Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1765 del 20 aprile 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1765/XIII - Illustrazione del disegno di legge n. 134 e della proposta di legge n. 136: "Modificazioni alla legge regionale 28 giugno 1991, n. 20 (Promozione di una fondazione per la formazione professionale turistica)".

Presidente - Visto che il punto n. 18 e il punto n. 20 dell'ordine del giorno riguardano lo stesso tema, quindi verranno discussi assieme, darei la parola ai due relatori per svolgere le relazioni, in modo che nel pomeriggio procederemo alla discussione. Siete d'accordo?

La parola al relatore del disegno di legge n. 134, Consigliere Agostino.

Agostino (UV) - Merci M. le Président. Chers collègues, le présent projet de loi vise à modifier la loi régionale n° 20 du 28 juin 1991 relative à la promotion de la Fondation pour la formation professionnelle et touristique, dans le but de reconstituer les organes de ladite Fondation, selon les critères d'efficacité et de simplification.

Con il presente disegno di legge si vuole infatti superare l'impasse nella quale si trova la Fondazione a seguito dello scioglimento del consiglio di amministrazione e la conseguente nomina, con decreto del Presidente della Regione n. 366 del 23 giugno 1999, di un commissario straordinario per la gestione provvisoria della Fondazione stessa. I soci fondatori della Fondazione sono la Regione Valle d'Aosta, la SAAV S.p.A., 1'ADAVA (Associazione degli albergatori della Valle d'Aosta), l'Ascom Confcommercio, l'Associazione regionale valdostana impianti a fune e l'Ente bilaterale del turismo. A seguito del recesso esercitato dagli altri soci nel 1999, la Regione è rimasta l'unico socio che in questi anni ha cercato di superare la situazione provvisoria, senza tuttavia riuscire a costituire un nuovo consiglio di amministrazione. Ora si intende dunque intervenire a livello normativo per dar modo alla Fondazione di riprendere a svolgere, mediante i suoi organi, le attività e i compiti ad essa attribuiti.

Le modificazioni apportate riguardano in particolare la definizione degli organi della Fondazione che comprendono il presidente, il consiglio di amministrazione e il revisore dei conti. Il consiglio di amministrazione - composto dall'Assessore regionale in materia di turismo, in qualità di Presidente, e da due membri nominati con deliberazione della Giunta regionale - nomina il direttore della Fondazione, su proposta del Presidente, tra soggetti idonei e di comprovata esperienza. II presente testo tiene conto delle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010 convertito con legge n. 122 del 30 luglio 2010, recante manovra correttiva per l'economia che prevede la partecipazione onorifica dei membri degli organi collegiali. Al revisore dei conti, a cui è affidato il controllo sulla gestione amministrativa e contabile, viene applicata la retribuzione minima stabilita dalla Giunta regionale, secondo quanto previsto dall'articolo 1 del presente disegno di legge.

Il ruolo importante che la Fondazione svolge nell'economia turistica della nostra regione è confermato anche dai dati relativi agli sbocchi professionali degli allievi. Sulla base di uno studio sugli esiti occupazionali risulta infatti che, conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore, dell'oltre il 60 percento dei diplomati dell'IPRA che cercano lavoro, la maggioranza (84,6 percento) lo trova entro tre mesi. Ad un anno dal conseguimento del diploma solo il 3 percento è inoccupato o disoccupato mentre 37 percento segue percorsi universitari con l'obiettivo di inserirsi nel primo lavoro. I lavoratori autonomi costituiscono il 13,6 percento degli occupati e lavorano in Valle d'Aosta in ristoranti di piccole dimensioni. I lavoratori dipendenti hanno quasi sempre contratti a tempo determinato e il 79 percento è apprendista. Il 74 percento lavora in Valle d'Aosta, il 10 percento Italia e il 16 percento in paesi dell' Unione europea.

Par cet outil législatif nous allons donc préserver cette importante ressource pour la formation de nos jeunes et mettre un terme à une situation provisoire qui se traînait depuis longtemps. Et cela pour permettre à la Fondation de jouer pleinement son rôle dans le cadre de la formation professionnelle et touristique. Il s'agit là, en effet, d'un domaine que cette Administration regarde avec beaucoup d'attention. Du fait de l'évolution du comportement des touristes et des nouveaux défis, il devient en effet urgent de tout mettre en œuvre pour améliorer les qualifications professionnelles et adapter les formations aux besoins des employeurs et aux aspirations des salariés. Merci à tous pour votre attention.

