Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2328 del 22 marzo 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2328/XIII - Reiezione di mozione: "Impegno per un rinnovo del management della Casa da gioco di Saint-Vincent"."

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Preso atto dei dati diffusi da Casinò de la Vallée S.p.A. relativamente agli introiti registrati dall'attività di gioco nelle prime sei decadi 2012;

Constatato il consolidarsi dell'andamento marcatamente negativo di tali dati che vanno ad aggravare il quadro relativo agli ultimi otto anni di gestione della Casa da gioco da parte della Regione, periodo in cui gli introiti lordi hanno registrato una diminuzione di quasi 160 milioni di euro rispetto agli otto anni della precedente Gestione Straordinaria;

Rilevata la palese incongruenza fra l'andamento dei conti della società e l'ingiustificato ottimismo manifestato dall'Amministratore unico Luca Frigerio il quale, in un impeto autoconsolatorio, cerca giustificazioni nel "mal comune mezzo gaudio", vantando inesistenti recuperi di quote di mercato e appellandosi all'unico anno positivo della sua gestione, il 2010;

Ritenendo non più procrastinabile un radicale aggiornamento delle strategie aziendali, intervento che non può prescindere dal rinnovamento del management;

Impegna

il Presidente della Regione a chiedere le immediate dimissioni dell'Amministratore unico Luca Frigerio e a scegliere rapidamente una nuova guida per la Casa da gioco, in grado di compiere le giuste scelte per risollevare in tempi brevi l'azienda.

F.to: Chatrian - Bertin - Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli - Louvin

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Vorrei illustrare questa mozione delicata in quanto la situazione è molto fragile, in un contesto molto particolare. Sicuramente le scelte future dovranno essere mirate, valide e forse pesanti. In premessa vorrei solo ribadire il concetto che siamo certi di non avere la bacchetta magica, in quanto conosciamo la situazione non solo del Casinò di Saint-Vincent, ma degli altri casinò italiani e i vari andamenti, ma ci pare necessario affrontare tale tema che oltretutto più volte abbiamo trattato in questi quattro anni di legislatura. Partirei da una cifra molto cruda, ma significativa: 9.500.000 euro è l'ammontare della quota che la Regione ha introitato dagli incassi 2011 del Casinò di Saint-Vincent. Vi sembrano tanti, pochi? A me paiono quattro spiccioli in confronto a quanto incassano gli enti gestori degli altri casinò, analogamente pure in calo e in grandi difficoltà in questo momento. Nel 2010 il Comune di Sanremo ha introitato quasi 20.000.000 di euro, Campione più di 40.000.000 di euro e Venezia più di 45.000.000 di euro.

Saint-Vincent al contrario ha reso alla Regione meno di 10.000.000 di euro sia nel 2010 che nel 2011. A nostro avviso, garbatamente, Presidente Rollandin, altro che "les comptes n'ont jamais été aussi positifs"!

Mi limito a commentare gli ultimi due anni, perché potrei snocciolare altre cifre, ma non ha senso fare altri raffronti impietosi, per esempio, ricordando come solo dieci anni fa, nel 2002, il casinò introitava quasi 150.000.000 di euro e versava decine e decine di milioni di euro nelle casse regionali, ma anche nel 2003, nel 2004, nel 2005, nel 2006, fino quasi al 2007. Sono quasi quattro anni ormai che si è insediata la nuova Giunta e fra i suoi primi atti ha azzerato il vecchio Consiglio di amministrazione del casinò e ha affidato l'azienda ad una sola persona: uno dei primi, se non il primo amministratore unico che ci toccherà conoscere in questi quattro anni di legislatura, dando inizio a quel processo di verticalizzazione portato a compimento con la scusa in parte della semplificazione, che ha creato, a nostro avviso, la piramide del potere che tutti conosciamo, ormai bene installata nella nostra regione, al cui vertice siede il Presidente della Regione. Saranno solo delle impressioni, delle sensazioni, ma l'accentramento di responsabilità in questo momento e l'assenza di collegialità nelle scelte sono pericolosi, si cuce e si scuce a piacimento, ma in maniera soprattutto privatistica e sovente tante di queste manovre non si sanno o le sanno pochissime persone.

In questi quattro anni molte volte abbiamo affrontato la questione casinò e il Consiglio si è potuto esprimere tre volte in maniera pesante: due volte per approvare i piani di sviluppo del casinò e del Grand Hôtel Billia nel 2009-2010 e la terza volta, la più incisiva lo ricordo, per cambiare radicalmente i rapporti fra la casa da gioco e la Regione, stravolgendo il disciplinare che li regolava, portando la quota degli incassi spettante alla collettività regionale dal 40 all'attuale misero 10 percento. Tutto questo mentre gli introiti lordi calano inesorabilmente: sono passati dai già miseri 102.000.000 del 2008 ai 94.000.000 del 2009, ai 98.000.000 del 2010 e ai 95.000.000 del 2011. Le cause sono tantissime, non vorrei ribadire elementi già sovente sviscerati e dettagliati in aula, ma esse derivano dalla grande crisi economico-finanziaria, dal divieto di fumare nelle sale da gioco, dalla riduzione degli importi in contanti introdotta prima dal "Governo Berlusconi" e poi dal "Governo Monti" e dai tantissimi piccoli concorrenti sul mercato del gioco nazionale e internazionale. Nel frattempo bisogna contestualizzare, quindi non dobbiamo parlare di tanto tempo fa quando quasi 150 persone vengono gentilmente - passatemi il termine - fatte rientrare in un piano di riorganizzazione e invitate a chiudere la loro posizione lavorativa per ridurre i costi.

Abbiamo parlato anche solo ieri pomeriggio nel dibattito sul disegno di legge n. 180 dei vari compensi delle numerose società partecipate e controllate dalla Regione; anche su questo avevamo affrontato in aula un dibattito e anche su questo si è ritoccato e portato a 240.000 euro annui l'emolumento più un bonus del 30 percento dell'emolumento più svariati benefit illustrati in quest'aula.

