Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 155 del 14 giugno 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 155/74 - Benestare al tracciato della tangenziale Sud di Aosta, a' sensi dell'articolo 10 della Convenzione per la costituzione della Società Autostrade Valdostane - S.A.V.. (Approvazione di ordine del giorno)

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola all'Assessore ai Lavori Pubblici, voglio ricordare che tra gli allegati all'ordine del giorno, i Consiglieri hanno ricevuto i documenti riguardanti: una seduta, tenuta il 30 aprile, tra i Sindaci e i rappresentanti della Regione Valle d'Aosta sul problema dell'autostrada; il parere della Commissione per i Lavori Pubblici, riunitasi l'11 giugno e una planimetria a scale 1/5.000.

Per illustrare l'oggetto n. 11 all'ordine del giorno, do la parola all'Assessore ai Lavori Pubblici Pollicini.

Pollicini (DP) - Il Consiglio, il 27 aprile, aveva approvato un dispositivo di deliberazione con il quale si chiedeva che nell'elaborazione definitiva del tracciato, con relativi svincoli, venissero prese in considerazione, per quanto possibile, le richieste avanzate dai Comuni e le osservazioni espresse nella seduta consiliare odierna. Inoltre si richiedeva che il tracciato definitivo a scala 1/5.000 venisse sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale, secondo l'articolo 10 della convenzione tra Regione e S.A.V.

Il Consiglio aveva fatto anche un'altra richiesta e cioè che a quest'oggi fosse presente, in caso si ritenesse opportuno interrogarlo, un rappresentante della S.A.V., in modo da ottenere eventuali delucidazioni in ordine al tracciato della tangenziale stessa. L'ingegnere Bruni, che ho interpellato personalmente, non è presente oggi in Italia, tuttavia ha mandato un tecnico di sua fiducia che si trova all'Assessorato ai Lavori Pubblici a disposizione del Consiglio.

I Consiglieri hanno ricevuto in questo momento lo stralcio di planimetria inerente lo svincolo dell'autoporto.

Questo stralcio dovrebbe essere sostituito al progetto di svincolo previsto dal disegno inviato precedentemente a tutti i Consiglieri.

Sono stati distanziati tra loro i due svincoli, uno dei quali servirà per il passaggio dei mezzi pesanti, l'altro per gli autoveicoli.

In ordine al dispositivo della deliberazione del 27 aprile, mi pare opportuno segnalare le varianti adottate per verificare se si è ottemperato a quanto richiesto. Posso affermare che, in relazione all'impostazione del problema, abbiamo tenuto una lunghissima consultazione di base; sono state tenute circa 30 riunioni con i vari Enti e organismi interessati, con la S.A.V., per un totale di circa 120 ore di discussione.

Uno dei problemi più importanti interessava gli svincoli; cercherò di illustrare questo problema, per quanto possibile, nei suoi particolari.

Il giorno successivo alla discussione tenuta in Aula consiliare, è stata convocata una riunione di tutti i Sindaci dei Comuni interessati, dei rappresentanti regionali in seno alla S.A.V., della S.A.V. stessa, per esaminare alcune proposte di varianti molto importanti che, addirittura, sconvolgevano il progetto presentato in Consiglio il 27 aprile. Alcune varianti si rendevano indispensabili, proprio perché un'opera così importante, della lunghezza di 11 chilometri e mezzo, del costo previsto di oltre 12 miliardi, doveva vedere la partecipazione di tutti nella stesura del suo tracciato. Posso assicurare che sono stati tenuti, nel limite del possibile, in considerazione gli interessi di tutti, cosicché lungo una tangenziale di 11 chilometri e mezzo sono stati previsti cinque svincoli, la tangenziale non ha un tratto di strada in rettilineo e posso dire che il 25 marzo nella riunione dei Sindaci interessanti, nella sala della Giunta, è stata posta una planimetria e un disegnatore ha seguito, Comune per Comune, le richieste dei vari Sindaci, in ordine al tracciato stesso.

Quindi vi è stata una partecipazione e una consultazione continua e costante; nonostante questo è evidente che non si sono potute accogliere tutte le più piccole esigenze che evidentemente avrebbero condizionato in maniera eccessiva la costruzione di quest'opera. D'altra parte mi pare che non sia il caso di insistere sulla indispensabilità e inderogabilità dell'opera stessa, poiché l'afflusso dei mezzi pesanti, in particolare dal traforo del Monte Bianco, raggiunge punte di 1.800 passaggi di autotreni T.I.R. ogni giorno, oggi inoltre, con l'attuale situazione viaria dell'autoporto, diventa di 3.600 passaggi, considerando che l'accesso all'autoporto è a fondo cieco, insomma si sono creati una serie di problemi che impediscono l'intera viabilità. A tutto ciò si può aggiungere che nel mese di agosto dello scorso anno si è registrato il passaggio di 7.423 autoveicoli leggeri ogni giorno, se a questo sommiamo quello del traffico pensante, ci rendiamo conto della indispensabilità di questa arteria.

Le riunioni tra Assessorato ai Lavori Pubblici, Sindaci, enti, dogana, finanza, organizzazioni economiche, turistiche e commerciali, cioè tra tutti gli interessati, hanno portato alla formulazione di una proposta racchiusa nella prima parte del verbale allegato agli atti che ogni Consigliere ha ricevuto.

Tale proposta di tracciato tiene conto appunto di tutte le osservazioni presentate, la variante è rappresentata dal passaggio della tangenziale dalla riva orografica destra del fiume Dora a quella sinistra, ritornando a destra all'incirca all'altezza della cappella di Colombier, nel Comune di Gressan, lambendo a ovest il costruendo campo sportivo di quel Comune, per poi ritornare sulla riva destra in prossimità dell'inserimento con la statale 26. Secondo il progetto portato all'esame del Consiglio il 27 aprile, la tangenziale di sarebbe dovuta collegare con la strada statale 26 all'altezza del mobilificio Presa, al termine del "camping" sito in quella zona.

In relazione alle richieste avanzate dalla popolazione e dal Consiglio comunale di Sarre, si è fatto proseguire il tracciato della tangenziale di circa 1 km e 600 metri verso ovest, al fine di giungere in un punto molto distante dall'abitato di Sarre. Ora nella planimetria in possesso dei Consiglieri si nota che lo svincolo per Sarre viene a localizzarsi a circa 150-200 metri dall'incrocio per la strada che porta a Cogne, esattamente subito prima della fabbrica di occhiali, la cui struttura muraria sta per essere costruita in questi giorni. Posso anticipare la notizia che la statale 26 verrà spostata verso nord di circa 20 metri, in modo da consentire un facile inserimento del traffico proveniente dalla Fova. Vi è stata da parte della popolazione e del Consiglio comunale di Sarre la richiesta di fare coincidere lo svincolo della tangenziale con l'attuale raccordo stradale per Cogne.

Su questa proposta si sono avute parecchie discussioni, sia a livello di Commissione ai Lavori Pubblici, sia a livello di Comunità montana n. 4, convocata il 10 giugno per esaminare il problema più generale del tracciato complessivo della costruenda tangenziale.

Si ritiene che l'inserimento della tangenziale nella strada statale 26, qualora avvenisse nell'abitato urbano di Sarre, peggiorerebbe notevolmente il già pericoloso transito degli autoveicoli sulla strada statale stessa, ove confluiscono strade comunali e regionali. Preso atto che la zona in oggetto presenta anche caratteristiche ambientali già protette dallo svincolo generico, si chiede di intervenire affinché tale inserimento venga portato in prossimità del bivio della strada regionale per Aymavilles/Cogne, situato fuori dall'abitato urbano di Sarre.

I tecnici della S.A.V. si sono interessati più volte di questo problema, per cercare di soddisfare integralmente le richieste avanzate dal Consiglio comunale di Sarre, ma hanno dovuto concludere che non è possibile realizzare nella zona richiesta uno svincolo sufficientemente valido e sicuro, per mancanza di spazio. Si deve infatti tenere conto che la zona del Castello di Sarre è vincolata da un decreto della Sovraintendenza alle BB.AA. e che a ovest vi è una scarpata che registra da 25 a 40 metri di dislivello rispetto al piano di campagna sulla strada. Se noi valutiamo esattamente lo spirito con cui sono state avanzate le richieste da parte degli abitanti stessi, che volevano l'inserimento in prossimità del bivio per Cogne, si può affermare che, tutto sommato, si sono accolti i loro desideri.

Infatti rispetto alla prima proposta di tracciato presentata dalla S.A.V., che prevedeva l'innesto della tangenziale nella strada statale 26 in zona Grenade, subito dopo l'uscita del cimitero, vi è stato uno slittamento, avvenuto in due tempi, del punto di innesto pari a due chilometri e 700 metri verso ovest: un chilometro circa nella soluzione presentata in Consiglio il giorno 27 aprile e un chilometro e 700 metri avvenuto successivamente.

D'altra parte ancora oggi vi è stato un ulteriore sopralluogo, verso le ore 15, per vedere se era possibile soddisfare totalmente le richieste del Comune di Sarre. Francamente si è dovuto concludere, non solamente da parte dei tecnici della S.A.V., che non era tecnicamente possibile, a meno che non fosse stato deciso di costruire un enorme viadotto e superare così l'attuale dislivello tra la strada statale 26 e la zona sottostante.

Anche il Comune di Brissogne e quello di Quart hanno sollevato grossi problemi che sono stati superati adottando un tipo di svincolo che è stato aggiunto come stralcio ai lavori. Questa soluzione ha incontrato il favore dei Comuni stessi e anche degli organi della dogana e della finanza, i quali hanno chiesto che i posti di controllo non fossero decentrati ma vicinissimi, in modo da favorire, in caso di emergenza, un pronto intervento.

Collegate a queste richieste si inseriscono anche quelle presentate dal Comune di Saint-Christophe che, anche se non vede il proprio territorio attraversato dalla tangenziale, lo vede a essa interessato, poiché è stato anche previsto il collegamento futuro con la strada statale 27. A questo proposito ricordo che questo Comune aveva sollevato una opposizione verso il Ministero dei Lavori Pubblici, a causa del tipo di soluzione prevista in un primo tempo. Recentemente, in una riunione nel Palazzo regionale tra Comune di Saint-Christophe, Comune di Aosta, A.N.A.S., Presidente della Giunta, Assessore ai Lavori Pubblici, è stato trovato un accordo che prevede di portare a ovest il cavalcavia collegante la strada statale 27 alla tangenziale, all'incirca all'altezza della Croix Noire, in coincidenza con il confine tra i Comuni di Aosta e Saint-Christophe.

È venuta così a cadere una opposizione avanzata in sede ministeriale del Comune di Saint-Christophe per potere completare l'opera di collegamento sopra indicata, infatti la strada passando sotto la Scuola Militare Alpina con una galleria, dovrebbe innestarsi sulla strada statale 27 all'incirca all'altezza della Chiesa di Signayes.

Inoltre il Comune di Pollein, come tracciato preferenziale, chiedeva che fosse approvato quello che costeggia il fiume Dora, senonché quella zona è di proprietà del demanio miliare, che vi ha situato il proprio eliporto.

Nei contatti avuti con il demanio militare, non ci è stata concessa la servitù di passaggio, quindi dovremo seguire il tracciato segnato sulla planimetria elaborata dagli uffici tecnici della Regione, poiché la S.A.V. non ha approvato questo tracciato, specialmente per quanto concerne lo svincolo autoportuale. Tutto ciò però non annulla l'impegno assunto dalla S.A.V. che prevede di potere fare coincidere il passaggio della tangenziale con il confine del terreno di proprietà dell'autoporto e i confini del Comune stesso.

Vi è, per quanto concerne il Comune di Aosta, una richiesta particolare.

Si chiede di potere ottenere la costruzione di uno svincolo che possa collegare la città con la tangenziale; tale svincolo è stato concordato con il Comune di Aosta in una ulteriore riunione, quest'ultimo chiede che venga citato nel testo della convenzione con la S.A.V. tale svincolo. Si è deciso che non appena il Comune di Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee per recepire il traffico proveniente dalla tangenziale, la S.A.V. realizzerà lo svincolo tracciato, tale svincolo dovrà essere costruito comunque, qualora la tangenziale dovesse proseguire verso l'alta valle.

Quest'ultima richiesta, certo non di mia invenzione, l'ho letta per dovere al Consiglio, in quanto fa parte delle proposte avanzate dal Comune di Aosta.

Per quanto riguarda il problema di fondo, posso dire che la situazione venuta a crearsi richiede un esame che sia approfondito, ma anche definitivo, in quanto vi sono effettivamente serie ragioni di tempestività, di opportunità, di tempo, poiché la convenzione con la S.A.V. prevede che entro il 28 novembre 1974 questa società debba presentare all'A.N.A.S. i progetti esecutivi della tangenziale stessa. È opportuno quindi che la Regione si renda disponibile per affiancare la S.A.V. nei confronti dell'A.N.A.S., accelerando i tempi dell'approvazione del progetto. Si potrà creare così la possibilità, secondo l'impegno assunto dalla S.A.V., di realizzare entro l'inverno di quest'anno lo stralcio di progetto di tangenziale rappresentato dal peduncolo stradale che collega l'autoporto con la strada statale 26 all'altezza dell'Église.

Sarà così creato un senso unico e verrà eliminata la strada a fondo cieco che oggi rappresenta, allo stesso tempo, entrata e uscita dell'autoporto. Questa prima opere stradale ha la funzione di alleggerire e comunque di dimezzare il traffico nel tratto tra l'autoporto e l'Église, che oggi viene percorso dagli autocarri in misura maggiore di quanto di potrebbe prevedere: in alcuni giorni si registrano circa 3.600 passaggi di autotreni T.I.R.

Con il progetto presentato oggi all'approvazione del Consiglio, si ritiene di aver recepito, per quanto possibile, tutte le esigenze emerse dai dibattiti e dalle oltre 33 riunioni con tutti gli Enti interessati.

È evidente che non si sono potute accogliere tutte le osservazioni e le richieste avanzate, tuttavia una tangenziale con 5 svincoli, già di per sé, sta a dimostrare le vicissitudini continue e diremmo lo sforzo fatto per cercare di non danneggiare gli interessi di nessuno.

Tutto il possibile è stato fatto e mi pare evidente che non era possibile pretendere di più.

Dolchi (Presidente) - Dichiaro aperta la discussione sul punto 2 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Mappelli. Ne ha facoltà.

Mappelli (DC) - Dobbiamo dare atto che la battaglia ingaggiata dagli Enti locali, dai Comuni interessati al tracciato della tangenziale presentato in questo Consiglio, è stata veramente condotta bene, anzi direi che è stata vinta.

Infatti sembrava che quel progetto fosse immutabile e non fosse possibile, per ragioni tecniche e finanziare, trovare una soluzione diversa.