Presidente - La parola al relatore della proposta di legge n. 136, Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Innanzitutto ringrazio tutti i membri della IV Commissione per aver voluto affrontare congiuntamente e contemporaneamente le due proposte.

Questa nostra proposta di legge ha come fine la revisione generale della Fondazione e del settore della formazione in prospettiva; non si delinea, quindi, come mero aggiustamento. Dato che le potenzialità sono ingenti e necessarie, l'obiettivo principale è il rilancio della Fondazione. La proposta elaborata va nella direzione di dare un ruolo propulsivo al consiglio di amministrazione e a questo scopo farvi convergere rappresentanze dei diversi settori produttivi legati al turismo, come ad esempio l'ADAVA, l'Università, i "Saveurs du Val d'Aoste", coordinati da un dirigente regionale con esperienza e competenza nel settore, in modo da ottenere le massime sinergie possibili con l'azione di indirizzo dell'Amministrazione. In modo coerente con questi obiettivi di interesse generale ci proponiamo di trasformare la Fondazione per la formazione professionale turistica in una fondazione per la formazione e la ricerca nei settori dell'ospitalità, della convivialità e delle attività gastronomiche. È interessante ricordare che il documento preparatorio dell'XI Conferenza delle Regioni Alpine tenutasi 1'8 marzo 2011, in Slovenia, nell'ambito di attività del turismo, la sfida lanciata in quella sede consiste nell'armonizzare gli interessi economici con le esigenze ecologiche e paesaggistiche e nello sfruttare il più possibile le sinergie esistenti con l'economia di montagna, dico "economia di montagna", ripeto, cosa in cui crediamo tutti.

In questo momento la Regione è l'unico socio fondatore, mentre gli altri hanno esercitato la facoltà di recesso. In tutti questi anni la Regione ha cercato di superare questa situazione di stallo, non riuscendo però ad istituire un nuovo consiglio di amministrazione per tutta una serie di vicissitudini. Si deve intervenire a livello normativo per dar modo alla Fondazione di riprendere a svolgere, mediante i suoi organi, le attività e i compiti ad essa attribuiti.

Riteniamo necessario che questo istituto, che compie 20 anni, buona parte dei quali trascorsi in commissariamento, sia strutturato in modo nuovo ed efficace, in modo da farsi carico del processo culturale, sperimentale e di ricerca ampia, con un'organizzazione basata innanzitutto sui rappresentanti dei settori - produttivi e non - legati al turismo. Il settore formativo dovrà, per la sua parte, consolidarsi nella preparazione e nell'avviamento al lavoro di operatori turistici ed alberghieri qualificati, fortemente animati da uno spirito di attenzione, di rispetto e di promozione dei metodi di produzione alimentare sostenibili. È necessario che essi siano anche orientati nella direzione di creare una stretta alleanza tra produttori locali, operatori della ristorazione ed ospiti fruitori dei servizi ricettivi, ristorativi e di accoglienza, al fine di rispondere in modo professionale e puntuale alle esigenze crescenti di turisti sempre più attenti a questi aspetti.

Con questa proposta di legge intendiamo perciò conferire un mandato preciso e, al tempo stesso, articolato, non complicato, affinché essa costituisca un punto d'incontro e di collegamento tra produzione, trasformazione ed anche consumo. Il modo più coerente di procedere sarebbe quello di fare convergere nel consiglio di amministrazione le rappresentanze dei diversi settori produttivi legati al turismo, come gli esercizi titolari del marchio "Saveurs du Val d'Aoste" e l'Associazione degli albergatori della Valle d'Aosta, presenze naturalmente indispensabili per un corretto relazionamento della Fondazione con il suo naturale contesto economico di riferimento. Inoltre, nel settore alberghiero si ravvisa non solo la necessità di una formazione specifica per i cuochi, i sommelier, i barman e non solo, ma anche per i futuri imprenditori turistici regionali il cui successo dipende da un'analoga ed anche maggiore apertura culturale.

