Oggetto del Consiglio n. 324 del 24 dicembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 324/XIV - Disegno di legge: "Adeguamento del bilancio di previsione per l'anno 2013 agli obiettivi complessivi di politica economica e di contenimento della spesa pubblica. Modifiche a disposizioni legislative".
Président - Point 1 à l'ordre du jour. Ha chiesto la parola il collega Chatrian. Collega Chatrian? Per mozione d'ordine in merito all'ordine del giorno del Consiglio. Prego.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente. Mozione d'ordine per fatto personale.
Buongiorno colleghi. Non penso che il gruppo CVA sia di proprietà del signor Rollandin, cari colleghi. articolo 116 Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, Diritto di accesso dei Consiglieri: "I Consiglieri...hanno diritto di ottenere dalle società da esse direttamente o indirettamente partecipate, le informazioni utili all'espletamento...". Il comma 5: "I Consiglieri esercitano il diritto di accesso per iscritto senza obbligo di motivazione, mediante richiesta rivolta all'amministratore interessato per materia, Presidente della Regione o Assessore, il quale deve dare corso alla richiesta con la massima sollecitudine...". Comma 8: "Qualora si verifichino ritardi o vengano opposti dinieghi, i Consiglieri si rivolgono al Presidente del Consiglio - Presidente Rini - che provvede, entro cinque giorni, a richiedere gli opportuni chiarimenti al Presidente della Regione o agli Assessori, i quali rispondono alla richiesta di chiarimenti non oltre dieci giorni alla data di ricezione della stessa".
Presidente Rini, lo scorso Consiglio avevamo di nuovo sollecitato il fatto di intervenire sulla Presidenza della Regione, sui vari assessorati, perché noi non stiamo avendo risposta. Quindi noi abbiamo seguito l'iter del Regolamento del Consiglio - penso che sia tuttora vigente il Regolamento del Consiglio! - e abbiamo fatto come lei ci ha segnalato in quest'aula. Abbiamo fatto pervenire, come gruppo ALPE, come sottoscritto, a lei, una richiesta. Lei, in maniera puntuale ha inviato la richiesta al Presidente della Regione il 2 dicembre 2013: oggi siamo il 24 dicembre 2013. Mi sembra che il Regolamento del Consiglio sia molto chiaro: "dieci giorni...". Nel giro di dieci giorni la Presidenza deve risponderci. Deve risponderci! Sono passati ventidue giorni e noi non abbiamo avuto notizie in merito.
Mi sembra che questo atteggiamento, Presidente Rini... Le chiedo veramente, visto che tutto tace! Mi sembra che il Regolamento sia molto chiaro e inequivocabile su quali siano i nostri diritti di accesso, senza obbligo di motivazione. Far rispettare il nostro Regolamento penso che sia il suo dovere, penso che lei debba pretendere questi atti dal Presidente della Regione. Le chiediamo di far rispettare questo nostro Regolamento.
Noi ci siamo appellati a tutto quello che potevamo: non mi sembra e non ci sembra - scusate cari colleghi - che il gruppo CVA sia di proprietà del signor Rollandin. Non ci sembra! Quantomeno non ho visto in nessuna legge, in nessun regolamento di Consiglio, in nessun regolamento della Giunta o del Governo regionale.
Aspetto, Presidente Rini, una presa di posizione fortissima, determinata e soprattutto una risposta nel giro di pochissimi giorni. Grazie.
Presidente - Bene. Possiamo andare avanti? Siamo al punto 1. La parola al collega Vicepresidente Lanièce per l'illustrazione.
Lanièce (SA) - Buongiorno a tutti. Attenendomi al contenuto del dispositivo legislativo oggi in esame vi leggo la relazione.
Aspetto solo che vi venga distribuita.
Il presente disegno di legge detta disposizioni, in modo da adeguare il bilancio di previsione 2013 agli obiettivi di contenimento della finanza pubblica posti a carico della nostra Regione, attraverso l'accantonamento di un maggiore contributo. Infatti, il dispositivo principale del disegno di legge numero 11 è contenuto nell'articolo 1 ed è volto ad accantonare un ulteriore importo di 68.310.820,56 euro nel fondo per contributi al risanamento della finanza pubblica. L'importo accantonato si aggiunge all'importo già accantonato nel corso del 2013 (in parte con il bilancio di previsione, in parte con la legge di assestamento), pari a 129.181.038,53 euro, per un totale di 197.491.859,09 euro, già trattenuti dallo Stato dalle compartecipazioni ai tributi erariali.
L'accantonamento ha pertanto carattere obbligatorio e si rende necessario per effettuare la regolazione contabile di quanto già avvenuto. Più precisamente, a seguito dell'approvazione del disegno di legge, l'importo accantonato, avendo raggiunto l'importo delle trattenute dalle compartecipazioni, potrà essere impegnato e liquidato per contabilizzare la trattenuta.
Quanto sopra è a motivo dell'urgenza di questo disegno di legge che deve entrare in vigore prima della fine dell'anno.
Il disegno di legge si compone di sette articoli. L'articolo 1, dopo un'ampia premessa, nella quale vengono richiamate le norme ai sensi delle quali è stata disposta la trattenuta dalle compartecipazioni, e dove allo stesso tempo precisa che gli effetti derivanti dall'eventuale accoglimento dei ricorsi promossi dalla Regione presso la Corte Costituzionale rimangono impregiudicati, stabilisce l'accantonamento della somma di 68.310.820,56 euro, quale maggiore contributo della Regione al riequilibrio della finanza pubblica per l'anno 2013. Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso, a seguito dell'emendamento che verrà proposto dall'Assessore Baccega.
Tale accantonamento si rende necessario per dare copertura al minor introito derivante dalla trattenuta sulle compartecipazioni effettuata dallo Stato, a titolo di contributo della nostra Regione al risanamento della finanza pubblica. Dal punto di vista tecnico le risorse accantonate, in apposito capitolo in parte spesa, verranno entro la fine dell'anno impegnate e liquidate a favore della Tesoreria dello Stato, con commutazione in ordinativo di incasso, per regolarizzare contabilmente il mancato incasso per effetto della trattenuta già operata dalla Ragioneria Generale dello Stato sulle compartecipazioni ai tributi erariali spettanti, e pertanto registrata come entrata per il secondo semestre 2013. Tale procedura, concordata con la Ragioneria Generale dello Stato e già vagliata positivamente dalla Sezione regionale della Corte dei Conti, mira a fornire una corretta rappresentazione contabile del contributo richiesto alla Valle d'Aosta per il risanamento della finanza pubblica, in sede di Rendiconto.
L'articolo 2 rimodula le autorizzazioni di spesa nell'ambito della finanza locale dell'anno 2013. Si procede a una riduzione dei trasferimenti finanziari degli Enti locali con vincolo settoriale di destinazione, come esplicitato dal comma 3 lettera c) dell'articolo 2, per una somma totale di 2.164.002 euro, al fine di prevedere da una parte il reintegro in favore dei Comuni del minor gettito relativo alla soppressione dell'addizionale comunale all'accisa sull'energia elettrica, per un totale di 2 milioni di euro, e dall'altra le risorse le necessarie per una definizione bonaria già raggiunta nell'ambito del Fondo per speciali programmi di investimento, FoSPI, relativamente a dei lavori di realizzazione di un parcheggio interrato nel Comune di Pré-Saint-Didier, per un totale di 164.002 euro.
L'articolo 3 prevede l'obbligo per i Comuni valdostani di restituire alla Regione le somme dalla stessa anticipate allo Stato in materia di TARES, ai sensi del comma 13bis dell'articolo 14 del decreto legislativo 201/2011.
I restanti articoli 4, 5 e 6 adeguano le autorizzazioni di spesa, le variazioni conseguenti e l'aggiornamento delle previsioni di cassa complessive.
L'articolo 7 reca la dichiarazione di urgenza per assicurare l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Presidente - Grazie, collega Lanièce. Possiamo distribuire un emendamento che è stato presentato dall'Assessore Baccega? Invito gli uscieri a consegnarne copia ai colleghi e possiamo aprire la discussione generale. Qualcuno intende prendere la parola?
Stanno distribuendo l'emendamento: aspettiamo che venga distribuito.
L'emendamento è stato distribuito. Ci sono richieste d'intervento? Qualcuno vuole illustrare l'emendamento? La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
Proponiamo di abrogare il comma 2 dell'articolo 1, perché dal punto di vista tecnico rispetto al bilancio 2013 aveva un senso, in quanto le somme che erano state assegnate alle UPB in effetti poi sono state destinate come risorse, come importo a carico della Giunta; aveva un senso perché la Giunta aveva già a disposizione queste somme e quindi questi 68 milioni potevano essere recuperati. Ciononostante dal punto di vista politico ci rendiamo conto che sarebbe importante che la Commissione potesse prendere atto delle eventuali modifiche, quindi riteniamo che sia politicamente corretto coinvolgere Consiglio e Commissione in una valutazione delle varie variazioni che si andranno a determinare. Questa è la motivazione per cui si può tranquillamente sostenere che questo provvedimento può, in qualche modo, essere abrogato. Il comma 2 dell'articolo 1 può essere tranquillamente abrogato. Grazie.
Presidente - Grazie Assessore. Qualcuno intende prendere la parola? Colleghi?
Non ci sono iscritti a parlare?
Il y a quelqu'un qui souhaite intervenir? Pas de requêtes?
Colleghi, chiedo per l'ultima volta se c'è qualcuno che intende prendere la parola. Se non ci sono richieste...colleghi chiudiamo la discussione generale? Chiudiamo la discussione generale. La discussione generale... Ecco, io invito veramente, per poter anche programmare i lavori dell'aula: se ci sono richieste d'intervento ci prenotiamo così possiamo garantire un dibattito corretto! La parola al Vicepresidente collega Rosset.
Rosset (UVP) - Grazie Presidente.
Una semplice informazione, Assessore, se su questa tabella del disegno di legge, come avevo già chiesto non ottenendo risposta in Commissione, la somma... è già previsto l'assestato di quella tabella che ci aveva dato in fase di bilancio? Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - La risposta è negativa, in quanto quella tabella che vi è stata consegnata in occasione della formulazione del bilancio 2014 era stata redata al 30 di ottobre, quindi questa è una fase successiva. Non tengono conto.
Presidente - Grazie. Altri iscritti a parlare? Non ci sono altre richieste? Se non ci sono altre richieste...ha chiesto la parola il collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Inizierò riallacciandomi un po' a quello che è stato l'esito della discussione dello scorso Consiglio. È stata una discussione che, secondo noi e secondo me personalmente, è stata un passaggio non molto simpatico di quella che è la politica valdostana. Lo scontro che c'è stato tra il Consiglio regionale e il Consiglio permanente non è stato una bella pagina per quello che riguarda i rapporti tra le istituzioni. Ci tenevo a dire questo, perché probabilmente sarebbe bastato un po' più di... - non so come dire - un po' più di accondiscendenza, meno orgoglio personale, probabilmente un po' più di volontà di trovare una mediazione o trovare una forma di comprensione per un atto che, ci tengo a sottolineare, probabilmente era stato fatto anche in buona fede.
Ma ci sono alcuni passaggi di questo percorso che necessitano di chiarimenti. Dicevo prima che con un po' più di comprensione, un po' più di volontà di parlarsi, un po' meno orgoglio personale, si sarebbe riusciti a trovare probabilmente una soluzione al problema o, comunque, a giustificare quello che è stato un atto che, secondo noi, andava a ledere quello che era il ruolo dell'Assemblea del Consiglio permanente. Ci sono stati alcuni passaggi nei quali, tra le altre cose, si è citato il fatto che non è la prima volta che succedeva che ci fossero dei pareri del Direttivo al posto dell'Assemblea. Allora, io penso che per chiarezza, per dovere, si debbano fare alcune precisazioni, ecco! Mai, io dico mai, nel passato il Direttivo del Consiglio permanente si è permesso di esprimere dei pareri su disegni di legge che riguardassero e avessero ripercussioni su gli Enti locali! Mai è successo che si esprimessero pareri di Direttivo in merito a variazioni di bilancio e di finanza locale! È successo che ci fossero dei pareri del Direttivo legati a delibere di Giunta che avevano degli indirizzi del tutto particolari. Questo perché non mi piacciono gli equivoci, non mi piace che qualcuno spenda il passato per giustificare delle azioni del presente. Non mi piace quando si cerca di giocare dicendo e non dicendo. Questo è il primo punto per noi fondamentale, nel senso che noi riteniamo e ritenevamo che fosse alquanto importante un passaggio nell'Assemblea del Consiglio permanente. Per tre motivi.
Il primo motivo era legato al fatto che una delle motivazioni che sono state portate a giustificazione di questa presa di posizione era il fatto: 'Eh! Ma come potevamo non agire in fretta se la Regione ci rimborsava i due milioni dell'addizionale energia elettrica!' Allora, anche su questo è corretto che si faccia una ricostruzione. Noi, il 13 di settembre, abbiamo presentato in Consiglio un'interpellanza come UVP nella quale chiedevamo che, a seguito del decreto legge, il numero 16 del marzo 2012, che stabilisce che il minor gettito derivante dalla soppressione di tale tributo sia reintegrato agli Enti locali dalle rispettive Regioni a Statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano... L'Amministrazione regionale ha fatto una comunicazione in data 17 settembre al Presidente del Consiglio Permanente degli Enti Locali dicendo che: "con la presente questa Amministrazione assicura comunque, come è emerso nel recente incontro con il Comitato esecutivo del Consiglio permanente, che i fondi saranno riconosciuti ai Comuni quanto prima possibile". Io ricordo ancora che, per quello che riguarda il 2012, la Giunta regionale aveva correttamente deliberato. Nella delibera n. 1865 del 21 settembre 2012 aveva correttamente deliberato, prevedendo ai Comuni il reintegro relativo alla soppressione dell'addizionale comunale energia elettrica per l'anno 2012 e prevedendo che a partire dal 2013 tale reintegro sarebbe stato liquidato entro il 31 luglio di ogni anno.
Allora, correttamente i Comuni hanno previsto all'interno dei loro bilanci questo rimborso. Quello che è meno comprensibile e il motivo per cui noi chiedevamo che la discussione fosse portata all'interno dell'Assemblea del Consiglio permanente, è il fatto che, contrariamente al 2012, quest'anno le risorse per rimborsare i due milioni vengono presi all'interno di finanza locale. Per cui, tutti coloro che nell'Assemblea si sono alzati e hanno gridato a gran voce "meno male che la Regione ci rimborsa quei due milioni", semplicemente avrebbero dovuto dire: "la Regione ci rimborsa due milioni attingendo dalle nostre tasche", che sono quelle della finanza locale. Questa è la verità! Perché se la Regione voleva dare due milioni in più per il rispetto del Patto di stabilità e quant'altro, che magari avrebbe aiutato anche il fatto di accollarsi la percentuale del 7-8 percento a carico degli Enti locali e fare diminuire il discorso della TARES, doveva farlo prima, aveva i tempi per farlo prima. Perché l'attingere a finanza locale, tenuto conto che le risorse erano già a conoscenza della Regione, avrebbe potuto farlo prima. Però, se rispettava le regole e rispettava la delibera di Giunta, avrebbe dovuto dare due milioni in più ai Comuni, non attingere due milioni dalle risorse di finanza locale. Per cui, il vero problema, che noi volevamo che fosse a conoscenza di tutti, era questo!
Poi la discussione si è scatenata su altri fattori. Probabilmente, non so se volutamente o meno, chi ha illustrato il disegno di legge si è dimenticato alcuni passaggi, o comunque li ha sottovalutati, per cui discussioni rispetto a questo: zero! I Sindaci, quelli che mi hanno chiamato e che mi hanno chiesto il perché, gli è stato spiegato: "ma noi di questo non ne abbiamo parlato". Come non si è parlato - neanche un cenno - su un'altra parte per noi fondamentale che era quella riferita al comma 2 dell'articolo 1 che voi, secondo me, correttamente avete emendato. Questo era un passaggio che avrebbe dovuto, a nostro avviso, preoccupare almeno i Sindaci. Io dico preoccupare, perché ovviamente sarebbe stata necessaria un'azione anche un po' più forte. Perché il fatto che con delibera di Giunta, ai fini del riequilibrio della finanza pubblica, si vada a pescare indistintamente su tutte le UPB, compreso finanza locale, doveva almeno togliere il sonno a qualcuno dei Sindaci presenti. Anche questo non è stato minimamente evidenziato, di questo non s'è parlato.
