Oggetto del Consiglio n. 1292 del 11 giugno 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1292/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno per l'elezione del nuovo Presidente e dei componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio".
Presidente - Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Ferrero, ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente. Sarò breve, cercherò di spiegare perché abbiamo presentato questa mozione, anche se la Conferenza dei Capigruppo aveva già dato un'indicazione a maggioranza, non all'unanimità, sulla data del 15.
Secondo noi, è necessario sgombrare il campo dal fatto che la nomina del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza sia in qualche modo legata alle vicende politiche di variazione della maggioranza, che si stanno succedendo in questi giorni. Noi vogliamo che le due cose rimangano separate, e vogliamo che anche i cittadini abbiano questa sensazione dall'esterno. La poltrona del Presidente del Consiglio dev'essere qualcosa che viene deciso dal Consiglio e non viene deciso dalla maggioranza, anche se la maggioranza è stata ampliata, e di conseguenza si può provvedere immediatamente, nella prossima seduta del Consiglio regionale, alla nomina. Quattro mesi, oltre quattro mesi sono già trascorsi, sono trascorsi inutilmente, non siamo ancora riusciti a capire ad oggi il perché di questo rinvio e conseguentemente la data del prossimo Consiglio ci pare quella adeguata per effettuare la votazione.
C'è poi una considerazione che va fatta ed è la seconda e ultima. Non ci sentiamo e non ci siamo sentiti rappresentati dall'attuale Presidente, e neanche dal precedente. Vogliamo che al più presto sia posto rimedio alla mancanza di tutela dei Consiglieri regionali nell'esercizio della loro attività. Noi siamo stati costretti, costretti, a presentare tre ricorsi al TAR della Valle d'Aosta, contro gli ennesimi rifiuti di accesso agli atti di documenti e fatture delle partecipate regionali. In altre Regioni, addirittura le iniziative sono state prese dai Presidenti del Consiglio, dagli Uffici di Presidenza, per tutelare i Consiglieri. Noi dobbiamo metterci i soldi del gruppo consiliare, quindi destinare semplicemente per avere diritto ad avere i documenti che ci spettano, destinare i soldi e spenderli con gli avvocati, non basteranno, dovremo metterci anche altri soldi, e questo ci appare sinceramente esagerato, sinceramente esagerato quando vediamo poi che le partecipate regionali per difendersi nominano, di fronte al TAR, due ordinari professori universitari dell'Università di Bologna, ordinari di diritto amministrativo, e un ulteriore avvocato, che non è neanche valdostano, per difendersi. Questo succede solo da parte della Finaosta, quindi con costi che saranno costi esorbitanti. L'attività del Consiglio è quindi limitata da questo atteggiamento e finora nessuno dei Presidenti del Consiglio ha mosso un dito, se non per fare da passacarte quando gli chiediamo dei chiarimenti sul fatto che non c'è stato risposto. Di conseguenza c'è anche un problema che è un problema che deve essere risolto al più presto; ecco perché non vogliamo continuare con questa Presidenza dimissionaria, dev'essere immediatamente sostituita, dateci la dimostrazione che effettivamente le due cose sono svincolate. La nuova maggioranza e la nomina del Presidente sono svincolate. Se no, se dal punto di vista politico potete prendervi ed è legittimo prendervi il tempo, perché c'è l'attribuzione di incarichi di responsabilità, di variazione anche di incarichi nell'ambito della Giunta, e quello è legittimo, non è legittimo inserire il discorso Presidenza del Consiglio come se fosse una specie di merce di scambio, perché l'impressione che viene dalla situazione che volete protrarre e rinviare, è poi questa.
Chiediamo quindi semplicemente un atto per sgombrare il campo da dubbi, perplessità e sospetti e anche perché iniziate o possiate iniziare una nuova fase, in maniera lineare e trasparente.
Presidente - Grazie Consigliere Ferrero. Un'altra richiesta di intervento? Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente. Ieri, in Conferenza Capigruppo, noi ci siamo espressi, come gruppo ALPE, di affrontare subito nel prossimo Consiglio l'elezione del nuovo Presidente del Consiglio e, a maggioranza, la Capigruppo ha deciso di rinviare il tutto al 15 di luglio.