Sono veramente soddisfatto poiché, esaminando nei minimi particolari questo nuovo progetto, si deve riconoscere che è stato sfruttato, per quanto possibile, il lungo Dora e pertanto sono stati interessati terreni che sul piano agricolo e di conseguenza economico, commerciale e turistico, sono attualmente i meno redditizi. Dobbiamo sottolineare che sino a 200-300 metri dal Ponte Suaz attualmente il tracciato ricalca il progetto eseguito nell'anno 1967-68, quando si pensava di continuare l'autostrada con la costruzione di una bretella stradale che portasse tutto il grande traffico al di fuori del centro urbano di Aosta. Ora sarà necessario raddoppiare gli stanziamenti, sufficienti invece qualche anno or sono, per la costruzione di questa bretella. A questo riguardo se si volessero fare delle polemiche, sarebbe sufficiente cercare i responsabili di questo rinvio. Comunque, ritornando a questo progetto e sottolineando, ancora una volta quanto ebbi a dire all'inizio del mio intervento, che la battaglia dei Comuni interessati è stata validissima, mi permetterei di fare alcune osservazioni, poiché oggi pomeriggio sono andato in quel di Quart, per vedere grossomodo le attuali disponibilità di terreno per la costruzione dello svincolo. Infatti giustamente mi aspettavo che l'Assessore Pollicini sollevasse delle grandi difficoltà sulla costruzione di un eventuale svincolo vicino alla strada statale n. 507 per Cogne. Orbene, io sono qui per confermare che dall'attuale fabbrica F.O.V.A. al vecchio bivio per Cogne, vi è, calcolando la lunghezza, maggiore disponibilità di terreno di quanta ve ne sia per la costruzione dello svincolo di Quart, che permette l'entrata nell'autostrada. Questo mio discorso, prima di tutto, penso debba essere valutato tenendo presente che in Valle d'Aosta dobbiamo iniziare ad attuare una politica di economia dei terreni. Infatti, per mille e più motivi, notiamo che i più bei siti, a volte per bisogni della comunità ma più spesso per una questione di investimenti, vengono rovinati o distrutti. Ancora una volta, in questo caso, distruggeremmo decine e migliaia di metri quadrati di terreno. Noi abbiamo visto rovinare, tutti ne siamo testimoni, uno dei più bei siti di Nus, la piana che porta a Fénis, la stessa cosa è accaduta per Châtillon, evidentemente non possiamo continuare a ignorare la necessità per la comunità valdostana di mantenere ed essere gelosa custode dei più bei pascoli o, secondo i casi, dei terreni che offrono la possibilità di sviluppare il turismo o il commercio. Sono veramente molto perplesso, Assessore Pollicini, per le riserve in ordine tecnico da lei presentate, io pensavo vi fossero difficoltà di ordine finanziario, rispetto alle possibilità e alle disponibilità presentate sin dall'inizio dalla S.A.V. Avremmo quindi dovuto esaminare insieme se era possibile da part nostra sopperire in qualche modo alle carenze di denaro denunciate da questa società, ma per quanto riguarda la parte tecnica, se la matematica non è un'opinione, affermo che partendo dalla F.O.V.A. sino al vecchio bivio per Cogne, e non all'attuale inserimento nella statale 507, rimanendo sempre in rettilineo, vi è una disponibilità di terreno ancora maggiore di quanto ne è stato necessario per la costruzione dello svincolo in quel di Quart. Chiederei, come raccomandazione, che il Consiglio prenda all'unanimità gli adeguati provvedimenti per la difesa del territorio, al fine di tutelare l'interesse della comunità valdostana. Mi sembra priva di senso l'argomentazione riguardante il Castello di Sarre e il vincolo posto dalla Sovraintendenza alle Belle Arti, non desidero approfondire questo problema poiché verrebbero alla luce avvenimenti e fatti certamente poco graditi a questo Consiglio. Vorrei inoltre fare notare che lo svincolo, rimanendo a levante del Castello, non porterebbe nessun inconveniente o danno a questo monumento, mentre se lo si costruisse secondo questo progetto, verrebbe costruito proprio ai piedi del Castello. Pertanto chiedo alla Giunta di esaminare questa mia proposta che, esigo, dovrà essere messa ai voti, al fine di salvaguardare una giusta richiesta avanzata dalla popolazione di Sarre, e inoltre per una ragione di principio.

Dolchi (Presidente) - Qualche Consigliere chiede la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - Chiedo scusa ai componenti la Commissione ai Lavori Pubblici se sono stato assente nella riunione di martedì, comunque voglio subito chiarire la mia posizione, dicendo che sono molto favorevole al tracciato presentato oggi al Consiglio perché ha tenuto in considerazione parecchie delle nostre richieste, tant'è vero che il collega Consigliere Borbey mi diceva un giorno che questo tracciato rispecchiava quello da me auspicato in una seduta del Consiglio.

Mi pare che il collega Consigliere Mappelli abbia posto in discussione il problema di economizzare i terreni; effettivamente trovo assurdo che in un tratto di autostrada lungo 11 chilometri vengano costruiti 5 svincoli. Non solo infatti si devono economizzare i terreni, ma anche il costo dell'opera nel suo complesso. Oltre al loro costo di costruzione, questi svincoli richiederanno in seguito l'impiego di persone per la vigilanza, di registrerà in tal modo un notevole aumento della spesa. Per ora l'autostrada potrebbe essere anche a transito libero, ma prima o poi di dovrà pagare un pedaggio. Posso quindi dire in tutta coscienza, non avendo vincoli di partito o di Gruppo, che costruire 5 svincoli è veramente eccessivo. Infatti è inutile costruire uno svincolo per Aosta, uno per Gressan, uno per Pollein, Signori Consiglieri, abbiamo l'esempio della Bassa Valle, che dovrebbe essere illuminante; si è infatti dimostrata l'inutilità dei caselli di Pont-Saint-Martin, di Verrès, di Châtillon e di Nus. Quindi, pur dando la mia approvazione a questo tracciato, faccio ampie riserve sul numero e l'ubicazione degli svincoli, che porteranno solamente a nuovi sprechi e imposizioni sui terreni e a ulteriori aggravi finanziari. Darò sicuramente il mio voto favorevole a questo tracciato. Prendo atto e riconosco che la Commissione ai Lavori Pubblici, presieduta dal Consigliere Manganoni, l'Assessore, la Giunta stessa, hanno lavorato seriamente su questo problema.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.

Caveri (UV) - Vorrei fare una brevissima considerazione. Sulla planimetria è stato segnato uno svincolo verso Aosta nei pressi del Pont-Suaz.

A mio avviso questo svincolo, molto probabilmente, anche se previsto, non sarà mai costruito, in tal modo ancora una volta gli interessi di questa città saranno sacrificati a quelli delle grandi strade di comunicazione, come d'altra parte risulta dalle modifiche apportate al Piano regolatore di Aosta. Questa mia opinione viene confermata dall'Assessore stesso, Pollicini, quando afferma testualmente che "Lo svincolo verrà realizzato non appena di Comune di Aosta avrà predisposto" ecc., infatti questa pregiudiziale sarà un'ottima scusa per la S.A.V. e per tutti gli interessati alla costruzione di questa tangenziale per evitare di costruire uno svincolo così importante. Quindi, purtroppo, per una volta le voci circolate su alcune dichiarazioni fatte in altra sede dall'Assessore Pollicini e da un ingegnere, mi pare della S.A.V., hanno trovato una conferma.

A questo proposito sarebbe auspicabile che i Sindaci della cintura avessero una visione globale del problema e si rendessero conto che i Comuni attorno ad Aosta sono come satelliti della città stessa, per cui lo sviluppo turistico-commerciale di Aosta, evidentemente, porterebbe benefici che i ripercuoterebbero anche su di loro, mentre se si registrerà una recessione, quest'ultima interesserà ugualmente i Comuni limitrofi.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Non si può certo dire che la discussione sia animata, comunque oltre ai problemi sollevati dai Consiglieri che mi hanno preceduto, vorrei fare alcune osservazioni riguardanti il tracciato presentato oggi in Consiglio. Innanzitutto, anche se ci rendiamo conto delle ragioni dipendenti da una imposizione della Dogana, che hanno fatto decidere di costruire praticamente due uscite in zona Église, ci sembra che questo sistema di svincolo sia eccessivo. Coloro che partendo dalla strada statale 26 vogliono immettersi sulla tangenziale per andare verso Courmayeur, percorrono un disinnesto nello stesso senso che poi porta all'autoporto e non so se intercorrano le distanze di sicurezza richieste per i percorsi autostradali. Un'altra osservazione, già presentata precedentemente, sulla quale non ho sentito parlare l'Assessore, riguarda lo svincolo di Pollein. Personalmente non credo che quella adottata sia la soluzione auspicabile, soprattutto per il fatto che questo svincolo è posto in modo che qualora venisse realizzato un collegamento con la strada statale 27, danneggerebbe l'aeroporto regionale in maniera gravissima, infatti si tratterebbe di un'opera di dimensioni molto rilevanti, a poca distanza dall'inizio della pista. Il tracciato attuale, nel tratto che va dalla progressiva 900 a quella 700, è molto ipocrita, in quanto si dà per scontato che si possa passare tranquillamente a pochi metri dall'eliporto militare di Pollein e invadere comodamente tutta la zona di rispetto, prevista per l'eliporto. È chiaro quindi che il progetto di tracciato oggi presentato dovrà obbligatoriamente essere modificato, perciò noi vorremmo conoscere, sicuri che l'Assessore già ha notato questi inconvenienti, le future modifiche che verranno apportate e quale sia il progetto definitivo che certamente è già conosciuto sia dai responsabili della S.A.V. che dall'Assessore stesso.

Ripeterò quanto detto dal Consigliere Caveri sullo svincolo per Aosta, che ci sta particolarmente a cuore, anche perché siamo convinti che la zona prescelta sia l'unica in cui la città possa inserirsi sul percorso della tangenziale e inoltre sia l'unico punto in cui, con il massimo risparmio, si può realizzare un collegamento ottimale sia con Pila che con la città di Aosta.

Inoltre, come diceva il Consigliere Manganone, se effettivamente si volesse costruire questo svincolo, sarebbe assurdo, come invece è stato fatto, prevedere la costruzione di un altro svincolo a Gressan, a distanza di un solo chilometro e mezzo circa. Da tutto ciò si deduce che non si pensa a costruire lo svincolo di Aosta, si commetterà così, non solo a nostro avviso, un grave errore dal punto di vista sia dello sviluppo della città che del traffico. Infatti le argomentazioni che prevedono un grande afflusso di autoveicoli dallo svincolo che farebbe ingorgare il traffico nella zona della Caserma Testafochi in piazza della Repubblica, in realtà non sono affatto convincenti perché o questo traffico esiste già e ha quindi bisogno comunque di uno sfogo, oppure è una previsione per il futuro e allora, costruendo l'autostrada, è bene prevedere sin d'ora le strutture adeguate, che costeranno certamente meno se costruite contemporaneamente all'autostrada.

Vi sono alcuni che sostengono la teoria secondo la quale questo svincolo non deve essere costruito perché altrimenti automaticamente a concessione autostradale data alla S.A.V. verrebbe limitata sino a questa zona, che servirebbe a convogliare tutto il traffico primario della strada statale 26 a monte di Aosta e di conseguenza non vi sarebbe possibilità di fare proseguire la tangenziale. Riferisco questa opinione così some mi è stata raccontata, senza prendere partito a questo riguardo, voglio però ricordare che nel 1967 in questo stesso Consiglio la discussione era avvenuta soprattutto in vista dello svincolo del Pont-Suaz, oggi mi sembra che questo svincolo sia divenuto molto meno importante.

Per quanto riguarda gli altri aspetti più tecnici, non conoscendo sufficientemente la materia, raccomanderei semplicemente all'Assessore di insistere affinché dove è possibile, il tracciato autostradale corra vicino al corso del fiume Dora e affinché non vi siano tortuosità ingiustificate che costituiscono una grave perdita di terreni e in particolare contrastano nettamente con le disposizioni del Piano regolatore di Aosta.

Per esempio, quando dopo il Pont-Suaz la tangenziale passa in sponda orografica destra, non si capisce perché in quella che dovrebbe essere la zona industriale di Aosta, la strada si tenga così lontana dal greto del fiume, per poi fare nuovamente una curva, penso per rispettare lo stadio di Tzamberlet, e arrivare effettivamente sulla sponda del fiume soltanto a quella altezza. Allo stesso modo, sia presso Pollein che presso Jovençan, vi sono delle curve che forse potrebbero essere, se non del tutto eliminate, per lo meno ridimensionate.

Dovendo dare oggi in Consiglio il benestare al tracciato e quindi prendere, in un certo senso, la nostra preoccupazione maggiore è quella di avere un'indicazione che corrisponda effettivamente alle reali possibilità della sua realizzazione. È vero che vi sono state fatte molte riunioni, che l'Assessore si è impegnato a fondo su questa materia, che sono state apportate numerose modifiche al tracciato e alcune di queste ci trovano perfettamente d'accordo, tuttavia è altrettanto vero che in parte questo tracciato non è realizzabile. Per di più la parte non realizzabile rischia di trasformare sostanzialmente e profondamente l'opera intera. Infatti, se per esempio a Pollein la tangenziale proseguisse in quota, non so poi come si potrà farla ridiscendere arrivati in zona Pont-Suaz. Inoltre se si dovesse evitare l'eliporto, non so some si farebbe a ritornare alla progressiva R450 dove è previsto l'attraversamento del fiume Dora. Sono questi i problemi che più ci preoccupano, secondo noi è sempre meglio guardare coraggiosamente la realtà, e qualora non si pensi di costruire alcuni svincoli, è meglio cancellarli dalla planimetria, cosicché il Consiglio sia cosciente delle proprie scelte e, nella peggiore delle ipotesi, possa proporre delle soluzioni alternative.

Il nostro Gruppo consiliare, non credo sia il solo, insiste perché contemporaneamente ai lavori della tangenziale si proceda all'allargamento a quattro piste della strada statale 26 tra l'Église e il cavalcavia, o perlomeno sino alla Croix Noire. Non vorremmo che ancora una volta le promesse fatte in questo Consiglio si dimostrassero menzognere. Su questo punto vorremmo avere un preciso impegno della Giunta regionale.

Si dà atto che dalle ore 17,38 assume la presidenza il Vice Presidente CHANU.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Io penso che l'Assessore Pollicini, rispondendo agli interrogativi posti dal Consigliere Andrione, ci tranquillizzerà, poiché anche noi abbiamo diverse obiezioni sul tipo di tracciato oggi all'esame del Consiglio.

Si è parlato di 120 ore di colloqui, noi diamo atto all'Assessore Pollicini del grande lavoro di mediazione da lui compiuto, lo abbiamo seguito costantemente, anche se non abbiamo potuto essere sempre presenti; mi sembra che il lavoro sia stato efficace, spesso le lunghe riunioni, i compromessi, ottengono scarsi risultai, questa vola invece sono stati efficaci. Noi Consiglieri da oltre quattro anni discutiamo su questa tangenziale, che potrebbe già essere addirittura costruita, come ha ricordato il Consigliere Mappelli, con una diminuzione di spesa notevole. Indubbiamente infatti se l'autostrada fosse arrivata nella zona del Pont-Suaz, come era stato previsto, e avessimo risolto gli ostacoli che allora si presentarono, noi avremmo potuto già avere risolto questo problema. Non dovremmo dimenticare, quando discutiamo dello svincolo terminale di Sarre, penso che questo corrisponda al vero, in caso contrario l'Assessore mi correggerà, che questo svincolo un giorno potrà rappresentare una semplice uscita, qualora l'autostrada dovesse proseguire il suo percorso verso Pré-Saint-Didier, come forse le esigenze future potrebbero richiedere.

Allora si dovrà fare proseguire l'autostrada sulla riva destra del fiume Dora verso Aymavilles e Villeneuve. Infatti indubbiamente di dovranno evitare gli ostacoli presentati dai dislivelli, ricordati poc'anzi dall'Assessore Pollicini, inoltre anche la natura stessa impedirebbe tecnicamente di proseguire in riva sinistra a causa del costone che occupa tutta la zona fino al giardino dei caduti di Saint-Pierre.