Allora, io dico, che è probabilmente riduttivo per un'Assemblea come quella del CELVA non trattare e non illustrare e non approfondire questi punti. Sono punti molto importanti! E vengo al terzo punto. Quello che a parere nostro era anche, forse, quello più importante. Quando noi abbiamo chiesto che fosse l'Assemblea del Consiglio permanente a esprimersi, è perché probabilmente in quest'aula si è voluto dare un segnale fortissimo a difesa del sistema dell'autonomia della Valle d'Aosta. Questo è stato, probabilmente, mal recepito o comunque strumentalizzato, ma la verità è questa! Chi ha sollevato il problema dicendo che qualcuno inopportunamente, oppure magari malauguratamente, o per fretta, aveva cercato di ridurre quella che era la potestà di esprimere il parere dell'Assemblea, a noi pareva veramente un attacco al sistema dell'autonomia della Valle d'Aosta. Quel sistema in cui noi crediamo, quel sistema che noi difenderemo in quest'aula, contrariamente a quello che qualcuno va in giro dicendo. Perché noi, sollevando questo, abbiamo voluto non solo mettere in risalto il difficile momento delle autonomie locali, ma abbiamo voluto veramente riportare in Assemblea un passaggio così importante come le variazioni di bilancio, finanza locale e l'eventuale - dicevo - attacco a quello che è un sistema per noi assolutamente fondamentale che è quello legato alla legge 54. E quando noi diciamo che probabilmente la figura del Sindaco, soprattutto quando riveste alcuni ruoli, deve essere una figura che lascia da parte l'appartenenza politica e la convinzione personale e cerca di fare l'interesse degli Enti locali, noi su questo ci crediamo veramente. Crediamo che i Comuni siano una parte integrante e che chi li amministra debba fare l'interesse dei Comuni, e su questo noi ci saremo e ci saremo sempre.
Avremmo aspettato probabilmente una levata di scudi da parte degli amministratori, dei Sindaci, quando s'è persa un'occasione per noi fondamentale - lo ribadiremo all'infinito! - di cercare di portare in Valle d'Aosta una fiscalità del tutto particolare, vale a dire le competenze in materia di fiscalità degli Enti locali, come ha fatto Trento e Bolzano. E su questo si è taciuto: nessuno ha sollevato, nessuno ha cercato di portare o comunque sollevare una voce in questo senso, affinché anche la Regione Valle d'Aosta si muovesse in questo senso. Fare una sorta di grido di allarme, perché se è vero che i Sindaci si trovano a fare i gabellieri per lo Stato, a volte si trovano a fare anche i gabellieri per scelte che la Regione non fa.
Allora, noi su questo ci siamo, ci saremo, solleveremo questi tipi di problematiche: l'ho detto, lo ripeto e mi piace ripeterlo. Io sono assolutamente convinto che questo passaggio che Trento e Bolzano hanno portato a casa sulla fiscalità locale sarà probabilmente il presupposto anche per incidere pesantemente sul Patto di stabilità. Nel futuro, può darsi, poi magari mi sbaglierò, ma i nostri amici trentini riusciranno probabilmente a portarsi a casa anche un Patto di stabilità che potranno rimodulare al loro interno. Chiaro che non potranno essere fuori dal gioco italiano, ma potranno rimodularlo al loro interno, secondo le esigenze dei propri Comuni, delle proprie collettività locali, dei propri cittadini, e questo a fronte di una mancanza che da noi avrà delle ripercussioni assolutamente negative.
Ora, quando dico che siamo convinti che non bisogna avere casacca, non bisogna avere convinzione politica, significa che tutti possano, se correttamente informati, esprimere le proprie opinioni, le proprie perplessità e, eventualmente, se è il caso, anche fare la voce grossa. Non importa chi è e chi sarà a capo del Governo regionale, ma se vogliamo veramente che ci sia una possibilità di fare crescere la Valle d'Aosta, di fare crescere quelle che sono le nostre autonomie locali, bisogna che queste abbiano il coraggio di esaminare nel dettaglio e far sentire la loro voce. La vera offesa di martedì scorso era quella che non fosse l'Assemblea a esprimersi su un disegno di legge con questi contenuti così importanti. Allora ci sarebbe stato veramente, se vogliamo, una diminuzione di quella che è la credibilità degli Enti locali e avremmo perso una di quelle leggi che negli anni ci hanno fatto invidiare in tutta Italia, che è la legge 54. Questa dà delle competenze ben precise, è una legge che è assolutamente innovativa nel sistema, nel panorama italiano, è una legge che ha dato credibilità agli Enti locali e che andrebbe difesa. Per cui, il grido che facciamo noi è proprio questo: che ognuno si senta libero di esprimersi, ognuno, senza fare fughe in avanti, ma sia in grado di portare quel valore aggiunto per fare ripartire il sistema Valle d'Aosta. E noi siamo anche convinti, lo crediamo, che tenuto conto che comunemente è ormai una prassi che quando c'è da fare sacrifici si vada a tagliare su finanza locale e si tagli pesantemente su finanza locale, noi non vogliamo più che, soprattutto sulle finanziarie, ci siano sessantaquattro leggi di settore e che tutti tacciano. Sessantaquattro leggi di settore nuove e tutti tacciono!
Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno, mettersi attorno ad un tavolo, fare sacrifici, ma una volta determinate le risorse di finanza locale deve essere finanza locale a decidere come e dove investire. Questo è il futuro della Valle d'Aosta! Non è più possibile che sia la Giunta regionale a decidere come vanno spese queste risorse, pur mantenendo una legge che, di principio, fa la Valle d'Aosta come virtuosa, nel senso che poi chi legge dall'esterno dice: "ma come, certo che non possono lamentarsi, il 95 percento dell'IRPEF viene data agli Enti locali...", dimenticandosi che gli abbiamo caricato di tutto e di più.
E allora, tenuto conto che di polemica non si va avanti ma che la politica deve fare delle scelte, io lancio pubblicamente una sfida qua in Consiglio regionale. Tenuto conto che purtroppo l'azione dei nostri parlamentari e del Governo regionale non è stata così incisiva, per far scendere questo benedetto contributo che la Regione deve portare alle finanze dello Stato, dal 9 al 2 percento. Tenuto conto che probabilmente si aprirà una discussione in merito a questa percentuale, tenuto conto che c'è un ricorso alla Corte Costituzionale su queste risorse che lo Stato pretende dalla Regione. Se l'esito sarà favorevole, quello che io chiedo qua pubblicamente è che, tenuto conto che finanza locale negli ultimi anni è stata massacrata - massacrata! - io chiedo che il 50 percento, almeno il 50 percento di queste risorse siano allocate a finanza locale; qualunque sia l'importo che porteremo a casa. Questo sarebbe un bel segnale! Un bel segnale soprattutto per quelli che magari non hanno il coraggio, non hanno la forza o comunque non hanno la volontà di esprimersi pubblicamente in Assemblea, ma che poi - io dico anche, giustamente - si lamentano che le risorse sono destinate e non riescono a garantire quelli che sono anche una serie di servizi.
Io sono anche convinto che queste risorse debbano essere destinate in investimento: questo è l'unico sistema se vogliamo far ripartire il sistema Valle d'Aosta. Allora, bando alle polemiche! Penso che bisognerà lavorare, lavorare insieme, con il sistema delle autonomie locali: nessuno è contro nessuno. È un sistema delle autonomie locali che negli anni è cresciuto e qua permettetemi anche di fare un breve cenno su quella che è l'organizzazione. Un'organizzazione che può essere più che un valido supporto, e parlo di quello del CELVA, per quello che riguarda anche l'attività del Consiglio regionale. Noi di questo ne siamo consci: ci sono delle strutture che comunque hanno capacità e organizzazione che in questo momento così particolare sono un valore aggiunto. Noi da questo dobbiamo partire, da questo tipo di collaborazione, perché così riusciremo a riscrivere le nostre regole, ma a una condizione: che l'Amministrazione regionale e soprattutto la Giunta regionale la smetta di entrare a gamba tesa su finanza locale. Quello che ha fatto fino ad oggi e, purtroppo, nulla è cambiato anche in merito a questo disegno di legge. Ora, riteniamo veramente che si debba voltare pagina, ma che debba voltare pagina prima di tutto la Giunta regionale, perché non può più continuare ad avere questi tipi di atteggiamenti impositivi, quello di decidere per gli altri. Perché, quando guardiamo al passato, qualcuno dovrebbe ricordarsi che nel passato, una volta determinate le risorse era finanza locale che le allocava, era finanza locale che decideva come e, eventualmente, con che leggi finanziare. Adesso non è più così, adesso, purtroppo drammaticamente, non è più così. Allora, se i sistemi sono cambiati non è giusto e non è corretto che a farne le conseguenze sia finanza locale.
Noi crediamo nel sistema, crediamo in quelle che sono state le regole dettate a suo tempo, ma crediamo anche che si debba dire la verità e soprattutto - purtroppo adesso ce ne accorgiamo in questo disegno di legge - che la verità è stata una verità travisata. Nel senso che questa variazione di bilancio per andare a diminuire quelle che sono le voci di spesa, purtroppo, fa una serie di entrate a gamba tesa anche su aspetti piuttosto cari a tutta la Valle d'Aosta, ma soprattutto questa variazione di bilancio è la conferma che le cose si sapevano già da tempo e che qualcuno ha voluto nasconderle, celarle. E approfitto di questa occasione, perché non so se è merito del neo-Assessore alle finanze Baccega o se è merito dei dirigenti: quello che è certo è che il bilancio 2014 non sarà più la farsa del 2013. Nel 2014, pur essendo un bilancio in sofferenza, avete cercato di inscrivere delle risorse che, seppure ridotte, sono risorse certe. Il bilancio 2013 così come è stato approvato - e la diretta conseguenza è questa variazione di bilancio - è stato il bilancio dei sogni, il bilancio in cui avete scritto di tutto e di più, salvo poi vincolare con delibera di Giunta importanti risorse, perché sapevate, sapevate già a priori, che non sarebbero state disponibili, che sarebbero state risorse che avreste dovuto restituire allo Stato come avviene nel disegno di legge n. 11.
Allora questa impostazione diversa, questa chiarezza diversa, questa volontà di incidere in maniera diversa, di presentarsi diversi, io la vedo come un buon auspicio. Certo, non sareste mai riusciti a fare una vergogna come avete fatto nel 2013, quando avete approvato un bilancio dei sogni, il bilancio pre-elettorale, il bilancio che vi permetteva di promettere a destra e a sinistra e poi siete stati obbligati a tagliare, e questa è l'ultima! I 68 milioni sono l'ultima, l'ultimo atto della farsa! E questo lo sapete benissimo, ma è corretto che lo sappiano tutti i cittadini valdostani. È l'ultima parte, è quella conclusiva, speriamo, su una commedia della farsa con cui vi siete riempiti... avete riempito gli occhi alla gente e avete promesso il possibile e l'impossibile. Questo è un sistema che non è più accettabile, perché la Valle d'Aosta alle favole ci crede una volta, ma non può crederci tutta la vita e soprattutto non riuscirete mai più a fare un bilancio che dire un bilancio dei sogni forse è riduttivo: è il bilancio in cui avete preso in giro i valdostani.
Président - La parole à la collègue Certan.
Certan (ALPE) - Merci Madame la Présidente. Bonjour à tous.
Vorrei porre l'accento anch'io su quanto è successo per questo dl 11. Ricordo l'Assessore Baccega quando lo ha portato in Commissione ha detto era un atto dovuto, un semplice documento da passare così! Invece a causa, credo, di diversi errori, è diventato un gran pasticcio. Innanzitutto mi preme denunciare la gravissima opposizione che è stata fatta: non so se strumentalizzata, non so se sia stata fatta consapevolmente, è stato comunque antipatico vedere giocare, quasi, ad una opposizione tra Sindaci e Consiglieri. Credo che sia gravissimo, perché non credo dia legittimazione al nostro ruolo e non credo neppure che faccia amare di più all'esterno e ai cittadini la politica e il lavoro che invece stiamo facendo in modo serio, sia gli uni che gli altri, sia il CELVA, sia il Consiglio regionale. Quindi credo che questo sia veramente stato molto grave e non credo che fosse l'obiettivo nostro, parlo per noi, non so, spero che non lo fosse neanche per altri.
L'opposizione tra Sindaci e Consiglieri è venuta fuori sul fatto che si è creato un equivoco, un grandissimo equivoco: "Ah, non siete d'accordo su questo dl che da a noi delle amministrazioni locali, degli Enti locali, due milioni in più!". Ecco, questo è stato il grande slogan che è stato lanciato ed è stato fatto decollare al CELVA. Questo credo che sia stato gravissimo. Primo perché i cittadini che non sono addentro tutte le varie questioni, non hanno potuto capire e, secondo, perché chiaramente di fronte ad un'affermazione del genere nessuno poteva dire: "Ah! Hanno ragione. I dubbi che hanno sollevato hanno un fondamento". Ecco, noi avevamo sollevato i dubbi, che sono diventati certezza, su un atto falso, scritto in modo scorretto. Forse bastava dire: scusate, è vero, pensavamo di agevolare il lavoro dell'Assessore Baccega che si era dimenticato, non era stato avvisato in tempo e quindi abbiamo accelerato il tutto. Forse sarebbe bastato quello, perché siamo tutte persone adulte, avremmo capito che era stato fatto un atto... Invece no! Con l'arroganza e la prepotenza di dire: noi facciamo quello che vogliamo e quell'atto andava bene così perché ha portato due milioni. Due milioni che come ha già detto benissimo il collega Gerandin che mi ha preceduto, è stato proprio un bel proclama di gloria, che va bene in questo periodo natalizio! È stato uno slogan per distogliere l'attenzione sull'altro grave atto che invece avrebbe avuto bisogno di una tirata di orecchie, come poi è avvenuta, e a me stupisce e lascia basita questo atteggiamento.
Ho capito che per molti di voi - non metto tutti perché non sono abituata a generalizzare - ma per alcuni di voi questo è prassi e l'ho capito dai movimenti che ho visto fuori dall'aula. Dai movimenti che mi hanno fatto capire che il lupo perde il pelo ma non il vizio e i segretari Sindaci fattorini, abituati a farlo, lo fanno sempre, vengono istruiti, alfabetizzati e poi spediti. Spediti nelle sedi opportune a diffondere il "Verbo". Dal foyer è partita l'indicazione chiara ed è arrivata: due milioni vi diamo e non ringraziate neppure. Due milioni che, come abbiamo visto e come ha detto proprio l'Assessore Baccega, come lo chiama lei, un atto dovuto, cioè è stato un trasferimento obbligato.
Ritorno ancora sui tempi di questo dl, datato 14 novembre dagli uffici statali, con un fax di trasmissione alla nostra Regione il 22 novembre: pare essere stato protocollato il 25 novembre, perché di questo non ne ho certezza, ma è una dichiarazione dell'Assessore. Poi dal 25 novembre ha dormito sonni tranquilli, dove non lo sappiamo, perché l'Assessore Baccega dice di non essere stato informato, siccome era in mezzo a tutto l'ambaradan del bilancio. A nostra richiesta, il 13 novembre, su come mai non siamo stati informati su questo il 2, 3, 4, 5 e 6, i giorni del bilancio, ci è stato detto: non mi sono ricordato di avvisare. Anzi, prima ci è stato detto che non ne era a conoscenza l'Assessore, poiché non gli era stato detto. Ora, non so chi sia stato avvisato: se l'Assessore al bilancio non è stato avvisato mi chiedo chi mai abbia ricevuto questa comunicazione. Ma di sicuro, Assessore Baccega, di certo è che il 6 mattina in una vostra riunione di Giunta l'avete approvato, e il 6 pomeriggio il Consiglio regionale si è ancora riunito e, quindi, potevamo almeno essere messi al corrente. Invece la cosa è ancora glissata. Probabilmente è stata poi fatta una comunicazione urgente, veloce - velocissima! - al CPEL per poter avere il parere e poi sappiamo cosa è successo.
Noi non pretendiamo scuse, non vogliamo queste cose, perché sappiamo che in Amministrazione possono anche succedere degli inconvenienti e degli errori. Gradiremmo almeno non passare per stupidi, gradiremmo non passare per demagogici, perché, ripeto, qua c'è stato un atto gravissimo da parte di un Sindaco e di un Presidente di tutti i Sindaci e questo è il grave problema. Rimane l'altro atto grave che è quello della confusione, di creare appositamente confusione così, laddove non si capisce molto, chi ha la voce più grande ha sempre ragione, e questo è un atteggiamento gravissimo.
