Oggetto del Consiglio n. 2380 del 18 aprile 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2380/XIII - Ritiro di mozione: "Impegno a fornire indicazioni all'Università della Valle d'Aosta per l'istituzione e l'attivazione dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo".
Mozione
L'abilitazione all'insegnamento è oggi acquisibile esclusivamente per il tramite del titolo di abilitazione acquisibile al termine di Tirocinio Formativo Attivo tramite le Università e con superamento di esame finale per l'accesso ai ruoli del personale docente.
Il Decreto Ministeriale 14 marzo 2012 n. 31 ha definito i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo per l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, per l'a.a. 2011-12, fissandolo in complessivi 4.275 posti, definiti in ambito regionale per ciascun Ateneo e nel numero indicato per singola classe di concorso.
Per l'anno accademico 2011/2012, i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per l'insegnamento nella scuola secondaria di II grado saranno 15.792, definiti in ambito regionale per ciascun Ateneo e nel numero indicato per singola classe di concorso sulla base della tabella allegata al citato decreto.
La Regione Valle d'Aosta è l'unica Regione a non figurare, insieme al proprio Ateneo, nel decreto in questione e non sono ancora state emanate disposizioni in ordine al TFA.
Considerato che tale situazione pregiudica considerevolmente i giovani docenti valdostani nel loro percorso di stabilizzazione lavorativa.
Ricordata le specificità ordinamentali della scuola valdostana in forza degli articoli 39 e 40 dello Statuto e la necessità, per la Valle d'Aosta, di accompagnare le procedure in questione con l'accertamento della conoscenza della lingua francese.
Il Consiglio regionale
Impegna
Il Presidente della Regione in quanto Presidente dell'Università della Valle d'Aosta e l'Assessore all'Istruzione e Cultura, nell'ambito delle rispettive competenze, ad operare con la massima sollecitudine:
- nella rilevazione del fabbisogno di personale docente nelle scuole secondarie di I e di II grado per ciascuna classe di abilitazione;
- nel fornire indicazioni all'Università della Valle d'Aosta in ordine alle modalità e termini per formulare le proposte di istituzione e attivazione dei corsi di TFA relativi a ciascuna classe di abilitazione, anche eventualmente in accordo e in convenzione con altri atenei;
- nell'operare fin dall'anno accademico 2011-2012 la programmazione del Tirocinio Formativo Attivo per l'insegnamento nella scuola secondaria di I e di II grado.
F.to: Louvin - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Credo che il termine "Tirocinio Formativo Attivo" dica poco al grande pubblico, per quanto possa essere grande quello che ci segue, ma è un'innovazione dell'ordinamento scolastico che invece interessa moltissimo chi si adopera già da anni nei percorsi di istruzione, di perfezionamento per poter accedere all'insegnamento e soprattutto alla stabilizzazione lavorativa nell'ambito della scuola. È giusto quindi interessarsene e che anche questo Consiglio prenda non solo conoscenza, ma abbia un ruolo attento e partecipe nell'identificazione dei percorsi più idonei, affinché si realizzi tale innovazione, tale tirocinio che in sostanza è poi titolo di abilitazione, acquisibile solo attraverso le università e con il superamento di un esame finale per accedere ai ruoli del personale docente. In sostanza abbiamo superato le vecchie, ma non tanto sperimentate SSIS, perché hanno avuto una durata piuttosto breve nell'arco di tempo e questa innovazione, voluta dal Ministro Gelmini, è venuta a concretizzarsi adesso con un decreto ministeriale, che ha definito i posti disponibili a livello nazionale per l'immatricolazione a tali corsi.
Abbiamo un contingente per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado che ammonta a 4.275 posti, un contingente per il secondo grado di 15.792, definiti entrambi in ambito regionale per ciascun ateneo. L'Assessore sa bene che in questi decreti non figura la Valle d'Aosta ed è palpabile e anche giustificata l'apprensione che sta manifestando il personale oggi precario della scuola per quanto riguarda la determinazione degli organici regionali e la necessità di individuare dei posti che si rendano disponibili, ma anche di consentire a queste nuove leve di accedere ai percorsi formativi necessari. Noi abbiamo fatto per la nostra parte gli approfondimenti necessari, abbiamo visto che tutte le Regioni sono presenti in questo riparto geografico, in questa definizione dei TFA di primo grado e di secondo grado e abbiamo anche avuto notizia di una sollecitazione che è stata inoltrata un mese fa dall'Assessore Viérin su tale punto. Non siamo riusciti a capire - e sarebbe interessante poterlo sapere con maggiore precisione - come mai non abbiamo preso il treno subito, quali sono state le ragioni per le quali ci siamo trovati spiazzati, in ritardo, e perché si giunga adesso a dover imprimere una più forte accelerazione nella direzione di identificare un numero adeguato di posti e naturalmente di avere anche lo strumento.
