Oggetto del Consiglio n. 2028 del 19 ottobre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2028/XIII - Interpellanza: "Applicazione del contratto collettivo transitorio in materia di distacchi sindacali nelle scuole".
Interpellanza
Preso atto della lettera della Sovraintende agli Studi del 5 ottobre 2001, prot. 39156/55, recante come oggetto: "richiesta di distacco retribuito - non accoglimento", nella quale - sulla base di un parere espresso a seguito di richiesta ufficiale all'ARRS, in merito art. 2 del Contratto Collettivo regionale Transitorio del 29 agosto 2011 - viene negato il distacco retribuito alla FLC-Cgil, sindacato più rappresentativo della categoria della scuola in Valle d'Aosta, perché tale organizzazione non ha siglato il Contratto medesimo;
Constatato che fino ad oggi l'interpretazione prevalente era la validità erga omnes dei Contratti Collettivi;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Governo regionale per sapere se intenda:
1) fare propria politicamente questa posizione o scaricarla sui funzionari che applicano le norme sulla base di "interpretazioni";
2) spiegare per quale ragione si sia data una tempistica al Contratto Collettivo regionale Transitorio del 29 agosto 2011 non in linea con la tradizionale efficienza amministrativa regionale nel reclutamento e nell'assegnazione degli insegnanti alle loro sedi, ruoli e cattedre.
F.to: Donzel
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - La questione che solleviamo è una questione estremamente delicata e che già avevamo proposto in Consiglio regionale, perché, a nostro avviso, i conti non tornano. Sicuramente c'è un'esigenza di risparmio, un'esigenza di contenere i costi dell'amministrazione, bisogna partire da chi fa attività politica e magari anche sindacale, quindi bisogna darsi delle regole nuove. Vedremo quanti posti di consigliere regionale taglieremo per ridurre i costi, sicuramente non nella proporzione con cui sono stati tagliati i posti per i sindacalisti della scuola. C'erano nove distacchi e quest'anno la Regione ne eroga tre, ossia sono stati ridotti di sei; il contratto ne prevede quattro, ma attualmente una sigla che ha contestato questa procedura non accede al contratto, non accede alla firma, e, secondo un'interpretazione, non può beneficiare di quel distacco, quindi passiamo da nove distacchi a tre. Questa è la fotografia che abbiamo davanti: l'Amministrazione regionale, che fino all'anno scorso erogava nove distacchi al sindacato scuola, ossia poteva erogare fino a nove distacchi, ne eroga soltanto tre. A perdere sulla carta questo potenziale...la CGIL ne perde tre, uno lo perde lo SNALS, uno lo perde la CISL, uno lo perde il SAVT, secondo una proporzione che non è dato di capire. È stato siglato un contratto che è stato firmato solo da tre sigle sindacali, avevo già chiesto ragione di questa procedura all'Assessore, che correttamente mi aveva detto che la CGIL non aveva firmato il contratto, ma che, qualora lo avesse firmato, avrebbe avuto diritto ad un distacco.
Ho fatto notare già nel precedente Consiglio che questo modo di fare accordi sindacali...anziché applicare il principio di validità erga omnes del contratto, si applica un principio che io chiamo la "clausola Marchionne": chi firma, chi ci sta può sedersi al tavolo, può beneficiare degli accordi, chi non firma è fuori, non fa più parte del gioco. Storicamente vale il principio che la sigla, o le sigle più rappresentative firmano un contratto che vale per tutti, ma ne beneficiano anche quelli che non lo hanno firmato. Qui invece vige il principio che qualcuno viene escluso e ovviamente questa cosa fa riflettere, perché è escluso il sindacato più rappresentativo: quello che ha il maggior numero di iscritti, il maggior numero di voti nelle elezioni RSU, il maggior numero di delegati eletti in elezioni regolari. Ad uno verrebbe da dire: "ma non è che c'è un'operazione quasi politica contro un sindacato da parte di questa Amministrazione?". L'Amministrazione ha risposto con un carteggio molto interessante, in cui un contratto fatto di due o tre articoli (vado a memoria), per capirci di una pagina...l'Amministrazione non è stata in grado di interpretarlo, ma ha risposto che un'interpretazione autentica di quel contratto doveva essere richiesta all'ARRS, ossia facciamo un accordo sindacale talmente complicato che non riusciamo con i nostri funzionari regionali a leggerlo e a dire: "questo contratto funziona così?", ma chi lo ha scritto? Ho un contratto di lavoro che dovrebbe essere chiaro a qualsiasi cittadino, perché è di dominio pubblico e i funzionari dell'Amministrazione regionale chiedono un parere all'ARRS! Qui allora scusate se mi viene in mente un episodio, che voglio raccontare per le ricadute che possono avere i pareri dell'ARRS. L'Amministrazione comunale di Aosta doveva sapere se era corretto o no dare una certa retribuzione ad un dirigente: il più alto dirigente che aveva nel Comune, parlo della "Giunta Grimod". Si rivolse all'ARRS per un parere, l'ARRS diede questo parere e la Corte dei Conti ha condannato la "Giunta Grimod", che ha pagato, ossia ciascun Assessore ha pagato il danno del parere dell'ARRS. La Giunta non si è rivalsa nei confronti dell'ARRS, ma i pareri dell'ARRS mi fanno tremare se fanno la fine che ha fatto il parere dell'ARRS dato al Comune di Aosta, che ha visto condannata dalla Corte dei Conti una Giunta in cui tutti hanno pagato!
