Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1643 del 23 febbraio 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1643/XIII - Interpellanza: "Monitoraggio della diossina presente nell'aria nelle vicinanze dei principali agglomerati urbani della regione".

Interpellanza

Venuti a conoscenza che, in base alle tabelle dell'Arpa Valle d'Aosta mostrate da Legambiente durante una recente conferenza stampa, i livelli di diossina, un pericoloso inquinante correlato ai trattamenti dei rifiuti, nell'aria di Aosta sono mediamente doppi di Roma, mentre al Quartiere Dora, vicino allo stabilimento siderurgico, il valore è triplo e che questi ultimi livelli, pari a 88 femtogrammi/metro cubo, sono simili ai 116 di Oporto, in Portogallo, a un chilometro da un inceneritore di rifiuti;

Evidenziato che, già in base ad altre analisi, l'aria del Quartiere Dora presentava livelli di inquinanti superiori alla media regionale e talvolta prossimi ai livelli di guardia;

Ribadita la necessità di tutelare al meglio la salute di tutti i nostri concittadini;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere se intenda:

1) attivare dei monitoraggi costanti di diossine e furani nell'aria dei principali agglomerati urbani della regione;

2) verificare, con appositi rilevamenti, la presenza di diossina nell'aria nelle vicinanze della discarica di Brissogne e nelle aree interessate dai venti dominanti che vi soffiano;

3) richiedere all'Arpa una relazione sulle cause di tale inquinamento e sui possibili rimedi.

F.to: Carmela Fontana - Rigo

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

L'inquinamento dell'aria, o quello dell'acqua sono elementi di grande preoccupazione per la popolazione, è quindi compito delle pubbliche istituzioni quello di garantire ai cittadini delle analisi e dei controlli che garantiscano che gli elementi essenziali della vita, come l'acqua, l'aria, il cibo, siano sani. È per questo che nelle scorse settimane abbiamo appreso con preoccupazione che, da risultati di analisi effettuate dall'ARPA Valle d'Aosta, emergerebbe, come illustrato in una conferenza stampa da Legambiente, che i livelli di diossina nell'aria di Aosta sono doppi di quelli dell'aria di Roma, mentre al quartiere Dora, popoloso quartiere della zona più orientale della città capoluogo, i livelli sono tripli rispetto a quelli della capitale d'Italia. La preoccupazione poi è aumentata dal fatto che livelli simili siano stati riscontrati in agglomerati urbani a 1 chilometro da un inceneritore di rifiuti, struttura che si sa può produrre queste pericolose sostanze, così come altre simili chiamate furani e PCB.

In base a queste osservazioni, abbiamo ritenuto importante presentare tale interpellanza, al fine di tutelare al meglio la salute dei nostri concittadini. Appare opportuno conoscere più approfonditamente questo fenomeno, attivando dei monitoraggi costanti delle diossine e dei furani nei principali abitati della regione e soprattutto nelle aree prossime alla discarica di Brissogne, o comunque interessate dai venti dominanti che spostano polveri e gas della discarica regionale. Questi monitoraggi sono essenziali per tenere sotto controllo degli inquinamenti potenzialmente molto pericolosi, inoltre i dati così raccolti potrebbero essere utilizzati dall'ARPA per identificare le cause di tale inquinamento e i possibili rimedi per rimuoverlo. Chiediamo alla Giunta regionale se intende ottenere dall'ARPA un'approfondita relazione in tal senso, al fine di mettere in opera tutti i provvedimenti necessari alla tutela di lungo periodo della salute dei concittadini valdostani e in particolare di quelli della città di Aosta e del quartiere Dora. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire et à l'environnement, Manuela Zublena.

Zublena (UV) - Grazie Presidente. Ringrazio anche la collega Fontana per aver riportato all'attenzione di questa Assemblea tale tema che richiede delle precisazioni e la giusta attenzione.

I dati di cui si sta parlando in questi giorni, le diossine, provengono da una precisa attività svolta nell'ambito della cosiddetta "analisi ambientale iniziale", ossia quella caratterizzazione del fondo ambientale, che ha riguardato in modo molto esteso l'area della Plaine di Aosta e che è stata voluta in vista della realizzazione di un futuro impianto di trattamento dei rifiuti. Essa è stata affidata dall'Amministrazione regionale ad ARPA e al gestore della discarica, ognuno per le diverse competenze, con delibera del 12 maggio 2006 e poi con una successiva integrazione effettuata con una delibera del 10 gennaio 2008; l'obiettivo era quello di fornire la caratterizzazione dello stato dell'ambiente nelle sue varie matrici (aria, acqua, suolo) prima della realizzazione di futuri impianti, ossia con la presenza delle attuali fonti di inquinamento. A completamento delle numerose analisi che hanno riguardato molti inquinanti, è stata prescritta anche la misura di diossine e di altri microinquinanti quali furani, PCB, eccetera. Le diossine appartengono ad una famiglia di microinquinanti caratterizzati da una grande stabilità chimica e persistenza; queste caratteristiche fanno sì che le diossine si depositino al suolo e vi si accumulino e questo è proprio il motivo per cui la normativa nazionale prescrive un valore limite per le diossine nel terreno.

