Oggetto del Consiglio n. 1116 del 26 marzo 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1116/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno per la ricomposizione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale".
Presidente - Punto 31 all'ordine del giorno. La parola a uno dei proponenti? La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.
Parliamo di una vicenda che ormai non sappiamo neanche più come definire: è la questione della sostituzione del Presidente del Consiglio. Abbiamo iniziato l'anno solare con delle dimissioni in primis del Presidente, poi di tutto l'Ufficio di Presidenza. Le dimissioni sono arrivate contestualmente, alcune annunciate da qualche membro dell'Ufficio di Presidenza, fatto sta che a oggi - anzi, dall'inizio dell'anno - l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, massimo organo elettivo della Regione autonoma Valle d'Aosta, è senza presidente.
Tanto si è detto sin dall'inizio su come sarebbe stata risolta questa questione. Per quanto riguarda la nostra forza politica, sin dall'inizio avevamo richiesto un confronto tra le varie forze politiche presenti in Consiglio per capire qual era l'atteggiamento della maggioranza. Questo nostro atteggiamento non era solo quello che abbiamo tenuto all'inizio di quest'anno, ma è lo stesso che abbiamo avuto all'inizio della legislatura, quando, in occasione del primo Consiglio Valle già subito rimandato di qualche giorno perché mancava il numero per eleggere proprio il Presidente del Consiglio, avevamo lamentato il non coinvolgimento dell'intero Consiglio Valle, inteso come le diverse sensibilità presenti. Nessuna riunione preliminare era stata fatta e voi siete arrivati qui in aula a luglio del 2013 dicendo: benissimo, la squadra di governo è questa! Ma ancora prima della squadra di governo avevate proposto un Presidente del Consiglio che faceva parte, come incastro di caselline, di un disegno che doveva collocare certe persone di certe forze politiche all'interno di un casellario che andava a comporre un puzzle politico. Union e Stella Alpina: maggioranza risicata di diciotto, quindi più caramelle da distribuire e, malgrado i numeri risicati, tre assessorati alla Stella Alpina, il resto all'Union e così il Presidente del Consiglio.
Si è iniziata una legislatura in modo poco felice: un Presidente non eletto nella prima seduta; si è rimandato e poi non è neanche stato eletto con i voti della sua stessa pseudo maggioranza, perché così è stato. Mesi durante i quali la conduzione dell'aula è stata difficile, proprio per questo clima che si era creato. Crisi di governo, rimpastino, la Presidente del Consiglio chiaramente - sempre come caramella - viene giostrata nell'incastro dei vari tasselli e si riparte con alcune modifiche, intese come qualche spostamento di poltrona che qualcuno ha dovuto digerire e che altri si sono fatti andare bene; insomma, si parte con il governo bis. Senonché, è un Presidente che viene sfiduciato dall'aula!
Cerchiamo di ripercorrere un po' le tappe così non ci dimentichiamo niente, che non fa mai male. Il Presidente viene sfiduciato dalla sua stessa aula e dalla sua stessa pseudo maggioranza, sempre la stessa di prima, quella che aveva fatto già la mancata elezione del primo non Presidente, intesa come non colmo dei voti necessari. Vi fate un altro Presidente che però poi sfiduciate voi stessi, perché noi eravamo sempre in diciassette! Quindi, fa sorridere - per non piangere - il fatto che c'è una risoluzione che però rimane lì. Vabbè, c'era l'estate, poi c'era l'autunno, poi c'era l'inverno e a inizio anno arrivano le dimissioni.
Diciamo questo perché da gennaio a oggi nessuna soluzione è stata prospettata e ogni volta si convoca un Consiglio regionale dicendo: adesso si apre un po' di dialogo tra le forze politiche. Le forze politiche siamo noi qui, al di là dei movimenti fuori, ma le persone, inteso come i Capigruppo, non hanno a oggi fatto una riunione, se non alla vigilia dell'ultimo Consiglio Valle, per dire se la maggioranza - che intanto è ancora quella di prima e forse oggi possiamo aggiungere anche questo - ha ancora intenzione di rivendicare questa figura come una casella inserita all'interno della maggioranza? (opzione A) Ha intenzione di discutere con le forze di opposizione, magari anche rivendicando la casella, ma condividendola? (opzione B). Perché all'inizio noi non avevamo contestato la figura di Emily Rini come Presidente del Consiglio, ma il fatto che la sua stessa maggioranza l'avesse di fatto buttata in un ruolo senza condividerlo, tant'è che noi esprimemmo una candidatura alternativa solo dopo questa mancata concertazione. La seconda volta venne fatto uguale. Questa terza volta per non sbagliare non fate niente! Onde evitare di vedere cosa può succedere, visto che tanto una crisi l'abbiamo fatta durare settanta giorni e intanto siamo sempre lì: ma tieni duro! Vediamo, poi in qualche modo risolviamo!
