Oggetto del Consiglio n. 2322 del 21 marzo 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2322/XIII - Disegno di legge: "Modificazioni alla legge regionale 1° giugno 1982, n. 12 (Promozione di una fondazione per la formazione professionale agricola e per la sperimentazione agricola e contributo regionale alla fondazione medesima)". (Approvazione di un ordine del giorno)
Articolo 1
(Oggetto)
1. La presente legge reca modificazioni alla legge regionale 1° giugno 1982, n. 12 (Promozione di una fondazione per la formazione professionale agricola e per la sperimentazione agricola e contributo regionale alla fondazione medesima), in conseguenza del recesso della Casa ospitaliera del Gran San Bernardo dalla Fondazione Institut agricole régional, costituita con atto pubblico in data 7 settembre 1982, la cui durata, come stabilita dall'articolo 2, comma primo, lettera b), della medesima legge, è prorogata di ulteriori trentacinque anni.
Articolo 2
(Modificazione all'articolo 1)
1. Al comma primo dell'articolo 1 della l.r. 12/1982, le parole: ", in accordo con la Casa ospitaliera del Gran San Bernardo," sono soppresse.
Articolo 3
(Modificazioni all'articolo 2)
1. La lettera c) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 è sostituita dalla seguente:
"c) la Fondazione è amministrata da un organo formato da cinque componenti nominati dalla Giunta regionale, di cui uno indicato dalla Casa ospitaliera del Gran San Bernardo; i componenti di designazione regionale sono scelti fra soggetti aventi almeno uno dei seguenti requisiti:
1) laurea in agraria;
2) diploma di perito agrario;
3) almeno tre anni di esperienza di amministrazione di enti, istituti o fondazioni in campo agricolo o in quello di tutela dell'ambiente naturale;".
2. Dopo la lettera c) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982, come sostituita dal comma 1, è inserita la seguente:
"cbis) il consiglio di amministrazione trasmette annualmente alla Giunta regionale una relazione sull'attività svolta, evidenziando i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati;".
3. La lettera d) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 è sostituita dalla seguente:
"d) il controllo contabile della Fondazione è affidato ad un collegio di revisione composto da tre membri nominati con deliberazione della Giunta regionale tra gli iscritti nell'apposito registro dei revisori legali;".
4. Le lettere e), g) e i) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 sono abrogate.
Articolo 4
(Disposizioni transitorie)
1. L'organo di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore della presente legge adegua lo statuto della Fondazione, entro tre mesi dalla medesima data, alle modificazioni introdotte dagli articoli 1, 2 e 3.
2. Nei trenta giorni successivi alla deliberazione delle modificazioni statutarie, la Giunta regionale provvede alla nomina dei nuovi organi di amministrazione e di revisione della Fondazione; gli organi della Fondazione in essere alla data di entrata in vigore della presente legge restano in carica fino all'insediamento dei nuovi organi.
3. La Fondazione stipula appositi accordi con la Casa ospitaliera del Gran San Bernardo al fine di garantire la messa a disposizione, da parte della Casa medesima, dei terreni necessari all'attività agricola della Fondazione e, alla scadenza originaria della Fondazione stabilita per il 2017, dei beni provenienti dalla donazione Berton, costituenti la proprietà Monchoisi, sita in località Ampaillan, in comune di Charvensod.
Presidente - Su questo disegno di legge è stato presentato un ordine del giorno dal gruppo ALPE.
La parola al relatore, il Consigliere Prola.
Prola (UV) - Merci M. le Président.