Vorrei ricordare che il primo mandato che era stato dato all'Università della Valle d'Aosta, prima ancora che avesse la forma attuale di università, era quello della formazione degli insegnanti. Ne è nata addirittura una facoltà, ma il primo corso era stato un corso gestito in consorzio con vari atenei, che aveva dato la possibilità ai nostri insegnanti di svolgere in Valle d'Aosta il percorso didattico che devono andare a fare, con la formazione anche in lingua francese adeguata, per poter poi assicurare un insegnamento consono. Vediamo adesso accumulare del ritardo e non siamo riusciti a percepire bene quali ne siano state le ragioni, se sia stata un'incomprensione, una difficoltà di relazionamento fra l'Assessorato e l'università, quale altro motivo possa avere generato questa situazione. Sta di fatto che c'è un avvio di questi TFA preannunciato per il mese di giugno, che è ancora anno accademico 2011-2012. Noi ci siamo riferiti nella mozione a quest'anno accademico per sapere se c'è la volontà e la possibilità di prendere ancora con un certo ritardo tale treno e di aprire ancora questi varchi in tempo per quest'anno accademico, oppure se les jeux sont faits et les carottes sont cuites, come si diceva un tempo e allora si va semplicemente a reinquadrare il problema per l'anno successivo.
L'Assessore sa bene che la preoccupazione che emerge nel mondo della scuola e fra gli insegnanti è quella di vedersi aprire dei varchi anche all'interno degli organici regionali, che favoriscono di fatto chi questo titolo lo ha potuto conseguire attraverso la formazione in altri atenei e che viene a conseguire nei fatti una priorità sul personale che si è formato in Valle d'Aosta, magari anche tramite l'Università della Valle d'Aosta, o tramite altri atenei, ma che ha già per radicamento, per predisposizione e per bagaglio culturale una sua maggiore propensione ad esprimere la propria attività lavorativa in Valle d'Aosta. Queste quindi sono le sollecitazioni che abbiamo voluto indirizzare al Governo regionale: rilevare con la massima urgenza il vero fabbisogno, abbiamo avuto modo di leggere nelle scorse settimane di ipotesi che sono state definite e di numeri che sono stati individuati per almeno due classi di concorso, sapere se c'è una ricognizione effettiva completa per quanto riguarda il fabbisogno di personale docente nelle scuole della Valle; se ci sono direttive o comunque indicazioni date all'ateneo valdostano di attivare e con quale tempistica questi corsi, in modo tale che non si rimanga al palo. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se non vi sono interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président. J'interviens aussi au nom du Président du Gouvernement.
Ringrazio il Consigliere Louvin per questa iniziativa, cercheremo di tracciare ciò che è successo e soprattutto ciò che abbiamo sollecitato per il futuro, perché, per quanto riguarda l'anno in corso, come il collega ha detto: "les carottes sont cuites et nous les avons bien laissées cuire un peu tous, c'est-à-dire qu'aucune sollicitation n'est arrivée de la part de personne". Cela pour dire qu'il y a une situation du passé, qui va dans une certaine direction et je vous dirai pourquoi.
Ha ricordato giustamente che è l'università ad attivare questi TFA e, in merito a tale iniziativa, segnaliamo che sono già state adottate tutte le iniziative per tutelare le prerogative degli insegnanti della Valle d'Aosta in merito all'attivazione di questo tirocinio formativo per il futuro. Un percorso, fra l'altro, condiviso con le organizzazioni sindacali, che si è codificato attraverso una lettera che citerò, che ho personalmente inviato in data 19 marzo all'università e alla quale l'università ha dato corso in data 17 aprile, ossia ieri. Un tirocinio formativo attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di preparazione all'insegnamento di durata annuale istituito dalle università senza ulteriori oneri per l'Amministrazione, che attribuisce, dopo esito positivo di un esame finale, il titolo di abilitazione all'insegnamento di una delle classi di concorso previste dal decreto ministeriale n. 39/1998, titolo imprescindibile per l'accesso ai ruoli del personale docente.