L'ultimo passaggio che vorrei fare su questo è che un senatore del Trentino, qualche settimana fa, quando parlò delle importanti norme che hanno ottenuto come Trentino riguardo alla finanza locale, mi disse: "Beh, noi in questi anni abbiamo fatto crescere gli amministratori locali e siamo convinti in questo momento che loro siano pronti per poter anche prendersi questo grande impegno. Perché il loro è un grande impegno, è una sfida, ma abbiamo degli amministratori locali che in questi anni sono cresciuti". Ecco, credo che noi in Valle d'Aosta non li abbiamo fatti crescere molto, anzi spesso cerchiamo pure - in patoué on dit trompou - di confondere, mescolare e far diventare sempre tutto grigio, così non si capisce bene niente. Credo che in Valle d'Aosta purtroppo questa cosa non c'è stata: quella di far crescere sul territorio, ma di utilizzare spesso le persone del territorio.
L'ultimo passaggio: siamo ben contenti del comma 2 dell'articolo 1 soppresso, perché credo che sarebbe stato l'ennesimo attentato alla democrazia, quindi so che molte persone hanno operato affinché questo comma fosse soppresso. Non lo vado a citare, ma credo che sia importante che le Commissioni consiliari vedano questi atti e che non siano atti fatti esclusivamente dalla Giunta, quindi ringrazio chi ha operato affinché questo fosse soppresso. Grazie.
Président - Merci. La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Sarà un intervento breve - vi tranquillizzo tutti - e ruberò soltanto pochi secondi, per evitare di presentare una risoluzione, ma vorrei esprimere la solidarietà alle famiglie adottive bloccate in Congo. È una questione che riguarda tante famiglie adottive anche valdostane e in particolare quelle che come la mia hanno vissuto l'esperienza di essere bloccate in un paese straniero, e sentire la vicinanza delle proprie Istituzioni è una fatto importante. Immagino che anche il Presidente della Regione avrà poi modo, magari, di informarsi presso il Ministero degli Esteri per esprimere la solidarietà della Valle d'Aosta a queste famiglie che vivono questa difficile esperienza.
Veniamo al merito della questione. Intanto per dire che è un atto certamente molto delicato, un atto su cui si è parlato tanto, ma non siamo entrati veramente, salvo finalmente oggi, nello specifico. Sono saltati anche dei passaggi in Commissione, per certi versi, perché è un atto che riguarda circa 68 milioni di euro e quindi non riguarda i due milioni di euro dei Comuni. Stiamo, come dire, andando a guardare... I due milioni non sono bruscolini, ma certamente l'atto è ben altro, sono 68 milioni di euro, di questo bisognava parlare, di questo parlava la Commissione consiliare e quindi lì bisogna ritornare. Bisogna ritornare a questi pesanti tagli che colpiscono la nostra Regione, colpiscono gli Enti locali, e su cui bisogna che tutti quanti prendiamo coscienza, perché ci sia una posizione comune e chiara rispetto al fatto che bisogna registrare in modo diverso i rapporti con lo Stato. E sicuramente, il fatto che scelte che sono state fatte a livello europeo siano poi state via via scaricate sugli Enti locali, per arrivare poi a colpire il cittadino, bisogna che in qualche modo tutti ce ne facciamo carico perché vengano al più presto corretti. Quindi, questo è ciò di cui si deve parlare, ed è improprio il dibattito che si è sviluppato a partire dal CELVA con, diciamo, toni molto infiammati nei confronti del Consiglio regionale. Io, poi, ho constatato nei giorni successivi che questi toni nei pourparler - insomma, ci conosciamo tutti in Valle d'Aosta, ho incontrato dei Sindaci... - i toni si sono molto rasserenati. C'è stata la possibilità di confrontarsi e, devo dire, anche di far capire le ragioni del Consiglio regionale, che probabilmente presentate in modo affrettato e non corretto dal Presidente del CPEL (Consiglio Permanente degli Enti Locali) aveva sicuramente ingenerato qualche equivoco. Equivoco che prontamente rientra nel momento in cui noi ci dimostriamo, tutti - non solo l'opposizione: tutti! - molto attenti al rapporto con gli Enti locali e non era certamente intenzione di nessuno mettere in discussione quell'Istituzione, ma sicuramente richiamare tutti al rispetto di procedure che sono fondamentali.
Tra l'altro, consentitemi di dirlo, il provvedimento approvato dal CELVA è sostanzialmente modificato oggi in quest'aula da un emendamento della maggioranza. Emendamento che arriva più che mai opportuno, perché altrimenti lo avremmo presentato noi dell'opposizione. Lo dico con chiarezza: è bene che venga direttamente dall'Assessore! Poi mi permetterò alcuni rilievi su questo suo intervento. Ma per far capire che il CELVA, nel marasma di una polemica, ha dato parere favorevole a un documento che tutti e trentacinque oggi emendiamo in maniera sostanziale! Allora, prima di lanciarsi in queste arringhe...che poi ho scoperto sono tre o quattro pasdaran, eh! Parliamoci chiaro: a voler venire qui sotto con i forconi erano poi due o tre! La maggior parte aveva ben altro orientamento e di ben altro era preoccupata. Naturalmente quelli che alzano un po' più la voce appartengono un po' al novero di quelli che vanno di moda in questo periodo: facendo delle dichiarazioni eclatanti si finisce sui giornali, così si annulla quello che è il buon pensiero della maggioranza e si finisce solo per parlare a suon di slogan. Confrontandoci quindi con i Sindaci si è capito benissimo che non c'è nessuna intenzione, né da parte nostra, ma neanche da parte dei Sindaci, di aprire nessun tipo di conflitto istituzionale. C'è, semmai, la volontà di tutti di trovare le soluzioni ai difficili problemi che dovremo affrontare con molte meno risorse, come questo atto, in qualche modo, mette in drammatica evidenza.
Richiamavo una precisazione rispetto al fatto che il CELVA ha votato un atto che è stato profondamente emendato da questa soppressione del comma 2. L'Assessore dice, sono parole testuali dell'Assessore che mi sono appuntato: "è politicamente corretto - dice l'Assessore - che la Commissione sia messa al corrente delle variazioni di bilancio". Allora, traslando il concetto, era politicamente scorretto che ci fosse quel comma! Non so se ho reso bene l'idea: se lei dice che è politicamente corretto che la Commissione possa lavorare, vuol dire che questo comma era davvero una cosa pesante messa lì. Voleva dire, sostanzialmente, che la Giunta poteva intervenire sulle singole UPB e poteva spostarle di qua e di là!
Sinceramente questo è un passaggio che ci siamo chiesti anche noi: perché introdurre un comma di questo tipo? E questo doveva fortemente preoccupare gli amministratori locali! Perché, come si interveniva di qua e di là, si interveniva anche sugli Enti locali. Allora, invece di fare le Crociate, invece di fare i proclami, bisogna stare molto attenti e leggerseli i documenti! Leggerseli i documenti! Gli esecutivi sono fondamentali, sono indispensabili. Non funziona nessuna società senza gli esecutivi, Giunta regionale e Giunta del CELVA. Ma ogni cittadino è tenuto a leggersi bene i documenti che vengono presentati e ogni cittadino può intervenire a correggere e a dire la sua su quello che fanno gli esecutivi. Quindi, inutili questi proclami, questi voti all'unanimità che fanno sembrare ancora... L'unanimismo nelle democrazie alle volte può suonare un problema. Vuol dire che c'è qualcosa che non va. Va bene un provvedimento fatto insieme: tantissime leggi le votiamo anche noi dell'opposizione dopo un dibattito, dopo una discussione. Ma dopo un dibattito, dopo una discussione puntuale sui singoli temi! L'unanimismo per fare fronte comune è il sintomo che c'è un difetto alla base del percorso democratico. L'unanimismo è sempre frutto di un duro dialogo, di un percorso di confronto acceso, come sicuramente adesso siamo unanimi sul comma 2, che venga soppresso, ma perché è stato frutto di un dibattito che c'è stato, formale e informale, anche extra aula tra di noi. Allora sì, lì si arriva alla condivisione unanime della soppressione di un comma, ma perché c'è dialogo! Perché c'è confronto! L'unanimismo del 'tutti hanno alzato la mano' non è un buon segnale se non c'è un dibattito, un dialogo approfondito e si va solo avanti a colpi di ideologia.
La cosa che ci lascia perplessi è che strumenti che, dal mio punto di vista sono fondamentali per le democrazie occidentali, i social networks... Perché sono fondamentali per le democrazie occidentali? Perché basta andare in un posto dove la democrazia non c'è e voi non li troverete. Anziché demonizzare Facebook e Twitter provate a vedere cosa succede in un paese dove la democrazia non c'è: uno dei primi atti che è soppresso è la possibilità di usare Facebook e Twitter! Nei paesi dove non c'è la libertà questa è una delle prime limitazioni! Allora, non introduciamo noi, paesi democratici, delle limitazioni, ma introduciamo il concetto del buon uso di questi strumenti. Non sono buoni in sé, come non è che il giornalismo è buono in sé, ma come facciamo senza i giornali, senza il pluralismo dei giornali? Come facciamo senza il pluralismo televisivo? La stessa cosa è indispensabile attraverso i media, i social networks, e come si può sbagliare nel dare una comunicazione - io penso che in questo caso ci siano stati degli errori nel dare la comunicazione - una cosa straordinaria è l'umiltà di dire che qualche volta si sbaglia! Ma può capitare a tutti di sbagliare. A noi capita tantissimo e lo diciamo: sbagliamo, correggiamo questo errore, però è presunzione non ammettere mai di sbagliare! È presunzione pensare che su un sito istituzionale del CPEL ci siano frasi pesanti nei confronti di un'altra istituzione, che si faccia finta di niente, non si tolgano queste frasi e non si dica: abbiamo ecceduto, abbiamo interpretato male! Ma perdinci: l'umiltà è il parallelo della nobiltà d'animo! Perdinci! Non si può essere così pervicaci nel dire: io non sbaglio mai, io faccio sempre tutto giusto e quello che ho detto è la verità; non c'è nessuno che lo può fare questa cosa qui. Quindi, anche lì, se ci fosse stato un atteggiamento di questo tipo, probabilmente non avremmo avuto conseguenze molto più gravi, che non sono - e lo ripeto - mai auspicabili in politica, quando il dialogo poi passa attraverso altri organismi altrettanto democratici, come la Magistratura, ma che sono sempre indice di un fallimento del percorso politico.
Quindi il ragionamento arriva alla conclusione. Quale è stato, se vogliamo, il limite di tutta questa discussione? È stato che il fatto che non ci si attenga a procedure... Ma non siamo qui a richiamare soltanto il rigoroso rispetto delle procedure - guardo ai banchi degli Assessori e della maggioranza - ma c'è anche la politica! C'è anche la politica! C'è anche la possibilità che agli appelli di unanimismo, "vogliamoci bene" e quant'altro, si costruisca insieme il percorso per arrivare ad un certo risultato. È già capitato in passato, non che si violassero le norme, perché io non ne ho memoria di violazioni di norme: qui condivido con il collega Gerandin. Io non ho memoria di violazioni delle norme, però ho memoria di passaggi costruiti insieme per accelerare i tempi. Ho memoria di come si possa iscrivere un atto, con la condivisione di maggioranza e minoranza: questo è possibile! Allora, se abbiamo dei tempi tagliati, dei tempi stretti, costruiamo i percorsi senza infilare delle veline che poi ci bruciano tra le mani. Questo è il percorso che dobbiamo co-costruire. E fa bene! E fa bene la minoranza tutta a non accettare scorciatoie che non siano frutto di percorso politico! Perché quello che fa perdere tempo ai valdostani - lo sapete voi della maggioranza quanto noi - non sono questi atti approvati con due giorni di ritardo, una settimana di ritardo. Perché abbiamo dimostrato tutta la buona volontà di essere qui, in Commissione: dove volete, ci trovate!
Quello che blocca la Valle d'Aosta sono ben altri problemi. Io penso al fatto che un'indagine, giusta, legittima, della Finanza per controllare alcuni contratti di affitti nel settore agricolo ha prodotto il blocco dei finanziamenti e dei contributi alle aziende sotto controllo. Non alle aziende a cui è stato rilevato un danno, o in cui c'è qualcosa che non va? Perché giustamente se c'è un illecito questo va perseguito e va punito con sanzione. Ma qui stiamo bloccando il normale svolgimento di un'attività produttiva! Io vorrei capire chi è che blocca questi funzionamenti! E di queste cose che non funzionano... Queste sono le cose che non funzionano, queste sono le cose di cui deve occuparsi la politica! È questo che ferma l'economia valdostana! L'incertezza nelle leggi, il non sapere quando ci sono le scadenze oppure no. Ci sono degli imprenditori che stanno costruendo delle imprese, degli alberghi, degli agriturismi che sono fermi da mesi perché dei burocrati - dei burocrati! - gli stanno chiedendo delle autorizzazioni senza senso! Senza senso! Di queste cose, ce ne vogliamo occupare, oppure giochiamo a "la minoranza, l'opposizione sta...": chi sta fermando? Qui è un folle e perverso meccanismo che si è messo in piedi, che sta bloccando le nostre iniziative, le nostre realtà. Sono venuto a conoscenza di cose talmente assurde, in cui una Spa è stata bloccata perché il funzionario ha deciso che doveva essere collocata dieci metri più a destra rispetto alla volontà del proprietario, che dice: no, io la faccio lì o non la faccio. Ma non c'è un vincolo di distanza di proprietari, eccetera. È l'incaponimento di un funzionario che ha deciso una cosa. Di queste cose ce ne vogliamo occupare?
A fermare l'economia valdostana, a creare problemi non sono la querelle tra il CPEL e il Consiglio regionale, che sarebbe già chiusa se non fosse appunto per questo incaponimento del suo presidente. Perché io moltissimi Sindaci li ho già incontrati: questa cosa mi sembra completamente rientrata e chiusa. Ma sono ben altri i problemi dell'economia valdostana! Di quelli occupiamocene da oggi, da domani, e diamo risposte in quella direzione. Non facendo forzature come quelle del comma 2 che oggi, giustamente, la maggioranza con il plauso dell'opposizione, sicuramente, ha pensato bene di ritirare. Nessuna scorciatoia, facciamo la politica, quella buona.
Président - La parole au collègue Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
L'iter di questa legge regionale è stato piuttosto complesso, complicato, con accelerazioni e frenate o tentativi maldestri di accelerare, altri di frenare. Vicende che sono state già analizzate in precedenza e su cui non torno, ma che certamente dimostrano una certa incapacità di gestione dei rapporti tra l'Assemblea e gli altri organi esterni. Questo disegno di legge formalizza il costo a carico della Valle d'Aosta riguardante il risanamento della finanza pubblica statale. Le cifre non ci stupiscono, le conosciamo, le conoscevamo: sono quelle determinate dalle varie manovre finanziarie e dall'accordo sul federalismo fiscale, il famigerato patto di Palazzo Grazioli dell'autunno 2010 tra Berlusconi e Rollandin. Un accordo che ci ha visti - lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo: è sufficiente rileggere i resoconti dell'epoca, del 2010 - che ci ha visti penalizzati, soprattutto rispetto all'accordo siglato dal Trentino-Alto Adige, il cosiddetto accordo di Milano. Da quell'accordo, da quel patto di Palazzo Grazioli, ne usciamo come Valle d'Aosta, non solo finanziariamente pesantemente ridimensionati, ma anche politicamente indeboliti. Il patto di Palazzo Grazioli, lo abbiamo detto, è stato una brutta pagina dell'autonomismo valdostano...
No, non ho finito, ma c'è un casino mostruoso!
Presidente - Vi invito a fare un po' di silenzio!
Bertin (ALPE) - Certamente non si può non evidenziare la poca affidabilità del partner statale, dei governi romani: questo bisogna riconoscerlo. La poca chiarezza e la confusione che ha caratterizzato e continua a dominare il dibattito politico riguardante le riforme istituzionali, ne sono ad esempio la chiara testimonianza. Il fatto stesso che la riforma, la tanto annunciata poi non realizzata riforma federalista dello Stato, invece di iniziare dalle fondamenta, cioè dalle istituzioni come la logica avrebbe voluto, ha iniziato dall'aspetto fiscale, dal cosiddetto federalismo fiscale. Federalismo fiscale che peraltro all'epoca ha avuto l'entusiastico e il poco comprensibile sostegno anche del Senatore Fosson. Ma lo stesso patto di Palazzo Grazioli ha avuto il voto quasi unanime di quest'aula nel 2010, bisogna ricordarlo.