Le présent projet de loi modifie la loi régionale n° 12 du 1er juin 1982. Cette proposition est conséquente à la prise d'acte de la volonté de l'Hospice du Grand Saint-Bernard de sortir de la Fondation Institut agricole régional. Je rappelle à cette Assemblée le rôle fondamental qu'ont eu les Chanoines dès 1951 quand, le 6 août, le Gouvernement régional autorisa l'Hospice du Grand Saint-Bernard à ouvrir et à gérer l'Ecole Pratique d'Agriculture à Aoste. Les objectifs du Programme général étaient clairs: la formation humaine et professionnelle de la jeunesse agricole, selon les meilleures traditions familiales, religieuses et civiques, ainsi que la modernisation de l'agriculture. Pour atteindre ces objectifs, une structure stable en mesure d'assurer le futur d'une œuvre aussi grande était nécessaire; les promoteurs de cette œuvre eurent à cœur d'assurer une formation complète de la jeunesse agricole, en maintenant toujours vive l'utilisation de la langue et des traditions culturelles valdôtaines. A partir de 1982, l'Ecole Pratique d'Agriculture change de raison sociale par une loi régionale visant à confier à une institution stable et indépendante le futur de la formation dans le domaine de l'agriculture et prend le nom de "Fondation Institut agricole régional". Le but principal de la loi fut de conjuguer les activités d'enseignement professionnel et d'expérimentation agricole avec une activité de recherche qui se concentre sur l'expérimentation de cultures, méthodes et techniques utiles au développement de l'agriculture régionale et à la gestion du territoire, selon les exigences des usagers agricoles, en harmonie avec les principes de la politique régionale du secteur. L'histoire récente voit une alternance graduelle des Chanoines avec le personnel laïque dans la gestion de l'Institut agricole régional; de la même manière, on assiste aussi à la diminution progressive des membres du conseil d'administration appartenant à l'Hospice du Grand Saint-Bernard. Au mois d'avril 2010, le Chapitre général des Chanoines du Grand Saint-Bernard a communiqué avoir décidé de se retirer de la fondation. Un débat continu et profitable a permis de définir les modifications statutaires et législatives nécessaires à garantir la continuité opérationnelle de la fondation, en s'accordant aussi sur la mise à disposition de la part des Chanoines des terrains nécessaires pour l'activité agricole.
Di seguito sono riassunte le modificazioni proposte nel testo in discussione: la Regione rimane l'unico promotore della Fondazione; la durata della Fondazione è prorogata di altri trentacinque anni con scadenza nel 2052; in linea con le recenti introduzioni normative nazionali, l'organo di amministrazione è composto da cinque componenti nominati dalla Giunta regionale, di cui uno indicato dalla Casa ospitaliera del Gran San Bernardo, questo per mantenere ancora un collegamento con i Canonici che riteniamo siano stati un elemento essenziale per il funzionamento della fondazione; vengono indicati i requisiti necessari per la designazione all'interno dell'organo di amministrazione; viene previsto l'obbligo di trasmettere annualmente una relazione sulla attività svolta; il collegio di revisione contabile è composto da tre membri; l'organo di amministrazione procederà ad adeguare lo statuto entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di modifica (nei trenta giorni successivi alla deliberazione delle modifiche statutarie la Giunta regionale provvederà alla nomina dei nuovi organi di amministrazione e di revisione); è espressamente prevista la stipulazione di accordi volti a garantire che la Casa ospitaliera, a seguito del recesso dalla Fondazione, continui a mettere a disposizione i terreni di sua proprietà necessari all'attività agricola della fondazione stessa; viene previsto che i beni provenienti dalla donazione Berton, destinati ad entrare nella piena proprietà della Casa ospitaliera alla scadenza originaria al 2017, continueranno ad essere messi a disposizione della Fondazione.
In conclusione, si chiede di valutare positivamente le modifiche proposte per garantire la continuità e l'operatività di una struttura di formazione professionale dei giovani agricoltori, di ricerca ed innovazione del settore agricolo che ha continuato a dare segnali importanti per il mantenimento di un settore delicato e strategico per il nostro territorio.
