Oggetto del Consiglio n. 1640 del 23 febbraio 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1640/XIII - Interrogazione: "Interventi per ristabilire ragionevoli tempi di attesa per visite ed esami cardiologici" e interpellanza: "Interventi per fronteggiare l'allungamento delle liste d'attesa per prestazioni mediche di primaria importanza".
Interrogazione
Informati in questi giorni che le attese dei pazienti per alcuni esami cardiologici sono aumentate in modo considerevole;
Concordando con la valutazione rilasciata a "La Stampa" il 9 febbraio 2011 dall'Assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali "Aspettare cento giorni per un ecocardiogramma è inaccettabile";
Evidenziato che, da quanto affermato a "La Stampa" dal Direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, "Le liste di attesa per alcuni esami cardiologici sono aumentate a partire da febbraio" sembra quasi che questo dato negativo sia stato un problema non preventivabile;
A conoscenza che, sia l'Azienda USL della Valle d'Aosta, sia l'Assessore regionale competente, da settimane, erano stati informati, anche attraverso elaborazioni grafiche e statistiche, dell'allungamento delle liste di attesa negli ambulatori di cardiologia;
Sottolineato che anche le prenotazioni di altre visite o esami sanitari non sono in linea con ragionevoli e corretti tempi di attesa;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore regionale competente per sapere quali sono i provvedimenti che sono stati o saranno assunti dall'Azienda USL della Valle d'Aosta per ristabilire corretti tempi di attesa per le visite o gli esami sanitari per i pazienti valdostani.
F.to: Rigo - Donzel - Carmela Fontana
Interpellanza
Si stanno producendo, soprattutto per effetto delle restrizioni imposte all'assunzione di personale nel settore sanitario, vistosi allungamenti delle liste di attesa per prestazioni di primaria importanza;
Un particolare allarme suscita il settore della cardiologia, dove questo peggioramento sembra registrare delle punte preoccupanti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) quanti giorni erano previsti per prima visita rispettivamente alla data del 10 ottobre 2010, 10 dicembre 2010 e 10 febbraio 2011 per le prime visite, per il primo eco-cardiogramma e per il primo ECG da sforzo;
2) se corrisponda al vero che l'U.B. di Cardiologia si sia trovata nella necessità di ridurre il numero di prestazioni ambulatoriali dall'inizio del mese di febbraio per le visite cardiologiche e i test ergometrici, e se lo sarà prossimamente anche per gli eco-cardiogrammi;
3) se può confermare che la richiesta del responsabile della struttura di rendere nota alla popolazione la situazione in atto sia stata respinta dalla Direzione strategica dell'USL;
4) quali direttive siano state impartite o si intendano impartire all'USL per fronteggiare la grave diminuzione di personale medico in forze a vario titolo presso tale reparto.
F.to: Louvin - Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente. L'idea era quella di dare una risposta unica, quindi anche all'interpellanza presentata dal Consigliere Louvin, ma non essendo presente...
(interruzione della Consigliera Patrizia Morelli, fuori microfono)
...quindi possiamo... tanto i termini corrispondono...
Président - Pardon, est-ce que vous volez discuter le point n° 7 avec le point n° 15? Alors point n° 15 à l'ordre du jour.
La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Je crois que nous avons tous eu l'occasion de lire dans les journaux au début du mois de février une nouvelle assez inquiétante et alarmante, c'est-à-dire que, pour les consultations de cardiologie et pour les échocardiogrammes, les listes d'attente sont devenues très longues au point d'être, à mon avis, inacceptables. C'est d'ailleurs ce qu'a été confirmé même par l'Assesseur Lanièce dans une interview, il affirme que "tre mesi di attesa è un incremento eccessivo di cui va ricercata la causa, lo dico da medico prima ancora che da Assessore; le visite al cuore non possono aspettare tanto, rientrano in un settore dedicato in cui la tempestività è fondamentale".
Pourtant, d'après ce que nous disent les journaux, les listes sont devenues vraiment très longues et donc nous soumettons à l'attention de l'Assesseur des questions qui concernent la nécessité d'avoir des données précises, c'est-à-dire: combien de jours étaient prévus pour une première consultation cardiologique aux dates du 10 octobre 2010, 10 décembre 2010 et 10 février 2011, pour la première consultation, pour le premier échocardiogramme et pour le premier échocardiogramme sous effort; si est vraie la nouvelle que l'Unité de Cardiologie se soit trouvée dans la nécessité de réduire le nombre de prestations au cabinet au commencement du mois de février pour les visites cardiologiques et pour les testes ergométriques et si cela se passera de la même façon pour les échocardiogrammes; si l'Assesseur confirme la requête qui avait été avancée de la part du responsable de la structure de rendre publique la situation grave qui est en train de se passer à l'intérieur de l'Unité de Cardiologie et quelles directives aient été données et si on entend donner à l'USL des directives pour faire face à cette grave situation, qui est due à la réduction du personnel médical dans l'Unité de Cardiologie.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente. Con questa risposta rispondo anche alla domanda del collega Rigo.
