Oggetto del Consiglio n. 662 del 29 luglio 2014 - Resoconto
OGGETTO N. 662/XIV - "Discussione generale sulla valutazione in ordine alla sussistenza o meno di una causa di insindacabilità del Consigliere regionale Stefano Ferrero, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 18 novembre 2005, n. 27. (Non approvazione di un ordine del giorno)".
Presidente - Il Consigliere regionale Stefano Ferrero, con nota assunta al protocollo dell'archivio del Consiglio regionale in data 24 giugno 2014 ha comunicato alla Presidenza di essere stato chiamato a rispondere davanti all'autorità giudiziaria dell'opinione espressa nel corso della seduta consigliare del 23 ottobre 2013, e successivamente ribadita nell'atrio adiacente all'aula a un'emittente privata, chiedendo di dare avvio alla procedura prevista all'articolo 3 della legge regionale 27/2005, in ordine alla valutazione di insindacabilità per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni, espressamente riservate ai componenti del Consiglio regionale della Valle d'Aosta dall'articolo 24 dello Statuto speciale. L'articolo 3 della presente legge regionale stabilisce che il Consiglio proceda alla votazione di insindacabilità entro il termine perentorio di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione del Consigliere interessato e previa istruttoria da parte della Conferenza dei Capigruppo, che qualora il Consiglio deliberi con provvedimento motivato, la insindacabilità del Consigliere, il Presidente del Consiglio trasmette immediatamente la deliberazione all'autorità giudiziaria titolare del procedimento giudiziario e al Presidente della Regione.
La relazione per l'istruttoria per la votazione dell'insindacabilità del Consigliere Stefano Ferrero è stata illustrata, esaminata e posta in votazione nel corso della riunione della Conferenza dei Capigruppo il 15 luglio 2014, ma non essendo stato raggiunto il quorum dei tre quinti necessari ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento interno, affinché la Conferenza dei Capigruppo deliberi validamente, la Conferenza stessa ha deciso all'unanimità di sottoporre al Consiglio regionale la propria istruttoria senza proposta conclusiva, in modo che lo stesso possa valutare la sussistenza o meno di una causa di insindacabilità del Consigliere Stefano Ferrero. Su proposta, quindi, della Conferenza dei Capigruppo si sottopone al Consiglio regionale la votazione in ordine alla sussistenza o meno di una causa di insindacabilità del Consigliere regionale Stefano Ferrero ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 18 novembre 2005 n.27 e la discussione è aperta. La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Interverrei in maniera preliminare con una mozione d'ordine, volta a evitare il fatto di arrivare al voto su questa questione. Dalla documentazione che è stata fornita risulta chiaramente che quanto era stato dichiarato in Consiglio corrispondeva a verità, che la documentazione era comunque veritiera, che la dichiarazione resa all'emittente televisiva in cui c'era stato un errore riguardo a una cifra, era stata poi rettificata, due mesi prima della querela che è stata poi sporta dall'associazione Forte di Bard. Da parte mia, quindi, ci sarebbe la disponibilità a ritirare la richiesta di voto sull'insindacabilità, ovviamente ad accollarmi le spese giudiziarie del tribunale finora sostenute, sicuramente per il futuro a essere più attento e preciso nelle dichiarazioni a fronte ovviamente, da parte del Presidente della Regione, di un impegno a ritirare la querela nei dieci giorni successivi alla data di questo Consiglio. Risparmieremmo del tempo, faremmo risparmiare del tempo anche alla magistratura e dal punto di vista legale questa è una procedura completamente legittima e come si dice: "chi non fa non falla". Io penso di sbagliarmi come tutti gli esseri umani, forse qualcuno è dotato di infallibilità, ma in questo caso penso che potrebbe essere una soluzione, una proposta ragionevole per evitare la discussione e quindi perdere ulteriore tempo su questioni che a me paiono risolte. Quindi questa è la proposta che propongo. Grazie.
Presidente - La proposta del collega Ferrero? La parola al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Solo per specificare che ho partecipato al Consiglio di amministrazione dell'Associazione del Forte di Bard che ha deciso la querela, non ho fatto la querela come Presidente della Giunta, quindi in questa veste non c'entro niente. Qui siamo in Consiglio regionale e il discorso del ritiro della querela non è che io possa farlo, questo non è un atto personale, credo che siano le valutazioni che sono state fatte, lei le conosce, è anche stato proposto in che termini la cosa poteva essere vista e io non ho la facoltà di andare in quella direzione.
Presidente - La discussione è aperta, il collega Ferrero? Ha la parola.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Ancora una volta mi trovo a fare il Consigliere regionale e a essere preso bellamente per i fondelli da chi dovrebbe rappresentare questa Amministrazione. Questa è l'ultima pagina della querela che è stata sporta in tribunale e porta la firma del Presidente Rollandin. Se lei ha dei problemi di fosforo, Presidente, si curi, ma per cortesia non venga qui a dire delle cose che non corrispondono alla verità. Questa è l'ultima pagina della querela fornita dal mio avvocato firmata e sottoscritta da lei in qualità di Presidente del Consiglio di amministrazione dell'Associazione Forte di Bard, quindi sia più preciso, per cortesia, quando...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...ah, ho capito, quindi...ho capito ho capito la differenza, lì è Presidente dell'Associazione e qui è Presidente della Regione e quindi non può ritirare eventualmente la querela perché qui è Presidente della Regione. Mi pare un ragionamento difficilmente comprensibile, comunque per carità, va bene così. A questo punto...dato che ho capito che la risposta, la mano tesa è stato uno schiaffone, tra l'altro con una bugia, per carità, ma ognuno diciamo agisce come meglio crede. Mi rivolgo però brevemente ai Consiglieri di maggioranza, perché? Perché qui, al di là della mia questione personale, che è anche per quanto mi riguarda di nessuna rilevanza, vi è la questione politica che, invece, è di ben maggiore rilevanza.
Ci troviamo con un Presidente della Regione che occupa anche la carica di Presidente dell'Associazione Forte di Bard, perché questo? È sicuramente un'anomalia che crea un problema, che emerge anche in questa situazione, nella quale sostanzialmente una parte politica ne castiga un'altra, perché? Perché occupa due posti differenti. Il Consigliere delegato Gabriele Accornero è persona di fiducia del Presidente della Regione, indicato a gestire un centro, un polo culturale, un polo espositivo senza - ho esaminato il curriculum - avere alcuna esperienza particolare, professionale nel campo. Era in Finaosta ed è stato messo lì. Capisco che possa dare fastidio dire che il fratello, Cristiano Accornero, è stato assunto, non ho trovato documentazione, senza alcun tipo di selezione. Il Consigliere delegato, quindi, assume il fratello a rivestire poi un posto da lavoratore dipendente ben retribuito, perché lì si parla dai 1.700-1.800 fino ai 2.500 euro a seconda degli straordinari, netti al mese, che arrivano nelle tasche della persona. Capisco che possa dare ancora più fastidio sapere che lo stesso fratello va a Praga, perdonatemi, ma la vostra trasparenza non mi consente di capire che cosa sia andato a fare a Praga e che cosa sia andato a fare a Parigi tante volte, e che cosa sia andato a fare in altre capitali europee tante volte. A che titolo sia andato, certamente come rappresentante dell'Associazione Forte di Bard. Che abbia soggiornato in un hotel cinque stelle lusso, e che si sia fatto rimborsare anche gli extra al bar. C'era una indicazione generica, inglese, beverages, chiamiamola in italiano, i beveraggi, no, si è fatto rimborsare pure i beveraggi. Capisco che questo vi dia fastidio, ma io mi rivolgo ai Consiglieri di maggioranza: ci sono persone che hanno anche un'attività imprenditoriale, che magari vanno all'estero, fanno andare i loro dipendenti all'estero, non penso che li facciano andare dappertutto nei cinque stelle, non penso che gli rimborsino tutto e quindi mi viene il dubbio, dimenticatevi che ci sono io in questa questione, che posso anche stare sulle croste a qualcuno, ma dimenticatevi un attimo che ci sia il Presidente del Forte di Bard in aula, che poi non si capisce adesso se è Presidente del Forte di Bard o Presidente della Regione, dovremmo mettere due lucine, una verde e una rossa, così almeno riusciamo a capire a senso alternato quando riveste un ruolo oppure riveste l'altro.
Intravvedo dietro a questo, al di là di tutto, un tentativo di strumentalizzazione la Magistratura, per utilizzarla a fini politici, cioè si utilizza la Magistratura come un randello per colpire l'opposizione, che dice cose scomode, che dice poi tra l'altro cose vere, che nel dire, nel fare una dichiarazione, presentando poi un documento al pubblico, sbaglia una cifra, perché il documento era in corone ceche, la valuta locale, invece io ho fatto riferimento in euro, ecco perché c'è stato il problema: questo diventa un motivo per accanirsi contro qualcuno che comunque sta all'opposizione. Lo stesso sistema che ho già sperimentato con i procedimenti disciplinari quand'ero dipendente regionale, lo stesso sistema che ha sperimentato il dottor Luca Lotto, e l'ha sperimentato e ha già vinto una causa contro un dirigente regionale che, guarda caso, proveniva dall'Union Valdôtaine, e adesso spero che porti a casa le altre vittorie che si merita per le vessazioni che ha subito e per il maltrattamento che ha subito, anche fisico. È già stato oggetto dell'attenzione della Magistratura.
Vi dico e vi invito a riflettere su queste questioni al di là delle posizioni politiche, mandando anche un messaggio a tutti gli attivisti che sono dipendenti del Movimento Cinque Stelle e che comunque sono in posti che sono critici, state tranquilli, perché se qualcuno utilizzerà questi sistemi noi risponderemo colpo su colpo e andremo fino in fondo su tutte le cose. Io non so se oggi, lo dico simpaticamente, perché poi ognuno è libero di fare quello che si sente di fare e quello che vuole fare, non vorrei assistere al solito spettacolo delle 17 scimmiette ammaestrate che schiacciano il bottone, perché sennò vi proporrei il televoto, non c'è bisogno di venire qui. Facciamo il televoto da casa. Il Presidente manda un sms e voi da casa tranquilli potete inviare un sms di risposta già preconfezionato. Penso ,e si è visto anche nella questione di Vallée d'Aoste Structure, che qualcuno di voi stia riflettendo seriamente su quello che è l'universo delle partecipate valdostane, sul fatto che questo universo non possa continuare a esistere, c'è bisogno di un cambiamento, c'è bisogno di un segnale, il segnale, in occasione della in occasione della risoluzione su Vallée d'Aoste Structure è arrivato, ve l'ho detto, non è una questione che interessa Ferrero, Pinco o Pallino, interessa le vostre coscienze. Di conseguenza vi prego, poi nella vostra libertà farete quello che volete, non sottraetevi alla votazione, piuttosto votate contro, abbiate il coraggio di votare contro e di esprimervi in maniera però compiuta sulla questione. Non fate la solita fuga, non trinceratevi dietro un immobilismo che viene richiesto, alle volte bisogna essere uomini e donne, forse è venuta l'ora di andare in quella direzione e di dare un segnale reale. Ovviamente io non parteciperò al voto.
Presidente - Grazie collega.
Voglio solo ricordare a tutti i colleghi, non ho voluto interrompere il collega Ferrero, che in base all'articolo 45 comma 3 il Consiglio poi deve discutere in seduta segreta allorquando si tratta di persone, quindi eviterei di fare troppi riferimenti a persone altrimenti poi dobbiamo attuare il regolamento del comma 3 dell'articolo 45. La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Non entrerò nel merito della questione, lo faranno altri, vorrei però sottolineare che ancora una volta questa anomalia del fatto che il Presidente della Giunta sia anche Presidente dell'Associazione Forte di Bard è una cosa che abbiamo sollevato già tempi addietro, quando lei non era Presidente. C'è un'eccessiva concentrazione di potere, e non si capisce neanche il senso di questa Presidenza collegata alla Presidenza della Giunta. A mio avviso questa va superata, in questo caso tra l'altro crea anche una situazione imbarazzante, nella quale il querelante e il querelato sono tutti e due Consiglieri regionali: è oggettivamente imbarazzante, inevitabilmente perché giuridicamente non potrebbe essere altrimenti. Ma l'anomalia sta nel fatto che il Presidente della Giunta sia Presidente dell'Associazione del Forte di Bard e non si capisce per quale ragione, come già abbiamo più volte sottolineato in passato, è qualcosa che prima o poi dev'essere superato, come peraltro un'anomalia è anche il fatto che il Presidente della Giunta sia Presidente dell'Università della Valle d'Aosta. Sono due casi che a questo punto bisognerebbe affrontare e superare, perché sono delle anomalie, e politicamente per quanto riguarda abbiamo più volte evidenziato questi aspetti, è il caso a mio avviso che prima o poi, il più presto possibile, si intervenga, anche per evitare situazioni imbarazzanti come questa. Grazie.
