livello regionale si è capito che non si può continuare a prevedere un modello che non abbia dei parametri di riferimento. Il fatto che si intervenga sul sistema povertà, su come si qualifica il tipo di povertà, con che parametri, con quante persone in famiglia, qual è l'ISEE, il reddito, presuppone che ci sia comunque un'uniformità di base per risolvere il problema con la dovuta attenzione, per non andare a interferire o con il discorso della cassa integrazione o con il sostegno dell'INPS, oppure per non andare in una logica semplicemente assistenziale. Credo che questo la dica lunga, perché il programma nazionale parla di programma pluriennale di almeno 6 anni con investimenti specifici che andranno con questa logica e in questa direzione. Ho voluto richiamarlo perché sicuramente dipenderà da tutti noi andare a fare quell'analisi sul sociale che già molti hanno sollecitato - e su questo stiamo lavorando - per vedere già oggi quali sono i fondi distribuiti in piccoli rivoli nel sociale che danno un risultato molto importante. Questo è un altro programma estremamente utile e importante da sottolineare nell'ambito della previsione che questa norma dà. Noi abbiamo mantenuto un capitolo importante laddove si possono avere anche dei riferimenti specifici, delle indicazioni (l'anno scorso avevamo 9 milioni come abbiamo detto, quest'anno sono 11 i milioni di riferimento), per avere comunque la possibilità di intervenire con una logica di approccio che non sia casuale, ma che sia programmabile per dare risposte serie, e non solo con il piccolo contributo assistenziale.

Non voglio andare oltre su tematiche che poi affronteremo di volta in volta esaminando i singoli articoli. Voglio solo ribadire l'importanza del rapporto con i Comuni, che riprenderemo anche dopo le sollecitazioni fatte: garantiremo ai Comuni l'utilizzo di questi fondi che abbiamo previsto - fondi che altrimenti non sarebbero utilizzabili - con gli avanzi di amministrazione, poiché se non ci fosse questo sistema non sarebbero utilizzabili. Abbiamo previsto la possibilità di farlo non solo per il sociale, in quanto i Comuni ci avevano detto che la cifra di 20 milioni è già superiore a quella attuale per il sociale (il fondo utilizzabile era di 16-18 milioni), ma per utilizzare questi fondi l'abbiamo previsto per il 2014, in quanto per il 2015 sarà possibile avere gli avanzi di amministrazione solo da giugno, quindi si potrà fare in seconda battuta. Non abbiamo pensato solo noi di utilizzare questi avanzi di amministrazione, ci sono altre Regioni che hanno fatto questo tipo di intervento per garantire l'ottenimento dei finanziamenti che successivamente, con delibera, possano essere guardati nell'ottica di un'unità di intenti, nella logica di sostenere un certo discorso, soprattutto per le microcomunità, ma anche per l'edilizia scolastica, per la scuola, perché anche a livello nazionale in questo settore si è molto insistito sull'esigenza di attivare questi meccanismi. Credo che questa finanziaria sia molto importante, anche se è una "finanziaria-ponte", perché cambierà poi il sistema di lettura. Vorrei terminare con una nota che forse serve...non dico a ridare ottimismo, ma a chiarire un po' il futuro della nostra Regione: sicuramente per il 2017 nel bilancio triennale c'è ancora una riduzione, ma per il 2018 forse c'è un raggio di sole, poiché entra in applicazione la sentenza che dice che da quell'anno (dal 2018) non si applica più l'intero accantonamento che oggi è di 200 milioni, ma che sarà solo parziale, per cui ci sarà un beneficio per il bilancio che si aggira sui 110-120 milioni. Questo dà un po' di respiro, perché dà la possibilità di immaginare che si possono fare dei programmi con una possibilità operativa più larga. Con questo ringrazio ancora per l'attenzione voi tutti. Grazie.