Non vorrei che alcuni di noi seguissero l'esempio di Mansholt, non è sufficiente in seguito ammettere di avere sbagliato, poiché questi sbagli potrebbero costare all'Amministrazione regionale 10 o 12 miliardi. Concordo con i Consiglieri che mi hanno preceduto, i quali hanno affermato che vi sono troppi svincoli. La costruzione di 5 svincoli compromette l'utilizzazione di migliaia e migliaia di metri quadraci di terreno, tuttavia non dobbiamo dimenticare che i Comuni interessati avevano espresso il desiderio di usufruire di questo servizio, in cambio dei sacrifici di terreno da loro sostenuti, quindi il numero degli svincoli, se fosse possibile, dovrebbe essere ridotto, tuttavia io sono favorevole alla costruzione dello svincolo che porta all'autoporto, infatti mi sembra che sia una soluzione intelligente, anche considerando la rilevante importanza economica di questo complesso commerciale e i contributi finanziari che ne derivano all'Amministrazione regionale, specialmente per quanto riguarda i trasporti della carne. Con la costruzione di questa tangenziale l'autoporto sarà messo nelle migliori condizioni per funzionare adeguatamente e permetterà a coloro che viaggiano sulla strada statale di transitare con tranquillità. Penso che si sia volutamente sorvolato su alcuni episodi che accadono in questi giorni, vorrei invece dire che mi è stato recapitato un manifesto a firma di industriali, commercianti, artigiani di Aosta, i quali hanno espresso il loro malcontento nei riguardi dello svincolo in zona Voison.

Io chiedo all'Assessore Pollicini che questo fatto venga messo a verbale in modo chiaro e inequivocabile, e non venga invece registrato, come è stato detto dai Consiglieri che mi hanno preceduto, solamente per memoria, come qualche volta accade per alcune voci del bilancio, affinché lo svincolo in questione venga realmente costruito, naturalmente quando la città di Aosta sarà in condizioni di recepire la corrente di traffico che ne deriverà.

Se infatti la città di Aosta dovesse essere privata di questo svincolo, penso che avremmo commesso un grave errore tecnico e amministrativo, quindi chiedo che il progetto ne assicuri la costruzione. In caso contrario voterò contro questo disegno di legge.

Vi sarebbero altre piccole osservazioni da fare, ma vi sorvolerò poiché mi sono battuto, forse anche a torto, per la costruzione di questa tangenziale. L'Assessore Pollicini ci ricordava poc'anzi le interminabili discussioni affrontate e io molte volte ho sollecitato ad abbreviare i tempi, infatti sembra che generalmente le strade bisognerebbe farle passare tutte nell'aria o sul terreno dei vicini, perché, è umano, si è sempre molto restii a concedere i propri terreni, soprattutto come ora, quando si registra una grande richiesta di aree fabbricabili.

Il passaggio della strada va bene a tutti, poiché valorizza la zona, però nessuno vuole offrire i propri terreni e spesso, questa è una piccola battuta che tocca un po' tutti, adottando la politica di accontentare tutti, le nostre strade hanno ben pochi rettilinei e molte curve.

Io penso che ci sia stato e ci sarà sempre del malcontento nella zona dove terminerà l'autostrada, denominata zona F.O.V.A., a questo riguardo credo sia stata anche scritta una lettera di protesta, tuttavia mi sembra che il pericolo maggiore sia dato più che altro dalla strada che passa accanto: se essa verrà spostata, come risulta dal progetto, penso che, ammesso da noi tutti che è stato fatto tutto il possibile, non era possibile fare altrimenti.

Io penso inoltre che sarebbe opportuno seguire il consiglio dato dal collega geometra Mappelli, cioè di fare passare l'autostrada dietro la cascina Sainte Hélène, sino a raggiungere il bivio per Cogne e vedere, se possibile, di utilizzare lo svincolo a quadrifoglio che è già stato costruito.

Voi sapete che io sono un profano in questa materia per questo non mi sono recato sul posto, infatti non avrei risolto nulla, ho fatto questa proposta poiché, se fosse attuabile, una parte dei terreni che adesso verrebbero vincolati, sarebbero risparmiati. Vorrei rinnovare all'Assessore Pollicini la richiesta chiara e ferma della costruzione, non appena sarà possibile, dello svincolo in zona Pont-Suaz, che permetterà il collegamento della tangenziale con la città di Aosta.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.

Caveri (UV) - Aggiungerei a quanto detto prima una piccola e sommessa raccomandazione all'Assessore ai Lavori Pubblici. Raccomanderei di fare sì che il passaggio della tangenziale sulla riva destra del fiume, specialmente nel territorio di Gressan, non distrugga gli ameni boschetti che sorgono nelle cosiddette îles.

Quelle îles nei pressi di Aosta sono state barbaramente distrutte, con grave danno per il paesaggio, per questo chiedo che, nel limite del possibile, si lasci uno spazio tra la strada e il fiume, in modo che queste isole non vengano distrutte come è avvenuto quando venne approvato il tracciato di viale Chabod. Allora io pregai il Sindaco Dolchi di fare in modo che tra l'ultimo tratto del viale e il torrente Buthier vi fosse uno spazio verde con piante. Così fu fatto ma invano, poiché in seguito è stata autorizzata la costruzione di un distributore che ha distrutto in parte queste cose.

La stessa raccomandazione era stata da me avanzata per il tratto di strada tra il Pont-Suaz e il quartiere che sorge intorno a via Avondo, la raccomandazione non fu allora accolta, con le conseguenze che tutti noi possiamo notare.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Farò due considerazioni soltanto perché non vorrei ripetere quanto già è stato detto da altri Consiglieri.

Devo dare atto che il tracciato oggi presentato è certamente migliore di quello iniziale e che ha tenuto conto di diverse osservazioni fatte sia dal Consiglio, sia dai Sindaci. Resta il fatto fondamentale, già sollevato dal Consigliere Andrione, della mancata certezza della possibilità di eseguire questo tracciato.

Se noi Consiglieri diamo il nostro assenso a un tracciato e questo in seguito verrà, per diverse esigenze, molto modificato, mi sembrerebbe un modo di governare poco corretto.

Non prenderò in esame il problema del numero degli svincoli, dirò semplicemente che oltre allo svincolo dell'autoporto, sono necessari anche quelli di Saint-Christophe e di Quart. Infatti lo svincolo dell'autoporto serve esclusivamente ai bisogni di un gruppo di industrie private e certamente non i due Comuni poc'anzi citati. Per quanto concerne il tracciato della tangenziale nella zona di Pollein, manca l'assicurazione che questo svincolo possa venire eseguito come è stato previsto. Avrei forse da chiedere qualche chiarimento in merito a quanto è stato riferito nello spostamento verso ovest dell'allacciamento con la strada statale 27, si dovrebbe cioè passare più vicino al cavalcavia attuale e non, come era stato previsto, attraversare completamente la piana di Saint-Christophe, soluzione questa che aveva creato ripetute opposizioni da parte di questo Comune.

Per quanto riguarda lo svincolo di Aosta, noi abbiamo sentito dai vari coordinatori del Piano regolatore di questa città, esporre uno studio sulla grande viabilità, sui poli di sviluppo e di equilibrio. Se non sbaglio, in questo studio era prevista la costruzione di questo svincolo. Mi sembra quindi indispensabile sia l'allargamento della strada statale 26 sino all'entrata est di Aosta, sia la costruzione dello svincolo in zona Pont-Suaz che non dovrà semplicemente rappresentare un segno sulla carta e null'altro.

Gli svincoli di zona Voison e di Gressan potrebbero servire per il collegamento della tangenziale con Pila, a questo proposito vorrei fare una domanda precisa all'Assessore: quale svincolo si pensa di utilizzare per questo collegamento? Forse quello di Gressan, servendosi poi della strada che attualmente sale da Gressan a Pila, oppure si prevede di tornare indietro e allacciarsi all'attuale strada che da Aosta sale per Pila? Sono stato infatti informato che è stato studiato un progetto, con previsione di spesa molto alta, per l'allargamento della strada che sale a Pila passando da Charvensod e da Peroulaz. Quindi se il traffico dovesse passare attraverso lo svincolo di Gressan, per prima cosa si dovrebbe abbandonare il progetto di allargare la strada che va dal Pont-Suaz a Pila, altrimenti sarebbe uno spreco.

Indipendentemente poi da questo problema, lo svincolo nella zona Voison dovrebbe permettere di accedere ugualmente al Pont-Suaz e andare poi a Pila.

Infatti se l'altra strada può, una volta sistemata in alcuni tratti, servire per coloro che escono dalla tangenziale, per i cittadini di Aosta la via normale per raggiungere Pila rimane ancora quella che passa da Charvensod. L'Assessore mi potrà rispondere che per il momento esiste una viabilità ordinaria che permette di raggiungere il Pont-Suaz, se si prevede però la costruzione di uno svincolo, quest'ultimo deve essere studiato accuratamente, non è il caso di discuterne ora, ma io potrei anche concordare con questi ragionamenti, ciò che mi lascia perplesso è la possibilità di costruire solo in un secondo tempo questo svincolo.

Come ultima cosa vorrei aggiungere una richiesta che è sempre stata a cuore al mio Gruppo consiliare sin dal 1967; vorremmo avere la sicurezza che il transito su questa tangenziale autostradale sarà completamente gratuito.

Su questo problema chiediamo che la Giunta prenda posizione.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Io penso che se veramente la democrazia ha un significato, soprattutto quel tipo di democrazia tante volta invocato, direi che mai come questa volta, sia pure con enorme difficoltà, esso è stato così consistente, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle esigenze e interessi altrui.

Probabilmente in sede di consuntivo ognuno di noi sente giustamente il bisogno di affermare che è necessario economizzare terreni utili all'economia e all'agricoltura. Cinque svincoli nel tratto di 11 chilometri di tracciato sono probabilmente troppo numerosi e si arriverebbe addirittura alla considerazione, d'altronde già fatta in Consiglio, che tre svincoli o addirittura uno solo sarebbero stati sufficienti. Tuttavia a noi pare chiaro che pretendendo, come giustamente è stato fatto, di trovare un accordo con tutti i Sindaci, altro non si poteva fare. Più volte è stato ribadito che su questo tracciato si è avuto, non dico l'unanime consenso, ma sicuramente il parere favorevole della stragrande maggioranza dei Sindaci; personalmente sono contento e soddisfatto di questo nostro operare. Per questi motivi ribadiamo il nostro parere favorevole, già peraltro espresso in Commissione Lavori Pubblici, a questo tracciato.

Se mi è permesso, vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio, anche se il problema non è strettamente connesso al giudizio relativo al progetto e al tracciato della tangenziale, su un problema che comunque ritengo importante e rappresenta una battaglia che il Partico Comunista italiano combatte in tutta Italia.

Stiamo attraversando un momento difficile, la crisi economica nel nostro Paese è tale da non avere bisogno che io, modesto conoscitore delle vicende economiche e finanziarie, le illustri. Abbiamo piccole e medie industrie che non ottengono crediti né ora né nel prossimo futuro, possiamo inoltre portare l'esempio del Comune di Aosta che, probabilmente, non potrà più pagare gli stipendi ai suoi dipendenti perché le banche non concedono più i prestiti ai Comuni. È ormai manifesta la crisi nel settore ospedaliero a causa della quale molti dipendenti rischiano di rimanere senza stipendio, si è creata una situazione politica ed economica che è andata degradandosi e peggiorando in questi ultimi mesi, molto probabilmente perché le scelte prioritarie fatte a livello nazionale non sono state esatte e non hanno portato alla soluzione dei problemi di carattere politico ed economico nel nostro Paese.

Ho richiamato l'attenzione del Consiglio su questi argomenti per valutare attentamente se, in questa situazione difficile, in un quadro di scelte prioritarie che anche noi siamo chiamati a compiere, pur riconoscendo non solo l'esigenza ma la necessità di costruire questa tangenziale, non sia il caso di evitare di dare attuazione ad alcune scelte che non sono fondamentali, per risolvere invece i grandi e gravi problemi che stanno di fronte non solo alla Valle d'Aosta ma a tutto il Paese.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.

Chabod (DC) - Farò semplicemente due sole considerazioni.

Trovo strano e assurdo che lo svincolo di Aosta non venga costruito, infatti la città si è sempre battuta per la sua costruzione. Tutti noi eravamo molto critici sulla opportunità di costruire questa tangenziale, tempo addietro, poiché avrebbe isolato Aosta, e ora non si vuole addirittura neppure costruire uno svincolo, tutto ciò mi sembra veramente strano.

Volevo chiedere poi all'Assessore se risponde a verità la notizia che è stato studiato un progetto per l'allargamento della strada che porta a Pila passando per Charvensod. Se così fosse, sarebbe assurdo, a mio avviso, costruire allora uno svincolo a Gressan e spendere alcuni miliardi per riammodernare una strada lontana dallo svincolo. Probabilmente vi saranno dei motivi, bene, desidererei allora che l'Assessore me li illustrasse.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - Due brevi considerazioni, forse ripeterò quando già è stato detto da qualche altro Consigliere; ritengo che il problema dello svincolo del Pont-Suaz, già da me sollevato nella precedente riunione del Consiglio, avrebbe dovuto essere esaminato immediatamente, considerando le condizioni nelle quali si trova attualmente il ponte che non permettono, sin da oggi, lo smaltimento del traffico attuale, come giustamente ha detto il Consigliere Fosson. Si costringerà così il traffico proveniente dal Gran San Bernardo e diretto a Pila a servirsi dell'entrata sulla tangenziale di Brissogne o di Sarre. Io ritengo che questo problema avrebbe dovuto essere esaminato subito, si dovrebbe infatti decidere la costruzione di un ponte o nei pressi del costruendo svincolo, in zona Voison, come del resto era stato previsto qualche anno addietro dal Comune di Aosta, oppure vicino a quello attuale, proprio allo scopo di facilitare l'accesso alla strada che collegherebbe Aosta con la zona di Pila, passando da Charvensod.

Un altro problema riguarda lo svincolo finale. Naturalmente io non sono un tecnico, tuttavia penso sarebbe la soluzione migliore poter fare terminare la tangenziale verso Sarre, in tal caso potremmo contare sull'assenso della totalità dei Sindaci dei Comuni interessati alla costruzione di questa tangenziale.

Si dà atto che dalle ore 17,59 riassume la presidenza il Presidente DOLCHI.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.

Ramera (DC) - La volta scorsa, al termine di un lungo dibattito, mi ero preoccupato della soluzione immediata del problema; ringrazio l'Assessore Pollicini per averne accennato nel suo discorso, tuttavia vorrei ricordare che il caos del traffico durerà ancora almeno per tre anni. È stato detto che il cosiddetto "peduncolo" verrà costruito prima dell'inverno, ora un articolo apparso nei giorni scorsi su un quotidiano, mi ha fatto parecchio riflettere. Non vorrei che costruendo questa variante, tutto il traffico verrà dirottato dentro l'autoporto, mi sembrerebbe una cosa inammissibile, infatti si creerebbe certamente una notevole, quanto inutile, confusione. A questo riguardo vorrei chiedere assicurazioni all'Assessore competente.