Ritornando al federalismo fiscale, in quel caso, partendo proprio in modo anomalo, si è progettato un motore senza immaginare il telaio dell'automobile, senza neanche considerarlo. È evidente che inserire un motore magari di 800 cavalli su una Panda o al contrario un motore di una Panda su una Ferrari, poi alla fine il risultato è che la cosa non funziona, e di fatto non ha funzionato ed è stato abbandonato. L'improvvisa e sedicente riforma federalista è stata abbandonata e il risultato è stato che le Regioni autonome del Nord, chi più chi meno, sono state quelle maggiormente penalizzate, anche perché sono state le uniche che avevano intrapreso la strada prevista appunto dal percorso per il federalismo fiscale. Certamente, come dicevo, l'interlocutore statale non è stato affidabile, ma neanche la Valle d'Aosta, o per meglio dire, la Valle d'Aosta rappresentata da Rollandin è stata da meno, da questo punto di vita.
L'evidente mancanza di una strategia dei rapporti con lo Stato romano, l'opportunismo, la dimensione del mercanteggiamento come unica prospettiva hanno reso la Valle d'Aosta debole e poco credibile. È sufficiente paragonare il Trentino-Alto Adige e la nostra Regione per rendersene conto: una comparazione che risulta, purtroppo per noi, impietosa. Una comparazione impietosa per i nostri dirigenti politici, che certamente spesso si sono dimostrati non all'altezza. Anche da ultimo abbiamo assistito a questa inadeguatezza, soprattutto, come detto, se paragonata ad altre realtà.
La discussione che abbiamo avuto sul maxiemendamento alla Finanziaria in quest'aula circa un mese fa l'ha ben evidenziata. Ha evidenziato come andrebbero fatte le cose per avere dei risultati e, purtroppo, come spesso non riusciamo a fare. Succede che un Senatore annuncia cinguettando su Twitter con enfasi e trasporto il proprio voto alla legge di stabilità, in quanto, secondo lui, avrebbe portato molti benefici alla Valle d'Aosta e poi scopre, in seguito, che non è così e si pente e lo dice pure! In seguito, a quanto pare, si pente di essersi pentito e vota la legge di stabilità e la fiducia al Governo. Lo stesso Senatore aveva peraltro - credo, anzi è così - deve aver votato anche la legge sulle slot machines, quella legge bruttissima e scandalosa che in questi giorni ha occupato le prime pagine dei giornali. Nel frattempo immagino che anche in questo caso il nostro Senatore si sarà pentito, come peraltro si sono pentiti tutti i senatori, che l'hanno votata. Ma non seguo i vari cinguettii su Twitter per cui non sono al corrente delle ultime novità. Insomma, non è proprio un esempio di stabilità ed affidabilità neanche il nostro comportamento in certe occasioni. Ma non vorrei infierire sul Senatore, le colpe maggiori non sono le sue e lo sappiamo benissimo tutti.
In questi giorni c'è stato l'annunciato accoglimento dell'emendamento riguardante la suddivisione per le Regioni autonome, il passaggio dal 9 al 2 percento. Provvedimento che se sarà approvato, come speriamo, arriva forse un po' tardi, si potrebbe dire 'a babbo morto', ma comunque meglio tardi che mai, anche perché in questo caso subivamo una doppia ingiustizia rispetto alle altre Regioni a statuto speciale. L'applicazione di questa nuova percentuale avrebbe significato per le casse regionali, se applicate in precedenza, un notevole risparmio, anche soltanto sui 98 milioni di euro di cui parliamo in questo disegno di legge: avrebbe significato ridurle a poco più di 15 milioni, una somma evidentemente ben diversa.
Uscendo dalle questioni contingenti, credo che il rapporto con il poter centrale debba essere ripensato e ricostruito su basi più serie. In questi anni abbiamo assistito a una difesa retorica dell'autonomia, tutta giocata in difesa e facendo ricorso a una vecchia retorica ormai sempre più vuota, purtroppo. Il portabandiera di questa difesa nell'Union Valdôtaine è il Consigliere La Torre: lo abbiamo visto in questi anni occupare questo spazio e, lasciatemelo dire, qualcosa significa! Una difesa retorica, quando non contraddittoria: lo abbiamo visto con la vicenda del referendum. Gli scandalosi richiami al potere centrale, le scandalose e famigerate lettere inviate al Ministro dell'Ambiente per fermare il procedimento referendario e la libera espressione della libertà popolare dei valdostani. Anche recentemente ne sono un esempio le timide - timidissime! - osservazioni riguardo al pronunciamento della Corte Costituzionale su una legge della nostra Regione. Un pronunciamento negativo per la nostra Valle, che è stato accolto con un malcelato sollievo da certi autonomisti sempre più a corrente alternata. Un'autonomia, come dicevo, basata sulla retorica, spesso contraddittoria e generalmente opportunistica. Questa è purtroppo l'immagine che abbiamo trasmesso negli ultimi anni dell'autonomismo della Valle d'Aosta. Su queste basi è difficile collaborare, per quanto si cerchi di farlo: abbiamo un'altra idea dell'autonomia, diversa e distante da questa, ma se si tratterà di promuovere un'autonomia responsabile, che guarda a tutti i cittadini e all'intera comunità, anche un'autonomia interna, legata all'Europa e con un rapporto serio con lo Stato, la nostra piccola parte siamo sempre disposti a farla. Grazie.
Presidente - Grazie Collega. Non ci sono altre richieste? Sì, ha chiesto la parola il collega Perron.
Perron (UV) - Merci Madame la Présidente.
Io credo che il Consiglio tutto intero si presenti in aula alla votazione di questo atto, rappresentando quindi una piccola comunità di centomila abitanti, avendo fatto interamente fino in fondo la propria parte. L'ha fatta nei confronti di uno Stato che spesso è sordo nei confronti dei bisogni e dei problemi delle piccole realtà. Lo fa interamente nei confronti di uno Stato che - mi sia consentito - predica bene ma razzola male. Razzola male per quello che riguarda le azioni concrete che lo Stato stesso mette in atto sul suo risparmio di spese, ed è uno Stato che chiede ad altri, pretende, anzi impone, ma dal suo punto di vista non fa nessun passo per giungere a un risparmio concreto e per applicare in qualche modo a sé stesso ciò che impone ad altri.
In questi giorni si sta discutendo di una riorganizzazione delle Province e nel momento in cui c'è un'idea, questa viene immediatamente da una parte bloccata, dall'altra parte sostituita con la creazione di altri enti territoriali che gravano ulteriormente sulla spesa dello Stato. A noi fa male notare come oggi le Regioni, tutte le Regioni - e poi dirò qualcosa in più sulle Speciali - vengono viste da un'opinione di pensiero, da una corrente di pensiero, ma anche dallo Stato unicamente come un centro di spesa. Non è così! Nella nostra concezione le Regioni invece costituiscono un ente vicino al cittadino, sono un'espressione corretta di un territorio, fanno parte di un'organizzazione certamente più completa, più articolata, ma costituiscono un soggetto comunque importante nell'organizzazione e nella programmazione anche del territorio. Quindi oggi noi rifiutiamo politicamente questa presentazione delle Regioni come se fossero ogni volta un ente inutile, un ente dannoso, un ente in qualche modo soltanto come divoratore di spesa e in questa "Regionopoli", come spesso viene definita, veniamo assimilati spesso indistintamente tutti.
Il discorso ancora più particolare riguarda quello delle Speciali: noi - lo diciamo con forza - rigettiamo questa linea di pensiero. Ancora l'altro giorno un editoriale durissimo sul Corriere della Sera diceva come le Regioni ormai siano, le Regioni a Statuto speciale, assolutamente da abolire perché costituiscono soltanto un costo, un centro di costo ancora più alto dell'ordinario e perché non c'è più nessun motivo culturale, ideologico, politico, per mantenere in piedi tali specificità.
Aujourd'hui toute la politique italienne est tournée vers la manœuvre financière que le Gouvernement est en train de déposer au Parlement, une manœuvre qui est rigoureuse, dure, même si nécessaire - nous le comprenons - notamment vis à vis des Régions, pour rétablir davantage les finances de l'État. Nous le soulignons et nous sommes conscients: nôtre attitude est celle-là de reconnaître, de la période qui est une période difficile, pendant laquelle des sacrifices sont demandés à tout le monde et surtout aux Régions, en ce qui concerne leurs économies, en ce qui concerne également leurs systèmes d'organisation et d'autonomie.
Je crois que nous, en tant que valdôtains, et en tant que force politique responsable, pour ceux qui nous concerne, qui sait exactement ce qui signifie administrer, nous avons la pleine conscience de la nécessité que tout le monde participe en renonçant à quelques choses. Je crois que pour notre budget le fait aujourd'hui de renoncer ou de rendre quelque chose comme 68 millions qui est plus au moins le 6-7 pour cent du budget de la Région, est une attitude de forte responsabilité. Mais en même temps nous voulons souligner que nous sommes fort préoccupés pour ce qui sera l'avenir de notre Région, de cette petite communauté qui a pu survivre en tant que entité autonome également et merci à une certaine autonomie financière. Et si elle a existé, je crois qu'il y a eu le temps, collègue Bertin, par ce que dans le temps il y a eu une sensibilité autonomiste dans ce sens, bien gérée, mal gérée, bien appliquée, mal appliquée: s'il y a des suggestions nouvelles à livrer pour ce qui concerne l'attitude meilleure à exercer vis-à-vis de l'État, évidemment nous sommes prêts et disponibles à l'écouter. Pour l'instant je crois que de notre part on a fait jusqu'à maintenant - et l'histoire est là pour le démontrer - toute notre part dans la défense de nos droits, dans la défense de notre spécificité pour ce qui concerne la sauvegarde du modèle de la Vallée d'Aoste.
Nous sommes préoccupés parce qu'il y a souvent, ailleurs mais même ici -même ici! - une attitude qui tend à non reconnaître les raisons profondes de notre existence, en tant qu'autonomie. Nous sommes préoccupés parce que nous avons, je crois sur nous même en tant que modèles, la responsabilité d'administrer, de garantir la qualité, l'efficience des services que nous avons offert jusqu'à maintenant. Et le fait d'avoir beaucoup moins d'argent du budget que nous avons - et le débat approuvé est là pour le témoigner - pourrait signifier que nous ne pourrons plus garantir des services urgents dans des secteurs prioritaires et stratégiques pour notre avenir. Je pense à la santé, à l'éducation, aux transports, à l'agriculture, notamment l'agriculture de montagne, autant de services que dans notre Région sont totalement financés par la Région.
Je crois que simplement, collègue, face à cette ligne de pensée, nous devons serrer les rangs d'un point de vue politique et défendre encore plus nos prérogatives et nos "péculiarités" et surtout je crois qu'il est important que la politique valdôtaine réagisse. Ce n'est pas une nouveauté: à chaque époque dans différents gouvernements de n'importe quelle couleur politique, même et surtout avec le Gouvernement technique, il y a eu des détracteurs - moi je les appelle comme ça - des détracteurs de l'autonomie. Nous avons déjà traversé des phases dans lesquelles nous avons vécu des attaques de ce genre, mais je crois que paradoxalement même ici chez nous il y a des personnes, des forces politiques, qui ont considéré et considère notre autonomie financière comme quelque chose d'acquis et parfois comme quelque chose que nous ne méritons pas. Alors, je crois que face à ces interlocuteurs notre attitude doit être d'expliquer jusqu'au fond les raisons, les raisons fortes et les nécessités de notre autonomie et de notre particularité, et de la défendre! De la défendre jusqu'au fond, de faire comprendre que nous ne sommes peut-être pas les meilleurs, au moins pour ce qui concerne la Vallée d'Aoste, mais je crois que, en tant que Administration, la Vallée d'Aoste toute dans sa complexité, la Région comme notre système des Communes, peut être considérée à l'extérieur comme un modèle à regarder et comme un modèle de bonne administration. Je crois que cela il faut le souligner, même dans une phase difficile, exceptionnelle, comme celle-là que nous sommes en train de traverser et nous voulons la souligner face à l'attitude de l'État.
Les autonomies italiennes traversent une période extrêmement difficile, je crois que les différents gouvernements ont approuvé des manœuvres, des lois qui touchent durement les compétences des autonomies locales. On assiste dans certaines fois à un retour, à mon sens, très fort, d'une vision centraliste de l'autonomie. Une vision centraliste, dure et pure qui renie en quelque sorte tous les progrès - je rappelle le passage sur Titre V qui attribuait les compétences aux Régions - depuis ces dernières années, ayant un retour vers une centralisation très forte, quand on avait fait des pas concrets même si modestes dans le passé vers une décentralisation et une redistribution des pouvoirs vis-à-vis des Régions. Pour ce qui nous concerne, nous nous sommes surtout battus et nous le ferons encore pour accroître les compétences de notre Région, afin de pouvoir exercer au mieux notre autonomie et notre besoin de gouvernement.
Je crois que cette nouvelle vague centraliste risque que nous discutons encore aujourd'hui parce que l'allocation de 68 millions - je regarde les bancs de Gouvernement - se sera dur à gérer pour les finances de notre Région et risque de mettre en difficulté notre organisation. L'attitude de l'État est parfois une attitude - j'emploie un mot italien - ricattatoria. La menace de couper le transfert d'argent en faveur de notre collectivité et donc en violant parfois des normes statutaires bien précises qui nous sont été reconnues dans le temps par la loi. Nous sommes en train de voir parfois notre autonomie qui est en train de ce réduire. Aujourd'hui le risque - nous ne voulons pas subir cela - est qu'il y est une mise en discussion de système des Régions, qui sont souvent décrites comme des dévoratrices de l'argent, sans aucune règle, sans aucun critère, sans aucune distinction entre ceux qui ont bien fait et ceux qui ont fait mal. Le risque est que le système même des autonomies spéciales, où il n'y a aucune reconnaissance des bons exemples des saines administrations, comme la nôtre, soit fortement pénalisées dans leur construction juridique et constitutionnelle, également dans les rapports avec l'État.
Je veux rappeler que notre autonomie, l'autonomie de notre Région, nous a été reconnue pour des raisons linguistiques et culturelles spécifiques. Je ne sais pas, collègue Bertin, si notre défense a été rhétorique: de notre part nous croyons avoir fait tous les pas nécessaires dans chaque instant, dans chaque passage politique et institutionnel pour essayer de défendre les intérêts de cette communauté, pour essayer de relancer le concept de l'autonomie, pour essayer de faire de sorte que notre modèle qui est perfectible ait été un modèle qui, dans le temps, a pu garantir le développement et la croissance de cette communauté!
Donc dans ce sens nous nous présentons à cet acte avec un sens de responsabilité, en disant que nous ne devons pas rester isolés dans ce passage: donc une action plus forte, même vis-à-vis des autres autonomies, est nécessaire. Elle est nécessaire. Une action forte pour expliquer nos raisons, en soutenant le travail de nos élus, de nos parlementaires, ici comme ailleurs, ayant, dans une façon correcte qui doit être réciproque, une attitude de dialogue même avec notre système de collectivités locales qui constituent une ressource importante dans notre système d'organisation administrative et politique. Donc, en soulignant parfois l'absence de l'État en tant que interlocuteur, aujourd'hui nous nous présentons en votant et en approuvant cet acte avec une aptitude, de notre point de vue, de responsabilité, prêts à discuter avec l'État. Convaincus également en même temps que les petites réalités comme la nôtre constituent une ressource, constituent un patrimoine dans la géographie politique et administrative de l'Italie et non pas - et non pas! - une situation de privilège comme quelqu'un, même ici chez nous, essaye toujours de présenter. De notre parte il y a, et c'est l'attitude avec laquelle nous nous présentons, Monsieur l'Assesseur, en votant évidemment cet acte, toute la disponibilité à prendre en compte les difficultés dans lesquelles se trouve l'État italien, de nous assumer donc les responsabilités qui nous appartiennent. Mais nous réaffirmons que, selon notre point de vue, l'État doit également tenir compte des réalités, comme la nôtre, que depuis toujours constituent des exemples de communautés bien administrées, stables de point de vue politiques et efficaces dans les réponses aux citoyens. Merci.
Président - Merci. A demandé la parole le collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Il tema, il dossier, il disegno di legge che stiamo affrontando oggi è impattante, è capitale per la nostra autonomia, per il nostro modello e anche per le casse del nostro bilancio regionale. Ho seguito l'iter di questo disegno di legge in II Commissione, i colleghi Certan e Bertin hanno già illustrato il percorso fatto da questo disegno di legge, quindi non voglio aggiungere nulla tranne solo una piccola considerazione sull'emendamento presentato dall'Assessore Baccega. Apprezziamo l'emendamento da lei depositato e firmato: diciamo, cari colleghi, che il comma 2 dell'articolo 1 non doveva neanche essere scritto, non doveva esistere; comunque apprezziamo il fatto che l'Assessore Baccega ci presenti la soppressione di tale comma.
