Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2161 del 11 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2161/XIII - Reiezione della mozione: "Misure per escludere la sezione ragazzi della Biblioteca regionale dal collegamento Wi-Fi".

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/ Vallée d'Aoste

Preso atto con favore della volontà di dotare la Biblioteca regionale di un collegamento wi-fi;

Ricordato che l'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente definito i campi elettromagnetici come "possibilmente carcinogeni", in particolare sono agenti possibilmente cancerogeni i campi elettromagnetici prodotti da telefonini, apparecchiature radar, router wi-fi, ripetitori televisivi per la telefonia mobile;

Richiamata la risoluzione n. 1815 dello scorso 27 maggio dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, con la quale si raccomanda agli Stati membri di assumere tutte le misure ragionevoli per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici, in particolare dei bambini e dei giovani per i quali il rischio di tumori alla testa sembra più elevato. La sopraccitata risoluzione raccomanda inoltre alle scuole di utilizzare nelle classi i collegamenti fissi per Internet, invece del wi-fi, per ridurre i pericoli derivanti dell'esposizione ai campi elettromagnetici, sulla base del principio di precauzione;

Impegna

l'Assessore competente a:

1) assumere tutte le misure ragionevoli per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici, in particolare dei bambini e dei giovani;

2) escludere la Sezione ragazzi della Biblioteca regionale dall'area wi-fi.

F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Nel corso dell'ultimo Consiglio, l'Assessore alla cultura ci aveva annunciato l'intenzione di dotare la Biblioteca regionale di un collegamento Wi-Fi, cosa che troviamo giusta, anzi, era ora da un certo punto di vista, quindi non si può che essere d'accordo.

In questa mozione volevamo sottolineare un aspetto che riguarda i Wi-Fi; ci sono, in questo metodo di collegamento legato alle onde elettromagnetiche, diverse perplessità che sono evidenziate da diversi organismi internazionali. Su questo argomento è aperto un dibattito nel quale non si hanno ancora dei dati certi. Diverse organizzazioni internazionali - nella mozione cito l'Organizzazione mondiale della sanità - definiscono questi campi elettromagnetici prodotti da questi elementi "possibilmente cancerogeni". In particolare questa possibilità riguarda soprattutto i giovani, i bambini; su questi si concentra l'attenzione maggiore, perché si è statisticamente verificato che è possibile che ci siano delle influenze, soprattutto in questa fase evolutiva che riguarda i giovani. In effetti, in molti Stati europei è vietata la pubblicità mirata ai ragazzi sotto i 14 anni: ad esempio, in Francia, per i ragazzi al di sotto di 14 anni non si possono utilizzare testimonial pubblicitari per la telefonia mobile, come non si possono predisporre campagne pubblicitarie mirate a questa fascia di possibili clienti, proprio per un principio di cautela rispetto a queste giovani generazioni. Anche l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, con una risoluzione dello scorso maggio, raccomandava agli Stati membri di assumere delle misure per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici dei giovani e dei bambini, raccomandando di utilizzare altri metodi per ottenere gli stessi obiettivi.

L'impegnativa di questa mozione, mettendo in evidenza questo aspetto che è ancora dibattuto e non chiaro, in quanto non c'è alcun dato certo ed è un dibattito aperto, ma proprio per questo un principio di precauzione, porterebbe ad evitare questo sistema almeno per i ragazzi della Biblioteca regionale, anche perché quella parte della Biblioteca regionale non necessita di questo sistema. Pertanto l'impegnativa è di due tipi: uno, se vogliamo più generale, con il quale si invita a prendere in considerazione questa problematica per quegli aspetti che riguardano l'Assessorato della pubblica istruzione, che ha per missione quella di avere a che fare con i giovani e con i ragazzi e, nello specifico, ad escludere la Sezione ragazzi della Biblioteca regionale dall'area Wi-Fi per le ragioni sopraindicate. Grazie.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se non vi sono richieste di intervento, chiudo la discussione generale.

La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.

