Oggetto del Consiglio n. 2151 del 11 gennaio 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2151/XIII - Interrogazione: "Tassi di interesse applicati dagli istituti di credito in Valle d'Aosta".
Interrogazione
Sottolineato che i tassi applicati in Valle d'Aosta dagli istituti di credito sono storicamente più elevati rispetto ai tassi applicati in altre regioni del nord Italia;
Ricordata l'iniziativa promossa nel 2010 dalla Presidenza della Regione di convocare le banche operanti in Valle d'Aosta al fine di superare lo squilibrio sopracitato;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale per sapere:
1) quali siano gli effetti dell'iniziativa riportata in premessa;
2) quali sono attualmente i tassi di interesse applicati in Valle d'Aosta e se sono in linea con quelli applicati nelle altre regioni del nord Italia.
F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Grazie Presidente.
Questa interrogazione per certi versi è di grande attualità, anche se il riferimento all'iniziativa è del 2010; passato un anno, un anno e mezzo da quell'incontro, però in particolare nel settore bancario, nel settore economico legato alla crisi, e non solo, sembra che siano passati cento anni, perché i risultati dell'iniziativa di allora non possono avere attualmente una conseguenza esplicita e diretta. In quel momento fu molto utile fare quell'incontro, perché nasceva da alcune informazioni provenienti anche dagli organi di stampa, in cui si evidenziava un grosso differenziale fra i tassi di interesse applicati in Valle d'Aosta e nel resto d'Italia. In quell'occasione si fece chiarezza sul fatto che per i tassi di interesse relativi al sistema bancario, alle banche di sistema, la differenza era minima rispetto a quello che era il sistema nazionale; vi era invece una notevole differenza in senso negativo per la Valle d'Aosta se veniva raffrontata all'area del Trentino e di Bolzano. La motivazione, dagli approfondimenti che sono stati fatti, è legata al fatto che in quelle località la presenza delle piccole banche locali è molto più diffusa; l'organizzazione di questi istituti di credito si basa su finalità diverse sul territorio e, avendo la possibilità di avere dei contatti più diretti di conoscenza con i soggetti interessati, applicano dei tassi più bassi. Ma qui parliamo del passato, di un passato non così importante dal punto di vista del tempo, però importante dal punto di vista dell'evoluzione della materia.
Riferito ad oggi cosa possiamo dire? Tutti sappiamo della grande confusione che regna nel sistema bancario in questo momento, della difficoltà di erogare finanziamenti sia alle imprese che alle famiglie, da parte di istituti di credito, e dell'alto tasso di interesse che viene applicato. Dove possiamo dare delle risposte più puntuali? A tal proposito dobbiamo fare dei distinguo, dividendo l'argomento fra gli affidamenti di carattere generale, in cui l'amministrazione (non solo quella regionale, ma anche quella nazionale) poco può fare nei confronti delle banche. Dove, invece, noi possiamo incidere fortemente dal punto di vista di un rapporto, anche se indiretto? Dove l'ente pubblico su questi tassi di interesse eroga dei contributi tramite le Confidi. Su questo argomento ci pare di avere operato correttamente, anche come Consiglio regionale, nel momento in cui abbiamo approvato la nuova legge sulle Confidi, in cui andiamo a sancire che per lo stesso tipo di mutuo, per lo stesso tipo di finanziamento, per lo stesso tipo di rating e per lo stesso tipo di durata di finanziamento, la Regione eroga un contributo massimo fino al 75 percento, tenendo come riferimento la convenzione più favorevole rispetto a tutti gli istituti di credito ed a tutte le Confidi per lo stesso tipo di finanziamento. Questo è il deterrente che abbiamo potuto costruire per abbattere il costo del denaro, e quindi più favorevole per l'utente, laddove c'è anche un intervento del denaro pubblico. Su questo settore abbiamo fatto un approfondito confronto anche con le Regioni confinanti, dal quale - come dicono anche gli uffici - tutti concordano nel sostenere che i tassi di interesse praticati sono in linea con quelli praticati ad intermediari finanziari nel resto d'Italia; quindi dove c'è l'intervento pubblico i tassi di interesse, anche in Valle d'Aosta, sono in linea con le altre realtà.
Sul panorama più generale, prendiamo atto - anche per dare un elemento, ma penso che l'interrogante ce l'abbia già - della tabella che ha divulgato la Banca d'Italia sulle pubblicazioni Economie regionali, in cui oggettivamente c'è un raffronto fra la Valle d'Aosta, il Piemonte e la Lombardia, dal quale risulterebbe che i tassi di interesse in Valle d'Aosta siano più alti rispetto alle altre Regioni. Detto ciò, abbiamo fornito - perché mi sembrerebbe difficile da esplicitare - una tabella di circa 6-7 pagine per tutte le tipologie di intervento, gli spread applicati ed i riferimenti, sui quali noi abbiamo la possibilità di intervenire e dove, tramite le Confidi, utilizziamo lo strumento per abbattere il costo del denaro. Oggettivamente il problema esiste.