Per quanto riguarda questo argomento importante sulle liste di attesa, in particolare per quanto concerne il settore della cardiologia, vorrei fare una premessa. I determinanti delle liste sono: il governo della domanda di prestazioni, il governo dell'offerta di assistenza, i sistemi di prenotazione, l'erogazione delle prenotazioni. I fenomeni che allungano le liste di attesa sono molteplici, innanzitutto la maggiore attenzione dedicata da parte dei cittadini nei confronti del proprio stato di salute, la valutazione dei bisogni assistenziali da parte dei medici prescrittori, l'affermarsi di modelli culturali di consumo sanitario spesso anche indotti dai media - questo è un aspetto purtroppo negativo che in generale fa aumentare le liste di attesa -, la maggior capacità di intervento del sistema sanitario anche grazie alla crescente disponibilità di tecnologie e trattamenti, le carenze organizzative che ostacolano il pieno sfruttamento di risorse disponibili, le difficoltà di un settore che presenta al proprio interno nicchie di mercato di difficile regolamentazione. Per tali motivi è particolarmente difficile a volte adottare idonei programmi e introdurre strategie da perseguire nel loro insieme per garantire un uso sempre più razionale delle risorse e consentire l'erogazione tempestiva delle prestazioni in condizioni anche temporali di efficacia, di efficienza, trasparenza, appropriatezza e qualità delle prestazioni.
Un'altra considerazione che mi preme fare, in modo particolare, è che l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche erogate in regime ambulatoriale è definito sulla base di criteri di gravità clinica e di appropriatezza, come definito dal programma regionale di contenimento delle liste di attesa. La gravità clinica del paziente, allo scopo di favorire il massimo coordinamento fra la richiesta di prestazioni effettuate dal medico prescrittore e la struttura che eroga la prestazione, è valutata sulla base delle seguenti classi di priorità: urgenza ed emergenza, corrisponde alla necessità di interventi immediati, verso i quali la risposta deve essere fornita da parte dei servizi a ciò deputati: Pronto soccorso, punti di primo intervento e 118; urgenza differibile, pur non esistendo le condizioni di intervento immediato, corrispondenti alla necessità di interventi indilazionabili da espletarsi nel più breve tempo possibile al di là di ogni appropriato tempo di attesa, potrebbe condurre al rischio di compromissione rapida e severa dello stato di salute del paziente, rischio provato che il ritardo dell'erogazione della prestazione comporti la compromissione dell'attività di recupero dello stato di salute e impossibilità a svolgere le proprie normali attività quotidiane in ragione dello stato di salute, tali prestazioni devono essere richieste in modo esplicito e motivato dal medico prescrittore ed erogate entro 72 ore dalla data di prenotazione, seguendo percorsi di accesso preferenziali, ossia l'urgenza differibile; le prestazioni differite sono prestazioni la cui tempestività di esecuzione non influenza significativamente la prognosi a breve, ma è richiesta sulla base della presenza di dolore, o di disfunzioni, o disabilità, devono essere erogate in tempi di massima non superiori a 30 giorni per le prime visite ed entro 60 giorni per le prestazioni strumentali; ci sono poi le prestazioni programmabili, che sono le visite, esami di controllo, prestazioni inserite in programmi di prevenzione e accertamenti disposti a fini certificativi.
Prima domanda: "quanti giorni erano previsti per la prima visita rispettivamente alla data del 10 ottobre 2010, 10 dicembre 2010 e 10 febbraio 2011 per le prime visite, per il primo eco-cardiogramma e per il primo ECG da sforzo", per quanto riguarda le prime visite, passiamo da una media di 27 giorni del 10 ottobre, 34 per il 10 dicembre, 53 per il 10 febbraio; per quanto riguarda l'ecocardiogramma, passiamo da 45 giorni a ottobre a 77 giorni a dicembre e a 90 giorni a febbraio; ECG da sforzo: 32 giorni ad ottobre, 29 a dicembre e 46 a febbraio 2011.