Ciò detto, ascoltando attentamente le riflessioni del collega Perron, noi abbiamo fatto la nostra parte: sì, abbiamo fatto la nostra parte. Ho ascoltato nel dettaglio: questo Stato cattivo verso le autonomie soprattutto a Statuto speciale. Io penso, senza indubbiamente avere la bacchetta magica, noi di ALPE pensiamo, ripeto senza avere la bacchetta magica, che per difendere un modello, per difendere le nostre prerogative, per difendere la nostra identità e per difendere la nostra autonomia dobbiamo però, o dovevamo però, dimostrare allo Stato cattivo che siamo stati più attenti, che siamo stati più bravi, che abbiamo utilizzato bene le risorse pubbliche, che la nostra è un'economia reale, che siamo 120.000 abitanti sì, una piccola regione di frontiera, ma che abbiamo fatto crescere un modello e soprattutto abbiamo cercato sempre di integrare il nostro modello, di ristrutturarlo e di rilanciarlo. Non possiamo però scaricare questo nostro modello sullo Stato o le difficoltà esclusivamente sullo Stato, quando al nostro interno il modello è simile a quello statale: smantellamento dei nostri 74 comuni, centralismo regionale. Ho ascoltato "centralismo romano", ma centralismo regionale in questi anni, quindi più potere all'Amministrazione regionale e meno potere ai nostri Comuni, meno potere che parte dal basso, più potere che parte dall'alto, più potere che parte da pochissime persone e poca trasparenza, per fare degli esempi. Per chiedere, per confrontarci, per dibattere con lo Stato io penso che innanzitutto dobbiamo essere noi i primi a confrontarci in maniera diversa all'interno del nostro piccolo e semplice modello Valle d'Aosta. Quindi dobbiamo essere autonomisti, qua in Valle d'Aosta, dobbiamo essere rispettosi dei nostri Enti locali, dobbiamo essere rispettosi dei cittadini tutti, dobbiamo cercare di mettere in campo dei disegni di legge, delle proposte di legge che vadano in una certa direzione, una certa equità, una certa crescita e anche una certa, io dico, trasparenza per quanto riguarda sempre - e scusatemi se torno sempre su un certo tema - sui nostri gioielli di famiglia, cioè le nostre società parapubbliche.
Non possiamo dipingere sempre lo Stato cattivo che per risanare i suoi conti noi dobbiamo intervenire, accantonare e liquidare...
Presidente - Un po' di silenzio in aula, grazie!
Chatrian (ALPE) - ...quando poi al nostro interno non siamo in grado assolutamente - per volontà! - di far crescere un modello diverso, un modello che guardi il futuro e soprattutto un modello che deve essere ampiamente ristrutturato, viste le notevoli difficoltà. Non basta rifiutare, cari colleghi, non basta scaricare sullo Stato cattivo che ci impone questo grande accantonamento. All'interno di questo disegno di legge, sì stiamo discutendo chi accantona ulteriori somme per circa 68,3 milioni di euro, ma nel suo complesso per quanto riguarda il 2013 l'accantonamento complessivo richiesto dallo Stato alla Regione è di ben 197,5 milioni di euro. E quando parlo di come difendere, come rilanciare, come rimodulare, cari colleghi dobbiamo magari guardare cosa hanno fatto in questi anni le Province autonome di Trento e Bolzano: sarà probabilmente l'Assessore Baccega o il Presidente Rollandin a illustrarci nel dettaglio cosa le Province autonome hanno messo in campo in questi anni. Non voglio riempirvi o tediarvi con ulteriori cifre, ma vi assicuro che con l'accordo di Milano, approvato nel dicembre 2009, per la Provincia di Trento e la Provincia di Bolzano il risultato a saldo finale, oggi nel 2013-2014, è nettamente migliore rispetto al nostro. Non è Chatrian a dirlo, sono i numeri a confermarlo e vi confermo solo due passaggi importantissimi di questo accordo: "l'accordo sottoscritto dalle due Province autonome di Trento e Bolzano nel 2009 ha dato la possibilità di iscrivere delle quote annue di arretrati di gettiti fiscali spettanti alla provincia e definiti con l'accordo... e attribuiti alla stessa fino al 2017". Questo vuol dire che fino al 2017 vengono comunque sbloccati, programmati e pianificati, centinaia di milioni di euro di arretrati sbloccati e utilizzati per le proprie province. La sintesi è questa dal punto di vista politico. L'accantonamento e il contributo complessivo richiesto dallo Stato alla Regione per la Valle d'Aosta per il 2013 è di 197 milioni di euro, per la Provincia di Trento per il 2013 l'accantonamento e il contributo complessivo è di 750 milioni di euro. Raffrontiamoli, mettiamoli pure a paragone i due accantonamenti. C'è però una grossa differenza, cari Colleghi: con l'accordo nostro romano - vostro! - del 2010 e con l'accordo loro di Milano del 2009, loro con il loro accordo hanno avuto la possibilità comunque di iscrivere all'interno delle quote annue di bilancio e di poterli utilizzare sbloccandoli direttamente fino al 2017. Questo per dire che il saldo è diverso, la riduzione è completamente diversa: noi in questo momento, a seguito di quel patto, e a seguito comunque di tutti i decreti legislativi approvati dallo Stato nel 2012 e 2013, stiamo accantonando di più rispetto alle due province autonome e soprattutto gli accordi presi nel 2009 e 2010 sono completamente a favore delle due Province autonome di Trento e Bolzano.
Non ho voluto tediarvi con altri dati, con altre risorse, ma questa è carta che canta, questi sono risultati nero su bianco che comunque in questi anni loro hanno da una parte accantonato e dall'altra parte sono stati sbloccati, noi invece ci troviamo, a seguito dell'accordo 2010 e a seguito di questi accantonamenti, ad aver comunque messo sul tavolo più del 35 percento rispetto alle disponibilità di bilancio del 2008 e 2009. Quindi dal punto di vista politico - e termino - cosa vorrei affermare? Vorrei affermare che quando le istituzioni decidono di rilanciare, di difendere un modello, il modello deve essere credibile, il modello deve essere innovativo, il modello deve essere trasparente e soprattutto il dibattito deve avvenire prima di chiudere il cerchio e prima di confezionare l'accordo, come era stato confezionato nel novembre-dicembre 2010. Termino dicendo che questo è un disegno di legge importante e impattante per il modello Valle d'Aosta e in quanto tale noi riteniamo che, per affrontare il prosieguo il prossimo triennio, o rilanciamo realmente e concretamente il modello autonomistico valdostano, senza scaricare esclusivamente le colpe sullo Stato cattivo o che cosa... Noi pensiamo, io penso, che sia giunta l'ora di affrontare prendendo il toro per le corna all'interno di questo Consiglio e riprogrammare e ripianificare con le nostre risorse quello che è il domani, quelle che sono le priorità e soprattutto quelle che sono le esigenze dei cittadini valdostani. Grazie.
Président - Merci. La parole au Conseiller Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Sarò rapidissimo. Oggi con questo disegno di legge si recita il de profundis di questa maggioranza. Dopo i pareri falsi, le lettere che non vengono lette, i viaggi inutili a Roma, dove il potere contrattuale di questa maggioranza è pari a zero, dopo l'inserimento "beffa" di quel comma 2 con il quale in base ad un vecchio modo di fare politica si cerca ancora di mantenere il potere in mano a pochi, alla Giunta regionale, al Presidente e di sottrarlo al Consiglio, ecco che questo emendamento che avete presentato non è nulla di speciale, è un atto dovuto, è un atto semplicemente dovuto. Quindi questo è l'epilogo di un film che è iniziato a luglio di quest'anno e che secondo noi sta effettivamente giungendo al termine.
Una fase si sta esaurendo - dovete prenderne coscienza - e il fatto che alla vigilia di Natale siamo qui a discutere di una questione, quando semplicemente potevamo risolvere tutto una settimana fa o dieci giorni prima; il fatto che ieri in commissione... - le commissioni che voi convocate poi vanno deserte - la dice veramente lunga sulla situazione in cui siamo. Quindi il fatto che siamo a Natale non ci impone di essere più buoni, ma ci impone di essere semplicemente più sinceri! E vi invitiamo a fare una riflessione. Riflettete in queste feste perché il prossimo anno, ovviamente, l'opposizione che finora - diciamo - si è difesa, sarà un'opposizione che andrà a piantare il coltello nelle piaghe che finora non sono state aperte! Questo è un motivo di riflessione: speriamo che queste feste vi portino consiglio, perché dal prossimo anno la situazione, soprattutto per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, cambierà. Per noi sarà l'inizio di una guerra!
Presidente - Grazie, altri? Non ci sono altre richieste di intervento? Colleghi? Possiamo chiudere la discussione generale? La discussione generale è chiusa.
Per la replica la parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
Io credo che sia doveroso, in questo mio intervento di replica, chiarire meglio alcuni aspetti e sottolinearne altri che hanno sicuramente importanza rispetto agli interventi che si sono succeduti questa mattina. Partirei dalla questione dell'iter che ci ha portati quest'oggi in Consiglio regionale. È un atto dovuto? Certo che è un atto dovuto. Perché è un atto dovuto? Perché le manovre che si sono succedute rispetto al bilancio, alla posizione del bilancio 2013, sono manovre dello Stato che sono intervenute dopo l'approvazione del bilancio da parte di questo Consiglio regionale. Il fatto che siamo qui, oggi 24 dicembre, lo accerta con chiarezza.
In realtà noi abbiamo ricevuto un fax dal ministero il 25 novembre che individuava - lo avete letto tutti, perché lo abbiamo distribuito in Commissione - una cifra totale: 197 milioni che doveva essere l'importo che veniva trattenuto alla Regione autonoma Valle d'Aosta, perché voi sapete che queste somme vengono trattenute e quindi in bilancio dovevano essere accantonate. L'Amministrazione, il Consiglio regionale aveva già trattenuto 110 milioni in una prima fase, in assestamento ne aveva accantonati altri 19, ora ci troviamo ad accantonare gli ultimi 68 milioni. È un fatto importante, un fatto significativo.
In realtà quel fax non andava ad individuare qual era l'oggetto delle trattenute: spending review, spending review della sanità, legge di stabilità... Questo è stato un atteggiamento che gli uffici hanno voluto concordare, addirittura telefonicamente, per che cosa? Per andare nella direzione che è tanto richiesta da questo Consiglio: quel cambiare marcia, quel voler dare risposte immediate. Ed ecco che, nell'ambito del Consiglio regionale di approvazione del bilancio, ci siamo confrontati con il Presidente della Commissione La Torre, chiedendo appunto la convocazione della commissione in quel lunedì in cui era stata convocata. La volontà era quella di andare nella direzione di accelerare le operazioni, per evitare di andare incontro a problematiche di bilancio.
Credo che dal punto di vista delle suggestioni che si sono succedute il fatto chiave che è venuto fuori, anche dagli interventi di tutti voi, è che questo rapporto con lo Stato è un rapporto difficile: lo abbiamo detto in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2014. Non abbiamo ancora concluso l'accordo sul Patto di stabilità, però abbiamo avuto certezza che nei primi giorni di gennaio ci sarà un confronto tra la Regione autonoma Valle d'Aosta e il ministero, per poter andare a definire un patto che auspichiamo sia per il 2013 e per il 2014, perché in questa logica ci darebbe certezza di risorse, altrimenti saremmo destinati a lavorare anche per il 2014 in un clima di incertezza rispetto a questo provvedimento.
Un patto che, come ben sapete, penalizza questa Regione. Noi per il 2013 siamo soggetti a un 9,20 percento, nel 2012 era un 6,28 (attraverso i dati SIOPE), quando in realtà la nostra percentuale si attesterebbe intorno al 3 percento. Quindi siamo in una fase di grandi incertezze, ma sappiamo che andremo a definire questi percorsi. La cosa grave e pesante è proprio che noi abbiamo 68 milioni da accantonare, ma - per andare a correggere alcune suggestioni che sono state evidenziate da parte di alcuni colleghi - sono 68 milioni che non vengono tolti alle strutture, perché facevano parte di quell'importo che nel bilancio di gestione si erano accantonate come risorse in appannaggio della Giunta, che a mano a mano che servivano potevano essere utilizzate. Ecco perché non va assolutamente a intaccare le problematiche del bilancio attuale.
Io voglio ancora sottolineare, per quanto riguarda la finanza locale, che mi sembra sia giusto che questi 68 milioni non fossero assegnati alle UPB in quanto non erano importi di finanza locale. Vado a citare alcuni importi andando ad individuare quei due milioni di cui si parlava, collega Gerandin, rispetto al suo intervento: 280 mila euro sono spese per l'implementazione di dati cartografici alfanumerici relativi, eccetera; altri 1 milione 150 mila sono spese per l'adeguamento e la realizzazione di opere minori di pubblica utilità degli enti locali; 70 mila euro contributi agli enti locali per l'installazione nell'esercizio di stazioni radio elettriche e di strutture di radiocomunicazione; 500 mila euro fondo di riserva per la riassegnazione in bilancio di resi differenti. Tutte somme allocate alla finanza locale, ma che in realtà in questo momento non sarebbero state spese e sarebbero andate in avanzo. Quindi, in una fase in cui la ricerca delle risorse è, direi, fondamentale, in un momento in cui di risorse ce ne sono poche, era giusto andare a recepire questi fondi per poterli rendere immediatamente spendibili appunto ai Comuni, agli Enti locali. Questo per maggiore chiarezza.
Devo dire che il dibattito si è sviluppato in modo molto corretto - forse è il clima natalizio che determina questo - finalmente in modo corretto. Però quello che mi preme sottolineare e che credo sia giusto venga ripreso fortemente dagli organi di informazione è che siamo ancora una volta il salvadanaio del Governo per quanto riguarda le risorse da recepire nelle Regioni a statuto speciale. È un percorso che vogliamo fortemente cambiare, che vogliamo modificare: c'è chi dice che bisogna essere più duri, noi riteniamo che questa forma di mediazione in questo momento possa essere efficace e portare a casa dei risultati. Lo vedremo! Faremo di tutto comunque per far sì che questa nostra Regione possa continuare ad avere le prerogative di Regione a statuto speciale con tutte le caratteristiche da sempre a lei assegnate. Grazie.
Si dà atto che alle ore 11,01 assume la presidenza il Vicepresidente Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie Assessore. Passiamo all'articolato. C'è qualcuno che vuole prendere la parola per dichiarazione di voto? La parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Oui, merci Président.
Je crois que les interventions des Collègues, profitant de l'objet qui est à l'attention du Conseil, ont mis l'accent sur les rapports, comme c'était évident, entre notre Région, les Régions à Statut spécial et le Gouvernement - ou mieux: le centre, si nous voulons dire - sur ce qui est l'apport concernant les possibilités de voir reconnue l'autonomie dans la forme la plus essentielle, c'est-à-dire la question budgétaire et surtout les recettes de la part de l'État.
Je crois que dans ce sens il y a du bien fondé à dire que les rapports sont difficiles, que les rapports, au moment où on a signé des accords spécifiques, devraient être maintenus, reconnus et surtout ne devraient pas être par la suite, en quelques sortes, réduits en partie, en conséquence de lois ordinaires qui vont à interférer et réduire les pourcentages des recettes qui nous sont reconnues.
Credo che oggi noi abbiamo due aspetti sostanziali da riconoscere. I fondi che la Regione ha a disposizione, sostanzialmente, sono attraverso il riparto fiscale e i fondi europei nel modo che conosciamo. Questi sono i due canali di alimentazione dei fondi e di quello che è il bilancio regionale. Per quanto riguarda i fondi europei ne abbiamo già parlato, non oggi, ma l'abbiamo ripreso puntualmente perché nella discussione di pochi giorni fa, vi è stato un approfondimento. Voglio solo ricordare che anche il contesto della Macroregione (un sistema per trovare una centralità come montagna e come sviluppo di quella che è la nostra politica) ha fatto dei passi avanti, perché il 20 dicembre scorso a Bruxelles - voglio solo sottolinearlo in questa occasione - è stato accettato il progetto di macro regione da parte dell'Unione europea e quindi l'iter troverà il suo percorso come detto in precedenza.
