Oggetto del Consiglio n. 1635 del 23 febbraio 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1635/XIII - Interrogazione a risposta immediata: "Iniziative per la celebrazione della Festa nazionale dell'Unità d'Italia".
Interrogazione a risposta immediata
Premesso che il 17 marzo prossimo avranno luogo, in tutta la Nazione, le celebrazioni ufficiali dell'Unità d'Italia;
Considerato che tali celebrazioni costituiscono un grande evento commemorativo e partecipativo, finalizzato a ricordare gli sforzi e i sacrifici - anche in termini di molte vite umane - che sono stati fatti per creare l'Italia, non solo quale entità geografica e politica ma soprattutto come un popolo unito da un forte spirito nazionale, fondato su una storia, una lingua e una cultura comuni;
Evidenziato che la Valle d'Aosta ha ottenuto dallo Stato Italiano non solo il riconoscimento della specialità autonomistica bensì anche tutta una serie di prerogative politiche, legislative, finanziarie e amministrative che si sono via via accresciute nel tempo;
Appreso che il presidente dell'UV ha recentemente espresso una posizione alquanto tiepida e distaccata nei confronti dell'evento di cui in Premessa, poiché ha dichiarato "si tratta di una festa che non sentiamo profondamente nostra", evidenziando un sentimento che appare antinazionale;
Atteso che l'UV, partito di maggioranza relativa, esprime il Presidente della Regione, oltre alle altre cariche istituzionali regionali nonché ai numerosi amministratori nei singoli comuni della Valle d'Aosta;
ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
il Presidente della Regione per sapere quali iniziative ha posto in essere a solenne celebrazione del giorno dell'Unità d'Italia, proclamato - per l'occasione - festa nazionale.
F.to: Tibaldi
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Grazie Presidente.
Forse voleva scimmiottare il Presidente della Provincia di Bolzano, ma non ha avuto il coraggio di farlo come lui fino in fondo, vale a dire sfilandosi ufficialmente dai festeggiamenti tricolori e invocando l'identità minoritaria austriaca, o forse non lo ha fatto perché non è così convinto sull'esistenza dell'identità minoritaria in Valle d'Aosta, tant'è che mi è apparsa alquanto infelice, non solo al sottoscritto, non parlo a nome dei colleghi, ma di molte persone comuni che hanno condiviso con me tali perplessità, l'uscita del Presidente dell'Union sul 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Egli non sa essere entusiasta e non sa essere nemmeno contrario, magari qualche suo stesso ascendente ha perso la vita per questa nobile causa e lui è riuscito ad esprimere una posizione tiepida e distaccata nei confronti del 150° dichiarando: "si tratta di una festa che non sentiamo profondamente nostra", ma parlando a nome di chi?, ed evidenziando un sentimento che appare timidamente antinazionale.
Lo Stato repubblicano è sempre stato funzionale alla causa autonomista e mi risulta che la Regione abbia saputo profittare delle convenienze che di volta in volta hanno offerto i vari Governi; forse il Presidente dell'UV ha la memoria corta e non rammenta neppure la recentissima e favorevole rimodulazione della partita fiscale per la nostra Regione.
Il 17 marzo è un grande evento commemorativo e partecipativo finalizzato a ricordare gli sforzi e i sacrifici anche in termini di molte vite umane, che sono stati fatti per creare l'Italia non solo quale entità geografica e politica, ma soprattutto come un popolo unito da un forte spirito nazionale fondato su una storia, una lingua e una cultura comune. Visto che l'Union, partito di maggioranza relativa, esprime il Presidente della Regione, non le chiedo, Presidente, per evitare l'imbarazzo della risposta e anche perché ho a disposizione un solo quesito, se si riconosce nelle riprovevoli affermazioni di Perron, ma le chiedo semplicemente quali iniziative ha posto in essere o a quali intende partecipare a solenne partecipazione del giorno dell'Unità d'Italia, che è stato proclamato per l'occasione Festa nazionale.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Con delibera n. 2676/2010 è stato costituito un gruppo di lavoro per l'elaborazione di un programma di iniziative in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, a cui hanno partecipato i rappresentanti dell'Amministrazione, la Presidenza della Giunta e del Consiglio e il CELVA. Il programma verrà validato dalla Giunta regionale nel corso della seduta di venerdì 25 febbraio e si stanno completando le ultime verifiche organizzative, per cui si proporrà questo programma. Vorrei segnalare in particolare che la Valle d'Aosta parteciperà alla mostra evento Regioni e testimonianze d'Italia, che sarà inaugurata a Roma al Museo vittoriano il 26 marzo prossimo e resterà aperta dal 27 marzo al 2 luglio 2011. Nel contempo parteciperemo il 17 all'invito che il Presidente della Repubblica ha esteso alla Regione e nella persona dello stesso, quindi il programma delle iniziative verrà dato venerdì per quanto riguarda le attività che riteniamo di mettere in piedi per questo anniversario.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Una breve replica. So che il gruppo di lavoro è stato costituito nell'ottobre 2010, prendo atto che venerdì 25 febbraio, dopo quattro mesi, con una seduta di Giunta validerete il programma. Mi fa piacere sentire che lei parteciperà all'invito solenne principale - ci mancherebbe altro! - e da tali dichiarazioni mi pare di capire che non ci sia forse questa completa condivisione di certe parole che sono state spese dal Presidente del suo movimento e che sono apparse sui giornali. Tengo ad evidenziare invece le parole positive che sono state espresse dal Presidente del Consiglio Cerise, che ho letto nei giorni scorsi sulle veline dell'ANSA, dove si dice: "L'Italia è nata in Valle d'Aosta, Piemonte e Savoia, quindi partecipiamo alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità con la presenza anche in autunno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano"; è un'iniziativa lodevole che apprezziamo. Infine da una ricerca mi risulta che anche un mugnaio aostano è sbarcato a Marsala l'11 maggio 1860 fra le 1.089 Camice rosse che hanno dato avvio alla formazione dell'Italia. Grazie.
