Oggetto del Consiglio n. 969 del 15 gennaio 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 969/XIV - Reiezione di risoluzione: "Provvedimenti urgenti per la verifica della regolarità delle concessioni all'utilizzo a fini idroelettrici e adozione di provvedimenti ai fini della revisione dei canoni e dell'applicazione delle sanzioni a carico dei trasgressori".
Presidente - Chi vuole illustrare la risoluzione? Chiede la parola il Consigliere Ferrero, ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
In seguito all'interpellanza che abbiamo presentato oggi, noi gradiremmo una conferma degli impegni da parte della Giunta regionale, riguardo ai provvedimenti che devono essere adottati, per far chiarezza sull'utilizzo delle acque a fini idroelettrici. Ci sono, secondo noi - ma direi che ormai è una certezza quasi matematica ed è solo da fare l'accertamento da parte delle competenti autorità - degli abusi che comportano guadagni di milioni, milioni e milioni di euro, superiori a quelli che sono consentiti dalle concessioni.
Non possiamo far finta di niente, non possiamo continuare a lasciare andare avanti questa situazione di irregolarità permanente. Di conseguenza chiediamo semplicemente - nulla di straordinario - che sia fatta chiarezza, che sia fatto un controllo a tappeto su tutti gli impianti idroelettrici, che siano erogate le necessarie multe o sanzioni dove necessario e che nei casi più gravi si provveda alla revoca delle concessioni.
Chiediamo, inoltre, che si vada già a emettere un ulteriore provvedimento di proseguimento della moratoria per la concessione di ulteriori autorizzazioni per lo sfruttamento delle acque e che si faccia anche un adeguamento dei canoni di concessione, perché è una vergogna che la Regione alla fine si prenda dallo 0,83 all'1 percento del guadagno che un privato o una società privata si mettono in tasca. Penso che questa - possiamo dire che avviene con la nostra complicità - è una cosa che, in questo momento storico in cui il bilancio è così problematico, non ha ragione di essere.
Io mi rivolgo sia al Presidente della Regione che all'Assessore competente. C'è da parte nostra la volontà di affrontare in maniera calma, riflessiva e cosciente i risvolti che ci possono essere nell'economia valdostana, rispetto a un intervento di questo genere. È ovvio che, se da parte vostra non vediamo nessun impegno e nessun gesto di buona volontà, faremo a modo nostro, ma vi faremo male, eh! Vi faremo male e anche tanto! Io chiedo da voi una scelta di responsabilità: noi non vogliamo creare un putiferio, né fare scoppiare delle cose in questo momento; noi vogliamo recuperare i soldi dei valdostani. Quei soldi che adesso vanno ai privati, noi li vogliamo rimettere nel bilancio regionale, li vogliamo rimettere per tutto quello che è stato tagliato indebitamente: contributi alle badanti... Io parlavo oggi, prima di venire qui, con un agricoltore che fa parte di una latteria turnaria regionale: prima non pagavano nessun affitto, mentre adesso si trovano improvvisamente a dover pagare migliaia di euro di locazione e hanno in pratica l'acqua alla gola. Ecco: togliamo l'acqua alla gola! Prendiamo quello che è dovuto dai privati, i quali finora hanno usufruito di un trattamento di favore. Secondo noi è venuto il momento di cambiare rotta.
È un invito bonario, cosciente dei problemi e delle problematiche che ci sono sotto, però non voglio e non vogliamo, come Movimento Cinque Stelle, sentire parlare in questo momento di qualsiasi atto amministrativo o di altro tipo, che vada a prevedere delle specie di, tra virgolette, sanatorie per incrementi della produzione oltre le concessioni. Se voi andrete in questa direzione, vi assicuriamo sarà une guerra, ma sarà una guerra vera e propria! Perché qui parliamo di decine di milioni di euro che possono essere recuperati. Per quanto ci riguarda è una mano tesa. Vedremo qual è la vostra risposta.
Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? La parola all'Assessore Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
La risoluzione ci dà l'occasione per ribadire alcuni concetti che sono stati espressi ieri, in occasione della risposta all'interrogazione, laddove abbiamo detto che i controlli vengono effettuati e che nei casi di supero di prelievo vengono comminate le contravvenzioni previste, da parte del Corpo Forestale, per le violazioni che la struttura demanio indica e segnala. Vengono richieste e vengono incassate le somme dovute, a titolo di canone e sovracanone, da parte della struttura. Abbiamo provveduto con la delibera di dicembre ad aumentare i canoni di derivazione e un percorso si è avviato.