Abbiamo affrontato la questione del direttore generale, non ancora risolta, sebbene in fase di dibattito ci fosse stato esplicitato il concetto che era solo un problema di tempo e si sarebbe riorganizzato lo staff dirigenziale della casa da gioco.

Solo una settimana fa abbiamo visitato i cantieri come membri della IV Commissione e abbiamo potuto constatare la dimensione sia fisica che economica degli interventi e parallelamente la dimensione degli sforzi che comporterà il rispetto dei tempi del cronoprogramma, del relativo autofinanziamento. Sicuramente questa parte edilizia in prima battuta e poi gestionale è altissima e le risorse messe in campo sono ingenti. Tanti i punti interrogativi, tante le preoccupazioni legate ad una gestione, al break-even, al come, al perché, in che maniera, con quale agenda e tipologia. Tanti i punti interrogativi per quanto riguarda anche la parte messa in campo in questi ultimi due anni. Non è tema di tale mozione, ma ho avuto l'impressione che la parte produttiva della casa da gioco sia stata in parte abbandonata per dedicare tutte le attenzioni e risorse a quelle edilizie, mettendo senza scrupolo a repentaglio probabilmente professionalità e programmi strategici e gestionali. Diverse volte, parlando dei piani approvati in questa legislatura, abbiamo ribadito i concetti sul fatto che il piano di sviluppo prevedeva e approvava una serie di elementi e dati che avrebbero dovuto dare dei risultati completamente diversi. Ce li ho, non li tiro fuori per l'ennesima volta, perché mi sembra di parlare di aria fritta, dato che ormai è storia e non vorrei contraddire in questo momento nessuno.

Noi, Presidente Rollandin, siamo di giorno in giorno più preoccupati di quanto avviene a Saint-Vincent, perché abbiamo la sensazione che non ce la racconti giusta e che le sue affermazioni, forzatamente ottimiste, servano solo a coprire la realtà brutale dei conti sempre più negativi di un'azienda che appare quasi decotta. Siamo all'ottava decade su 36, quasi un trimestre dell'anno corrente e lo stato dei conti ci fa rabbrividire. Peraltro non ci confortano per niente le dichiarazioni di ottimismo di chi guida la casa da gioco, forzate, quasi un po' spocchiose. Ottanta giorni in cui si registrano meno ingressi paragonando il 2012 con il 2011, intorno al 14 percento; introiti che calano del 23,5 percento, paragonando sempre i due anni correnti, con una differenza di 5.600.000 di euro da 24 a 18. Vorrei andare oltre il discorso degli ingressi e degli introiti: il totale è vicino a meno 25 percento, da 112.000.000 a 83.000.000 sempre raffrontando lo stesso periodo, e sappiamo qual è il risultato finale della nostra casa da gioco nel 2011. Sulle slot, legandoci sempre a dei numeri, i soldi giocati sono di un meno 24,5 percento raffrontando i due periodi, quindi sono dati molto crudi e preoccupanti.

Il problema principale è che questa differenza fra l'anno scorso e il corrente anno purtroppo si sta consolidando. Serve a niente forse raccontare: "de petchéde cagne, grose o petchéde cagne" (traduzione letterale dal patois: "delle piccole bugie, grosse o piccole bugie") contando sul fatto che la gente non è molto informata sui rapporti Regione-casinò, che pochi percepiscono come un danno alla collettività. Penso che il concetto principale della discussione sia il danno alla collettività e al bilancio della Regione, anche se nel comune sentire i dipendenti del casinò sono comunque considerati dei privilegiati, ma in questo momento il danno alla cassa pubblica è altissimo. Si tratta di un'azienda con 800 dipendenti che crea indotto, che sostiene il turismo, che amplia e completa l'offerta, un'azienda che, se dovesse chiudere, provocherebbe un danno occupazionale ed economico irreversibile alla media Valle e a tutta la Valle d'Aosta.

Se al Casinò de Saint-Vincent les jeux sont faits, noi aggiungiamo rien ne va plus nel senso letterale della frase purtroppo. Eppure si continuano a raccontare, bluffando come in una partita di poker e a volte scherzando sulla pelle dei lavoratori, prendendo in giro i cittadini valdostani. I segnali negativi sono tali che non si può continuare a far finta di niente, ci deve essere un cambio drastico di direzione, iniziando con il valorizzare le professionalità interne in maniera meritocratica, tenendo conto delle competenze, ma soprattutto rivedendo interamente la governance di tutta la casa da gioco. È stata una scelta solitaria quella di quattro anni fa, sempre sensazioni e riflessioni che facciamo e abbiamo fatto come gruppo ALPE, ma una responsabilità politica c'è in questo momento, a nostro avviso, molto importante e impattante e non possiamo far finta di niente.

A nostro modesto avviso, ripeto, l'obiettivo di questa mozione è di aprire un dibattito franco, corretto, sincero, perché la situazione non solo è a picco, questi sono gli elementi che abbiamo, poi immagino che i colleghi interverranno su questa mozione e soprattutto il Governo regionale ci illustri cosa si intende fare, soprattutto nel breve termine e nel lungo termine, al di là della parte edilizia che si sta mettendo in campo e anche lì si potrebbe aprire un dibattito su altri tavoli, ma in questo momento vorremmo soffermarci sulla parte produttiva. La Regione, come dicevo prima, incassa questi 9.000.000 di euro nel 2011, ma se si andrà avanti così, chissà quanto la Regione dovrà versare nelle casse della casa da gioco per poterla far sopravvivere nel 2012.