Vorrei, infine, ancora ringraziare i Canonici per il ruolo fondamentale che hanno avuto per lo sviluppo economico delle aziende attraverso il continuo miglioramento qualitativo dei prodotti del settore zootecnico, vitivinicolo e frutticolo. Un ruolo essenziale per la formazione umana e professionale di generazioni di giovani studenti, secondo le migliori tradizioni famigliari e culturali della nostra regione, nonché per la modernizzazione dell'agricoltura. Grazie.
Presidente - La discussione generale è aperta.
La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.
Nous croyons que, quand on se penche sur des arguments qui concernent l'Institut agricole régional, même si, comme dans le cas spécifique, il s'agit d'un passage obligé de modification de la loi constitutive, du même conséquente à la volonté de la Maison hospitalière du Grand-Saint-Bernard de se retirer de la fondation dont elle était membre fondateur avec la Région, on ne se peut se borner à une simple prise d'acte sans souligner le rôle fondamental de cet institut, comme cela a été fait par le rapporteur, dans le contexte socio-économique culturel de la communauté valdôtaine.
Dès le début des années '50, elle était alors l'Ecole pratique d'agriculture, dont le but prioritaire était de fournir les connaissances théoriques et les compétences pratiques aux jeunes promis à l'agriculture et, ensuite, avec l'organisation des plans d'étude toujours plus performants. C'était aussi la période de la rubrique radiophonique de La Voix de la Vallée, dans laquelle le Chanoine Vaudan répondait en français aux questions posées par Pierre Vietti, "Batezar", en patois. Il s'agissait d'une façon agréable et intelligente de faire parvenir aux paysans des conseils à l'époque très importants pour les bonnes pratiques agricoles de la saison, et ce en utilisant les langues de nos ancêtres.
L'an 1982 a marqué une importante étape de ce brillant parcours, la constitution de la Fondation de l'actuel Institut agricole régional qui, recueillant le patrimoine humain, historique, culturel et matériel des locales pratiques et dans le sillon tracé, a rejoint des buts ambitieux comme le prolongement des cours d'études à cinq ans et, ensuite, la reconnaissance de l'école paritaire, sans oublier non plus la formation professionnelle à destination des adultes, utilisant les ressources mises à disposition par le Fonds social européen, ainsi que la réalisation de projets formatifs, promus par l'Administration régionale en application du plan de développement rural et des lois régionales de secteur. La recherche et l'expérimentation ont permis d'atteindre l'excellence des productions dans les secteurs de la viticulture, la zootechnie, l'agronomie et le fruitier.
Donc, si cette loi du point de vue technique se réduit à prendre acte de la récession de la Maison hospitalière du Grand-Saint-Bernard de la Fondation et de créer justement les conditions afin que cette institution puisse recueillir l'héritage de ce patrimoine socio-économique, historique et culturel cité auparavant, pour le faire progresser sur le sillon tracé depuis sa constitution, nous ne pouvons cependant pas oublier le rôle de la Maison hospitalière du Grand-Saint-Bernard exercé au cours des années dernières pour l'essor de l'agriculture valdôtaine dans ses différents secteurs. A ce propos nous avons présenté un ordre du jour qui sera illustré ensuite.
Nous sommes donc en ligne de principe favorables à cette loi et, comme annoncé en commission, nous avons présenté un amendement qui rien va enlever à la substance de la loi et que nous illustrerons en temps voulu. Merci.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, nel riconoscermi nelle parole espresse dal collega Cerise, vorrei aggiungere una precisazione. Naturalmente l'urgenza del momento chiede di provvedere nella direzione della costituzione di una fondazione, allora è naturale riconoscere il ruolo svolto nella costituzione dal settore (semplifico) privato, che ha portato alla realizzazione di questa opera meritoria, che ha avuto sbocchi sia dal punto didattico ed educativo, sia dal punto di vista della ricerca, ma soprattutto della ricerca applicata con ricadute importanti sul territorio.
