Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2769 del 9 gennaio 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 2769/XIII - Rinvio della sostituzione di due Consigliere regionali e di una componente in seno alla Consulta regionale per le pari opportunità di cui alla legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53.

Presidente - Il Consiglio regionale è invitato a procedere all'elezione di due nuove Consigliere regionali in seno alla Consulta regionale per le pari opportunità in sostituzione della Consigliera Emily Rini, eletta Presidente del Consiglio regionale con provvedimento n. 2575 del 19 settembre 2012, e Patrizia Morelli, che ha presentato le proprie dimissioni con lettera del 1° ottobre 2012 e di una nuova componente, in sostituzione della Signora Liliana Cornaz, che ha comunicato di rassegnare le proprie dimissioni con lettera dell'8 ottobre 2012. la Signora Liliana Cornaz era stata eletta componente della Consulta per le pari opportunità ai sensi della lettera d) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 53 del 2009, in rappresentanza del gruppo ALPE, pertanto, non essendo prevista dalla legge regionale una preventiva designazione di candidature da parte di organismi di cui alla lettera a), è necessario che all'atto della proposta del nominativo della candidata da eleggere in sostituzione, i proponenti esplicitino l'organismo di cui la candidata è componente. Le elezioni avverranno con due votazioni separate.

Ha chiesto la parola il Presidente Emily Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Merci, Monsieur le Président.

Cari colleghi, indubbiamente l'applicazione della legge 53 del 2009, la legge che ha appunto istituito la Consulta regionale per le pari opportunità...l'applicazione stessa di questa normativa ha evidenziato sicuramente alcune criticità, per questa ragione oggi, a nome delle forze di maggioranza, vi propongo di rinviare la sostituzione delle nomine e di aprire subito un tavolo di confronto fra tutte le forze di maggioranza...fra tutte le forze politiche scusate...per poter giungere ad una modifica di questa normativa, una modifica che mi auspico possa essere condivisa e che possa valorizzare al meglio questo importante organismo.

Presidente - È stato proposto un rinvio. Ha chiesto la parola la Consigliera Patrizia Morelli, ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Merci, Monsieur le Président.

Permettez-moi juste en début d'intervention, comme l'on parle de la Conférence pour l'égalité des chances, de m'associer à la communication de la Présidente Rini de ce matin pour ce qui concerne la disparition de Madame Barbara Cirabisi que j'ai eu le privilège de côtoyer à l'intérieur de la Conférence pour l'égalité des chances. Comme l'a bien dit notre Présidente, Barbara était une personne et une femme intelligente, belle, lumineuse que la maladie a emporté trop tôt. Je m'associe donc, ainsi que notre groupe, aux condoléances à sa famille. Je ne perds pas l'occasion pour répéter, pour resouligner encore une fois et pour rappeler au Conseil que depuis le début notre groupe a été contraire, absolument contraire par rapport aux changements que la majorité a voulu apporter à la vieille loi quant à la composition de la conférence et aujourd'hui la majorité même reconnaît que ces limites existent et que notre position était correcte. Nous rappelons que le vieux texte prévoyait une représentativité ample des associations, des syndicats, des partis politiques, des ordres professionnels, de la société qui s'avérait extrêmement enrichissante pour le débat à l'intérieur de la conférence.

C'était un débat probablement trop large pour cette majorité et avec la formulation que l'on avait voulu donner en 2009, des 23 femmes composantes la Conférence 19 étaient et sont nommées par la politique. On a voulu donc avec cette modification reproduire à l'intérieur de la conférence les mêmes mécanismes majorité-minorité du Conseil de la Vallée: ce qui a produit une limitation constante et aberrante du débat à l'intérieur de la conférence. De plus on avait voulu prévoir à l'intérieur de cette composition un nombre fixe de trois conseillères régionales, sans se rendre compte que l'on aurait pu se trouver dans la situation dans laquelle on se retrouve aujourd'hui, c'est-à-dire de n'avoir plus aucune disponibilité de la part des conseillères à faire partie de l'Assemblée de la Conférence, sauf voir rentrer, ou forcer en quelque manière à rentrer des conseillères qui ont donné leur démission.