Presidente - La parola al collega Donzel. Ah...la parola prima al Presidente della Regione? Va bene, la parola al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Per chiarire quello che ho detto, e rispetto a quanto poi ho sentito dal collega Ferrero. Cioè, ho detto che in questo momento non sono in grado di prendere in considerazione la proposta, che lei ha fornito e anche successivamente la spiegazione che ha dato, "mi sono sbagliato, quelli non erano 50 mila euro, ma 50 mila espressi in corone". Io non so fare un apprezzamento su questo, se è sufficiente per...io non ho nessuna difficoltà a dire che questi sono problemi che dovrebbero vederseli i legali, se mi permette, perché io non sono in grado di apprezzare questo. Se c'è la volontà di guardarlo sotto questo aspetto io non ho nulla in contrario di verificare legalmente questo aspetto per evitare di discutere nessun altro aspetto, perché qui stiamo parlando dell'insindacabilità e questo è un dato che oggettivamente non corrispondeva a quello che lei ha detto adesso, e cioè "mi sono sbagliato".
Personalmente, quindi, non ho nulla - tanto per essere chiaro - contro la possibilità di trovare le modalità con cui lei dice, io non ho personalmente nulla in contrario. Il problema è che non possiamo farlo in quest'aula, quindi se questo aspetto vuole essere oggetto di una verifica legale, io non sono in grado di farla, io non ho nulla in contrario, volevo che fosse chiaro, e anche specificare che alcune delle affermazioni che ha fatto rispetto a degli interessati non sono corrette, perché la questione del fratello di Gabriele Accornero...non è stato assunto da Gabriele Accornero, come lei sa, il fratello, non è stato assunto...sì...
(intervento di un Consigliere, fuori microfono)
...sì, ma non è stato assunto...ma è stato assunto prima, quindi...ma indipendentemente da questo, io riferisco che da parte mia non c'è alcuna difficoltà se si vogliono trovare i legali ad analizzare la questione, ma non sono in grado di dirlo. E se lei mi dice "ho sbagliato, ho scritto in corone, invece che erano in corone, ho scritto che erano..."...lei capisce che dire 50 mila euro o dire 250 c'è una bella differenza. Se c'è questo io non ho...se la vedano i legali, io non ho nulla in contrario, e non è certo su questo che mi interessa fare polemica. Lo riferisco a lei, quindi, poi verifichi coi suoi legali, se la cosa è possibile o meno, per quanto mi riguarda non c'è problema.
Presidente - Altri che chiedono la parola? C'era Donzel prima. La parola al collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Intanto una premessa che ripeto perché questo tema dell'insindacabilità è già venuto più volte...cioè viene per la seconda volta in questo Consiglio regionale e ci tengo che sia molto chiaro l'approccio che abbiamo su questo tema.
Non si tratta di un'immunità, si tratta di una valutazione che io ritengo molto importante e che consente ai Consiglieri regionali nell'esercizio del loro mandato di esprimersi con una certa serenità perché altrimenti in qualche modo entriamo in un sistema dove chi è potente e ha mezzi economici può fortemente condizionare l'attività politica. È evidente che questa cosa magari ai comuni cittadini non è così percepibile, ma se ci sono delle persone che sono dotate di mezzi economici possono facilmente querelare per affermazioni chi fa attività politica, poi questi processi si trascinano e ovviamente sono molto costosi e onerosi. Già l'altra volta, quindi, le avevo detto che non parlavamo di un'immunità, ma dell'insindacabilità, quindi il fatto di poter esprimere alcune valutazioni, nel merito. Ritengo che le valutazioni fatte dal collega siano al 99,9 percento tutte corrette, riscontrabili, c'era un errore in una formulazione di un valore, che il collega poi ha corretto e certamente può essere rimarcata la necessità di un comunicato stampa aggiuntivo. Tutte cose che, peraltro, sono state fatte, ma la comunicazione era abbastanza chiara, si riteneva che ci fossero delle spese e dei modi di procedere che non fossero conformi. È una valutazione del collega del Cinque Stelle, che credo non possa essere sindacabile: quante volte in questo Consiglio regionale abbiamo detto "sprechiamo denaro, lì si buttano fiumi di denaro", se ogni volta che abbiamo detto una cifra qualcuno ci avesse querelato, penso che non saremmo andati da nessuna parte, e le cifre quante volte gli stessi Assessori sbagliano nel dirle. Il principio, il significato di dire l'Amministrazione pubblica, compresa quella delle partecipate, deve avere un comportamento più rigoroso: questo è il concetto espresso dal collega, mi sembra che questo sia insindacabile, poi ci sarà qualcuno che dice "no, bisogna spendere ancora di più i soldi nelle partecipate, bisogna continuare a far festa, ballare, ridere" alla faccia della gente che sta male. Dal mio punto di vista, quindi, l'ho già detto nella conferenza dei Capigruppo, ero perché questa procedura fosse assunta come insindacabile e che soprattutto a livello di partecipate pubbliche ci fosse un altro modo di costruire i rapporti fra di noi. Può darsi che anch'io mi sono espresso male, più volte, parlando di una partecipata pubblica, ecco, invece di beccarmi una querela come mi è capitato in passato, avrei preferito che...di essere chiamato dal Presidente della Regione, di essere chiamato da questa, diciamo, persona e da questa partecipata pubblica, per dire "chiariamo questo equivoco", e che la cosa rientrasse - siccome si tratta di partecipate pubbliche - in un rapporto di tipo diverso.
Qui non stiamo parlando di singoli privati cittadini, ma di una partecipata pubblica, quindi mi sembra...voglio essere chiaro, Presidente, io capisco che lei qui oggi...questa cosa è stata costruita proprio male, gestita malissimo dal Presidente della Regione, del Consiglio. Scusate, un tema come l'insindacabilità che ci mette in imbarazzo davanti ai cittadini, un modo così diviso eccetera, quando invece dovremmo essere 35, io torno a dire, già l'altra volta l'ho detto, non è così che si affrontano dei temi così importanti. Capisco poi, personalmente, che lei oggi non può di colpo fare questa trattativa in diretta, così con...questo glielo riconosco, eh, no, però io sono nel merito dell'insindacabilità e forse anche lei aveva tempo nei giorni passati di chiudere questa vicenda con il collega Ferrero, per la sua anche maggiore esperienza nei confronti del collega Ferrero, perché conosce meglio queste vicende. Secondo me...ma le dico la mia opinione, mettere di mezzo questo rapporto tra Consiglieri regionali e partecipate pubbliche, se fosse un privato cittadino anch'io avrei delle difficoltà a dire come si può mediare, ma in questo caso si può provare a trovare delle mediazioni politiche, veramente me lo auspico, perché altrimenti veramente siamo degli accattoni, noi Consiglieri regionali.
Dove andiamo a finire se ci trattiamo in questo modo tra partecipate pubbliche e quant'altro. Personalmente, quando ho messo in discussione - mi è capitato più volte in questi anni - un Presidente...un amministratore unico come quello del Casinò, ho sempre avuto rapporti personali di rispetto reciproco, se dico che uno non è capace a fare il suo mestiere lo dico, ma davvero questa vicenda delle querele da parte di partecipate pubbliche a un Consigliere regionale francamente mi mette in serio imbarazzo. L'ho già detto in sede di Capigruppo, io sono perché sia affermata una chiara insindacabilità, dopodiché le correzioni di una cifra, le mediazioni avvengono nelle sedi corrette, perché qui non è il problema di un cittadino che ha querelato Ferrero, qui siamo nell'ambito delle partecipate pubbliche.
Torno a dire, quindi, che vedrei da parte della maggioranza la necessità di un approccio diverso su questo tema dell'insindacabilità in un momento in cui la politica davvero sta perdendo terreno nei confronti e credibilità nei confronti dei cittadini, questo è un brutto modo di procedere. Ribadisco che la nostra posizione, orientata a sostenere l'insindacabilità come principio fondamentale dell'agire del Consigliere regionale, rimane ferma anche in questo punto, perché sostanzialmente la comunicazione del collega verteva sul chiedere un maggiore rigore, una maggiore responsabilità da chi opera nelle partecipate pubbliche. È una battaglia che stiamo facendo tutti, maggioranza e minoranza in questi anni, non mi sembra che questo sia un tema su cui si possa andare in tribunale. Regoliamo le cose con la politica e non con i tribunali.
Presidente - La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Grazie Presidente.
In virtù dei due interventi, in cui sono state recepite delle disponibilità, da una parte del Consigliere Ferrero, il quale ha esordito con una mozione d'ordine per argomentare il percorso, dall'altra parte l'intervento in cui anche il Presidente ha manifestato la disponibilità, ovviamente non incardinata alla sua persona, non si può assumere e arrogare il diritto di poter prendere delle decisioni in questo momento. Chiediamo la possibilità di poterci prendere una sospensione per una prima riunione di maggioranza e successivamente un confronto con i Capigruppo. Così un unico intervento per una doppia sospensione.
Presidente - Ringrazio il collega Borrello. Il Consiglio è sospeso 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,24 alle ore 12,25.
Viérin M. (Presidente) - Prego Consiglieri, colleghi riprendiamo i lavori, c'è qualcuno che chiede la parola dopo questa sospensione? La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Rispetto alla sospensione, farete magari un sunto voi, io posso parlare per quanto riguarda il punto e volevo fare un attimo un riassunto di ciò che è accaduto, anche in virtù di quello che viene recepito all'esterno di quest'aula.
In sostanza, a ottobre dello scorso anno, il mio collega Ferrero fa un'intervista a seguito di una interrogazione...interpellanza, adesso non ricordo con precisione, riferita al Forte di Bard. In quest'intervista fa, diciamo così, un'errata indicazione di 50 mila anziché 50 riferita a un frigo bar, riferita alla spesa di un frigo bar. A novembre, sempre dell'anno scorso, fa una rettifica, viene nuovamente intervistato, anche perché gli avevo segnalato questa cosa, in effetti, e lui giustamente fa la rettifica. Il 3 gennaio di quest'anno arriva la querela, quindi in sostanza 3 mesi, quasi 4 mesi dopo che era accaduto il fatto del quale si era già scusato, comunque aveva già aveva già fatto una correzione pubblica. Bene, arriva questa famosa cartolina verde, e chiaramente comincia un iter giudiziario. Questo iter giudiziario è un iter che va per i fatti suoi, la richiesta di insindacabilità è una cosa diversa, ce lo ha ricordato giustamente il collega Donzel, che ha spiegato esattamente nei termini corretti qual è la questione politica che stiamo affrontando.
Cominciato il discorso in aula, noi abbiamo chiesto, o meglio, il collega Ferrero ha chiesto un impegno politico da parte del Presidente dell'associazione Forte di Bard, che è anche il Presidente della Giunta, che è anche Presidente dell'UniVdA, che è anche Prefetto, quindi diciamo ha quattro cariche contemporaneamente, dicevo, gli ha chiesto un impegno politico, e cioè di rivedere questa sua posizione, assunta, lui dice, dal consiglio di amministrazione. Non può impegnarsi, quindi, personalmente, però al tempo stesso può firmare la denuncia del mio collega, e non solo, può essere qui in quest'aula e votarla, che è la cosa più divertente di tutte, ma chiaramente la vota non come Presidente dell'associazione Forte di Bard, ma come Presidente della Giunta.