Il mio rilievo è che di fatto oggi la struttura assume un carattere completamente pubblico e della Regione, e sarebbe interessante chiedersi se quei servizi, quelle prestazioni che offre dal punto di vista didattico questo tipo di istituzione siano gli stessi che offre la scuola pubblica nel settore professionale. Allora l'auspicio è che anche gli istituti professionali regionali che sono di competenza regionale abbiano a disposizione le risorse ed i mezzi che hanno le altre fondazioni regionali, che sono l'Institut agricole e l'IPRA di Châtillon. Questo lo preciso, perché sta avvenendo un fenomeno che porta tantissime famiglie a dirigere i ragazzi verso queste due istituzioni, oggi ormai a carattere pubblico, e si sta verificando un fenomeno di eccesso di iscrizioni rispetto a quelle che possono essere accolte da queste istituzioni che, a differenza del pubblico, possono respingere gli iscritti sulla base di una selezione, cosa che comporta l'iscrizione successiva di questi ragazzi al settore pubblico. So che questo sembra non molto in argomento, ma è l'occasione per dire queste cose. Si determina così che l'organico fatto nelle scuole pubbliche è sottostimato per via di alunni che non risultano iscritti alla scuola pubblica, ma alle due fondazioni. Dopodiché bisogna rifare l'organico successivamente, per accogliere i ragazzi respinti, con il fatto però che non abbiamo messo le cattedre a ruolo e che precarizziamo il sistema pubblico di istruzione. Questo lo dico per precisione.
Comunque, l'auspicio che anche l'istruzione professionale regionale possa arrivare ai livelli dell'Institut agricole, è l'auspicio che facciamo nel votare questa legge.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Merci M. le Président.
J'apprécie la relation qui a été faite par le collègue Prola à propos de cette loi, qu'on aurait préféré ne pas devoir présenter, car on a dû arriver à cette loi pour la simple raison qu'il y a eu un changement qu'on se souhaitait toujours d'éloigner. Il y a longtemps que les responsables de la Congrégation du Grand-Saint-Bernard venaient nous dire qu'ils avaient des difficultés à maintenir leur engagement vis-à-vis de notre institution, faute de vocations; donc il y avait l'exigence de quitter leur engagement vis-à-vis de Saint-Oyen et de la Fondation de l'Institut agricole.
Je ne peux que m'associer à tout ce qui a été dit, surtout au fait de reconnaître le bien-fondé du rôle important qui a été déployé par certains personnages de la Congrégation; parmi les autres - mais je ne voudrais pas offenser les autres -, sans doute le Chanoine Vaudan était un peu le symbole de l'information médiatique portée par La Voix de la Vallée. Ses réponses étaient un peu l'Evangile, ce qu'il disait était la règle à même de guider le parcours, surtout dans le secteur vitivinicole. Je crois que s'il y a eu un changement radical dans ce sens, s'il y a eu une modification importante de la vinification, car le produit était toujours le même, et donc la valorisation du secteur vitivinicole est liée à son insistance de valoriser ce que nous avons eu depuis toujours et qui est aujourd'hui, heureusement, à la base de l'excellence dans ce secteur. Un secteur qui, malgré les problèmes économiques, est un des secteurs qui a les meilleurs résultats.
Lorsqu'on parle de l'Institut agricole, on parle d'un institut qui a une réglementation complète avec les cinq années d'étude, tandis qu'il n'y a pas longtemps on n'avait que les trois années, et les jeunes qui voulaient continuer devaient se déplacer. Si on peut dire de la plainte qui était parfois des parents, c'est que très souvent, lorsqu'il y avait la sélection - l'institut ne pouvant pas accepter toutes les demandes présentées - l'exclusion concernait les fils des campagnards, tandis que les fils des résidents à Aoste, plutôt que dans les communes environnantes, étaient reçus. Heureusement la chose, petit à petit, a été comprise et dernièrement il y a eu une attention toute particulière pour le fait que les fils des paysans aient le droit en quelque sorte de primauté par rapport à l'instruction, qui puisse maintenir la possibilité de continuer l'activité. C'est une donnée très importante et on pourra y revenir dans le futur, car cet Institut agricole avait le sens d'améliorer, d'ajouter une valeur à ce qu'on faisait normalement, à avoir les fils qui étaient à même de mettre en valeur le travail des pères, ce qui est en partie réussi dans le secteur de la zootechnie comme dans d'autres secteurs.