Per questo motivo noi chiediamo di rinviare al tavolo della Commissione il dibattito in argomento, tenuto conto che è in previsione, a tempi brevissimi, il confronto sul piano di tutela delle acque, che è l'argomento chiave che va a determinare tutto il percorso. Sarà un'occasione per avere sicuramente dei dati certi da parte degli uffici, sui quali fare delle valutazioni e adottare gli adeguati approfondimenti. Quindi, chiediamo un rinvio al tavolo della Commissione e in caso contrario, su questo tipo di risoluzione, noi chiederemo il voto di astensione, però con l'impegno di portare comunque in Commissione tutti i dati chiari, per poter fare i migliori approfondimenti del caso, andando nella direzione della chiarezza.
Presidente - Grazie Assessore. Chiede la parola il Consigliere Viérin, ne ha la facoltà.
Viérin L. (UVP) - Merci Monsieur le Président.
Émile Chanoux disait "La Vallée d'Aoste est fille de ses eaux". Donc l'eau a depuis toujours représenté pour notre région une ressource et une opportunité. Dans notre histoire, dans un moment historique où nous avons eu la possibilité de redevenir propriétaires de nos eaux que le fascisme nous avait enlevées, nous avons vu que cette prérogative peut représenter pour la Vallée d'Aoste, même dans un moment où l'autonomie est mise en discussion, un moment qui fait comprendre que les valdôtains peuvent effectivement être maîtres chez eux.
Le risorse idriche della Valle d'Aosta, ricche e che si prestano alla possibilità di sfruttamento, vanno contemperate con la tutela del nostro territorio, pur riconoscendo la possibilità anche per i privati di accedere a questa possibilità di utilizzo e di sfruttamento: questo è ciò che l'Amministrazione ha sempre cercato di fare, almeno nelle sue intenzioni. Negli anni questi utilizzi, soprattutto a seguito della regolamentazione delle disposizioni in materia idroelettrica, hanno avuto un'espansione non solo in Valle d'Aosta. Oggi i colleghi portano all'attenzione momenti che possono vedere la degenerazione di un sistema e che vanno assolutamente rivisti, ma questa espansione nel tempo porta oggi a fare una riflessione molto accurata, perché effettivamente ci sono state - le delibere di Giunta di tutti questi anni sono qui per testimoniarlo - tantissime richieste, ci sono state tantissime concessioni, ci sono stati tantissimi aumenti di confronto per contemperare l'utilizzo equo delle acque e soprattutto la tutela del nostro territorio, evitando che lo sfruttamento esagerato portasse altre conseguenze, contemperando anche una realtà che è patrimonio di tutti i valdostani, che è la Compagnia Valdostana delle Acque. Se fino ad un certo momento storico lo sfruttamento autonomo delle risorse dei valdostani poteva essere ininfluente, oggi può effettivamente essere presente e in modo anche massiccio, ma soprattutto dopo la nascita della Compagnia Valdostana delle Acque, che è un patrimonio di tutti i valdostani, va contemperato anche con questa realtà, affinché sia un patrimonio di tutti, come giustamente è stato sottolineato, e che non vada a sottrarre risorse che possono, soprattutto in un momento di difficoltà, essere utilizzate per la comunità in generale.
Sull'utilizzo si può discutere, perché anche su questo ci andrebbe una condivisione, su quello che oggi è il tesoro della Compagnia Valdostana delle Acque, affinché le risorse rimangano in Valle d'Aosta, magari studiando dei piani speciali di intervento che facciano rimanere qui le risorse, che alimentino l'indotto, inteso in particolare come settore edilizio, e che possano far ripartire anche l'economia. Oggi la risorsa acqua può effettivamente rappresentare per il futuro una delle opportunità per andare a supplire i tagli di bilancio o comunque le ristrettezze economiche.