"Quali siano gli effetti dell'iniziativa riportata in premessa": a suo tempo l'iniziativa aveva portato ad un confronto, ad una sensibilizzazione del problema; sfido chiunque a cercare di capire cosa sta succedendo nel libero mercato, ma quello che cerchiamo di tenere sotto controllo sono i tassi di interesse applicati su finanziamenti dove poi c'è l'intervento pubblico. In quel senso possiamo dire che siamo in linea con le altre Regioni.
Sul resto, in questo momento, regna una grande confusione. Dai dati che abbiamo - penso che la fonte più autorevole sia quella di Banca d'Italia - risulta effettivamente che in Valle d'Aosta i tassi di interesse siano più alti che nelle altre Regioni.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Devo ammettere che nel 2010, quando ho letto di questa iniziativa, ero molto fiducioso sulle possibilità di riuscita, anche in relazione al grande spazio, all'enfasi che era stata data a questa iniziativa; ricordo, all'epoca, i titoli dei giornali...vedo qua l'ANSA: "Credito: in VDA denaro troppo caro, Rollandin convoca le banche"...oppure, sui giornali: "Rollandin chiama a rapporto le banche". Sul momento, anche con l'enfasi, ci siamo: "Questa volta i valdostani, grazie a questa iniziativa, pagheranno il denaro come gli altri cittadini delle regioni confinanti", anche perché questo è un problema serio: sono ormai decenni che si protrae questo aspetto!
Dalla differenza fra i tassi passivi ed attivi la Valle d'Aosta, già alla fine degli anni '90, perdeva, già all'epoca, una trentina di miliardi - avevo fatto il calcolo giusto - e continua ad essere così da decenni; le ragioni sono tante e complesse, non sono facilmente risolvibili in poco tempo, ma questa è la situazione. Da decenni si protrae questa situazione piuttosto grave per i valdostani e per le casse della nostra Regione. Come ho detto, confidavo ciecamente - come sempre, peraltro - sulle facoltà "taumaturgiche" del nostro Presidente...ho detto: questa volta veramente riusciamo a risolvere questo problema che ormai va avanti da tempo! È difficile anche giustificare questa differenza. Dal punto di vista delle sofferenze bancarie, queste sono sostanzialmente in linea con quelle delle altre Regioni, anzi, per certi aspetti migliori e, in generale, la solvibilità è la stessa. C'è proprio una ragione del sistema bancario che vede la Valle d'Aosta come una regione di raccolta in cui, a causa forse anche della poca dinamicità economica della Regione, si viene a creare questa situazione per cui i valdostani continuano a pagare il denaro di più ed a ricevere meno dalle banche rispetto agli altri cittadini delle regioni simili, con dei tassi di interesse simili piuttosto al meridione rispetto alle regioni vicine, quando in meridione questo è giustificato dal fatto che ci sono molte sofferenze rispetto al nord Italia. Le ragioni - dicevo - sono tante e complesse, comunque avevo riposto molte speranze nelle capacità taumaturgiche del Presidente Rollandin; devo purtroppo constatare che il risultato di questa operazione, al di là dell'enfasi, è zero!
Lei poi mi dice che sulla parte sulla quale si interviene come Regione, dando dei contributi, i cittadini pagano meno...ma non è che pagano meno, perché tanto i soldi sono sempre dei cittadini, per cui è una partita di giro! Quindi alla fine la Regione riesce ad intervenire, ma mettendoci dei soldi, condizionando solo in parte le banche per il fatto che ci mette i soldi, altrimenti non avrebbe alcun effetto. Come ho detto, risultati pochi (o zero!). A marzo 2011, in Valle d'Aosta, il costo del denaro è - per le operazioni a breve - di 5,61, mentre nel nord ovest è di 4, ed in Trentino addirittura di 3,88...si parla di una differenza di un po' meno di 2 punti. Dal punto di vista dei tassi passivi per le banche, in Valle d'Aosta è lo 0,42 ed in Trentino lo 0,62, per cui le differenze rispetto al 2010 di fatto sono immutate; si è fatta molta pubblicità, molta comunicazione, molto cinema e molto lavoro per gli uffici stampa, ma "tanto rumore per nulla", perché alla fine i valdostani continuano a pagare il denaro ed a ricevere dalle banche lo stesso tasso che ricevevano prima. Pertanto la situazione è rimasta invariata...peccato! Grazie.