La soluzione adottata riguardo al problema del tracciato sembrerebbe valida, si sono svolte in modo corretto le consultazioni necessarie, è stato dato il consenso da parte dei Sindaci interessati, però dovrei fare ancora alcune considerazioni, poiché sono contrario al fatto di tacere alcuni dubbi che personalmente ancora nutro. Il Consigliere Monami, nel suo intervento, ci ha invitato alla mediazione; egli ci ha chiesto se la spesa che noi affrontiamo in questo momento tanto difficile per il nostro Paese, sia opportuna o meno; non traendo alcuna conclusione forse voleva che le traessimo un po' tutti insieme.

Devo dire che personalmente ritengo la costruzione della tangenziale molto necessaria, anzi direi indispensabile, soprattutto considerando il traffico notevole che ogni giorno scorre sulle nostre strade. Inoltre i miliardi spesi per la costruzione dell'autostrada non potrebbero essere spesi per pagare gli stipendi del Comune di Aosta o dell'Ente ospedaliero.

Quello che più mi preoccupa invece è che in questo Consiglio spesso e volentieri si parla di difesa dell'agricoltura, si approvano leggi per la protezione de verde e poi, quasi fossimo nella pianura argentina, si progetta la costruzione di sei svincoli in un tratto di autostrada lungo undici chilometri, una tale assurdità non ha riscontro in nessun Paese del mondo. Viene quindi voglia di ribadire le parole di invito alla meditazione, perché se questa opera, in sé è necessaria, ho dubbi che tutte le altre opere complementari siano veramente indispensabili. Personalmente mi sono sempre battuto affinché lo svincolo di Aosta fosse previsto e costruito, perché ritengo che il capoluogo di Regione debba avere una strada che lo colleghi con la tangenziale; vi sono altri che vorrebbero uno svincolo addirittura sotto la porta di casa, a condizione che occupi il terreno del vicino. Non sono un tecnico ma ho sentito che ogni svincolo impegna trentamila-quarantamila metri quadrati, quindi i sei svincoli verrebbero a occupare circa duecentoquarantamila metri quadrati, quasi, ripeto, fossimo nelle pianure sterminate.

Quindi risponderei al collega Monami che a mio avviso taluni svincoli non li avrei costruiti adesso ma quando si sarebbero dimostrati indispensabili.

In caso contrario dimostreremo di essere un Paese estremamente ricco, infatti neppure Firenze, capitale, direi, artistica del Mondo, possiede tre svincoli in un tratto di autostrada lungo trenta o quaranta chilometri. Noi, in tal modo, appariremo di fronte agli occhi dell'opinione pubblica come i preferiti, coloro i quali vivono in un ambiente del tutto particolare e saremo criticati naturalmente dalla stampa, perché oltre all'esenzione fiscale sulla benzina, sullo zucchero, possiamo anche permetterci di costruire sei svincoli.

Tutto questo ci deve fare meditare, i Sindaci hanno dato il loro assenso, e questa è una cosa ottima, diamo atto all'Assessore Pollicini di essersi impegnato moltissimo, tuttavia crediamo necessario invitare il Consiglio a studiare ancora meglio il progetto di tracciato prima di dare il proprio assenso.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signori Consiglieri, il problema tecnico evidentemente è stato affrontato dai colleghi che mi hanno preceduto, tuttavia dirò che mi sembra incomprensibile, con tutti gli svincoli progettati, che per accedere alla zona di Pila, così bene valorizzata da voi valdostani, tanto da diventare una zona residenziale molto famosa, di debba andare a Gressan o a Pollein.

Non posso né voglio dilungarmi sull'argomento, ma ho sentito parlare di volantini stampati su questo argomento da parete di commercianti di Aosta. Signori Consiglieri, dobbiamo renderci conto che i commercianti sono gravati da pesanti contributi e tasse e a ragione protestano perché Aosta non verrà servita da uno svincolo che immetta direttamente sulla tangenziale. Voterà a favore di questo tracciato in relazione anche alla cortese assicurazione data dall'Assessore Pollicini secondo la quale questo svincolo non rimarrà segnato soltanto sulla carta ma avrà pratica attuazione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.

Blanc (UV) - Volevo fare una precisazione a proposito dei benestare rilasciati dai Sindaci al tracciato della tangenziale.

Naturalmente i Sindaci sono stati interpellati per quanto concerneva il loro territorio e non hanno espresso il loro pensiero sul tracciato complessivo della tangenziale. Ultimamente è stata fatta anche una riunione degli organismi della Comunità Montana ed è stata un'ottima iniziativa perché ha ampliato il discorso all'intero comprensorio. Il Sindaco del Comune di Sarre e la popolazione, l'Assessore ha letto una petizione firmata da seicento cittadini, hanno denunciato la pericolosità di inserire il terminale dell'autostrada in una località urbana qual è l'abitato di Sarre.

Lo spirito che ci ha spinti a esprimere un parere di massima favorevole alla costruzione della tangenziale sud è stato quello di avere riconosciuto che la situazione attuale della viabilità pensata è molto pericolosa per le zone abitate, vi era inoltre la necessità di isolare la viabilità pesante sai centri urbani. Bisogna dare atto che sono state apportate delle varianti che hanno migliorato molto il percorso, che anche se non è ottimale, indubbiamente ha dei lati positivi; a tutto ciò fa eccezione il troncone terminale di questa tangenziale, nei pressi di Sarre. Tutto il traffico, sia dei mezzi pesanti che dei leggeri, proveniente dall'autostrada, viene a immettersi sulla strada statale 26 prima della fine dell'abitato del Comune, precisamente di fronte al capoluogo, creando naturalmente un pericolo costante.

Infatti l'imbocco, per chi proviene da destra sulla strada statale 26, coincide esattamente con la deviazione per Cogne, questo inconveniente era già stato evidenziato dall'Assessore Pollicini quando venne proposta la creazione di un doppio svincolo per l'entrata dell'autoporto, i tecnici avevano infatti messo in evidenza la pericolosità dell'inserimento sulla destra e della contemporanea uscita dall'autoporto, non vi era infatti una distanza sufficiente che permettesse una visuale corretta. Lo stesso inconveniente, maggiormente accentuato, lo si può notare al bivio per Aymavilles, dove ora vi sarà anche l'inserimento di questa tangenziale. Giustamente il Comune chiedeva che tale inserimento fosse costruito fuori dall'abitato, in prossimità del bivio per Aymavilles, lasciando poi ai tecnici la scelta della posizione più adatta. Quindi io chiederei a tutti i miei colleghi di esaminare la situazione e di considerare attentamente le richieste avanzate dal Comune di Sarre, poiché anche gli interessi di quest'ultimo hanno diritto di essere tutelati e garantiti.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - In Commissione ho approvato questo tracciato a condizione che vi fosse il benestare di tutti i Sindaci. Effettivamente mi risulta, e l'Assessore lo ha confermato, che tutti i Sindaci hanno dato il loro assenso, a eccezione del Comune di Sarre. Ora questo problema già lo conosciamo perché ne abbiamo discusso altre volte in Commissione e in Consiglio. La battaglia condotta dagli Amministratori comunali ha ottenuto importanti risultati; all'inizio si parlava di costruire lo svincolo in zona Grenade, l'Amministrazione comunale ha presentato le sue giuste rimostranze e si è progettato di arrivare in zona "falegnameria Preia"; sempre in seguito alle insistenze degli Amministratori si è poi arrivati nei pressi della fabbrica di occhiali. Praticamente si è spostato il "terminal" della tangenziale di circa due chilometri e mezzo, tutto questo vuol dire avere evitato il passaggio degli autotreni T.I.R. attraverso il Comune di Sarre.

Ora si pensa di fare terminare la tangenziale presso la zona Sainte Hélène, ancora in territorio del Comune di Sarre, però già all'estremità dell'abitato quindi, come dicevo, questa battaglia ha dato i suoi frutti; non solamente, io do atto alla Giunta, alla Commissione e all'Assessore ai Lavori Pubblici di avere esaminato il problema e di averlo posto all'attenzione della S.A.V. Non possiamo però indugiare ancora, altrimenti la tangenziale non verrà costruita e noi non risolveremo, ancora una volta, il problema del traffico su tutto il percorso della tangenziale nord.

Io direi di considerare quanto è stato fatto, inoltre se gli Amministratori comunali si sono dichiarati non completamente soddisfatti, devono pur ammettere che qualche passo avanti si è fatto e che fare proseguire la tangenziale oltre la zona Sainte Hélène comporta, come si è visto in Commissione, notevoli difficoltà, vi sono infatti i vincoli posti dalla Sovraintendenza alle Belle Arti, difficoltà tecniche, finanziarie, ecc.

Io direi di raccomandare, anche se molti credono poco all'efficacia di queste raccomandazioni, che all'atto della realizzazione dell'opera, forse tra un anno o due certamente, infatti i lavori cominceranno dalla parte di Quart, venga nuovamente esaminata la possibilità di apportare alcuni miglioramenti al tracciato nella zona di Sarre.

Setto o otto anni or sono, il Consiglio aveva respinto all'unanimità la realizzazione dell'autostrada nella zona oggi in discussione, infatti la situazione di allora non era certo simile a quella attuale, non vi era il problema del passaggio di circa un migliaio di autotreni al giorno, che creano paurosi ingorghi, con tutti gli inconvenienti che si sono verificati lo scorso anno.

Quindi io penso che il Consiglio non possa respingere questo progetto di tracciato perché non soddisfa le esigenze del Comune di Sarre. Propongo invece di approvarlo e di raccomandare che all'atto dell'esecuzione dell'opera si tenti, nei limiti del possibile, di venire incontro alle esigenze del Comune di Sarre. Non esaminerò il problema degli svincoli, personalmente penso che ogni Comune debba studiare e risolvere questo problema; a esempio sono sicuro che gli Amministratori del Comune di Aosta conoscano la necessità o meno della costruzione di uno svincolo in zona Pont-Suaz meglio dei Consiglieri regionali.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Ritengo di essere stato uno dei Consiglieri che più si era sdegnato durante la precedente discussione per il modo in cui il tracciato era stato definito e avevo accusato l'Assessore Pollicini di non aver preso contatti sufficienti con le Amministrazioni comunali. Oggi, a distanza di oltre un mese, debbo dare atto alla Giunta, e in modo particolare all'Assessore ai Lavori Pubblici, che di contatti ne sono stati presi molti, ne sono infatti testimonianza i sopralluoghi e le riunioni fatte con le Comunità Montane, i Sindaci, l'amministrazione della S.A.V. e con vari delegati. Quindi, a titolo personale, mi sento in dovere di ringraziare la Giunta che ha, forse, riconosciuto di avere impostato un problema in modo poco corretto, anche perché pressata dalle insistenze della S.A.V., che minacciava di non compiere l'opera a causa della scadenza della concessione. In un mese sono stati presi i dovuti contatti con molta serietà e si è ultimato il tracciato oggi in discussione, a cui la maggior parte della Amministrazioni comunali hanno dato parere favorevole. mi ricordo che un mese or sono in questo Consiglio pochi Consiglieri presero la parola, mentre oggi il dibattito ha visto impegnati molti Consiglieri; dopo che le Amministrazioni comunali hanno dato parere favorevole, molti di noi si presentano come loro paladini. Come Consigliere comunale in questo momento respingo questi interventi perché si doveva intervenire quando le Amministrazioni comunali si dichiararono contrarie, in linea di massima, al tracciato che allora fu proposto e non oggi.

Ritengo infatti che sia dovere di tutti i Consiglieri regionali esprimere francamente in nostro parere sulla inutilità di questa tangenziale, per la città di Aosta, per tutti i Comuni limitrofi, per l'economia e la viabilità di tutta la Valle d'Aosta, o se vogliamo ancora rinviare la risoluzione di questo problema continuando inutili dispute. Facendo parte della Commissione ai Lavori Pubblici, ho già affermato che gli svincoli di Quart e Brissogne, che immettono sulla statale e permettono l'accesso all'autoporto, possono anche esser, considerando il prezzo dell'opera, accettati dal Consiglio, ma non lo saranno forse dalla S.A.V. Se si dovessero incontrare delle difficoltà di ordine tecnico, se l'Anas non potesse dare il suo parere favorevole, direi che potremmo adottare i progetti precedenti, infatti essi erano stati già approvati sia dal Comune di Brissogne che da quello di Quart, pure d'accordo con questa soluzione sarebbe l'Amministrazione comunale di Pollein, infatti il Sindaco di questo Comune ha espresso parere favorevole al tracciato che prevede il passaggio della tangenziale lungo la strada che serve la polveriera e passa tra la proprietà dell'eliporto e le proprietà private.

Quindi l'impegno e l'invito del Consiglio verso la S.A.V. deve esser che il progetto definitivo dovrà ricalcare questo tracciato, oggi al nostro esame, perché in definitiva sia l'Amministrazione del Comune di Pollein che quella di Charvensod, sono d'accordo. Si è parlato di costruire uno svincolo nel Comune di Gressan mentre non ne verrebbe costruito alcuno nel Comune di Aosta. A nome della Democrazia Cristiana e a titolo personale, mi ero permesso di interpellare l'Assessore a questo proposito. Egli, a nome della Giunta, mi assicurò che la strada Charvensod-Pila sarebbe rimasta una strada regionale. Non ho nessuna difficoltà a dichiarare in questa Assemblea, sentita l'Amministrazione comunale di Charvensod, che può essere cosa accettabile per i Comuni di Charvensod e Gressan l'esistenza, un domani, di due strade regionali, forse a senso unico, ma sarebbe cosa assurda se invece divenisse strada regionale quella che passa dal Comune di Gressan, mentre venisse declassata a comunale la strada che attualmente passa per Charvensod.

Questo problema dovrebbe essere esaminato dal Consiglio regionale perché qualora fosse costruito uno svincolo per servire la strada Charvensod-Pila, la Giunta dovrebbe impegnarsi affinché tale strada regionale non venga declassata, uguale dovrebbe essere l'impegno delle due Amministrazioni comunali di Gressan e Charvensod, le quali non dovranno porre differenziazioni tra Comune e Comune, ma tenere costanti contatti tra loro, nell'interesse di tutta la zona.

Io spero che la Giunta e l'Assessore abbiamo già studiato questo problema, in caso contrario dovrei senz'altro dare ragione al Consigliere Chabod, il quale afferma l'inutilità di affrontare una spesa di quindici o venti milioni per il progetto di allargamento della strada regionale Pont-Suaz - Pila, soprattutto se poi si ha intenzione di declassarla. Per quanto concerne lo svincolo per la città di Aosta, penso che quando il Comune sarà pronto ad accogliere il traffico che ne deriverà, si dovrà senz'altro costruire lo svincolo; questo impegno, a mio avviso, dovrebbe comparire molto chiaramente in questa deliberazione del Consiglio.