In premessa, come è stato ricordato, essendo l'argomento molto specifico, come credo tanti altri, non essendo un esperto, voglio personalmente ringraziare l'ARPA Valle d'Aosta ed anche il DSI per le questioni tecniche dell'Amministrazione regionale, per il supporto di quanto dirò.

Esistono delle normative alle quali ci dobbiamo riferire per la predisposizione di queste nuove tecnologie. La normativa italiana - decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'agosto 2003 - fissa un valore di attenzione per i campi elettromagnetici a radiofrequenza, come quelli emessi dagli impianti di copertura Wi-Fi, pari a 6 volt/metro, che è l'unità di misura nel campo elettrico, come livello di campo elettrico totale nell'intera banda da 100 kHz a 300 GHz, all'interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere su balconi, terrazzi, cortili. Tale valore, fra l'altro, è da intendersi come obiettivo di qualità nelle aree intensamente frequentate, ovvero luoghi attrezzati permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e ricreativi, ivi comprese le biblioteche.

Il livello di riferimento di 6 volt/metro è più restrittivo rispetto ai valori previsti dalle direttive europee - qui, in Italia, c'è stata un'applicazione più restrittiva - e adottati nella maggior parte degli altri Paesi, ed è posto a tutela di eventuali effetti da esposizione continuativa a bassi livelli di radiazioni non ionizzanti, secondo una logica ispirata al principio di cautela. Misure strumentali effettuate recentemente nel 2008 e negli anni seguenti da ARPA Valle d'Aosta e da ARPA Piemonte su impianti per la copertura Wi-Fi all'interno di strutture pubbliche, seguendo le linee guida tecniche di riferimento per questo tipo di rilievi, hanno fatto rilevare livelli di campo elettrico ad un metro di distanza dalle antenne wireless - anche perché deriva anche da che distanza uno...e questo credo sia importante anche nell'utenza privata, non solo in quella pubblica - inferiori ad un volt/metro nelle condizioni di utilizzo alla massima potenza (quindi uno rispetto a sei che è la normativa di riferimento, nettamente inferiori a questo indice). Chiaramente questi campi decrescono ulteriormente in modo rapido man mano che ci si allontana dalla sorgente, con l'unica ovvia accortezza di non installare gli apparecchi in modo che si trovino in diretto contatto con le persone in situazione di permanenza prolungata, collegata alle attività svolte nella struttura. I livelli generati da questo tipo di dispositivi, all'interno dei locali negli spazi utilizzati, sono nettamente inferiori rispetto ai riferimenti normativi e non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico (questo per quanto riguarda la normativa).

A margine di questo, va osservato che il problema del carattere eventualmente cancerogeno dei campi elettromagnetici, qualora esistesse, non vale solo per i piccoli, ma sussiste anche per i frequentatori adulti della Biblioteca - fra l'altro i ragazzi non vanno solo nella Sezione ragazzi, vanno anche in altre - e, in particolare, per il personale che vi opera, non solo nella Sezione ragazzi dove so che c'è qualche sensibilità diversa, personale il quale sarebbe esposto alle emissioni in modo continuativo per molte ore al giorno; questo non solo in Biblioteca, ma nella stessa Amministrazione regionale, nel Consiglio, noi oggi qui, data l'esistenza della rete Wi-Fi e, stando a ciò che c'è sui giornali, anche in certe Amministrazioni comunali, mi riferisco al Comune di Etroubles che, insieme al Comune di Aosta - mi sembra di aver letto Fénis qualche anno fa -, ha adottato il "Wi-Fi in piazza", così chiamato. Quindi credo che sia una riflessione da porre in senso generale.

Ciò che oggi sottolineiamo è che, essendo ancora in fase di predisposizione, giustamente dobbiamo rifarci ai parametri di legge. È chiaro che oggi nulla osta all'installazione di un collegamento Wi-Fi in generale, non solo in Biblioteca o in altre strutture pubbliche e nelle biblioteche in generale; essendo in fase di predisposizione, sarà nostra cura prendere tutte le precauzioni e seguire l'evoluzione del dibattito nell'installazione del Wi-Fi per garantire la massima tutela all'utenza, sia adulti che bambini.