Lei capirà, e voi capirete, che questo ci lascia un pochino perplessi. Mi rendo conto che l'accanimento verso il Movimento Cinque Stelle, in particolare verso il collega Ferrero, è frutto di tutta quanta una storia, noi abbiamo usato la Magistratura nel caso del parcheggio dell'ospedale, questo è bene ricordarlo, è giusto che adesso la paghino, perché insomma qualche cosina non era giusta, dovevamo venire qui e parlare del fatto che ?sto parcheggio è costato il doppio, ma è una cosa che è capitata per caso, si poteva anche stare zitti, insomma. Politicamente non è stato bello da parte nostra, devo dire. Abbiamo fatto lo stesso sulle turbine cinesi, non sappiamo cos'è successo, però anche su quello, diciamo così, noi ci siamo mossi nella stessa strada, non sappiamo ancora a che punto è arrivata la questione, ma anche qui dobbiamo pagarla, perché giustamente la questione turbine cinesi doveva restare underground, non doveva essere portata alla luce. È giusto che la paghi il mio collega Ferrero e all'occorrenza, se possibile, anch'io. Poi abbiamo fatto diverse questioni sulle centraline idroelettriche, e anche lì dobbiamo pagare, perché ragazzi non è giusto che qua si gestiscano le centraline idroelettriche come noi abbiamo denunciato più volte, e poi a seguito di questo anche la Giunta si è mossa in un certo modo, la Giunta dell'epoca. Vediamo, però, che le cose continuano come prima, eh, non c'è problema, diamo concessioni, tranquillamente continuiamo ad ampliare quelle che ci sono, va tutto bene, non c'è problema.
Sul Forte di Bard, poi, lo ricordava...questo è l'ultimo episodio, ma ce ne sono tanti altri prima, sempre sullo stesso argomento, perché per carità va tutto bene, al Forte di Bard, ma voglio ricordare che ha una spesa, quella che viene destinata dalla nostra Amministrazione al Forte di Bard, che equivale sostanzialmente a quanto ha l'Assessore Rini per quello che riguarda tutta la gestione dei castelli della Valle d'Aosta. Magari all'Assessore Rini va bene questa cosa, a noi un po' meno, perché insomma non si capisce perché il Forte di Bard dev'essere gestito a sé stante rispetto a tutto il resto, ma va bene anche questo. Ora noi quello che chiedevamo, è un impegno politico da parte sua Presidente, impegno che non ci ha voluto dare. Tra l'altro io le vorrei soltanto ricordare ancora una volta, se mi permette, che questo articolo apparso sul Sole 24 Ore l'anno scorso, se non sbaglio, e a cui lei ha fatto anche qui una querela, rispetto al giornalista e al giornale, adesso non so se l'ha fatta come Presidente della Giunta, come Prefetto, come Presidente dell'UniVdA o come tutti e quattro insieme, o ha ancora una quinta carica. Dicevo, comunque, rispetto a questo, lei sa che la querela non è andata avanti, cioè il giornalista è stato assolto. Anche qui la deve pagare Ferrero, perché su questa cosa è stato testimone, in questo processo, e quindi giustamente anche questa la deve scontare.
Io credo sostanzialmente, quindi, che lei utilizzi in maniera strumentale verso alcuni di noi la magistratura, come ha ricordato il mio collega, e si vede negli atti. La questione insindacabilità è una questione che va ben oltre questo modo di usare la giustizia, perché un conto è usarla per denunce precise e puntuali, come abbiamo fatto noi, e un conto è accanirsi contro la parolina sbagliata che, tra l'altro, è già stata rettificata. A questo punto la richiesta fatta dal mio collega e rivolta ai Consiglieri di maggioranza è quella di "ragazzi ragionate un attimo sulla questione, è una questione un po' speciosa, ragionate su ciò che andate a votare, perché un giorno potreste essere voi nella stessa situazione". Tenete presente che questo voto non cambia il procedimento, non è che poi lui viene assolto o viene condannato, è una questione politica, alla quale voi non prestate la minima attenzione. Ci costringete, anzi, a fare un passo ulteriore, che in effetti non volevamo fare perché non era nella nostra intenzione. Lui è partito cercando di tendere una mano e di avere delle rassicurazioni, rispetto a questa mano tesa, rassicurazioni che non sono arrivate. Di conseguenza tutto questo pacchetto a questo punto lo portiamo a Roma, cominceremo a contattare i nostro deputati e senatori per fare interrogazioni sul Forte di Bard, sul fatto che lei abbia tutte queste cariche accumulate insieme, sul fatto che il parcheggio dell'ospedale ha tutto quello che ha avuto, e tutto quanto quello che non funziona in Valle d'Aosta. Perché lei capisce che non è che possiamo restare nel recinto di questa Valle, che per quanto bella da un punto di vista geografico, è un pochino meno bella da un punto di vista dei rapporti tra cittadini. Allora vede, a questo punto chiaramente ci costringe a usare la mazza ferrata, andiamo a Roma, faremo tutto quanto dobbiamo fare e cercheremo a questo punto di farlo diventare un caso nazionale. Ma ci sta portando lei a questo, eh, noi non volevamo, noi cercavamo di fare politica nel senso più bello, per quanto ci è possibile, per quanto siamo capaci nei termini. Lei preferisce fare un muro contro muro? Non c'è problema, noi utilizzeremo tutte le nostre armi politiche, per quello che riguarda le armi giudiziarie, tutte le volte che troviamo qualcosa che a noi non convince, noi continueremo a usare la Corte dei Conti e la magistratura, perché noi riteniamo, al di là del fatto che siano politici, cioè pagati, noi riteniamo molto importante cercare di sistemare le cose, perché ci sono tante cose che non sono chiare, secondo noi. Sarà poi la magistratura che decide, va bene, non va bene, porto avanti un procedimento, non lo porto avanti. Ma io come Consigliere e anche il mio collega ci poniamo dei problemi e chiediamo se è vero o non è vero ciò che accade. Lei invece preferisce accanirsi in questa maniera? Faccia pure come crede, non è un problema. L'aula vuole votare contro? Non c'è problema. È un vostro assolutissimo pieno diritto, ma che sia chiaro che non siamo noi che abbiamo cominciato, siete voi che cercate di zittirci, che cercate di metterci in difficoltà. Quando arriva una cartolina a casa Ferrero, ha dei genitori con una certa età, com'è normale che sia, e questi genitori patiscono, ma questo a lei non è che deve interessare, io lo sto raccontando per quello che succede. Diventa una cosa da stress psicologico, noi lo sopportiamo, perché sapevamo già che sarebbe successo, lei vuole continuare e noi continueremo, vedremo chi sopporterà meglio lo stress.
Presidente - Altri colleghi? La parola al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - L'intervento del collega Cognetta riprende una serie di punti che non corrispondono assolutamente alla realtà e tanto meno il fatto di attribuire a me di usare la magistratura. In quest'aula, per quello che mi concerne, degli altri fatti che lei ha enunciato qui, che non siano la questione dell'insindacabilità, di cui parliamo, li riprenderemo in altra sede. Per quanto riguarda l'insindacabilità: ho detto e ribadisco che c'è stato non un'opinione, ma un errore, che quindi ero disponibile e gliel'ho detto personalmente, l'ho detto qui, disponibile a far sì che questo non fosse oggetto di votazione, ma che venga visto dai legali, perché io non posso dirimere questo aspetto che è stato assunto come volontà di difendere una presa di posizione e una presentazione alla televisione che era, come avete riconosciuto, sbagliata. In questo senso io le rettifiche non le ho viste, a me non è stato mai detto della rettifica, io prendo atto adesso di quella rettifica e ho detto prima che ero disponibile a far sì che fossero i legali e non io a rivedere questa situazione tra di loro, per cui non ci fosse bisogno di arrivare al voto.
Non c'è nulla, quindi...non solo non c'è nessun accanimento, ma l'ho detto un momento fa che c'era questa disponibilità. Chiaramente l'errore è macroscopico perché si è detto di una spesa folle, che logicamente non c'è mai stata e addirittura zero, e il discorso quindi...allora, da quello che mi dicono che la spesa, poi io non voglio entrare nel merito, perché non è di questo che io voglio oggi discutere, io voglio solo dire che non ho assolutamente detto che volevamo andare avanti, ho solo detto che se era disponibile a vedere con i legali, per quanto ci riguarda...per quanto mi riguarda, io sono disponibile. Rispondo qui che avrei portato questo al Consiglio di amministrazione, per far sì che ci fosse questa proposta. E lo ribadisco.
Non c'è assolutamente voglia di accanirsi contro niente e nessuno, quindi, e quando ho sentito quello che ha detto il collega ho fatto esattamente quello che lui ha proposto ed ero d'accordo. Sono d'accordo, non posso riunire adesso qui l'aula è naturalmente sovrana, fa quello che deve, per quanto riguarda la mia posizione oggi, chiaramente, non parteciperò al voto, essendo nel consiglio di amministrazione come parte querelante, quindi io ho risposto adesso come mi sembra corretto, come ha fatto il collega alle affermazioni, come dico, riferendomi al discorso dell'insindacabilità, ribadendo che quando si parla di insindacabilità si parla di opinioni espresse. Qui si tratta di un dato di fatto che era errato, come avete riconosciuto voi, quindi da parte mia non c'era e non c'è nessun problema ad arrivare a dimostrare quello che è successo e chiudere questo passaggio.
Sul resto, ho già detto la posizione, quindi per quanto mi riguarda non ho al momento altro da aggiungere. Rileggerò, poi, naturalmente tutto il resto sul quale torneremo perché su alcuni episodi che sono stati portati qui come esempi che non c'entrano forse con l'opinione di oggi, sull'insindacabilità, gradirei oggi che rimanessimo su questo, su quello che è l'oggetto della discussione, che ribadisco ha avuto non una risposta negativa, ma una positiva, che non è stata accettata. Io ho detto chiaramente che c'era questa disponibilità. Non si vuole...si andrà alla definizione. Grazie.
Presidente - Altri colleghi sull'argomento? Non vedo altri colleghi. La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Presidente, tanto abbiamo ancora tempo di parlarne, le anticipo che io avrei piacere di sentire anche il suo parere rispetto a tutta questa vicenda, mi pare che l'abbia affrontata con l'attenzione del caso, ma politicamente se siamo arrivati in aula in questa situazione è perché qualche cosa ancora una volta non ha funzionato. E voglio anche ricordare ai Capigruppo di maggioranza, Union Valdôtaine e Stella Alpina, che un ruolo in termini politici lo dobbiamo giocare tutti insieme, soprattutto quando si arriva a vicende come queste. Nell'ultima conferenza dei Capigruppo, invece, ci siamo limitati ancora una volta a fare più i giudici dei fatti che non a lavorare in termini politici sulla questione. Dispiace che a fronte di una indicazione chiara intervenuta questa mattina, non ci sia stata neanche la prontezza di sospendere per un momento i lavori da parte vostra, di prendere atto, forse anche di evitare che la risposta venisse fuori di getto, dalla persona interessata. Se a volte si ha il tempo di ponderare le cose si possono anche evitare certe situazioni.
Ho trovato la proposta del collega Ferrero estremamente sensata, la capacità anche di fare un'autocritica rispetto all'espressione di dati riportati in maniera sbagliata, autocritica che in politica non sempre tutti dimostrano. Ha dato la possibilità di aprire anche un capitolo nuovo di questo sistema di lavorare in Consiglio. Si può sbagliare, come detto, ci si parla, si capisce dove si vuole andare tutti insieme e si fa della politica. Invece, la reazione che non sta a me giudicare è stata di altra natura e dopo non c'è più stato tempo di recuperare questa situazione. Dispiace, perché noi oggi dovremmo esprimerci su un principio più che sui fatti. Ho vissuto la situazione in questa legislatura del collega Laurent Viérin, quando appena ha detto qualche cosa sui vertici del Casinò si è sentito subito incolpare, minacciare, qualcuno di noi magari non l'ha subito direttamente, ma lo subisce fuori dall'aula. Fare il Consigliere regionale in un momento di crisi e dire le cose in faccia è difficile per tutti, sia per chi è in maggioranza che per chi è all'opposizione. Quello che noi abbiamo voluto nella riunione dei Capigruppo e oggi in Consiglio, nella precedente occasione del Consiglio, è ricordare a tutti che un conto sono gli aspetti materiali, gli errori che si possono fare nell'esposizione, un conto invece è valutare politicamente i fatti che succedono, dargli una connotazione di tipo politico, permettere alla politica di esprimere delle valutazioni e fare delle considerazioni. La chiusura è totale, rispetto a questo, ci si arrocca sempre sui fatti, sugli aspetti più concreti, non mi sto riferendo a lei Presidente, io mi riferisco al livello di discussione che abbiamo fatto nei Capigruppo. Non c'è stata la voglia di approfondire fino in fondo questa questione. Sono emersi elementi nuovi, l'errore materiale era 50 mila, "mi sono sbagliato", ma non è sufficiente, non era quello...chiaro che l'attenzione e la provocazione e tutto questo stava nel fatto di segnalare che ancora una volta si voleva creare più considerazione rispetto alla gestione delle società partecipate, che vivono un percorso loro che oggi va riorientato, rispetto agli indirizzi che il Consiglio sempre di più fa emergere.