Riteniamo che la Fondazione così concepita possa davvero diventare la fucina della gastronomia, della valorizzazione di prodotti e della cultura dell'ospitalità, per dare quell'élan al nostro turismo che, insieme all'agricoltura, è la nostra più preziosa industria e filiera. Perché questa industria funzioni, bisogna garantire una filiera commerciale che valorizzi i prodotti dove questi vengono realizzati (filiera corta), sviluppi le conoscenze e le professionalità che già esistono tuttora nel territorio, competenze e qualità che già ci hanno dimostrato quanto possiamo essere competitivi nelle occasioni in cui sono aperte all'esterno.

La logica di lavoro in rete dovrà inoltre prevedere collaborazioni con il territorio mediante il coinvolgimento nell'attività didattica e di ricerca, di enti ed associazioni pubblici e privati - operanti anche all'estero - nei settori del turismo, della produzione agroalimentare ed enologica. Il nostro modello di riferimento per la nuova Fondazione è, con i necessari aggiustamenti, quello dell'Institut Agricole che, in particolare nel campo della viticoltura, ha saputo, attraverso la formazione e la ricerca, far crescere i prodotti del territorio, i prodotti valdostani DOC. L'apporto dell'esperienza pratica, spesso consacrata attraverso il successo professionale di iniziative ed imprese maturate sul campo, consente, infatti, meglio di qualunque altro fattore, di poter tradurre in capacità operative e qualificate le esperienze acquisite. Sempre rivolgendoci alla consolidata esperienza maturata nell'ambito della Fondazione Institut Agricole Régional, riteniamo inoltre utile consentire l'utilizzo di risorse particolarmente qualificate nei settori ricettivi e della ristorazione, anche eventualmente in carenza di idonei titoli di studio per l'accesso all'insegnamento a supporto degli insegnanti abilitati.

Riteniamo fondamentale in questo momento di difficoltà e di crisi mettere in campo una proposta più coraggiosa, sì forse più articolata, ma - ripeto - non complicata, che potrebbe proiettare la nostra piccola regione nel prossimo futuro. Abbiamo registrato positivamente il confronto e le suggestioni avuti durante le audizioni con il commissario che ha gestito la Fondazione durante questo ultimo decennio, l'ADAVA, uno dei referenti dei "Saveurs du Val d'Aoste" e il sopralluogo effettuato direttamente a Châtillon. Siamo consci che non esiste la legge perfetta o quella che vada bene per tutte le stagioni, ma qui ci sono a confronto due modelli e filosofie diversi per il futuro percorso della Fondazione. Abbiamo ritenuto fondamentale e necessario, in un momento di crisi economica come questo, presentare un'alternativa credibile all'attuale modello, credibile e - oserei dire - "tranquillamente praticabile".

Rigettiamo al mittente le dichiarazioni fatte dall'Assessore competente in commissione, in quanto riteniamo che questa proposta precisa e lungimirante metta invece in campo elementi in più rispetto a quella con la quale si confronta. Sicuramente la proposta di legge presentata dal nostro gruppo ha un altro atout: svincola il consiglio di amministrazione da ingerenze politiche e crea le condizioni per un mandato preciso alla Fondazione come punto d'incontro e di collegamento tra tutti gli attori nel territorio. La definizione degli aspetti gestionali e dell'organizzazione interna, ad esempio, è prerogativa esclusiva di un consiglio di amministrazione che ha valore collegiale, garantendo una parità di ruoli sulle iniziative e gli apporti di idee e anche, se del caso, per la creazione di altre figure che il CdA ritenga utili per raggiungere gli obiettivi statutari e prefissati...elementi di novità di cui non si trova traccia nella proposta della maggioranza!

Chiediamo a tutto il Consiglio di poter realmente aprire o riaprire il dibattito sulle due proposte messe in campo, in quanto riteniamo capitale questa modifica in funzione dell'importanza che riveste la più grande industria valdostana, quella di fare "Turismo", turismo - a nostro avviso - con la T maiuscola. Bon appétit.

Presidente - Cari colleghi, vista l'ora, dichiaro chiusi per questa mattinata i lavori dell'odierna seduta del Consiglio regionale. I lavori riprenderanno alle ore 15,30 con la discussione congiunta dei punti n. 18 e n. 20 all'ordine del giorno.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 12,57.