Tutte le misure svolte da ARPA in 24 siti, con una notevole rappresentatività, nella Plaine di Aosta e poi anche in un sito di fondo a La Thuile (naturalmente nella scelta dei siti si è tenuto conto della distribuzione dei venti, della meteorologia, delle inversioni termiche, eccetera), sono risultate inferiori a questo valore limite, che è dieci miliardesimi di grammo per chilo di terreno, si tratta di sostanze veramente in traccia. Posso poi fornirvi tutti i dati dei singoli punti. Di questi 24 siti 19 hanno fatto registrare dei valori che ARPA definisce bassissimi, perché sono inferiori al 3 percento di tale limite, gli altri 5 siti hanno fatto registrare misure inferiori al 40 percento del limite, quindi rispettiamo in modo molto forte il limite di legge e credo che questo sia un dato importante, perché la presenza di diossine nel terreno è l'indicatore per gli impatti su tutta la catena alimentare e quindi sulla salute delle persone.

Accanto a queste misure, che seguono una precisa metodologia analitica ed un riferimento normativo, sono state attuate dalla società di gestione della discarica anche altre misure che possiamo definire di tipo esplorativo, ossia la misura di diossina in aria ambiente, quella sospesa in aria. Per questo tipo di misura oggi intanto non c'è un riferimento di legge, ci sono però alcuni valori di orientamento che non sono ancora recepiti dalla legislazione e che risultano essere in fase di definizione. Queste misure sono state svolte in pochissime realtà italiane ed europee e hanno un carattere sperimentale, uno allora si chiede: "ma perché si fanno?". Chiaramente la conoscenza deve progredire e l'obiettivo è quello di cercare di fornire ulteriori informazioni ambientali, quindi, per leggere correttamente questi dati, dobbiamo collocarci in tale prospettiva.

I valori citati nella presentazione di ARPA sono sempre stati riportati accompagnati dall'avvertenza che i dati disponibili sono pochissimi e disomogenei e manca un quadro minimo di riferimento normativo. Naturalmente questa prima campagna di misura va ulteriormente approfondita proprio per il suo carattere di sperimentazione, in modo da poter disporre di un quadro conoscitivo più consolidato e, come già detto in occasione della precedente Assemblea, dove si è affrontato questo tema, è intenzione di ARPA proseguire le indagini già previste nel corso del corrente anno sia per le misure in aria, ma anche per ripetere le misure nei terreni, ancorché i risultati siano molto inferiori ai limiti; quindi, per rispondere al punto n. 2, sicuramente ci saranno dei punti di campionamento in prossimità della discarica.

Per quanto riguarda l'ultimo punto del quesito dell'interpellanza: "richiedere all'Arpa una relazione sulle cause di tale inquinamento e sui possibili rimedi", diciamo che le sorgenti di diossina sono note e, per essere sintetici, si può dire che le diossine provengono dalla combustione di materiali che contengono cloro, quali plastiche, vernici anche presenti come residui o impurezze, però provengono anche dal traffico, dal riscaldamento, da incendi e fuochi incontrollati. Per questi inquinanti valgono le stesse strategie di riduzione di tutti gli altri inquinanti, per esempio la verifica del rispetto dei limiti ad emissioni puntuali, quali i camini di attività produttive, l'adozione di dispositivi di abbattimento che siano in linea con le cosiddette "BAT", ossia le migliori tecnologie disponibili, ma poi non è da sottovalutare un'attenzione alla riduzione di piccole sorgenti, diffuse sul territorio e di impatto locale non sempre trascurabile.

Voi sollecitate possibili rimedi, ma ad essi si è già pensato. Sento anche citare sui giornali o in blog l'esempio del Friuli Venezia Giulia come una Regione virtuosa che ha fissato dei limiti normativi per le diossine. Io voglio precisare che questi limiti oggi valgono per tutto il territorio nazionale e sono quelli che oggi valgono per esempio per le emissioni dell'acciaieria. A questo proposito faccio notare che i valori rilevati nel 2010 da ARPA e Corpo forestale valdostano all'acciaieria sono risultati 25 volte più bassi rispetto al limite di legge, e, parlando di che cosa fare, voglio ricordare quanto abbiamo già previsto per il futuro impianto di gassificazione dei rifiuti, per il quale la normativa prevede un limite molto basso. A livello regionale, e in accordo con la III Commissione, abbiamo deciso di mettere un limite ancora più restrittivo, un limite già richiesto in sede di gara di appalto in corso in questo momento, pari al 3 percento del limite di legge sulla media annuale; questo per sottolineare che l'attenzione è alta e, laddove è possibile, si è già cercato di intervenire in modo molto puntuale.

In conclusione credo si debba dire che non c'è nessun allarme diossina, non è l'inquinante che cresce, ma la conoscenza che la Regione attraverso ARPA (doverosamente) deve costruire sulla presenza di questi, ma anche di altri inquinanti. È l'inizio di un'attività di monitoraggio che permetterà di tenere il polso dello stato dell'ambiente anche a questo livello di caratterizzazione di categorie specifiche di microinquinanti, che oggi è ben lontano dall'essere praticato in Italia e anche all'estero in modo così sistematico e generalizzato. Il fatto di essere fra i pochi che si sono già messi su tale strada è un segnale di attenzione e di responsabilità, ma chiede a tutte le parti un approccio costruttivo e scevro da strumentalizzazioni.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Ringrazio l'Assessore per le risposte dettagliate, mi ha anche un poco tranquillizzata, perché leggendo i giornali... da una parte, dice che non ci sono preoccupazioni, dall'altra, parla di questa diossina specialmente al quartiere Dora, Charvensod, Pollein, che si accumula nella terra ed è pericolosa per i vegetali e per gli animali erbivori. Mi chiedevo allora, se questa è la situazione, se si può fare una maggiore attenzione, perché chi ha un orto... tutto questo potrebbe creare danni all'uomo. Non è nostra intenzione creare allarmismi, ma ho fatto questa interpellanza proprio per tali chiarimenti. Mi ritengo soddisfatta, auspico un impegno maggiore per risolvere questa problematica. Grazie.