Oggetto del Consiglio n. 2344 del 4 aprile 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2344/XIII - Interpellanza: "Realizzazione del nono rapporto sulla Qualità regionale dello sviluppo".
Interpellanza
Preso atto del nono rapporto Quars, Qualità regionale dello sviluppo, realizzato da Sbilanciamoci, che, per quanto riguarda il settore dell'istruzione e della cultura, colloca la nostra Regione al penultimo posto davanti alla Sicilia;
Nutrendo forti dubbi sull'attendibilità del rapporto citato, in quanto anche nella graduatoria di altri settori vengono collocate in posizioni poco gratificanti Regioni normalmente indicate fra le più virtuose;
Ritenendo che le valutazioni generiche non supportate da una corretta base scientifica possono disorientare i cittadini fornendo un quadro distorto della realtà;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere se è a conoscenza dei criteri di valutazione utilizzati dallo studio citato e quali iniziative intende assumere per fornire all'esterno della nostra regione una corretta informazione sullo stato di salute del contesto dell'istruzione e della cultura.
F.to: Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.
Quando abbiamo presentato questa iniziativa non eravamo ancora in possesso del rapporto Quars, al quale abbiamo fatto riferimento, in quanto lo stesso è stato presentato ufficialmente solo il 26 marzo, ma siamo stati colpiti nel leggere un comunicato ANSA del 15 marzo, che anticipava alcuni dati sul rapporto in questione. Il dato che ci ha lasciati fortemente perplessi è quello relativo al settore dell'istruzione e della cultura, che collocava in penultima posizione, prima della Sicilia, la nostra Regione; dato che, come l'Assessore ha potuto constatare dalle premesse dell'interpellanza, ci ha particolarmente sorpresi e sul quale nutriamo dei forti dubbi sulla sua attendibilità, dubbi rafforzati anche dal fatto che alcune Regioni, ritenute particolarmente virtuose in alcuni settori, risultano poi negli stessi, in questo rapporto, collocate in posizioni poco gratificanti. Ci rivogliamo all'Assessore, che sicuramente avrà avuto modo di approfondire i contenuti del rapporto in questione, per avere ragguagli in merito.
Da una decina di giorni siamo in possesso del rapporto Quars integrale; con le risorse umane competenti di cui dispone, l'Assessorato certamente sarà in condizione di - speriamo - confutare quei dati che non sono direttamente proporzionali alle risorse umane ed economiche che la Regione destina a questo settore. Personalmente ho grandi difficoltà a correlare i vari indicatori e le variabili utilizzate; l'interpretazione molto soggettiva che ne ho tratto è che in una piccola realtà come la nostra un indicatore prevalente, sia in positivo che in negativo, può stravolgere la realtà. Nel caso specifico mi pare che l'indicatore che può avere collocato la Valle d'Aosta nella poco gratificante - e a mio avviso ingiusta - posizione sia quello relativo all'attrattività del sistema universitario. Al contrario, nel contesto ambientale, sempre secondo il rapporto Quars, vestiamo la "maglia rosa"; questo potrebbe rallegrare l'Assessore Zublena, di cui frenerei l'eventuale entusiasmo perché, sempre secondo la mia chiave di lettura e con tutti i benefici d'inventario, in questo caso, al contrario, l'elemento discriminante sarebbe determinato dalla produzione di energia da fonti rinnovabili, sostanzialmente l'energia idroelettrica e marginalmente anche l'assenza di fertilizzante e la densità abitativa. Dunque sono tutti elementi...
(interruzione dell'Assessore Manuela Zublena, fuori microfono)
...elementi non dipendenti comunque dalle scelte politiche dell'Assessorato.
Come citato in premessa, la nostra interpellanza era focalizzata unicamente nel settore istruzione e cultura, perché non eravamo in possesso del rapporto integrale, ma solo di alcune sommarie anticipazioni. Ho pertanto citato anche un settore - dove ci vediamo collocati all'estremo opposto - semplicemente per dire che gli indicatori utilizzati per le varie ricerche, studi, eccetera, vanno presi sempre con beneficio d'inventario, ben contestualizzati ed analizzati con un approccio critico, anche scientifico e ponderato, senza enfatizzare le valutazioni positive, ma neppure edulcorare quelle negative.
Sebbene non sia direttamente pertinente all'interpellanza in questione, ma dato che abbiamo le risultanze, credo sia opportuno approfondire gli indicatori e le variabili del settore relativo alla salute, Assessore Lanièce, che ci vede collocati in tredicesima posizione; dopo di noi, solamente Molise, Sicilia, Abruzzo, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, dunque la Regione più a nord dopo di noi è l'Abruzzo. Anche in questo caso stessa regola, nessuna drammatizzazione, in quanto alcuni dati sono di tutta evidenza contrastanti. Figuriamo come ultima Regione italiana nella prevenzione della mortalità evitabile e nell'assistenza domiciliare integrata, però la soddisfazione degli utenti del Servizio sanitario supera il 60 percento e si registra un'eccellente efficacia nella gestione delle liste di attesa, quando su queste ultime anche lei, Assessore, rispondendo ad interrogazioni ed interpellanze in merito, aveva correttamente confermato esserci comunque qualche criticità.
