Oggetto del Consiglio n. 1693 del 10 marzo 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1693/XIII - Approvazione di mozione: "Aggiornamento dei flussi di traffico relativi al trasporto merci attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo".
Mozione
Appreso che nel corso dell'anno 2010 si sarebbe registrato da parte della società GEIE-TMB che gestisce il Traforo del Monte Bianco un consistente aumento dei ricavi da pedaggio, pari al 14 percento (+13,6 milioni di euro), rispetto al 2009;
Constatato che i dati resi noti riferiscono tra l'altro di un aumento del traffico pesante, che da solo avrebbe generato maggiori introiti per 9,2 milioni di euro;
Ricordando le disposizioni per il contenimento progressivo dei flussi di traffico esplicitate dall'articolo 6 della L.R. 20 del 1994, secondo cui "Sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili allo stato e delle informazioni derivate dalle iniziative di monitoraggio, studio e controllo disposte ai sensi dell'articolo 3, il Consiglio regionale definisce, ogni due anni, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo, in modo distinto, in quanto compatibile con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente";
Dato atto che l'ultima deliberazione consiliare contenente la definizione delle medie massime giornaliere di transito risale ad oltre tre anni or sono, ossia al 21 febbraio 2008;
Il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale a presentare entro 60 giorni al Consiglio regionale una proposta in ordine all'eventuale aggiornamento della media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo.
F.to: Louvin - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Abbiamo ritenuto utile richiamare l'attenzione dei colleghi intorno ad un impegno che ci deriva da una legge regionale, che appositamente prevede un momento di attenzione significativo in ordine al contenimento del traffico pesante che attraversa i trafori, in particolare per le note drammatiche vicende di dieci anni fa: il traforo del Monte Bianco. Come sapete, la legge n. 20/1994 prevede che il Consiglio regionale definisca biennalmente, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli che vengono adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Si tratta di un adempimento che il Consiglio regionale ha assolto per l'ultima volta il 21 febbraio 2008, più di tre anni or sono, e non solo per ragioni puramente di calendario, ma anche per ragioni sostanziali crediamo che sia quanto mai opportuno che si metta mano a questa materia per fare le valutazioni necessarie di aggiornamento in questo campo.
Tutti sapete che in questo ambito è operante un comitato regionale di controllo sui flussi di traffico lungo gli assi internazionali, un organismo previsto da questa legge, in particolare introdotto nel 2006 dalla legge n. 25 che ha modificato la legge base, ed è un comitato che ha costantemente l'onere di valutare questi flussi di traffico e di fornire come supporto tecnico e di analisi elementi valutativi a questa nostra Assemblea nell'operare la decisione. Allora, siccome questo comitato ha avuto modo di lavorare sull'analisi dell'impatto dei traffici in passato - fra l'altro, un anno fa, all'Assessore Zublena avevamo sollecitato dei chiarimenti in ordine alle valutazioni che venivano effettuate in questo comitato e ci erano stati dati riscontri sui campionamenti effettuati, in particolare anche in seguito all'installazione ad Entrèves dei campionatori per le polveri fini -, noi riteniamo che sia utile riprendere contatto con questo comitato, di cui non abbiamo più avuto notizia. Ne abbiamo perso un po' le tracce, è possibile che vi siano state altre riunioni nel frattempo, ma l'ultima di cui abbiamo notizia pubblica è del 2 aprile 2010, e sicuramente si sarà riunito anche nell'autunno dell'anno scorso o alla fine dell'anno; su questo saremmo grati di qualche complemento di informazione.