Come è noto, quindi i posti disponibili per le immatricolazioni al suddetto corso sono definiti in ambito regionale per ciascun ateneo e in questa prima tornata di attivazioni, ecco il passato, l'Università della Valle d'Aosta non è presente nell'elenco diffuso dal Ministero, in quanto non accreditatisi nell'autunno 2011, ecco il treno di cui parla il collega e come segnalato dalla stessa Università della Valle d'Aosta...non segnalata in quanto - cito - "visto che la tempistica adottata non assicurava la possibilità di addivenire ad un accordo in sede ministeriale relativo al rispetto delle cose che noi oggi chiediamo, cioè della particolarità del sistema scolastico valdostano e la possibilità per chi avesse sospeso la scuola di specializzazione per gli insegnanti (la SSIS) di essere inserito con precedenza e senza test in questa lista; nessun caso in Valle d'Aosta", quindi ad oggi diciamo che questa situazione del passato è definita.
Per quanto riguarda la mozione e le lettere di cui parlavo, in data 19 marzo, come dicevo, nota protocollo n. 8567, in qualità di Assessore all'istruzione e alla cultura della Regione Valle d'Aosta, a seguito anche di un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali, ho manifestato, con lettera al Magnifico Rettore e al Presidente del Consiglio dell'università, per conoscenza alle organizzazioni sindacali scolastiche, al Sovrintendente agli studi e al Direttore della Direzione personale scolastico, le nostre sollecitazioni e richieste in merito all'organizzazione in Valle d'Aosta del tirocinio formativo attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Nella lettera - ecco i contenuti molto importanti, non è semplicemente l'attivazione -, ricordato che il Ministero dell'istruzione ha reso noto in data 2 marzo il numero di posti disponibili per le immatricolazioni al TFA, l'Assessorato, anche a seguito del percorso condiviso di cui parlavo, ha richiesto all'università di valutare le seguenti condizioni, al fine di attivare nel prossimo anno 2012-2013 presso l'Università della Valle d'Aosta ed eventualmente per classi di concorso con necessità programmatorie inferiori a cinque unità...di poterle attivare in altre sedi universitarie in regime di convenzione. È importante che per la nostra università ci sia la possibilità, ma anche per altre classi numericamente inferiori, se possibile, attraverso convenzioni fra la nostra università e università fuori Valle, del tirocinio formativo attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado per le seguenti classi di concorso, a seguito di una ricognizione: 43 A 25 posti e 33 A 10 posti; verifica, elemento importante, della possibilità di integrazione dei titoli richiesti per la partecipazione alle selezioni con il requisito della piena conoscenza della lingua francese, condizione indispensabile per l'assunzione a tempo indeterminato nei ruoli regionali, nonché requisito caratterizzante la specificità del sistema scolastico valdostano (quindi va nella direzione che è stata enunciata); verifica della possibilità di adattamento e caratterizzazione bilingue dei programmi del tirocinio formativo attivo per la scuola secondaria di primo e secondo grado, in ragione di quanto previsto dallo Statuto speciale e dai vigenti adattamenti dei programmi dello Stato; verifica della possibilità di convenzione con il Politecnico di Torino, sede di Verrès, fondamentale per l'attivazione del tirocinio formativo attivo, classe 33 A, in modo da avere sì l'Università della Valle d'Aosta, ma sfruttare anche questa sede distaccata di Verrès; verifica della possibilità di riserva di posti in convenzione con altre università, in cui sia garantito l'accesso solo in presenza dei titoli necessari per l'immissione nei ruoli della Regione, anche qui da percorrere.
Con nota 17 aprile, protocollo n. 3437, l'Università della Valle d'Aosta ha comunicato che, per quanto riguarda il primo aspetto, si impegna a proseguire gli approfondimenti per integrare i titoli richiesti per l'accesso, con il requisito della piena conoscenza della lingua francese. Al riguardo l'università ha segnalato l'opportunità che l'attivazione del TFA per il prossimo anno sia comunicata ai potenziali interessati anche per il tramite delle organizzazioni sindacali, con anticipo rispetto alla data di scadenza per la presentazione delle domande di iscrizione alla sessione di esame di piena conoscenza della lingua francese per il personale docente delle istituzioni scolastiche dipendenti dalla Regione, in modo che gli interessati stessi siano posti nelle condizioni di entrare in possesso dei requisiti che saranno successivamente richiesti per l'iscrizione al tirocinio.
