Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1905 del 13 luglio 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1905/XIII - Interpellanza: "Valutazione dei dati del sesto censimento generale dell'agricoltura".

Interpellanza

Appreso che in questi giorni "sono stati illustrati dal Presidente della Regione, Augusto Rollandin, dall'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Giuseppe Isabellon, e da Dario Ceccarelli, Responsabile dell'Osservatorio economico e sociale" (La Stampa del 1° luglio 2011) i risultati del sesto Censimento generale dell'Agricoltura, e che lo stesso Presidente ha dichiarato: "oggi siamo qui solo per presentare i dati, non per commentarli";

Constatato che gli indicatori principali delle superfici, del numero di aziende, del numero di capi allevati sono negativi;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale per sapere se intenda esprimere una valutazione più approfondita dei dati che emergono dal Censimento e una valutazione sulle politiche che in questi anni ci hanno portato a questi risultati.

F.to: Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente. Cari colleghi, è chiaro che, di fronte all'uscita di dati estremamente complessi e articolati come quelli del censimento, non ci si può aspettare subito una valutazione complessiva. È chiaro che quello che è stato messo in campo è un lavoro straordinario, un censimento nazionale, sappiamo però che questi dati hanno una ricaduta importante, perché vengono letti e studiati da tecnici, perché su questi dati la politica fa delle valutazioni ed opera per verificare se è necessario fare ulteriori interventi, o modificare le tipologie di interventi, o capire come si evolve la situazione.

Quello che mi ha lasciato un po' perplesso sull'iniziativa molto positiva effettuata dall'Amministrazione regionale, che ha diffuso questi dati, che li ha pubblicizzati, è stato il fatto di non rilasciare quasi nessun commento sui dati stessi, quasi abbandonandoli a sé stessi. È chiaro che, quando si presentano dei dati, pur essendo complicata la valutazione, pur richiedendo la valutazione dei passaggi complessi, qualche piccola considerazione la si può fare e sicuramente alcuni dati messi in fila sono dei dati che qualche preoccupazione la creano. C'è una riduzione delle superfici agricole coltivate, c'è una significativa riduzione del numero di aziende; fra l'altro, questa riduzione non è presente esclusivamente nel settore dell'allevamento, ma è abbastanza diffusa anche in settori extra allevamento, è abbastanza omogenea nel suo insieme, c'è anche una riduzione significativa, per esempio, del numero dei bovini allevati e quindi ci sono una serie di dati con il segno meno. Vi sono poi dei dati che invece sembrano essere da una prima lettura più confortanti: quelli che alcune tipologie di azienda sembrano essersi rafforzate, quindi aumenta la superficie coltivata da ciascuna azienda e mediamente sembra che vi sia un rafforzamento delle stesse. La perplessità che mi nasce è che un piccolo tentativo di raffronto è stato fatto e si è detto: "ma anche in Italia...", perché a noi ci piace fare molto i valdostani, ma poi, se le cose vanno non proprio bene, si dice: "anche altrove le cose non è che vanno tanto bene". È però vero che noi partiamo da una situazione sicuramente più difficile, un territorio di montagna che ha bisogno di un'attenzione particolare e ad oggi non ha quel riconoscimento a livello europeo e nazionale che gli è necessario per potersi confrontare con l'esterno, ma una riflessione sul fatto che comunque ingenti finanziamenti sono stati messi in campo, che la Regione ha fatto uno sforzo enorme in tale settore in questi anni, che ci permettono il raffronto fra i dati del 2000-2010...una riflessione va fatta per capire se questo è stato uno sforzo che ha ripagato in alcuni settori, in alcune letture di tali dati...come accennavo, non esistono solo dati negativi, esistono anche dati che si possono leggere in positivo...se questo sforzo ha avuto una ripercussione rispetto a tali dati, se li ha corretti, per capire se la politica c'entra qualcosa o semplicemente se i dati di cui disponiamo sono dati che ci arrivano come se non ci fosse stato nulla intorno...cosa sarebbe successo, dove si sarebbe andati a finire... È importante come valutazione da parte dell'Amministrazione, perché è l'Amministrazione che, ad eccezione di quest'anno, dove ha voluto significativamente ridurre le risorse in tale settore rispetto al passato...in questi 10 anni lo sforzo è stato massimo e in termini di quantità di denaro...bisogna capire se in termini di qualità dell'intervento tale sforzo è stato ripagato, oppure no.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Come il collega ha ricordato, il censimento è stato portato avanti dal Responsabile dell'Osservatorio economico regionale in accordo con l'Assessorato dell'agricoltura. Credo che, come lei ha detto, sia stato fatto un buon lavoro sotto il profilo dell'individuazione di tutti i dati che sono stati raccolti e ritengo sia il primo censimento che può essere inteso come tale. Come è stato ricordato, infatti, nel 2010 la raccolta dei dati era molto più approssimativa, mentre questa volta è stato fatto un lavoro con le persone interessate poi incaricate per il reperimento dei dati, quindi è stata fatta un'attività di preparazione e di messa a disposizione di persone che sapevano come rapportarsi con quelle che erano coinvolte nel censimento; questo ha permesso una raccolta di informazioni, che sono importanti e da valutare.