Non accogliamo quindi questa mozione, per il semplice fatto che andrebbe da parte nostra a riconoscere un qualcosa che non è provato da un punto di vista scientifico; soprattutto, stando ai parametri, è un qualcosa che oggi sta andando nella direzione di avere comunque la nuova tecnologia che non comporti dei danni alla salute. Noi ci impegniamo a tornare sull'argomento, non solo riferito alla Biblioteca regionale, ma al discorso Wi-Fi e nuove tecnologie in generale, e non ci sentiamo oggi di approvare l'atto.

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Era ovvio il rispetto delle leggi, ci mancherebbe altro! Come dicevo, anch'io, a casa mia, ho un impianto Wi-Fi, non è questo il problema. È una scelta individuale, con la quale ognuno fa quello che vuole.

Il problema che avevamo evidenziato era quello rispetto ad una sezione particolare della Biblioteca regionale, frequentata da ragazzi di età inferiore ai 14 anni. Personalmente non vedo la necessità che questa sezione venga coperta da Wi-Fi, potrebbe - come avevo sottolineato - essere addirittura una cosa che qualifica la Sezione ragazzi rispetto al resto della Biblioteca ed alle biblioteche delle altre regioni, nel senso che diamo maggiore attenzione a questa problematica. Per questo avevo sottolineato l'aspetto della Sezione ragazzi, per mettere in evidenza che poteva essere un aspetto qualificante della Biblioteca, riservare una particolare attenzione ai giovani e ai ragazzi.

Come sottolineavo, uno degli aspetti del dibattito è proprio legato ai giovani ed ai bambini; l'Assemblea del Consiglio d'Europa invitava a mirare l'attenzione in particolare ai giovani e ai bambini, che sono quelli per i quali il rischio è maggiore, perché vivono una fase evolutiva. Proprio nell'applicazione di questo principio di precauzione, dovrebbe essere fatto in modo particolare sulle giovani generazioni e sui bambini. Poi aggiungiamo il fatto che altri Stati cercano di evitare per i bambini questa esposizione, al di là del fatto se fatta bene o male, perché non è provato scientificamente, è appunto l'applicazione di un principio di precauzione generale che non è in contrasto con l'appeal della Biblioteca regionale. Anzi, questo ne metterebbe in evidenza un'attenzione particolare rispetto ai bambini ed ai ragazzi che hanno meno di 14 anni, che non hanno la necessità di avere un impianto Wi-Fi per arrivare lì a 10-11 anni con il proprio computer per accedere a Internet. Se proprio vogliono farlo, lo fanno come scelta personale e si fermano nella restante parte della Biblioteca. Questa era l'idea della mozione e la prima parte più generale era quella di dare attenzione a questa problematica. Il fatto che non venga accolta ritengo sia la solita volontà di non voler accogliere alcuna proposta della minoranza. Ne prendiamo atto. Tant pis! Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin, per una precisazione.

Viérin L. (UV) - Solo per una precisazione. Noi non accogliamo l'atto in sé, con l'impegno però di verificare tutti gli accorgimenti, anche quello auspicato, nel senso di eventuali schermature soprattutto inerenti all'utilità o meno di un servizio Wi-Fi. Se poi, da un punto di vista tecnico, il fatto di schermare una certa zona comporta che comunque le onde arrivino, questo non lo so dire, perché è in fase di predisposizione. Per questo dico che ad oggi, essendo ancora in fase di predisposizione, noi non abbiamo gli elementi per dire una cosa piuttosto che l'altra, appurato il fatto che in premessa i parametri di legge sono questi. Era una precisazione per dire che cercheremo di mettere in atto tutte le misure, compatibilmente con i parametri di legge e con un'eventuale evoluzione della materia in campo sia sanitario che di danni alla salute; ad oggi, quello che verificheremo è di isolare certe zone, se queste non sono inerenti all'utilizzo effettivo del Wi-Fi, non solo inerenti al campo della salute.

Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 7

Astenuti: 21 (Agostino, Bieler, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, La Torre, André Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Marguerettaz, Pastoret, Prola, Emily Rini, Rosset, Salzone, Laurent Viérin, Marco Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)

Il Consiglio non approva.