Passerò ora a esaminare il delicato problema riguardante il Comune di Sarre. Già in sede di Commissione ai Lavori Pubblici avevo dato parere di massima favorevole a questo tracciato, dando atto appunto dello sforzo che era stato computo, a condizione che si invitasse la S.A.V. a esaminare più attentamente il problema dello svincolo sulla strada statale 26 dopo la cascina Sainte Hélène. Io ritengo che la cosa sia fattibile, mi spiace tuttavia che né la S.A.V. né l'Amministrazione comunale, non è cosa che si possa pretendere a tutti i costi, ne avevo semplicemente parlato con il Consigliere Blanc, abbiano provveduto a studiare a fondo il problema. Si è così arrivati a questa riunione senza alcun disegno o voce autorevole che ci possa assicurare se dopo la cascina Sainte Hélène si possa costruire questo svincolo. Come tecnico, personalmente, ritengo in buona fede che si possa costruire e quindi mi pare che, sempre secondo il mio punto di vista, si debba fare il possibile per invitare la S.A.V. a studiare il problema. È logico che lo svincolo dell'autostrada dovrà essere costruito interamente in sopraelevata, per evitare di eliminare l'imbocco della strada per Cogne. Tuttavia, ripeto, quello che più mi dispiace è di arrivare dopo alcuni mesi di discussione senza che la S.A.V. o l'Amministrazione regionale o chi è direttamente interessato abbia presentato uno studio tecnico. Personalmente ritengo che si debba fare il maggiore sforzo possibile per terminare la tangenziale dopo la cascina Sainte Hélène, mancano infatti solo duecento metri, però mi riservo di seguire le indicazioni di chi è più competente di me in materia.

Penso che tutti i miei colleghi di partito siano d'accordo che nella stesura di questo tracciato siano stati compiuti notevoli sforzi, che erano invece mancati in precedenza. Rimangono aperti i problemi riguardanti lo svincolo di Aosta, per il quale si può prendere un impegno preciso in questo Consiglio, e lo svincolo di Sarre, per il quale è necessario studiare a fondo il problema al fine di trovare una soluzione tecnicamente fattibile.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Benzo. Ne ha facoltà.

Benzo (DP) - Vorrei fare due considerazioni, proprio per il ricordo che mi è rimasto della lunga discussione fatta in Consiglio nel 1968 a proposito del cosiddetto "tronchetto", cioè del tronco di tangenziale autostradale oggi in discussione. Questo nuovo tratto di autostrada è necessario, direi indispensabile, sia per motivi di traffico internazionale, sia per l'economia stessa delle zone che vengono attraversate, in particolare modo la città di Aosta.

Penso che questo tratto di autostrada finirà sui manuali classici degli studi sulle autostrade a causa del numero elevatissimo di svincoli che lo contraddistingue; precedentemente erano sufficienti gli svincoli est e ovest, più uno svincolo per Aosta centro, ed era già molto per un tratto di autostrada lungo undici chilometri che va dalla zona dell'Église alla periferia ovest di Aosta. Il tracciato precedente forniva soluzioni tecniche e anche finanziarie valide: in uno stesso svincolo erano unificate sia l'uscita per la strada statale 26, sia per l'autoporto; il fatto di avere sdoppiato questi svincoli indubbiamente aumenterà i costi di costruzione e impegnerà più spazi e terreni.

La stessa cosa dicasi per quanto concerne lo svincolo più importante, cioè quello che collega l'autostrada con la strada statale 27 ed è stato chiamato "svincolo di Aosta-Pollein". Sarebbe infatti molto opportuno quando si definisce la costruzione di uno svincolo di tale importanza, definire anche le finalità e le caratteristiche che deve avere.

Avere interessato le Amministrazioni comunali è stata una iniziativa importante e valida, indubbiamente però, avendo sentito il parere di persone direttamente interessate che naturalmente tendono a proteggere per prima cosa i propri interessi, è indubbiamente impossibile accontentare tutti.

Il Consiglio regionale ha la responsabilità di vagliare ogni possibile problema da un punto di vista generale, nell'interesse dell'intera Regione, talvolta quindi può non concordare con determinate richieste o sollecitazioni. In questo caso sono state accettate, mi risulta, quasi tutte le richieste e io ritengo che non sia stata una cosa completamente positiva per l'economia generale di questo lavoro. Forse la pressante necessità di dare corso immediatamente a quest'opera per liberare dal traffico intenso e caotico la città di Aosta ha determinato queste scelte, tuttavia penso che con il passare del tempo si evidenzieranno i difetti che ho ritenuto di dovere sottolineare. Personalmente quindi approvo questo progetto per permetter la rapida attuazione di quest'opera; terrei comunque a precisare che ritengo utile raccomandare agli esperti tecnici della S.A.V. di esaminare, al di sopra di ogni interesse personale e locale, il problema del numero degli svincoli.

Mi sembra questa una raccomandazione che, se seguita intelligentemente e proiettata nel futuro, serva a garantire la viabilità e l'economia di questa zona della Valle; a questo proposito ribadisco che sarebbero sufficienti tre svincoli per servire la zona e collegare adeguatamente la tangenziale con le strade di viabilità ordinaria.

La stessa città di Aosta ha estremamente bisogno che vengano attuate le opere previste dall'Anas per la viabilità ordinaria, sia per la zona est che per quella ovest; il giorno in cui ciò avvenisse, io ritengo che i cittadini di Aosta potranno anch'essi conoscere la facilità con cui si può raggiungere agevolmente il centro cittadino dalle autostrade, servendosi delle strade a viabilità ordinaria.

Personalmente ritengo di potere approvare questo tracciato ma mi sento in dovere di raccomandare che, dove è possibile, siano seguite le indicazioni da me illustrate e che, ritengo, i tecnici della S.A.V. e dell'Anas certamente già hanno considerato, ma trovandosi di fronte a più richieste e a varie sollecitazioni, abbiano preferito approntare un tracciato di questo genere.

Ben venga dunque la costruzione di questa autostrada che dovrà presto essere fatta proseguire verso il Monte Bianco e verso il Gran San Bernardo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz. Ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Sarò brevissimo e farò una sola considerazione. I colleghi che mi hanno preceduto hanno già eviscerato il problema dal punto di vista tecnico, hanno dibattuto il problema dal giudizio positivo o negativo dato dai Comuni, hanno definito buono o pessimo il tracciato, hanno messo in risalto la necessità della tangenziale al fine di snellire il traffico pesante e internazionale. Di tutto quanto è stato detto dall'Assessore non credo fondamentalmente a due cose: che questa autostrada verrà a costare soli 12 miliardi e che la parte riguardante lo svincolo dell'autoporto venga costruita entro la fine del corrente anno. Si tratta infatti di due svincoli abbastanza impegnativi e pertanto ritengo che nel tempo limitato di qualche mese, visto che il progetto definitivo ancora non è stato approvato, non possano essere costruiti.

Tutto questo però non ha grande importanza, il problema che invece volevo sottoporre all'attenzione dell'Assessore ai Lavori Pubblici e alla Giunta è questo: si sono fatte molte discussioni, molte considerazioni negative, ma mi sembra che tutto il Consiglio sia orientato ad approvare la costruzione di questa tangenziale, io stesso, a titolo personale, così come i miei colleghi del Gruppo della Democrazia Cristiana, siamo favorevoli, vi sono però, nella situazione attuale in cui è costretta l'economia italiana, i finanziamenti necessari per quest'opera? E dove verranno reperiti questi finanziamenti?

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Avevo sollevato il Consiglio a un momento di riflessione, mi pare che questo richiamo non sia caduto del tutto nel vuoto, però mi preoccupo per alcune osservazioni fatte dal Consigliere Ramera, del quale condivido in parte, l''intervento. Egli infatti trova un'alternativa all'eccessivo costo dell'opera, al contrario di quanto invece abbia fatto io.

Collega Ramera, già una volta ci siamo fatti carico di una certa impopolarità quando da soli abbiamo combattuto contro la costruzione dell'autostrada, forse non del tutto da soli per la verità, allora ci adoperammo perché venisse costruita una superstrada e siamo ancora capaci, davanti a problemi più importanti, di farci nuovamente carico di questa impopolarità e di questi sacrifici anche in termini elettorali, cosa che, pare, in questo Consiglio non tutti siano disposti a fare.

La mia preoccupazione, Consigliere Ramera, non deriva certo da una volontà di polemica ma dal tentativo di individuare quali sono le reciproche posizioni; è vero che i soldi utilizzati per la costruzione della tangenziale non potranno essere usati per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali di Aosta, è però vero che i miliardi disponibili sono quattro ed è altrettanto vero che il costo dell'opera supera i dodici miliardi, poiché inoltre i costi "standard" delle infrastrutture autostradali costano due miliardi ogni chilometro e poiché, secondo questo progetto, le opere d'arte che dovranno esser costruite non sono poche, si arriverà a una cifra superiore a quella prevista. La differenza tra quattro miliardi e mezzo e i dodici miliardi o cifre superiori, dovrebbe esser attinta al credito che, dicevo nella mia impostazione politica più generale, dovrebbe essere destinato ad altre scelte prioritarie.

Non vorrei che dalle conclusioni a cui giunge il mio ragionamento e da quanto detto dal Consigliere Ramera, se ne deducesse la necessità di mortificare le richieste dei piccoli Comuni; infatti la proposta del Conigliere Ramera, raccogliendo in parte la mia richiesta di un attimo di riflessione, tendeva a evitare la costruzione degli svincoli presso i Comuni e a fornire la tangenziale di due svincoli, uno di entrata, uno di uscita, più quello che servirà Aosta. Non vorrei che questa mia preoccupazione di carattere politico per la situazione politica difficile attraversata dal nostro Paese fosse strumentalizzata per mortificare, ripeto i Comuni più piccoli ai quali verrebbero negati gli svincoli da loro richiesti attraverso la discussione e la partecipazione democratica alla stesura del progetto, poc'anzi ricordata.

Questo mio intervento ha voluto chiarire che se l'autostrada deve essere costruita, ciò deve avvenire tenendo conto di tutte le esigenze che i Comuni hanno espresso, anche se tutto quanto detto prima potrà un domani essere preso a pretesto e strumentalizzato a fini politici.

Dolchi (Presidente) - Non essendoci più nessun Consigliere iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. La parola all'Assessore Pollicini per replicare ai Consiglieri intervenuti nel dibattito.

Pollicini (DP) - Mi pare che quello oggi all'ordine del giorno sia un tema che è stato sviscerato molto a fondo, non solo sotto l'aspetto, diciamo, del tracciato, ma anche esaminando tutte le conseguenze che deriveranno dalla costruzione di questa opera. Un appunto rivoltomi, mi dispiace che il Consigliere Borbey non sia ora in Aula, e che non posso accettare, è quello di eccessivo attivismo nell'affrontare il problema della tangenziale solamente dopo il 27 aprile.

Mi dispiace ma non posso accettare questa affermazione, potrei fare un elenco lunghissimo di riunioni su questo problema che inizia dalla metà di marzo e continua con ritmo incessante.

Mi pare importante sottolineare che il mio dovere era di portare a termine il problema della tangenziale, l'ho affrontato con molta serietà e con la delicatezza con cui andava perso, non so se bene o male, ma qualora il tracciato dell'autostrada Quincinetto-Aosta fosse stato affrontato e seguito secondo questa consultazione di base, sicuramente oggi avremmo una pessima autostrada, a avremmo accontentato tutti i Comuni.

Sono però convinto che bene hanno fatto i progettatori di quell'autostrada ad agire in quel modo, e i risultati mi danno ragione; per quanto riguarda la consultazione a tutti i livelli invece è tutt'altro discorso.

Volendo affrontare alcuni aspetti delle osservazioni fatte dai Consiglieri posso dire che per quanto riguarda il problema, a esempio, dello svincolo di Aosta, è stato seguito il metodo della consultazione generale e non di ogni singolo Sindaco, quasi fosse un discorso a sé stante, tant'è che sono stati sentiti i vari Sindaci sia individualmente che tutti insieme. Inoltre, proprio per dare un carattere di globalità all'iniziativa, è stata riunita la Comunità montana, quindi anche i Comuni di Saint-Marcel, Nus, ecc., che non sono direttamente interessati al percorso della tangenziale. Direi che siamo stati conseguenti alle indicazioni forniteci, ripeto ancora una volta che il primo progetto di tracciato formulato in marzo è stato, direi, impostato da ogni singolo Sindaco che guidava la mano del disegnatore, secondo le esigenze del Comune stesso. Quindi la necessità di avere una visione globale del problema e degli interessi collaterali, caldeggiata dal Consigliere Caveri nel suo intervento, relativa anche alle conseguenze economiche che ne sarebbero derivate per gli altri Comuni, chiamati "satelliti", mi pare sia stata rispettata attraverso la convocazione in una assemblea generale di tutti i rappresentanti delle Amministrazioni sia di maggioranza che di minoranza.

Un altro problema affrontato con questo metodo è stato quello dello svincolo di Pollein e delle distanze di sicurezza.

I Consiglieri hanno ricevuto come supplemento, e fa parte integrande dei lavori, uno stralcio del progetto riguardante appunto gli svincoli nella zona dell'autoporto; viene aumentata a circa cinquecentocinquanta metri la distanza utile tra lo svincolo, diciamo, automobilistico e quello più specificatamente per il traffico pesante. Vengono così separati i due svincoli e assumono funzioni specifiche e diverse.

Per quanto riguarda l'allargamento della strada statale 26, non più tardi di dieci giorni or sono ho avuto un colloquio con il nuovo direttore dell'Anas proprio a questo proposito; abbiamo concordato un ulteriore incontro alla presenza del Ministro dei Lavori Pubblici che probabilmente avverrà nell'arco di quindici giorni a partire da domenica prossima. Il problema tuttavia è stato posto e a questo proposito vi è anche una lettera del Ministro che fa riferimento alla opposizione presentata dal Comune di Saint-Christophe e pertanto richiede chiarimenti. Superato questo ostacolo si esaminerà il problema nella sua globalità.

Personalmente ho già chiesto al Direttore generale dell'Anas che l'allargamento della strada statale 26 inizi dal cavalcavia sopra la ferrovia, proprio perché rappresenta il nodo più delicato dell'attuale viabilità sulla strada statale.

Il Consigliere Andrione con abile impostazione del discorso ha accennato all'ipotesi che vi possa essere un progetto "in pectore" e che il vero progetto non si quello presentato ai Consiglieri.

Io voglio precisare che quello presentato ai Consiglierei è l'unico progetto al quale stiamo lavorando ed è l'unico che potrà subire adattamenti migliorativi o tecnici, che tuttavia non saranno mai variazioni sostanziali del tracciato oggi all'esame del Consiglio.

Mi pare quindi che la richiesta di fare passare il percorso dalla tangenziale più vicino al fiume sia già stata attuata e rappresenti una delle costanti pressioni che noi svolgiamo verso la S.A.V. Si intende infatti evitare, per quanto possibile, l'occupazione di terreno utile, anche considerando che ve ne è poco e che costa moltissimo, quindi anche da questo punto di vista sono state eseguite le osservazioni e le richieste del Consigliere stesso.

Al Consigliere che faceva presente le richieste avanzate dagli operatori economici della Valle d'Aosta, riguardanti la necessità di costruire uno svincolo che legasse il centro di Aosta all'autostrada, posso rispondere che ho avuto anche una riunione, durata alcune ore, con gli operatori economici e turistici della Valle d'Aosta, i quali hanno riconosciuto la mancanza a tutt'oggi di un asse viario in grado di recepire il traffico che verrebbe dalla tangenziale se venisse costruito ora lo svincolo in zona Voison.

Dobbiamo infatti tenere sempre presente il limite di viabilità nella zona in cui confluiscono le migliaia di dipendenti della Società Nazionale Cogne, ebbene la proposta avanzata da questa associazione intercategoriale è stata di costruire per ora un grosso parcheggio e inoltre che il Comune di Aosta si impegnasse a creare un servizio di pullman che vadano a raccogliere i turisti che si fermerebbero, in attesa che si costruisca questa arteria stradale, nella zona dello svincolo e li portino all'interno della città, magari nei negozi degli operatori turistici stessi.