Questo comitato riscontrava fra l'altro positivamente un decremento del traffico pesante e anche un miglioramento del parco dei mezzi che circolano attraverso i trafori, meno inquinanti, quindi con un impatto per fortuna sulla nostra salute nettamente migliore, con l'elevazione delle classi Euro 4 ed Euro 5 in circolazione rispetto ai vecchi autocarri, e questa rilevazione di diminuzione di traffico e di miglioramento sostanziale della situazione riscontrata dal punto di vista ambientale veniva confortata dal punto di vista dell'ambiente, dell'impatto, anche dalla riduzione dei traffici dovuta alla crisi economica che si è registrata negli anni scorsi. Quindi esponenti anche di questo comitato si rallegravano del fatto che ci fosse questa linea di decremento e addirittura segnalavano, l'anno scorso, una riduzione del 33 percento rispetto al 1998 e, rispetto alla linea storica antecedente la tragedia del Monte Bianco, un sensibile miglioramento.
Per la verità il parametro - come ricordiamo tutti - era con un pesantissimo traffico che si registrava in quegli anni, in cui abbiamo raggiunto soglie dei 2.100-2.200 autocarri oltre le 7,5 tonnellate ogni giorno attraverso il traforo del Monte Bianco. Rispetto a questa situazione si è registrata un'inversione di tendenza molto netta che registriamo dalla relazione rassegnata pochi giorni fa dal GEIE del traforo del Monte Bianco, che dichiara, con sua grande soddisfazione - soddisfazione tutta economica -, l'aumento del ricavo dei pedaggi per 13.500.000 di euro nel 2010 rispetto al 2009. Allora i rallegramenti per il risultato economico sono una cosa, ma l'incidenza del traffico pesante su questa quota complessiva assomma a 9.200.000 euro, che non siamo in grado di tradurre in termini quantitativi, perché fra il 2009 e il 2010 non vi sono stati degli incrementi sensibili di pedaggio, quindi con ogni probabilità c'è stato un recupero in termini numerici del numero degli autoveicoli.
A questo punto riteniamo utile non solo dal punto di vista formale assolvere ad un nostro dovere di pronunciarci biennalmente sulla problematica, sulla quantificazione dei mezzi che come media massima giornaliera possono attraversare il traforo del Monte Bianco, ma anche di farlo sotto il profilo sostanziale andando a ridiscutere l'insieme della situazione, l'impatto, l'evoluzione che c'è stata in termini ambientali e - non ultimo - anche le questioni di sicurezza, perché non vorremmo dimenticare che accanto all'impatto ambientale permane un nostro costante dovere di vigilanza e di sorveglianza stretta ed attenta. È un impegno morale che credo gravi definitivamente su questo Consiglio in seguito alle vicende di dieci anni fa.
Questo è l'impegno che chiediamo venga assunto dal Governo regionale rispetto al Consiglio: di presentarci una proposta di aggiornamento e di poter valutare insieme l'impatto che ha avuto la media stabilita in precedenza, ed eventualmente andare a ritoccare - nelle modalità che saranno ritenute più opportune - i parametri per quanto riguarda il periodo futuro. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Zublena Manuela.
Zublena (UV) - Grazie Presidente. Sicuramente il tema posto all'attenzione attraverso questa mozione è sempre al centro delle attività dell'Assessorato, in particolare per quanto riguarda un puntuale monitoraggio non solo in termini numerici del flusso di traffico, ma anche e soprattutto sugli impatti che questi volumi hanno sull'ambiente e, conseguentemente, sulla salute delle persone.
In applicazione della legge del '94 questo Consiglio regionale tre anni fa aveva stabilito una soglia di traffico medio giornaliero da non superare in attraversamento dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. La fissazione di questa soglia è stata fatta previa un'attenta valutazione, sulla base sia di conoscenze tecniche che di conoscenze scientifiche, ma anche di informazioni derivanti da specifiche attività di monitoraggio dei flussi di traffico e soprattutto degli impatti ambientali.