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...sì, Presidente, Grimod, Follien, Giordano, Ferrero, Guglieminotti hanno pagato una condanna della Corte dei Conti sulla base di un'interpretazione data dall'ARRS di un contratto! Ci penserei allora ad essere così sicuro...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...scusi, collega, ho dimenticato che era stato condannato, se questo è un privilegio per i politici di oggi, glielo comunico! È stato condannato anche lei, se è così contento di sentirselo dire, glielo dico! Il ragionamento è il seguente: siccome qui andremo di fronte all'ennesimo contenzioso...
(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...li ho citati tutti e due, è registrato, ho detto - non abbiamo nulla da nascondere - che si sono fidati dell'ARRS e, grazie a questa fiducia, qui siamo finiti. Non vorrei allora che si innestasse di nuovo un contenzioso giuridico, che prevedesse di nuovo una situazione di questo tipo. Certo oggi le condanne sono quasi un blasone in politica, ma la questione che vorrei sollevare è il fatto politico: non è normale in una regione come la nostra di 120.000 abitanti trovarsi in una situazione in cui il sindacato più rappresentativo non ha diritto ad un distacco sindacale e ce l'hanno gli altri. Questa cosa è un nodo politico che, secondo me, un'amministrazione deve sciogliere. Farà più incontri, si troverà una soluzione, ma così non mi sembra un modo di procedere democratico, non mi sembra il clima corretto per affrontare una serie di questioni difficilissime, che anche nel settore della scuola ci saranno, perché diciamo sempre che non ci sono tagli, ma poi, quando le risorse verranno meno, dovremo fare i conti con la crisi! La domanda allora è se davvero vi sembra un modo corretto questo modo di procedere, ossia quello di escludere la possibilità ai lavoratori che hanno il maggior numero di iscritti, il maggior numero di delegati eletti, il maggior numero di voti di avere accesso ai distacchi sindacali. Mi sembra uno scandalo!
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.
In data 26 agosto con propria delibera la Giunta regionale ha approvato l'ipotesi di contratto collettivo regionale transitorio per la disciplina della consistenza dei distacchi sindacali per i dipendenti dell'Amministrazione regionale, con contratto di lavoro di diritto pubblico contrattualizzato, operanti nel settore scolastico al di fuori del comparto regionale. Tale ipotesi aveva già ottenuto in data 16 agosto parere favorevole del Comitato regionale per le politiche contrattuali e rispettava la tempistica prevista dagli articoli 48 e 53 della legge n. 22/2010 e sottoscritta dalle organizzazioni sindacali rappresentative di categoria, esclusa la CGIL-FLC. Sulla parte a monte ho già risposto l'altra volta sulla scelta della riduzione dei distacchi, che, ad onor del vero, non sono di tre per la CGIL, ma di due, ne perdono due, perché il terzo lo perdono a causa della mancata sottoscrizione del contratto. Vorrei anche dire che non è che non vi sia la crisi, la crisi è arrivata e che, se non ci sono stati i tagli...come annunciato dal Presidente nell'ultimo tavolo sulle politiche sociali...sono state le scelte politiche che hanno determinato di non operare tagli nel settore scuola. A seguito dell'approvazione di questa delibera, il contratto è stato sottoscritto in data 29 agosto e nella stessa data la Sovrintendenza ha inviato comunicazione a tutte le organizzazioni sindacali della scuola della disattivazione della clausola di ultra attività dell'articolo 1, comma 2, del precedente contratto, per effetto del sopravvenire del nuovo accordo e del superamento delle richieste di distacco già presentate ai sensi del contratto precedente. Nella stessa nota si invitavano le organizzazioni sindacali a far pervenire al più presto e non oltre l'8 settembre le eventuali nuove richieste di distacco sindacale, secondo quanto previsto dall'articolo 2 del nuovo contratto. In data 29 agosto pervenivano le richieste del distacco di SINASCEL, CISL, SNALS e di aspettativa sindacale non retribuita, ai sensi dell'articolo 3 del sopracitato contratto SISM-CISL e in data 30 agosto quello del SAVT Ecole. In data 30 e 31 agosto sono stati disposti i distacchi e le aspettative di cui sopra con decorrenza dal 1° settembre 2011.