Venendo a quello che è il discorso dei rapporti con Roma, io voglio sottolineare due aspetti. Noi abbiamo firmato l'accordo con il Ministro Calderoli, che aveva i suoi studi in San Lorenzo in Lucina e lì abbiamo firmato l'accordo. Poi se qualcuno vuole chiamarlo in modo diverso non mi preoccupa, ma è solo per mettere le cose a posto da un punto di vista di quelle che sono le localizzazioni, che sono invece care a qualcun altro in termini diversi - solo perché la gente capisca - perché non sono due accordi diversi: è un unico accordo che abbiamo firmato per il Riparto fiscale. E nel Riparto fiscale siamo pronti a fare il confronto con quello che sono gli accordi di Milano, che sono stati firmati prima e che danno delle risposte assolutamente diverse, minori rispetto al nostro. Quando si vuole fare il confronto siamo disponibilissimi! Non credo che sia oggi ad approfondire, ma siamo disponibilissimi.
Su quello che è il riparto che viene oggi descritto in modo particolare dicendo: "ma Bolzano ha avuto 750 milioni.... Noi ne abbiamo avuti...". Purtroppo con il riparto, con la tabella SIOPE - voglio specificare per chi con questa tabella non ha dimestichezza, come abbiamo dovuto purtroppo averla noi nel momento in cui questa tabella SIOPE, che dovrebbe essere un dato ufficiale, con dei dati ufficiali, è stata modificata prima dal ministero... - le percentuali che sono state applicate alla Valle d'Aosta non sono quelle della tabella ufficiale SIOPE. Primo punto. Secondo: i dati che affluivano a questa tabella per i consumi intermedi, per alcune Regioni e in particolare per il Trentino, sono assolutamente più bassi e quindi falsati, per il fatto che questi servizi sono stati esternalizzati e non considerati. Per cui il Trentino paga molto di meno e la compensazione l'abbiamo dovuta pagare noi! E quindi i 155 milioni, invece dei 35 dell'anno scorso, che hanno fatto questa differenza! Perché è qui che bisogna capire: non è perché gli altri sono stati bravi! Perché è stata falsata una tabella, che è un riferimento puntale, che noi abbiamo impugnato perché è una tabella non corretta! Però qui non si tratta di essere più bravo o meno bravo, perché se si falsano i dati, voi capite che la conseguenza è questa: i 155 rispetto ai 35 dell'anno precedente, che comportano la differenza per cui oggi dobbiamo intervenire! Questa è la sostanza del problema su cui noi ci siamo confrontati e ci confrontiamo oggi!
Per il resto, l'aspetto che ricordava Bertin, che è corretto, è che la legge sul Federalismo si è svuotata! Noi aspettiamo ancora gli incontri bilaterali che dovrebbero chiudere i vari passaggi e non il fatto di essere amico e non amico di tizio o di caio! Lì erano degli accordi, degli incontri che dovevano rendere conto di quelli che erano i dati ufficiali, confrontati e visti in parallelo con le altre Regioni. Cosa che non è successa! L'accordo bilaterale, ai sensi dell'articolo 27 della 42, la legge sul Federalismo, non vi è stato: da marzo aspettiamo ancora che siano riconvocati gli incontri. Questa è la vera situazione, difficile, che ci porta a queste sconsiderate riunioni e riproposte di ulteriori tagli di ulteriori riserve, di messa a disposizione di fondi che stiamo facendo oggi, non perché come Valle noi abbiamo avuto un riparto peggiore: quello di cui stiamo parlando oggi, con il riparto non c'entra nulla! C'entra...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...eh beh! Abbiamo parlato di riparto, hai fatto tutta una spiegazione per dire: "ma lì sono stati più bravi nel riparto"! Siamo disponibili a verificare, ma quello di cui parliamo oggi sono tutti i tagli - perché la gente capisca - tutti i tagli che sono venuti al di là e al di fuori del riparto che doveva essere tombale. Tombale voleva dire che non potevano più toccare il riparto! Questa è la vera fregatura! Ce la stanno portando avanti con il sistema che lo Stato e il Governo dice che è a livello europeo che viene imposto, con la conseguenza che devono distribuire tra Regioni a statuto ordinario e Regioni a statuto speciale. La percentuale di riparto delle Regioni a statuto speciale rispetto alle ordinarie è molto più alto, ed è un nonsenso! Arriviamo al punto che la Regione Valle d'Aosta, che non prende i fondi per la sanità, contribuisce a risanare la sanità nazionale! E tutti gli altri riferimenti. Per quanto riguarda l'emendamento del 2 percento non è andato a buon fine per la logica sollevazione delle altre Regioni: chiaramente, se si riportava al 2 percento - che poteva avere una logica - dovevano abbassare le entrate o ridurre i tagli alle altre Regioni e quindi questo emendamento non è stato adesso riproposto, o almeno è stato tagliato per le ragioni che vengo a dire.
Quindi si tratta oggi di andare, purtroppo, ob torto collo. E nelle premesse della legge è detto che ci sono tutti i ricorsi in atto, però i ricorsi come sapete hanno dei tempi lunghi! Ecco perché oggi noi comunque dobbiamo adeguarci, perché siamo obbligati a tenere conto - siamo alla fine dell'anno - dobbiamo tenere conto di quelle che sono queste misure!
Sul resto, sul Federalismo che si è svuotato, è una triste considerazione, perché su questo si era impostato tutto il ragionamento anche dei fondi - voglio ricordalo - dell'accordo nostro come dell'accordo di Milano delle altre Regioni. C'è un contributo di tutte le Regioni che viene versato per l'equiparazione e soprattutto per portare un beneficio alle Regioni meno sviluppate: dove è andato? Nei fondi dello Stato! Nei fondi ordinari dello Stato! Quindi questo è un altro assurdo di quello che è il contributo che noi diamo progressivamente.
Per quanto riguarda il rapporto con i Comuni, voglio ricordare al collega Gerandin che ha vissuto questo passaggio dall'altra parte del tavolo, nel senso che è cominciato questo passaggio quando l'IRPEF improvvisamente - o, diciamo, per fortuna! - ha avuto un'impennata: dopo la somma di 196 milioni di euro siamo passati a 216, 220, poi 232 che è quella attuale. Ora, in quel momento si è fatto il discorso e lo avevamo fatto in quell'assemblea, di trovare una soluzione che permettesse di non modificare la legge, tenendo conto che l'IRPEF, come poi si è dimostrato ha un andamento altalenante, purtroppo. E non è che cresce sempre, anzi dall'anno prossimo, come sappiamo, si ridurrà. In quell'ottica avevamo detto: dai 196 che erano allora, invece di sottrarre o di ridurre, passando dal 95 al 90 o all'89 o quello che era, manteniamo il 95, ma "carichiamo" delle spese, cioè imputiamo delle spese che prima erano di riferimento del bilancio regionale nell'ambito della finanza locale, perché hanno un'attinenza. Perché comunque, il discorso delle comunità che sono il discorso degli anziani, il discorso di una serie di opere che vengono fatte nei comuni per quelle che sono le piccole manutenzioni e così via, chiaramente questo veniva in qualche modo imputato su quella che è la finanza locale ed è quello che è avvenuto ed è avvenuto anche quest'anno.
Quindi non ci sono stati dei vulnus particolari...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...non era un obbligo! Questa è stata una scelta! Perché sennò bisognava modificare la legge. Ora, nell'ambito di quelli che sono i due milioni, è già stato spiegato che cosa è avvenuto: erano fondi che sennò erano fermi in parte con quelle voci, in parte andavano a residuo perché non erano impegnati, pur essendo imputati sulla finanza locale, questo l'abbiamo detto! Però erano fondi che andavano a residuo. Ora questi due milioni, come ha detto correttamente, erano un impegno che si era preso e che dovevano essere dati per il 2013 - per il 2014 li abbiamo già previsti - per rientrare nella normalità come prevede la norma. Quindi noi riteniamo che questo passaggio, questo provvedimento va sicuramente nella logica che noi condanniamo, quella di mettere a disposizione dello Stato dei fondi che noi avevamo inserito nel bilancio del 2013. Ed è la ragione per cui continuamente noi siamo costretti ad avere un atteggiamento prudente nei confronti dei bilanci, come vengono approvati, perché malauguratamente non sappiamo quali sono le somme che poi di volta in volta sono il risultato di manovre, di ulteriori tagli che a livello nazionale vengono imposti! Credo che questo sia un modo di agire assolutamente scorretto e credo che sotto questo aspetto non possiamo - ricordo anche l'intervento che ha fatto il collega Perron su questo tema - credo che a livello dell'autonomia noi riteniamo che abbiamo idea che tutti assieme possiamo fare un percorso sicuramente molto utile e molto vantaggioso, se ci capiamo su quelli che sono i fondamenti del rapporto dell'autonomia con il livello nazionale, che deve essere di rispetto dei patti firmati e della garanzia che quei patti sono effettivamente tali e non possono essere bypassati ogni volta che il Governo si trova in difficoltà! Questo è l'atteggiamento che noi riteniamo sia e si debba mantenere per dare all'Autonomia la sua forza che, come sappiamo, parte e comincia sicuramente anche dall'autonomia finanziaria, che è la base per il suo sviluppo. Le altre parti le abbiamo già discusse in altre sedi, quindi con questo credo che questo atto vada nella logica di dover subire un'ulteriore imposizione da parte dello Stato. Grazie.
Si dà atto che alle ore 11,05 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Ci sono altre richieste d'intervento per dichiarazione di voto? Colleghi? Non ci sono richieste?
La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Solo per dichiarazione di voto, ma prima di intervenire su quello che sarà la nostra posizione, solo due brevi passaggi. Il primo è legato a quanto ci ha riferito l'Assessore Baccega, nel senso che oramai è percepito da tutti che la Valle d'Aosta, l'autonomia speciale, ma soprattutto la Valle d'Aosta sia un po' il salvadanaio del Governo: su questo non c'è ombra di dubbio. Ma la nostra opinione è che non facciamo molto perché ciò non succeda, nel senso che effettivamente la posizione di cui lei ha parlato, quella di mediazione, non so fino a quando e che frutti ci abbia portato. Quando siamo riusciti a portare a casa qualcosa è perché la Corte costituzionale ci ha dato ragione, perché sennò sui famosi incontri fatti, non so...! Poi non mi interesso molto se a Palazzo Grazioli o in altre parti, ma m'interessa di più l'attività che fanno i nostri parlamentari, l'attività del Governo o chi comunque lo rappresenta, chi comunque scende a Roma.
Dispiace citare sempre le solite cose, ma in un momento in cui, ad esempio, l'agricoltura da noi ne esce fuori con le ossa rotte, sempre per tornare al discorso di Trento, l'Assessore all'agricoltura di Trento sigla un accordo da 20 milioni con lo Stato! Non so: probabilmente - parlo anche a lei, Assessore Testolin - non sarebbe mica male che magari scendesse a Roma, perché in questo momento ci sono altri personaggi o pochi personaggi romani che sono conosciuti. Invece di delegare sempre il Presidente, magari scenda a Roma anche lei, Assessore, provi a portare a casa: non saranno 20, ma sarà comunque qualcosa per quest'agricoltura che ne esce fuori con le ossa rotte.
Questa opera di mediazione non so fino a quando e cosa porterà. Ho la vaga sensazione che veramente contiamo poco e che, comunque al di là di tutto, sia diventato un po' più di uno spot quello di pescare nelle risorse della Regione! Mi aspettavo magari - e torno a quando è successo l'incontro con la Presidente Boldrini - un passaggio istituzionale, dicendo che noi eravamo stufi! Stufi come Regione di essere presi come salvadanaio per lo Stato e per il Governo. Non c'è stato: abbiamo parlato di altri temi che probabilmente erano più interessanti per la Valle d'Aosta, tipo l'accoglienza, l'immigrazione, che sono comunque un problema, per la carità! In questo momento però forse ci sono altre realtà in Valle d'Aosta che sono più penalizzate.
Presidente lei ci ha detto che è importante che lo Stato mantenga gli impegni: su questo noi siamo assolutamente d'accordo. Il primo che non mantiene l'impegno è lo Stato e su questo non c'è ombra di dubbio! Ma io le chiedo, Presidente, che lei faccia la stessa cosa anche con gli Enti locali, perché lei mi cita che c'è stato un'intesa nel non diminuire il 95 percento dell'IRPEF, non toccare il senso della legge. È vero! È verissimo! Però da allora in avanti - e lo ricordo - da allora in avanti, rispetto all'IRPEF di allora, c'è stato un massacro per gli Enti locali: siamo tornati indietro di 18 anni! Quello che trasferiamo senza vincolo e per le leggi di settore storiche, al 98! Al 98! Questa è la verità! Scusate... 96, non 98. Questa è l'amara verità! Si può mantenere una legge, ma tornare indietro di 18 anni nei trasferimenti non è accettabile! Io le ho lanciato una sfida: metà delle risorse che recuperate datele in conto investimento agli Enti locali, facciamo ripartire le piccole imprese, gli artigiani. Vedremo se avrete il coraggio e la volontà di intervenire in questo senso.
Sui 2 milioni: per favore, Assessore! Sinceramente: li avete pescati da finanza locale! Se voi volevate, ad ottobre quando avevate l'assestamento di cui lei parla, nella variazione che facevate potevate destinarli tranquillamente agli enti locali. I 2 milioni dovevano essere presi dalle casse della Regione, perché questo era l'impegno che è nella delibera di Giunta e nella comunicazione che avete dato agli Enti locali. Per cui gli Enti locali in questo momento devono fare di necessità virtù e dire 'meno male che sono arrivati', ma sono 2 milioni che avete preso dalla loro tasca! Da finanza locale! Quello che mi ha letto lei, l'elenco, sono tutte leggi di finanza locale: non avete fatto nulla! Avete distribuito delle risorse che già c'erano! Non andavano in avanzo, perché se voi ad ottobre facevate una riassegnazione di fondi... Perché, le ricordo Assessore - forse lei non c'era, anzi sicuramente non c'era - che l'avanzo dell'amministrazione era uso ridistribuirlo agli Enti locali! Vi siete dimenticati di questo! Vi siete dimenticati questo passaggio!
Solo per concludere: noi capiamo e siamo coscienti che questo è un atto dovuto, e non c'è ombra di dubbio, perché 68 milioni sono un atto dovuto. Non condividiamo il metodo, nel senso che voi di queste necessità lo sapevate già a priori, quando avete fatto l'accantonamento, probabilmente non sapevate alla virgola quant'era l'importo, ma questo lo sapevate. Per cui tenuto conto che non condividiamo il percorso, pur essendo un atto dovuto noi voteremo contro.
Président - Merci. La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Come dicevo poc'anzi nell'intervento che ho fatto, è un atto impattante, un atto capitale, un atto obbligatorio. Siamo consci di tutto questo, tant'è vero che abbiamo seguito per filo e per segno questo atto nelle sedi opportune, in II Commissione, portando il nostro contributo e cercando di dare una mano a questa maggioranza anche in Commissione, perché le défaillances in Commissione ormai sono all'ordine del giorno. Detto questo noi non potremo e non voteremo questo disegno di legge. Chiederei sinceramente al Presidente La Torre, a seguito delle affermazioni del Presidente Rollandin, se ci fosse la possibilità di avere al più presto, calendarizzando più che l'incontro i lavori, un raffronto dettagliato, serio, semplice e leggibile per confrontare e raffrontare dal 2008 ad oggi la Provincia di Trento, la Provincia di Bolzano e la Regione autonoma Valle d'Aosta, il percorso a seguito dei due filoni, come diceva il Presidente Rollandin. Il primo filone: il riparto, questo riparto. L'altro: gli accordi, a seguito dell'accordo di Milano del 2009 e l'accordo romano valdostano del 2010, che dovevano...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...sì, lo so: sono due accordi diversi. Sono la stessa cosa, ma sono diversi. E i risultati, Presidente Rollandin, saranno diversi e saranno i numeri a dire che il loro risultato sarà migliore del nostro! Ma grazie per l'invito che ci fa, noi non abbiamo letto le tabelle, Presidente Rollandin, abbiamo sentito direttamente gli Assessori provinciali facendoci dettagliare bene il percorso dal 2008 al 2014, quindi il ragionamento che abbiamo fatto va a seguito non di lettura delle tabelle, ma a seguito di dati e conti nero su bianco! Comunque grazie per l'invito: noi saremo presenti a portare il nostro contributo per raffrontare e confrontare cosa hanno fatto, come l'hanno fatto e quali sono le risposte che hanno dato all'interno della propria Regione, delle proprie Province e all'interno della Regione autonoma Valle d'Aosta.