Questo è quello che sta succedendo! Non è che noi vogliamo sempre tornare sugli stessi argomenti, però ci chiediamo se non avete un minimo di pudore. Io mi dimentico anche le dimissioni di chi poi ha rinunciato perché non è stato eletto, i vicepresidenti... Quelli ce li dimentichiamo, perché è stata un'altra vergognosa pagina della politica valdostana. In tutto, mi sembra che una quindicina di persone si sono già dimesse in questa legislatura: tutta la Giunta, tutto l'Ufficio di Presidenza, un vicepresidente, adesso anche qualche presidente di Expo! Ma vogliamo continuare andare avanti così?
Oggi c'è quasi imbarazzo perché noi abbiamo presentato questa risoluzione che qualcuno addirittura dice: "non bisogna accettarla! non è legittima!". Nell'ultimo Consiglio giustamente non c'erano i presupposti e allora abbiamo aspettato il successivo, tanto eravamo sicuri che il problema rimaneva sempre lo stesso. Oggi la ripresentiamo, tanto per non dimenticarci che questa cosa esiste, ma noi non attribuiamo una responsabilità a chi oggi siede lì - che sia chiaro! - perché chi si è dimesso è obbligato a stare lì finché non ci sarà una soluzione alternativa, altrimenti non ci sarebbe la reggenza di tante cose - ne abbiamo appena discusso - che devono essere mandate avanti. Noi mettiamo in discussione un'altra cosa: l'atteggiamento di questa maggioranza, perché ancora oggi non sappiamo se è disponibile a discutere con le forze di opposizione. Scegliete voi chi sarà ancora in opposizione, chi non ci sarà, chi c'è stato e chi no: tutto va bene, ma intanto incontratevi e vedete - vediamo! Anche se c'è una situazione politica che voi ritenete in evoluzione - sono mesi che si dice in evoluzione! - ma alla fine i rapporti di forza in questo Consiglio regionale a oggi sono questi. Siete ancora disponibili a discutere con le forze di opposizione - memori dei due tonfi che avete fatto, forse è il caso di condividere un nome che sia della maggioranza o dell'opposizione - o invece, come state facendo, non risolvete la questione così il problema non esiste. Spesso si fa questo: non si parla di una cosa, così non esiste il problema!
Noi oggi cosa chiediamo per arrivare al dunque, perché poi tante cose le abbiamo già dette? Noi diciamo semplicemente che, attraverso questa risoluzione, ci sia un impegno! Un impegno della Conferenza dei Capigruppo a fare qualcosa che fino a oggi non avete avuto voglia di fare! E non alla vigilia di un Consiglio Valle dove si dovrà, tra l'altro, eleggere un intero Ufficio di Presidenza: non solo il Presidente del Consiglio, ma un intero Ufficio di Presidenza! Con l'imbarazzo di chi oggi siede lì e va a fare inaugurazioni e presentazioni, ma siete sfiduciati, siete dimissionari e rappresentate tutti noi! Ma noi non ci stiamo: noi non ci sentiamo rappresentati da questa cosa qui! Purtroppo la gente poi non è che fa grandi distinzioni, e questo a noi non va bene.
Anche se non vi fa piacere parlare di queste cose: eh, bisogna parlarne! L'impegno che noi chiediamo è che questa Conferenza dei Capigruppo apra un dialogo, ma non nel senso che tanto che ci si trova si parla, si dice "benissimo, ok" e poi ci troviamo un'altra volta. Principalmente l'iniziativa dovrebbe essere delle forze di maggioranza - noi crediamo che sia così che funziona - per capire se c'è una volontà di addivenire alla soluzione per questa presidenza. Esiste anche l'opzione che non abbiamo citato, forse proprio perché non esiste più: che la maggioranza si voti un presidente. Ma votatevelo! Che problema c'è? Vi siete votati due presidenti per due volte: ma votatevi il terzo! Però almeno uscite da questa situazione e dite qual è la vostra posizione, se una posizione c'è! È questo che non si capisce, non solo in quest'aula: fuori non si capisce proprio che cosa sta succedendo. Che cosa sta succedendo? Perché un mese, una settimana, due mesi? Tanto, adesso c'è una questione, ma poi ce ne sarà un'altra. Se si ha voglia di prendere una decisione, la si prende!
Ripeto che noi siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione. Oggi siamo ancora alle premesse, cioè al come fare per arrivare a una soluzione, perché oggi neanche quella è stata messa in campo, neanche un incontro per dire che cosa si fa. La maggioranza esiste? Esiste ancora? Sarà modificata? È già modificata? I niveaux sono différents? Non sono différents? Si capisce che qualcosa bolle, ma che problema c'è? Detto ciò, si faranno i passaggi, si voterà un Presidente del Consiglio e si andrà avanti! Però toglieteci tutti dall'imbarazzo! Oggi, tra l'altro, abbiamo anche la vaga impressione che la responsabilità ricada magari anche su chi non ce l'ha; non lo sappiamo. Intanto chi è seduto lì, è seduto lì e deve rimanere seduto lì, però non c'è neanche un'alternativa che viene proposta da questa stessa maggioranza. Volete prendere ancora tempo: questo lo abbiamo capito. Oggi, noi quello che chiediamo è che la Conferenza dei Capigruppo si riunisca seriamente, con questa questione scritta all'ordine del giorno, e che ci sia un percorso che porti al prossimo Consiglio. Se poi avete altre idee ce le proporrete, ma che si fissi, perché è già due volte che si fissa una data certa che poi diventa incerta! Oggi, poi, abbiamo parlato delle questioni forestali dicendo "no, ma è a posto, l'anno prossimo mettiamo... ": ma chi si fida più di quello che dite! Ma chi si fida più! Voi cambiate le carte in tavola ogni volta, nelle riunioni ufficiali e in quelle non ufficiali: ogni volta è così! Si arriva fin lì e poi: no, eh no, è cambiato! Non è così: noi non ci fidiamo.