Qualche considerazione. La prima è che distinguiamo, come più volte abbiamo ribadito in quest'aula, l'elezione dell'arbitro, del Presidente del Consiglio, con l'allargamento di una maggioranza, legittimo, una scelta di natura politica, che va a modificare l'assetto dell'Esecutivo, del Governo, di una potenziale nuova maggioranza. Tutta un'altra cosa è invece l'elezione del Presidente del Consiglio, che per noi ha una funzione diversa, innanzitutto non è quella di Governo, non è quella esecutiva, quella che deve attuare un programma di legislatura o di maggioranza, ma è la figura che coordina i lavori, fa l'arbitro, e soprattutto, dal nostro punto di vista, e su questo apro un'altra parentesi, come gruppo ALPE; dovrebbe creare a tutti i Consiglieri di maggioranza e opposizione di poter adempiere al proprio, al proprio ruolo. Quindi poter fare un'azione ispettiva, poter avere le informazioni che i singoli Consiglieri richiedono, ebbene su questo gradiremmo avere da parte del Presidente del Consiglio, anche se dimissionario, ecco perché sosterremo questa mozione presentata dai colleghi del Movimento Cinque Stelle...decine sono i rifiuti in questi anni, decine come i rifiuti dalle società partecipate, che abbiamo avuto su temi importanti, su situazioni economiche larghe, impattanti dal punto di vista socio economico, parliamo di decine di milioni di euro, ebbene queste informazioni ci sono state negate, non da ultimo, ieri quando abbiamo affrontato un altro tema, quello del parco eolico di Foggia, ci è stato gentilmente dato il prezzo, il valore di acquisto, ma da qualche conticino che stiamo facendo, ma non solo su quello di Foggia, ma anche su quello di Viterbo, come è successo in altre operazioni milionarie fatte in questi anni, tipo la Cervino S.p.A., tipo la Courmayeur S.p.A., probabilmente l'acquisto è oltre al prezzo pattuito...corrisponde anche a debiti che la società si è accollata, magari a seguito di aperture di mutui, leasing o quant'altro. Detto questo, noi non possiamo operare in un clima sereno se, da parte dell'arbitro principale, che è il Presidente del Consiglio...non ci tutela, non ci tutela. Noi possiamo scrivere, rinviare di nuovo ai sensi dell'articolo 116 tutti i nostri quesiti, le nostre domande, ma non possiamo più continuare a non avere delle risposte e volutamente queste risposte sono vaghe.
Ieri ho annunciato al Presidente Rollandin, l'ho annunciato in quest'aula, che il gruppo ALPE andrà avanti sugli ultimi rifiuti che sono stati fatti ad hoc su delle informazioni che per noi devono essere trasparenti e per un Consigliere di maggioranza e di opposizione devono essere comunque a disposizione, perché se così non è, allora a pensar male qualcuno ci azzecca. Se vengono utilizzate diverse "milionate" di euro pubbliche, noi riteniamo che il nostro ruolo sia anche quello di controllare, verificare e poter comunque fare il punto della situazione. Quindi riteniamo che sia importante, forse a seguito anche della scelta della Capigruppo di ieri mattina o dell'altro ieri, quella di posticipare l'allargamento della maggioranza al 15 di luglio, forse invece questa è l'occasione per distinguere veramente le due operazioni, che nulla c'entrano per noi e a questo punto accogliere questa proposta che i colleghi fanno e affrontare serenamente, pacatamente quella che è...la figura dell'arbitro di quest'aula, quella che è la figura che accompagnerà in quanto Presidente del Consiglio per il prossimo triennio, che nulla ha a che fare con le scelte di natura politica che i colleghi, ex compagni del PD hanno fatto. Abbiamo fatto un percorso insieme in questi sette anni, gomito a gomito, battaglie su tanti temi, mozioni, interpellanze, interrogazioni, tante battaglie sulle finanziarie, che sono gli atti più importanti, finanziarie dove si vanno a riscrivere le regole, nulla hanno a che fare, nulla hanno a che fare con l'elezione del Presidente del Consiglio. Quindi gradiremmo distinguere proprio i due percorsi e questa è la volta buona forse per anche, per i cittadini valdostani capire bene i ruoli distinti e le posizioni, le scelte legittime che i colleghi, gli amici del PD stanno facendo, che è quella di entrare in una nuova maggioranza, ma nulla c'entra con l'elezione del Presidente del Consiglio, con l'arbitro di quest'aula, proprio se vogliamo ridare dignità a noi tutti, Consiglieri eletti, non nominati, eletti, eletti dai cittadini valdostani, avendo ognuno di noi un proprio ruolo, un proprio percorso, una propria dignità e probabilmente anche un proprio modo di porsi e, come dicevo prima, forse avremmo anche bisogno di risposte puntuali, risposte che ad oggi non abbiamo avuto su temi scottanti e impattanti, che impattano in maniera violenta la vita dei cittadini valdostani, come l'occupazione, come la creazione di posti di lavoro, come forniture, servizi, aziende e potrei continuare a elencare, diciamo, tutta quella zona grigia che oggi noi non possiamo avere come informazioni...e la limpidezza è un'altra cosa.
Noi quindi sosterremo questa mozione presentata dai colleghi e forse è la volta buona anche per distinguere, come dicevo prima, quello che è l'allargamento di una maggioranza e invece l'elezione del Presidente del Consiglio. Grazie.