Oggi sul principio non credo che non si possa essere d'accordo, soprattutto alla luce del fatto che c'è stata la volontà di riconoscere l'errore materiale fatto, poi su tutto il resto dell'elencazione, delle cose dette, se ne potrebbero dire di più, dire di meno, ma la volontà è stata quella di segnalare un cambiamento di percorso tutti insieme e facciamo un lavoro differente. Invece, niente, sul principio non ci esprime, ci si esprime sui fatti concreti. È vero anche che, come ci ha spiegato il collega Ferrero, la situazione che pende sulla sua testa è quella di una prima udienza il 23 di agosto e ha bisogno oggi di un'espressione...ha bisogno oggi di un'espressione e di una valutazione di questo caso, che ormai è stato riportato per la seconda volta in quest'aula.
È la seconda volta che ne parliamo e svisceriamo l'argomento. Oggi con degli elementi ancora più concreti. Allora l'assunzione di...la responsabilità un po' collettiva che dobbiamo prendere non è tanto contro a chi oggi ha fatto questo tipo di accuse al Consigliere, è legittimare un percorso che non ci permette sempre di avere tutte le conoscenze, perché con quanta fatica noi otteniamo le informazioni per le quali poi siamo portati a fare le nostre considerazioni, con quanta difficoltà i colleghi e noi, colleghi, abbiamo segnalato in questo periodo la difficoltà di avere tutte queste informazioni. A volte nella difficoltà, nella fretta, si possono compiere degli errori, l'importante è che non siano voluti e se sono degli errori vengono riconosciuti. Invece, non è stato così. In più, la situazione che fa sicuramente oggi specie, con la capacità invece che da sempre viene dimostrata, è il fatto di non poter prendere una posizione forte rispetto all'indicazione che un Consiglio regionale può dare: le chiediamo di andare a sostenere una proposta differente, in un consiglio di amministrazione dove sappiamo benissimo di essere quelli che portano gli indirizzi, portano le discussioni. Mi è sembrata una reazione così, di botto, che non ha permesso una valutazione concreta, invece, della proposta.
Adesso ci troviamo in una situazione di difficoltà, con quello che da sempre si sostiene, che un Presidente di Regione che ha anche compiti di Presidente di un'altra società si trova nella doppia veste e tante volte questa duplice veste crea delle difficoltà ad affrontare con cognizione di causa i problemi, soprattutto non ci si può svestire della propria funzione, della propria personalità. Come gruppo UVP noi siamo - soprattutto perché siamo a inizio legislatura - per sostenere ancora una volta la causa di insindacabilità, senza entrare nel merito, e ci ha fatto piacere l'atteggiamento del collega Ferrero di questa mattina che è un atteggiamento che è stato costruttivo, propositivo, un atteggiamento che è stato diretto a capire che si vuole andare nella direzione di segnalare le cose che riteniamo di segnalare, di sottolineare gli aspetti politici che vogliamo che vengano discussi e sui quali vogliamo che si possano affrontare insieme dei percorsi per cambiare le cose che riteniamo sbagliate, ma allo stesso tempo anche la capacità di non andare oltre quando si ritiene di aver fornito i dati sbagliati.
Inviterei il Consiglio, quindi, al di là di quello che succederà dopo, ad affrontare questa discussione, tenendo conto anche di queste considerazioni, al di là del fatto che poi le persone interessate non abbiano trovato la soluzione alla problematica che stiamo affrontando. E, ripeto, noi daremo il nostro appoggio all'insindacabilità e sosterremo in questo momento la situazione del collega Ferrero.
Presidente - Altri chiedono la parola? La parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Monsieur le Président.
La libertà di espressione dei Consiglieri regionali, di minoranza, ma anche di maggioranza, di ogni Consigliere, è garantita da una legge regionale, votata nel 2005 e dallo Statuto speciale, che lo dice molto chiaramente che i Consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Come è già stato ricordato, questa vicenda è stata gestita male, direi, dalla Presidenza, a partire dalla mancanza di una volontà di addivenire a una composizione già all'interno della Conferenza dei Capigruppo. C'è stata di fronte alla richiesta dei Capigruppo di opposizione di cercare una soluzione condivisa, un no molto netto, da parte dei Capigruppo dell'opposizione. E questo è assolutamente spiacevole. Questo atteggiamento oggi viene confermato, perché a fronte delle dichiarazioni del collega Ferrero, che ha fatto autocritica, che ha avuto un intervento assolutamente ragionevole, di buon senso, con il quale ha addirittura fatto dei propositi di maggior attenzione per il futuro, si riceve invece un no netto, perché non c'è da parte della maggioranza e del Presidente in particolare la disponibilità politica, perché di questo si tratta oggi.
Non vogliamo entrare nel merito delle questioni giuridiche, ma semplicemente di volontà politica di giungere a una soluzione. Vorrei sollevare anche un altro aspetto, che è quello che riguarda l'opportunità da parte di un'associazione, dell'associazione Forte di Bard, quindi un'associazione che si regge sul denaro pubblico, di assumersi le spese di querela per un'offesa personale, perché di questo si parla negli atti. Il signor Accornero viene definito persona offesa, lui, quando la persona è offesa si fa carico personalmente delle spese di un'eventuale querela, perché qui non è messa in discussione l'associazione Forte di Bard, quanto il comportamento di una persona. Contrariamente il collega Ferrero pagherà personalmente le sue spese. E quindi mi pare che questo sia un aspetto da sottolineare. Sicuramente vi è una questione di principio, ma vi è anche una questione di merito: non ci trovo niente di strano nell'entrare nel merito della questione e mi ero già pronunciata a favore dell'insindacabilità in sede di Conferenza dei Capigruppo, e come gruppo ALPE noi ribadiamo il nostro voto favorevole all'insindacabilità, in merito al ruolo che ha avuto il Consigliere Ferrero nel sottolineare, nel mettere in evidenza, ed è un suo diritto in quanto Consigliere regionale, l'inopportunità di certe spese. Se non possiamo nemmeno fare questo, cosa ci stiamo a fare, veramente c'è da chiederselo.
Quanto poi alla necessità di stabilire un nesso fra quanto affermato in Consiglio regionale e quanto espresso durante un'intervista, è evidente che il nesso c'è tutto: le stesse cose che ha detto in Consiglio regionale le ha ripetute nell'intervista, sbagliando nel dire la cifra e correggendosi in un'intervista successiva. Per quanto ci riguarda, quindi, non abbiamo dubbi nel votare positivamente sulla questione di insindacabilità.
Presidente - Altri colleghi? La parola al collega Farcoz.
Farcoz (UV) - Merci Président.
Sul principio non possiamo che essere d'accordo, fa parte di un articolo del nostro Statuto, forse dovremmo più concentrarci su quella che è la legge, la legge 27 del 2005, che appunto, in qualche modo, ci mette nelle condizioni in sede di Capigruppo di creare un'istruttoria che poi viene portata nel Consiglio regionale. Sul principio, quindi, non possiamo che essere d'accordo, ma è ovvio che noi dobbiamo esprimerci in merito all'istruttoria che porta delle prove tangibili di tutto quello che è stato il processo della posizione di Ferrero e delle diverse posizioni. Volevo semplicemente fare anch'io un riassunto di tutto quello che è successo, per quello che conosco ed è quello che c'è scritto sull'insindacabilità. Ribadisco, innanzitutto, quello che c'è scritto in legge ovvero che il Consigliere regionale sia chiamato a rispondere davanti all'autorità giudiziaria per le opinioni e per i voti dati, di conseguenza non è che i Consiglieri regionali sono insindacabili su tutto quello che dicono. Per le opinioni e per i voti. Di conseguenza su tutta un'altra serie di aspetti si può essere non insindacabili. Semplicemente per ribadire un altro aspetto, quello che emerso nella Capigruppo ovvero che noi non abbiamo accettato di proporre al Consiglio la questione di insindacabilità, semplicemente perché credevamo che sui due punti che sono sanciti dalla legge non c'è questa possibilità di prevedere l'insindacabilità. La cifra citata, 50 mila euro, quindi, non è come ha detto prima in Consiglio ovvero mezz'oretta prima in Consiglio centinaia di euro. 50 mila euro, mostreranno una fattura, è un chiaro complemento determinato di una cifra esatta. Non voglio, poi, entrare nel merito se lui ha avuto l'intenzione o no di sbagliare, è evidente che però questa cifra potrebbe aver leso una sensibilità e un'immagine del Forte di Bard ed è per questo che a mio avviso, ed è scritto anche nelle carte, è stato in qualche modo querelato. Credo, pertanto, che uscendo dalla questione puramente tecnica dell'istruttoria, della Conferenza Capigruppo, e divenendo qui alle considerazioni che possono essere fatte più politiche in Consiglio regionale, credo che dobbiamo né valutare quello che potrebbe essere l'intenzione né la volontà di Ferrero - per carità si è sbagliato - come ha detto prima, ci dispiace, allo stesso tempo però non possiamo entrare nel merito di un danno all'immagine dell'associazione Forte di Bard, ovviamente competente in tribunale.
Pertanto, proprio per non entrare in queste intenzioni, visto che la prima volta è stato detto in aula centinaia di euro, la seconda volta 50 mila euro, fuori dall'aula, la terza volta nella rettifica 50 euro, non possiamo definirne, e pertanto comunico che restando in aula noi non parteciperemo al voto.
Presidente - Altri colleghi? La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Merci Président.
Je ne voulais pas intervenir sur ce sujet, mais j'ai été sollicité par l'intervention du collègue Farcoz qui, au nom de la majorité, a pris une position entre autre en interprétant une loi qu'on a voté ici et dont les collègues, certains collègues - qui sont aujourd'hui dans cette salle - ont partagé le principe fondateur et nous ont inspiré pour affirmer un principe, qui est un droit de liberté. Liberté d'expression, liberté de parole, liberté dans le mandat que le peuple valdôtain nous a confié, nous avons ici le devoir de faire respecter.
Allora, collega Farcoz, nel distribuire patenti di responsabilità agli uni e agli altri, nella fattispecie al collega Ferrero, entrando nel merito delle dichiarazioni che sono state fatte, che solleticano la memoria storica, nel riportarci a momenti molto peggiori, vorrei semplicemente ricordare che nel 2005 non abbiamo voluto, non abbiamo pensato a una legge di impunità dei Consiglieri regionali, ma abbiamo pensato - era il caso che toccava certi colleghi del PDL, quindi anche lontani da sensibilità politiche che possono essere quelle del sottoscritto e di altri -, in quest'aula di affermare un principio, che è sancito dallo Statuto d'autonomia che è il fondamento della nostra autonomia speciale. Il diritto qual era? Quello alla libertà di espressione nell'espletamento del nostro mandato, proprio per affermare un principio che altri hanno oggi espresso, di non sostituirci noi all'autorità giudiziaria, ma nel dire che almeno nell'espletamento delle nostre funzioni eravamo liberi non di essere impuniti, ma di esprimere giudizi. È chiaro che poi esistono i tribunali, esistono altri organi competenti su questo, ma almeno che in quest'aula ci sia il riconoscimento di questo diritto, per noi sarebbe il minimo. Già durante l'ultima vostra scelta, nel pieno della crisi, chiamati per risolvere questa questione, avevamo contestato un atteggiamento che era quello di uscire dall'aula, di non assumersi responsabilità, ma soprattutto di creare un precedente. E questo precedente è il fatto di rinunciare a quel diritto, che noi abbiamo sancito con la legge, perché si rimane, ci si esprime a favore o contro. Nell'uscire, nell'abbandonare l'aula tra l'altro, come avevamo espresso nei confronti del Presidente Rini all'epoca, la nostra grande perplessità, lo faremo nei confronti del Presidente Marco Viérin, che invece si era presentato come un paladino della trasparenza, e in questo nuovo corso come qualcuno che avrebbe tutelato ciò che è un diritto sancito da una legge.
