Oggetto del Consiglio n. 2768 del 9 gennaio 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2768/XIII - Interpellanza: "Partecipazione operativa della Regione all'attività dell'Istituto piante da legno e ambiente".
Presidente - Il collega per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
I problemi del lavoro non hanno frontiera e credo non sia né sbagliato, né inopportuno che si mantengano nell'interesse non solo delle posizioni lavorative, ma anche del capitale di competenze e di esperienze acquisite, accumulate negli anni delle realtà significative come quella dell'IPLA, l'Istituto delle piante da legno, a cui la Regione Valle d'Aosta aderisce credo da ormai più di 20 anni ed è un partner di minoranza naturalmente, ma con una quota significativa del 12 percento dell'azionariato. Siamo partner di una struttura, di un ente strumentale importante nel rilevamento dei dati ambientali, nella conservazione delle risorse naturali. Non se ne parla spesso in verità qui da noi, ma il problema è esploso nel corso degli ultimi tempi, in particolare nell'autunno scorso con un rischio sempre più concreto di dispersione di questo capitale lavorativo e abbiamo appreso proprio pochi giorni fa che dal 7 di gennaio tutti e 50 i dipendenti dell'IPLA sarebbero in cassa integrazione in deroga. E cosa rappresenti per un ente che opera nel settore della ricerca e del supporto alle politiche ambientali una situazione di cassa integrazione, con evidentemente l'impossibilità concreta di operare con gli enti di riferimento, con le strutture esterne, con gli altri enti di ricerca è facilmente immaginabile. Non si tratta di girare una chiavetta: sono progetti, programmi, attività che rischiano fatalmente di vedere compromesso tutto il loro sviluppo futuro. Se ci siamo posti il problema, è anche perché dalla comunicazione, dalla stampa di queste ultime settimane si è appreso che concretamente dal Piemonte si guardava alla Valle d'Aosta come un interlocutore possibile per una svolta dell'istituto. "Sto cercando il Presidente Rollandin -diceva l'Assessore Claudia Porchietto poche settimane fa, l'Assessore al lavoro della Regione Piemonte, che ieri mattina aveva partecipato al tavolo di crisi - per capire se si può lavorare a una soluzione che, ad esempio, preveda la sede locale in Valle d'Aosta e quella operativa a Torino". Ho preso questa dichiarazione da La Stampa di Torino del 5 dicembre scorso ed effettivamente è corsa questa voce nell'ambiente lavorativo in questione. Credo che abbiamo ancora, Presidente, una rappresentante nel collegio sindacale di questa società, c'è ancora un minimo di coinvolgimento anche diretto ed operativo e ci interessa sapere - ma penso interessi di più ai lavoratori in questo caso, ma interessa anche alla Regione e a chi opera nel settore ambientale - se stiamo concretamente lavorando o meno a delle ipotesi di recupero e di rilancio di questo ente. Se vi siano state o se si intendano offrire delle commesse particolari nell'ambito delle attività che ha in corso l'Amministrazione, o che ha qualche ente collegato all'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta; se siano veritiere queste informazioni, se abbiano qualche fondamento, che pare si debba ricollegare in qualche modo, comunque, alle maglie strette della spending review e quindi alla necessità forse di dare un'altra configurazione tecnica a questo ente; se ci sia effettivamente questa ipotesi di spostamento in Valle, quale fondamento abbia avuto questa dichiarazione o se sia stata solo un'ipotesi unilateralmente formulata dalla Regione Piemonte e quindi se ci siano delle intenzioni precise rispetto al futuro di questa società. Non è una delle controllate di cui parliamo così spesso in casa nostra: è una piccola partecipata, piccola per quanto ci riguarda, ma siamo interessati, crediamo sia giusto comunque che ci siano informazioni chiare e trasparenti sulla politica che intende avere la Regione Valle d'Aosta nei confronti di questo ente. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Isabellon, ne ha facoltà.
Isabellon (UV) - Grazie Presidente.