Le cose si fanno in trasparenza, si fanno attraverso la Conferenza dei Capigruppo o gli eletti, questo poi si può decidere: noi abbiamo inserito la Conferenza dei Capigruppo, perché è l'organo che dovrebbe teoricamente essere coinvolto su una cosa del genere. Se voi invece volete aspettare perché avete altre cose, ma ditelo! Mettetene uno di transizione che duri quindici giorni invece che sei mesi: il primo è durato un po' di più, il secondo meno, il terzo vedremo! Ma mettete qualcuno! Tirate a sorte, se non riuscite a mettervi d'accordo, ma fate qualcosa! Noi - veramente! - non ci sentiamo rappresentati da questa assemblea che dovrebbe essere rappresentativa di tutti, noi compresi, noi intesi come singoli, in gruppo, in opposizione o in maggioranza: noi tutti. Quella attuale è una legislatura veramente vergognosa per tantissimi aspetti e questa è un'altra e ulteriore pagina che sarà scritta nei libri delle legislature - adesso non scomodiamo la storia, perché sicuramente non è la storia importante quella che viviamo noi - che si racconterà nei manualetti di Portes Ouvertes, quando accompagnate in visita le scolaresche.
Al di là di aver fatto una crisi di settanta giorni, di aver fatto dimettere la Giunta, il Presidente non si è dimesso, poi si è ricostituita una Giunta, poi il Presidente si è risfiduciato, poi non si è dimesso, poi si è dimesso tutto l'Ufficio di Presidenza, adesso stiamo qualche mese senza Presidente e poi vediamo. Questa è la conduzione che voi avete dell'assemblea e soprattutto della vita amministrativa della nostra regione, perché la presidenza del Consiglio ha comunque delle implicanze sulla vita amministrativa di tutti noi e della comunità. Ancora una volta, se pensate che questo sia l'atteggiamento giusto e che sia degno delle istituzioni che rappresentiamo, noi pensiamo che sarete ancora incoraggiati a continuare così. Grazie.
Presidente - Siamo in discussione generale. La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Solo per portare un piccolo contributo. Bene ha fatto il collega Viérin a ripercorrere, come abbiamo fatto più volte, la storia di questa legislatura, in merito alla votazione dell'Ufficio di Presidenza. Abbiamo avuto modo di fare tutta una serie di passaggi all'interno di quest'aula e, non ultimo, nelle sedute consigliari più recenti, nelle quali in maniera continuativa veniva iscritta all'ordine del giorno la sostituzione dell'intero Ufficio di Presidenza dimissionario.
Nei miei precedenti interventi in merito a questo tema ho sempre manifestato una valutazione di carattere generale sulla necessità di aprire un confronto tra le varie forze politiche, cercando di uscire da questo imbarazzo dal punto di vista istituzionale e politico, che viene condiviso a 360 gradi da tutti gli eletti all'interno di questa assise. È proprio per questo motivo che all'interno della Conferenza dei Capigruppo, che è stata convocata appena prima della riunione del Consiglio regionale ultimo, avevamo fatto una proposta, che tra virgolette è anche all'interno del vostro deliberato, di rimandare alla Conferenza dei Capigruppo stessa la possibilità di iscrivere questo punto all'ordine del giorno, in modo tale da poter discutere in maniera serena e addivenire a una nuova definizione dell'Ufficio di Presidenza.
Affinché si possa determinare questo tipo di percorso ci devono essere le condizioni, quindi non ci sembra opportuno andare a mettere degli elementi temporali. Quello che volevo dire è che a oggi nulla di nuovo c'è, rispetto a quanto definito la settimana scorsa, in merito agli aspetti legati alla necessità della Conferenza dei Capigruppo di addivenire a una discussione che possa andare a definire nuovi rappresentanti all'interno dell'Ufficio di Presidenza.
Presidente - Altri? Laurent Viérin per il secondo intervento. Prego.
Viérin L. (UVP) - Solo per prendere atto e ringraziare dell'intervento il collega Borrello. Se non abbiamo capito male, sareste d'accordo nell'accettare?
(Voce fuori microfono)
Allora, magari, se ci decodifica per la gente normale quello che ha detto in politichese. Grazie.
Presidente - La parola al collega Farcoz.
Farcoz (UV) - Grazie Presidente.