In data 8 settembre, termine ultimo fissato dalla nota del 29 agosto, la CGIL richiedeva il distacco sindacale sulla base di quanto previsto dal contratto che la stessa non aveva sottoscritto ed è questo il fatto. Considerato che l'accordo dispone che il distacco sindacale sia destinato alle sole organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo stesso, prima di dare riscontro alla suddetta richiesta, la Sovrintendenza agli studi ha ritenuto di dover approfondire l'analisi ai fini della corretta applicazione del contratto stesso. Da un punto di vista tecnico, il 9 settembre ha richiesto alla Direzione Affari legali della Presidenza della Regione un parere in merito all'applicazione del contratto, ossia sul da farsi con riferimento alla questione della CGIL. In data 22 settembre la Direzione Affari legali, rilevata la particolarità della fattispecie, comunicava alla Sovrintendenza la necessità di pronuncia sulla questione da parte dell'ARRS, sulla base di quanto previsto dall'articolo 53 della legge n. 22/2010, che pone in capo all'ARRS l'assistenza (cito) "agli enti al fine dell'uniforme applicazione dei contratti e degli accordi collettivi". La Sovrintendenza quindi non si è improvvisata...chiedendo perché non sapeva cosa fare: la Sovrintendenza ha chiesto un parere legale su una questione delicata, come lei stessa ha sottolineato. Inoltre, visto che la CGIL aveva avanzato formale richiesta di distacco ai sensi del citato articolo 2, si riteneva opportuno chiarire se con questa richiesta in qualche modo l'organizzazione sindacale avesse inteso aderire al contratto, come in effetti appariva dalla richiesta, quindi invitarla se del caso, ai fini dell'accoglimento dell'istanza, a procedere alla sottoscrizione del contratto. Con nota del 22 settembre la Sovrintendenza richiedeva pertanto alla CGIL se con l'istanza di distacco sindacale avesse inteso aderire al contratto medesimo, nel qual caso la si invitava a procedere formalmente alla sottoscrizione. In data 26 settembre perveniva una non risposta da parte della CGIL rispetto a quanto richiesto con detta nota, allora in pari data la Sovrintendenza rinnovava alla CGIL la richiesta stessa e, con nota del 28 settembre, la CGIL lasciava intendere di non voler aderire al contratto. La Sovrintendenza, con nota della medesima data, riferiva all'organizzazione sindacale, che avrebbe dato risposta alla richiesta di distacco una volta acquisito il parere richiesto all'ARRS in data 23 settembre in merito alla corretta applicazione del contratto. In data 3 ottobre l'ARRS ha riferito che il contratto collettivo di lavoro è stato di natura negoziale e privatistica, di conseguenza riveste efficacia limitata alle associazioni sindacali dei lavoratori che lo hanno stipulato, avendo tale accordo natura implementativa rispetto a quanto stabilito dagli accordi e dalle leggi nazionali e che la disposizione contrattuale in questione va applicata solo alle organizzazioni firmatarie. Ha segnato inoltre che ciò non preclude la partecipazione della CGIL, trattandosi di organizzazione sindacale rappresentativa, alle relazioni sindacali con l'ARRS e che il contratto del 29 agosto 2010 non esclude l'applicazione della legge del contratto nazionale in materia di diritti sindacali, quindi fermo restando quella parte nazionale.