Qual è stata l'evoluzione del traffico in questi anni? I dati evidenziano come dalla riapertura del traforo del Monte Bianco - l'attenzione è principalmente orientata su quel collegamento - il traffico pesante si è attestato su livelli inferiori a quelli prima dell'incidente. In particolare negli ultimi due anni, 2009 e 2010, il traffico giornaliero medio è stato inferiore alla soglia dei 1.600 mezzi definiti con la delibera; nel 2009 sono stati 1.420 in termini di TGM e nel 2010 c'è stato un aumento attorno al 10 percento, che però porta il numero a 1.566, e quindi inferiore alla soglia stabilita. Anche attraverso il Gran San Bernardo la situazione è molto confortante rispetto al limite, che negli ultimi anni è sempre stato rispettato. Al di là del constatare che il numero è inferiore alla soglia stabilita, per cui non parrebbero esserci motivi per riconsiderare queste soglie, voglio ricordare come il numero di 1.600 era stato definito in una forbice piuttosto ampia, con un quantitativo piuttosto cautelativo come approccio: in particolare, si era considerato con grande attenzione che le emissioni inquinanti dei veicoli pesanti in transito internazionale fossero compatibili con tutti i criteri di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente.
Negli ultimi tre anni, dai dati forniti dal GEIE Mont Blanc, emerge che la qualità e l'efficienza dei veicoli a motore termico è notevolmente migliorata, soprattutto in termini di contenimento dei consumi e, conseguentemente, di emissioni in atmosfera. Con riferimento alla nota classificazione europea Euro 0, 1 e 2 e fino all'ultima generazione Euro 5, si è assistito ad un notevole cambio dei veicoli in circolazione. Va detto che gli autotrasportatori, per ragioni di affidabilità, di efficienza dei mezzi e di sicurezza sugli itinerari internazionali a lunga percorrenza, hanno rinnovato molto il parco veicoli e utilizzano oggi mezzi molto meno inquinanti. Nel 2010 i veicoli Euro 4 ed Euro 5 sono diventati il 57 percento della flotta circolata attraverso il traforo del Monte Bianco, sostituendo gli Euro 3 che si sono dimezzati; quindi c'è una flotta molto più performante dal punto di vista ambientale. Guardando poi gli effetti sulla qualità dell'aria, anche in sede di Comitato mezzi pesanti sono stati non solo puntualmente analizzati tutti i vari dati, ma è stato anche richiesto di approfondire maggiormente le misure, cosa che è stata fatta. Nella stazione di qualità dell'aria, in particolare di Entrèves, nell'ultimo anno è stato adottato un sistema di misure delle cosiddette "nanopolveri"; nello specifico viene misurato un indicatore considerato particolarmente critico della famiglia di quei composti per i suoi effetti sulla salute delle persone. Voglio anche ricordare che la stazione di Entrèves, collocata non casualmente a bordo strada, è in una posizione tale di worst case, cioè evidenzia la situazione più critica dal punto di vista della qualità dell'aria. Questo per dire che chiaramente la popolazione esposta è molto più lontana rispetto a quella sede; volutamente si è scelta una postazione in modo da poter evidenziare la situazione più critica.
I dati ottenuti - che peraltro sono disponibili sul sito Internet ad eccezione dell'indicatore dei policiclici aromatici -, rispettano tutti i limiti normativi, sicuramente per le polveri, che sono molto inferiori, ma anche per gli ossidi di azoto; voglio sottolineare come per il nano-inquinante il benzoapirene, fra gli inquinanti più considerati, si è rilevato un valore medio annuo di 0,04 nanogrammi al metro cubo contro un limite di 1 nanogrammo al metro cubo; quindi il dato è estremamente confortante.
Noi riteniamo che, alla luce di queste considerazioni, ma soprattutto dei dati relativi al parco mezzi circolante e degli effetti sulla qualità dell'aria, ad oggi non ci siano motivi né di urgenza, né ragioni tecniche per procedere ad una revisione di questa soglia, perché riteniamo che questa oggi sia adeguata a tutelare sia l'ambiente, sia la salute delle persone, tenendo conto che l'attenzione su questo tema è sempre alta, e non solo facendo riferimento alla situazione più evidente e critica del Monte Bianco, ma anche su tutto l'asse in attraversamento della regione. Per questo motivo chiediamo di ritirare la mozione oppure saremo contrari al suo accoglimento.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Non entro nel merito del ritiro o quant'altro, perché questo spetta ai firmatari della mozione.