Je n'ai pas grand-chose à ajouter, sinon celle de dire que la recherche a été très utile sur le secteur fromager, car elle nous a donné des indications pour la mise en valeur des différents produits, et la même chose s'est passée dans toutes les différentes attitudes présentes dans notre Région dans le secteur agro-alimentaire.
Donc cette loi ne fait que modifier en fonction de cette contrainte: on a voulu quand même maintenir cette liaison avec la Congrégation, maintenir une présence importante et, dans ce sens, nous sommes sûrs qu'il y aura une participation active encore pour longtemps, ce qui est important pour l'institution dont nous parlons aujourd'hui.
Président - Nous devons nous exprimer sur l'ordre du jour.
La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Merci M. le Président.
Le collègue Cerise a déjà informé l'Assemblée tout à l'heure de la présentation de cet ordre du jour, qui me parait être parfaitement en syntonie avec ce qui vient d'être dit de tous côtés pour ce qui est de l'appréciation qui est évidemment unanime du rôle joué pendant ces 30 années, de coopération, de partenariat avec la Congrégation du Saint-Bernard au sein de l'Institut agricole régional. Nous y rajoutons peut-être seulement quelques éléments ultérieurs, avec l'espoir que cet ordre du jour puisse bien interpréter, avec l'adhésion que nous souhaitons large de la part de l'Assemblée, notre pensée à nous tous. Premièrement, dans la reconnaissance d'un apport historique qui est celui de la Congrégation du Saint-Bernard, non pas uniquement dans le domaine agricole, mais dans le rôle qu'elle a joué pendant près de neuf siècles vis-à-vis de la communauté valdôtaine toute entière. Une présence discrète et efficace - si je puis ainsi m'exprimer - et qui a énormément rendu des services soit au point de vue culturel qu'au point de vue spirituel et matériel dans l'essor de notre paysannerie, de notre agriculture valdôtaine, spécialement au cours du XX siècle, comme cela a été fort bien rappelé.
Nous souhaiterions ajouter quelque chose dans le sens de souligner un rôle moteur dans la qualification, dans l'attribution d'un prestige retrouvé au rôle de l'agriculteur valdôtain. Il a paru au cours de ces trois décennies que le rôle de cette partie active de notre population est particulièrement redevable de l'inspiration des Chanoines du Grand-Saint-Bernard, non pas seulement dans la diffusion des techniques (cela aurait été évidemment possible également par d'autres moyens), mais dans le sens de l'inspiration d'une conscience plus élevée du rôle que pouvaient avoir les agriculteurs, les éleveurs et les viticulteurs valdôtains dans la promotion de notre communauté. Pour cela le rôle du regretté Chanoine Vaudan a été celui du pivot d'une structure, qui a fortement cru dans cette direction.
Vous me permettrez aussi de rappeler que les relations que nous avons entretenues avec la Congrégation du Saint-Bernard ont également connu des moments d'interlocution particulièrement intenses, surtout là où elle a défendu l'autonomie de cette institution même à des moments où celle-ci paraissait être un peu remise en question par un rôle plus intense des services techniques de notre propre institution régionale. Je crois qu'il est juste de rappeler ce qui a été fait dans ce sens également avec l'apport remarquable du regretté notaire Bastrenta qui a représenté, par rapport au Conseil d'administration de cette fondation, une voix à la fois originale et éclairée, qui a contribué à en faire toujours un sujet pensant, qui a réfléchi sur les stratégies qui devaient être celles de cette fondation. Or, nous souhaitons vivement que cette autonomie de pensée, cette capacité de prévoir l'avenir par-delà aussi les aléas de la politique, les hauts et les bas que nous pouvons connaître au local, puisse être maintenue.