Presidente - Siamo in discussione sul punto 42, la mozione. Altri interventi? Ha chiesto la parola il Consigliere Borrello, ne ha la facoltà.
Borrello (SA) - Sì, grazie Presidente.
Un piccolo contributo anche per andare un pochettino a illustrare le argomentazioni che abbiamo posto all'interno della Conferenza dei Capigruppo più volte richiamata dai colleghi all'interno della loro presentazione. A seguito dell'avvenuta dimissione dell'Ufficio di Presidenza si è aperta una fase politica che ha portato al confronto tra le varie forze politiche ed è evidente, così come hanno testimoniato anche gli ultimi eventi, che c'è un percorso di identificazione di un nuovo assetto all'interno del Consiglio regionale. Un percorso che ovviamente è una fase dinamica, una fase di evoluzione, e soprattutto concentrato sugli aspetti di carattere programmatico. È vero che abbiamo chiesto all'interno della Conferenza dei Capigruppo di discutere della tematica all'interno della prima seduta utile del mese di luglio, proprio per dare la possibilità alle forze politiche di confrontarsi perché se da una parte c'è un aspetto legato agli aspetti programmatori, dall'altra parte c'è la considerazione di carattere generale che è la seguente: è vero che l'Ufficio di Presidenza è un organismo garante dei lavori dell'aula - è garante di quella che è l'azione amministrativa e politica di tutti i Consiglieri - ma è altrettanto vero che questa è espressione...elementi di maggioranza e minoranza presenti all'interno dell'aula stessa. Da qui, in virtù del fatto che c'è una evoluzione rispetto ai nuovi assetti presenti all'interno del Consiglio regionale, abbiamo chiesto un po' di tempo per poter fare un'analisi di carattere generale degli aspetti programmatori. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri interventi? Non ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - La questione della Presidenza del Consiglio...si scriveranno libri, in questa legislatura. Ne abbiamo parlato tanto all'inizio, ne abbiamo parlato tanto del cambio, della dimissione, ne parliamo ancora oggi. La cosa più difficile è eleggerlo questo Presidente. Collega Borrello, è corretto quello che dice, però la conclusione se l'è data con le sue parole, cioè la maggioranza oggi c'è, è anche più numerosa di quanto non lo era prima, quindi quello che rimane in capo alle forze politiche, che possono decidere cosa fare, è se assegnare questo ruolo alle opposizioni, e poi comporre di conseguenza l'Ufficio di Presidenza o mantenere, com'è corretto che sia, questo ruolo in capo alla nuova coalizione. Ecco, quindi il tempo per decidere questo c'è e si tratta, appunto, di assumere delle decisioni politiche.
La mozione e la discussione che abbiamo fatto ieri in Capigruppo è esattamente quella che ripetiamo oggi qua. Dividiamo le due cose, il compito istituzionale, le difficoltà che abbiamo vissuto, al di là delle persone che hanno rappresentato il ruolo di Presidente...come minoranze sono state chiare, esplicitate, non dipendono, almeno, non vogliamo farle dipendere per forza dal Governo, dipendono anche da chi rappresenta e da chi ci rappresenta nelle partecipate, non dipendono per forza da...e non vogliamo personalizzare tutto quanto, però c'è bisogno di uscire da questa situazione e di uscire in maniera chiara. Perché troppe volte abbiamo voluto creare confusione, qualcuno l'ha creata apposta fuori da quest'aula, qualcun altro dentro quest'aula, forse non tutto è stato così chiaro in questo percorso, però oggi le cose si possono definire e definire anche presto. Quindi, andare al 24 giugno forse permette anche di organizzare meglio l'altra parte di lavoro, l'altro percorso che dovete fare. È più semplice dire che questa Presidenza non la si vuole mantenere...la si vuole mantenere nell'accordo di programma di maggioranza e...più semplice anche per noi dire cosa ribadiremo e cosa richiederemo, cosa sosterremo ancora per chi andrà a incaricare, a chi sarà incaricato di rappresentare la nostra assemblea legislativa.
Ricordiamo anche la necessità che la Presidenza del Consiglio svolga sempre più un ruolo istituzionale, ma anche politico, a difesa del Consiglio regionale fuori dalla Valle d'Aosta, e che quindi sia una Presidenza che sia legittimata da tutti i 35 Consiglieri e che sia sostenuta da tutti i 35 Consiglieri nella misura in cui si riescono a definire dei percorsi per arrivare insieme a delle decisioni che valorizzino le nostre peculiarità e ci mettano in condizioni di difenderci quando è il caso e di sostenere un percorso insieme quando ce ne sono altre di occasioni. Però il tempo questa volta è passato, ne è passato anche tanto, non credo che sia colpa dell'attuale Ufficio di Presidenza, perché l'Ufficio di Presidenza ormai si è dimesso, si è dimesso per tempo, ha lasciato libere le poltrone e ha portato avanti il suo lavoro. La politica deve concludere finalmente questi percorsi e decidere, una volta per tutte, come si riparte in questo momento che è la metà della legislatura, che ormai stiamo per raggiungere. Ribadiamo la necessità di farlo al più presto.