Rispondo io in quanto tutta l'attività di collaborazione con l'IPLA ha sempre fatto riferimento al nostro Assessorato, in particolare al Dipartimento risorse naturali, anche per quello che riguarda la partecipazione a progetti di cooperazione a livello di Alcotra o a livello europeo. Ecco, è stato ricordato che questa collaborazione...ha più di 20 anni di adesione, in effetti l'adesione è del 18 febbraio del 1983, quindi 30 anni quasi, e in questo caso si era adottata una sottoscrizione di 200 milioni come inizio di collaborazione. Evidentemente la scelta all'epoca probabilmente era stata fatta proprio per incrementare quelle che erano le competenze locali, che avevano l'esigenza di avere dei supporti che localmente non c'erano e quindi nel tempo tutta una serie di attività si sono sviluppate.
Venendo al primo punto dell'interpellanza: "se siano state affidate commesse...", allo stato attuale posso riferire che all'IPLA è stato affidato l'incarico di attività di studio e ricerca previste nel progetto strategico Renerfor: "Iniziative di cooperazione per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili (bosco ed acqua) nelle Alpi occidentali, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra" nell'ambito del programma di cooperazione territoriale transfrontaliera Italia-Francia Alcotra 2007-2013, per un importo di 392 mila euro circa, con deliberazione 2000 del 2010: questo è quanto allo stato attuale è in corso. L'incarico decorre dalla data di sottoscrizione della convenzione e dovrà essere ultimato entro il 18 gennaio 2013.
Per quel che riguarda il secondo punto: "se siano intercorse intese con la Regione Piemonte in merito alla ricapitalizzazione dell'IPLA e al suo futuro gestionale", posso riferire che, per quanto riguarda questa richiesta, non vi sono state intese specifiche con la Regione Piemonte, che ha deciso di ricapitalizzare la società per ripianare le perdite accumulate al 31 ottobre 2012, che erano pari ad oltre 1 milione 143 mila euro.
Venendo al terzo punto: "se sia stata effettivamente prospettata e con quale esito l'eventualità dello spostamento in Valle d'Aosta della sede legale o operativa dell'IPLA", non ci sono stati contatti né con l'Assessore al lavoro, né con altri esponenti della Giunta regionale del Piemonte per uno spostamento in Valle d'Aosta della sede legale o operativa della società. Si tratta peraltro di un'ipotesi di cui non si capiscono i possibili benefici se parliamo in sede legale e alquanto difficile da immaginare per quanto riguarda la sede operativa, considerato, da un lato, quanto appena detto in merito alla composizione societaria e ai volumi di fatturato della società e, dall'altro, che IPLA occupa attualmente una sede di proprietà della Regione Piemonte dotata di laboratori, archivi, biblioteche e che comprende inoltre un'azienda agroforestale di 30 ettari.
Venendo all'ultimo punto: "quali siano gli intendimenti della Giunta regionale della Valle d'Aosta in ordine alla sua futura partecipazione operativa all'attività dell'Istituto e in che modo la stessa ritenga di dover operare per evitare la dispersione delle competenze e delle professionalità operanti all'interno dell'IPLA". Ecco, in merito a questo punto, per quanto riguarda tale aspetto, in primo luogo bisogna dire che, dal punto di vista societario, il Comune di Torino ha già comunicato che non parteciperà alla ricapitalizzazione. Come Giunta regionale, stiamo riflettendo sulla situazione e anche alla luce delle commesse affidate in passato e delle eventuali possibili esigenze per il prossimo futuro e le intenzioni verranno formalizzate a breve: questo tenendo in considerazione sia le risorse disponibili, sia il fatto che IPLA ricade appieno nell'ambito di applicazione dell'articolo 4 del decreto legge n. 95 del 2012, convertito nella legge n. 135 del 2012: il cosiddetto "decreto spending review", che è stato, tra l'altro citato, dal Consigliere Louvin nell'esposizione. La Giunta regionale del Piemonte, che è bene ribadirlo è l'ente controllante di IPLA, oltre che sostanzialmente l'unico committente della società, ha già comunicato di essere orientata verso la messa sul mercato di IPLA; questo è quanto allo stato attuale possiamo riferire. La Regione Piemonte ha già comunicato di essere orientata verso la messa sul mercato di IPLA; la risposta è stata predisposta dai nostri uffici in collaborazione con la Segreteria di Giunta.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin per la replica, ne ha facoltà.