Per quanto riguarda la verifica della possibilità di adattamento e caratterizzazione bilingue dei programmi del tirocinio formativo attivo, come rappresentato anche in occasione della riunione della Conferenza dei Rettori delle università italiane il 22 marzo scorso, l'università procederà, in accordo con il Ministero dell'istruzione, a valutare gli aspetti relativi alla specificità dei programmi e alle prove di accesso per la Valle d'Aosta. In relazione alla possibilità di convenzione, sempre citato in lettera, con il Politecnico l'università procederà a stabilire i necessari contatti con i referenti dell'ateneo piemontese.
Infine, per quanto riguarda la verifica di possibilità di riserva dei posti in convenzione con le altre università, in cui sia garantito l'accesso solo in presenza dei titoli necessari per l'immissione nei ruoli della Regione Valle d'Aosta, l'università, per poter avviare i contatti con gli altri atenei territorialmente limitrofi per tali verifiche, ha chiesto all'Assessorato di avere l'elenco delle classi di concorso eventualmente di interesse. Anche questo lo avevamo visto con le organizzazioni sindacali, in modo da muoversi sulle classi che siano in qualche sorta appetibili.
Condividendo le enunciazioni e le sollecitazioni del collega Louvin, quindi ripeto che ci siamo attivati per questa attivazione a partire dal prossimo anno scolastico, riferendo la questione del passato come una scelta giustificata da tali motivi e, per quanto riguarda il riscontro ricevuto dall'università, noi ci diciamo soddisfatti, in quanto accolgono appieno le nostre sollecitazioni, che sono anche quelle delle organizzazioni sindacali. Ci impegniamo pertanto fin da oggi intanto a procedere a determinare il fabbisogno anche per le classi di concorso con necessità programmatorie inferiori alle cinque unità di cui parlavamo. Io chiederei al collega Louvin se fosse disponibile a ritirare la mozione con l'impegno di riaggiornare o in commissione, o in Consiglio su questo argomento, altrimenti sarebbe da modificare il testo della mozione, nel senso che gli impegni richiesti per la questione della programmazione dei tirocini per l'anno accademico 2011-2012...è stata chiusa dal Ministero dell'istruzione nello scorso mese di ottobre ed è oggettivamente impossibile dare corso all'attivazione dei tirocini nel corrente anno accademico. Farò avere anche le due lettere che ho citato, per il resto ci impegniamo come da corrispondenza, ma anche come da impegni assunti per le parti ancora da espletare, di lavorare in questa direzione. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Un po' galileianamente dovremmo dire: eppur si muove!, comincia a muoversi qualcosa...lo diciamo un po' sorridendo, ma con una certa preoccupazione, perché non è esatto che non siano giunte sollecitazioni. Io ho ricostruito questa vicenda andando a vedere cosa già hanno reclamato le organizzazioni sindacali operanti nel mondo della scuola fin dal mese di ottobre-novembre su tale problematica. È vero che non ci sono state iniziative da parte nostra, non siamo sempre tutti informati nel dettaglio su cosa succede, soprattutto in quel grandissimo carrozzone che è il MIUR, Ministero dell'università e ricerca scientifica, ma le cose sono procedute obiettivamente a rilento in questa materia. Non faccio portare a nessuno il cappello della responsabilità soprattutto a chi non è qui a discutere di tale questione, ragione per cui mi pare auspicabile quello che lei sostiene, ossia che ci sia un approfondimento nella sede competente. Ho l'impressione che la cosa possa interessare anche altri colleghi che hanno un apporto utile su questa tematica. Rileviamo comunque che abbiamo di fatto perso un anno, questo è innegabile, non c'è la possibilità di aprire una finestra per l'anno accademico in corso; questi 15 più 4, 19.000 posti andranno avanti senza che i valdostani possano accedere a tale formazione. Questo è un problema generale e non solo di questo momento, rischiamo di vivere sempre après-coup le situazioni, ossia si decidono normativamente e noi rincorriamo. È un pericolo al quale bisogna ovviare cercando di agire a monte, di essere sui tavoli giusti nel momento giusto per fissare subito le nostre esigenze e farne tenere adeguatamente conto.