Sosterremo la mozione come abbiamo fatto ieri nella Conferenza dei Capigruppo. L'altro ieri, c'è stato un voto, è passata, a maggioranza, la richiesta di andare al 15 luglio. UVP, ALPE e Movimento Cinque Stelle hanno chiesto di decidere sulla Presidenza del Consiglio nel prossimo Consiglio regionale. Quindi, cercando anche di essere concreti e chiari, se è cambiato qualcosa in questi due giorni, sosteniamo la mozione e completiamo il percorso. Altrimenti, noi ribadiamo il voto favorevole a questa mozione.
Presidente - Grazie collega Bertschy. La parola al Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Diciamo che in tempi non sospetti, molto tempo fa, esprimemmo l'avviso di non andare a una votazione di scontro sulla Presidenza del Consiglio, ma di trovare l'accordo su una figura condivisa, perché non volevamo un Presidente eletto da franchi tiratori o un Presidente che non avesse in aula l'autorevolezza per far valere le ragioni dei Consiglieri regionali, in particolare quelli di minoranza, che giustamente da anni lamentavano di non avere risposte chiare a determinate richieste.
Io quindi scinderei due aspetti: uno, quello dell'elezione del Presidente, dalle cose che deve fare il Presidente e che sicuramente andranno ribadite e richieste al momento dell'elezione per me, assolutamente, rimangono valide. Dev'esserci assoluta tutela e garanzia nell'attività di chi svolge la funzione di Consigliere regionale, una figura di garante dell'aula come quella del Presidente dev'essere mantenuta. Perché dicemmo appunto allora che era meglio rinviare? Perché dal nostro punto di vista si sarebbero garantite meglio le minoranze se un accordo di massima intorno a queste persone veniva trovato. Non nego che ci siano state delle accelerazioni in questo percorso, perché vorrei ricordare che c'era una risoluzione che invitava a delle dimissioni il Presidente, ma le dimissioni effettive del Presidente avvengono a seguito di un tacito accordo politico, poi se qualcuno ha cambiato idea, ha deciso di non rispettare gli accordi che tacitamente a livello personale fa all'interno di quest'aula, tra signori, la parola data, si è dimenticata questa cosa, e fa finta di niente oggi, in quest'aula, vuol dire che è un fatto suo personale, con la sua coscienza, se la vedrà, non mi interessa. Però c'è stata un'accelerazione, che ha portato il Presidente del Consiglio a dare delle dimissioni. Con mia sorpresa si è poi dimesso tutto l'Ufficio di Presidenza, senza che nessuno avesse chiesto parere per esempio al Partito Democratico rispetto alle dimissioni e quant'altro, ho detto più volte che noi quell'Ufficio di Presidenza non ci ha mai rappresentato. Ogni forza politica si è eletta il suo rappresentante, che prendeva le sue decisioni sulle singole cose, e noi apprendevamo dai giornali le decisioni che venivano prese, salvo qualche rara volta che il Presidente del Consiglio di turno aveva la gentilezza di chiederci un parere o quant'altro. Quindi dal nostro punto di vista questa cosa andava rivista e gestita in modo molto diverso.
Allora veniamo alla questione dei tempi. C'è stata una strana accelerazione sulla richiesta del "votiamo subito" a ridosso di una sentenza che doveva arrivare dalla Procura della Repubblica. Poi, come dire? per un po' non ci sono stati grossi allarmismi intorno alla figura del Presidente, quasi sembrava che questa Presidenza e Ufficio di Presidenza funzionasse quasi meglio così da dimissionario. Tutti amiconi, tutti vogliamoci bene e si è andati. Arrivano le elezioni, uno si aspetta che adesso...ricomincia dopo le elezioni, richiesta immediata, eleggiamolo oggi, votiamo qui subito...no si decide di andare al 24, dopodiché una valutazione, una valutazione che ci può stare, tra alcune forze politiche, dicono: andiamo al 15, io dico: la data del 24, cioè, in che cosa consiste? Se c'è urgenza si doveva votarlo ieri. Se non c'è urgenza, non è che 10 giorni cambiano rispetto all'impegnativa di una mozione che diceva che a decidere doveva essere l'Ufficio di Presidenza...no scusate la Conferenza dei Capigruppo. Ora la Conferenza dei Capigruppo ha votato e dice: non mi va bene neanche quello che vota la Conferenza dei Capigruppo. Allora non ti va bene niente. Allora bisogna capire se l'accordo lo si vuole trovare rispetto non soltanto alla persona, ma rispetto a un funzionamento dell'Ufficio di Presidenza, rispetto a come l'Ufficio di Presidenza in una realtà piccola come la nostra, che in qualche modo coinvolge anche le forze che ne rimangono eventualmente escluse a turno. Perché parliamoci chiaro, qualsiasi Ufficio di Presidenza combiniamo, verrà sempre che qualche forza politica, magari dentro non c'è, se ci sarà la sensibilità per ascoltare anche questi soggetti e dare voce loro...quindi sono tante questioni che meritano di essere affrontate.