Nel merito però vorrei far rilevare che un argomento come questo, al di là che uno possa eccepire all'impostazione che viene data dalla forza di minoranza, è un argomento di assoluta attualità ed estremamente complesso, come si vede della risposta articolata che ha dato l'Assessore. Liquidare in una battuta di ritiro di mozione un argomento così circostanziato, in cui sono stati presentati dati che andrebbero approfonditi, a mio avviso sarebbe un peccato! Fermo restando che la Giunta può argomentare che nulla c'è da cambiare, questo "nulla c'è da cambiare" non può essere argomentato in due battute di fine di un Consiglio regionale e liquidato così! Meriterebbe un passaggio in commissione, una riflessione condivisa da tutto il Consiglio dove questi elementi non siano buttati via con una battuta.
Vorrei far capire che se i colleghi di ALPE manterranno questa mozione, noi la voteremo, ma non nel senso delle date qui poste, 60 giorni, eccetera, bensì nel senso di dire: un argomento così non merita di essere discusso in una commissione consiliare, approfondito, valutato proprio alla luce della risposta articolata dell'Assessore? Mi sento di dire che condivido l'impostazione della mozione; di un argomento così importante come l'ambiente parliamone! Se poi la maggioranza ritiene che nulla vada cambiato lo valuteremo con un confronto maggiore, non con una procedura così sbrigativa in Consiglio regionale.
Quindi il nostro eventuale - perché sentiremo cosa diranno i colleghi dell'ALPE - voto favorevole va nello spirito di dire: confrontiamoci, Assessore, con dei dati in commissione. Grazie.
Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Il tema che è stato affrontato ha due caratterizzazioni specifiche: una ambientale e una di sicurezza. Quella ambientale, che credo fosse riferita al numero di TIR autorizzabili con riferimento alla legge n. 20 ed alla sua applicazione con l'articolo 6, aveva come connotati principali quelli legati all'ambiente. Poi c'è il dato collegato alla sicurezza, perché qui sono stati ricordati gli incidenti, l'ultimo in particolare che ha avuto l'impatto nefasto che conosciamo e che credo sia ancora nella memoria di tutti: questo ha fatto scattare una serie di meccanismi strettamente collegati anche con il numero di transiti previsti.
Per quanto riguarda lo spirito della mozione, su questo tema si sta già lavorando. Quello che è impossibile è immaginare che entro 60 giorni si arrivi a una decisione. Se il tema è riferibile entro la fine dell'anno, perché ci sono dei tempi di valutazione, anche se si diceva due anni...però poi nella valutazione, a parte il riferimento che è stato ricordato, che i numeri sono al di sotto, quindi non ci sono urgenze che portino a dire di adeguarli...però è corretto che ci sia una valutazione che tenga conto di una serie di parametri che possono essere oggetto di valutazione generale. Sotto questo profilo, se il discorso è di presentare un documento entro la fine dell'anno...credo che con questi tempi questo sia il senso in cui si voleva andare; se resta 60 giorni, il discorso non è possibile, ed è la ragione per cui si chiedeva di ritirare, non per dire che non vogliamo fare nulla. In questo senso credo che sarebbe scorretto parlare di un problema così importante in aula senza dare un seguito al discorso che è stato fatto e argomentato; quindi in questi termini, se il collega Louvin vuole ritirare la mozione con il nostro impegno di portare entro la fine dell'anno, o modificarla dicendo entro la fine dell'anno...per noi entrambe le cose possono andare bene, basta che ci sia un riferimento che dia il tempo necessario per approfondire queste tematiche.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. L'intervento del Presidente ha riposizionato un poco l'interlocuzione su dei binari che sono di buon senso.
Abbiamo presentato - lo avrà notato la Giunta insieme agli altri colleghi - un'iniziativa che non ha il sapore di sottolineatura di effetti drammatici o di negatività riscontrate. È un richiamo ad un obbligo di legge che ci siamo dati in questo Consiglio, di un aggiornamento biennale; abbiamo rilevato che l'aggiornamento non c'è stato e possiamo anche comprendere le motivazioni tecniche legate a procedure di monitoraggio che possono avere più lunghe necessità temporali.