Per quanto riguarda "se corrisponda al vero che l'U.B. di Cardiologia si sia trovata nella necessità di ridurre il numero di prestazioni ambulatoriali dall'inizio del mese di febbraio per le visite cardiologiche e i test ergometrici, e se lo sarà prossimamente anche per gli eco-cardiogrammi", a seguito della riorganizzazione aziendale resasi necessaria per l'applicazione della manovra economica regionale per il 2011, si è valutato che si poteva procedere alla riduzione di contratti libero-professionali in Cardiologia senza che questo determinasse riduzione di attività. Il Direttore della struttura ha segnalato che la riorganizzazione dell'attività avrebbe comportato la mancata copertura di turni di prestazioni ambulatoriali territoriali. Al fine di ovviare tempestivamente al rischio paventato dal Direttore della struttura, si è proceduto a prorogare di un mese l'incarico alle due dottoresse che erano in contratto e contestualmente a bandire un incarico a tempo determinato di 20 ore settimanali per la durata di un anno nell'ambito delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. L'incarico è stato regolarmente assegnato all'unico professionista che ha presentato la domanda. L'aumento delle liste di attesa è stato determinato da una concomitanza di due eventi: una delle due colleghe con contratto libero-professionale ha rifiutato la proroga contrattuale di un mese, lasciando scoperto il posto a far data dal 1° gennaio; il collega a cui era stato affidato l'incarico delle 20 ore ha comunicato inizialmente di essere disponibile solo dal 7 marzo, garantendo solo 10 ore delle 20 assegnatele: dopo una verifica compiuta con il collega, lo stesso ha accettato di iniziare il 21 febbraio garantendo tutte le 20 ore.
Per quanto riguarda: "se può confermare che la richiesta del responsabile della struttura di rendere nota alla popolazione la situazione...", non risulta questa richiesta, comunque il Direttore della struttura era al corrente di tutti i passaggi che sono stati fatti con la Direzione strategica. Aggiungo che si tratta di una criticità non di una situazione grave per quanto riguarda le liste di attesa, anche perché, quando ho saputo di questi allungamenti, ho voluto verificare se si trattava di ritardi anche per le classi di priorità più importanti, ossia le urgenze e le urgenze differibili: su questi settori non c'è stata alcuna criticità, quindi i pazienti, che hanno bisogno di una visita cardiologica, di ECG, di un holter in classi di urgenze previste dalla nostra organizzazione e importanti, non hanno avuto criticità e hanno potuto accedere regolarmente ai servizi.
Per quanto riguarda invece le direttive che sono state impartite, vista l'entità dell'allungamento di questi tempi di attesa, si sta procedendo... in considerazione della necessità di far fronte a tale criticità... di pubblicare nel mese di marzo ulteriori ore di attività specialistica ambulatoriale. Allo stesso tempo i medici ospedalieri stanno garantendo un numero superiore di ore di ambulatorio rispetto a quello di gennaio. Si ritiene che il recupero dell'allungamento dei tempi di attesa possa avvenire a breve e il ritorno alla situazione precedente possa essere garantito in qualche mese con la ripresa della corretta attività.
Per quanto riguarda le urgenze differibili, ho già detto prima, è vero che c'è stato questo allungamento, naturalmente si stanno valutando anche altri elementi; per quanto riguarda l'organizzazione del CUP, è emerso che gli ecocardiogrammi della prima visita sono messi insieme a quelli richiesti per le visite delle patenti e questa è una criticità in quanto occorre suddividere le liste per impedire che ci sia un ulteriore allungamento. Questo è quello per cui ci stiamo attivando, come ho detto: massima attenzione per le classi di priorità, quindi quelle di emergenza urgenza e urgenza differibile, per il resto stiamo cercando di risolvere le criticità emerse a gennaio, a causa della non accettazione da parte di alcuni medici delle ore che erano state loro assegnate. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Non sono soddisfatto della risposta data dall'Assessore. Le considerazioni di ordine generale fatte sulle liste di attesa, le spiegazioni sulle urgenze differibili sono vere, ma non nel caso delle problematiche relative alla Cardiologia. Questa iniziativa è nata come reazione all'intervista fatta da lei e dalla Direttrice generale dell'Azienda USL apparsa sul quotidiano La Stampa del 9 febbraio 2011. Con ingenuo candore - posso dire così - i due massimi responsabili della sanità valdostana nell'intervista sembrano cadere dalle nuvole quando apprendono - pare quasi di capire dalla giornalista - che sono aumentati a dismisura i giorni di attesa per una visita cardiologica: "aspettare cento giorni per un ecocardiogramma è inaccettabile. Se il dato è confermato, prenderemo subito provvedimenti per ristabilire i giusti tempi di attesa - così risponde l'Assessore che poi continua - Tre mesi di attesa? È un incremento eccessivo di cui va ricercata la causa... Le visite al cuore non possono aspettare tanto, rientrano in un settore delicato in cui la tempestività è fondamentale", adesso i giorni sono diventati - il 21 febbraio - 116. Leggo sempre dal giornale: "Le liste di attesa per alcuni esami cardiologici sono aumentate a partire da febbraio" ha ammesso il Direttore generale dell'USL...non è vero, cara dottoressa Riccardi, sono aumentate da gennaio! Il Direttore così prosegue: "stiamo monitorando il fenomeno per valutare se sarà necessario aumentare ulteriormente le ore di specialistica ambulatoriale, anche per calmierare l'incremento della domanda". Tutto bene forse per il lettore del giornale che non conosce i retroscena di questa amara storia. Perché la verità è un'altra. Da settimane sia l'Assessore che la Direttrice sapevano che ci sarebbe stata un'impennata dei tempi di attesa e sapevano bene che questa impennata non è dovuta ad un incremento della domanda come, secondo me, correttamente... non dice la dottoressa Riccardi... ma da una diminuzione dei medici cardiologi responsabili delle visite. Ripeto: la situazione che stava per esplodere era conosciuta da tempo nei dati numerici attraverso elaborazioni grafiche e statistiche e non è vero che è aumentata la domanda: la domanda era ed è più o meno stabile, ovviamente se il numero dei medici diminuisce, i giorni di attesa per i pazienti aumentano, è lapalissiano al di là delle urgenze differibili, al di là delle cose che ha detto l'Assessore sulle liste di attesa.
