Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 193 del 23 ottobre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 193/XIV - Interrogazione: "Modalità di effettuazione dei controlli nei confronti delle aziende per verificare il corretto utilizzo del contrassegno di qualità Saveurs du Val d'Aoste".

Président - Merci. Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Sì, grazie Presidente.

Il Consigliere Ferrero porta all'attenzione un argomento che è sicuramente un argomento che occupa l'agenda politica, perché il contrassegno "Saveurs" sta arrivando alla conclusione del periodo sperimentale che terminerà nel 2013 e quindi andranno assunte una serie di decisioni per il prosieguo. Rispetto all'interrogazione, che è un'interrogazione puntuale, si chiede di sapere quanti sono stati i controlli disposti dall'Amministrazione regionale. Durante questo periodo sperimentale le attività di controllo formale effettuate sono state cinque: due conseguenti a reclami pervenuti dalla clientela dei ristoranti, inerenti una presunta assenza di qualità nei piatti somministrati ai clienti, e tre disposte a campione dalla struttura competente, in base alle procedure approvate con la delibera di Giunta.

Relativamente ai due casi di reclamo, in un caso è stato formalmente chiesto da parte della struttura competente all'esercente di rappresentare le proprie controdeduzioni; nell'altro è stato invitato l'esercente ad un colloquio con il dirigente competente, sempre per rappresentare la propria versione dei fatti. In entrambi i casi, tenuto conto di tutte le informazioni raccolte, è stato deciso di limitarci ad un invito agli esercenti di prestare maggiore attenzione nelle informazioni da fornire alla clientela in merito all'organizzazione dei menù e alla composizione dei piatti.

Per quel che concerne l'attività di controllo a campione, è stato dato formale incarico alla Finaosta, la quale ha provveduto ad effettuare un sopralluogo presso le unità locali degli esercenti selezionati per l'esercizio dell'attività ispettiva prevista dalle norme vigenti. Su tre casi due non hanno fatto emergere alcuna irregolarità, mentre per il terzo operatore è emersa la non conformità dei requisiti previsti per la sola area dell'approvvigionamento e la conformità per le altre due aree di requisito, cioè l'offerta e la struttura. Anche con riferimento a questo caso, ci si è limitati ad un invito ad una maggiore scrupolosità nella gestione delle forniture.

Relativamente alla problematica delle procedure di controllo, infine, si è pensato di introdurre in prospettiva il ricorso alla figura del client mystery o avere proprie indagini di custom satisfaction. Questi sono dei ragionamenti che si stanno facendo, ma non vi nego che l'argomento non è solo quello del controllo. Sono ovviamente avviati degli incontri anche con le associazioni di categoria, così come l'Associazione...la Coldiretti, per capire il prosieguo di questo dossier.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Mi pare che anche qui siamo a fare una specie di contrassegno di qualità "alla valdostana". Basterebbe guardare quello che succede in Piemonte riguardo ad un contrassegno, ad un marchio di qualità simile e possiamo rilevare che la situazione è decisamente diversa. C'è un'attenzione che è un'attenzione scrupolosa soprattutto in questo periodo per quanto riguarda la questione igienico-sanitaria, ricordiamo che lo stesso Assessore Marguerettaz alcuni anni fa era stato coinvolto proprio nell'ambito di una manifestazione che doveva promuovere il contrassegno "Saveurs du Val d'Aoste", diciamo, in un incidente di percorso che gli aveva causato una grave tossinfezione alimentare a lui e ad altre persone. Se voi andate a vedere i disciplinari che ci sono in Piemonte o in altre Regioni per analoghi contrassegni, notate che c'è uno scrupolo estremo, perché? Perché bisogna stare attenti a non fare degli investimenti sbagliati, si investono dei soldi per eventualmente anche qualificare delle strutture, poi una di queste strutture o due di queste strutture, per inefficienza nei controlli, per mancate verifiche, vanno sostanzialmente a fare cadere l'immagine che magari si è guadagnata sul marchio di qualità con anni di sforzi, anni di investimenti e anni di pubblicità.

Noi quindi anche su questa questione...è ottimo il fatto di individuare un contrassegno di qualità che sia un punto di riferimento per il turista e per i valdostani, però finora abbiamo notato che, in assenza di controlli, all'italiana...e noi abbiamo anche molte segnalazioni da parte di persone che sono arrivate...sostanzialmente il disciplinare...che sono le regole che devono essere rispettate dagli esercenti, siano essi ristoratori oppure venditori, alla fine non vengono rispettate in molti casi. Ci vuole quindi un controllo che sia un controllo effettivamente efficace, sennò possiamo archiviare anche la questione "Saveurs du Val d'Aoste" in un armadio come le occasioni mancate. Grosse spese, grossi studi da parte del Politecnico di Torino, che abbiamo pagato, dei malloppi di centinaia di pagine, che poi alla fine per la pratica applicazione sono stati poi ridotti a qualche paginetta.

Sostanzialmente quindi, secondo noi, è la solita questione delle mega consulenze, dei mega studi di fattibilità, poi quando andiamo a vedere quali sono i risultati, notiamo che ormai del contrassegno "Saveurs du Val d'Aoste" si sono quasi perse le tracce. Iniziative non ce ne sono più, gli stessi ristoratori si lamentano, perché dicono: "sì, abbiamo questo contrassegno, ma cosa ne facciamo?". C'è un piccolo sito, parte del sito internet sulle pagine dell'Assessorato del turismo, e si riduce tutto lì. Abbiamo fatto anche questa cosa, ma alla fine, quando facciamo un bilancio, il bilancio sostanzialmente è negativo.

Président - Point 7 à l'ordre du jour.