Semplicemente per fare la sintesi, anche da parte nostra, di quello che è successo, non così remota, ma semplicemente dell'ultima adunanza, in cui il Consiglio ha deliberato questo oggetto: "la questione sospensiva testé proposta dal consigliere Borrello e rinvia gli oggetti iscritti ai punti 4, 5 e 6 dell'ordine del giorno ad un'altra adunanza consigliare da individuarsi da parte della Conferenza dei Capigruppo". Ora, nel giro di quindi giorni, c'è una mozione in cui si dice che questa Conferenza dei Capigruppo è commissariata, addirittura, nel decidere questa data che nell'adunanza precedente abbiamo deciso.
Capisco che cambiare idea va abbastanza di moda, però la questione credo che sia che il Consiglio ha approvato una certa via, che è quella di rinviare alla Conferenza dei Capigruppo la decisione della data in cui si deciderà per la Presidenza del Consiglio. Questo credo che sia un atto votato dal Consiglio a maggioranza e di conseguenza questa è la nostra risposta.
Presidente - La parola al collega Rosset.
Rosset (UVP) - Grazie Presidente.
Essendo direttamente interessato, mi preme fare due considerazioni. Sempre noi parliamo - lo faremo anche più tardi con la prossima mozione - degli attacchi che vengono sferrati alla nostra autonomia in questa epoca di rafforzamento del centralismo, ma direi che vale anche il celebre adagio "chi è causa del suo male pianga se stesso", nel senso che l'autonomia speciale si può degradare anche per il suo cattivo utilizzo e la questione che stiamo discutendo va in questa logica. È chiaro che la vicenda che riguarda l'Ufficio di Presidenza non fa bene alle nostre istituzioni e alla nostra credibilità, soprattutto in un momento già di per sé già molto difficile. Siamo in una situazione grottesca, in un grottesco regime di prorogatio, dove le dimissioni del Presidente Viérin e dell'intero Ufficio di Presidenza vengono rinviate di volta in volta, aspettando chissà quale suggeritore che influenzi la decisione per la nomina del Presidente.
Ora, è vero, consigliere Farcoz, che qui possiamo anche aspettare. Aspettiamo pure, ma se lei crede che questa è la soluzione migliore per dare credibilità ad una assemblea come questa, io lascio giudicare i cittadini, i quali non solo sono basiti, ma anche attoniti da questa situazione. A dire il vero dovrebbero essere attoniti di questa maggioranza, ma si sa che il vento dell'antipolitica alla fine non fa grandi distinzioni, quindi siamo tutti sulla stessa barca. È per questo che chiedo con decisione - noi richiediamo con decisione - che così non si può andare avanti, in questa logica di trascinamento del problema, come se la cosa importante fosse quella di sopravvivere in una situazione politica che farebbe sorridere, se non ci trovassimo di fronte alla lesione del Consiglio regionale. Ribadisco: alla lesione del Consiglio regionale, caposaldo nel nostro sistema parlamentare. È questo l'aspetto fondamentale!
Ma questa scelta fa gioco e conferma l'utilizzo della nostra autonomia in un modo un po' presidenzialista, che prevede un ruolo sempre più passivo e secondario della nostra assemblea, e questo non va bene. E allora il Consiglio decida! Decida questa assemblea, il proprio Presidente, il proprio Ufficio di Presidenza, attraverso la convocazione di questa Capigruppo, ma si trovi la soluzione per aprire una discussione e votare questo Ufficio di Presidenza.
Presidente - Grazie collega. Altri? La parola al collega Guichardaz per dichiarazione di voto.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Noi prendiamo atto di questa mozione, che evidentemente non valeva la pena di essere posta alla nostra attenzione, diversamente dalle altre che avete ritenuto opportuno presentarci e che abbiamo firmato in quanto componenti dell'opposizione. Mi sembra che qualcuno abbia già deciso dove collocarci e che tipo di collocazione darci.
Sinceramente, devo dire che io non sono abituato ad un linguaggio politico un po' allusivo e non troppo chiaro; parlo per quanto riguarda me. Noi diciamo le cose che riteniamo di dover dire sul contenuto della mozione e siamo ben contenti - lo devo dire - che si parli finalmente di dialogo per la scelta della Presidenza del Consiglio. È opportuno un dialogo e che questo sia aperto, per quanto riguarda l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, perché effettivamente questa situazione di vacatio imbarazza un po' tutti, ma imbarazza anche noi. Quindi, è bene che in un contesto trasparente e aperto, che è quello della Conferenza dei Capigruppo, si apra un dialogo.
Voi avete scritto "un dialogo serio": io penso che quando si apre, un dialogo è serio comunque, perché nel momento in cui ci si mette intorno ad un tavolo, nella trasparenza delle idee e delle proposte, deve essere serio per forza. Perché mettere come condizione del dialogo la serietà? Mi sembra che, tutto sommato, sia un aggiungere una considerazione a un dialogo che probabilmente c'è stato, che io personalmente non conosco e che non è stato serio. Bene, quindi, che la minoranza e l'opposizione - dispiace che su questa cosa non siamo stati più di tanto consultati - ritenga che finalmente si debba aprire un dialogo serio. Magari sarebbe interessante capire se voi avete elementi per dire che il dialogo precedente, se c'è stato, non è stato serio: questo sarebbe interessante che qualcuno di voi magari ce lo dicesse.
