Oggetto del Consiglio n. 2342 del 4 aprile 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2342/XIII - Interpellanza: "Attuazione del progetto sperimentale per la gestione delle attività erogate presso la struttura sanitaria ISAV di Saint-Pierre".
Interpellanza
Preso atto della Deliberazione del Direttore Generale dell'Azienda USL n. 334 del 28 febbraio 2012 e dell'Accordo tra la Società ISAV di Saint-Pierre e l'Azienda USL Valle d'Aosta per l'attuazione del progetto sperimentale per la gestione mista pubblico-privato delle attività erogate presso la struttura ICV, allegato alla Deliberazione sopra richiamata;
Avendo appreso che le sedute di fisioterapia che si effettuavano di norma due volte al giorno ed erano della durata di circa 40-50 minuti con intensità distribuita fra mattino e sera, sono ora sostituite da un'unica seduta giornaliera di circa 60 minuti, molto più intensa;
Constatato che alcuni pazienti sono messi "in libertà" il sabato e la domenica ma devono effettuare il pernottamento nella clinica;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere se intenda spiegare a quali criteri di qualità della prestazione sanitaria fanno riferimento tali scelte e a quali criteri di efficacia ed efficienza rispondano le scelte medesime da un punto di vista organizzativo ed economico.
F.to: Donzel - Rigo
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, una piccola precisazione è doverosa occupandoci dell'attività svolta dalla società di gestione "Iniziative sanitarie valdostane - ISAV" di Saint-Pierre, ossia che il nostro interesse non è legato tanto al fatto che questa attività sia svolta in forma privatistica, quanto al fatto che esiste una convenzione, quindi non è che vogliamo mettere in discussione l'attività di un soggetto privato, vorrei che questo fosse chiaro, ma esistendo una convenzione che abbiamo richiamato nell'interpellanza, quindi essendoci un intervento pubblico, a noi pare doveroso cercare di seguire anche l'attività che un soggetto privato in convenzione con l'USL svolge.
La questione riguarda non in generale l'attività molto articolata che svolge questo soggetto, ma l'attività forse che doveva in origine essere preponderante, cioè quella delle cure fisioterapiche che, nel 2009, al momento dell'inaugurazione - lei era presente - doveva dare modo soprattutto ai valdostani costretti a lunghi viaggi, a periodi di permanenza in altre Regioni, di avere risposte puntuali ai loro bisogni. Devo dire che questa cosa in effetti c'è stata, già solo dire alle persone: non dovete andare in Piemonte o in Lombardia, andate a Saint-Pierre per fare la fisioterapia, era una cosa che, di per sé, aveva un effetto fisioterapico.
Cosa succede? Succede che per gran parte dell'attività che si è svolta - siccome questa attività viene svolta con il paziente che permane all'interno della struttura, quindi è quasi un ricovero, non si tratta di una funzione in day hospital - si svolgevano normalmente due sedute al giorno: una alla mattina ed una al pomeriggio. L'intensità di queste sedute variava intorno a 40-50 minuti...non è che uno sta lì con il cronometro, ma è importante capire che c'era un'attività al mattino, un'attività al pomeriggio, il che giustifica il fatto che poi la persona pernotti nella struttura perché il giorno seguente deve essere lì. Invece, dalle informazioni che abbiamo raccolto noi, queste due sedute al giorno sono diventate una seduta al giorno e si chiede un'intensificazione di questa prestazione che arriva intorno ai 60 minuti. Prendendo anche il minimo della prestazione precedente, quaranta più quaranta, darebbe ottanta minuti, qui c'è già una perdita di tempo, se vogliamo, ma anche la tipologia cambia, perché fare tutto quello che si faceva prima in due momenti distinti richiede uno sforzo maggiore al paziente che, in alcuni casi, non è così facile da affrontare.
Dopodiché ci chiediamo: siccome molti sono residenti a due passi, a Sarre, a Saint-Pierre, ad Aosta o nelle immediate vicinanze, cosa fa il paziente che ha fatto questa seduta tutto il santo giorno? deve rimanere lì, ricoverato, con dei costi immagino, e questa cosa diventa quasi paradossale al sabato ed alla domenica, dove il paziente se ne va a casa, ma dice: scusate, vado a dormire in clinica stasera, altrimenti salta la convenzione! Ma questo non è un albergo, questo è un luogo dove dobbiamo curare e con dei costi per l'Amministrazione regionale non indifferenti. Naturalmente - torno a dire -, non è qui in contestazione il fatto che si facciano convenzioni con privati, non è questo il tema dell'interpellanza, ma vogliamo capire cos'è questa cosa che il paziente se ne torna a casa il sabato e la domenica e va a dormire in clinica la sera, cioè...cosa significa questo? Non possiamo trovare altre forme ed alleggerire i costi al massimo?