Noi sicuramente sosteniamo e abbiamo aderito sottoscrivendo il documento dei colleghi del Movimento Cinque Stelle, perché crediamo che l'attenzione debba rimanere alta, affinché un patrimonio di tutti non diventi uno sfruttamento di pochi. Il nostro obiettivo come amministrazione e come amministratori è quello di cercare di valorizzare ciò che la Valle d'Aosta ha in tutti i settori come patrimonio, operando dal punto di vista delle norme, ma anche e soprattutto dal punto di vista della vigilanza, perché una volta che si sono fatte le norme, se nessuno controlla si rischia effettivamente di degenerare. Noi da un punto di vista di fondo, anche ideologico, condividiamo un motto che negli anni 70-80 ha contraddistinto questa comunità, che era quello di conservare il territorio, non in termini negativi o fanatici, intesi come il non poter utilizzare nulla di ciò che la Valle d'Aosta ha, ma oggi è necessario evitare che ci siano delle degenerazioni in termini di sfruttamento di un territorio che può dare tanto e che soprattutto può dare tanto a tanti. Grazie.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
È con grande piacere che oggi intervengo su argomenti che nella passata legislatura non sembravano di interesse generale o limitati a una piccola parte dell'opposizione. Devo dire con molta soddisfazione che il concetto dell'acqua in quanto bene comune, così come alcuni temi che magari venivano ridicolizzati, oggi non è solo un patrimonio di persone che in qualche modo venivano etichettate come quelle che scendono in campo con la falce e il martello, ma mi sembra sia diventato un concetto universale che, al di là delle diverse sensibilità politiche, accomuna tutte le comunità. Vorrei ricordare che il tema fu portato all'attenzione, perché si andava incontro anche a fenomeni molto gravi di variazione climatica e a un ridursi significativo delle acque. Poi, paradosso dei paradossi, mentre noi lanciavamo queste cose qui, l'hanno scorso è stata un'annata piovosissima, per cui se continuiamo a parlare di siccità, può darsi che continuiamo a far venir la pioggia; magari riuscissimo a far venir la neve! Al di là delle battute, c'è un surriscaldamento della Terra e in tutto il pianeta l'acqua è di grandissimo interesse ed è un bene che ha sempre più addosso l'attenzione degli operatori economici e delle istituzioni pubbliche, quindi il fatto di tutelare questo bene comune è già un principio fondamentale per noi.
In passato sono state fatte delle scelte che andavano probabilmente nell'indirizzo dello sviluppo, però probabilmente non si è fatta quell'attenzione necessaria ai controlli sui prelievi. Noi chiedemmo già nell'altra legislatura che ci fossero sistemi elettronici di controllo del deflusso minimo vitale e anche del controllo del prelievo. Per anni ci si è concentrati molto sull' importanza che ci fosse il mantenimento del deflusso minimo vitale, ma si è controllato poco quanto invece si andava a prelevare. Magari uno prelevava anche di più di quello che era previsto dalla concessione e questo, per esempio, è una cosa che merita l'attenzione, perché in qualche modo quello è un bene pubblico, non è di proprietà di quel privato: quel privato ha diritto a tot, è giusto che questo diritto gli venga garantito, però se prende di più e produce di più quello è un bene pubblico che dovrebbe andare alla comunità tutta.
Ho così l'occasione per introdurre il concetto che il pubblico non è soltanto la Regione, il pubblico possono essere i Comuni, ma bisognerebbe guardare con attenzione anche ai consorzi di miglioramento fondiario. Ci sono state delle iniziative dei consorzi di miglioramento fondiario che hanno fatto delle richieste, per avere delle concessioni o per sfruttare le loro acque, e qui abbiamo visto il tentativo di mettere i bastoni tra le ruote ai nostri consorzi di miglioramento fondiario. Questo è un fatto che personalmente non riesco a capire e che non mi convince, nel senso che spesso, se c'è già un'attività, non è che i consorzi di miglioramento fondiario si inventano una centrale idroelettrica, ma sfruttano l'acqua per irrigare i campi. Se nelle canalizzazioni possono intervenire con delle centrali che valorizzano il bene acqua, io penso che sia un indirizzo che va nella direzione giusta, anche perché continuiamo a chiedere finanziamenti ai consorzi di miglioramento fondiario, che non li hanno, quando possono autofinanziarsi; noi invece diciamo no, è meglio che sia un privato a operare in quella direzione.