Mi è sembrata questa una proposta non degna di essere presa in considerazione mentre molto più seria mi è sembrata la proposta avanzata dal Comune di Aosta, il quale chiede che sia inserito un capoverso nella convenzione che impegni, non appena Aosta avrà predisposto soluzioni idonee a recepire il traffico proveniente dallo svincolo della tangenziale, la S.A.V. a realizzare lo svincolo tracciato e che l'approvazione della convenzione venga subordinata alla realizzazione di questo impegno, oppure, prosegue la richiesta del Comune, tale svincolo verrà costruito comunque, qualora si decidesse di fare proseguire oltre l'autostrada.

Molte raccomandazioni fatte mi paiono validissime, a esempio quella di non distruggere i boschetti e salvaguardare le aree ancora disponibili, evidentemente questa sarà una raccomandazione che formuleremo per iscritto alla S.A.V. stessa. Per quanto concerne lo svincolo per Pila, dirò che il Piano regolatore del Comune di Gressan prevede la costruzione della strada chiamata "Cort Clapey" che terminerà circa all'altezza della stazione dell'ovovia a "Les Fleurs" e sarà una delle due strade che condurranno a Pila.

È stato consigliato di non spendere inutilmente allora i soldi per allargare la strada che passa per Charvensod. È questo un consiglio che la Giunta forse seguirà; il progetto dell'allargamento della strada è già stato eseguito, tuttavia il problema oggi si pone in termini nettamente diversi e forse le soluzioni adottate tempo fa non sono più valide attualmente.

Questo è il mio pensiero personale, certamente la strada per Pila rimarrà regionale però indubbiamente la costruzione di una nuova arteria stradale ci consentirà probabilmente di non eseguire l'allargamento dell'altra strada che nelle previsioni avrebbe comportato una spesa di oltre un miliardo e seicento milioni.

Rispondendo alla richiesta di verificare se vi sia la possibilità di costruire un altro ponte a fianco del ponte Suaz, posso dire che il Comune di Aosta ha allo studio l'allargamento dell'attuale ponte e mi pare che questo argomento sia stato già affrontato altre volte.

Non dimentichiamo che se avremo due arterie stradali che condurranno a Pila, la stessa agibilità del ponte Suaz diventerà un problema meno pressante e difficile. Tengo inoltre a precisare che il transito sulla tangenziale sarà libero, tant'è vero che non vi saranno i caselli, ma tutti gli accessi saranno liberi. Il primo casello verrà posto in prossimità della zona "Église" come già lo è attualmente. Gli svincoli sono tutti stati richiesti dai Comuni, vi posso anche dire che alcune deliberazioni comunali prima prospettavano un certo tipo di soluzione e poi la sostituivano nell'arco di tempo di dieci o quindici giorni. Abbiamo tentato di recepire il più possibile le esigenze delle singole comunità, mi pare quindi che la responsabilità del numero degli svincoli debba essere imputata a tali richiesta, personalmente condivido l'idea che due svincoli sarebbero stati sufficienti, come si può notare in tutte le parti del Mondo, infatti noi intendevamo indirizzare e sveltire il traffico turistico e non quello locale.

Un discorso che mi è parso veramente serio è quello fatto rispondendo alla obiezione sollevata dal Consigliere Manganoni riguardante la costruzione dello svincolo di Sarre. Non risponde a verità l'affermazione che la S.A.V. non abbia presentato proposte di soluzione a questo problema, per fare avanzare di circa duecento metri il termine della tangenziale in modo da superare le due fabbriche della F.O.V.A.

Non vorrei però che alcuni cambiamenti fossero legati a impegni di licenze edilizie, presi da alcuni Amministratori comunali, impegni che tutto sommato forse proteggono troppi interessi privati. A noi sembra necessario inserire questo problema nel quadro generale, d'altra parte la Commissione ai Lavori Pubblici ha potuto prendere visione dello studio eseguito dalla S.A.V. allo scopo di cercare la possibilità di superare la zona del bivio per Cogne, ciò comporterebbe la costruzione di un'opera grandiosa, direi paurosamente gigantesca, con un costo di alcuni miliardi. Sarebbe infatti necessario costruire una serie di assi uno al di sopra dell'altro e dei piloni alti da venticinque a quaranta metri.

Il Consigliere Ramera ha dichiarato la propria preoccupazione che tutto il traffico possa essere indirizzato verso l'autoporto: posso assicurare che soltanto il traffico degli autotreni e quello pesante subirà tale indirizzo, mentre il traffico normale potrà servirsi delle due vie, andata e ritorno, come già può fare attualmente. Era una giusta preoccupazione, però evidentemente ho il dovere di precisare che non ha motivo di sussistere.

Per rispondere a problemi e richieste riferentesi allo svincolo che nel progetto, se non sbaglio, del 1967, era previsto nella regione Voison, debbo affermare che fortunatamente quel tipo di tronchetto autostradale non è stato costruito, infatti avrebbe risolto in parte il problema, ma ora sarebbe di grande ostacolo e impedirebbe una soluzione globale.

La proposta di soluzione oggi in approvazione, è stata senz'altro presentata in ritardo, però ha il pregio, se non altro, di essere più globale.

Basti pensare che il Comune di Sarre, a esempio, ha ottenuto secondo questo progetto uno slittamento del punto in cui deve sorgere lo svincolo, verso ovest di due chilometri. E settecentocinquanta etri, che mi paiono non poco.

Penso che si sia recepito il contenuto della richiesta avanzata dal Comune di superare tutto il tessuto urbano del Comune stesso, si è infatti giunti sino in prossimità della fabbrica F.O.V.A.

Ho anche detto che in quel punto la strada sarà spostata verso nord di circa venti metri, per consentire un'uscita dopo un ampio piazzale. Tutto questo, a mio avviso, consentirà di evitare una serie di rischi che oggi in effetti esistono. Mi pare che possiamo, per concludere rispondere al Consigliere Bondaz, il quale dubita che l'anello stradale verrà costruito entro l'inverno, faccio presente che la proposta è di costruire non gli svincoli, ma solo la parte di anello stralciandolo dal progetto più generale.

Il costo dell'opera, ammontante a dodici miliardi, è stato calcolato dai tecnici della S.A.V. e io porto all'attenzione del Consiglio quanto mi è stato riferito da chi, in questo campo, ha notevole competenza; inoltre è compito di questa società ottenere i finanziamenti per la costruzione di questa tangenziale. Il finanziamento, mi pare sia già stato detto dal Consigliere Monami, verrà reperito dal libero credito, oggi la S.A.V. ha una disponibilità finanziaria residua della costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta di quattro miliardi e mezzo, che forse dieci anni o sono sarebbero stati sufficienti a completare interamente l'opera, mentre oggi non rappresentano che un terzo della spesa necessaria. Tuttavia la tangenziale sarà costruita da un ente che non è l'Amministrazione regionale e quindi non abbiamo il problema del finanziamento.

Per concludere dirò che abbiamo concesso la massima credibilità alla consultazione di base, a tutti i livelli e con tutti gli enti, abbiamo compiuto penso un notevole passo innanzi; non abbiamo risolto del tutto il problema, ma credo che l'occasione che ossi si è a noi presentata non debba essere lasciata andare persa, infatti non sappiamo se si ripresenterà.

Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglierei, prima di passare alla votazione, devo ricordare che il Consigliere Mappelli, nel corso del suo intervento, ha chiamato il Consiglio a pronunciarsi su una proposta che, a termine di Regolamento, ha tradotto in un ordine del giorno, distribuito ai Capigruppo consiliari.

Ne darò ora lettura: "Si richiede l'avanzamento dello svincolo terminale ovest della tangenziale sud di Aosta, in zona Sainte Hélène, in corrispondenza dell'innesto con la strada statale 507 Aymavilles-Cogne". Questa proposta è stata sottoscritta dai Consiglieri Mappelli e Blanc. Prima di ritornare alla discussione dell'argomento all'ordine del giorno, invito il Consiglio a pronunciarsi su questa proposta.

Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Pollicini.

Pollicini (DP) - Nella mia replica ho espresso parere favorevole all'impostazione data dal Consigliere Manganoni, quando propone di raccomandare alla S.A.V. di verificare se nel corso dell'opera sia possibile, considerando che il tempo di costruzione sarà di oltre tre anni, trovare una soluzione che accetti totalmente le richieste del Comune di Sarre. Io proporrei di porre il problema in termini di raccomandazione e non di vincolo, perché si dovrebbe impegnare la controparte su un punto che oggi, per motivi anche tecnici, non sembra di facile soluzione a breve scadenza.

Dolchi (Presidente) - Mi sembra di potere formalizzare in questo modo la proposta dell'Assessore Pollicini, in risposta al dispositivo che i Consiglieri Mappelli e Blanc hanno chiesto di sottoporre al voto del Consiglio: "Il Consiglio regionale raccomanda l'avanzamento dello svincolo terminale ovest della tangenziale sud di Aosta, in zona Sainte Hélène, in corrispondenza dell'innesto con la strada statale 507 Aymavilles-Cogne".

Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.

Blanc (UV) - Vorrei chiedere all'Assessore quali assicurazioni vi sono che la S.A.V. svolgerà degli studi atti a garantirci che le nostre richieste vengano prese in considerazione.

Dolchi (Presidente) - Forse non ho capito bene, ma mi sembra che l'Assessore ai Lavori Pubblici abbia affermato che in proposito sono già stati eseguiti degli studi, che sono anche stati discussi nelle varie Commissioni o, perlomeno, sono stati presentati ai Commissari. Per quanto riguarda per esempio lo svincolo nei pressi del Castello di Sarre, dove è prevista la costruzione di un notevole numero di piloni molto alti, la S.A.V. ha già sottoposto un progetto tecnico che è però stato respinto dalla Commissione Lavori Pubblici, sia per l'alto costo, obiezione già sollevata peraltro dalla S.A.V. stessa, sia per l'offesa al paesaggio che tale soluzione avrebbe comportato.

Vorrei ricordare che le raccomandazioni del Consiglio non sono mai vincolanti per la S.A.V., che non deve sottostare ad alcun impegno verso di noi.

Naturalmente se già è stata anticipata l'impossibilità di accogliere questa raccomandazione, mi sembra assurdo presentarla. Personalmente insisterei nel presentare una richiesta e non una semplice raccomandazione.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - Ci troviamo dinanzi a una proposta avanzata da alcuni Consiglieri che richiede alla S.A.V. di fare avanzare il punto in cui verrà costruito lo svincolo, in zona Sarre, verso Saint-Pierre. Ora vorrei chiedere se tale richiesta vincola l'approvazione del progetto globale o se è semplicemente una richiesta da sottoporre all'esame della S.A.V. e da verificarsi successivamente in rapporto alle possibilità tecniche e finanziarie di esecuzione. Qualora fosse una proposta vincolante. Mi pare si metterebbe in discussione l'intero progetto oggi all'ordine del giorno, se invece si tratta di una richiesta da sottoporre all'attenzione della S.A.V., credo equivarrebbe a una raccomandazione, cioè il Consiglio regionale nell'approvare questo tracciato sollecita la S.A.V. a rivedere la parte finale, com'è stato chiesto dal Comune di Sarre e ribadito dai due Consiglieri firmatari di questo ordine del giorno. Tale raccomandazione potrebbe ottenere l'approvazione unanime del Consiglio, cosa senz'altro più valida, anche sul piano morale, che non una richiesta vincolante che probabilmente, mi pare, il Consiglio stesso non intende fare.

Quindi pregherei i Consiglieri firmatari della mozione di volere cortesemente esaminare il problema alla luce delle riflessioni testé compiute, con l'impegno della Giunta, naturalmente, di fare tutti gli sforzi possibili presso la S.A.V. affinché il problema venga esaminato con la massima attenzione e che, allo stesso tempo, si dia inizio alla risoluzione di questo problema.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei chiedere due chiarimenti all'Assessore ai Lavori Pubblici; ho avuto risposta per i diversi quesiti che avevo posto ma vorrei tuttavia, per maggiore chiarezza, avere conferma per non rischiare di aver capito male.

Abbiamo parlato del tracciato in zona Comune di Pollein e il Consigliere Andrione ha esposto i propri dubbi sul problema riguardante l'eliporto, ora desidererei sapere, poiché l'Assessore ha detto che praticamente il tracciato potrà essere modificato in senso migliorativo, se è già stato stipulato un accordo con la controparte, Amministrazione militare.

Si dovrebbe infatti evitare, qualora quest'ultima non fosse d'accordo, di modificare completamente il tracciato, che dovrebbe essere spostato a monte, sollevando notevoli problemi.

Per quanto riguardo lo svincolo di Aosta, se ho inteso bene, il Comune ha deciso che per il momento si dovrebbe costruire un parcheggio e studiare il sistema di immissione del traffico proveniente dall'autostrada diretto nel centro della città, ma che comunque tale svincolo verrà costruito qualora la tangenziale dovesse proseguire oltre Sarre.

Penso che i miei colleghi, pur ammettendo l'impossibilità di costruire questo svincolo subito, non intendano subordinare questo problema solamente al prolungamento o meno dell'autostrada. Noi vogliamo che lo svincolo di Aosta sia costruito insieme con la tangenziale, indipendentemente dalla sua prosecuzione. Se i colleghi Consiglieri Blanc e Mappelli pensano che questo problema non sia vincolante per l'approvazione dell'intero tracciato, lo diranno loro stessi e potranno proporre questo argomento come raccomandazione alla S.A.V., come è stato fatto per lo svincolo di Sarre. Per quanto riguarda lo svincolo di Aosta, ripetiamo che per la sua costruzione deve ritenersi vincolante il parere che in merito il Consiglio regionale prenderà.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Rispondendo a quanto detto dal Consigliere Fosson, dirò che non si deve intendere, come è stato fatto dal collega che mi ha preceduto, che Aosta avrà il suo svincolo quando l'autostrada proseguirà oltre Sarre, ma invece che questo svincolo sarà costruito non appena il Comune di Aosta avrà predisposto le misure necessarie a reperire il traffico che ne deriverà.

Qualora dovesse passare ancora del tempo oltre il termine previsto per l'ultimazione del tronco della tangenziale, da Quart a Sarre e Aosta non avesse ancora risolto il problema della viabilità, rimarrebbe sempre valido l'accodo secondo il quale se la S.A.V. decidesse di fare proseguire l'autostrada, dovrebbe per forza costruire questo svincolo, anche se il problema della viabilità in Aosta ancora non fosse risolto.

Questo credo sia il significato esatto da dare alla richiesta avanzata dal Comune della città, anche se la formulazione della richiesta stessa poteva effettivamente dare luogo a equivoci.

Se riteniamo opportuno, potremmo anche eliminare dal testo la frase incriminata lasciando solamente la prima e lapidaria affermazione: "Impegna la S.A.V. a costruire le opere relative allo svincolo quando il Comune avrà provveduto a risolvere i problemi di traffico che ne deriveranno per la città".