Les Chanoines du Grand-Saint-Bernard nous regardaient très souvent du haut de leur expérience séculaire. Ils ont représenté, par rapport à la communauté valdôtaine, un point ferme car ils avaient conscience de la longue durée, qui n'est pas toujours la conscience qui nous appartient dans l'action à nous tous très souvent un peu trop envenimée par des évènements qui ont une nature plus éphémère et transitoire, alors que les Chanoines ont cette capacité. Et c'est pour cela que leur apport nous manquera dans ce moment et nous le regrettons, tout en comprenant que c'est faute de vocations qu'ils ne peuvent plus remplir le rôle qu'ils ont joué pendant des longues années. Il est normal qu'on leur exprime de la gratitude, qu'on leur en sache gré pour avoir aussi assuré le particularisme linguistique de notre Région...n'oublions pas ce qu'ils ont fait dans ce sens pour que la langue française demeure langue d'enseignement et langue active et que la formation professionnelle à l'intérieur de cette école demeure aussi une formation plurilingue.
Cela dit, nous avons terminé ce petit ordre du jour avec un vœux que des conditions puissent se remplir à l'avenir, pour qu'il y ait une nouvelle implication, pour qu'il n'y ait pas une rupture définitive, une fermeture définitive de cette porte et qu'ils sachent au moins que de la part de la Région il y a l'espoir qu'ils puissent encore continuer à remplir un rôle dans l'éducation et dans l'expérimentation agricole de notre Région.
Voilà, ce sont les considérations qui nous ont amené à essayer de coucher sur papier ces pensées, que nous proposons à l'Assemblée toute entière de bien vouloir partager avec nous.
Président - Je soumets au vote l'ordre du jour, qui récite:
Ordre du jour
Le Conseil régional de la Vallée d'Aoste
Considérant l'apport fondamental de la Congrégation du Grand-Saint-Bernard, institution liée depuis neuf siècles à notre Vallée, dans l'essor de l'agriculture valdôtaine au XXème siècle grâce à l'ouverture de 1'Ecole d'agriculture d'Aoste en 1950, au dévouement et à la clairvoyance de ses Chanoines, ainsi qu'à son action remarquable dans la restauration du bâtiment de la ferme de Saint-Oyen transformée en maison d'accueil;
Rappelant, en particulier, l'œuvre du chanoine Joseph Vaudan qui a grandement mérité, vis-à-vis des agriculteurs, des viticulteurs et de la population toute de la Vallée d'Aoste, pour ses initiatives et son enseignement à l'Ecole d'agriculture, dont il fut le Directeur pendant de longues années, avec un capacité hors pair de préparer l'avenir;
Ayant apprécié pendant trois décennies le partenariat de la Congrégation avec la Région de la Vallée d'Aoste dans la constitution et la gestion, à partir de 1982, de la Fondation de 1'Institut Agricole régional;
Comprenant les raisons, essentiellement liées à la diminution du nombre de vocations, qui ont amené la Congrégation à se retirer de la Fondation constituée;
Exprime
sa gratitude à la Congrégation du Grand-Saint-Bernard pour son œuvre méritoire;
Forme les vœux
que des conditions puissent se représenter à l'avenir pour une nouvelle implication de cette même Congrégation dans l'action éducative et dans l'expérimentation agricole dans notre Région.
F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Nous passons maintenant à l'examen du dessein de loi.
Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 32
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Je soumets au vote l'article 2:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - A l'article 3 nous avons l'amendement du groupe ALPE.