Termino dicendo che l'obiettivo è quello di instaurare un dibattito franco, possibilmente molto allargato su questa mozione, perché il futuro della casa da gioco è una questione politica che riguarda tutte le forze presenti in Consiglio e il domani dovremmo guidarlo probabilmente mettendo in campo delle azioni, una governance, una direzione alternativa e soprattutto qui c'è una responsabilità forte di tipo politico. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Il tema del casinò è un tema che ho seguito anche con una certa passione da diversi anni, almeno negli ultimi dieci, e ho seguito tutta l'evoluzione che ha avuto il settore, in modo particolare quello delle case da gioco e quindi della Casa di Saint-Vincent. Il collega Chatrian ci invita ad un dibattito franco e sincero ed è ciò che cercherò di fare in questo breve intervento, anche se non posso esimermi, giusto per fare capire bene ciò che noi pensiamo, dal fare un minimo di analisi dettagliata e storica delle vicissitudini del casinò. È necessario; perché la lettura dei dati che il collega ha portato è una lettura parziale, che non mi sento di condividere, perché dipende anche dal punto di vista con cui si guardano i risultati e da dove si parte.

Come premessa, questa maggioranza vuole ricordare, con lo sforzo economico fatto e che il collega ha citato. Abbiamo dovuto modificare il disciplinare, uno sforzo notevole per la nostra Regione e abbiamo fatto una scelta precisa che cercherò di esplicitare in modo semplice e breve, ma che mi permette di dire all'opposizione che ci piacerebbe una volta ogni tanto sentire anche da quella parte qualche proposta concreta. Qual è la proposta che abbiamo fatto anni or sono? È quella di prendere atto che il gioco dei casinò è cambiato, le modalità del gioco, le modalità di approccio a questo gioco sono cambiate e non qua da noi, ma in tutto il mondo. Sono cambiate le prospettive, sono cambiati addirittura i clienti, ci sarebbe un'analisi molto lunga da fare in merito a questo, ma, prendendo atto di tale fatto, abbiamo deciso di puntare più verso una ristrutturazione della casa da gioco che potesse portare ad un incremento forte del turismo, dove il progetto che è stato già presentato diverse volte del nuovo resort e di tutto il circondario è un elemento fondamentale, che ci consente di dire una cosa precisa: in questo caso il gioco diventa il supporto. Si è rovesciato il metodo, mentre prima il casinò era la fonte di guadagno che consentiva alla Regione di avere introiti molto importanti ed era collegato a sua volta al turismo, oggi invertiamo la tendenza, ossia puntiamo sul turismo dove il gioco è un importante supporto. Questo deve essere chiaro, noi abbiamo fatto delle scelte precise, quindi è da qui che partiamo.

Per capire bene i dati che ci avete portato, che sono di forte negatività se vogliamo così dire, per una seria ed oggettiva analisi, è necessario riproporre i dati che mettono in evidenza i risultati delle varie gestioni che si sono susseguite a Saint-Vincent, quindi negli otto anni e mezzo di Gestione straordinaria le presenze hanno subito un calo notevole, dove si è registrata una flessione nel bilancio annuale di ben 316.000 unità, pari ad un calo di quasi il 30 percento e questo, rispetto ai bilanci presentati da SITAV, da quelli che c'erano prima in poche parole. Nei primi sei anni della gestione della Casino S.p.A. la situazione non ha subito variazioni di rilievo, il calo delle presenze è continuato inesorabilmente e il bilancio annuale presenta nel periodo una perdita di 205.000 unità, pari ad una flessione del 26 percento. In fondo le persone al vertice dell'azienda non sono cambiate. Solo nel 2008 arriva l'Amministratore unico e viene scelta una persona con esperienza del ramo e il bilancio in soli tre anni mostra un'inversione di tendenza e si torna in attivo. Il periodo termina con un incremento di 68.939 unità, pari al 12 percento. Questo consentitemi di dirlo, perché l'ho anche verificato, è grazie anche ad una presenza continua all'interno della struttura casinò e noi abbiamo constatato che tale amministratore è una persona che tiene i contatti con tutti: dal personale fino ad andare a verificare tutte le ristrutturazioni, giornalmente, con una presenza costante. Dico questo perché nelle gestioni passate abbiamo avuto un'esperienza di consigli di amministratori con professori universitari di altissimo livello, intoccabili quasi, sotto il profilo culturale, quasi da inchinarsi. Non so con quale criterio si decise di fare scelte di questo tipo, forse per rilanciare non so quale filosofia del gioco; è una di quelle scelte che, come Stella Alpina, abbiamo contestato sempre, perché abbiamo sempre detto che per noi era più utile avere un biscazziere che gestisse il casinò, piuttosto che consigli di amministrazione così eterogenei che non hanno prodotto assolutamente nulla.

Cosa voglio dire quindi? Non entrerò più nei dati specifici per far vedere la differenza che c'è stata fra la Gestione straordinaria e la gestione della Casino S.p.A., perché da lì si capisce, questi sono tutti dati che posso fornire...

(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

...se li ha, capisce in quale modo dettagliato e preciso si è arrivati ad una condizione ottimale oggi con l'Amministratore unico, che ci ha consentito di dire che, rispetto al panorama globale e riferendosi in modo particolare ai casinò italiani, l'unico che ha avuto una vera inversione di tendenza è il nostro, nonostante in questo momento si viva un periodo particolarmente grave, ma non solo per la congiuntura economica mondiale, ma anche perché, con il nostro casinò, stiamo attraversando un periodo di ristrutturazione che crea più disagio al cliente. Quelle ristrutturazioni che sono state fatte a Venezia nel tempo noi le facciamo forse in ritardo, ma le facciamo oggi e non si può pretendere che il cliente, quando entra nel casinò, abbia tutti quei servizi che noi abbiamo previsto di avere in futuro: sono servizi che non potranno fare altro che incrementare il numero dei clienti nella nuova struttura che certamente alzerà il livello di qualità.