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Io penso che in questo caso sia meglio essere precisi e schematici, per evitare in futuro inutili discussioni. Non mi esprimo dunque per l'adozione di una formula o di un'altra, la cosa importante è che il Consiglio regionale stabilisca oggi, approvando il progetto di questo tracciato, che lo vincolo di Aosta dovrà essere costruito in qualsiasi caso.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola L'Assessore ai Lavori Pubblici Pollicini. Ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Sono contrario alla proposta avanzata dal Consigliere Chanu poiché il capoverso che si vuole eliminare è stato dettato, l'ho ripetuto almeno sei volte, dal Comune di Aosta. Faccio presente tuttavia che soltanto il Consiglio regionale può dare parare favorevole alla prosecuzione dell'autostrada, quindi il Consiglio sarà chiamato in prima persona a decidere su queste cose, ed è anche una garanzia che venga rispettata la richiesta avanzata dal Comune di Aosta.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Chiedo scusa ma vorrei essenzialmente stabilire alcuni punti fermi per evitare nel futuro spiacevoli malintesi. Rimane confermato, da quanto è stato detto dall'Assessore Pollicini, che il transito sulla tangenziale sarà libero e non sottoposto a pagamento del pedaggio, viene in tal modo abolito quanto era stato affermato nella precedente discussione, nella quale si disse che chi giungeva sino in zona "Église" avrebbe pagato, infatti non è possibile stabilire quale strada un automobilista abbia fatto in precedenza.

La tangenziale fa però parte degli accodi stabiliti tra Regione e S.A.V., che prevedevano si iniziassero a contare i trent'anni della concessione dall'ultima opera costruita, ciò vuol dire aumentare di circa dieci anni il tempo in cui verrà pagato il pedaggio sul tratto di autostrada tra la zona "Église" e Pont-Saint-Martin. Tutto questo spiega i motivi dell'interesse di costruire il tronchetto autostradale, infatti è un affare molto importante.

D'altra parte anche la Regione è interessata alla costruzione di questa opera, però evidentemente le banche che sovvenzioneranno questa iniziativa non solo non ci rimetteranno nulla, ma anzi ci guadagneranno parecchio.

Il tracciato presentato al Consiglio e per il quale si chiede l'approvazione, è vincolante, salvo eventuali piccole variazioni dettate da situazioni particolari. Per piccole variazioni non si intendono modificazioni grandiose del tracciato, a questo proposito ribadisco il mio dubbio, espresso in precedenza, per quanto riguarda la possibilità di realizzare questo tracciato nella zona soggetta al vincolo militare nei pressi dell'eliporto.

Chiederei all'Assessore di impegnarsi, qualora si trovasse di fronte a un rifiuto categorico, noi sappiamo quanto intransigenti possano essere alcune decisioni delle autorità militari, di riproporre all'attenzione del Consiglio il problema in questione.

Nel dare il nostro benestare al tracciato, non possiamo approvare il numero eccessivo e la collocazione di alcuni svincoli.

Ribadiamo che, a nostro avviso, sono fondamentali per la loro importanza gli svincoli di Aosta, di Sarre, dell'Église e dell'autoporto; a questo riguardo mi permetto di ribadire che prolungando di poco i due semiassi che collegano con l'autostrada si potrebbe agevolmente costruire uno svincolo solamente che collega con l'autoporto. Chi vuole uscire da Aosta percorrerà qualche metro in più per ritornare indietro, si potrà così ottenere un risparmio finanziario enorme.

Fatte queste precisazioni, dirò che a nostro avviso l'attuale tracciato si avvicina molto a quello ideale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Aspettavo una risposta a una domanda che il Consigliere Fosson aveva formulato e che intendevo pure io proporre. Si era chiesto qualche chiarimento in merito all'allacciamento dello svincolo in zona Pollein con la strada statale 27, soprattutto in seguito alla ultima riunione, in cui era presente il Sindaco di Saint-Christophe dove, pare, si sia deciso di spostare un poco verso Aosta tale allacciamento. Il problema non mi appare molto chiaro e quindi pregherei l'Assessore di fornire immediatamente dei chiarimenti.

Dolchi (Presidente) - Per rispondere alle domande poste dai Consiglieri intervenuti nel dibattito, la parola all'Assessore Pollicini.

Pollicini (DP) - Nell'illustrazione precedente ho affermato che in seguito al ricorso presentato dal Comune di Saint-Christophe presso il Ministero dei Lavori Pubblici, si è tenuta una riunione nel Palazzo regionale, con la presenza anche dell'Anas; si è dato mandato all'Assessore ai Lavori Pubblici di studiare uno spostamento dello svincolo per evitare di fare passare la strada nella piana di Saint-Christophe. Ho detto inoltre che abbiamo trovato una soluzione a questo problema facendo passare l'autostrada nei pressi dell'Hotel Valle d'Aosta, all'altezza della Croix Noire, il tracciato della strada di collegamento con la statale 27 passa all'incirca sul confine territoriale tra il Comune di Aosta e quello di Saint-Christophe. Tale soluzione è stata accolta favorevolmente da ambedue i Comuni interessati.

Dolchi (Presidente) - Per quanto riguarda l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Blanc e Mappelli, nell'intento, ritengo, di trovare un accordo unanime di tutto il Consiglio, a cui faceva richiamo il Presidente della Giunta, i proponenti hanno presentato un nuovo testo dell'ordine del giorno di cui vi do lettura, scusandomi per non avere avuto la possibilità di fare una fotocopia per tutti i Gruppi consiliari: "Il Consiglio regionale, esprimendo parere favorevole al tracciato di massima della tangenziale sud di Aosta, invita la Giunta regionale a richiedere alla S.A.V. lo studio per l'avanzamento dello svincolo terminale ovest della tangenziale sud di Aosta in zona Sainte Hélène in corrispondenza dell'innesto con la statale 507 Aymavilles-Cogne".

Metterò ora in votazione l'ordine del giorno letto poc'anzi e proposto dai Consiglieri Mappelli e Blanc.

Risultato della votazione: presenti 27, votanti 27, voti favorevoli 27.

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo ora al dispositivo della deliberazione che a seguito della richiesta di alcuni Consiglieri e alle precisazioni fornite dall'Assessore Pollicini è stato ulteriormente completato. Ora ne rileggerò il testo affinché il Consiglio sia informato esattamente su quanto è chiamato a votare.

"Il Consiglio regionale delibera di esprimere ai sensi dell'articolo 10 della Convenzione per la costituzione della Società Autostrade Valdostane, di cui al testo approvato dal Consiglio con deliberazione n. 101 in data 2 luglio 1962, il benestare all'unito tracciato in scala 1/5000 della tangenziale sud di Aosta", precisando che non appena Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee per recepire il traffico di svincolo della tangenziale, la S.A.V. realizzerà lo svincolo tracciato in zona Voison, comunque tale svincolo sarà realizzato nel caso in cui la tangenziale dovesse proseguire".

Questo è il dispositivo che tiene conto della proposta allegata all'oggetto n. 11 e delle precisazioni richieste dal Comune di Aosta e sul quale il Consiglio è chiamato a pronunciarsi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Più volte nel corso della seduta è stato ripetuto quanto viene affermato da parte del Comune di Aosta a proposito della costruzione dello svincolo in zona Voison, ora noi vorremmo che il Consiglio regionale si esprimesse in modo da rendere tale costruzione indipendente dalla soluzione dei problemi della viabilità urbana, in quanto questi ultimi sono di natura differente. Infatti, da un lato vi è la possibilità di collegare la città di Aosta con la grande viabilità, dall'altro viene considerato un problema interno alla città che potrebbe anche non essere risolto a causa di alcuni ostacoli, quali a esempio il trasferimento della caserma Testafochi. Si potrebbe così prendere spunto da queste inadempienze per negare ad Aosta un collegamento diretto con l'autostrada. Ora non si è mai visto, scusatemi, porre condizioni di questo genere. Qualche Consigliere ha accennato all'autostrada di Firenze, coloro i quali sono usciti a Cisa, alcuni anni or sono, per recarsi nella città del giglio, sanno che bisognava percorrere numerose curve e controcurve, ritornare indietro, percorre strade con buche notevoli. Con il passare del tempo Firenze ha sistemato le tre strade di uscita di cui era stata dotata.

Non credo che il Consiglio regionale debba dare un parere così vincolante, quanto è stato richiesto dal Comune di Aosta risulterà agli atti, noi affermiamo semplicemente che lo svincolo di Aosta deve essere comunque costruito.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini. Ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Consigliere Andrione, ho chiarito nel mio intervento precedente che lo stesso Comune di Aosta mi ha chiesto di porre nel dispositivo di deliberazione queste condizioni e io voglio rimanere fedele agli impegni presi.

Dolchi (Presidente) - Ha nuovamente chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - non nego all'Assessore il diritto di pensare che, se egli si è impegnato in questi termini con il Comune di Aosta, queste condizioni debbano essere riportate nella deliberazione del Consiglio regionale, penso però che gli altri 34 Consiglieri debbano tenere conto degli interessi regionali, per questo dicevo che non mi sembrava opportuno sottoporre a qualsiasi tipo di condizione la costruzione dello svincolo di Aosta. Al limite, infatti, qualora lo svincolo fosse stato costruito e non si fossero ancora risolti i problemi di traffico, si potrebbe impedire l'uso di tale svincolo sino a quando la scorrevolezza della viabilità non sarà garantita.

Mi pare però assurdo condizionare inutilmente la costruzione di quest'opera che, a nostro avviso, è di fondamentale importanza.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Per chiarie ulteriormente il problema, vorrei dire che gli Amministratori della città di Aosta hanno avanzato queste richieste poiché un ulteriore flusso di traffico proveniente dalla strada del Pont-Suaz sarebbe più nocivo che utile, in questo momento, soprattutto se si pensa che al traffico dovuto all'entrata e all'uscita dei lavoratori della Nazionale Cogne, si assommerebbe il traffico proveniente dall'autostrada. Per questi motivi si pensava di costruire lo svincolo quando Aosta avrà risolto questi problemi di viabilità. È chiaro che nell'interesse della cittadinanza gli Amministratori dovranno quanto prima possibile predisporre tutti i mezzi atti a ricevere tale traffico.

Personalmente penso che tutto questo possa venire fatto prima che l'autostrada arrivi a Sarre. Comunque rimarrebbe ancora valida l'ultima clausola, secondo la quale se l'autostrada dovesse proseguire oltre Sarre, quello svincolo verrebbe comunque costruito. Gli Amministratori di Aosta saranno costretti, volenti o nolenti, a risolvere il problema della ricezione del traffico.

Evidentemente le condizioni poste dal Comune di Aosta rappresentano un compromesso.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Alcuni Consiglieri hanno affermato l'impossibilità di condizionare la costruzione dello svincolo di Aosta all'ulteriore proseguo dell'autostrada, altri hanno sottolineato che questa precisazione era stata fatta dallo stesso Comune di Aosta.

Io chiedo se non vi sia la possibilità di costruire questo svincolo e dare in seguito la responsabilità al Comune di decidere di utilizzarlo quando lo riterrà opportuno. Qualora lo si costruisse verrebbero a dileguarsi molte preoccupazioni, infatti se il Comune vorrà provvedere al flusso di traffico che ne deriverà, potrà farlo in qualsiasi momento, in caso contrario dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Ho avuto modo di vedere, per esempio, sull'autostrada dei fiori, in riviera, alcuni svincoli che per parecchi mesi non sono stati agibili, sebbene fossero già stati costruiti, si era così costretti a proseguire sino allo svincolo seguente. Perciò non capisco i motivi che spingono a porre delle condizioni che impediranno la costruzione di questo svincolo. Mi sembra più opportuno costruirlo e renderlo inagibile, forse questo sarà anche motivo di stimolo per la città di Aosta per risolvere al più presto i problemi di viabilità. D'altra parte il Sindaco di Saint-Christophe ha fatto presente che non avrebbe dovuto essere diviso in due parti, il Comune, dal passaggio della strada, ha insistito talmente che addirittura vi è stata una riunione in sede ministeriale, eppure il Consiglio non assicura nella propria deliberazione che tale volere sarà rispettato. Io non credo che nella deliberazione del Consiglio regionale si debbano precisare le condizioni poste dai Comuni.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - La città di Aosta ha quaranta Consiglieri comunali che hanno avanzato delle richieste riguardanti il proprio Comune, io penso che il Consiglio regionale non debba sostituirsi a essi e non debba o possa ignorare le loro richieste. Spesso ci dichiariamo favorevoli al rispetto delle autonomie locali ogni volta che ne capita l'occasione, in questo caso il Comune di Aosta ha presentato una precisa richiesta e io penso che i Consiglieri comunali conoscano assai meglio i problemi della città da loro amministrata che non il Consiglio regionale.

Mi pare quindi giusto rispettare il loro volere.

Sarebbe infatti inutile, in caso contrario, continuare a dichiarare la volontà di rispettare le autonomie locali e la necessità di interpellare i Sindaci.

Dovremmo allora avere il coraggio di sostituirci alle Amministrazioni comunali e di affermare che solo noi conosciamo la verità ecc. ma tutto questo sarebbe profondamente ingiusto.

Dolchi (Presidente) - Ha nuovamente chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Trovo strano che il Consigliere Manganoni non abbia capito il senso del mio intervento, infatti non ho affermato che dobbiamo sostituirci ai Consiglieri comunali ma ho semplicemente posto la domanda dei motivi per i quali si precisavano le richieste del Comune di Aosta e non anche quelle del Comune di Saint-Christophe. Forse perché gli abitanti di quest'ultimo Comune sono meno numerosi di quelli di Aosta? Non vogliamo poi intervenire sui problemi della viabilità di Aosta, chiediamo semplicemente che venga costruito uno svincolo, che rimarrà inutilizzato per un certo periodo, qualora la viabilità del Comune di Aosta non fosse pronta a riceverne il traffico.

Non capisco come questa nostra richiesta danneggi il Comune di Aosta o ne limiti il diritto di autodecisione. Qualora la nostra proposta non venisse accolta, chiedo che nella deliberazione venga precisata anche la richiesta avanzata dal Comune di Saint-Christophe.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini. Ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - La strada a cui fa riferimento la richiesta avanzata dal Comune di Saint-Christophe riguarda la viabilità statale, mentre ora stiamo discutendo della tangenziale autostradale.

Dolchi (Presidente) - Faccio presente che debbono essere presentate delle proposte alternative, in caso contrario sarò costretto a mettere in votazione il dispositivo di deliberazione proposto e a non concedere più la parola ai Consiglieri che già la hanno avuta per due volte, al fine di giungere a una conclusione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Ho preso la parola per fare una considerazione. Io penso che l'Amministrazione comunale di Aosta abbia fatto questa richiesta a ragion veduta, infatti i coordinatori addetti alla stesura del piano regolatore potranno decider o che uno svincolo posto all'entrata della città non serva, anzi costituisca un elemento di confusione per il traffico urbano, oppure che tale svincolo sia necessario. Non capisco dunque perché questo svincolo debba essere costruito ora, quando ancora non ne è stata accertata l'utilità.

Vorrei inoltre fare osservare che in nessuna altra autostrada vi sono uscite a ridosso delle città.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, evidentemente si vuole inutilmente protrarre la discussione. Siamo chiamati ad approvare un progetto presentato al Consilio regionale. Noi troviamo in tale progetto il tracciato della tangenziale e il progetto della sua realizzazione compresi gli svincoli, segnati in giallo. Si costruisca dunque lo svincolo di Aosta come è stato previsto dal progetto, in seguito spetterà al Comune fare quanto meglio crederà opportuno.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Il Consigliere Tonino ha accennato ai coordinatori del Piano regolatore della città di Aosta. Noi insistiamo appunto su questo problema poiché a suo tempo tutte le forze politiche si sono riunite con questi coordinatori, i quali hanno loro esposto i principi della viabilità del Comune in base ai poli di equilibrio che si volevano instaurare. Uno di questi punti essenziali era rappresentato dall'accesso di via Voison, oggi in discussione.

