Oggetto del Consiglio n. 1698 del 23 marzo 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1698/XIII - Interrogazione: "Effettuazione di controlli sul funzionamento delle caldaie da parte dell'ARPA".
Interrogazione
Appreso che l'ARPA del Piemonte ha recentemente effettuato dei controlli sul funzionamento delle caldaie, verificando che, nonostante i certificati ne attestassero il buon funzionamento, nella metà dei casi, queste non operavano correttamente;
Sottolineata l'importanza di tali controlli per la qualità dell'aria, in particolare par la zona della Plaine;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) se le verifiche in premessa sono state fatte anche nella nostra regione e con quali risultati;
2) se sono previste altre modalità di controllo sistematico delle caldaie.
F.to: Bertin - Chatrian - Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli - Louvin
Président - La parole à l'Assesseur au territoire et à l'environnement, Manuela Zublena.
Zublena (UV) - Grazie Presidente.
L'interrogazione presentata fa riferimento all'attività di controllo sugli impianti termici civili, in particolare pone l'attenzione sul funzionamento delle caldaie essenzialmente sotto due aspetti: quello del rendimento energetico e quello relativo al rispetto dei valori di immissione in atmosfera. L'argomento è di competenza di due Assessorati, quindi risponderò sia a nome dell'Assessorato delle attività produttive, sia per quanto mi riguarda. Ai sensi delle più recenti disposizioni, in particolare del decreto legislativo n. 152/2006 aggiornato nel 2010 con il decreto legislativo n. 128, il quadro delle competenze distingue gli impianti in due categorie: quelli più ridotti in termini di potenza, ossia sotto la soglia dei 3 megawatt, che sono assoggettati a denuncia per le emissioni in atmosfera e sono sottoposti a controlli generali da parte dell'autorità competente in materia di rendimento energetico, quindi l'Assessorato delle attività produttive; l'altra categoria di impianti è costituita da quelli con potenza superiore a 3 megawatt, che invece sono assoggettati ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera e sottoposti a controlli da parte dell'Assessorato dell'ambiente per la verifica del rispetto dei limiti alle emissioni e poi a controlli per il rendimento energetico da parte dell'autorità competente in materia di rendimento energetico, ovvero l'Assessorato delle attività produttive.
Venendo alle domande, per quanto riguarda le attività di pertinenza dell'Assessorato delle attività produttive, gli uffici competenti comunicano che l'Assessorato provvede ad effettuare i controlli sul rendimento energetico degli impianti oggetto di finanziamento regionale. Per quanto concerne le attività di pertinenza dell'Assessorato dell'ambiente, precisiamo che sono state rilasciate 13 autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, nelle quali vengono precisate le modalità di controllo da eseguire sugli impianti; non tutti i 13 impianti sono già in esercizio, perché le autorizzazioni sono preventive. I controlli conseguenti alle autorizzazioni alle emissioni rilasciate sono disciplinati e articolati distinguendo gli impianti nuovi - per "nuovi" si intende realizzati dopo il 30 aprile 2006 - e gli impianti precedenti all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 152. Per i nuovi impianti sono disposti controlli alle emissioni, realizzati dal Corpo forestale della Valle d'Aosta, con il supporto tecnico di ARPA, entro sei mesi dall'avvio del nuovo impianto; questo controllo è richiesto per verificare l'efficienza dei sistemi di abbattimento degli inquinanti. È previsto inoltre che venga effettuata una serie di controlli per la verifica del rispetto dei limiti alle emissioni con modalità prescritte nell'autorizzazione. È poi stabilito che su questi impianti sia eseguito un autocontrollo da parte del titolare delle autorizzazioni, anche qui secondo modalità che sono prescritte nell'autorizzazione. In tale caso i risultati degli autocontrolli vengono sistematicamente valutati dall'Assessorato per quanto riguarda gli aspetti amministrativi con l'ausilio del Corpo forestale, mentre per gli aspetti tecnici si fa riferimento ad ARPA. Per gli impianti antecedenti alla data del 30 aprile 2006, la norma prevede che siano effettuati degli adeguamenti degli impianti affinché rispettino i limiti normativi. La scadenza entro cui effettuare questo adeguamento è stata spostata dal 2011 al 2013, quindi, a partire dal 30 aprile 2013, tali impianti saranno soggetti ad autocontrollo, che deve essere eseguito, a carico dell'impresa, secondo le cadenze definite nell'autorizzazione; anche qui i risultati degli autocontrolli vengono valutati dagli uffici competenti. Gli accertamenti sono stati eseguiti come previsto dalle autorizzazioni e dalla normativa, gli esiti degli stessi hanno consentito di tenere sotto controllo il funzionamento degli impianti e hanno anche permesso di intervenire laddove si sono evidenziate necessità di messa a punto e regolazione degli impianti stessi.
Per quanto riguarda il secondo quesito, al momento entrambi gli Assessorati intendono proseguire l'attività di controllo secondo le modalità fin qui seguite.
Président - La parole au Conseiller Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Questa interrogazione prendeva spunto da quanto si è verificato in Piemonte, nel senso che sono andati a verificare a posteriori com'era il funzionamento delle caldaie e hanno scoperto che tali caldaie nel 50 percento dei casi circa non erano a norma. Implicitamente l'obiettivo di questa interrogazione era sapere se in Valle d'Aosta si intendeva svolgere tale controllo a posteriori; ne deduco che non è questa l'intenzione ed è assolutamente un peccato, anche perché bisogna ricordarsi che in una regione come la nostra, dal clima non particolarmente caldo - a dispetto di quanto fa oggi -, gli impianti di riscaldamento sono un fattore molto importante di inquinamento atmosferico. La qualità dell'aria è fortemente condizionata da questo fattore, le caldaie che funzionano male consumando più energia ed emettendo più fumi del dovuto, in particolare per Aosta e i Paesi della Plaine, anche a causa dell'inversione termica, sono un problema che non va sottovalutato. Bisogna intervenire per ridurre l'inquinamento in questa parte di territorio, che si trova in una situazione di "crisi ambientale", su di essa si concentrano i maggiori fattori inquinanti della regione e, come se non bastasse, adesso avete questi progetti di gassificatore dei rifiuti, che, dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico, è praticamente identico ad un inceneritore, se non peggio, e inoltre un inutile e costoso aeroporto e ne cito solo due: quelli che hanno più incidenza sulla salute e sul portafoglio dei cittadini... comporteranno inevitabilmente un aggravamento della situazione. Abbiamo capito - ma avevamo già previsto che non potesse essere diversamente, viste le premesse - che il suo è un Assessorato inutile, ma almeno in queste piccole cose bisognerebbe che si facesse sentire, anche perché l'obiettivo istituzionale dovrebbe essere quello di tutelare e migliorare le condizioni ambientali.