In tre anni quindi l'introito annuale fa registrare per Saint-Vincent una perdita di 6.670.000 di euro, in ogni caso è il bilancio migliore dei quattro casinò, questo è un dato incontestabile. Campione infatti si presenta con il secondo risultato e perde quasi il doppio di Saint-Vincent: 12.000.000. Ancora peggio Sanremo che presenta un negativo di 18.086.000, crolla invece Venezia che registra una perdita di quasi 52.000.000 di euro. Nel bilancio della quota di mercato Saint-Vincent mostra quindi il risultato migliore, dopo 14 anni di discesa registra un ottimo recupero di ben 2,92 punti, pari ad un aumento del guadagno di 2,41 punti, pari a 9,84 percento in più. Sanremo limita i danni cedendo 0,94 punti, pari a 5,58 percento in meno. Precipita Venezia, che perde ben 4,39 punti, pari a 11,54 percento. Questi sono i dati e sono chiari, non si prestano ad interpretazioni diverse. Dopo ben 14 anni Saint-Vincent torna a presentarsi come il migliore nel campo, ovviamente la situazione non è favorevole ai casinò, ma la gestione guidata da un vero tecnico del settore non può che darci fiducia.

Noi siamo quindi convinti che la strada che abbiamo intrapreso nel settore, ossia quella dell'Amministratore unico, sia la strada giusta e lo diciamo per due motivi particolari: il primo perché abbiamo detto quanto sia indispensabile avere un esperto del settore che abbia la capacità di avere una presenza costante sul campo e il secondo perché questo amministratore lavora, anche in base alle indicazioni date dalla maggioranza, per dare un'inversione di tendenza al mercato, che superi il vecchio obiettivo del solo gioco per puntare ad un obiettivo più turistico in cui il gioco diventa solo un supporto.

Si dà atto che, dalle ore 11,06, assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Aggiungerò poche cose all'intervento del collega Salzone, che è stato assolutamente puntuale e che condivido interamente. Solo perché è giusto che, in presenza di una mozione di questo tipo, si dica con chiarezza qual è la propria posizione.

Per quello che mi riguarda, Luca Frigerio è una persona competente e gode della nostra fiducia

Questa mozione non so se definirla ingenua o strumentale: ingenua perché tende a dare solo una lettura negativa del quadro del gioco in Italia, in Europa e oserei dire anche nel mondo, perché le stesse dinamiche stanno accadendo anche in altri Paesi, senza tenere conto in modo ingenuo che siamo già in una fase nuova, almeno per quanto riguarda Saint-Vincent, una fase nuova che abbiamo avviato con la Giunta e con la maggioranza ormai da tempo. Infatti mi chiedo dove eravate, perché, se non ve ne siete accorti, ritenendo il casinò un punto fondamentale della nostra economia sia per l'aspetto economico-finanziario, ma anche per l'aspetto di rilevanza sociale dei posti di lavoro, noi abbiamo creduto in questo e stiamo investendo se volete anche in controtendenza rispetto ad un quadro generale di andamento del gioco. Lo facciamo perché crediamo nel nostro casinò, nel know how, nel personale e nella possibilità per Saint-Vincent, il Comune, tutto il territorio di poter essere un protagonista a livello europeo come punto di attrazione. Lo facciamo investendo sul Billia e sul casinò, lo facciamo investendo nelle risorse umane del casinò e questo non è poco! E non può essere una lettura negativa, negativo è il mercato, positive sono le nostre azioni e Frigerio è il rappresentante di queste azioni, è l'uomo di punta che ha avuto l'incarico di portare avanti tali azioni, con in più il pregio di essere un esperto, un competente che viene da fuori Valle, perché vi vorrei ricordare che una delle accuse che ci avete sempre fatto è che le persone che erano legate storicamente alla Valle potevano essere di parte. Ebbene una volta di più, proprio perché crediamo nel casinò e vogliamo che questo possa essere un binario su cui non ci siano discussioni, abbiamo nominato una persona che ha costruito un'esperienza indiscutibile fuori Valle, proprio perché non fosse accusabile di essere un braccio armato del potere politico.

Per tutte queste motivazioni credo che la vostra mozione sia, se non strumentale, ingenua e che vada respinta, perché oggi Luca Frigerio è l'uomo che sta portando avanti la fase nuova del casinò, ossia il suo rilancio, anzi invito il Presidente della IV Commissione ad organizzare una visita a Saint-Vincent, se non è già stata fatta...

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

...l'avete appena fatta? La mozione allora non è ingenua, ma è strumentale la vostra, ritiro ingenua, è solo strumentale e va respinta.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Leggendo la mozione presentata dai colleghi di ALPE, si intuisce che si tratta di un'impegnativa molto delicata, perché, quando si chiedono le immediate dimissioni di un soggetto, andiamo su una questione che ha sempre un'attinenza personale e una sua oggettiva delicatezza. Ho cercato di ricostruire dentro di me come erano andate alcune cose in questa legislatura, senza correre troppo indietro, e ricordo come dalle file del PdL si alzò un urlo di gioia quando si decise di affidare ad una persona sola, ad un amministratore delegato unico la questione del casinò. Preciso anche noi sostenemmo - anche se non con lo stesso entusiasmo e con lo spirito dell'uomo solo al comando - questa scelta, convinti che certi carrozzoni in cui la politica piazza i suoi non sono le scelte migliori; noi ragionavamo nella scelta di un tecnico, non di un uomo solo al comando. Questo solo per distinguere gli approcci, ma ricordo l'esultanza che provocò tale scelta, si benedisse il Presidente Rollandin per avere finalmente liberato dalle pastoie il casinò.