Crediamo che questo rapporto meriti un approfondimento serio e scientifico, in quanto evidenzia come ad un incremento del PIL non corrisponda necessariamente una proporzionale crescita del benessere collettivo e della qualità della vita in genere. Sempre il rapporto in questione, sempre per il valore che può avere, la nostra Regione, nel rapporto della classifica PIL rispetto alla classifica della qualità regionale dello sviluppo, figura fra le sette Regioni con segno negativo, rispetto a sette con segno positivo e sei in pareggio. Certamente l'Assessore avrà degli elementi per fare un po' di chiarezza in merito per il settore di sua competenza; invito tutti i componenti della Giunta a fare i dovuti approfondimenti nei settori di loro competenza e di informare poi successivamente quest'Assemblea delle risultanze. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.
Je remercie le collègue pour cette initiative. En effet, l'étude mentionnée par cette interpellation a été présentée par Sbilanciamoci le 26 mars 2012 et figure sur le site de cette association depuis le 28 mars. Avant cette date nous ne disposions absolument de rien, sinon d'un communiqué de presse qui est probablement à l'origine, comme vous le disiez, de cette interpellation. Nous avons fait les recherches et j'essaierais de faire un peu d'ordre dans ce que nous avons trouvé.
A partir de 1999, 47 organisations (ARCI, Obiettori Nonviolenti, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Altromercato, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Donne in nero, Emergency, Legambiente, Mani Tese, Nigrizia, Pax Christi, Uisp, Unione degli studenti, WWF, et cetera) ont décidé de soutenir ensemble la campagne Sbilanciamoci. Et déjà le nom est quelque chose qui nous dit beaucoup sur l'adresse de ces recherches. Le rapport "Come si vive in Italia? Qualità sociale, diritti umani, ambiente, politiche pubbliche regione per regione" est publié depuis 2003. Il s'agit d'un classement des régions fondé sur une évaluation de leur développement du point de vue environnemental, social, ainsi que de leur importance et de la qualité des dépenses publiques. Ce rapport est réalisé grâce au Quars (Qualità regionale dello sviluppo), indice élaboré de manière autonome par Sbilanciamoci.
Le Quars a été modifié en 2006 et prend en compte des indicateurs regroupés en sept aires: environnement, économie et travail, droits et citoyenneté, éducation et culture, santé, égalité des chances et participation. Nous tenons à préciser que l'association Sbilanciamoci donc n'a jamais pris contact avec l'Administration et avec l'Assessorat et avant la présentation de cette interpellation nous ne connaissions même pas son existence. Nous avons essayé, mais nous ne savons pas quels critères ont été adoptés, d'analyser point par point, en essayant de comprendre comment cela avait été mis sur pied.
Alors les données vous les avez citées, les éléments négatives sont surtout pour ce qui est de notre domaine: construction scolaire, niveau d'instruction tertiaire de la population et l'attractivité du système universitaire régional. Il y avait aussi des données positives: quantité de bibliothèques publiques au quatrième rang, investissements pour la population sur les évènements culturels, spectacles de théâtre...ça n'est rien d'étonnant, mais ce n'est pas ce qui nous intéresse. Je précise que les données relatives à la fréquentation de l'école secondaire du deuxième degré, les seules fournies par l'Assessorat de l'éducation et la culture et qui figurent dans les statistiques de l'ISTAT font état d'un niveau décidemment plus élevé que le Piémont, la Lombardie, le Trentin-Haut Adige et la Vénétie, mais dans son ensemble, là aussi, il n'y a pas une façon de reconnaître quels critères ont été adoptés. Donc les données négatives c'est ce qui nous intéresse, alors on doit savoir que celles qui concernent la construction scolaire dérivent du rapport Legambiente, Ecosistema scuola 2011, sur la qualité de la construction scolaire, des structures et des services. C'est un rapport qui a été réalisé à l'échelon provinciale, alors le doute c'est qu'on n'ait pas pris en compte notre Région, car on n'a pas la Province et donc, là, premier élément sur lequel on ne peut pas considérer ces données comme dignes de foi. Pour ce qui est de l'Assessorat de l'éducation et de la culture, du moins, aucune requête d'information n'a été adressée, donc si on est exclus c'est normal qu'on n'est pas présents. Cette requête ne nous a vraisemblablement pas été envoyée, étant donné que ce rapport contient la liste de ceux qui n'ont pas répondu et/ou ont fourni des données incomplètes, et que la Vallée d'Aoste n'y figure pas. Donc ils auraient pu signaler qu'on n'avait pas répondu. Par contre, cette année-ci Legambiente nous a transmis une fiche à remplir, en vue de son rapport 2012, qu'on va lui retourner avec toutes les informations requises. Après on se met en jeu sur les données, mais si on n'a pas les données, c'est difficile.