L'altra ragione per la quale sono contento che lei dica che verrà - mi auguro - entro breve tempo ad approfondire la questione in commissione è perché due sono i nodi sostanziali anche interni al nostro sistema che vanno approfonditi: il primo riguarda la questione dell'accertamento della piena conoscenza della lingua francese, bisogna capire chi se ne fa carico per accedervi: è l'università? È la Regione con una sessione straordinaria? Sono aspetti non di secondaria importanza. L'altro ,che ci sta particolarmente a cuore, è che...lei sa che l'ALPE è sensibile alla questione linguistica e dell'adattamento della duttilità del nostro insegnamento in funzione anche del fabbisogno culturale e linguistico della Regione, dell'applicazione degli articoli 39-40, è che ci siano appositi moduli linguistici. È una cosa che risulterà difficile nei convenzionamenti, ma se c'è un blocco comune che viene attivato, se ci sono attraverso l'Università della Valle d'Aosta - che ha nel suo mandato istitutivo l'assolvimento di questa funzione - dei moduli linguistici appositi, questo non può che tornare utile. Allargo quindi anch'io le braccia, anche se devo dire non assolvendo così in tutto e per tutto chi finora ha avuto la responsabilità di questo dossier, perché che si arrivi ad aprile a cominciare ad impegnarsi a proseguire gli approfondimenti per...a verificare le possibilità di...vuol dire che abbiamo accumulato un po' di ritardo. Abbia la cortesia, in accordo con il Presidente della V Commissione, di fissare in tempi congrui questo approfondimento, il nostro gruppo darà il suo apporto e immagino che i colleghi interessati faranno la stessa cosa, perché molti sono i precari che aspettano di vedere chiaro nel loro futuro e sapere quale percorso potranno seguire e con quale esito. La mozione quindi è ritirata con tale impegno dell'Assessore, che ha già esplicitato. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Ringrazio il collega per il ritiro della mozione con l'impegno, ma per fare anche due chiarimenti.
Ho cercato in premessa di sottolineare che questi tirocini sono attivati su richiesta dell'università, per quanto ci riguarda, abbiamo sollecitato in ogni momento e in ogni fase l'attivazione di tali tirocini, perché sta a cuore a lei, come sta a cuore a noi, il futuro dei precari. In questi anni abbiamo sempre lavorato per la stabilizzazione dei precari e con le organizzazioni sindacali stiamo discutendo anche di questo, quindi non esistono, a mio avviso, primogeniture su certe cose, ma esiste un lavoro in sinergia fra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali. Chiederei che il percorso condiviso, che auspico anche con la commissione, vada nella direzione di evitare smarcamenti o primogeniture in questo senso, nella direzione che sto dicendo che stiamo facendo. Stiamo facendo semplicemente una lettera, partita il 19 marzo, a seguito di un percorso che abbiamo voluto condividere con le organizzazioni sindacali per non agire di impeto e soprattutto non da solisti, ma condividendo, come la nostra politica in questi anni sempre d'intesa fra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali. A seguito di questa lettera concordata nei contenuti, fatta vedere e inviata d'intesa con le organizzazioni sindacali, è arrivata la risposta dell'università e oggi siamo in grado di richiedere tutti i crismi e le prerogative che ci tutelano; questo non significa poi che il risultato sia ottenuto, ma significa impegnarsi tutti assieme.
Sul fatto dell'aver perso un anno, ripeto, abbiamo richiesto a suo tempo all'università, la quale ha giudicato a tutela dei lavoratori di seguire un certo percorso, perché non c'erano tutte le garanzie di tutela per i lavoratori.
Direi che da qui in avanti il nostro impegno è di condividere con la commissione, sapendo che tutti abbiamo a cuore, dalle sue parole si evince questo, che i tirocini siano attivati soprattutto con i crismi che possano tutelare i lavoratori valdostani del settore e che ci sia la qualità e l'eccellenza, che poi si dovranno riscontrare nella scuola valdostana. Noi non riteniamo che ci siano state delle mancanze da parte di nessuno, né delle organizzazioni sindacali, né dell'Amministrazione, e tutti assieme cerchiamo, d'intesa con l'università, che è partner in questa cosa, di addivenire all'obiettivo. Grazie.
Presidente - La mozione in oggetto viene ritirata.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