Vorrei ricordare che c'è un altro problema: il Presidente viene in aula e ci dice: "io sono Presidente qui ma non c'entro, laggiù sono un altro Presidente". Lui è Presidente del Forte di Bard, in virtù del fatto che è Presidente della Regione. E noi utilizziamo i soldi delle partecipate, cioè della comunità e quindi dei Consiglieri regionali, che sono espressione della comunità, per querelare dei colleghi che hanno espresso delle opinioni nei confronti delle partecipate stesse che dipendono dall'Amministrazione regionale. È questo il secondo volet del paradosso di questa questione. Non possiamo far finta di niente, qui non è che è arrivata una richiesta nei confronti di Ferrero da una multinazionale che ha sede qui in Valle e che noi abbiamo accusato di inquinamento delle falde acquifere, eh, qui c'è una società valdostana, un'associazione, che è dipendente dalla Regione - e noi riceviamo anche gli inviti a partecipare ai grandi eventi che vengono organizzati all'interno di questa nostra società e Assessore Rini ci dispiace che lei non faccia parte delle persone che ci invitano, perché abbiamo apprezzato che il pittore Nex sia valorizzato all'interno di questa nostra importante realtà e crediamo che magari lei sarà più brava dei suoi predecessori ad essere coinvolta in queste iniziative - e il paradosso oggi è che non è che la querela o la denuncia è arrivata da un'altra società, ma da una società che risponde a questo Consiglio Valle.
Allora, io non so se una persona è in grado di influenzare tutti voi o se tutti veramente avete la contezza di quello che state facendo, ma qui non ci siamo, perché se noi veniamo qui e diciamo che al Casinò ci sono delle perdite e questi ci minacciano attraverso comunicati stampa, sulla possibilità di essere querelati perché noi in quest'aula abbiamo, in qualche, modo, messo in discussione una incapacità di gestione di certe società, se altri fatti vengono portati all'assemblea...ma se voi avete il dubbio Presidente Viérin, fate le sedute segrete, parliamo delle questioni magari effettivamente a porte chiuse, affinché fuori non si sappia, però non possiamo esimerci dal far rilevare in quest'aula le cose che non vanno, altrimenti ci chiediamo per cosa sono stati eletti i Consiglieri regionali? Per venire qua, alzare la manina e non avere la possibilità di esprimere le proprie opinioni?
Ripeto, se altri Enti ritengono che ci siano delle irregolarità è giusto che anche i Consiglieri regionali come altri siano giudicati, però qui il giudicante e il giudicato sono le stesse persone, nel senso che la querela parte da una società che risponde all'Amministrazione regionale e il querelato è un amministratore della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Allora io non lo so se questa è la prassi, oggi siete lì, e vi auguriamo di starci veramente a lungo, ma se per disgrazia dovesse succedere qualcosa a qualcuno di voi, voi pensate che sia giusto utilizzare le partecipate per denunciare i colleghi? È giusto? È giusto. Se voi ritenete che questo sia giusto oggi fate bene ad assumere questo atteggiamento e noi ci auguriamo che questo non ricada un giorno su di voi.
Presidente - Altri colleghi? La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Grazie Presidente.
Innanzitutto per esprimere un apprezzamento per il passaggio che ha fatto il collega Ferrero. Ho già detto precedentemente per quanto concerne il discorso di autocritica, è sempre da valorizzare questo tipo di passaggio, perché vuol dire che la persona ha manifestato serietà nell'affrontare la tematica. Ovviamente la mediazione che si è intrapresa con il Presidente della Regione che non ha sortito un esito positivo, l'auspicio personale era proprio quello di arrivare, addivenire a un esito positivo di questa mediazione, e ahimè non abbiamo visto questo tipo di risultato, di conseguenza siamo qui a trattare questo punto, iscritto all'ordine del giorno, in merito al discorso dell'insindacabilità.
Una legge, quella del 2005, che tra virgolette ha una sorta di problematica, forse nell'interpretazione dell'articolo 3, legata alla necessità di predisporre un'istruttoria da parte della Conferenza dei Capigruppo, che però deve avere i tre quinti per poterla votare e portarla all'attenzione del Consiglio regionale. Questo è un elemento di discordanza che forse dovremo risolvere. Perché quello che è successo all'interno della Conferenza dei Capigruppo è proprio questo: le posizioni erano divergenti, c'è chi era a favore, chi era contro e non si è proceduto alla votazione di un'istruttoria e di conseguenza teoricamente non si poteva portare all'attenzione dell'aula l'istruttoria. All'unanimità dei Capigruppo abbiamo deciso ugualmente di portare la tematica, affinché si potesse dare la giusta visibilità. Detto questo, al di là del merito, la difficoltà che i colleghi hanno precedentemente già detto, illustrato, nel dover affrontare e analizzare le tematiche dal punto di vista giudiziario, perché i documenti che ci vengono prodotti in allegato sono atti giudiziari a tutti gli effetti, tant'è che l'avviso di conclusione delle indagini era posto solo sulle dichiarazioni dell'intervista della tv posta nella sala accanto al Consiglio regionale. Non entro nel merito, non è nostra volontà strumentalizzare, andare a interpretare le parole o valutare le varie versioni, che sono state prodotte nelle interviste, ci sono stati tre passaggi, l'ha detto anche il Consigliere Ferrero, ed è per non strumentalizzazione, per la non opportunità di valutare i vari passaggi e le varie dichiarazioni, che noi non parteciperemo al voto.
Presidente - Altri? Collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente, una breve dichiarazione di voto, perché ritengo che quanto doveva essere espresso lo abbiamo detto subito, sin dall'inizio, senza esitazioni, con chiarezza, anche nella Capigruppo. A nostro avviso doveva essere presa una posizione chiara e forte e come nostro costume noi del PD-Sinistra VdA non scappiamo di fronte alle responsabilità, non tagliamo la corda quando c'è un problema...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
?Presidente - Scusate, un po' di silenzio. Poi si deciderà se sospendiamo...
Donzel (PD-SIN.VDA) - ...avevo già detto nella Capigruppo, serve a poco rinviare, ribaltare i problemi sull'aula, ci sono dei Capigruppo, delle responsabilità, e adesso arriviamo in aula, e anche qui qualcuno vuole scappare, non per opportunità, ma per una sorta di non volontà di esprimersi nel merito. È un nostro dovere, invece, lo prevede lo Statuto, lo prevede una legge regionale che ci si esprima nel merito, quindi il PD-Sinistra VdA voterà serenamente l'insindacabilità del collega Ferrero, auspicando comunque che la questione del rapporto fra partecipate e Consiglio regionale venga comunque affrontata politicamente. Noi non possiamo più accettare che le partecipate impediscano addirittura ai Consiglieri regionali di svolgere la loro attività di controllo e in alcuni casi censura. Ripeto, l'azione di censura, al di là della cifra scorretta, è un'azione corretta di buon senso, questi signori delle partecipate, diciamolo forte, che continuano a girare con le carte di credito e pagano pranzi, cene a persone che non si sa bene a che titolo partecipino a questi festini, devono capire che è arrivato il momento anche per loro che è finita la pacchia. Qui ci sono dei valdostani che tirano la cinghia, che non riescono neanche ad avere un lavoro e a queste persone va data una risposta, e non sarà querelando i Consiglieri regionali di opposizione che vorrei fermerete il cambiamento che riusciremo a portare anche nelle società partecipate, anche nel Forte di Bard, che magari ha resistito alle truppe napoleoniche, ma non resisterà all'assalto che gli daremo noi per fare chiarezza, trasparenza e perché si riporti una situazione di equità anche in quella sede.
Presidente - Colleghi, altri? Mi sembra di aver capito che volete andare avanti, quindi finire il punto? Va bene, finiamo il punto questa mattina. Altri colleghi? Voglio comunicare che è arrivato un ordine del giorno che andrà votato prima della votazione inerente il punto, e quindi appena fatte le fotocopie verrà distribuito ai colleghi...per l'ordine del giorno. Altri colleghi? Non vedo altri colleghi. Aspettiamo solo che sia distribuito l'ordine del giorno.
È stato consegnato. Quindi chi lo vuole illustrare. La parola alla collega Certan.
Certan (ALPE) - Grazie Presidente.
È un ordine del giorno molto semplice e molto diretto, che ha origine dalla discussione che è avvenuta oggi in aula, anche relativamente all'insindacabilità del Consigliere Ferrero, considerate comunque anche tutte le altre precedenti discussioni riguardo all'accumulo di cariche e delle varie Presidenze. Tutti i gruppi di minoranza hanno presentato quest'ordine del giorno che, tenuto conto che lo statuto del Forte di Bard prevede che nel Cda ci sia la presenza del Presidente della Regione e di un Consigliere regionale, ma non prevede, non c'è nessuna articolo che preveda che automaticamente questi siano, vengano eletti - in particolare il Presidente della Regione - Presidente dell'associazione del Forte di Bard, e considerato che il Presidente della Regione è stato eletto nel Cda anche Presidente dell'associazione Forte di Bard, considerate un po' tutte le varie discussioni che su questo accumulo di Presidenze sono avvenute, riteniamo che sia importante che il Consiglio regionale prenda in mano questa situazione e chiediamo al Presidente della Regione di dimissionare da questa carica di Presidente dell'associazione di Bard per evitare qualsiasi equivoco futuro, qualsiasi difficoltà nel prendere posizioni da Presidente della Regione. Chiediamo, inoltre, alla commissione competente o comunque chi sarà, chi avrà il ruolo, di redigere delle modifiche allo statuto dell'associazione Forte di Bard, in modo che la carica da Presidente della Regione e di Consiglieri regionali siano incompatibili con la carica di Presidente, che vuol dire che è normale, può essere comprensibile che un Presidente o un Assessore anche all'istruzione pubblica o un Consigliere regionale possano far parte del Cda, però riteniamo che non sia opportuno, è proprio una questione di opportunità, che siano eletti, che possano essere eletti Presidenti dell'associazione Forte di Bard. Grazie.
Presidente - Altri? Ricordo solo ai colleghi che siamo sull'ordine del giorno presentato, che è stato illustrato dalla collega Certan. Altri colleghi? Se non ci sono altri colleghi...la parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Soltanto una piccola integrazione a quanto detto dalla collega Certan. Questo è un problema che è stato evidenziato oggi e che crea una situazione imbarazzante come ci ha detto in precedenza, ma più in generale è anche il rapporto tra la politica e questi enti o partecipate che si vuole, che dev'essere definito in modo chiaro, senza sovrapposizioni. Questa è l'occasione per affrontare la questione, per risolverla e uscire da un imbarazzo nel quale è caduto il sistema regionale. Dobbiamo risolvere in fretta e questa è l'occasione per farlo, grazie.
Presidente - Grazie collega Bertin, altri? Il Consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Sì solamente per chiedere il voto segreto, chiaramente su...
Presidente - Altri colleghi? Grazie collega. Allora il collega Bertschy ha fatto una richiesta di porre in votazione praticamente l'ordine del giorno, ci sono altri colleghi che vogliono far dichiarazioni? La votazione è aperta. Segreta. La votazione è chiusa.
Presenti: 17
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Il Consiglio non approva all'unanimità non essendoci i numeri all'interno dell'aula.
Io non posso che attestare quello che c'è. Allora, colleghi...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...Allora, colleghi, colleghi! Anziché fare illazioni voglio solo dirvi che in altri casi, in altri casi l'opposizione ha fatto la stessa cosa...allora, in altri casi l'opposizione ha fatto la stessa cosa. Allora, collega La Torre, la parola...scusi La Torre, un attimo che le do la parola, collega La Torre. Un attimo. Collega La Torre ha la parola. Si può riprenotare, grazie. La parola al collega La Torre.