Da parte nostra non siamo scandalizzati dal fatto che 10 giorni siano diventati oggi un punto fermo, quando per due sedute si era persa traccia dell'urgenza della Presidenza del Consiglio. Quindi, per quanto ci riguarda, noi non condividiamo la data perentoria del 24 e ci atteniamo alla decisione della Capigruppo, come deliberato da una risoluzione che dava proprio alla Capigruppo l'indicazione di esprimere la data.
Presidente - Altri interventi? Non ci sono altri interventi? Chiede la parola il Consigliere Ferrero, ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Ci spiace riscontrare questa posizione rigida su una questione che a noi pareva limpida, mi sfuggono alcune considerazioni che sono state fatte, ma direi che arrivati a questo punto possiamo sintetizzare con "un posto in Giunta val bene una messa".
Presidente - Chiede la parola il Consigliere Chatrian, ne ha la facoltà.
Chatrian (ALPE) - Il bello del confronto è rispettare le posizioni degli altri. Ho visto un Presidente che ha apprezzato, ma ci sta...le parole del collega Capogruppo Donzel, ci sta. Ma per chi ci ascolta, sia chiara solo una cosa: non è che la Capigruppo a maggioranza ha deciso un percorso, tre forze hanno deciso un percorso, han dettato l'agenda, che forse è più chiaro, e le forze sono l'Union Valdôtaine, il PD e la Stella Alpina. Ci sta, Presidente Rollandin, ci sta, per la legge dei numeri ci sta. Adesso questi numeri sono un po' più grandi, quindi ci sta ancora di più, e lei è più contento e quindi ci sta ancora meglio. Ma ciò detto, il collega Donzel devo dire che non mi ha convinto, ha argomentato omettendo certe parti, sicuramente sarà rappresentato la prossima volta se non nell'UP, quanto meno dalla maggioranza, quanto meno dal Governo, dall'Esecutivo.
Non confondiamo però i piani, non confondiamo i piani fra istituzione...lei è d'accordo su questo, Presidente Rollandin, non confondiamo i piani tra istituzione, Présidence du Conseil, e l'altro che è quello dell'allargamento della maggioranza, legittima, dicevo, noi abbiamo fatto battaglie gomito a gomito col collega Donzel, coi colleghi del PD. Da sette anni a questa parte, atti scritti nero su bianco, sulle posizioni che abbiamo trovato sia delle sintesi, ci siamo anche scannati, abbiamo presentato delle controfinanziarie da sette anni, nessun problema, però non confondiamo le acque. Sa perché noi sosteniamo convintamente questa mozione? Perché le due cose non c'entrano nulla. Nel senso che probabilmente voi dovete quadrare le cadreghe per l'allargamento della maggioranza e per...lei non è d'accordo sulla mia affermazione, Presidente Rollandin, però allora perché non stacchiamo le due elezioni. E poi diciamolo chiaramente, a chi è interessato, la Presidenza del Consiglio, al di là del nominativo, al di là della figura, a noi interessa, come gruppo ALPE, soprattutto quali sono gli impegni che si assume il futuro Presidente del Consiglio, lo dicevamo poc'anzi, e poi anche su questo, sulla figura condivisa, anche lì, chiarezza, no, c'è una nuova maggioranza? C'è già. Quindi, collega Borrello, quando lei ci dice il nuovo assetto del Consiglio, non so se avete deciso di far entrare qualcun altro in Consiglio regionale, perché l'assetto del Consiglio è sempre lo stesso, eventualmente ci sarà un nuovo assetto del Governo, eventualmente. Però, chiarezza per chiarezza, anche su questo era la volta buona Presidente Rollandin, poi, ripeto, noi abbiamo la nostra posizione, lei ha la sua, allargata con qualche numero in più, quindi diventa ancora più pesante, però era la volta buona proprio per dividere le due elezioni, perché nulla c'entrano e non invece mettere insieme, per un discorso probabilmente di cadreghe, di poltrone...era la volta buona per dare un segnale all'esterno, che non era una merce di scambio o non è una merce di scambio, all'interno della nuova maggioranza, la Presidenza del Consiglio, tutto questo. E forse era...poi magari il Presidente Rollandin interverrà più tardi e questa nuova maggioranza ha già deciso che la figura dell'arbitro, del Presidente del Consiglio, sarà della minoranza, e in minoranza mi sembra che da martedì alle 17 sono rimasti tre gruppi: ALPE, UVP e il Movimento Cinque Stelle. Questo sarebbe stato un bel passaggio chiaro, non la figura condivisa, ma prima di parlare di figura condivisa è da quale parte del campo, perché altrimenti la gente all'esterno non capisce e sembra quasi che ci siano incontri segreti, non segreti, chiari o poco chiari. Questo avremmo gradito veramente oggi.