Sulla base di tale parere, in data 5 ottobre, la Sovrintendenza ha comunicato alla CGIL il mancato accoglimento della richiesta di distacco sindacale retribuito e la stessa il giorno successivo richiedeva ed otteneva, per il corretto tramite del dirigente scolastico, aspettativa sindacale non retribuita, ai sensi dell'articolo 31 della legge n. 300/1970, dal 16 ottobre 2011 al 31 agosto 2012. Si ritiene che l'Amministrazione abbia agito con la massima attenzione nei confronti di tutte le organizzazioni sindacali, anche perché andava tutelato il diritto di chi invece il contratto lo aveva sottoscritto, passato il termine...I funzionari competenti hanno dato riscontro alla richiesta del sindacato appena acquisiti i necessari elementi, per dare corretta applicazione alle disposizioni contrattuali, anche alla luce dell'articolo 53 della legge n. 22/2010. Qui non si tratta di una questione politica: si tratta di una questione tecnica e la Sovrintendenza agli studi e gli uffici competenti sono uffici che hanno competenze tecniche, quindi, al di là dei propri sentimenti di amicizia o meno nei confronti delle persone che rappresentano i sindacati, questo vale in ogni caso, la questione è stata applicata da un punto di vista tecnico. Si rammenta quindi che l'applicazione della disposizione contrattuale in questione è in capo alla Direzione amministrativa e non da un punto di vista politico, a scelte derivanti da altri elementi, quindi non si comprende il senso della richiesta di cui al punto n. 1 dell'interpellanza. Non si tratta né di scaricare sui funzionari, né di assumere una decisione politica: qui si tratta di una questione meramente tecnica. Si fa comunque presente che si condivide appieno l'operato della Sovrintendenza e le procedure adottate, perché si ritiene di aver seguito i crismi, anche supportati da pareri legali.
Per quanto è della seconda domanda, la tempistica del contratto del 29 agosto è stata determinata sia dalla nuova procedura di contrattazione prevista dalla legge n. 22/2010, sia dai tempi delle trattative. I posti lasciati liberi dai quattro docenti destinati alle organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sono stati resi disponibili per le supplenze fino al 30 giugno, conferite dalle graduatorie di istituto. L'unico posto non reso disponibile per tali operazioni è stato quello liberato dall'insegnante della CGIL, in quanto la richiesta dell'organizzazione sindacale pervenuta una settimana dopo quella delle altre organizzazioni ha determinato la necessità degli approfondimenti evidenziati al punto uno, unicamente perché tale organizzazione non aveva sottoscritto il contratto. Si fa presente che il riscontro alla richiesta di tale sindacato è stato fornito comunque prima del termine generale dei 30 giorni, grazie all'attivazione di procedure d'urgenza di tutti i soggetti coinvolti, come facilmente desumibile dalla tempistica sopra illustrata.
La mancata rappresentatività del sindacato, che è fra i sindacati più rappresentativi, quindi deriva dal fatto che lo stesso non ha sottoscritto l'accordo, altrimenti come gli altri sarebbe rappresentato. Questa è una questione che, da un punto di vista tecnico, lei conosce benissimo e ci siamo anche confrontati, io le ho voluto ricostruire - giustamente perché le questioni sollevate andavano in tale direzione - qual è stata la procedura tecnica seguita. Vorrei ribadire che, dal punto di vista dei risultati, il sindacato CGIL non è rappresentato all'interno dei distacchi sindacali perché lo stesso non ha sottoscritto un accordo, altrimenti sarebbero tutti stati rappresentati.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Assessore. Ho capito che la politica non esiste, non conta nulla, è tutto un fatto tecnico. È un fatto tecnico che la CGIL perde due insegnanti più uno su tre, mentre CISL, SAVT e UIL ne perdono solo uno su due, il 50 percento, ossia la CGIL perde il 100 percento, ma questo per lei ha una rilevanza solo di tipo tecnico... Oltretutto lei ha alluso al fatto che la CGIL oggi dispone di un distacco non retribuito, ossia come nell'800 gli iscritti della CGIL si pagano un distaccato, invece i cittadini valdostani, io compreso pago il sindacalista della CISL, quello del SAVT e quello dello SNALS. Siamo tornati quindi all'800 per quanto riguarda la CGIL, mentre per gli altri, che ovviamente non so come definire, non è una questione di simpatie, ma nel bilancio regionale risulteranno le cifre a favore dei sindacati CISL, SAVT e SNALS, mentre gli iscritti della CGIL si faranno le collette per pagarsi il loro distaccato. E questo è un fatto tecnico, non ha nessuna valenza politica, non è ispirato da simpatie verso la destra, non è una cosa legata a nuove alleanze che si sono create in Valle e che vedono magari in certe sigle antagoniste un certo fastidio, quindi, se spariscono, è meglio... Sono molto rammaricato di questo, perché attribuire una trattativa così delicata a dei tecnici, non ho mai visto che un Governo dica: "guardate, questo non ha nessuna valenza politica, è un fatto tecnico", è inammissibile! Questo è un fatto politico grave e noi lo sanzioniamo, per quello che possiamo, pubblicamente in tale sede. È inimmaginabile che si accetti di firmare una cosa così! È chiaro che la CGIL non l'ha firmato, perché, quando voi dite alle altre sigle: "tolgo il 50 percento, a te tolgo il 70 percento", ma volete che di nuovo ritiro fuori il principio di equità? Non c'è equità e se non c'è equità...bisogna dire "no" a politiche che non rispettano l'equità!