Voglio approfondire soprattutto perché questa ospitalità ha un costo, allora dobbiamo dare più servizi a più cittadini di qualità ed abbattere i costi, non lavorare tanto sulla prestazione alberghiera (che pure riconosciamo essere di qualità e se uno ha voglia di rilassarsi può verificare che le condizioni sono ottimali), ma non è questo l'obiettivo. L'obiettivo è fare una corretta fisioterapia, recuperare al più presto, anche perché ci sono delle patologie importantissime che vengono curate, non parliamo solo del piccolo incidente in un'attività sportiva, ma potranno essere curati anche pazienti politraumatizzati in seguito ad incidenti stradali, persone che hanno subito un'amputazione, cioè cose molto importanti. Non vorrei che questa cosa fosse vissuta in una maniera non corretta; sono convinto che i fisioterapisti sono persone qualificate, se uno dice loro: "devi guarirmi un paziente facendo una seduta alla settimana", loro faranno una seduta la settimana, ma se uno dice loro: "devi farne due al giorno", ne fanno due al giorno. È chiaro che l'abilità del fisioterapista non è in discussione, è in discussione l'organizzazione...a me pare un passo indietro!
Si dà atto che dalle ore 10,26 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente. Sicuramente questa è l'occasione per parlare in parte, perché poi c'era anche l'interpellanza della collega Fontana che mi avrebbe permesso - lo faremo il prossimo Consiglio - di entrare nello specifico della convenzione, di tutto quello che si sta facendo in questa convenzione pubblico-privato, quindi mi limito all'aspetto sollevato dal collega Donzel, cioè alla riabilitazione.
Come è stato detto, la delibera di Giunta che disciplina l'attività nella struttura è la delibera n. 1762/2009 e definisce i requisiti organizzativi di tutto questo apparato che si è creato a Saint-Pierre. La struttura è partita come struttura di riabilitazione in ambito ortopedico e neurologico, quindi riabilitazione di primo e di secondo livello (i livelli naturalmente vengono definiti in base all'intensità ed all'impegno clinico della riabilitazione); il terzo livello, invece, sono i pazienti che mandiamo in strutture fuori Valle, tipo Sarzana, quando ci sono delle gravi lesioni, per i quali comunque stiamo lavorando per creare uno spazio o all'interno della struttura ospedaliera o a Saint-Pierre. Sono comunque strutture, quelle per il terzo livello, molto complicate, perché devono avere a portata di mano la rianimazione, la neurochirurgia, tutta una serie di attività molto specialistiche.
Per quanto riguarda nello specifico, la convenzione sull'attività riabilitativa dice che per l'erogazione delle prestazioni di recupero ed educazione funzionale la struttura Istituto Clinico Valle d'Aosta mette a disposizione dell'USL 37 posti letto riservati ad assistiti e residenti nel territorio regionale e 26 posti letto riservati ad assistiti non residenti. Una percentuale individuata in misura indicativa è riservata a riabilitazione di primo livello, quindi soprattutto sono quelle di secondo livello, come interventi di protesi d'anca e di ginocchio. Al fine di garantire adeguati livelli di qualità ed appropriatezza l'erogazione delle prestazioni prevede che siano definiti protocolli clinici condivisi fra USL e struttura di Saint-Pierre, fra i quali emerga il corretto percorso riabilitativo dei pazienti, rendendo così necessaria l'autorizzazione preventiva al ricovero da parte del fisiatra dell'USL. Il bisogno fisioterapico viene stabilito attraverso il piano terapeutico redatto al momento del ricovero, quindi i tempi di trattamento necessari ad ogni singolo paziente; volevo sottolineare che ogni paziente ha un piano fisioterapico ben preciso.
Mi sono confrontato stamani con il direttore sanitario e lui mi ha confermato che, come avviene in tante altre strutture riabilitative, per una tipologia di pazienti è funzionale, invece di spezzettare due interventi al giorno, fare un intervento unico di circa 70 minuti sul paziente da riabilitare. Questo avviene sui pazienti di tipo ortopedico, mentre non avviene per i pazienti di tipo neurologico, dove viene mantenuta la doppia seduta giornaliera. Come ho detto prima, sul piano singolo viene fatto un progetto di riabilitazione preciso ed il paziente viene seguito in base alla patologia.