La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Molto sinteticamente, come ho avuto modo di dire in fase di audizione con il Presidente della Giunta in commissione, condividiamo nella sostanza la legge. L'unica sottolineatura che volevamo fare era quella riguardo all'articolo 3 per quanto riguarda i requisiti dei membri del consiglio di amministrazione: uno è indicato dalla Casa ospitaliera e gli altri quattro sono nominati dalla Giunta regionale; noi vedevamo un po' stringente il fatto che anche la laurea magistrale fosse forzatamente in agraria. Trattasi di un consiglio di amministrazione, quindi ci pareva che anche delle professionalità diverse potevano bene ricoprire questo ruolo. Riporto l'esempio che è stato citato dal collega Louvin: il notaio Bastrenta non era un laureato in agraria ed ha brillantemente interpretato la visione generale della nostra realtà agricola in quel consiglio di amministrazione per diversi anni. L'altra modifica è dove si chiede di avere almeno tre anni di esperienza di amministrazione di enti, istituti, fondazioni in campo agricolo; noi avremmo aggiunto anche "forestale" e "agroalimentare". Mi pare che sarà la Giunta a nominare, dunque questo non preclude al fatto che siano tutti dei laureati in agraria, ma non necessariamente lo devono essere, per cui anche una certa discrezionalità qualora ci fossero delle possibilità di nominare altre personalità, che bene possono ricoprire quella funzione. Altrimenti, in base a questo principio, dovremmo avere Assessore all'agricoltura un laureato in agraria, all'istruzione pubblica un professore, e via dicendo; solo questo...mi era parso che il Presidente non avesse particolari obiezioni a questo ragionamento. Per quanto riguarda il discorso del diploma, manterremo anche noi il discorso di perito agrario.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - In commissione avevo avuto modo di dire le ragioni di questa scelta in materia agraria, perché è quella che meglio si avvicinava alle scelte, ma avevo aggiunto che non avevo preclusioni su altre situazioni. Se vogliamo allargare la base e dare possibilità ad altri di potersi presentare, non è una scelta ideologica che impegni, è una posizione che allarga lo spettro, quindi può essere accolto.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento del gruppo ALPE, che recita:
Emendamento
Il comma 1 dell'articolo 3 del d.l. 179 è sostituito dal seguente:
1. La lettera c) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 è sostituita dalla seguente:
"c) la Fondazione è amministrata da un organo formato da cinque componenti nominati dalla Giunta regionale, di cui uno indicato dalla Casa ospitaliera del Gran San Bernardo; i componenti di designazione regionale sono scelti fra soggetti aventi almeno uno dei seguenti requisiti:
1) laurea magistrale;
2) diploma di perito agrario;
3) almeno tre anni di esperienza di amministrazione di enti, istituti o fondazioni in campo agricolo, forestale, agroalimentare o in quello di tutela dell'ambiente naturale;".
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo così emendato:
Articolo 3
(Modificazioni all'articolo 2)
1. La lettera c) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 è sostituita dalla seguente:
"c) la Fondazione è amministrata da un organo formato da cinque componenti nominati dalla Giunta regionale, di cui uno indicato dalla Casa ospitaliera del Gran San Bernardo; i componenti di designazione regionale sono scelti fra soggetti aventi almeno uno dei seguenti requisiti:
1) laurea magistrale;
2) diploma di perito agrario;
3) almeno tre anni di esperienza di amministrazione di enti, istituti o fondazioni in campo agricolo, forestale, agroalimentare o in quello di tutela dell'ambiente naturale;".
2. Dopo la lettera c) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982, come sostituita dal comma 1, è inserita la seguente:
"cbis) il consiglio di amministrazione trasmette annualmente alla Giunta regionale una relazione sull'attività svolta, evidenziando i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati;".
3. La lettera d) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 è sostituita dalla seguente:
"d) il controllo contabile della Fondazione è affidato ad un collegio di revisione composto da tre membri nominati con deliberazione della Giunta regionale tra gli iscritti nell'apposito registro dei revisori legali;".
4. Le lettere e), g) e i) del comma primo dell'articolo 2 della l.r. 12/1982 sono abrogate.
Stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato.
Pongo in votazione la legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
