Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1697 del 23 marzo 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1697/XIII - Interrogazione a risposta immediata: "Sistema di monitoraggio e di previsione degli eventi franosi sul territorio regionale".

Interrogazione a risposta immediata

Premesso che, in data 16 marzo scorso, una frana avvenuta sulla strada comunale tra Villeneuve e Aymavilles ha causato un grave incidente in cui sono rimasti feriti un automobilista ed uno dei vigili del fuoco accorso in soccorso di questi;

Considerato che, a causa del maltempo, lo stesso 16 marzo 2011 sono state chiuse al traffico due strade regionali e tre comunali e che, in data 18 marzo 2011, a seguito di una frana caduta nella notte, è stata chiusa al transito la strada regionale per Valpelline;

Riconosciuto che esiste sempre un margine di incertezza nella previsione di eventi di questo tipo, determinati da condizioni meteo sfavorevoli;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per conoscere quale sistema di coordinamento esista tra le strutture regionali e quelle dei singoli Comuni della Valle al fine di monitorare, individuare e prevedere eventi franosi, sul territorio della nostra regione.

F.to: Carmela Fontana - Rigo - Donzel

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Con questa interrogazione abbiamo voluto porre l'attenzione sulla sicurezza per quanto riguarda le frane o la caduta di massi sulle strade della nostra regione. Pur riconoscendo l'impegno regionale comunale nell'aumentare i livelli di sicurezza sul territorio, ritengo molto importante un coordinamento fra le Regioni e i Comuni che rilevi le zone più esposte a rischio per poter intervenire preventivamente con apposite protezioni, onde evitare ulteriori incidenti. Nella risposta ad una nostra interpellanza del 26 gennaio 2011 sempre sulla sicurezza stradale, l'Assessore sosteneva che non si può avere il rischio zero, perché si tratta di una zona di montagna e ci sono molte difficoltà. Capisco che i problemi non sono molto facili da risolvere ma, di fronte a quello che è successo negli ultimi tre mesi, bisogna fare l'impossibile e garantire una maggiore sicurezza a tutti i nostri cittadini.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Come diceva la collega Fontana, questo è un argomento che è già approdato alcune volte in quest'aula. Volevo solo ricordare che, se nel passato sugli eventi naturali era assodato che non si poteva far altro che subire, oggi c'è al contrario la diffusa ed errata convinzione che tutto sia prevedibile, che tutto possa essere sempre risolto e che si trovi un responsabile comunque, pensando che per ogni situazione esista un rimedio, ma la stessa giurisprudenza ormai correttamente conviene che esiste un margine di incertezza che non può essere eliminato, io dico purtroppo, ma sta nei fatti.

Da un punto di vista sia normativo, sia tecnico, oggi la difesa dei rischi idrogeologici si compone di attività di previsione e prevenzione delle diverse ipotesi di rischio, da attuarsi attraverso la programmazione e la pianificazione, funzioni che devono essere completamente realizzate dai diversi soggetti competenti in materia: oltre allo Stato, la Regione e i Comuni. La legge regionale n. 5/2001 ha definito i diversi livelli di competenza e coordinamento fra i due livelli - quello che chiedeva la Fontana - che è quello determinato dall'applicazione del principio di sussidiarietà; in base a tale principio, le funzioni politiche ed amministrative vengono attribuite al livello superiore di governo solo nell'ipotesi in cui al livello inferiore non si riesca a curare gli interessi affidati.

Nella nostra regione, come riconosciuto dallo stesso Dipartimento nazionale della Protezione civile, opera un efficiente sistema di previsione di eventi calamitosi determinati da avverse condizioni meteo; bisogna però essere consapevoli che non è possibile prevedere qualsiasi tipo di dissesto e soprattutto non è possibile prevedere con precisione e puntualità dove e quando potrebbe accadere un evento. Le previsioni sono di natura probabilistica, le frane di crollo come quella del 16 marzo cui faceva riferimento la collega, non sono purtroppo direttamente correlabili alle condizioni meteo e non sono quindi prevedibili, se vi ricordate, non ha piovuto tantissimo. Oggi è riconosciuto che la nostra Regione ha raggiunto anche un livello elevato sulla gestione dei dissesti; individuare le criticità, valutarne il livello di rischio e intervenire per migliorare la sicurezza del territorio è quanto fanno le strutture regionali, sia quelle dell'Assessorato delle opere pubbliche, che quelle dell'Assessorato dell'agricoltura che il Corpo forestale, che i Comuni direttamente per le situazioni rilevabili come pericolose. La Regione cura poi il sistema di monitoraggio di cinque grandi fenomeni franosi regionali ai fini dell'attivazione del sistema di protezione civile. Possiamo quindi rilevare che esiste una sostanziale integrazione nelle scelte tecnico-operative fra il livello comunale e quello regionale e credo che la nostra è una delle regioni che su questo tema è all'avanguardia.

Devo aggiungere che si sta lavorando affinché la conoscenza delle situazioni di pericolo venga sempre più diffusa e comunicata ai cittadini in modo adeguato e comprensibile, voglio ringraziare anche gli organi di informazione che ci stanno dando una mano in tal senso, per far sì che i cittadini possano meglio impegnarsi a divenire più responsabili sia nella gestione del proprio territorio, sia nel corso delle emergenze che avvengono, purtroppo, in maniera quasi puntuale.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Al di là di tutti questi problemi che l'Assessore mi espone, che posso condividere perché non possiamo prevedere... però è stato un giorno di pioggia con la chiusura di diverse strade, non solo quella dove è successo l'incidente. Per me questa è una grande preoccupazione, perché, se ogni cittadino che esce di casa per andare a lavorare in un giorno di pioggia deve avere paura di finire schiacciato in macchina, come questo povero ragazzo di 37 anni, padre di una bambina... mi sembra che non sia una cosa bella! Dobbiamo fare il possibile in coordinamento con i Comuni, vedere dove ci sono quelle zone a rischio se si può prevenire, si deve prevenire, poi può succedere, ma bisogna dare una maggiore attenzione.