Si potevano prendere provvedimenti prima rispetto alle cose che ci ha detto l'Assessore? Penso di sì, ma non è mia competenza però entrare nel merito. Quello che non mi va giù è non voler spiegare con coraggio ai cittadini quello che era successo assumendosene le responsabilità, è un po' quello che ha detto oggi l'Assessore, che doveva dirlo invece sui giornali. Caro Assessore poi non è che aumentando le visite ambulatoriali si risolve il problema delle ecografie, lo sa benissimo anche lei che il problema delle ecografie non si risolve con l'aumento delle visite ambulatoriali. Le 20 ore che ci saranno, 10 a Châtillon e 10 a Donnas, non risolveranno il problema dei 116 giorni necessari per le ecografie. Poteva dire tranquillamente sui giornali, come ha cercato di dire oggi: "lo sapevamo, ma abbiamo ritenuto non necessario intervenire con provvedimenti particolari - cercando di spiegare le cose come ha cercato di fare oggi - ci sono tagli dappertutto e non possiamo permetterci di fare discriminazioni fra i diversi settori della sanità valdostana" - poi chissà perché la convenzione con la Radiologia è possibile e la convenzione con la Cardiologia non lo è: dico la convenzione con la Radiologia, perché è stata fatta dall'USL proprio alcune settimane fa -; oppure riconoscere di avere sbagliato, di non avere avuto il tempo per valutare bene i dati che erano stati forniti e comunque rassicurare la popolazione sulle intenzioni di rimediare al più presto rispetto alle cose che sono possibili. A mio modo di vedere, si poteva rispondere così, non fare finta di niente come ha fatto sia lei, sia la Direttrice dottoressa Riccardi! Personalmente mi rammarico di una cosa: anch'io avevo i dati ed ero a conoscenza che, se non fossero state assunte decisioni tempestive, si sarebbero verificati i disagi riportati nell'articolo della stampa, disagi che aumentano, perché le liste di attesa, in particolare per gli ecocardiogrammi, aumentano. Ne ho parlato informalmente, come è mia abitudine fare in questi casi, dovevo invece presentare una specifica iniziativa consiliare e allora forse le risposte sui giornali e anche i provvedimenti sarebbero stati diversi.
Président - La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Je dois avouer, Assesseur, que la partie de votre réponse que j'ai appréciée le plus a été la dernière partie: celle dans laquelle vous avez posé le papier que vous lisiez et vous avez dit simplement que vous vous seriez fait charge de résoudre le problème, car tout ce qui a été dit avant de quelque manière allait démentir avec un ton presque superficiel les déclarations d'inquiétude que vous aviez exprimées dans le journal. Vous avez semblé attribuer à la prolongation des temps d'attente dans les derniers mois le fait que dans les derniers mois les citoyens valdôtains semblent avoir une attention plus forte aux contrôles de type cardiologique et en ce sens même les médias auraient quelques responsabilités. Non, comme l'a très bien dit le collègue Rigo, les responsabilités sont à rechercher ailleurs, sont à rechercher aussi dans le fait que, contrairement à ce qui a été affirmé, le fait de couper sur les horaires, sur le personnel a des conséquences qui sont évidentes et celle de l'Unité de Cardiologie au fond n'est que le début d'une situation qui va empirer sûrement, c'est mathématique que cela va aller ainsi. Véritablement donc je fais appel à votre sens de responsabilité pour que vous vous fassiez réellement charge de faire face à ce problème.