La figura di cui stiamo discutendo...non stiamo parlando del licenziamento di un operaio dei cantieri forestali: stiamo parlando di una figura che in questi anni è stata ben retribuita, una persona che per il compito che svolge ha una sua dignità, dei benefit che neanche i Consiglieri regionali si sognerebbero e una retribuzione che sfida quella del Presidente della Regione: il Presidente della Regione deve far funzionare tutta la Regione, lui deve far funzionare il casinò, che è sicuramente un complesso difficile, eccetera. La domanda è: quali erano i risultati attesi nel momento di questa nomina? Dobbiamo dire che il risultato atteso era il rilancio della casa da gioco e la messa in ordine di quei conti che avevano spinto a rivedere il riparto. Riparto che era andato completamente a svantaggio del Consiglio regionale, quindi la logica voleva che gradualmente in questi anni, con tante difficoltà, ristrutturazioni e quant'altro, si fosse innescato un meccanismo di recupero, non dico di tornare ai fasti di riparti dell'80 percento, poi del 60, poi del 40, ma, siccome siamo sprofondati a dei risultati spaventosi, che vi fosse un minimo di recupero in un momento in cui davvero l'economia valdostana ne aveva bisogno. Qui naturalmente noi siamo sempre quelli che non sanno nulla, incompetenti, non sanno leggere i numeri, ma io ringrazio il collega Chatrian che puntualmente si presenta con dati, che poi si possono contestare, ma io da altre parti sento molta retorica e non i numeri incontrastabili. Si parla di strumentalizzazioni, di frasi fatte, ma non di entrare nel merito di quale era il mandato, qual era il risultato atteso al momento di questa nomina e adesso, tirando le somme, cosa viene fuori. Quando fu nominato non c'era questo discorso: "andiamo male, ma l'importante è che affondando noi affondiamo più lentamente degli altri", ossia non si diceva: "bisognerà prima o poi chiudere il casinò, ma l'importante è che lo chiudiamo più lentamente degli altri". Devo aver capito male, ma non c'era questo nel momento della nomina dell'Amministratore delegato, non si parlava che il mandato era di affondare più lentamente o almeno fino al 2013 di boccheggiare e poi dopo il 2013 è evidente che si cambierà la strategia del casinò. Perché così lo sappiamo tutti non si va da nessuna parte: questa è la realtà drammatica che ci sta davanti! E ciò che ci spinse allora a votare come gruppo PD a favore della riconversione del riparto era per ridare ossigeno e vedere di salvare quei posti di lavoro, quindi non ci siamo sottratti né alla nomina dell'Amministratore, né al fatto di dare una possibilità di salvataggio.

In questi anni abbiamo assistito a continui premi di produzione per i dirigenti, a frasi fatte sulla ristrutturazione, a vari cambiamenti nel progetto di ristrutturazione iniziale, il primo lo votammo anche noi e poi abbiamo cominciato a capire che fra i mega spot, saloni delle feste, eccetera, non avremmo visto niente in questa legislatura, quindi abbiamo l'impressione che abbia fatto molto bene ALPE a richiamare l'attenzione su tale cosa. Se, come risulta, la maggioranza in modo sereno ritiene che il lavoro svolto è encomiabile, tutto va bene, anzi la gestione della crisi è stata eccezionale, prendiamo atto che da parte della maggioranza i risultati attesi dalla nomina di questo Amministratore sono positivi e quindi voi trasmettete tale senso di serenità. Noi abbiamo delle preoccupazioni e in questo caso, visto che la distanza dei risultati attesi è enorme, non ci scandalizza che una persona che non sprofonda nella disoccupazione...non è che persona va via con le tasche vuote, forse chiediamogli di lasciarla qui la macchina di servizio, può prendere magari il treno per tornare a casa sua, ma...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...scusi, Presidente, che livelli...da parte della maggioranza non è che ci risparmiano toni ben più duri nei nostri confronti e nei confronti delle persone che non hanno altissimi incarichi. Non c'è nessun patema d'animo quando c'è da rimuovere il posto a qualche povero diavolo, invece, secondo me, il ragionamento va fatto proprio sul mandato che gli è stato affidato e il risultato atteso.

Condividiamo la lettura dei dati che ha fatto il collega Chatrian, quindi diciamo che i risultati attesi non sono stati raggiunti da questa gestione e noi non con entusiasmo, perché preferiremmo vedere che la casa da gioco va bene, ma assolutamente con sofferenza, vorremmo poter votare che il riparto fiscale passa dal 10 al 15, al 20 di nuovo a favore della Regione, vorremmo poter dire: "guardate nessuna di quelle persone che lavora al casinò è a rischio!". Questo vorremmo poterci dire, ma oggi, alla luce dei dati della situazione attuale, non c'è tale certezza, c'è una situazione molto delicata.

Sull'ultima trovata poi della casa da gioco che si evolve...turistica, eccetera, enunciata dal collega Salzone qualche riserva ce l'abbiamo, vediamo come procederà la ristrutturazione del Billia, auspicando che non diventi l'ennesima piccola concorrenzialità in un territorio che è già in forte sofferenza fra gli operatori liberi e privati di un territorio e la macchina della gestione pubblica, che con i soldi pubblici fa la concorrenza a quei quattro privati che ancora lottano per sopravvivere.

Presidente - Se non vi sono più interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Quando ho letto la mozione presentata dai colleghi dell'ALPE, leggendo le premesse, non mi sembrava vero che potesse essere scritto quello che ho letto...per una mozione addirittura di sfiducia... "preso atto dei dati diffusi da Casinò relativamente agli introiti registrati dell'attività di gioco nelle prime sei decadi del 2012...", ho provato a sentire anche da altre parti se mai è stato possibile fare un riferimento sull'attività di un manager prendendo in esame sei decadi, non ottanta giorni come ha detto, ma sessanta giorni! Vorrei partire da qui per fare una considerazione sul senso di questa mozione: o ci capiamo su cosa vogliamo ottenere, oppure dire che giudichiamo nei sessanta giorni in cui è successo di tutto in Italia...l'Italia è stata bloccata dal freddo e dalla neve per un mese intero, nel mese di gennaio è stata paralizzata dai fenomeni meteorologici e a fine febbraio bello bello si arriva a dire: "come in sessanta giorni avete avuto questo calo?", allora via! Basterebbe già questo per dire che qui rischiamo di non capirci su cosa vogliamo ottenere e quale discussione vogliamo fare!