Avremmo gradito da parte della maggioranza, invece, il sostegno di questa mozione proprio a tutela e a garanzia del percorso e del dibattito avvenuto in questi due anni e proprio perché, com'è già stato detto più volte in quest'aula, avevate bisogno di un allargamento numerico, numerico per approvare gli atti amministrativi, i bilanci, il rendiconto, le modifiche comunque delle regole all'interno di questo Consiglio, lo state facendo e a maggior ragione forse oggi poteva essere un segnale vero per distinguere i due percorsi, quello del nuovo assetto di governo, che nulla ha a che fare, perché non è vero quello che si sente in giro, le "ronfle" (traduzione letterale dal patois: "dicerie") che si sentono, comunque che la quadratura, invece, dev'essere fatta anche con la cadrega del Presidente del Consiglio. Forse oggi era la volta buona per smarcarsi come Consiglio regionale e far capire alla cittadinanza valdostana che la seconda figura istituzionale più alta che abbiamo nulla c'entrava con il nuovo assetto numerico, quanto meno più stabile per il futuro della legislatura. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha la facoltà.
Cognetta (M5S) - Sì, grazie Presidente.
Solo per puntualizzare qualche data, così riusciamo a parlare di cose come sono accadute nella sequenza temporale con la quale sono accadute. Nel Consiglio regionale...sono dati che vengono presi dalla mozione che abbiamo presentato...dicevo, nel Consiglio regionale del 20 maggio era stata fatta una richiesta da parte del Capogruppo Stefano Ferrero relativamente al fatto che non ci fosse ancora stata fissata, da parte dell'Ufficio di Presidenza, una Capigruppo nella quale si fissasse la data dell'elezione del Presidente, dell'Ufficio di Presidenza. Venne risposto in quell'occasione che bisognava fare una richiesta scritta, richiesta scritta che è stata fatta praticamente il giorno dopo. A quel punto, abbiamo atteso invano che venisse fissata la Capigruppo, nella quale si discutesse quello che doveva essere la data. Questa Capigruppo è stata fissata l'altro ieri, cioè il 9, e lì si è decisa la nuova data, tenendo presente che questa mozione da noi è stata presentata il 28 maggio, quindi, insomma, qualche giorno prima della Capigruppo. C'era un perché l'abbiamo presentata il 28 maggio: perché siamo stati ancora una settimana ad aspettare che finalmente arrivasse una data che, ripeto, è apparsa il 9 di giugno. In questa Capigruppo avete votato a maggioranza che se ne riparla il 15 luglio, cioè sostanzialmente da quando abbiamo fatto la prima richiesta, che era il 20 maggio, ne parliamo dopo due mesi. Ora non so, forse dovevamo chiederlo ancora prima, è anche quattro mesi che ne parliamo, però che altro dovevamo fare, scusate? Beh i tempi sono questi, mi sembra quasi assurdo poi dire: "potevi farlo prima"! Noi l'abbiamo fatto quando è stato il momento di farlo, secondo noi. Adesso, trovare delle scuse così campate in aria mi sembra davvero...come dire? piuttosto divertente per non dire altro.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Merci Monsieur le Président.
La questione di questa iniziativa ci dà di nuovo, per l'ennesima volta, la possibilità di parlare sulla vicenda, che noi avevamo definito ormai imbarazzante, della Presidenza del Consiglio. Una posizione che è stata ben ribadita dal nostro Capogruppo, ma che merita qualche puntualizzazione, visto che si è cercato di deviare la discussione su un altro piano.
