Oggetto del Consiglio n. 2177 del 25 gennaio 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2177/XIII - Interpellanza: "Iniziative volte ad impedire l'ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione di opere pubbliche nella regione".
Interpellanza
Constatato un nuovo episodio criminale riguardante la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, che vede coinvolti, a diverso titolo, persone ed imprese operanti sul territorio valdostano;
Ricordato che le imprese sopra citate sono attive da anni in Valle d'Aosta e hanno numerosi rapporti con l'Amministrazione regionale;
Richiamate le nostre numerose iniziative consiliari riguardanti l'infiltrazione di organizzazioni mafiose ('ndrangheta) in Valle d'Aosta e i fenomeni estorsivi legati agli incendi dolosi;
Considerata la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta un'emergenza ed uno dei principali problemi riguardanti il futuro della nostra regione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) se dalle indagini sui fatti sopracitati sono emersi nuovi elementi riguardo alla diffusione della 'ndrangheta sul territorio valdostano;
2) se i fenomeni sopra richiamati non facciano ritenere ormai in corso di radicamento una tendenza al racket;
3) quali iniziative si intende adottare al fine di impedire l'ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione di opere pubbliche nella nostra regione;
4) se si intenda dare seguito nel più breve tempo possibile, come previsto dalla mozione approvata all'unanimità nella seduta del Consiglio regionale del 7 aprile u.s., ad un incontro fra la Direzione Nazionale Antimafia e i vertici delle istituzioni regionali
F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
L'arresto lo scorso 20 dicembre di quattro presunti esponenti della 'ndrangheta calabrese con interessi in Valle d'Aosta ha riportato ancora una volta d'attualità la preoccupante presenza di questa organizzazione criminale nella nostra regione. Un'inchiesta molto inquietante che conferma la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta e che nello specifico vede coinvolte a diverso titolo persone e imprese operanti sul territorio valdostano, imprese che da anni lavorano in Valle d'Aosta e che hanno avuto e continuano ad avere rapporti con l'Amministrazione regionale e altre istituzioni pubbliche. Come dicevamo, questi episodi arrivano dopo una lunga serie di altri episodi che negli ultimi anni hanno evidenziato la presenza della 'ndrangheta in particolare sul territorio valdostano, ricordiamo gli arresti l'anno scorso nel caso dell'operazione Minotauro di un imprenditore residente in Valle d'Aosta, precedentemente l'arresto di affiliati al clan Nirta riguardante il traffico internazionale di stupefacenti ed altri episodi risalenti a tempo addietro, che confermano la preoccupante presenza di questa organizzazione.
Riteniamo per il futuro della Valle d'Aosta questa un'emergenza e uno dei principali problemi di questa regione. Come ho detto, gli imprenditori locali avevano e hanno rapporti con l'Amministrazione regionale e hanno avuto nel caso specifico un comportamento piuttosto inquietante rispetto agli accadimenti. Non vogliamo esprimere giudizi sull'inchiesta, perché è in corso, ma resta il fatto che emerge un rapporto stretto fra queste organizzazioni e la Valle d'Aosta e anche il mondo economico locale. Per tale ragione chiediamo alla Giunta regionale: "se da queste indagini sono emersi nuovi elementi riguardo alla diffusione della 'ndrangheta sul territorio valdostano", nuovi elementi rispetto a quelli che già abbiamo appreso dai giornali, e se i fenomeni sopra richiamati fanno ritenere un radicamento di questa organizzazione e l'instaurazione di un racket più generale riguardante l'attività economica, inoltre quali iniziative si intende adottare per impedire che la criminalità organizzata intervenga nelle opere pubbliche realizzate nella nostra regione. Richiamando poi anche una mozione votata all'unanimità dal Consiglio regionale il 7 aprile dell'anno scorso, chiediamo quando si intende dare seguito a questa impegnativa del Consiglio regionale, che riguarda un incontro con la Direzione Nazionale Antimafia e i vertici delle istituzioni regionali.
Presidente - Prima di passare la parola al Presidente Rollandin, voglio fare rilevare che lei ha illustrato l'interpellanza n. 15 e non la n. 13, quindi diamo per illustrata la n. 15...
Bertin (ALPE) - Mi scusi.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
In effetti mi riusciva difficile all'inizio capire come poteva ricollegarsi con l'interpellanza n. 13, comunque, chiarito il problema, vengo a rispondere all'interpellanza che lei ha illustrato.
Pour ce qui est du premier point: "se dalle indagini sui fatti sopracitati sono emersi nuovi elementi riguardo alla diffusione della 'ndrangheta sul territorio valdostano", nous ne possédons pas de renseignements supplémentaires par rapport à ceux qui ont été diffusés par les organes d'information, dont les Conseillers du groupe ALPE sont déjà à connaissance et ce notamment parce que les enquêtes judiciaires sont encore en cours et donc nous n'avons pas d'approfondissements.