Andando poi avanti: il quadro relativo agli ultimi otto anni di gestione, si passa da sessanta giorni agli ultimi otto anni dove prendiamo in esame la gestione ordinaria e non dimentichiamo che dal 2008, anno in cui abbiamo fatto la scelta, ci troviamo in piena recessione. È un punto non secondario, da cui non siamo ancora usciti, da cui basta leggere le notizie del quotidiano per vedere come i consumi familiari si sono talmente ridotti che ne risentono perfino i giochi dello Stato, lo Stato che è il primo biscazziere e che continua a mettere ogni giorno un nuovo gioco per accrescere le entrate. Ha cercato di fare il gioco per la pensione garantita, tutti i tipi di gioco e dall'altra parte fa un processo per disintossicare la gente dal gioco, ma da una parte li invita a giocare il più possibile e aumenta il numero dei giochi, dall'altra invita a moderarsi, come ha detto anche la collega Fontana. Se guardiamo la concorrenza che c'è stata, con piccole somme, in modo che è un gioco alla portata di tutti: anche del pensionato, della piccola famiglia, tutti sono disponibili a giocare, allora in un momento come questo ci troviamo con una mozione in cui si dice: "per carità, non va più". Noi vogliamo comunque credere sia stato un passo falso, ma accettiamo di discuterne, perché ci fa piacere discuterne, sia per quello che richiamava Donzel, perché possiamo a quattro anni già fare un bilancio sull'attesa e sui risultati, su quello che è il comportamento tenuto e su quello che noi volevamo.

Siamo partiti per la prima volta approvando un piano di ristrutturazione a larga maggioranza in questo Consiglio, mentre il casinò era pieno di progetti che riguardavano spostamenti al centro di Saint-Vincent...rifacimento totale, c'era di tutto di più, costati milioni di euro, che sono stati chiaramente abbandonati perché irrealizzabili. Siamo partiti con un progetto che riguardava la riprogrammazione delle strutture, la formazione del personale in previsione del termine dei lavori, perché il progetto che è stato approvato si sta portando avanti puntualmente. La commissione ha potuto verificare che si sta attivando tutto quello che nel cronoprogramma era previsto e credo sia un unicum, quello si sta portando avanti sia per il casinò che per il Grand Hôtel Billia. Non dimentichiamo che nell'intertempo si è concluso l'acquisto della proprietà ex Lefebvre, si è fatto il progetto, abbiamo unito le società e così facendo abbiamo anche tolto tutto quello che pagavamo per sostenere il Billia. Ricordo che abbiamo fatto aumenti di capitale per pagare il deficit degli hôtel. Ora da quella situazione noi siamo partiti per dire: "bene, il mandato è quello di uscire dalla posizione di maglia nera dei casinò italiani e possibilmente indossare la maglia rosa". Oggi è così e vi sembra poco? I dati non voglio leggerli, perché il collega Salzone ha già dato uno spaccato della situazione; siamo comunque...poi che ci sia stata una flessione è verissimo, ma la flessione c'è stata in tutti i casinò e negli altri la flessione è stata il doppio, il triplo. Non è allora il male comune, è il rendersi conto che il mondo è cambiato, che la disponibilità finanziaria è ridotta, prova ne è che aumentano le presenze, ma il giocato non è più proporzionale alla presenza. Per fortuna, aumentano le presenze, lasciando perdere i residenti, ma c'è un giocato inferiore. Ha influito ultimamente il fatto che si possono spendere solo 1.000 euro al tavolo? Ha influito il fatto che nei casinò non si può più fumare, quindi si sta attrezzando il nuovo anche per poter avere una sala per i giocatori che fumano, con le condizioni ideali come previsto?

Tutto ciò si sta realizzando, allora con dei risultati così mi sembra perlomeno fuorviante o mal interpretato questo incipit di dire: "si poteva fare una riflessione sul casinò". Mi aspettavo da parte vostra che ci faceste i complimenti, ma per i dati che sono leggibili, non perché noi siamo bravi. Abbiamo cercato di fare il possibile per trovare le formule che meglio si adattassero ad un'esigenza che era sempre più sentita: quella di dare una strutturazione nuova al casinò. Ho detto strutture: strutture sia per la parte alberghiera, dove abbiamo voluto mettere anche gente che sia capace di programmare l'utilizzo di queste sale e "l'utilizzo di queste sale" vuol dire formare del personale, fra quello che c'è e quello che potrà essere successivamente inserito con posti di lavoro nuovi in un settore qualificato, tenendo conto che abbiamo scuole alberghiere, strutture che formano personale per lavorare in questo settore e che potranno trovare una giusta collocazione e vi sembra poco? Questo è quanto è stato fatto in nemmeno quattro anni, i risultati sono palesi, sono i dati, mentre gli altri casinò da Venezia in su...Venezia ha cercato di portare Las Vegas per trovare una possibilità di veder gestire questi casinò da Las Vegas, tenuto conto del divario, della perdita continua come per Sanremo e così via.

Non voglio fare oggi un'analisi degli altri, voglio solo dire della composizione e di quello che è successo al Casinò di Saint-Vincent, quindi i risultati che volevamo ottenere sono stati raggiunti e noi registriamo positivamente il lavoro svolto da Frigerio. Oggi avete chiamato in causa Frigerio, ma è anche vero che non è solo lui: Frigerio ha potuto lavorare, perché dietro c'era uno staff di persone con un'esperienza, ossia non per né mitizzare Frigerio, ma neanche dimenticare tutte le persone che con lui hanno lavorato e che nei singoli settori hanno portato avanti quello che con responsabilità doveva essere fatto. Sotto questo profilo, bisogna tener conto dei dati, di quello che è successo e di quello che stiamo facendo. Abbiamo assorbito i deficit pesantissimi che avevamo sulla struttura del Billia, riportando in una situazione quasi di break-even, questi sono soldi che non spendiamo più. Non parlo della situazione in cui, in base all'articolo 13 del vecchio regolamento, pagavamo anche il personale che andava in eccesso, è chiaro che ci sono stati dei cambiamenti. Abbiamo preso atto quando abbiamo analizzato il piano e il programma per il rilancio del casinò...a quel momento era previsto che alcune figure non avessero più i requisiti per stare al passo con quello che è. Oggi dobbiamo avere delle figure eclettiche che siano in grado di lavorare nei singoli settori, perché tutto è cambiato, sono cambiati gli orari di lavoro, l'organizzazione, il modo di giocare. Conosciamo la concorrenza delle slot, adesso, per fortuna, si fanno dei controlli nei bar sulle slot, ma le slot sono dappertutto. Abbiamo sempre detto che la slot del casinò aveva una gradazione di...fra virgolette, rendita o vincita per chi gioca diversa da quella di bar, ma le slot sono dappertutto: nei bar, nei negozi, ognuno che ha uno spazio mette una slot e lì vanno a giocare e i controlli sappiamo che non sono il massimo, tanto che sono dovute intervenire ultimamente le forze competenti per registrare quello che stava succedendo.