Per quanto riguarda il fatto di uscire e tornare a casa, non è la prassi, si tratta di pochi casi per i quali non c'è una problematica di tipo sanitario, perché un paziente appena operato di protesi d'anca o del ginocchio deve rimanere nella struttura fermo, fare una serie di terapie anticoagulanti, eccetera. Si tratta di pazienti che stanno finendo l'iter riabilitativo, e se viene prevista la dimissione per la settimana dopo si dice loro che possono recarsi a casa per il sabato o la domenica: questa cosa avviene nelle strutture di riabilitazione. La struttura di Saint-Pierre non è una struttura di tipo sanitario per acuti, e comunque, per quanto riguarda il discorso dell'attenzione alla gestione ed ai costi, credetemi, questo è un aspetto che ci interessa molto, perché in questo periodo sulla sostenibilità economica anche di strutture convenzionate e non direttamente pubbliche stiamo particolarmente attenti. Pochi mesi fa, con l'Azienda USL abbiamo fatto un sopralluogo, in base alla normativa, per verificare il possesso di tutti gli standard previsti dall'accreditamento e dall'autorizzazione: non ci sono state particolari criticità. Siamo sempre attenti a vedere se ci sono delle segnalazioni particolari, come nel caso di interrogazioni ed interpellanze, quindi questo serve a mantenere alta la vigilanza su una struttura che si è dimostrata funzionale per la nostra sanità e per i pazienti valdostani. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Vede, Assessore, non volevo giocarla sui minuti, ma alla fine la partita si gioca ai tempi supplementari...lei, alla fine, conclude dicendo che si è deciso di fare una sola prestazione al giorno di 70 minuti...io già avevo detto 60, lei allunga a 70, allora io le dico che andiamo a non dare la prestazione che c'era prima di 40 e 40 che fa 80, cioè perdiamo comunque 10 minuti e ancora di più si aggrava...se già i pazienti dicono che faticano a fare 60, lei mi dice 70, allora questo deve fare fisioterapia e fa 70 minuti, così almeno questa è la qualità che vogliamo offrire in quel servizio. Siccome alle volte sono arrivate critiche dalla stampa che dice che la minoranza lavora soprattutto su cose che legge sui giornali...no! io su questo caso sono andato direttamente sul luogo, ho incontrato dei pazienti e, ripeto, non parlo della situazione alberghiera che è lusinghiera...parlo della situazione dal punto di vista fisioterapico, e dico che questa cosa la invito ad approfondirla, perché è un modo di gestire la fisioterapia che non è quello che auspicavamo quando abbiamo portato la fisioterapia da fuori Valle in Valle! Abbiamo dei pazienti che iniziano per alcune attività la fisioterapia fuori, poi vengono a chiuderla qui. Capisco che qui se vengono in coda, lì avranno avuto la prima parte, ma dicono: fuori ci facevano lavorare tanto, fuori ci seguivano, qui...un'oretta e via!
Non è questa la fisioterapia di qualità che immaginavamo in Valle d'Aosta, quella che dovrebbe non rispondere alle lagnanze dei valdostani che devono prendere il treno ed andare fuori, ma che dovrebbe attirare da altre Regioni verso di noi...guarda che fisioterapia che fanno in quella bella clinica di Saint-Pierre, immersa in un paesaggio straordinario, andiamo lì! Invece, con questa roba, chi viene? Non è la strategia per attirare ed abbattere i costi, perché anche nel mercato sanitario bisogna avere tanti pazienti e alzare la qualità. Quindi qui non ci siamo, come non ci siamo sulla questione alberghiera, perché se una persona non ha bisogno di dormire e cenare il sabato e la domenica nella struttura, bisogna trovare dei modi per abbattere i costi su questa cosa! Il fatto che il paziente venga a dormire nella struttura, vuol dire che il paziente lì ha il costo ufficiale come se risiedesse lì, pur invece essendo un paziente che potrebbe non stare lì dentro. Allora questa cosa aumenta i costi di gestione per pazienti che non ne hanno bisogno, quando c'è gente che è in sofferenza dal punto di vista sanitario.
Lei è stato molto corretto nel dare una risposta puntuale, non ha cercato di eludere il problema, lo ha riconosciuto, ma proprio per questo la invito a riflettere se su questa strada stiamo andando verso gli obiettivi che ci eravamo dati nel 2009, al momento dell'inaugurazione, o se è un grosso passo indietro sul terreno della qualità, che invece ci dovrebbe vedere fare dei passi avanti, e se non è possibile valutare l'abbattimento dei costi di gestione, cioè: perché devo pagare un assistente che rifà i letti e mette a posto delle stanze a gente che può tranquillamente starsene a casa? Questo è un costo che dobbiamo eliminare! Grazie.