Intanto, per ribadire che la posizione dell'UVP e di parte (e oggi possiamo definirla di parte dell'opposizione), è sempre stata la stessa: noi non abbiamo cambiato idea. Sin dal 2013, primo giorno di legislatura, che non è iniziata nel primo giorno con l'elezione della Presidenza del Consiglio, vorremmo ricordarlo, forse qualcuno ha la memoria corta o, meglio, preferisce non ricordare...non è stato eletto il Presidente del Consiglio, utilizzando la questione della mancanza dei numeri che si richiedono per l'elezione, semplicemente perché non c'era stata una condivisione. Noi non avevamo fatto una questione di nomi sul Presidente Emily Rini, almeno noi, ma avevamo semplicemente detto: con una maggioranza di 18 a 17 troviamo perlomeno uno sgarbo istituzionale non aver coinvolto le istituzioni nella condivisione di un nome, di un programma, di un progetto di Presidenza condivisa, e ci pare che tutta l'opposizione la vedesse così. Abbiamo addirittura candidato la collega Morelli, perché ritenevamo che con un programma e con dei contenuti incarnasse ciò che noi avevamo espresso. Sappiamo benissimo che l'elezione non andò in porto neanche alla prima votazione, perché mancarono dei voti in quest'aula; ecco come iniziò questa legislatura, che qualcuno oggi cerca di tacconare. Ci furono mesi abbastanza difficili dal punto di vista dei conflitti istituzionali, il collega Ferrero lo ha ricordato, ci furono delle discussioni sulla questione dell'accessibilità degli atti, sul "116", tutte battaglie condivise, ci pare. Poi ci fu un momento in cui la Valle d'Aosta rimase 70 giorni senza Governo. Ce lo siamo dimenticati? E la risoluzione che qui venne approvata assieme a quella della rimozione dell'Amministratore unico, assieme a quella della rimozione dei vertici del Casinò, furono tutte risoluzioni disattese, tutte risoluzioni votate in quest'aula e disattese, con una schiaffo non solo a questa istituzione, ma anche alla comunità che noi dovremmo rappresentare e la gente che ci diceva: "bene, votate le cose ma non cambia niente". Qual è il cambiamento? Chiaro che poi qualcuno ha un'idea diversa di cambiamento.
Col passare del tempo, ci fu, invece, poi il rientro di una parte di dissidenti e ci fu il secondo Governo di questa legislatura, il cosiddetto "Rollandin bis", che vide di nuovo uno scontro istituzionale, perché sulla figura del Presidente del Consiglio, non sulla persona di Marco Viérin, che noi non sapevamo come avrebbe gestito quest'aula, ma di nuovo sulla questione siamo 18 a 17, avete fatto per 70 giorni una crisi e ripartite con gli stessi crismi; tant'è che ci fu un'apertura, dopo, del Presidente della Regione dopo mesi difficili, dopo l'approvazione in quest'aula di una risoluzione che sfiduciava il Presidente, che fu di nuovo approvata, ma fu disattesa, disattesa perché? Perché il Presidente aprì una nuova fase, una fase di dialogo, di confronto, con le opposizioni. Quindi non è che abbiamo cambiato idea o che qualcuno ha cambiato idea. Abbiamo semplicemente detto che questa legislatura ha avuto delle sfaccettature diverse. È iniziata in un modo molto difficile, da un punto di vista dello scontro istituzionale, ma sul Governo...ma ognuno ha le proprie posizioni, c'è un Governo, incarna dei programmi, dei progetti, possiamo avere delle visioni diverse, ma il Governo è il Governo. La figura istituzionale, coi numeri che c'erano...noi, perché non lo condividiamo...tant'è che è stata tenuta ferma in primis perché c'era la pausa estiva, dopodiché abbiamo detto: "beh, vediamo se si arriva ad una condivisione della figura del Presidente del Consiglio per dare anche attuazione a quella famosa risoluzione votata".
Ci sembrava, quando siamo arrivati poi all'anno nuovo, che la comunità in primis e anche queste istituzioni non dovessero più aspettare il fatto di avere la sostituzione di un Presidente che poteva anche essere lo stesso, ma una nuova votazione, che noi avevamo intuito essere diversa, perché c'era una fase diversa, e che abbiamo tutti assieme sollecitato e accelerato. Per dire: "benissimo, abbiamo avuto una crisi che non ha fatto bene a nessuno, abbiamo una seconda fase dove un Presidente sfiduciato continua a essere in carica", è imbarazzante anche per chi lo rimane, ecco perché poi il Presidente...l'Ufficio di Presidenza ha dato le dimissioni a seguito delle dimissioni del Presidente, per dire: "benissimo, apriamo una fase dove ci confrontiamo anche sull'Ufficio di Presidenza". Noi abbiamo sempre chiesto che questa votazione, assieme alle altre forze di opposizione, salvo qualcuno che ha iniziato, invece, a smarcarsi, fosse effettuata subito...al di là delle altre vicende e al di là...scusi, collega Donzel, la questione della Procura, che nessuno assolutamente ha mai tirato in ballo e che forse era un po' un fantasma di qualcuno...ma sicuramente noi la politica la facciamo in quest'aula, non in altri palazzi...noi, noi, "noi" la facciamo qui. Questo per dire quindi che oggi noi abbiamo, di nuovo, la stessa posizione e chiediamo semplicemente, al di là della visione di rimandare o meno questa cosa, perché effettivamente qualcuno ha posto di nuovo la questione...allora noi abbiamo detto: benissimo, siamo stati sempre disponibili a effettuare un rinnovo della Presidenza, confrontandoci nella Conferenza dei Capigruppo, per vedere se c'è una disponibilità ad avere una Presidenza condivisa, dialogare con le opposizioni, su questa figura istituzionale che nulla ha a che vedere col Governo o no, ma...e di nuovo siamo (e questa è stata l'espressione in Conferenza dei Capigruppo) convinti che questa votazione vada fatta, poi prendiamo atto che la data fissata è a luglio, però vogliamo ribadire che la posizione è sempre la stessa.