Questa discussione sul casinò ci ha fatto piacere, perché ci ha consentito di far verificare che i risultati ci sono tutti sia dalla parte degli investimenti...e affermiamo questo non dicendo che gli incassi sono quelli di dieci o sei anni fa, gli introiti sono necessariamente calati, perché è modificato il quadro di riferimento generale, il gioco è cambiato per tutti e questo ha portato una riduzione che è importante, ma meno grave per noi che per gli altri. Lo dico non per consolazione, ma perché questo è il dato oggettivo e non è solo in Italia, in tutti i casinò d'Europa è successo questo! Se in Svizzera, in Francia hanno chiuso dei casinò, non è un caso: non è perché avevano gente incompetente, ma perché il bacino di utenza era diverso.

Respingiamo quindi la mozione, dispiaciuti del fatto che si sia voluto centrare una mozione su una persona per fare un dibattito, che poteva essere fatto tranquillamente. Il dibattito l'ho trovato utile, perché è importante che i dati siano conosciuti, è stato fatto in modo adeguato, ma non doveva avere come punto di riferimento l'impostazione di dire: "chiediamo la testa del responsabile"; questo, a nostro avviso, è fuorviante e sbagliato, quindi respingiamo la mozione.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Ho ascoltato attentamente tutti gli interventi, vorrei solo rassicurare il collega La Torre che questa mozione non è ingenua, mi permetta, ma soprattutto non è strumentale. Volutamente nella traccia che mi ero preparato, perché è un tema interessante, ma non semplice, non avevo voluto parlare troppo del passato. Il collega Salzone ci ha dato qualche données in più di dieci, quindici, sei anni fa, mentre io avevo cercato di concentrare la discussione su questi primi quattro anni di tale legislatura, quindi mi obbliga a fare qualche considerazione, perché ci eravamo preparati anche sui risultati degli ultimi dieci, quindici anni, cercando di aggregarli, contestualizzarli insieme agli altri tre casinò italiani.

Presidente Rollandin, lei è molto abile a banalizzare anche le situazioni più disperate, chapeau, mi fermo e non aggiungo neanche una virgola a questa sua abilità, la sua carriera politica lo dimostra, quindi non spetta a me andare oltre. Le assicuro però che, a nostro avviso, i risultati sono inequivocabili sovente e noi rimaniamo con la nostra preoccupazione. Lei non ci ha convinti, Presidente, le do la mia parola, totalmente, ma non ci ha convinti assolutamente! Lei ci ha detto che avete unito la società, ci ha riferito cosa è stato fatto, abbiamo seguito anche noi il dibattito e abbiamo cercato nel nostro molto piccolo di portare il nostro contributo, di conoscere prima di affrontare un tema delicato. Non parlo di quindici anni fa: parlo degli ultimi sei anni, questi sono gli introiti della casa da gioco nel salvadanaio pubblico. Lei ha detto di non voler entrare in polemiche sterili sul discorso del confronto con le altre case da gioco, sicuramente lei ha tutti i dati, se non li ha, glieli farò avere, perché ce li abbiamo anche noi. Nei primi due mesi del 2012...lei conosce la situazione delle altre case da gioco, noi abbiamo perso una buona parte di quota di mercato in questi primi ottanta giorni. Come dice lei, il paragone non si può fare fino in fondo, perché il primo trimestre...però possiamo dirle che siamo preoccupati sull'andamento, quanto meno, e perché tale andamento inizia - mi passi questo piccolo scivolamento - a consolidarsi; uno scivolamento non solo legato agli ingressi, agli introiti, ma legato soprattutto al versato e al cambiato, quelli sono dati inequivocabili da parte nostra e la nostra preoccupazione comunque rimane alta.

Per fare invece un raffronto sui giochi lavorati e slot, partendo anche dal 2002, e ho una tabella aggiornata a febbraio 2012 che parte dal 2002, le assicuro che i conti non sono così sereni come lei continua a ribadire: "les comptes n'ont jamais été aussi positifs"! Le assicuro, Presidente, che non è così! E se citiamo qualche piccolo elemento, portiamo il nostro piccolo contributo, cerchiamo di averli non solo corretti, ma cerchiamo anche di contestualizzarli, collega Salzone, quindi non è che buttiamo sul tavolo della discussione tanto per dire. Le assicuro che non siamo felici, perché la casa da gioco ha delle difficoltà, non è che siamo masochisti, siamo molto preoccupati per i posti di lavoro, che metto come priorità. Su tale tema penso che in tali quattro anni alla base abbiamo sempre ribadito il primo concetto: questa azienda dà posti di lavoro, potrei snocciolare come è stato fatto diverse volte in tale aula, quindi, per favore, non metteteci in bocca cose che non abbiamo mai detto in quest'aula e continuiamo a credere che deve essere tenuto in considerazione.