Ognuno poi ha i toni e i modi di dire le cose, però sicuramente questa è una questione urgente e il problema dell'acqua crescerà sempre di più. Abbiamo visto che pure l'acqua potabile è un vero e proprio problema, quindi controllare il sistema del prelievo delle acque a fini idroelettrici è anche importante per avere proprio un controllo complessivo delle acque. Abbiamo visto cosa succede in un Comune come Aosta, in mezzo alle montagne, che deve prelevare l'acqua dai pozzi, con costi altissimi: bisogna fare su questo dei ragionamenti complessivi, che siano quelli di monitorare la risorsa idrica e di capire quella che può essere sfruttata. Ci sarà una parte che giustamente spetta all'economia privata, ma non dimentichiamo che l'acqua è un bene pubblico e quindi, al di là del mantenimento di quella che è la giusta concessione, qui non possiamo continuare a svendere questo bene pubblico ai privati, come è stato fatto. Torniamo quindi a riaffermare il principio che già aveva cercato di fare nella passata legislatura, cioè di fermare questa corsa di pochi all'oro bianco e di tornare a fare dell'acqua un bene comune della nostra comunità.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Tento di cercare di capire qualcosa in più su questa questione, che forse ha un aspetto più generale da cui bisognerebbe comunque partire, prima di calarsi nei casi particolari. Credo che tutti qua dentro - almeno me lo auguro - condividano la questione che l'acqua sia una bene comune. In Italia è stato fatto anche un referendum, che fortunatamente è stato vinto, e credo che su questo punto nessuno abbia dei dubbi sui quali ritornare. Credo che anche dal punto di vista ambientale nessuno voglia agevolare dei danni ambientali a carico della nostra Regione, o danni anche economici ai danni del pubblico. L'indicatore che stabilisce se c'è stato un danno è il famoso DMV, il deflusso minimo vitale, ma su questo bisognerebbe chiarire che forse nel caso in questione il DMV è stato rispettato, quindi sarebbe prima da capire quale danno ambientale c'è stato, per riuscire poi a prendere i provvedimenti del caso. L'Assessore credo che abbia ricordato che il Piano delle acque è in fase di revisione e di concertazione, quindi da quello forse bisognerebbe partire.
Un'altra questione è la gestione pubblica delle acque in Val d'Aosta. Lì forse bisognerebbe fare un approfondimento, nel senso che mi risulta che in Val d'Aosta gran parte delle acque abbiano comunque un utilizzo pubblico, nel senso che il Gruppo CVA, fino a prova contraria, dovrebbe essere una società pubblica e credo che una parte importante nell'utilizzo delle acque sia quello. Poi il fatto che la CVA non sempre dia delle risposte in favore del pubblico, è un'altra questione, ma che gestisca le acque pubbliche per una parte non trascurabile, credo che quello non si possa negare. Nel caso in particolare dei consorzi, che giustamente si sentono in difficoltà e delegittimati, senza il controllo di derivazioni, credo che bisogna riconoscere loro quello che è del consorzio e credo che su questo, se c'è stato un danno, va ripagato: se il danno è stato a carico della Regione bisogna ripagarlo; sulle sanzioni e sui canoni credo che ci sia un impegno da parte dell'Assessore di riuscire a recuperare tutti i danni economici a tutti i soggetti che ne hanno subiti. Su questo ALPE ha anche lavorato in passato, con delle mozioni che andavano nell'ottica della moratoria, oppure sulle centraline. In questa legislatura abbiamo fatto delle iniziative per chiedere di andare oltre la moratoria, cioè di non limitarsi a un periodo triennale, ma di fare una progettazione più a lungo respiro, magari neanche più nell'ottica della moratoria: superare la questione della moratoria, intervenendo per individuare delle zone vincolate e nelle altre regolamentare l'utilizzo che si può fare.