La Torre (UV) - Grazie Presidente, scusate ma è una questione di dignità. Non posso accettare per me stesso una cosa del genere, scusate. C'è un ordine del giorno, noi decidiamo di non votare, facciamo una dichiarazione di voto, ci assumiamo la nostra responsabilità e loro decideranno di fare quello che vogliono. Adesso parlo per me, io in queste condizioni non intendo più lavorare. Non è possibile che si vota senza sapere che cosa votiamo, non vi offendete, io ho una dignità, se voi non ce l'avete, fate come volete, io ve lo dico, ognuno si assume le proprie responsabilità.
Presidente - Grazie collega La Torre, dobbiamo procedere alla votazione del punto all'ordine del giorno. La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Presidente, solo per dire che siamo allibiti, siamo allibiti da quel che è rimasto di questa maggioranza, che non ha neppure la dignità per evitare di incombere probabilmente in problemi di persone che vorrebbero esprimere il loro voto in modo libero. Questi sono atteggiamenti che non sono degni di quest'aula in cui siamo stati eletti, perché non partecipare al voto significa annunciare che non si partecipa al voto, ma non votare per controllare i colleghi su un voto segreto, per vedere come votano, veramente è l'ultima spiaggia a cui siete arrivati, perché non avete più i numeri per governare.
Pensavamo in questi giorni di aver assistito alla peggior pagina della politica valdostana, ma voi continuate a battere i record che voi stessi avete già conseguito nelle sedute precedenti. Qui veramente, Presidente Viérin, lei su tutti è quello che fa la peggior figura, perché lei rappresenta quest'aula. Allora, se il controllo del voto significa non far partecipare i Consiglieri, ogni volta che c'è un voto segreto, per evitare che votino contro la decisione che la maggioranza ha assunto, è qualcosa che va oltre quello che è un ruolo istituzionale che lei dovrebbe garantire. Tra l'altro, il Presidente annuncia che esce dall'aula perché...per motivi suoi, non per gli stessi motivi vostri, nel senso che lui esce dall'aula perché è anche Presidente del forte di Bard e poi torna nell'aula per impartire a voi, colleghi di maggioranza, a voi eh, impartire le disposizioni per controllarvi a vicenda, perché non siete neanche in grado di garantire i numeri su una decisione da assumere - che tra l'altro è proposta da noi - se non siete d'accordo non la votate, siamo solo in diciassette, non passerà mai.
Questa è la realtà, Presidente Viérin, lei in quest'aula è il garante di chi dovrebbe garantire la segretezza del voto, evitare questi atteggiamenti e garantire la segretezza del voto. Noi diciamo semplicemente che state facendo veramente una brutta figura davanti all'intera Valle d'Aosta, non solo davanti ai sottoscritti in quest'aula e ci rendiamo conto e capiamo il senso di imbarazzo del collega La Torre, condividiamo e capiamo meno l'atteggiamento di tutti gli altri silenti che subiscono questo atteggiamento. Non è solo di questa legislatura, abbiamo già avuto nella scorsa legislatura, il collega Rosset ne è buon testimone, il capogruppo dell'epoca dell'Union che aveva chiesto a certi Consiglieri di non partecipare al voto in questo senso per controllare, per verificare chi era che non votava secondo le regole impartite. Lei, Presidente Marco Viérin, era in quest'aula, ha vissuto queste cose come altri colleghi e noi avremmo auspicato che queste situazioni non fossero più accadute. Non è così e crediamo che oggi lei non stia svolgendo il ruolo di garante, che il suo ruolo e la sua carica impongono. Ci dispiace, ce ne rammarichiamo, ma questa vicenda non finisce qui, anche perché se voi pensate di continuare a lavorare in questo modo ed evitare i tonfi, non partecipando al voto, avete veramente un senso della democrazia che è pari a zero.
Presidente - La parola al collega Bertschy, no Gerandin, chiedo scusa.
Gerandin (UVP) - Grazie Presidente, lo ha già detto il collega Viérin, penso che oggi quest'aula abbia veramente toccato il fondo, ma soprattutto lei, Presidente, si era presentato come l'innovatore, come quello che garantiva trasparenza, quello che garantiva la visibilità dovuta, soprattutto permettere di lavorare in quest'aula nei dovuti modi. Lei, penso che in questo momento non rappresenti più sicuramente questo Consiglio, non rappresenti neanche più la sua stessa persona, perché lei è stato delegittimato.
Non esiste un voto segreto con qualcuno presente in aula, questo è controllo del voto. A questo proposito io chiedo, per iscritto, una relazione da parte dei dirigenti, dei tecnici dell'Ufficio di segreteria - metta nero su bianco, mi dica se questo voto è valido - perché quando si parla di voto segreto e qualcuno rimane in aula è controllo di voto. E che lei venga a dire, Presidente, che è già successo da parte nostra, le ricordo che l'abbiamo fatto, ma non su un voto segreto, noi siamo rimasti in aula, ma su un voto palese, c'è una grandissima differenza. Forse lei non se lo ricorda, ma è così. Per cui, veramente, tanto è stato detto, ma il problema...noi chiediamo per iscritto, prima della ripresa del Consiglio questo pomeriggio, di avere nero su bianco se questa votazione è valida e la sottoscrivete perché non bastano due righe e poi vogliamo che sia sottoscritta dall'Ufficio di Presidenza, perché questa è la vergogna della Valle d'Aosta.
È ora che si smetta, veramente, e quando si parlava di dignità, penso non so chi possa avere un minimo di dignità quando qualcuno entra in aula, impartisce ordini e se ne va. Siete diciassette schiavi, diciassette asserviti al potere. Questa è la verità.
Presidente - Altri? La parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Avevamo già assistito nella scorsa legislatura a un episodio analogo, ma credo che oggi si sia passato il limite. Nella scorsa legislatura, è stato già ricordato, il capogruppo dell'Union Valdôtaine aveva impartito ordine ad alcuni Consiglieri di non votare per poter controllare il voto. Qui il Presidente della Regione entra e impartisce ordine ai suoi di non votare e il Presidente del Consiglio, super partes, soit disant, si conforma a questo diktat. Ma dov'è la dignità dei Consiglieri? Credo bene che il Consigliere La Torre abbia reagito in quel modo, veramente sono senza parole. Abbassate la testa...sì, sì ne avete ben donde di abbassare la testa, perché la vostra dignità personale qui viene regolarmente calpestata e voi non reagite.
Presidente - La parola al collega Fabbri.
Fabbri (UVP) - Sì, grazie Presidente. È veramente una bruttissima pagina quella a cui oggi abbiamo assistito e ho un grandissimo vulnus su quello che è lo spirito democratico che dovrebbe regnare in quest'aula, non solo un vulnus alla democrazia, ma anche alla dignità del Consiglio, perché non è possibile assistere a cose del genere. Quando un anno fa sono entrato qui, ero veramente intimorito e avevo timore reverenziale per quest'aula, cosa di cui oggi purtroppo non ho più. Grazie.
Presidente - Altri colleghi? Collega Donzel, no Bertschy. Prima Donzel? Collega Donzel ha la parola.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Vede, Presidente, all'inizio di questo dibattito, che era partito su una questione che riguardava l'insindacabilità e vorrei che fosse chiaro che adesso stiamo parlando di una questione di tutt'altro tenore, cioè stiamo discutendo se sia corretto o meno che la carica del presidente del Forte di Bard attenga alla Presidenza della Regione. Lei dice sin dall'inizio che in questa vicenda lei aveva delle gravi responsabilità nel non aver condotto correttamene tutto il percorso della Capigruppo rispetto alla questione dell'insindacabilità e facendo una serie di errori non è che si riesce a recuperare, gli errori si accumulano e si arriva a degenerare fino a questo punto.
Lei, anziché fare l'arbitro, entra a gamba tesa, finge di essere ingenuo e chiede...in qualche modo minaccia le opposizioni in caso di presentazione di risoluzioni rispetto alla loro accettazione o meno. Le opposizioni rispondono con gli ordini del giorno, che sono obbligatoriamente accolti, non devono essere votati e poi si va a finire in questo modo, in cui la maggioranza è di nuovo ridotta in pezzi con Consiglieri che hanno crisi di nervi, che abbandonano l'aula e quant'altro, triste spettacolo per la Valle d'Aosta. Lo commentavo sul mio blog che è gravissimo quello che sta accadendo, perché in un momento in cui c'è bisogno di Governo regionale, ecco questo Governo, questa maggioranza non esistono. Accade purtroppo ogni giorno, su ogni singolo problema, non c'è la capacità di affrontare delle questioni come questa, non condividete l'idea che il presidente del Forte di Bard debba essere altra persona dal Presidente della Regione e votate, votate secondo coscienza, dove sta questo problema? Invece l'idea che voi usiate questo trucco, che peraltro...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
Presidente - Un po' di silenzio per cortesia.
Donzel (PD-SIN.VDA) -...abbiamo sperimentato anche noi dell'opposizione, ma con voto palese cioè non nascondendo mai la nostra intenzione di voto, questo deve essere ben chiaro, quindi la correggo su quello che lei ha detto al microfono, dicendo: l'avete fatto anche voi dell'opposizione...eh no, no, non ci sto. Noi dell'opposizione in situazione di voto palese, non abbiamo partecipato al voto dichiarando ufficialmente la nostra posizione.
Qui, un po'sottogamba si cercava di far correre via una votazione con un trucco: se voi abbandonate l'aula si blocca la seduta del Consiglio regionale, ecco perché voi non uscite dall'aula, perché non volete che venga meno la seduta del Consiglio regionale, e pensate di andare avanti, passiamo ad un altro punto, quell'altro punto sarà di nuovo un punto a capo se non avete risolto il vostro problema politico, perché di nuovo sul voto successivo, che sarà l'insindacabilità, dovrete di nuovo non partecipare al voto. Ma vi sembra una lezione di democrazia per i giovani valdostani che ci stanno seguendo? Quelli che quest'anno hanno fatto la loro maturità e aspirano a diventare cittadini attivi nella politica, vedere la maggioranza regionale, il Governo di questa regione ridotti nella condizione di non essere in grado di esprimersi, per paura che qualcuno esprima un voto diverso da quello che è nelle dichiarazioni di voto? È questa l'educazione che trasmettiamo ai giovani valdostani di un Consiglio regionale ridotto in queste condizioni?
L'ho detto, sono scelte...ho iniziato a fare queste polemiche con la presidenza Rini, si sperava che cambiasse qualcosa, invece la presidenza Viérin affonda miseramente al primo giro di boa, quindi francamente un grosso rammarico, perché sarà difficile recuperare credibilità delle istituzioni presso i cittadini in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, con comportamenti che, ripeto, sono incomprensibili, perché mai neanche lontanamente mi è passato nella testa che se dichiaro un voto a questo microfono, nel caso in cui ci sia un voto segreto, io possa esprimere una posizione diversa da quella che ho indicato nel microfono. Quindi, vi guardo e non riesco proprio a capire come possiate continuare con questo comportamento inaccettabile.
Presidente - Grazie collega, la parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Devo fare una triste constatazione: lei si sta limitando a dare la parola e a chiedere silenzio quando qualcuno giustamente rumoreggia, per una questione che grida vendetta, cioè qui c'è già troppo silenzio. E stiamo facendo una discussione che non avrebbe neanche senso di esistere e la situazione precedente quando si parlava di tutt'altra questione, sull'insindacabilità per il collega Ferrero, è stato di un imbarazzo totale, e il Presidente della Regione Valle d'Aosta che occupa e accumula delle cariche vestendo e togliendo la giacchetta secondo le opportunità. Un momento è Presidente, un momento Prefetto, un momento è Presidente della fondazione del Forte di Bard. Vi si chiede se voi, colleghi di maggioranza, ritenete che questo sia opportuno, potete anche ritenere che questo sia opportuno, quindi potete anche dirlo. Noi di minoranza riteniamo che non lo sia, lei Presidente dovrebbe essere quello che garantisce tutti noi Consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza e veramente non dovrebbe limitarsi a dare o togliere la parola e chiedere silenzio quando qualcuno rumoreggia e mi sembra che questo sia un'ammissione di debolezza eclatante.