Oggi noi crediamo che ognuno sia legittimato a fare i passaggi politici che vuole, ma noi non accettiamo lezioni di coerenza da chi oggi la coerenza non può metterla sul campo, di fronte a chi ha sempre la stessa posizione e ribadisce le cose in quest'aula, quindi noi non accettiamo lezioni da nessuno, soprattutto da chi le lezioni oggi è poco titolato a darle. Noi crediamo che i contenuti di questo inizio di legislatura, di questa quasi metà di legislatura, siano validi sia nei contenuti degli argomenti affrontati, che sia per il Casinò, che sia per gli argomenti dell'agricoltura, che sia per gli argomenti scolastici, di tutti i temi, noi li abbiamo portati avanti, e siamo ancora convinti di questi contenuti. Forse qualcun altro, ed è stato anche decretato, non crede più in certi contenuti, non crede più in un certo momento in cui la sintesi era arrivata anche in un documento chiamato Renaissance, ma legittimo, legittimo, ognuno di noi è legittimato a farlo, però noi chiediamo che la stessa coerenza che qualcuno rivendica sia poi messa in campo. Magari quando si parla di Governo, quando per un anno e mezzo o quasi due abbiamo detto che bisognava ridurre il numero degli Assessorati...ma lo vedremo a breve se questo cambiamento che qualcuno porta avrà la forza di ridurre il numero degli Assessorati, e noi ci auguriamo che sia così, anzi, saremo felici se sarà così, perché è così che si portano i contenuti del cambiamento. Noi speriamo che la stessa condivisione invocata per un anno e mezzo-due per avere la possibilità di avere una Presidenza che fosse magari rivendicata dall'opposizione o comunque condivisa, sia poi, pur nella discontinuità, rilevata da chi l'ha propinata in questo anno e mezzo. Noi non facciamo del processo alle intenzioni, ma prendiamo atto dei fatti, perché sono i fatti, non le dichiarazioni di principio. Al momento debito faremo le nostre valutazioni sui contenuti, sui passaggi, sugli allargamenti, su tutto ciò che succederà, ma oggi si discute di qualcos'altro, perché noi abbiamo sempre separato, come qualcun altro ha ricordato, il piano istituzionale dall'azione amministrativa-politica che un Governo deve mettere in campo.
Con molta pacatezza, quindi, ribadiamo la nostra posizione, che non è quella di aver voluto a tutti i costi l'elezione di un Presidente, ma dopo essere stati 70 giorni senza Governo, siamo stati sei mesi senza Presidente del Consiglio, assieme ai mesi in cui il Presidente era sfiduciato e operava come se nulla fosse. È chiaro che la comunità poi, forse, si allontana un pelo dalla politica e dice: "ma cosa state a fare lì, voi 35? Votate le cose, il giorno dopo tutto come prima, non avete pudore, non vi dimettete neanche quando siete sfiduciati!", ma questo lo dice la gente. Allora, tra ciò che la gente pensa e che incarna un po' il pensiero comune e ciò che noi rappresentiamo in questa istituzione, forse stare sei mesi senza Presidente del Consiglio...non pensiamo che rimandare...ma questo lo abbiamo detto un mese fa, due mesi fa, però nessun problema. Noi crediamo che il rispetto delle idee altrui sia alla base di tutto; se poi ci sono altre questioni, queste non ci riguardano e sicuramente le rimandiamo al mittente. Grazie.
Presidente - Altri interventi? Ricordo che siamo in discussione generale. Altre richieste? Possiamo chiudere la discussione? Discussione chiusa. Qualcuno che replica per la maggioranza? Non ci sono richieste? Chiusa la discussione, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Marco Viérin)
La mozione quindi viene respinta.
Considerata l'ora, facciamo ancora...chiedono una sospensione per la riunione dei Capigruppo? Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente. Chiederei un'interruzione delle forze di minoranza: UVP, ALPE e Cinque Stelle.
Presidente - Su richiesta del Consigliere Chatrian c'è una sospensione di alcuni istanti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,45 alle ore 12,52 e che, alla ripresa dei lavori, riassume la presidenza il Presidente Marco Viérin.
Viérin M. (Presidente) - Riprendiamo i lavori? Chi chiede la parola rispetto alla richiesta di sospensione? La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente. Chiederei una Capigruppo per favore.
Presidente - Sono accordati cinque minuti di sospensione per la Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,52 alle ore 13.
Viérin M. (Presidente) - Allora, si è deciso di chiudere la seduta mattutina e riprendere i lavori alle 15,30.
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La seduta termina alle ore 13.