Presidente - Grazie Presidente. Chiudiamo i lavori. Solo per correttezza: rispetto alla lettera ricevuta dal sottoscritto, ho trasmesso la lettera al Presidente della II Commissione come prevede il Regolamento, quindi o il Presidente o il Vicepresidente ci devono dire se si ritiene di convocare la commissione in merito alla situazione esposta. Prego, collega La Torre.

La Torre (UV) - Sì, ho ricevuto la lettera, le do riscontro, però io non agisco per conto mio, sono solo il Presidente della commissione. Se c'è modo di parlare un attimo con lei, Presidente, con l'Assessore o con il Presidente della Giunta, io posso mettere a disposizione la commissione, ma non sono io che decido se convocarla o meno. È una decisione deve essere presa, ma non decido di sicuro io; comunque se devo decidere io, decido.

Presidente - Il Regolamento all'articolo 22 dice questo, comunque se si vuole possiamo fare una sospensione e riunirci, così affrontiamo l'argomento. Collega La Torre, abbiamo chiesto 3 minuti di sospensione, poi vediamo. Il Consiglio è sospeso per tre minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,22 alle ore 18,43.

Viérin M. (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori. C'è stata una sospensione per una riunione dei Capigruppo e io ho richiamato sia l'articolo 22 del Regolamento, sia le lettere a tal riguardo, perché ci sono già stati dei casi analoghi. Anche in passato si è ribadito che al CPEL vanno chiesti dei pareri non vincolanti dopo il Consiglio regionale e, in primis, alle commissioni, che possono modificare tutta la materia oggetto del disegno di legge per poi trasmetterlo all'attenzione del Consiglio. Ho letto ai Capigruppo anche alcuni passaggi di queste missive già inviate al CPEL in passato. Non si è trovata un'intesa per sentire il Presidente del CPEL; pertanto questa audizione non si farà per mancanza di un'intesa e perché il Regolamento non lo prevede.

La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

Approfitto per dire che il ritardo della comunicazione probabilmente è dovuto anche a un equivoco e quindi avremo modo di dire se quello ha carattere di urgenza oppure no. La volontà dei gruppi di opposizione - mi pare dei gruppi UVP, ALPE e Movimento Cinque Stelle - è chiara: dare la possibilità ai vertici del CPEL di prendere atto di una modifica che riteniamo sostanziale, in modo da assumersi anche una responsabilità per l'Assemblea tutta. Voi ritenete come maggioranza di aver già fatto questo tipo di approfondimento e anche di aver già dato questa informazione nel momento della discussione del disegno di legge fra il Presidente e l'Assessore - è quanto ci è stato detto nella Conferenza dei Capigruppo - e noi ne prendiamo atto: Vi sollecitiamo ancora a fare ben attenzione a questa fase.

Come gruppo noi cercheremo di comunicare ai nostri Sindaci quello che sta succedendo, perché la preoccupazione rispetto a questo articolo e a questo comma è molta, soprattutto per le responsabilità finanziarie che ne possono derivare. Prendiamo atto della vostra volontà, ma fate in modo anche voi di informare i vostri Sindaci su quanto sta accadendo. Grazie per la discussione avvenuta in Conferenza dei Capigruppo.

Presidente - Grazie collega Bertschy. La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Come ribadito in Conferenza dei Capigruppo, il nostro obiettivo era quello di sensibilizzare i 74 Sindaci. Questo emendamento va a modificare comunque l'impianto illustrato qualche settimana fa, per cui noi cercheremo di informare i Sindaci che non hanno condiviso questo impianto, e sono numerosi i Sindaci che si sono astenuti. Poteva essere un passaggio in più. Presidente Viérin, anche se lei cordialmente ci ha letto una lettera di un ex Presidente del Consiglio come da Regolamento, qui nulla c'entra il Regolamento, l'opportunità è tutta politica. Peccato non aver convocato e organizzato un incontro coi vertici del CELVA, perché probabilmente un confronto su tale emendamento, con tale importanza, forse poteva essere utile a noi, ma anche a loro. Grazie.

Presidente - Grazie collega. I lavori si chiudono e si riaprono domani mattina alle ore 9.

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La seduta termina alle ore 18,48.