Chiediamo allo Stato, con questo disegno di legge, di mantenere gli impegni e in questi cinque anni tutti gli impegni sono stati invece non mantenuti per quanto riguarda il rapporto tra Amministrazione regionale, Regione e Enti locali. Il gruppo ALPE da diversi anni ha messo in evidenza questa scelta, a nostro avviso inopportuna, ha messo in evidenza questo cambiamento di rotta, ha messo in evidenza che avete deciso di rendere i nostri Comuni delle semplici pro loco e riaprire, purtroppo, i rubinetti eventualmente al martedì mattina al secondo piano o in altri piani. Ecco: noi non ci stiamo! Se vogliamo chiedere allo Stato di mantenere i propri impegni dobbiamo essere capaci, consci e soprattutto avere la volontà dal punto di vista politico di mantenere gli impegni con i nostri Comuni.
La posizione del gruppo ALPE su questo disegno di legge sarà un voto negativo, un voto contrario e faccio un'ultima riflessione: queste risorse che oggi con questo disegno di legge si vanno ad accantonare, questi ulteriori 68 milioni di euro, immagino che il Governo regionale conosceva già, non alla virgola, ma aveva già contezza di queste risorse da diversi mesi. Non sarebbe stato male magari affrontare questo tema diversi mesi fa in Commissione o in questo Consiglio, sempre per ribadire il concetto principale che cerchiamo tutti insieme - questo è un rilancio che faccio ai colleghi della maggioranza, ai colleghi Consiglieri - per ridare di nuovo dignità a questo Consiglio. Queste informazioni arrivino prima in Consiglio e in Commissione e non a babbo morto, come oggi ci accingiamo a chiudere questo disegno di legge. Grazie.
Président - La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Al di là della sostanza, il percorso che ci ha condotto qui è, come hanno detto i colleghi, molto ambiguo e soprattutto anche nelle dichiarazioni finali del Presidente noi cogliamo l'ambiguità con cui viene condotta la politica della Regione autonoma Valle d'Aosta. Tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, salvo rare eccezioni per rappresentanti eletti nell'area del centrosinistra in Valle d'Aosta, hanno visto il voto favorevole di fiducia a questi governi. E la trattativa che è stata condotta, sebbene poi l'atto formale oggi scopriamo che è stato siglato in uno dei quartieri più chic di Roma... Questo dà splendore e lustro all'accordo: non sarà al Grazioli... Lei ci ha riferito: "siamo andati almeno a firmare in un quartiere in di Roma", la sede era quella... No, ma ci mancherebbe! Era una battuta! Al di là della sede "in", questo ci riporta il fatto che questo nostro atteggiamento di voci alzate, di appelli, di grida lanciate qui in Valle d'Aosta - io lo dico sempre - nei nostri bar, nei nostri luoghi d'incontro, non si traduce poi in analoghi comportamenti a Roma. Anzi, a Roma c'è un atteggiamento molto più disponibile a trattative e quant'altro: alcune buone, alcune meno buone, altre assolutamente negative.
Ci sono gli atti del Consiglio regionale che possono dimostrare come avevamo individuato nell'accordo, al di là della pressione che c'era sull'accordo... era un atto dovuto e bisognava stipulare un accordo. Noi non avevamo detto: 'se fossimo stati noi a trattare avremmo fatto meglio!' Io parlo per il PD. Non abbiamo mai detto quello: abbiamo detto che questo sarebbe stato un accordo molto pesante per la Valle d'Aosta e bisognava fare delle scelte molto pesanti per tempo. Naturalmente le elezioni e quant'altro hanno impedito di dire proprio la verità ai valdostani, si è continuato a dire che era tutto bello, che era ottimo, che andava tutto bene e i risultati sono sotto gli occhi di tutti!
Noi abbiamo un problema più grande rispetto a Trento e Bolzano, che è di fondo: noi abbiamo una spesa corrente che è molto più alta. Le responsabilità non andiamo a vederle, ma la spesa corrente è molto alta in Valle d'Aosta e, per la struttura della nostra economia che è molto legata all'aspetto pubblico, i tagli piccoli, medi, grandi che fa lo Stato sono devastanti per le possibilità che noi abbiamo di rimetterci in pista, di rimetterci in corsa. O questa cosa la spieghiamo bene ai valdostani, invece di inneggiare: "ah, che bello! Sono finiti i contributi a fondo perduto"! e tutti sono contenti! Andremo a vedere tra qualche anno le ricadute sull'evasione, sul lavoro in nero rispetto a queste cose qui! E gli stessi che qui inneggiavano in quest'aula "evviva! Basta i contributi a fondo perso!", ci diranno "eh, ma dov'è il riparto fiscale dei dieci decimi, se nessuno dichiara più niente?". Perché con i meccanismi del contributo a fondo perso c'erano dei limiti, ma c'era anche il vantaggio che tutto era rendicontato, tassato, e quando uno ha i dieci decimi le tasse vengono qui, in Regione! Invece noi ci stiamo di nuovo, allegramente, a suon di slogan, raccontando la favola che sarà tutto più bello domani. No! Non sarà così! Dobbiamo renderci conto che questi provvedimenti sono gravissimi e non vanno affrontati con la logica ideologica, semplicistica del "Regione contro Stato".
In tutta l'Italia c'è un dibattito sul rapporto fra Enti locali e Centro. La posizione di neo-centralismo del Governo Monti va battuta, ma non soltanto per la Valle d'Aosta: va battuta nell'interesse generale! Se noi siamo dei federalisti e crediamo nel federalismo come strumento di miglior governo della società - io lo penso profondamente - è una battaglia che va fatta insieme a tante altre realtà! Altrimenti usciremo perdenti, schiacciati da questa logica che davvero è penalizzante, la logica che trasmette automaticamente tagli europei, tagli nazionali scaricati su enti locali. Quindi ci vuole, secondo me, un altro approccio culturale anche nell'affrontare questi tagli, questo approccio culturale che io ancora non vedo nella maggioranza, ma che auspico che i tempi difficili che viviamo ci porteranno tutti a fare al più presto!
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altre richieste? La parola al collega Perron.
Perron (UV) - Presidente, grazie.
Per riconfermare il voto favorevole del nostro gruppo e non per rovinare un clima natalizio nel quale siamo tutti buoni, ma per mettere un po' anche al giusto posto un atteggiamento che riguarda gli esponenti della maggioranza. Perché io non accetto il tono grave con il quale si denunciano certi comportamenti che ci riguardano. Ieri è stata convocata una Commissione e uno dei nostri colleghi era assente, era a Roma per impegni: per un disguido, del quale ci siamo assunti e ci assumiamo la responsabilità, non abbiamo potuto sostituire fisicamente il componente assente. Ma ciò detto, non accettiamo e non accetto rimproveri che sono stati usati più volte da parte di chi abbandona le sedute delle commissioni! Perché il dovere di far parte della commissione riguarda esponenti della maggioranza come riguarda esponenti dell'opposizione. Le commissioni funzionano perché tutti i membri del Consiglio ne fanno parte!
Entrando nel merito, ieri la presidenza della Commissione era garantita dalla Vicepresidente Péaquin e se i colleghi della minoranza non abbandonavano la commissione, la commissione poteva tranquillamente esprimersi. E sempre entrando nel merito - visto che era un atto fondamentale per gli Enti locali - se era un atto fondamentale per gli Enti locali, la Commissione poteva esprimere parere! La Commissione non ha espresso parere, perché una parte ha abbandonato la seduta della commissione, rendendola deserta! Tutto lì! Quindi io non accetto rimproveri di superficialità, di deplorazione sui nostri colleghi, quando semplicemente, per un disguido del quale ci siamo assunti la responsabilità, uno dei nostri membri era assente! In aggiunta io credo che potevate tranquillamente prendervi politicamente il merito di aver approvato questo atto, se era così fondamentale per gli Enti locali, invece questo non è avvenuto! Quindi da questo punto di vista, pur assumendoci le responsabilità fino in fondo di quelli che sono gli atteggiamenti della maggioranza in commissione, non prendiamo lezioni da nessuno!
Presidente - La parola, per dichiarazione di voto, al collega Vicepresidente Rosset.
Rosset (UVP) - Per fatto personale, come componente della Commissione, e non per dichiarazione di voto che è già stata fatta. Ora, giustificare l'ingiustificabile credo... Collega Perron! Accusare l'opposizione di abbandono quando dopo mezz'ora, o 22 minuti come meglio crede, i componenti della maggioranza non ci sono, lei può dire tutto quello che vuole! Tutto quello che vuole!
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
Lei può dire tutto quello che vuole, ma non può dire che manca da parte della minoranza il senso di responsabilità! Noi c'eravamo, ci siamo sempre stati! Abbiamo aspettato! Ora se questo aspettare viene considerato un atto di poca responsabilità... beh, Signori miei! Io non ho accusato chi non c'era, giustificato, perché aveva impegni, ma io manco nel senso di responsabilità in chi doveva esserci a sostituire! Non è un problema nostro, è un problema vostro! Ma che lei venga qui a fare un "pistolotto" alla minoranza per una mancanza di responsabilità, eh beh! Se permette, Perron, io non lo accetto! Non lo accetto, perché il sottoscritto può dire tutto quello che vuole ma non della giusta attenzione! E poi sulle dichiarazioni, se lei crede di poter giustificare un fatto di superficialità con un atto di accusa, ah beh! Io lascio alla popolazione, agli enti locali valutare! Chi c'era, era lì e chi non c'era se ne assuma la responsabilità! Ma che lei voglia giustificare, se permette mi sembra un po' esagerato anche sotto Natale! Grazie.
Presidente - Collega Chatrian, per fatto personale?
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Non ho voluto assolutamente, oggi, affrontare la brutta pagina che di nuovo, per l'ennesima volta, questa maggioranza ha scritto ieri mattina in Commissione consiliare. Rimango basito dalle dichiarazioni del collega! I miei genitori mi hanno sempre insegnato che se uno non è presente, se uno non c'è y è miou ita quei, è meglio stare zitti. Ieri mattina in Commissione consiliare, responsabilmente, non abbiamo fatto nulla di anormale, abbiamo fatto solo semplicemente il nostro dovere: eravamo presenti sei Consiglieri regionali di minoranza, sei! Tre della II Commissione, più altri tre che sono venuti perché interessati all'atto amministrativo. E questa maggioranza, Presidente Rini, non è in grado neanche di garantire il numero legale per affrontare tre delibere di Giunta!
Forse era l'occasione per non aprire questo dibattito. Abbiamo un dovere, non ce l'ha detto il dottore. Forse era il momento, veramente, di non fare altre figuracce, perché mi sembra che le figuracce in questo periodo si stanno moltiplicando e ogni tanto il silenzio è veramente, veramente d'oro! Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Cognetta, per dichiarazione di voto.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Come dichiarazione di voto, noi siamo contrari a questo disegno di legge e lo siamo per due motivi: il primo è relativo alla politica che viene fatta in questo Consiglio da parte della Giunta. Non siamo favorevoli a questo disegno di legge, né tantomeno a ciò che viene fatto a Roma, perché la politica che mette in campo Roma rispetto all'Italia ci vede in tutte le maniere contrari, di conseguenza le due cose sono collegate e noi chiaramente votiamo contro a entrambi.
Una piccola questione rispetto alla Commissione, nella quale io ero presente ieri. Molto brevemente: noi abbiamo aspettato il tempo necessario; al contrario di quanto riportano i giornali eravamo presenti, questo ci tengo a precisarlo! C'è un Regolamento, noi lo rispettiamo, anzi arriviamo anche prima del momento delle riunioni, però passato il tempo noi prendiamo e andiamo. Ci dispiace per la maggioranza che tende poi a ribaltare su di noi i problemi che ha al suo interno, ma se magari risolvessero i problemi potremmo lavorare meglio!
Presidente - Altri in dichiarazione di voto, colleghi? La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Pour être clair, l'Union Valdôtaine Progressiste travaillera toujours pour la défense de notre autonomie et l'Union Valdôtaine Progressiste travaillera toujours pour défendre les intérêts des valdôtains et du Val d'Aoste. Donc sur ce point, collègue Ego Perron, vous pouvez rester tranquille. Défendre l'autonomie pour nous ça veut dire aussi changer la façon de gérer et de la gérer. Changer la façon de gérer une démocratie qui n'existe plus et surtout changer la façon de gérer l'administration régionale et c'est pour ça que depuis le début de cette législature on travaille pour faire des signalisations ponctuelles et des confrontations que nous avons imaginé de pouvoir faire avec vous.
Difendere l'autonomia però vuol dire veramente, a questo punto, metterci d'accordo che con il 31/12/2013 si chiude una prima parte di legislatura, si comincia a lavorare, come qualche Assessore ha compreso fare. Perché l'Assessore al turismo, ieri pomeriggio, ha potuto comprendere dai gruppi di opposizione e i gruppi di opposizione hanno potuto comprendere dall'Assessore al turismo che se c'è voglia di confrontarsi sui temi in maniera onesta, sincera, con i dati alla mano, con la capacità di vedere i valdostani prima che le sigle delle forze politiche, i gruppi di opposizione ci sono e sono lì a dare il proprio contributo. Se, invece, dare il proprio contributo vuol dire semplicemente dire che siamo contro a questa imposizione dello Stato che, sappiamo da mesi, ci chiede questi soldi e alcuni di questi sono stati chiesti nell'ultimo periodo; se non c'è nessun percorso che permette ai gruppi di opposizione di andare a definire come alloccare nei vari capitoli di bilancio il taglio che porta ad una somma così importante, Assessore Baccega, allora non si può chiedere uno sforzo se non c'è una condivisione, una compartecipazione. La condivisione la possiamo dare nella misura in cui veniamo messi nella possibilità di poter lavorare a questi obiettivi.
Quindi saremo sempre a difendere la nostra Regione, sempre a difendere la nostra autonomia. Speriamo che dall'anno nuovo si abbia la forza - Assessori, Presidente della Regione - di metterci in condizione di lavorare in maniera diversa. Se non cambia metodo di lavoro non potremo essere dei difensori dell'autonomia, soprattutto perché non potremo difendere neanche la nostra autonomia, neanche il nostro percorso di riconoscimento sul territorio ai nostri elettori, a chi ci ha sostenuto, delle cose che veniamo a fare qua. E il venire a dire che la legge 48 è un percorso condiviso negli ultimi tre anni, non lo possiamo dire: il Presidente è ben testimone del fatto che in quell'Assemblea più volte ho sostenuto che o cambiano le regole o è inutile andare in deroga alla legge 48. Certo che si può andare in deroga, ma se si va in deroga per quattro anni di fila la deroga è diventata una regola!
La regola non l'abbiamo ancora definita: definiamone una nuova, perché io non riesco a capire come i miei ex colleghi non si rendano conto che hanno una parte di bilancio che non amministrano, non decidono, non discutono. Una parte di bilancio dove i dirigenti della Regione e gli Assessori della Regione fanno le scelte per loro. Di questa mattina segnalazioni che noi avremmo anche delle risoluzioni, ma per correttezza di quello che abbiamo oggi all'ordine del giorno non le abbiamo presentate, ma di questa mattina segnalazioni che sono su finanza locale capitolo dei trasporti dove non c'è un Sindaco che sa cosa è successo, non c'è un amministratore che sa cosa è successo! Allora, che autonomia di soldi hanno dentro questa finanza locale, per una parte della loro finanza locale? Riscriviamo questa legge 48! L'ho detto: se il 95 percento non è più possibile concederglielo si deciderà che saranno di meno, ma è inutile dire che ci sono dei soldi che loro non amministrano.
Quindi il voto contrario va non a difesa dell'operato della Regione, anzi! Se prima o poi ci volete coinvolgere in un documento forte che il Consiglio regionale porta fuori di qua, porta a Roma, mette in mano a dei Parlamentari che si devono ricordare che hanno anche diciassette dell'opposizione che li possono magari sostenere, se prima o poi viene fuori un documento del genere magari saremo in grado anche di esprimere una forte voce dei trentacinque Consiglieri che dicono: facciamo un percorso diverso. Ma se il percorso diverso vuol dire solo arrivare alla fine di cose che altri discutono, altri decidono e non veniamo messi mai nella condizione di poter dare i nostro contributo, probabilmente non ci sarà la possibilità di essere insieme i difensori della nostra autonomia. Il concetto di sovranità ce l'abbiamo ben chiaro e stato tranquilli che lo faremo vedere su materie molto concrete per le tasche dei cittadini, perché abbiamo perso un po' di vista il fatto che la sovranità vuol dire anche ogni tanto imporsi su chi su di noi continua a fare delle scelte.