Pour ce qui est des données relatives à l'instruction tertiaire (licence et doctorat), celles-ci proviennent du MIUR, remontent à 2009 et portent sur toute la population résidente dans notre Région (ça pour les critères). Les données qui font baisser la moyenne concernent surtout l'attractivité du système universitaire régional, elles sont relatives aux étudiants de notre Région qui suivent les cours d'universités situées hors de la Vallée d'Aoste par rapport au nombre total d'étudiants, à savoir au rapport entre les valdôtains inscrits à l'Université de la Vallée d'Aoste et ceux inscrits à d'autres universités. Mais il est bien évident - tout le monde le sait, sauf Sbilanciamoci, probablement - que notre université ne propose qu'un nombre limité de cours pour la plupart menant à la licence triennale en plus, et donc que ce n'est pas qu'ils ne choisissent pas notre université car ce n'est pas une bonne université, ils ne choisissent pas notre université parce qu'on ne peut pas avoir tous les cours, et que nos étudiants doivent donc, dans la plupart des cas, se déplacer hors de la Vallée pour suivre les cours de la faculté qu'ils ont choisi. L'université valdôtaine ne peut donc pas être comparée à celle des grandes villes comme Bologne, Turin, Milan ou Rome, et à des Régions beaucoup plus peuplées ayant plusieurs universités, comme la Lombardie.
En conclusion, je voudrais souligner que nous sommes toujours disposés à fournir des données à ceux qui nous les demandent, mais que tout organisme, association ou société qui élabore des rapports statistiques de type privé - il y en a beaucoup - est libre de choisir la manière dont il collecte et traite ses données, aussi de se poser des questions à notre avis, lorsque certains résultats ne cadrent pas avec les autres. Ça c'est qu'on va signaler. En matière de statistique...et nous avons, à l'intérieur de notre service, des experts en statistique qui nous font relever que les résultats dépendent toujours des méthodes employées, ça va sans dire, pour collecter les données, et qui peuvent être plus ou moins efficaces, mais aussi cela découle de l'honnêteté intellectuelle de celui qui fait ces statistiques et des objectifs visés, qui ne sont pas nécessairement dépourvus de préjugés aux sous-entendus politiques, mais ça c'est quelque chose qu'on ne peut pas mesurer.
Je souligne que pour ce qui est du domaine scolaire, on en a parlé souvent avec les collègues, on a essayé non seulement de travailler sur la statistique, mais aussi sur une évaluation externe. Les premiers éléments sont les données statistiques, car si nous n'avons pas le memento qu'on a déjà proposé, on n'a pas de données et après, sur la base des données, nous avons le système d'évaluation qui est une évaluation externe, indépendante, mais dans ce cas il est bien difficile de comprendre déjà les critères, comme vous l'avez mis en évidence. Nous essaierons dans ce cas de prendre contact avec cet organisme, pour demander au moins d'être interpellés pour les rapports à venir, car nous fournissons les données, puis ce sont eux qui feront leur évaluation, mais sans être interpellés, au moins pour fournir les données, ça devient difficile! Merci.
Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Grazie Assessore per le risposte.
Credo che nella premessa avevo puntualizzato il fatto che avevamo dei seri dubbi sull'attendibilità dei dati. Non è nostra abitudine strumentalizzare dati che evidenziano eccellenze o criticità della nostra realtà, a noi quello che interessa è avere un quadro il più realistico possibile di quella che è la situazione. Dunque le risposte dell'Assessore vanno certamente in quella direzione, perché ci dispiace che quando vediamo dei dati che esprimono una certa negatività, che siamo coscienti che hanno qualche discrepanza di analisi, ebbene, questo non può che dispiacerci, perché non rende giustizia alle risorse che sono impegnate in questi settori.
Le risposte che lei ci ha dato ci confortano, perché giustamente non sono rispondenti al quadro reale della situazione valdostana, ragione in più per rivolgermi nuovamente con la stessa logica all'Assessore all'ambiente, adesso purtroppo assente, con l'invito a non esaltarsi troppo per la "maglia rosa" che le è stata attribuita nel contesto ambientale, in quanto è soggetta a tutte quelle discriminanti che possono portare ad una valutazione più complessiva piuttosto ridimensionata. Infatti, anche per i punti di eccellenza, la chiave di lettura che avevo adottato io bene o male - da quanto ho capito - la condivideva, in quanto aveva individuato nel settore dell'attrattività dell'università un numero sproporzionato al contesto reale; di conseguenza, per quanto riguarda il contesto ambientale, sicuramente c'è da riflettere perché gli aspetti positivi non sono determinati dalle scelte politiche dell'Assessorato. Grazie.