È veramente un momento molto triste per la democrazia valdostana. La invito, veramente, anche come membro dell'Ufficio di Presidenza, a dire qualcosa su questa questione, come si può far passare tutto nel silenzio? Non è accettabile questo.
Presidente - Altri che chiedono la parola? La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Il silenzio totale è assordante, a questo punto, perché la lezione che il collega Stefano Ferrero vi ha dato in questa discussione probabilmente nessuno di voi l'ha appresa. E qui sono accaduti due fatti rilevanti, uno in termini politici, quello che voi dite ormai con quotidianità e alcuni anche due volte al giorno, che il peso politico che dovete sopportare di una Presidenza troppo forte, troppo ingombrante vi va stretto, fate fatica, non potete governare, non avete i vostri spazi, non potete esprimere le vostre idee, non siete mai capaci di rivendicarlo e mi dispiace che alla fine forse al contrario si è diventati schiavi di un sistema che al quale non ci si vuole ribellare. Ha fatto bene il collega Gerandin, non ci si vuole ribellare quando è ora di ribellarci e non vuol dire sempre che la colpa è di chi ha racchiuso gli schiavi nel recinto, qualcuno, a volte, non ha proprio voglia di uscire dal recinto.
E allora smettetela di criticare questa situazione, andate avanti tranquilli, fate le cose che dovete fare, ma non andate in giro per le sagre, per le feste, per i bar, per le strade, con noi a raccontare che questo sistema non vi va bene, non fatelo, perché noi in giro dobbiamo dire invece che vorremmo governare insieme la Valle d'Aosta con entusiasmo, con forza, con capacità di dirci le cose che c'è bisogno di dirci in maniera seria, sensata, pacata. Invece noi tutte le volte ci troviamo in un'altra situazione, e oggi vi siete dovuti in cinque minuti prendere la lezione di quello che dovevate fare, un rapido rientro, quattro comandi e avanti che si parte. Eppure lì dentro c'è gente esperta, c'è gente inesperta come il Presidente del Consiglio che non ha capito che cosa stava succedendo, gente inesperta come i Capigruppo che probabilmente non hanno capito che cosa stava succedendo, ma lì c'è gente esperta, sono due legislature che è seduta qui dentro, sapeva benissimo che stando seduti qui confermavano, sì è vero mi sono sbagliato, anche cinque, confermavano a cose che non si possono fare. Tra qualche ora discuteremo delle linee di indirizzo del nostro sistema di pensare e vedere l'Europa, scriviamolo che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta si porta in Europa un sistema di controllo del voto nella sua massima assemblea democratica, scriviamolo, diciamolo. Una parte di questo Consiglio regionale ha deciso che è così che ci si comporta in democrazia. Io, come tutti gli altri colleghi, siamo rimasti veramente...non sappiamo più come dire, perché frastornati è dire poco, sono atteggiamenti nei quali non ci si riconosce più, abbiamo bisogno di capire veramente se siete parte di una partita o se fate finta di esserlo. Abbiamo bisogno di capirlo, perché noi non abbiamo necessità...qualcuno ha confuso i voti segreti come la richiesta di ribaltone in passato, li vuole ancora confondere, noi assolutamente no, noi vogliamo andare avanti con la forza delle proposte e delle idee a cambiare le cose e se troviamo gente sulla nostra strada che abbia voglia di cambiare, ne siamo ben lieti, al di là dei posti che rappresentiamo. Bisogna farlo, però, mettendo fuori la propria faccia, le proprie idee, avendo il coraggio di sostenere davanti ai propri elettori le cose che si ritengono giuste e quelle sbagliate. Gli atteggiamenti che state tenendo dal dopo crisi sono atteggiamenti peggiori di quelli di prima. Abbiamo visto una Consigliera di maggioranza fare un intervento perché lascia una Commissione e non fare neanche un ragionamento perché viene eletta vice Presidente in un Consiglio regionale e un secondo dopo dimettersi. Lasciare una Commissione non è mica il problema, è non avere il coraggio di assumersi una carica, quello è il problema, e sono queste le situazioni che ormai non ci fanno più capire cosa volete fare. Avremmo piacere di sentirla e preferiremmo che ci diceste "a noi va bene così", ma ce lo dite in tutti i momenti della giornata, in tutti i momenti in cui parlate con i vostri elettori, che poi parlano anche con voi. Perché il problema non è mica più, chi ha voglia di andare avanti così, perché quello è il sistema, anzi bisognerebbe anche aiutarlo a uscire da questo sistema, tutti insieme con responsabilità.
Presidente - La parola al Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente. Chi non ha la fortuna o la sfortuna, a seconda, di assistere al teatrino che, diciamo, noi vediamo essendo all'interno dell'aula, probabilmente non ha capito che cosa è successo.
Credo che non abbiano capito cosa è successo, molti di voi colleghi della maggioranza, perché la reazione del collega La Torre, che dopo aver obbedito per la fretta, la solita fretta, nel, diciamo, dare, nel non dare la parola o nel mettere al voto le iniziative, ha fatto in modo che il collega La Torre votasse senza votare, cioè non espletasse il suo voto, rimanendo lì, dopo di che è uscito, è rientrato, dopo che ha capito che cosa era successo, e ha fatto un atto di protesta. Allora voi cari colleghi, probabilmente alcune volte fate le cose senza sapere che cosa dovevate fare. Io non sono così sicuro che eravate del tutto consapevoli che si votava un ordine del giorno per chiedere che la carica di Presidente dell'associazione del Forte di Bard non fosse assommata nelle varie cariche in capo al Presidente della Giunta.
Penso che abbiate...nella solita confusione che regna da quella parte, probabilmente vi siete un po'trovati in quel momento a non sapere che cosa fare e quindi non avete votato. Questa è la realtà dei fatti, però questa realtà si scontra con il fatto che voi qua siete coloro che decidono, che legiferano, che dettano le linee politiche della nostra regione, siete i legislatori, gli esecutori, e cosa fate? Non lo sapete neanche voi. Vi astenete, non vi astenete, praticate una pratica del voto che a mio parere è assolutamente illegittima, che ha insita una forma di controllo del voto che è assolutamente palese, e voi la praticate pur essendo qua in qualità di legislatori eletti. E poi magari qualcuno ci viene a rimproverare, dicendo: "ma anche voi vi siete rifiutati di votare una volta". Beh, cari colleghi, evitate di dire una cosa del genere perché noi non ci siamo mai rifiutati di votare con queste modalità. Ogni volta che noi esprimiamo un voto, un dissenso, che ci asteniamo o che non votiamo, lo motiviamo perché noi non abbiamo paura del voto, non abbiamo bisogno all'interno dell'opposizione di controllare chi vota e chi non vota e come non vota, perché ci fidiamo.
Questa è la differenza tra noi e voi. Poi anche tra di noi, magari, ci sono dei punti di vista diversi, dei posizionamenti diversi sui singoli argomenti, ma la differenza tra noi e voi è che noi siamo persone che hanno un minimo di dignità, e oggi voi avete invece dimostrato di non averla. Non avete votato un ordine del giorno, l'ordine del giorno poi si discute, si apre un dibattito sull'opportunità che il Presidente della Giunta firmi una querela a carico di un proprio collega, Consigliere regionale, in un'altra veste, e poi magari si ritrova qua a decidere insieme a tutti gli altri perché gli ordini li abbiamo visti, come li dà, li ha dati lui, anche se se ne è uscito.
Il Presidente Rollandin ha dato gli ordini a voi di non votare. Questo è il problema, il problema valdostano che è tutto incentrato in un'unica persona che ha il potere assoluto anche delle vostre coscienze e delle vostre dignità. Questa è la differenza tra voi e noi, quindi vi preghiamo, cari colleghi della maggioranza, evitate di dire che noi siamo uguali a voi. Io non mi riconosco in voi e il collega La Torre ha fatto un atto non di ribellione, ma di dignità. Poi io non voglio entrare nel merito del collega, non collega eccetera, però ha detto una cosa molto chiara, e cioè che lui non si riconosce in questo metodo.
Allora, possibile che qua dentro succedano delle cose del genere, in un'aula che dovrebbe essere il fulcro della democrazia, il luogo oggetto e simbolo della democrazia, dove vengono le scolaresche a farsi raccontare dagli addetti e dai funzionari che noi abbiamo il potere legislativo, che noi decidiamo, che noi siamo qua a intessere i destini della nostra regione. Voi l'avete ridotta a un mercato quest'aula, una suburra, le avete tolto quella dignità che un'aula istituzionale avrebbe dovuto avere.
Presidente - La parola alla collega Certan.
Certan (ALPE) - Grazie Presidente.
Non aggiungo molte cose a questa scena che è a dir poco desolante o meriterebbe la dimissione non del Presidente della Regione o del Presidente del Forte di Bard, ma ben altre dimissioni, forse di chi rinuncia a votare. Noi l'avevamo capito, credo che oggi l'abbiano capito chiaramente anche i valdostani, anche quelli che forse finora pensavano che noi dicessimo delle bugie. Il Governo regionale è nelle mani di una sola persona, una sola persona che fa il beau geste di uscire perché non vota un punto che la riguarda, ma di fronte a una votazione che la minoranza chiede, una votazione che potrebbe metterla in difficoltà, questa persona rientra, in meno di uno, due minuti, impartisce l'ordine, tutti eseguono impietriti e lui esce di nuovo e si mette a osservare quello che succede dal foyer, mentre tutti impietriti votano ed eseguono l'ordine.
Non ho più parole, mi rendo conto che questo ordine del giorno poteva mettere in difficoltà la maggioranza, ma non creava nessun altro tipo di grande scossone. Beh, io credo che a nome del movimento ALPE, ma non ci siamo confrontati su questo, credo a nome di tutti i gruppi dell'opposizione che possiamo dire che annunciamo oggi che chiederemo anche altre dimissioni, perché sappiamo che il Presidente della Regione ha un accumulo di cariche, un cumulo di cariche molto grandi, va beh a parte quella di Prefetto, che è per legge, è Presidente dell'Università della Valle d'Aosta, del Forte di Bard, eccetera, quindi interverremo sicuramente come gruppi di minoranza anche su questi.
Presidente - La parola alla collega Fontana.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Non si può non intervenire in una situazione del genere. Condivido quanto ha detto la collega Certan, non era un ordine del giorno che implicava decisioni che non potevate prendere. Dovevate avere il coraggio di dire quello che pensavate, come l'avete avuto quando vi siete scambiati le poltrone. Casualmente questo Consiglio, questa maggioranza, quando è il momento di prendersi le poltrone, parla, viene a dire chi deve fare il vice Presidente, chi deve fare il Presidente, chi deve fare l'Assessore, in quel caso la lingua ce l'avete, oggi abbassate la testa e non avete nemmeno il coraggio di dire una parola.
Presidente, sono delusa, non mi riconosco più in un Presidente del Consiglio come lei, anzi se avesse veramente un po' di dignità dovrebbe dare le proprie dimissioni, e senza che glielo chieda la minoranza. Prima di essere eletto veniva, ufficio per ufficio, dicendo che lei quando sarebbe stato eletto ci avrebbe rappresentato tutti. Secondo lei, ci ha rappresentati tutti, oggi? Non riesco veramente a capire che persone siete. Già nella scorsa legislatura i Consiglieri di maggioranza dovevano fare i soldatini, si alzava il capogruppo che diceva: non votate, uscite fuori, e i soldatini uscivano. Io vengo da una regione in cui viene imposto il modo di vivere, e sono andata via per non sottostare a quello, non credevo che in un'aula di Consiglio si arrivasse a tanto. Mi sono ribellata e ho scelto la mia vita, voi siete peggio di quelli che dicono di essere schiavi: io mi ritengo una persona libera, perché posso dire quello che penso, e voi non lo siete. Andatelo a spiegare ai vostri elettori, non fate così con la testa, perché non mi fate pena, ma avete il coraggio non mi viene neanche la parola, delle vostre azioni, ma svegliatevi, svegliatevi davvero, se no sarete sempre schiavi.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente, sarò telegrafico anche perché c'è poco da aggiungere. Questo ordine del giorno, ad esempio, è già stato presentato sotto diverse forme, anche nell'altra legislatura, ma neanche in quella occasione avevate avuto la dignità di votare contro.