Il dialogo serio, a parere mio e nostro - ed è il motivo per cui noi ci asterremo su questa mozione - è quello che non ha termini. Siccome riguarda tutti e coinvolge tutto il Consiglio, come giustamente avete chiesto, che sarà fatto nella trasparenza nella Conferenza dei Capigruppo, è un dialogo che, a mio parere, nel momento in cui viene indicata una scadenza, diventa un percorso a tappe forzate. Se vogliamo fare un dialogo a tappe forzate, bene: vorrà dire che vi prenderete e ci si prenderà l'impegno di trovarsi H24 in Conferenza dei Capigruppo, magari chiudendosi in conclave, per cercare di capire se è sostituibile e in che termini la Presidenza del Consiglio e l'Ufficio di Presidenza. Ricordo, come giustamente è stato detto, che bisogna mettersi intorno ad un tavolo anche per cercare di capire chi saranno gli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza e per capire se esistono degli equilibri, che mi sembra oggi siano stati teorizzati diversamente da quelli che sono ancora presenti allo stato attuale.
Un'annotazione: non siamo stati noi a teorizzare in beata solitudine i niveaux différents; qualcun'altro ha ipotizzato i niveaux différents e oggi vengono lanciati lì in modo allusivo, come se fosse una questione del gruppo PD-Sinistra VdA. Non c'entra niente! È una cosa che non ha nulla a che vedere, oggi, con un dialogo serio sulla composizione dell'Ufficio di Presidenza e sulla scelta del Presidente del Consiglio. Bene che, finalmente, di questo argomento si ragioni in un contesto trasparente e chiaro, in cui si mettono sul tavolo contenuti, nomi, idee, proposte e anche una prospettiva per il futuro. Secondo me, mettere una data è un forzare il dialogo, rischiando da farlo diventare una cosa poco seria. Prendiamoci il tempo che è opportuno prenderci. L'auspicio, per quanto ci riguarda, è quello che, entro la prossima seduta consiliare, ci sia finalmente un tavolo di Presidenza e un Presidente rappresentativo di questo Consiglio, in grado di far valere le regole a beneficio di tutto il Consiglio. Un organismo finalmente legittimato, perché effettivamente - condivido con i colleghi - un Ufficio di Presidenza dimissionario risulta anche un po' imbarazzante agli occhi dei cittadini. Grazie.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Condivido la prima parte dell'intervento del collega Borrello quando dice che dobbiamo uscire da questo imbarazzo. Però per uscirne, dato che faccio parte della Conferenza dei Capigruppo, le opzioni devono essere chiare! Per uscire dall'imbarazzo, collega Guichardaz, le opzioni devono essere chiare. Per poter confezionare un Ufficio di Presidenza, oltre al Presidente, gradiremmo avere qualche informazione in più da questa maggioranza. Se l'opzione A è quella che interessa a voi, cioè confezionarvi il vostro Presidente del Consiglio, allora arriverete in aula, ve lo votate, lo decidete e ci direte: questo è il nostro Presidente del Consiglio. Oppure, c'è un'opzione A1, che è quella di aprire un dialogo serio, ma tra tutte le forze politiche, al di là di chi vorrà andare o di chi sta ad oggi in maggioranza o all'opposizione! Gradiremmo saperlo dal Presidente della Regione se c'è una volontà per l'opzione A1, cioè l'impegnativa di questa mozione: quella di aprire un dialogo serio tra tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Tra tutte le forze politiche! È questo che noi abbiamo chiesto nella Conferenza dei Capigruppo.
C'è anche una terza opzione, chiamiamola A2. Se il contesto non è chiaro, allora chiaritevi tra voi diciotto e magari qualcun'altro, però noi entreremo nel merito e abbiamo sottoscritto questa mozione, perché riteniamo che ci debba essere chiarezza, se l'opzione è quella A2, tra chi è in maggioranza e chi è all'opposizione. Altrimenti è molto difficile poter aprire un dialogo serio -scusi collega Guichardaz - perché a oggi nessun dialogo è stato aperto nella Conferenza dei Capigruppo, quantomeno col gruppo ALPE.
Se c'è la volontà da parte di questa maggioranza di aprire il dialogo a tutte le forze, noi ci saremo e per l'8 e 9 aprile ci sarà un nuovo Presidente del Consiglio e un Ufficio Presidenza con vicepresidenti e segretari di maggioranza e di opposizione. Se così non è, fatevi il vostro Presidente e, terza opzione, come dicevo, se invece la maggioranza è variabile fatecelo sapere al più presto.
Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Ringraziamo il collega Guichardaz per aver risposto, a nome della maggioranza, su questo tema e chiariremo subito perché non vi abbiamo coinvolti. Già il fatto che vi indirizziate all'opposizione dicendo "voi", credo che sia già una delle risposte, ma non abbiamo coinvolto il vostro gruppo semplicemente perché su questa questione forse dovreste essere a voi uscire un po' dall'imbarazzo. Nelle ultime adunanze del Consiglio vi siete distinti con una posizione di attesa rispetto alle forze di opposizione, che invece volevano risolvere questa questione. Prendiamo atto che la posizione si è modificata rispetto all'inizio della legislatura. Dove c'è un Presidente da votare, si vota, collega Guichardaz! Prendiamo anche atto che lei è sulla linea del collega Farcoz, con una distinzione: il collega Farcoz parla di "data da destinarsi", lei di "non termine". Ma insomma, piano piano siamo sicuri che queste nuances potranno confluire in un'intesa.
Il fatto che non ci sia la soluzione di un problema e di aver parlato di dialogo serio: beh, le questioni sono connesse. Il dialogo che fino ad oggi c'è stato - forse non sono stato chiaro nella mia esposizione - è stata una riunione della Conferenza dei Capigruppo alla vigilia dell'ultimo Consiglio regionale! Tutti in quest'aula siamo per un dialogo, ma quello che codifichiamo attraverso la Conferenza dei Capigruppo non c'è stato. Tutti gli altri dialoghi noi non li reputiamo dei dialoghi seri!
Oggi prendiamo atto che c'è una volontà che è un po' trasversale - semitrasversale, via! - di una parte della maggioranza, di quel che è rimasto della maggioranza con un pezzettino, che dice: ma sì, abbiamo tempo! Ma noi non siamo così ingenui da non capire che questo tempo sarà colmato da qualcosa: uscite da questo imbarazzo e colmatelo subito! Questo noi stiamo dicendo! Noi non stiamo contestando le scelte che ognuno di noi farà, stiamo semplicemente dicendo: facciamo qualcosa! Che è diverso! Quindi se avete la forza - avete! Considerato che noi siamo noi e voi siete voi - di eleggervi un Presidente del Consiglio, visto che forse i numeri a questo punto sono leggermente più sostenibili, ma votatevelo! O ci sono altre questioni? O dovete aspettare... ? Perché non lo capiamo! Adesso capiamo ancora meno!
Se invece voi pensate, come il collega Farcoz... Scusi collega Farcoz se le ricordo che l'ultima era una questione pregiudiziale che diceva di fissare una data: lei l'ha diligentemente, come sempre, letta. Questa mozione codifica semplicemente una data intesa come quella del prossimo Consiglio, non è che... ! Noi non commissariamo nessuno! Anche perché non c'è nulla da commissariare: non c'è più niente.
Noi vogliamo capire, ma l'abbiamo capito senza bisogno di ascoltare interventi di altri della maggioranza: l'abbiamo perfettamente capito. Quello che diciamo è: apriamo sto dialogo serio, secondo noi. Che sia un dialogo serio, perché non tutti i dialoghi lo sono: ci sono dialoghi che portano a qualcosa e dialoghi che non portano a nulla. Noi siamo sempre stati per il dialogo, ma quando ha rischiato di portare, come poi ha portato, a un accordo Union, Leone Rosso e PD, noi ci siamo sottratti e siamo contenti che invece lei ne faccia parte. Per quanto ci riguarda, noi riteniamo che sia un dialogo serio, quello che noi vogliamo fare sulla Presidenza del Consiglio, senza mischiare altri tavoli (ecco i niveaux différents, come noi riteniamo; poi ognuno è libero di pensarla come vuole). Se invece la caramellina che arriva in altri posti significa sbloccare altre caselle qui, fatelo! Ma piantatela lì di prendere tempo, perché tutta la Valle d'Aosta l'ha capito! Tutta la Valle d'Aosta l'ha capito. Noi oggi semplicemente vogliamo capire come questa maggioranza - perché ancora c'è questa maggioranza, se non abbiamo capito male almeno su questo; quel che ne è rimasto - ci dica come intende muoversi, perché è una cosa di tutti, non solo di una parte, di voi! È una parte che coinvolge tutti.
Non c'è la volontà di fare questa riunione seria, perché addirittura qualcuno riesce a non condividere e a astenersi anche sulla richiesta di una riunione dei Capigruppo per aprire un dialogo serio. Vediamo poi se anche la maggioranza si astiene o se - come avevamo intuito, ma avevamo intuito male, dal collega Borrello - almeno questo si poteva accettare: si convoca la Conferenza dei Capigruppo e si intavola un dialogo serio. Volete fissare la data dopo le elezioni comunali? Ma mettetevi la data dopo le comunali! Avete i numeri per farlo: mettetevela! Volete metterla dopo altre questioni che arriveranno? Fatelo, non c'è problema! Però diciamoci tra di noi quale data vogliamo fissare, altrimenti non capiamo perché c'è un Presidente del Consiglio: possiamo abolirlo se non serve a niente! La gente fuori questo capisce! Lei, Guichardaz, ci viene a dire in quest'aula che il dialogo può andare avanti anche mesi, ma il Presidente del Consiglio è eletto nella prima adunanza del Consiglio Valle all'inizio di una legislatura, perché è il primo passo affinché il Consiglio possa lavorare! Altrimenti, andiamo a votare e la prossima legislatura l'apriamo con un Presidente del Consiglio che eleggiamo dopo sei mesi. Non si può! Il primo atto di una legislatura è l'elezione del Presidente del Consiglio!