Louvin (ALPE) - Assessore, stiamo vivendo tempi diversi da quelli che ha ricordato circa l'esordio della partecipazione e del coinvolgimento della Regione Valle d'Aosta nella nascita dell'IPLA: 30 anni dopo la situazione economica e le prospettive concrete di sviluppo di attività esterna degli enti pubblici non solo valdostani, ma anche piemontesi credo che siano nettamente cambiate. Non ci sorprende sentire che ci sono atteggiamenti di prudenza e di cautela, alcune vistose preoccupazioni però emergono da quello che lei ci ha detto: la prima è una sorpresa per il fatto che sia così difficile comunicare tra Torino e Aosta, salvo che sia totalmente inventato il fatto che si stesse cercando il Presidente...il fatto che non ci siano stati dei contatti diretti sorprende un po', perché so che normalmente il Presidente è una persona che comunica con il mondo esterno, comunica molto, tra l'altro adesso ho saputo anche in via telematica, "twitta"...dopo il Santo Padre anche il nostro Presidente della Regione si è dedicato a queste comunicazioni urbi et orbi. Mi sembra strano quindi che un Assessore della Regione Piemonte non riesca a comunicare in tema lavoro, lascio un attimo la parte di stretta competenza forestale...ma in tema lavoro, in tema società controllate, che sono di competenza della Presidenza, che le due Regioni non siano riuscite a parlarsi direttamente, a trovare una risposta che credo, stando a quello che sappiamo da questi ultimi giorni, della situazione di cassa integrazione in cui sono stati messi 52 dipendenti, mi sembra doverosa. Capisco le necessità e le riflessioni. Il Comune di Torino ovviamente non ricapitalizza...la situazione finanziaria del Comune di Torino ci è nota, a grandi linee leggiamo anche noi i giornali e "la Giunta regionale della Valle d'Aosta riflette". Beh, qui, Signori, si tratta di prendere delle decisioni! Si tratta di dire qualcosa a 50 famiglie e questo "a breve", Assessore, io confido veramente che sia molto molto breve!
Terza questione di ordine generale: mi rivolgo per l'attenzione che può avere su questo all'intero Governo regionale. Siamo in una fase nella quale si stanno chiudendo tanti rubinetti: questo è evidente. Gli enti di ricerca, di studio come questi, che non hanno una resa economica immediata, rischiano pesantemente di essere i soggetti più fragili, più colpiti. Siccome sono dei motori dal punto di vista del nostro sviluppo futuro e lei ci ha richiamato una commessa non gigantesca...insomma 300 mila euro nel quadro di un Alcotra di tre anni fa non è una cosa colossale, è importante, significativa, ma che riguarda le fonti di energia rinnovabili, che riguarda i gas effetto serra, eccetera...sono problematiche che rischiano di trovare un azzeramento se questi enti chiudono. Non ci sono poi soggetti in campo a livello scientifico in grado di fornire sostegno alle nostre politiche future: questo mi sembra molto preoccupante. Vorrei capire se c'è un disegno nel nostro futuro...che poi sia per l'industria, che sia per il turismo, che sia per l'agricoltura...di avere dei soggetti che operano scientificamente nel campo della ricerca applicata è fondamentale; che non sia semplice, né forse ragionevole mettere in pista rapidamente un trasferimento di un ente, che poi ha anche un'azienda nel torinese è ovvio, questo è comprensibile, non siamo qui a metterla in croce, Assessore! Il fatto però di sapere o non sapere se vogliamo continuare ad avere nella nostra società valdostana, nel nord-ovest, diciamo, un riferimento importante e qualificato, o se lo lasciamo andare a peso morto, a terra, in modo che si disperdano 30 anni - lei ci ha detto che siamo nelle vicinanze del trentennale - di impegno, di lavoro e di ricerche mi sembra molto grave; quindi, Assessore, su questo io credo che la Regione abbia un dovere di risposta. La invito fermamente a dare, quale che sia - ma comunque noi ci auguriamo che sia positiva, che si trovino delle vie d'uscita -, rapidamente una risposta seria a questi interlocutori e soprattutto a queste maestranze, a questi lavoratori, ricercatori e quadri tecnici dell'IPLA. Grazie.
Presidente - Punto 15 all'ordine del giorno.