Termino dicendo che manterremo la mozione presentata. Prima il Presidente ha fatto una sua considerazione sulla persona...nel momento in cui lei e la sua maggioranza decidete di accentrare su un'unica persona, non c'è un consiglio di amministrazione, una responsabilità c'è. Dall'altra parte avevamo ribadito le nostre preoccupazioni nel non condividere la scelta di incentrare e verticalizzare su una sola persona tutta la responsabilità e avere quasi un rapporto di tipo privatistico fra il Presidente della Regione e l'Amministratore unico della casa da gioco: ecco perché ho ribadito il concetto che la mozione voleva essere dal punto di vista dei risultati. Probabilmente ci sono due posizioni: per la maggioranza i risultati sono ottimi o buoni, da parte nostra questi risultati non solo non sono da maglia rosa...non sono da maglia nera, ma neanche da maglia rosa. Per questo noi le chiediamo che quanto meno si espliciti quello che c'è in questo momento e si dica che le difficoltà non solo ci sono, ma anche i risultati non sono quelli attesi, come lei invece continua a ribadire.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - È naturale che in un confronto ci siano anche posizioni distinte, ma Presidente non faccia come i colleghi La Torre o Salzone, che ci chiedevano di fare i complimenti per il Co.Re.Com., di farvi anche i complimenti sul casinò! Mi sembra che questa maggioranza pretenda un po' troppo!

Prima di ragionare su tale questione, sono stato di nuovo chiamato in causa da una battuta ed è la ragione che mi obbliga a puntualizzare, una battuta ripresa anche dalla stampa sul concetto della preoccupazione che avrebbe il PD della ludopatia. È come se questo fosse in contrasto, "allora voi del PD non potete parlare di casinò, di gioco perché siete preoccupati della ludopatia". La ludopatia è una malattia che è stata scoperta solo negli anni '80 e che vede coinvolte più di 2.000.000 di persone. Per capire in cosa si inquadra il fenomeno, esiste la libertà di fumare, ma è chiaro che il tabagismo è un problema che provoca delle malattie gravissime e sta coinvolgendo sempre più i giovani, soprattutto i minorenni. Senza arrivare al proibizionismo, allora ci si può occupare di come educare all'utilizzo di queste cose, la stessa cosa vale per l'alcol, che in Valle d'Aosta è una cosa devastante, eppure nessuno si sogna di chiudere i bar, però si preoccupa di dire ai giovani: "state attenti a cosa fate". Il PD sta semplicemente cercando di dire: "guardate che il gioco - come diceva in modo simpatico lo spot del casinò con la Cucinotta - può essere fatto in modo intelligente, simpatico per passare una bella serata, ma non deve diventare una malattia". È quindi un'educazione al gioco e non c'è alcuna contraddizione fra dire: "andate al casinò, ma state attenti a non ammalarvi"; c'è un problema in questo utilizzo corretto, come per l'alcol e il tabacco. Siamo coscienti che qualche spot eccessivo anche malfatto a livello nazionale su certi giochi è negativo. Questo nelle premesse.

La seconda questione la ribadisco: la scelta di mettere un amministratore unico era di mettere una persona in capo a tante responsabilità. È chiaro che, se la situazione è questa, ci sono problemi oggettivi: abbiamo visto il maltempo, la crisi economica, ci sono tanti fattori che intervengono, ma, quando si decide di attribuire ad un'unica persona una responsabilità, è chiaro che, in cambio del compenso importante che viene dato a questa responsabilità, si chiedono anche certi risultati. Il ragionamento che ha fatto il Partito Democratico non è un accanimento contro quella persona, ma è un ragionamento che tutti hanno condiviso: tanta responsabilità, ma ci sono anche tanti oneri. In alcuni casi, lo dico ad appassionati che seguono il football, un gioco anche quello, si paga tantissimo un allenatore, ma se i risultati non sono quelli attesi - "ti ho chiesto di vincere il campionato, non lo vinci" -, si rimuove l'allenatore. Qui abbiamo fatto un ragionamento, quando abbiamo nominato Frigerio, che era quello; adesso il ragionamento è che i risultati attesi non sono quelli corretti e c'è una grossa preoccupazione su quanto può avvenire domani e per "domani" non intendo domani mattina, la mia preoccupazione si riferisce a dopo le elezioni regionali del 2013. È chiaro? Questa preoccupazione è forte perché ci sarà poi la sorpresina, stile buoni di benzina. Grazie.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Solo per riconfermare la fiducia nell'Amministratore delegato, che ha sicuramente avuto dei compiti precisi. A proposito di motivi per cui siamo soddisfatti, al di là dei risultati relativi, ne abbiamo parlato, noi non abbiamo detto nulla se non dati alla mano, che sono stati letti dal collega Salzone, i quali dicono che oggi il casinò è la maglia rosa, poi che lo si voglia o no, oggi è così. Sul discorso del rapporto con l'Amministratore, credo che in questo periodo abbiamo fatto riunioni, è tutto a disposizione del Consiglio e di quelli che vogliono partecipare per vedere e seguire.

Un'ultima annotazione: il casinò in questi due mesi, collega Chatrian, è nella fase cruciale dei lavori. Vorrei sottolineare che con i lavori in corso si è riusciti a far funzionare il casinò, che non era così scontato, quindi non stiamo parlando di una fase che è nel massimo del funzionamento delle strutture, ma siamo nella fase in cui c'è un cantiere unico per quanto riguarda la parte strutturale del casinò stesso e queste sono difficoltà oggettive che potevano comportare dei disagi maggiori e delle riduzioni ulteriori nell'ambito del gioco. Riteniamo che ci siano stati i risultati attesi e, per quanto ci riguarda, rimane la fiducia nell'Amministratore delegato, che ringraziamo, penso di poterlo dire per quanti hanno potuto vedere i risultati e confermiamo la nostra posizione che è quella di respingere la mozione in oggetto.

Si dà atto che alle 11,50 il Consigliere Tibaldi lascia l'aula e non partecipa alla votazione.

Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti e votanti: 28

Favorevoli: 6

Contrari: 22

Il Consiglio non approva.