Nel presentare questi dati, abbiamo detto che ci riservavamo di fare delle valutazioni. Per venire alla sua nota, questo lavoro è per noi una fonte di indicazioni che saranno tenute in considerazione nelle politiche agricole, nel rapporto con quelli che sono per il settore i vari finanziamenti, il numero di aziende vere...prima era molto più alto, ma, come è stato detto, non erano le aziende reali: erano gli hobbisti, quelli che avevano una qualche motivazione...erano inserite come se fossero delle imprese, mentre adesso le connotazioni sono state fatte in modo corretto. Le valutazioni quindi verranno fatte e proposte in modo attento non solo guardando agli aspetti numerici freddi come sono stati riportati, perché, se è vero che sono state tolte quelle che in modo improvvido venivano interpretate come aziende, è vero che si è notato quello che in parte si sapeva: che c'è stata una riduzione delle piccole e piccolissime imprese, anche se erano imprese familiari, purtroppo sappiamo che anche nelle valli, quando muore uno dei titolari di queste imprese, drammaticamente il figlio non continua ed è una stalla che si chiude. Parliamo soprattutto per la zootecnica, perché, per il settore dell'agricoltura, credo che gli aspetti siano diversi.

Quello che vogliamo sottolineare, e che sicuramente è collegato con questo aspetto, è l'avanzamento delle superfici boschive, che vanno progressivamente ad invadere quelli che erano i piccoli mayen, quelle che erano le piccole zone di media montagna e che ormai sono bosco, non c'è nessuno che interviene, nessuno che fa più manutenzione e questo è un aspetto sicuramente importante. L'ipotesi, l'idea quindi non è certo quella di dire: "abbiamo questi dati, li registriamo e finisce così"; il lavoro verrà fatto proprio per capire cosa si può fare nel settore per eventualmente incentivare o recuperare del terreno all'agricoltura, per valutare come le aziende...perché non dimentichiamo che va nell'ottica di un accorpamento di un numero di aziende, perché, ad esempio, nella zootecnica il numero dei capi ha una riduzione minima: 5-6.000 capi rispetto al totale, che è un flusso quasi fisiologico. Vi è quindi da fare un'analisi con attenzione, servirà per le politiche agricole del futuro e verrà fatta dall'Assessorato competente valutando opportunamente questi dati, che riteniamo di grande interesse.

Spero di aver risposto al collega dicendo che non era un rinvio casuale, ma era una giusta esigenza di approfondimento, per non dare un'interpretazione dei dati sbagliata, il che sarebbe un peccato, perché si darebbe un'idea dell'agricoltura non corretta. Al di là poi di quello che lei suggeriva giustamente degli investimenti, anche questo un tema aperto che è conseguente alle valutazioni che si vogliono fare, perché, se si fanno degli investimenti strutturali, si fanno se c'è l'utilizzo del terreno in modo congruo e adeguato, altrimenti non c'è più spazio e non ci sono più termini per fare questo lavoro. Così come negli altri settori, ortofrutticolo e vitivinicolo, credo che la situazione debba essere analizzata con la giusta preoccupazione da un lato, ma anche tenendo conto che i dati positivi ci sono, che le considerazioni su quello che è stato fatto ed i risultati portano ad alcune enunciazioni e sottolineature che sono sicuramente molto interessanti.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Ringrazio il Presidente per la rassicurazione che questi dati in qualche modo verranno analizzati in modo puntuale. Da parte nostra non auspichiamo quelle brochures costosissime, ma, se si riuscisse ad avere un'analisi più puntuale, eccetera, perché, anche sentendola, ho avuto delle sorprese personali, perché alle volte si ha la presunzione di conoscere, ma ho visto sensibilmente ridurre anche le aziende che seguono il settore vitivinicolo, ma è probabilmente quel discorso che si faceva di un riassetto di aziende che prima avevano un carattere hobbistico e poi si sono strutturate. Il poter disporre da parte dei tecnici dell'Amministrazione quindi di una piccola forma di lavoro che riassuma e dia qualche spiegazione e mi permetto di dire che faccia anche qualche collegamento fra l'entità di investimenti in 10 anni e dei risultati che fanno vedere che alcune aziende si sono consolidate nella loro attività...sarebbe opportuno averla come strumento di lavoro, come possibilità per ragionarci sopra tutti noi. Ripeto: non chiediamo libri in carta patinata, ma semplicemente strumenti per poter lavorare su questi dati. Grazie.