Presidente - Grazie. Non ci sono altre richieste? Per dichiarazioni di voto, la parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
Je regrette que le collègue Perron qui a normalement une grande sensibilité politique, ait perdu l'occasion pour se taire en rapport à la convocation de la IIe Commission de hier matin, qui a vu l'absence de la majorité. Voyez-vous collègue Perron, je crois que depuis le début de cette législature, comme minorité et comme groupe de ALPE, nous avons toujours essayé de démontrer que notre premier objectif est celui de se rendre utile à la Vallée d'Aoste. L'exemple est la Commission sur le tourisme qui a été convoquée pour hier, avant-veille de Noël: nous n'avions pas d'objectifs strictes, nous n'avions rien à voter avant la fin de l'année, comme cela c'était le cas pour la IIe Commission. Nous avons convoqué une Commission sur le tourisme, hier, une commission qui a duré quatre heures, de deux heures et demi jusqu'à six heures et demi, avec une présence de la minorité, avec des membres de la minorité qui étaient présents...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...alors, du groupe de ALPE nous étions présents quatre sur cinq, je crois que l'UVP était représentée par cinq Conseillers sur sept, un membre du Movimento Cinque Stelle, un membre du Parti Démocrate et je répète il n'y avait aucune nécessité stricte qui nous imposait cette commission. Nous avons voulu aller débattre du tourisme avec la majorité et avec l'Assesseur au tourisme. Pour vous dire que notre disponibilité y est toujours!
En revenant au projet de loi en question, malheureusement nous devons constater que le parcours d'approbation de ce projet de loi a été caractérisé par deux moments très graves, de notre point de vue, qui sont la démonstration, encore une foi, de la vision absolutiste et non transparente de cette majorité. D'abord le triste épisode de l'avis exprimé par le Conseil des administrations locales qui n'en était pas un et puis le deuxième point de l'article 1 que vous allez maintenant abroger, mais qui n'aurait même pas dû exister! Encore une foi vous voulez dépasser...
Presidente - Scusate, si fa davvero fatica a seguire la collega, un attimo di silenzio.
Morelli (ALPE) - Encore une foi vous voulez dépasser le Conseil, vous avez voulu ramener au Gouvernement régional des...
Presidente - Per cortesia...
Morelli (ALPE) - Scusate se con il mio intervento disturbo le discussioni in aula...
Presidente - Sospendete il tempo alla collega Morelli. Un po' di silenzio colleghi, per cortesia: lasciate terminare la collega.
Morelli (ALPE) - Semplicemente per dire che il nostro voto è contrario, perché vogliamo ancora una volta sottolineare come l'atteggiamento di questa maggioranza sia un atteggiamento che non tiene assolutamente conto di quella che è la disponibilità della minoranza. Lo ripeto, noi ieri in IV Commissione con l'Assessore al turismo abbiamo avuto uno scambio aperto e franco su un argomento importante, che dimostra che da parte nostra c'è la disponibilità a interagire quando si mettono le carte sul tavolo, quando le cose sono chiare. Non possiamo invece condividere l'atteggiamento ancora una volta ambiguo e poco trasparente di questa maggioranza, che per di più per bocca del Consigliere Perron viene a stigmatizzare atteggiamenti della minoranza che non corrispondono assolutamente alla realtà! Ieri mattina nella II Commissione i membri di minoranza c'erano tutti, ce n'erano addirittura tre in più: è da parte della maggioranza che è mancata la presenza.
Veramente! Io mi riallaccerei a quanto ha detto il Consigliere Ferrero, forse non con i suoi toni cruenti, ma mi auguro che questa sospensione per le feste porti la maggioranza a ragionare sulla necessità di atteggiamenti diversi, su metodi diversi, sul rispetto e l'accoglimento anche delle aperture che la minoranza cerca di portare avanti.
Presidente - Grazie collega Morelli. Ha chiesto la parola il collega Donzel, per fatto personale. Prego.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Intervengo per fatto personale per chiarire, visto che la gente ci sta seguendo, che il gruppo Partito Democratico-Sinistra VdA era presente alla riunione di ieri pomeriggio e il nostro rappresentante non si è assolutamente assentato durante i lavori della lunga commissione. Tengo a precisare che, nonostante non siamo membri della II Commissione, eravamo presenti anche al mattino e non soltanto come uditori, ma sempre come partecipanti attivi e tengo a precisare ulteriormente - e lo dico davanti alla maggioranza, che forse è bene che si faccia un esame di coscienza - che mai come in questa legislatura le forze di minoranza sono presenti in numero addirittura aggiuntivo rispetto a quello obbligatorio previsto dalla rappresentanza obbligatoria. Quindi, per cortesia, quando volete farvi lo show in Consiglio regionale per chiudere l'anno in bellezza, vedete di attrezzarvi meglio e di immaginarvi che non siamo più disponibili a tollerare questa arroganza e queste affermazioni false in Consiglio regionale. Mai come in questo momento le Commissioni sono partecipate, tant'è che addirittura associazioni che sono venute in audizioni hanno detto: 'ma cosa sta succedendo in questo Consiglio regionale? Cosa ci fa tutta questa gente in Commissione?', proprio perché la minoranza partecipa in modo attivo e non soltanto in termini di presenza obbligatoria; tutti siamo interessati a dare risposte ai problemi che in questo momento stanno attanagliando la Valle d'Aosta. Quindi è davvero indegno e indecoroso che si faccia riferimento a un membro di minoranza che si alza, e non so neanche chi è, ma sicuramente la minoranza era oltre modo rappresentata e sicuramente il PD-Sinistra-VdA era rappresentato in quelle commissioni. Io spero che ci sia una volta tanto qualcuno che chiede scusa e che non ripetiamo le sceneggiate del Sindaco Giordano dove si spara a zero e non c'è neanche la volontà dopo di dire: forse ho esagerato! Dite: abbiamo sbagliato, stiamo esagerando, siamo fuori strada!
Presidente - Grazie. Per dichiarazione di voto, la collega Certan.
Certan (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Il membro di minoranza che si è alzato e se ne è andato alle 17,30 di ieri, dopo tre ore di riunione, sono io. Credo che sia giusto che i cittadini sappiamo qual è il nostro orario. Allora: ieri mattina - io sono membro della IV Commissione, ma ho partecipato anche alla II - alle nove e mezza ero nell'aula commissioni, dove sono stata per 25 minuti quando poi abbiamo abbandonato perché mancavano quelli di maggioranza. Sono stata nel mio ufficio fino alle una e venti; alle due e un quarto siamo rientrati in commissione; alle due e mezza abbiamo iniziato la IV Commissione fino alle cinque e mezza. Alle cinque e mezza avevo un altro impegno legato sempre al mio ruolo da Consigliere regionale: ho lasciato la Commissione dove sono membro effettivo, ma c'erano a sostituirmi - e ho avvisato il Presidente Isabellon che uscivo dalla Commissione - la collega Morelli che è il nostro Capogruppo e il Consigliere Chatrian, e appena prima di me anche il collega Roscio ha abbandonato la Commissione, ma lui non ne è membro. Quindi noi eravamo in quattro di ALPE su cinque. Credo che se dobbiamo proprio andare a cercare il pelo nell'uovo lo cerchiamo, ma lo andiamo a cercare a tutti, perché credo che non ci si debba permettere.
Accetto le scuse del collega Perron, che sono arrivate in modo informale: perlomeno lui le ha fatte. Altri Sindaci non si sono neanche degnati di dire 'crepa': va bene, sarà stata una scivolata di cattivo gusto. Ma credo che se proprio c'era qualcuno a cui tirare le orecchie forse quelli non eravamo noi, soprattutto della minoranza, che siamo quasi sempre partecipi: non dico dodici, quindici su diciassette ma quasi. Credo proprio che se poi dobbiamo farci gli auguri in questo modo... per carità! Facciamoceli pure: li faremo fino in fondo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Viérin Laurent, prego.
Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Io sinceramente non volevo intervenire, perché il dibattito è stato approfondito: ci eravamo organizzati con degli interventi anche preparati su questo tema, sul tema degli Enti locali. Ma dopo l'intervento a gamba tesa del collega Perron, due precisazioni sono doverose anche alla vigilia di Natale, forse soprattutto alla vigilia di Natale: lo prenda come un regalo natalizio collega Perron.
Noi non accettiamo, in questo caso e neanche su altri episodi, di essere additati come quelli che sono la causa della mancanza di provvedimenti approvati o di numero legale di commissioni, per pecche o mancanze che sono della maggioranza. Noi capiamo che ci siano delle difese a oltranza da dover portare avanti, ma non le accettiamo. Avete iniziato questa legislatura senza riuscire ad esprimere un Presidente del Consiglio nella prima adunanza, avete avuto i franchi tiratori sin da subito, non avete rispettato un minimo di regole in nessuna nomina e in tantissimi episodi di cui abbiamo discusso in questo Consiglio. In commissione l'Assessore Farcoz non si è presentato una volta, il Presidente è stato assente in altre audizioni - ne abbiamo parlato durante l'ultimo Consiglio - e oggi venite qui a dirci che è colpa dell'opposizione se ieri pomeriggio e ieri mattina ci sono stati questi disguidi! Noi queste cose non le accettiamo! Non le accettiamo proprio perché crediamo che anche la politica sia una cosa seria, come tanti altri settori che noi consideriamo fondamentali. E se vogliamo ridare dignità all'immagine della politica all'esterno che già è bistrattata, e spesso è bistrattata a ragione, iniziamo a non farci del male da soli, collega Perron! Perché, se non avete la possibilità e la capacità di garantire un numero legale in una commissione, con il Presidente che chiama gli uni e gli altri per farli arrivare per sostituire qualcuno, forse o siete organizzati male o eravate già impegnati per i regali natalizi e avevate altri impegni. Ma oggi almeno la dignità di essere silenti e di glissare su una pecca che è vostra!
Tra l'altro, Presidente, noi non saremmo intervenuti su questo argomento, anche perché le comunicazioni del Presidente del Consiglio non sono state inserite, quindi il tema era quello degli Enti locali e le chiedo scusa di utilizzare la dichiarazione di voto per una precisazione su un altro argomento, ma noi crediamo che le scuse fuori dai microfoni non ci interessino e che se c'è stata una caduta di stile e un'ammenda che viene riconosciuta, ecco: che questa arrivi! Perché noi non crediamo, anche se il Consiglio è diventato un evento mediatico, che fuori la comunità abbia capito questa cosa. Veramente! Sul rispetto delle regole noi abbiamo fatto delle battaglie e stiamo facendo delle battaglie: non accettiamo gratuitamente di essere accusati di qualcosa di cui non siamo responsabili.
Concludo parlando anche di Enti locali. La cosa che più stupisce è che si venga in quest'aula in un momento di condivisione su un provvedimento del genere - al di là poi di come uno si esprima - e si venga qui a sbandierare la correttezza nei rapporti. Allora noi, per dirla tutta, crediamo che se condivisione c'è in quest'aula e se c'è rapporto di sinergia che rivendichiamo con gli Enti locali, oggi visto che c'è stato un emendamento dell'Assessore Baccega - sul quale ci esprimeremo, quindi non entriamo nel merito della positività e negatività di questo emendamento - anche questo avrebbe dovuto essere concordato con gli Enti locali. Visto che sono quindici giorni che parliamo di rapporti con gli Enti locali: il parere, non il parere; Giordano che vuole essere difeso dai suoi, poi non è stato difeso; voleva dimettersi, ma poi di persone che abbandonano le poltrone ne vediamo ben poche... Un parere che è stato espresso su un disegno di legge, che oggi noi modifichiamo ulteriormente senza avere l'assenso degli Enti locali. Questo per dire che, se il modo di lavorare che vi state dando fosse migliorato, si riuscirebbe tutti assieme ad avere quella condivisione ed ottenere quei risultati che noi tutti auspichiamo. Fare tutta questa battaglia ideologica, mettendo i Sindaci contro il Consiglio regionale da una parte, per poi dire che noi abbiamo rallentato l'iter di una legge e arrivare poi qui raffazzonando un provvedimento senza aver peraltro ascoltato le nostre osservazioni. Osservazioni che sarebbero andate nella direzione di questo emendamento, perché anche durante l'ultimo Consiglio noi eravamo disposti ad andare avanti e poi qualche Assessore non ha voluto accettare questa cosa dello stralcio che oggi viene ricompreso in questo articolo. Noi avremmo già voluto discutere nell'ultimo Consiglio questo provvedimento, oggi almeno abbiate la dignità di ricostruire i fatti come sono! Quindi concludo, Presidente: noi crediamo che sul rispetto delle regole, sui rapporti istituzionali e sulla presenza e sull'impegno in politica noi ci siamo, cercate di esserci anche voi!
Presidente - Colleghi, non ci sono altri iscritti a parlare? Ha chiesto la parola il collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - I giornali non hanno tenuto conto che io ieri in questa riunione c'ero, pur non facendo parte della II Commissione, e tenuto conto che oggi, mio malgrado, non ci sarò alla riunione della II Commissione, io ne approfitto - tenuto conto che c'è anche il Presidente - e solleverò pubblicamente quali erano le domande che avrei voluto chiedere in II Commissione. In merito al discorso del Patto di stabilità degli Enti locali, torniamo sempre al solito argomento: quest'anno per la prima volta viene introdotto il Patto di stabilità e all'interno della norma che fissa soprattutto il mancato raggiungimento 2013, non vengono fissati quelli che sono gli interventi sanzionatori. Tenuto conto che c'è una norma dello Stato che fissa riduzioni di spesa per il personale, riduzioni indennità e gettoni di presenza e quant'altro, noi vorremmo capire come mai non viene fissato prima. Per cui si dice: "dopo aver acquisito i dati e certificazioni, procederà su proposta del comitato finanza a determinare quali saranno...". Perché non vorremmo che anche qua ci fossero figli e figliastri, nel senso che, tenuto conto che qualche anticipazione su chi non rispetterà il patto già ce l'abbiamo, non vorremmo che siano i virtuosi che rispettano il patto a pagare per chi non lo rispetterà. Questa è la domanda che volevo fare.
Legato al discorso che dicevo prima mi pare quanto mai inopportuno, anche per rispetto di chi non fa parte della Commissione, che queste commissioni vadano deserte. Questo ci tenevo a dirlo, perché ho la vaga sensazione che ancora una volta si guardi in faccia chi sarà che non rispetta il patto per decidere poi le sanzioni e questo sarebbe un ennesimo comportamento scorretto verso chi il patto lo rispetta e chi magari ha fatto sacrifici per rispettarlo!
Presidente - Grazie. Vi sono altre richieste? Colleghi possiamo passare all'esame dell'articolato?
Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin?
Rollandin (UV) - Molto brevemente. Oltre a dichiarare il voto a favore, volevo solo ricordare che per quanto mi riguarda - siccome è stato ribadito il discorso - l'unica volta che sono arrivato in ritardo in commissione, il Presidente della commissione aveva avvisato i commissari che arrivavo in ritardo e non è che non mi sono presentato. Ci tengo a dirlo: l'unica volta che sono arrivato in ritardo! Perché altrimenti rischiamo di fare confusioni.
Volevo anche dare una brevissima risposta al collega Donzel che mi aveva sollecitato il discorso dei genitori che sono in Congo per le adozioni: abbiamo fatto una richiesta all'Unità di crisi del Ministero degli Esteri, ma non si occupa della situazione delle famiglie bloccate in Congo. Siamo in attesa di sentire attraverso l'ambasciata. Se ci sono novità le farò avere al collega. Siccome ne aveva parlato, mi sembrava giusto rispondere anche a questa sollecitazione.
Sugli altri punti io credo che sia corretto solo una brevissima considerazione nei confronti delle affermazioni del collega Gerandin. Sul Patto non si guarda nessuno: il discorso del Patto è che, in analogia con quello che succede per altri, a chi sfora, a chi è fuori dal patto verrà trattenuta la parte che sfora. Quindi non ci saranno assolutamente problemi.
Presidente - Grazie Presidente. Possiamo passare all'esame dell'articolato? Passiamo all'esame dell'articolo 1, dove vi è l'emendamento soppressivo del comma 2 presentato dall'Assessore Baccega. Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta.
Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Mettiamo in votazione, ora, l'articolo 1. La votazione è aperta.
Possiamo chiudere la votazione?
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 18
Contrari: 17
Il Consiglio approva.
Possiamo dare lo stesso risultato per l'articolo 2? Stesso risultato. Stesso risultato per gli articoli 3, 4, 5, 6, 7 e per gli allegati A, B, C e D.
Possiamo passare alla votazione della legge nel suo complesso?
Colleghi la votazione è aperta. Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 18
Contrari: 17
Il Consiglio approva.
Colleghi, con questo abbiamo esaurito i lavori di questa adunanza.
Auguro a voi tutti e a coloro che ci assistono durante i nostri lavori e a tutti quelli che ci stanno seguendo, un sereno Natale e un buon inizio 2014!
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L'adunanza straordinaria termina alle ore 12,09.