Oggi quindi noi sosteniamo quanto ci è stato illustrato dai coordinatori del Piano regolatore di questa città.

Non intendiamo sostituirci ai Consiglieri comunali, Consigliere Manganoni, ma approvare come Consiglio regionale un tracciato e dare un parere sulla costruzione della tangenziale sud, che serva alla S.A.V., mi sempre che tutto questo rientri nelle nostre competenze. Infatti solo in questa sede possiamo vincolare la S.A.V. su alcuni punti, questo è il motivo per cui insistiamo sulla costruzione di questo svincolo; se noi non prevedessimo questa opera nel momento dell'approvazione del tracciato, in seguito avremo soltanto i danni e le beffe. Abbiamo riconosciuto che il tracciato è stato sensibilmente migliorato ma approvandolo desideriamo porre alcune condizioni alla S.A.V., mi sembra che questa sia la migliore garanzia che il Consiglio regionale possa ottenere. Considerando le spese notevoli, il difficile momento economico attraversato dal nostro Paese, penso che passeranno ancora almeno tre anni prima che la tangenziale possa arrivare sino a Sarre. Se al momento della apertura al traffico la viabilità di Aosta non fosse in grado di recepire il flusso di autoveicoli provenienti dallo svincolo di via Voison, questo svincolo rimarrà chiuso, non sarà agibile e non comporterà alcun impedimento.

Io insisto su questo punto e penso che la Giunta dovrebbe concordare con il ragionamento da me fatto, si tratta infatti solo di vincolare la S.A.V. a eseguire un'opera che già era stata prevista nel progetto presentato precedentemente al Consiglio, se poi è stata segnata un'opera che non si intendeva costruire, sarebbe stata una presa in giro per il Consiglio intero. Tuttavia io non penso che sia così. Noi riteniamo che questo svincolo sia necessario e quindi penso che la nostra richiesta sia più che legittima.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Farò una proposta concreta, seguendo l'invito del Presidente del Consiglio, inoltro farò pure la dichiarazione di voto a nome del mio Gruppo. Noi vorremmo che nel testo venissero cancellate le ultime parole e cioè: "Non appena Aosta avrà predisposto ecc.". Apportata questa variazione al testo, diamo un giudizio positivo a questo tracciato e consideriamo l'allegato A a scala 1:5000 come vincolante per la S.A.V..

Nel caso la nostra proposta non fosse accettata, chiederemmo, se fosse possibile, di fare una votazione distinta e comunque dichiariamo che accettiamo la prima parte del testo, mentre siamo contrari alla seconda parte di cui abbiamo chiesto la cancellazione, in quanto ci sembra che, come Consiglio regionale, il nostro compito sia di dare il benestare alla costruzione di una opera di interesse regionale ma, mentre abbiamo accettato la proposta della Giunta di non ritenere vincolante la richiesta di spostare il terminal dell'autostrada di duecentocinquanta metri in Comune di Sarre, riteniamo invece vincolante il tracciato presentato oggi al Consiglio e non ammettiamo che in seguito venga sottoposto a ulteriori riserve.

Poiché, come è stato ampiamente illustrato dal Consigliere Chanu circa un mese or sono, si dovrà trattare con le autorità militari della caserma Testafochi, noi temiamo che in seguito si possa sostenere di non avere potuto adottare le soluzioni idonee per recepire il traffico e di conseguenza lo svincolo in zona Voison, a nostro avviso indispensabile, non sarà costruito.

Siamo quindi contrari alla riserva contenuta nell'ultima frase del testo della deliberazione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Io ritengo che effettivamente i timori avanzati non abbiano ragione di esistere. Ritengo inoltre che il Comune di Aosta si sia comportato in modo ragionevole. Infatti, affermato il principio della esistenza dello svincolo in zona Aosta sud, di importanza fondamentale, il problema della viabilità non può venire sconvolto o subordinato alle varianti tecniche o agli spostamenti, relativamente modesti, dovuti alla collocazione definitiva di un'opera, della grandezza di uno svincolo autostradale, in un determinato punto, che potrebbe invece risultare non più idoneo o addirittura rappresentare un impedimento per la realizzazione pratica delle soluzioni di inserimento viario, mentre adottando una variante in sede tecnica tale svincolo sarebbe stato molto più funzionale. Il Comune di Aosta e la Regione possono fruire della duplice garanzia espressa nei due commi del testo della deliberazione e cioè che non appena il Comune sarà riuscito a provvedere a indirizzare e assorbire il flusso di traffico proveniente dallo svincolo, quest'ultimo verrà costruito. In questo caso qualora la soluzione del problema dovesse comportare per esempio lo spostamento di alcune decine di metri dello svincolo, tutto sarebbe ancora fattibile; se lo svincolo invece fosse già stato costruito, ci troveremmo di fronte a problemi molto più seri.

Qualora poi l'autostrada dovesse proseguire, questo svincolo verrebbe costruito in qualsiasi caso perché evidentemente, ed è questa la motivazione del secondo ragionamento, il proseguimento a monte dell'autostrada renderebbe di secondaria importanza lo svincolo ovest, in zona Comune di Sarre e tutto il problema dell'entrata in Aosta.

Io penso che effettivamente non vi siano le difficoltà e i timori prospettati da alcuni Consiglieri, mi sembra giusto quanto diceva il Consigliere Manganoni: il Comune ritiene di potere gestire un'opera così imponente in modo tale da non venirne però condizionato, avendo tuttavia la garanzia che questo svincolo verrà costruito comunque.

Mi sembra logico che il Consiglio regionale approvi questa presa di posizione che, tra le altre cose, evita di costruire un'opera che potrebbe poi rimanere inutilizzata e diventerebbe un simbolo di malgoverno.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - A nome dei Consiglieri Fosson, Blanc, Andrione, Viglino, Manganone chiedo la votazione segreta della seconda parte del testo della deliberazione.

Dolchi (Presidente) - La Presidenza propone di esprimere votazioni separate, come è stato chiesto, a norma di regolamento, dal Consigliere Andrione, il giudizio del Consiglio prima, del testo del dispositivo a mano dei Consiglieri e in seguito, sulla seconda parte del testo riguardante la proposta concernente la puntualizzazione della realizzazione dello svincolo di Aosta.

Il Consiglio è d'accordo, dunque i due punti fanno parte integrante del dispositivo ma vengono votati separatamente.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Pregherei il Presidente del Consiglio di specificare ulteriormente le modalità della votazione.

Dolchi (Presidente) - Il Consiglio è chiamato a votare prima il testo che chiede di esprimere, ai sensi dell'articolo 10 della convenzione per la costituzione della S.A.V., il benestare all'unito tracciato in scala 1:5000 della tangenziale sud di Aosta.

In seguito verrà votata la precisazione secondo cui non appena Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee per recepire il traffico di svincolo della tangenziale, la S.A.V. realizzerà la costruzione dello svincolo previsto in zona Voison. Comunque tale svincolo sarà realizzato nel caso che la tangenziale dovesse proseguire.

Questi sono i due punti che fanno però parte di una unica deliberazione, per la quale è stata chiesta la votazione separata e la votazione segreta del secondo punto.

Bordon (DC) - A mio avviso questa ulteriore precisazione creerà certamente confusione. La nostra perplessità all'approvazione del tracciato, oggi in discussione, derivava proprio, l'Assessore Pollicini ce ne diede atto, dai problemi sollevati dalla costruzione del casello di Aosta. Noi richiederemo che rimanesse agli atti, in modo indiscutibile, la richiesta da parte nostra della costruzione di tale svincolo.

Mi dispiace intervenire ora, dopo che mi si è dato atto di essere rimasto tranquillo e non aver creato inutili confusioni, purtroppo sono però sorte nettamente alcune perplessità, soprattutto dopo l'intervento del Consigliere Chanu. Mi sembra che, con i discorsi fatti in precedenza si volesse affermare che lo svincolo, oggi in approvazione, verrà costruito in un secondo momento, poiché per ora lo stesso Comune di Aosta ha dei dubbi sulla sua utilità, e in seguito potrebbe chiedere che tale svincolo non venga più costruito. A questo proposito mi vengono date assicurazioni da parte della Giunta, e io ne sono contento, poiché se si dimostrassero fondate le mie supposizioni, sarebbe assai grave.

Infatti, come tutti voi, ho intenzione di approvare il tracciato, oggi all'ordine del giorno, che prevede chiaramente uno svincolo per l'entrata in Aosta da via Voison. Mi è stato detto che questo svincolo verrà costruito, sono tutti motivi anche plausibili, quando Aosta sarà in grado di recepire il traffico che ne deriverà, siamo perfettamente d'accordo. Potrebbe darsi però che, secondo alcune affermazioni, il Comune non possa mai recepire questo traffico, mi pare quindi logico chiedere chiaramente se questo svincolo verrà costruito o no, se l'area dove dovrà sorgere verrà acquistata o no. Infatti è necessario sin d'ora impegnare i terreni che serviranno alla sua costruzione. Signori Consiglieri se questo svincolo non sarà costruito sarà una beffa non solo per il Consiglio, ma per tutti gli abitanti di Aosta, che lo ritengono necessario e utile.

Spero che la Giunta mi assicuri che la S.A.V. comprerà i terreni e costruirà sicuramente lo svincolo, non appena la città di Aosta lo riterrà opportuno; si eviterà così si costruire un'opera e lasciarla poi inutilizzata, anche se i Consiglieri Parisi e Viglino hanno affermato che spesso sulle autostrade alcuni caselli vengono costruiti e messi in funzione al momento opportuno. Mi sembra tuttavia ridicolo affermare che questo svincolo potrebbe condizionare il Comune di Aosta in determinate decisioni; con queste argomentazioni si dà ragione a coloro i quali dicono che il casello non verrà mai costruito. È chiaro che non si può condizionare la costruzione di tutto il tracciato, riconosciuto indispensabile ormai da vari anni, per questi motivi, tuttavia mi pare si debba essere estremamente chiari su questo problema e sulle sue soluzioni.

Dolchi (Presidente) - Mi sembra facile dare al Consigliere Bordon una risposta, in quanto essa è già graficamente rappresentata nella planimetria. Infatti per questa alternativa è prevista l'area di servizio e quindi l'acquisizione dei terreni che verranno messi a disposizione per la costruzione dello svincolo.

Mi sembra che la votazione separata e le precisazioni sin qui fornite permettano ai Signori Consiglieri di votare tranquillamente e con piena conoscenza di causa.

Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Un attimo solo, in base a questo documento presentato si dice: "Precisando che, non appena Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee a recepire il traffico proveniente dallo svincolo, la S.A.V. realizzerà tale svincolo in zona Voison". Vi è da eccepire, ove il testo afferma "Comunque tale svincolo verrà costruito nel caso che la tangenziale dovesse proseguire", poiché la seconda parte annulla la prima.

Dolchi (Presidente) - Consigliere Parisi, lo spirito di questa frase era stato spiegato dal Vicepresidente Chanu, mi sembra che non ci siano ormai dubbi sull'interpretazione, anche se forse la frase è un po' contorta, comunque gli interventi fatti in sede di dibattito stanno a precisare il pensiero del Consiglio, nel momento in cui ci apprestiamo a votare questo tracciato.

Metto dunque in votazione per alzata di mano il primo punto relativo alla deliberazione.

Risultato della votazione: presenti 31, votanti 31, voti favorevoli 31.

Il Consiglio approva all'unanimità.

Metto ora in votazione segreta, come è stato richiesto, il secondo punto che vi rileggo, non essendo questo testo in possesso dei Consiglieri: "Di precisare che, non appena Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee a recepire il traffico di svincolo della tangenziale, la S.A.V. realizzerà lo svincolo tracciato in zona Voison, comunque tale svincolo sarà realizzato nel caso che la tangenziale dovesse proseguire".

Chanu (DP) - Allo scopo di fugare gli ultimi dubbi, si potrebbe aggiungere al testo la seguente frase: "Di precisare che salvi gli acquisti delle aree che dovranno essere fatti immediatamente, non appena Aosta avrà predisposto le soluzioni idonee a recepire il traffico proveniente dalla tangenziale, la S.A.V. realizzerà lo svincolo in zona Voison". Con questo inciso si stabilisce che l'acquisizione dei terreni dovrà avvenire immediatamente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - L'acquisizione delle aree è fatta in base a un'opera di pubblica utilità, quindi o è vincolativa, allora vi sarebbe una contraddizione in termini con quanto è stato detto precedentemente, oppure la S.A.V. dovrebbe costruire una stazione di servizio che non realizzerebbe comunque quanto si è chiesto con questo inciso. Tale proposta è dunque perfettamente pleonastica e, se prova la buona fede del Consigliere Chanu, purtroppo non risolve nulla.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Non credo di essere il solo ad avere ancora le idee confuse.

Il Consiglio poco fa ha votato il tracciato segnato sulla planimetria a scala 1:5000, a mano dei Consiglieri. Possiamo ancora votare altro? Non capisco il senso di ulteriori clausole. Ho seguito attentamente il dibattito e non vorrei tediarvi con inutili disquisizioni, ma mi sembra che tutti noi abbiamo votato all'unanimità un tracciato che prevede uno svincolo in zona Voison.

Mi chiedo allora se dovremmo votare un'altra clausola, proposta precedentemente dalla Consigliera Viglino, riguardante il Comune di Saint-Christophe. Mi sembrerebbe assurdo. Si costruirà l'autostrada, si dovranno acquistare tutte le aree necessarie e quando il tracciato arriverà in zona Voison, se non si vorrà costruire subito lo svincolo, i lavori potranno proseguire oltre; non riesco dunque a capire i motivi secondo i quali dovrei votare ulteriori clausole.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Non ritirerei questo emendamento, infatti non sono d'accordo con il Consigliere Andrione quando lo definisce un semplice pleonasmo.

Impegnare la S.A.V. a realizzare l'acquisto delle aree immediatamente significa costringerla a servirsi della pubblica utilità per comperare quei terreni, quindi qualora si pensi che questa società non voglia o creda di non costruire tale svincolo, che potrebbe a nostro avviso essere costruito in tempi successivi rispetto al resto del tracciato, l'acquisizione del terreno non sarebbe certo un pleonasmo. Qualora tuttavia il Consiglio ritenesse inutile questo emendamento, lo ritirerò.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Temo di avere riscontrato una contraddizione in quanto detto dal Consigliere Chanu. Egli infatti un momento fa ha dichiarato che sosteneva il secondo punto perché evidentemente la città di Aosta avrebbe potuto indicare alla S.A.V. di costruire lo svincolo in una certa area piuttosto che in un'altra, poi ho sentito dire dallo stesso Consigliere Chanu che lo svincolo avrebbe potuto essere spostato a seconda delle esigenze della viabilità cittadina. Ora, se la S.A.V. viene impegnata a comperare questi terreni, non potrà più assecondare eventualmente le richieste del Comune di Aosta di spostare leggermente la zona in cui sorgerà lo svincolo.

Dolchi (Presidente) - Viene ritirato l'emendamento. Il Consiglio è chiamato, per votazione segreta, a pronunciarsi sul secondo punto, già più volte ripetuto.

Si passa alla votazione segreta.

Una precisazione: la pallina bianca nell'urna significa approvazione del secondo comma, la pallina scura significa non approvazione.

Risultato della votazione: presenti 31, votanti 31, maggioranza 16, voti favorevoli 17, voti contrari 14.

Il Consiglio approva.