Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1980 del 4 ottobre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1980/XIII - Interrogazione a risposta immediata: "Misure per favorire la ripresa produttiva della Cogne Acciai Speciali".

Interrogazione a risposta immediata

Rilevato che la crisi economica continua a farsi sentire e che anche la Cogne Acciai Speciali di Aosta, per fronteggiare il calo delle commesse di alcuni prodotti come la vergella, intende ricorrere alla cassa integrazione;

Constatato che il provvedimento, grazie ad un'intesa fra la direzione aziendale, le RSU e le OO.SS., non è a pioggia ma mirato al fine di rendere meno impattante sui singoli lavoratori, la decurtazione salariale;

Verificato che, invece, sarebbero a rischio una parte dei rinnovi contrattuali per il personale a tempo determinato;

Rilevato che il Governo Regionale, pur non attivando mai il tavolo anticrisi richiesto dal PD con l'azienda e le OO.SS., ha dichiarato di seguire puntualmente lo sviluppo della crisi della Cogne Acciai Speciali di Aosta, attraverso un costruttivo rapporto bilaterale con le parti sociali;

Appurato che la trasversalità con cui la crisi economica colpisce tutti i settori produttivi rende difficili in tempi brevi, se non improponibili, le riconversioni del personale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Governo regionale per sapere se tutte le misure, per contenere i disagi dei lavoratori e delle loro famiglie e per favorire una più agevole e tempestiva ripresa produttiva, sono state sollecitate e sono finanziabili.

F.to: Donzel - Rigo - Carmela Fontana

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Ci è parso assolutamente doveroso portare nell'aula del Consiglio regionale la questione di questo momento di difficoltà nel settore delle vendite riguardante la Cogne Acciai Speciali. Le difficoltà dell'estate legate a problemi tecnici sono state superate agevolmente, ma la crisi economica che continua a colpire non solo la Valle d'Aosta, ma l'intero sistema europeo si fa sentire duramente anche da noi. La preoccupazione è certamente forte per quelle famiglie che vedono decurtato il salario: si tratta di 200 dipendenti che vedono di nuovo affacciarsi la cassa integrazione, quindi hanno delle ripercussioni forti sul salario. Le organizzazioni sindacali stanno trattando con l'azienda per attenuare gli effetti di queste misure, ma la cosa che più preoccupa il Partito Democratico è la questione che alcuni contratti stipulati quest'anno - si parla di una cifra che per la nostra realtà valdostana è molto alta: 20 contratti su 40 a tempo determinato - non saranno rinnovati.

Siamo al corrente dell'attività dei sindacati e della disponibilità dell'impresa in caso di accordo di riassumere eventualmente questi lavoratori, se ci saranno condizioni di ripresa produttiva, ma certo la preoccupazione per altri 20 posti di lavoro persi quest'anno nel settore industriale è molto forte da parte nostra. Noi vorremmo avere la massima rassicurazione da parte dell'Amministrazione regionale che tutte le risorse su tutti i capitoli che potranno essere utilizzati a seconda degli accordi che verranno stipulati fra azienda e sindacati, verranno messe a disposizione per riuscire a rispondere alle difficoltà che stiamo vivendo.

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente. "La crisi finanziaria che ha colpito le principali borse mondiali ha ingenerato un clima di incertezza che ha avuto ripercussioni sugli ordinativi, obbligando Cogne Acciai Speciali ad assumere misure di contenimento dei costi". Con queste parole i vertici CAS hanno presentato ai rappresentanti dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali, lunedì 26 settembre, le motivazioni che hanno indotto l'azienda ad una riorganizzazione dei cicli produttivi, che coinvolgerà, come è noto, tre reparti: acciaieria, treno di laminazione e decapaggio. È evidente che la situazione potrà evolvere a seconda della tendenza dei mercati e della produzione industriale in Europa e nel mondo da qui ai prossimi mesi. Difatti l'azienda stessa segue con attenzione gli sviluppi del mercato, dal quale arrivano (cito) "segnali fortemente contrastanti". Le misure finora anticipate riguardano due decisioni: quella di fare ricorso alla cassa integrazione in alcuni reparti, cassa integrazione che coinvolgerà circa 230 persone, il lunedì di ogni 15 giorni; i reparti interessati sono quelli che ho citato prima: acciaieria, treno di laminazione e decapaggio. È aperto un tavolo con le organizzazioni sindacali per seguire la situazione e la sua evoluzione e c'è l'ipotesi di attuare una mobilità interna di parte del personale occupato nei tre reparti sopra ricordati verso altri reparti operativi. Ciò consentirebbe di contenere nei termini previsti la cassa integrazione, senza avere ulteriori aggravi.

Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato, CAS aveva dato luogo ad un certo numero di assunzioni e aveva fatto ricorso a lavoratori a tempo determinato: 45 circa nuove assunzioni nel corso dell'anno (notizia positiva), più alcune assunzioni poi a tempo indeterminato. L'improvviso attuale rallentamento di fatto mette l'azienda nelle condizioni di dover rinunciare ad alcuni di questi lavoratori; al momento le notizie che abbiamo dicono che sarà confermato il 50 percento dei lavoratori, che saranno collocati nelle aree non soggette a cassa integrazione. L'azienda ha poi concordato con le organizzazioni sindacali di dare seguito ad un accordo che garantisca la riassunzione del personale a tempo determinato quando la ripresa produttiva lo consentirà, ossia quelli che oggi sfortunatamente dovranno rinunciare al loro posto di lavoro, se ripartirà la produzione, saranno mantenuti e richiamati nelle loro funzioni.

C'è un panorama in evoluzione, sono stati previsti incontri frequenti per monitorare l'andamento della situazione. Ci si chiede quali iniziative possono essere poste in essere...la cassa integrazione non è stata richiesta in deroga, quindi va avanti per le procedure normali e non ci sono problemi. Le iniziative prese per favorire la ripresa produttiva quali sono? È noto che sono state prese tutte le iniziative possibili finanziabili già da sempre, ma ovviamente ribadisco qui l'impegno della parte pubblica di poter mantenere questa attenzione e di assumere eventualmente iniziative altre e diverse, compatibili con l'assetto organizzativo legislativo qualora questo si rendesse necessario per il futuro.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Ringrazio l'Assessore per la risposta qualificatissima nei contenuti, quindi per parte mia ribadisco un sollecito che più volte ho fatto: in questo momento le relazioni sindacali con l'azienda sono ottimali, però ho sentito che c'è un monitoraggio costante e quindi si sta seguendo puntualmente la crisi, quindi una presenza a questi tavoli qualche volta dell'Amministrazione regionale, per evitare che ci siano incomprensioni o rotture, è da parte nostra sempre auspicabile: questo perché, prima che scoppi uno scontro sociale, se riusciamo a svolgere quel ruolo di arbitro che spetta alla parte pubblica, secondo me, è sicuramente auspicabile. Grazie.