Pour ce qui est de la deuxième question: "se i fenomeni sopra richiamati non facciano ritenere ormai in corso di radicamento una tendenza al racket", les événements en question mettent en évidence le fait que la Vallée d'Aoste et le tissu économique valdôtain ne sont pas à l'abri des tentatives d'infiltration mafieuse, comme j'ai déjà dit auparavant. Comme l'ont montré les faits dont on parle, les Forces de l'ordre et la Magistrature prêtent la plus grande attention à ces phénomènes mais, comme l'a déclaré le Procureur en Chef d'Aoste, il n'a pas de sens de parler d'une façon générale de délits ou de l'existence d'associations criminelles tant que l'on ne dispose pas de preuves.
"Quali iniziative si intende adottare...": dans la réponse à une question précédente j'ai déjà mis en évidence que la Région met en œuvre tout ce qui est en son pouvoir pour garantir que les marchés publics se déroulent dans la plus parfaite légalité et pour prévenir tout phénomène d'intrusion du crime organisé dans ce secteur, que ce soit grâce au respect absolu de la réglementation en la matière par les services de l'Administration régionale, qu'avec la mise en place d'initiatives spécifiques comme le protocole d'entente avec la Direction d'Enquête Antimafia, assurant notre collaboration totale avec les Forces de l'ordre et la Magistrature.
"Se si intenda dare seguito nel più breve tempo possibile, come previsto dalla mozione..., ad un incontro fra la Direzione Nazionale Antimafia e i vertici delle istituzioni regionali": pour ce qui est de ce point, le 2 mai dernier, avec le Président du Conseil régional, nous avons transmis au Procureur national chargé de la lutte contre la mafia, M. Piero Grasso, la motion approuvée par ce Conseil le 7 avril et lui avons demandé de fixer une réunion entre la Direction nationale de lutte contre la mafia et les institutions régionales, tout en l'assurant de notre pleine disponibilité à collaborer à l'organisation de ladite réunion. A ce jour nous n'avons pas encore reçu de réponse et vous pouvez être assurés que nous allons réitérer notre demande, mais - et je ne doute pas que vous le comprendrez - nous ne pouvons pas planifier les rencontres avec la Direction antimafia. Nous sommes dans l'attente de faire cette rencontre que nous allons réitérer...merci.
Président - La parole au Conseiller Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Mi scuso per il disguido riferito al numero dell'interpellanza.
Questo è un fenomeno sempre più inquietante per il nostro territorio, la 'ndrangheta ancora più delle altre organizzazioni di stampo mafioso ha la tendenza a radicarsi nelle realtà in cui si insidia e tende a riprodurre le stesse strutture, gli stessi meccanismi, le stesse modalità di azione esistenti nei territori di origine. È qualcosa di grave e di preoccupante a cui bisogna stare molto attenti. Questa organizzazione ha una grande capacità di infiltrazione e di trovare interlocutori a diverso titolo dall'economia alla politica, ai professionisti, eccetera, come emerge dalle numerose inchieste nel nord Italia che rendono palese tale capacità di interlocuzione della 'ndrangheta. Riteniamo questo un fatto molto pericoloso e grave per l'avvenire della nostra regione al quale dobbiamo dare il massimo di attenzione. In questi anni si è un po' sottovalutato tale fenomeno, continuando a ricordare l'immagine di isola felice della Valle d'Aosta, un'isola felice che ormai non lo è più e tali fenomeni sono sempre più presenti, come si evidenzia in questi ultimi anni in un crescendo di fatti criminosi direttamente o indirettamente legati a tali presenze.
Abbiamo presentato su questo argomento moltissime iniziative consiliari dall'inizio legislatura: ricordo quella riguardante gli incendi dolosi soprattutto per quel che riguarda la pala meccanica bruciata l'11 settembre scorso al Castello di Quart, che poi si è rivelata essere direttamente collegata ad un fatto estorsivo e legata all'inchiesta che si sta svolgendo in questi giorni. Fatti dolosi che negli ultimi anni si sono fatti ripetitivi e inquietanti, pertanto è necessaria una presa di coscienza da parte di tutti sui rischi che stiamo correndo noi e questa comunità. La trasparenza nell'azione amministrativa è fondamentale, ma non basta: è necessaria una presa di coscienza di quello che sta succedendo; è per questo che abbiamo anche annunciato una risoluzione, che va nella direzione di istituire una commissione ad hoc su tale argomento. È innanzitutto la politica che deve rendersi conto del rischio che sta correndo tale comunità e deve agire di conseguenza per fermare ogni tipo di infiltrazione, che altrimenti metterebbe in gioco il futuro di questa Valle. Grazie.