Se adesso qui vogliamo prenderci in giro, facciamolo pure, però smettiamola almeno di utilizzare il "politichese", che invece si contesta in altre occasioni.
Quello che noi vogliamo dire è che non abbiamo attaccato nessuno. Abbiamo semplicemente difeso una mozione che chiede l'apertura di un tavolo tra le forze presenti in questo Consiglio, per provare a eleggere il Presidente del Consiglio per il prossimo Consiglio Valle. Non siete pronti? Avete altre cose? Non c'è problema! Però almeno non tirate dentro noi e altre questioni, perché noi non c'entriamo! Noi riteniamo che sia da eleggere: che sia della maggioranza o dell'opposizione; l'abbiamo detto in premessa. Anche uno della maggioranza! Se si ritiene che ci sono... Forse è questo che non va bene: adesso capisco anche questo. Forse è questo che non va bene! Quando noi diciamo che la maggioranza si elegga un altro Presidente: eh no, bisogna aspettare! E allora capiamo un'ulteriore pezzo.
Comunque non abbiamo ancora capito, ma sicuramente qualcuno adesso ci farà la sintesi di quale sia la posizione della maggioranza, quella vera, quella ancora esistente e non ancora modificata geneticamente; che ci dica oggi se abbiamo - se avete - intenzione di risolvere la questione della Presidenza del Consiglio. Invece, l'opzione B è la data da destinarsi di Farcoz, che non è male come slogan: quando faremo questo? Mah, a data da destinarsi. È il nuovo slogan politico in Valle d'Aosta: quand'è che fai questo? Data da destinarsi. O sennò, terza opzione - non so se si può fare, Presidente; chiediamo lumi all'ufficio legale - aboliamo il Presidente del Consiglio, così risolviamo un problema alla maggioranza e a qualcuno che ancora in maggioranza non è, ma per poco.
Presidente -La parola, per la replica, al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Il dibattito di oggi fa seguito a una serie di altri sullo stesso tema avuti nei giorni precedenti. Il Presidente del Consiglio che è votato all'inizio della legislatura, come sappiamo, non è sfiduciabile e difatti la delibera che era stata presentata era un invito a dimettersi. Voglio ricordarlo, perché sennò non lasciamo capire alla gente. Sappiamo che quella mozione ha avuto i voti favorevoli, per cui l'invito era valido, ma era un invito. Se il Presidente del Consiglio non si fosse dimesso successivamente, quella mozione non avrebbe avuto esito, nel senso che era un invito: votato a maggioranza, ma che rimaneva un invito. Ho voluto ribadire questo, perché nello specifico non è che non c'è un Ufficio di Presidenza, anche se dimissionario. L'Ufficio di Presidenza c'è e può funzionare tranquillamente fino a quando non sarà sostituito.
Detto questo, la risoluzione approvata la volta scorsa diceva che attraverso la Conferenza dei Capigruppo si attiverà il meccanismo per arrivare a definire la soluzione di questo problema. Ora, voi ribadite di dare il mandato ai Capigruppo di portare questo entro una data. Non abbiamo voluto mettere allora la data, proprio perché si doveva fare un dialogo, che ribadisco, perché di dialoghi ne abbiamo avuti! Non vorrei che qui si facesse finta che nell'intertempo non c'è stato un dialogo a quattro; perché dobbiamo dircelo! Allora, è inutile che si faccia finta adesso che qui non si è mai parlato di questo tema: noi ne abbiamo parlato a quattro! Vogliamo dirlo? E allora quello non era un dialogo serio? Allora ci avete presi in giro? Ah, bene! Fa piacere saperlo! Capisco adesso il senso del serio! Allora quelle erano parole a vanvera! Diciamocelo, perché sennò io questo non lo capisco. Il dialogo è stato aperto su questo tema specifico a quattro; è vero che non c'era l'ALPE e non c'erano i Cinque Stelle, ma a quattro se n'è parlato. Poi qualcuno si è sfilato e non ha più voluto continuare il dialogo: questo dobbiamo dircelo!
(Voce fuori microfono)
No, non è stato detto questo... Ah bene! Mi fa molto piacere se lo ribadisci.
Io voglio solo spiegare che non è che non si è tentato un dialogo. Da questo dialogo a quattro qualcuno si è sfilato, per cui questo dialogo è continuato comunque. Noi abbiamo votato una risoluzione che dice: vogliamo che i Capigruppo riprendano questo dialogo - tutti i Capigruppo - e si arrivi a una definizione. Non abbiamo messo la data, proprio perché questo dialogo deve cominciare e avere una sua collocazione naturale di dialogo, che non è legato a tre giorni, una settimana, alla prossima assemblea: deve avere un percorso che possa portare a una soluzione, se possibile condivisa.
Lo ribadisco: qui non è il problema di voler fare solo maggioranza, perché sennò sarebbe troppo facile. No: vogliamo che ci sia un dialogo aperto e dare una risposta a quello che vogliamo. Come tale, proprio perché è un dialogo aperto, vogliamo che ci sia la possibilità di avere il tempo necessario. Quindi, noi sull'insieme della mozione, proprio perché il mandato ai Capigruppo c'è già, ci asterremo.
Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Per chiarire, visto che probabilmente non è stato molto inteso nell'intervento.
A onor del vero, Presidente - avevamo già risposto al collega, ma probabilmente lei era distratto - noi abbiamo chiesto sulla Presidenza del Consiglio un dialogo di tutte le forze; ecco i niveaux différents. Il dialogo a quattro era sulle elezioni comunali di Aosta e quando io, in questo momento, ho cercato di ricordare certi passaggi...
(Interruzione di alcuni consiglieri, fuori microfono)
Il collega Guichardaz non c'era, perché appartiene ancora a un pezzo diverso.
Poi potrete parlare anche voi, quando avrete la parola, se anche questa è civiltà.
Presidente - Un po' di silenzio.
Viérin L. (UVP) - È stato aperto un dialogo sulle elezioni comunali, che ha portato all'accordo che citavo prima: Union, PD, Leone Rosso, eccetera.
(Voci fuori microfono)
Su questa cosa noi abbiamo scritto in tutte le salse e rivendicato da settimane e già nei Consigli a inizio anno - prendete i verbali, se non ve lo ricordate - che la questione della Presidenza del Consiglio (punto A) non era un baratto rispetto ad altre caramelline che poi altri anno avuto...
(Voci fuori microfono)
... (punto B) non era una questione che doveva riguardare il Consiglio Valle perché la Presidenza del Consiglio...
Presidente - Collega Guichardaz, per cortesia!
Viérin L. (UVP) - ... è una questione che deve riguardare tutte le forze politiche all'interno di quest'aula. Se poi oggi voi volete, come sempre, rimescolare le carte e cambiare, siete liberi di farlo. La nostra posizione è questa! Se poi voi volete scegliere anche per noi la nostra posizione - Presidente, lo sappiamo che lei vuole fare così - noi non ci stiamo! La nostra posizione è chiara, è limpida da sempre - da sempre! - e oggi abbiamo capito che lei ha solo sancito e confermato che l'astensione annunciata dal collega Guichardaz era poi quella della maggioranza su questo argomento; senza nessun problema. Abbiamo ribadito che voi avete una data da destinarsi e che noi (i colleghi che hanno firmato questa mozione) avremmo voluto risolvere la questione in tempi più brevi, proprio perché riteniamo che sia stata gestita principalmente dalla maggioranza, la quale doveva sostituire questo Presidente, in modo, a nostro avviso, non degno delle istituzioni che rappresentiamo.
Come sempre noi non abbiamo problemi a rispondere a ciò che voi cercate di interpretare. Vogliamo solo dire che i dialoghi erano aperti su altri tavoli e che sempre voi avete cercato di mescolarli, mentre noi abbiamo sempre cercato di dire che erano tavoli diversi e proprio per questo gli abbiamo abbandonati. Tavoli dove altri si sono seduti in modo molto pacifico e dove sono rimasti: liberi di farlo, ma liberi anche noi di abbandonare certi tavoli! E vedremo dove questi tavoli vi porteranno.
(Voci fuori microfono)
Presidente - Collega Guichardaz, per cortesia!
La parola al collega Fabbri.
Fabbri (UVP) - Grazie Presidente.
Come al solito, queste discussioni prendono un aspetto un po' surreale, oppure riguardano - come possiamo dire - delle retrovisioni che a me personalmente non appartengono. Però volevo fare una piccola considerazione.
Qui ci viene rimproverato di aver dato un termine perentorio a questo colloquio a cui tutti convergono. Questo termine perentorio, in realtà mi sembra che sia una cosa chiarificatrice, anche per chi ci sta ad ascoltare fuori! Perché sennò andiamo nella logica del tirare a campare prima di tirare le cuoia, che la gente non capisce! Semplicemente diamoci un termine! Sennò qui nessuno riesce più a capire niente.
Lei Presidente diceva che il Presidente del Consiglio non è dimissionabile, però poi dopo è stato sfiduciato dal Consiglio, dopo di che si è dimesso. Dico bene?
(Voci fuori microfono)
Si è dimesso? Mi sembra che si sia dimesso. Non è sfiduciabile, ma si è dimesso, giustamente nel cursus della cosa. Però chi ci sta ascoltando da fuori pensa che ci sia un Presidente del Consiglio che si è dimesso e che sono mesi che non riusciamo a sostituirlo. E questi sarebbero i termini perentori dei quali siamo accusati? Ma a me sembra piuttosto logico darci un termine e non una cosa così, vaga, il tirare a campare che dicevo prima. Abbiamo solo ed esclusivamente espresso questo nostro desiderio, che credo che sia quello di tutti i nostri concittadini.
Presidente - Grazie collega. Mettiamo in votazione l'atto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 14
Astenuti: 20 (Baccega, Bianchi, Borrello, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin e Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Chiudiamo i lavori della mattinata, ci vediamo alle 15,30.
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La seduta termina alle ore 13,06.