Questa volta neppure. Andiamo nel merito della questione, che poi è il voto segreto. Il voto segreto è un principio di libertà in tutte le democrazie occidentali e lei, Presidente del Consiglio Viérin, deve garantire la libera espressione dei Consiglieri, è una sua precisa competenza, no, non può far finta di niente. E da questo punto di vista pretendiamo cosa verrà fatto per garantire la libera espressione di tutti i Consiglieri, maggioranza e opposizione, quello che si vuole. Questo è un preciso compito suo, garantire la libertà di tutti, e non si può far finta di niente. Grazie.
Presidente - La parola al collega Rosset.
Rosset (UVP) - Grazie Presidente, ahimè, è una brutta pagina, Presidente, con tutto il rispetto che ho per la sua funzione.
Resta chiaro che chiedo la sua massima vigilanza su questa assemblea. Allora, le chiedo, reagisca, reagisca a difesa dell'istituzione che rappresenta e della funzione di ogni singolo Consigliere e vorrei che quella difesa...che il compianto suo predecessore Cerise aveva attivato con una lettera in questa assemblea con alcuni Consiglieri proprio per evitare il controllo del voto. Ebbene credo che lei abbia la possibilità oggi di dimostrare questa sua chiarezza, questa sua vigilanza, al di là del gruppo e del movimento a cui appartiene.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Per mozione d'ordine, e anche per capire come procediamo in questi lavori del Consiglio. Riteniamo che il punto non si possa concludere fino a quando la relazione non è presentata, perché vogliamo avere certezza di quello che è stato fatto, in maniera corretta o in maniera scorretta, quindi vogliamo avere sue indicazioni, Presidente. Si consulti con la dirigenza e ci dica come si procede. Non chiudiamo questo punto finché non sappiamo come si sono svolti i lavori e qual è la certezza perché questi lavori siano fatti in maniera corretta.
Presidente - Solo per ricapitolare, perché posso capire le tensioni e quant'altro. Ringrazio il collega Rosset, invece, il Vice presidente Rosset, per le parole che chi è qui, che sia il Presidente o il Vice presidente, deve guardare alle regole del gioco. Se poi le regole del gioco, regolamento in questo caso, sono scritte in una certa maniera, dove il regolamento non prevede a oggi il fatto che anche nella votazione segreta ci sia l'obbligo di espressione, non è né colpa mia, né colpa di tanti colleghi qui presenti. Allora, chi presiede questa assemblea, la presiede su un regolamento, dopo di che se vogliamo cambiare il regolamento c'è la Commissione regolamento, si possono cambiare i regolamenti e quello che è. Devo dire con onestà e lo dico a Donzel, che è vero invece che quando l'opposizione ha fatto questo passaggio, l'ha fatto su una votazione palese, questo a onor del vero, bisogna essere corretti. Ho riguardato la questione su un voto palese, ma come mi hanno detto anche i funzionari, è chiaro che adesso hanno bisogno di un po' tempo, non è che possano scrivere una relazione a mano, ma su questo fatto il regolamento non prevede. Non posso pretendere dai Consiglieri di esprimere il voto se l'espressione è quella di non partecipare al voto. Dico questo con serenità e tranquillità, dopo di che, con altrettanta serenità, se c'è bisogno di chiarire quelle questioni c'è la Commissione regolamento, possiamo fare anche delle proposte, no? Questo è quanto mi viene detto. Poi, se vogliamo sospendere, come è stato richiesto, alle tre e mezza, in attesa di quella relazione, lo possiamo fare. La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Mi dispiace contraddirla, Presidente Viérin, ma il regolamento all'articolo 73 parla di votazione a scrutinio segreto, che è un articolo che sostituisce la vecchia modalità di votazione con le palline, le famose palline che nel 1990 crearono il famoso ribaltone, dicendo che la votazione a scrutinio segreto normalmente ha luogo mediante procedimento elettronico, normalmente, perché se non funziona il procedimento elettronico, si ritorna alle palline.
Allora, il procedimento elettronico significa che bisogna votare, perché nel tempo la pallina bianca era voto favorevole, quella nera voto contrario, il voto di astensione si manifesta deponendo entrambe le palline nell'apposita urna dell'astensione, quindi questa è la ratio che poi è stata sostituita con lo strumento elettronico. Se poi qualcuno non ha intenzione di partecipare al voto deve uscire dall'aula perché altrimenti manifesta il voto, la non partecipazione ed è un modo per manifestare, malgrado il voto segreto, il non partecipare al voto, cioè non poter esprimere, attraverso un dissenso, il voto in questione.
Quindi, Presidente Viérin, quello che noi abbiamo chiesto è semplicemente una nota degli uffici, da adesso a questo pomeriggio, che ci dica qual è la questione da punto di vista tecnico, ma da un punto di vista di ratio, questa norma è stata votata da quest'aula, e quindi politicamente è l'aula che deve dirimere questa questione su una manifestazione del voto, Presidente Viérin, lo sa meglio di me. Poi c'è una Commissione regolamento, per carità, ma noi siamo qui a discutere di qualcosa che va oltre l'aspetto tecnico, qua è una questione politica, ma siete ridicoli, ma non so se non vi rendete conto di quello che è successo. Non avete neanche capito su cosa votavate, perché avevate deciso di non partecipare al voto sulla questione dell'insindacabilità. È arrivato l'ordine del giorno illustrato dalla collega Certan e voi oramai eravate, da un punto di vista di schema, rimasti sul fatto che non bisognava partecipare al voto. Non partecipare al voto significa uscire dall'aula, annunciare che noi non partecipiamo a questo voto, il fatto invece di rimanere o no, di non partecipare al voto segreto mediante procedimento elettronico, significa controllo del voto. Questo è quello che noi pensiamo. Lei Presidente la pensa come la maggioranza, di cui peraltro non abbiamo capito bene quale sia la posizione, perché oggi lei, in questo momento, in assenza del Presidente della Regione, sta rappresentando la maggioranza. Si rende conto Presidente Viérin che lei sta rappresentando la maggioranza, non il Presidente del Consiglio, lei sta difendendo l'indifendibile. Noi le chiediamo tra l'altro che rimanga aperto questo punto, mi pare che ci sia una disponibilità su questo, non è che vogliamo fare questioni ideologiche, ma veramente non è mai successa questa cosa, non è mai successa e le ricordo che il suo predecessore - che si chiamava Alberto Cerise - ha scritto una lettera che le chiediamo di andare a ripassare, che forse le insegnerà anche qualcosa in merito all'episodio citato da certi colleghi su Diego Empereur, che aveva detto ai colleghi Caveri e Hélène Impérial di non partecipare alla votazione, uscendo dall'aula o comunque non schiacciando il bottoncino e c'è stata una lettera molto interessante di richiamo da parte del presidente Cerise che forse può essere un esempio anche in questo momento, soprattutto per lei.
Presidente - Mettere le cose al loro posto, come mi dicono anche gli uffici e poi faranno anche la relazione, perché l'ho detto già prima, io come fossi un vice Presidente, in questo caso devo far valere le regole. Allora, sul discorso delle palline bianca o nera, c'era anche la possibilità del non ritiro e quindi se vogliamo essere, diciamo chiari, c'è anche quella possibilità che può essere paragonata alla possibilità che i colleghi oggi hanno voluto esplicitare. Non direi, quindi, oggi di discutere, io ho detto che sono disponibile a fare un ragionamento, a dire se c'è questa necessità di capire meglio, di voler far sì che gli uffici facciano una relazione. Il ragionamento è: chiediamo, non ho problemi e la disponibilità, anzi, ci mancherebbe, è che, come ho detto, ci sono delle regole, se queste regole sono sbagliate vanno ricorrette, ci sono gli organismi per ricorreggerle, non c'è alcun problema. La parola a Gerandin che l'aveva chiesta prima.
Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.
Solo per ribadire quello che ha già detto il collega Viérin in parte, ma soprattutto per ricordarle che quando si è trattato di dare un'interpretazione alla mozione di sfiducia costruttiva, allora gli uffici si sono attivati e hanno supplito con un parere, consultando fior di legali, non so chi, nel quale la parte che non era prevista all'interno, o non era chiara all'interno del regolamento, veniva attuato quello che erano dei principi di carattere generale. Ora, io voglio solo capire, spiegatemi come in un'aula quando si chiede il voto segreto, per evitare il controllo del voto, ci sono diciassette persone che non partecipano al voto, senza uscire, perché l'alternativa era uscire, solo che uscire comportava una assunzione di responsabilità, non c'erano più i numeri del Consiglio, avreste fatto brutta figura, saltava il Consiglio?
Questa è la verità, per cui non potete giocare sul regolamento. Aspetto solo cosa scriveranno, cosa mi scriveranno gli uffici e i dirigenti. Voglio vedere che cosa mi scriveranno, dopo di che, quando tratterete il prossimo punto all'ordine del giorno, andrò a Palazzo di Giustizia, se c'è un parere che mi conferma che questo è il voto, andrò personalmente nei palazzi dovuti a fare la denuncia, perché questa è una vergogna per la Valle d'Aosta, una vergogna per la Valle d'Aosta.
Presidente - Allora, se siamo tutti d'accordo, gli uffici prepareranno questa relazione per le tre e mezza, credo che avranno il tempo per poterla affrontare e poi riprenderemo i lavori alle quindici e trenta. Bertschy voleva...Bertschy. Credo che ci sia anche un po' di buon senso per capire che gli uffici devono fare una relazione su questo tema, ma se la chiedete. A noi al tavolo della Presidenza ci è stato detto così, se devono mettere nero su bianco, devono avere un minimo di tempo per farlo. Credo che ci debba essere anche comprensione per fare questo. Se non c'è neanche questa comprensione, cosa volete che vi dica. Sì, darei ancora la parola al collega Bertschy. Il collega ne ha la facoltà.
Bertschy (UVP) - Quello che manca ancora adesso è una valutazione politica da parte sua sul fatto che diciassette persone possano stare vicine, sedute in aula. La prossima volta fate così: "non voto", così si capisce bene, di mettere la manina lì e di non mettere la manina lì. Ma lei è capace Presidente, ma non Marco Viérin, perché ci troviamo fuori, ma il Presidente del Consiglio è capace di dire che questo è un atto che non permette la libera espressione del voto? Ce lo può dire senza consultarsi con la dirigente che è al suo fianco? Secondo lei è normale quello che è successo? Io faccio una valutazione, che non è il regolamento...dico: "ma secondo lei è questo il sistema di votare in Consiglio regionale? È normale?" Ma uscite da quest'aula, uscite da quest'aula, prendetevi la responsabilità, ma non venite a raccontarci, e io spero per la serietà con la quale i dirigenti devono dimostrare, spero di non trovare dei cavilli per i quali si riesca a scrivere che questo è regolare, eh? Spero veramente che qualcuno non riesca a scriverlo, perché in tre minuti, oggi qua, tre righe si scrivono, stare in aula uno vicino all'altro, mentre è in corso una votazione segreta, non è regolare, non c'è bisogno di pareri con dieci avvocati, è scritto, è così che funziona. Addirittura c'è stata una ricostruzione storica del regolamento. Spero che non arriviamo a leggere qualcosa del genere, perché oltre che una brutta pagina politica sarebbe pure una bruta pagina professionale.
Presidente - Le ragioni del suo intervento vengono recepite in una certa maniera, perché non credo che lei abbia voluto esprimere certi concetti e quindi sono convinto che gli uffici faranno il loro lavoro come sono chiamati a fare e a relazionare non solo al tavolo della Presidenza, ma anche, come è stato chiesto, al tavolo del Consiglio e quindi a tutti i Consiglieri.
Sull'altra questione, posso dirle in maniera molto serena, che io non rappresento tutta la maggioranza che era presente in questo caso in assenza del Presidente della Regione, perché a rappresentare la maggioranza è il Vicepresidente della Regione. Quindi io sto gestendo solo il rispetto delle regole, che mi vengono comunicate, e cerco di fare il mio lavoro, lo ribadisco, come lo farebbe un vicepresidente sia di opposizione, sia di maggioranza. Grazie. Il Consiglio riprende alle 15,30.
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La seduta termina alle ore 14,10.