Nous pensons qu'une réflexion s'avère absolument nécessaire quant au sens et à la raison d'être de cet organisme tel qu'il est aujourd'hui et là dessus je ne veux pas qu'il y ait des équivoques. Nous croyons à l'utilité de la conférence pour la parité des chances, mais ce n'est pas dans cette formulation actuelle qu'elle peut fonctionner. Nous sommes donc d'accord, nous participerons à la table pour prendre la plume et réécrire l'article sur la composition afin de garantir une représentativité significative, qualifiée et libre...politiquement libre, afin d'attribuer à la conférence la dignité et l'indépendance du jugement, qui sont indispensables pour faire croître de sérieuses politiques de parité, autrement il est impossible que cette conférence puisse remplir pleinement sa fonction et la situation, qui risquait de s'avérer aujourd'hui avec la rentrée dans la conférence de quelqu'un qui avait déjà donné sa démission, aurait vraiment eu un caractère grotesque et aurait été la démonstration de l'inopportunité et de l'inefficacité de cet organisme tel qu'il est aujourd'hui. Sur cette conclusion je tiens donc à exprimer notre disponibilité à travailler pour réformer cette loi. Merci.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Carmela Fontana, ne ha facoltà.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Nella seduta del 17 dicembre 2009 le colleghe della maggioranza presentavano la proposta di legge: "Nuove disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna e il riordino degli organismi di parità operanti in Valle d'Aosta". Durante la presentazione della proposta di legge venivano definite come polemiche e strumentalizzazioni politiche le idee diverse espresse dal PD che ci avevano portato a votare contro; ebbene, a due anni di attività di questo organismo, quelle idee e quelle criticità sono risultate tutte vere. Durante la discussione in aula, infatti, il Consigliere Donzel riteneva importante arrivare ad un testo bipartisan e sottolineava che la Consulta regionale per le pari opportunità doveva essere un soggetto terzo, estraneo alle logiche di maggioranza e minoranza per poter esprimere pareri con serenità ed esaminare le leggi che riteneva opportune.

Rileviamo quindi che i pareri espressi dalla consulta fino ad oggi o sono in contrasto rispetto a tutti gli organismi femminili del territorio nazionale e degli enti, organismi, associazioni valdostane sentiti in audizione, come quella sulla rappresentanza di genere e sulla modifica della legge elettorale, o non dicono nulla, come il parere sulla legge sulla violenza. Riteniamo inoltre che sarebbe stato molto importante conoscere il parere della consulta rispetto al piano delle politiche del lavoro, ai voucher della conciliazione come chiesto anche dal collega Rigo durante alcune interpellanze in Consiglio.

Il PD, in fase di discussione della legge, evidenziava inoltre che la composizione di questo organismo era totalmente squilibrata, con 18 nomine dal Consiglio e 4 dal basso, il che avrebbe potuto portare a logiche di maggioranza e di minoranza. Rispetto a questo punto, ascoltando l'intervento fatto in Consiglio dalla collega Morelli quando ha presentato le dimissioni, credo sia emerso con chiarezza che questo è avvenuto, come è altrettanto evidente che le 10 dimissioni ad oggi, le dimissioni poi ritirate della Presidente, e le cinque assemblee convocate senza numero legale da luglio ad oggi siano proprio sintomo di queste logiche, la dimostrazione che l'inconveniente del mancato raggiungimento del numero legale non si poteva risolvere in questo modo, ma ribaltando il numero delle elette dal basso rispetto ad altre come peraltro avviene in Trentino.

Nella relazione della legge poi si auspicava che la nuova consulta potesse prendere i provvedimenti necessari per combattere tutte le discriminazioni uscendo da un femminismo fine a sé stesso. L'analisi fatta dal nostro partito invece è che questa consulta non solo non è più luogo di partecipazione, ma non è nemmeno più in grado di fare rete e ha spostato quasi tutta la sua attenzione all'aspetto sanitario rispetto al raggiungimento delle pari opportunità. Accogliamo la proposta della Presidente, con l'auspicio che ci sia la volontà di fare una legge che dia più autonomia a questo organismo. Grazie.

Il Consiglio prende atto, concordando.

Presidente - Grazie. Se non ci sono altri interventi, l'atto viene rinviato. Punto 16 all'ordine del giorno.