Ovviamente un concetto di base dev'essere quello dello sviluppo sostenibile, cioè quanto i nostri torrenti e i nostri corsi d'acqua sono in grado di sostenere, senza avere un danno ambientale, per fare dello sviluppo. Su questo bisogna davvero confrontarsi. Quel tavolo di confronto che è stato ricordato: è anche da lì che bisogna ripartire, ma non limitandosi ad avere un tavolo di confronto tra l'Assessorato e Confindustria, che alla fine rappresenta solo ed esclusivamente i produttori di energia elettrica; forse bisognerebbe allargare quel tavolo a tutti i portatori di interessi, coinvolgendo anche la Commissione e quindi il Consiglio, per riuscire veramente a dare una soluzione a questo problema, che poi alla fine forse non è di così semplice soluzione. Il problema della sovrapproduzione di energia elettrica nei periodi in cui c'è molta acqua è legato anche al fatto che i concessionari hanno dei problemi nel fare quello che alla fine viene concesso loro in maniera legittima. Il tavolo dev'essere allargato e deve prospettare delle soluzioni, deve capire cosa vuole fare e credo bisogna trovare una condivisione la più ampia possibile, come ho già detto, tramite la Commissione e il Consiglio. Alzando un po' il problema rispetto al caso particolare e cercando di allargare un po' la questione, forse si può trovare una soluzione che veramente faccia una sintesi tra tutte le posizioni. Io chiederei veramente all'Assessore un impegno in questo senso. Grazie.
Presidente - Grazie Consigliere Roscio. Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero, ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Purtroppo qui si trattava semplicemente di dare un impegno, che secondo noi è anche un impegno abbastanza generico, ma su un orientamento che era preciso. Giustamente l'Assessore ricopre la sua carica da poco tempo, quindi non gli si può imputare i dieci anni pregressi, perché nel caso che abbiamo esaminato parliamo di dieci anni di trasgressione continua. Però dobbiamo capire bene che, a fronte di una decina di anni - si può discutere sui 100 mila euro in più o in meno; noi abbiamo quantificato in maniera prudenziale un ricavo che va dai 2 milioni e 200 mila ai 2 milioni e 800 mila euro - pagare poi 60 mila euro di multa, beh, io penso che qualsiasi soggetto privato sarebbe tranquillamente disponibile a rifare quello che ha fatto precedentemente, di fronte a una sproporzione di queste dimensioni.
Sentire parlare di un tavolo con Confindustria che chiede di aumentare il volume del turbinato, quando noi non abbiamo ancora definito tutte le situazioni, che sono situazioni critiche, da parte di alcuni soggetti che potrebbero essere in situazioni irregolari, beh, io dico: prima ci date quello che ci dovete, prima pagate le multe, prima vi rimettete a posto e dopo semmai ci mettiamo a parlare se darvi di più, perché ci saranno le persone oneste, quelle un pochettino meno oneste e poi ci sono i pirati, come in qualsiasi ambito economico. Sappiamo che non sono tutti dei santi e non sono tutti dei ladri: ci sono diverse fattispecie, però noi non vogliamo che le persone oneste siano trattate al pari di quelli che hanno fatto cose irregolari. Quindi parlare di aumentare il turbinaggio adesso, secondo noi è una cosa che effettivamente non sta né in cielo né in terra.
Un'altra cosa che chiediamo, a prescindere da quello che farete, è di fare una distinzione. Attenzione: i consorzi irrigui non devono essere trattati come dei delinquenti, perché spesso chi li amministra non ha, diciamo tutte le cognizioni tecniche per fare certe verifiche, che giustamente delega, perché ci sono le convenzioni, al soggetto privato che gestisce la centralina. Quindi non si può poi impallinare il responsabile del consorzio tal dei tali e magari farla far franca alla società, perché sappiamo bene come funziona. Potrei anch'io fare il presidente di un consorzio irriguo, non è che ci voglia chissà che cosa, però è ovvio che nel momento in cui faccio la convenzione io delego tutta una serie di atti al gestore della centralina. Non vorrei che alla fine si prendessero di mira quelli che non dovrebbero essere presi di mira. Non si sbagli: quando si mira, miriamo bene e cerchiamo, ovviamente tra virgolette, di impallinare chi effettivamente non è stato onesto.
Presidente - Altre richieste di intervento? Se non ci sono altre proposte mettiamo in votazione. Votazione aperta.
Votazione chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Baccega, Bianchi, Borrello, Farcoz, Follien, Fosson, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Marco Viérin)
La risoluzione è respinta.
Possiamo passare al punto 27.03.