Peraltro devo riscontrare che dall'inizio della legislatura questo tema non è mai stato affrontato nelle commissioni, non c'è mai stato un punto di informazione ai consiglieri; da 11 mesi non c'era notizia di un'azione da parte del comitato dei TIR, quindi questo silenzio, per quanto siano rassicuranti le notizie date dai banchi della Giunta in questo momento, non è un silenzio normale in una comunità che deve avere informazione e deve sentire la presenza di tutte le istituzioni regionali, oltre che delle Forze dell'ordine, delle società incaricate, delle associazioni ambientaliste su questo tema. Quindi riportiamo giustamente il treno sui binari corretti.
Siamo d'accordo se i tempi sono più lunghi per necessità lavorative ed istruttorie di questo atto, ma questo atto va fatto. Potrà anche riportare esattamente poi l'ago sulla stessa posizione in cui era prima; noi, infatti - penso che lo si sia notato -, abbiamo parlato di "eventuale aggiornamento della media", potrà anche essere deciso in questo Consiglio che non si proceda ad aggiornamento, ma è assolutamente necessario che questo sia fatto. Presidente, non siamo a negoziare il tempo, sei mesi, quello che è, per andare verso la fine dell'anno, un tempo ragionevole...entro la fine del 2011 con un impegno da parte dell'Assessore; a me risulta che il comitato sia un po' in sofferenza e chieda la sua convocazione. Sono adempimenti che non sempre sono entusiasmanti, Assessore Zublena, ma ogni tanto la pillolina la prendiamo tutti... Cortesemente, riporti sul tavolo del comitato: con la modifica suggerita dal Presidente della Regione, cioè entro il 2011 di portare in aula questo atto deliberativo che può riconfermare, abbassare, alzare le soglie...non siamo in grado di pronunciarci. Giustamente il collega Donzel dice che non abbiamo possibilità di parlare in assenza di un'istruttoria adeguata, di informazioni puntuali e condivise.
Quindi con questa modificazione, se la Giunta è disponibile, a noi sta bene che venga modificato in questo senso l'atto proposto e la mozione rimane con questa integrazione. Grazie.
Presidente - Colleghi, su proposta del Presidente della Regione, la mozione viene così modificata nella parte dispositiva: "Impegna la Giunta regionale a presentare, entro la fine del 2011, al Consiglio regionale una proposta in ordine all'eventuale aggiornamento della media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo".
Pongo in votazione la mozione nel testo così emendato:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Appreso che nel corso dell'anno 2010 si sarebbe registrato da parte della società GEIE-TMB che gestisce il Traforo del Monte Bianco un consistente aumento dei ricavi da pedaggio, pari al 14% (+13,6 milioni di euro), rispetto al 2009;
Constatato che i dati resi noti riferiscono tra l'altro di un aumento del traffico pesante, che da solo avrebbe generato maggiori introiti per 9,2 milioni di euro;
Ricordando le disposizioni per il contenimento progressivo dei flussi di traffico esplicitate dall'art. della L.R. 20 del 1994, secondo cui "Sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili allo stato e delle informazioni derivate dalle iniziative di monitoraggio, studio e controllo disposte ai sensi dell'articolo 3, il Consiglio regionale definisce, ogni due anni, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo, in modo distinto, in quanto compatibile con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente";
Dato atto che l'ultima deliberazione consiliare contenente la definizione delle medie massime giornaliere di transito risale ad oltre tre anni or sono, ossia al 21 febbraio 2008;
Impegna
la Giunta regionale a presentare entro la fine del 2011 al Consiglio regionale una proposta in ordine all'eventuale aggiornamento della media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Con questa votazione abbiamo concluso i nostri lavori. Il Consiglio è terminato.
La séance est levée.
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La réunion se termine à dix heures et trente et une minutes.
