Oggetto del Consiglio n. 596 del 10 giugno 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 596/XIII - Presa d'atto della petizione contro la costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta. (Reiezione di una risoluzione)
Petizione
I sottoscritti cittadini italiani
Premesso che:
A. L'incenerimento dei rifiuti non è sostenibile nelle regioni alpine per ragioni sanitarie, morfologiche, ecologiche ed economiche, poiché:
- immette nell'ambiente numerose sostanze inquinanti e tossiche, alcune non ancora normate, come le nanoparticelle, ma di sospetta correlazione con l'insorgenza di malattie tumorali;
- la presenza del rilievo e di particolari condizioni meteo-climatiche locali ostacolano la dispersione degli inquinanti;
- non elimina lo smaltimento in discarica, poiché necessita di siti dedicati per scorie e ceneri tossiche residue;
- consuma più energia rispetto a quella che si risparmierebbe con riciclaggio e compostaggio.
B. I rifiuti prodotti in Valle d'Aosta sono insufficienti ad alimentare da soli un impianto di incenerimento.
C. Risultati migliori rispetto all'incenerimento si possono ottenere diminuendo la produzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata, con recupero reale dei materiali, compresa la frazione organica, e ricorrendo ad impianti alternativi con tecnologie innovative e più sostenibili per il contesto locale.
D. Scelte importanti per la comunità devono essere adottate con la partecipazione dei cittadini e con la più ampia condivisione possibile.
Con la presente chiedono a codesta Amministrazione:
- di attivare tutti gli strumenti amministrativi e legislativi per ridurre la quantità di rifiuti prodotti sul territorio regionale, come previsto dalle linee guida dell'Unione europea e dalle leggi nazionali;
- di aumentare la percentuale di raccolta differenziata in tutta la regione, con lo scopo di riciclare e recuperare i materiali, attivando anche la raccolta separata della frazione "umida";
- di non ricorrere all'incenerimento dei rifiuti urbani e di evitare la costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta.
Seguono le firme di 3.200 cittadini
(Omissis)
Président - Le 17 février 2009 une pétition signée par 3.200 citoyens contre la construction d'un incinérateur en Vallée d'Aoste a été déposée à la Présidence du Conseil, aux termes de l'article 36 du Règlement intérieur. Par sa délibération n° 53 du 25 février 2009 le Bureau de la Présidence a ouvert l'instruction de la pétition et a décidé de demander des informations et des éclaircissements au Président de la Région, à l'Assesseur au territoire et à l'environnement et à la IIIe Commission du Conseil chargée de l'aménagement du territoire. Le 29 mai le Président de la IIIe Commission a transmis à la Présidence le rapport conclusif, dont le texte est inséré dans l'annexe n° 19 concernant la pétition. Aux termes du quatrième alinéa de l'article 36 du Règlement intérieur, la pétition est soumise à l'examen du Conseil.
Dichiaro aperta la discussione generale e comunico anche che è stata depositata da parte del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau una risoluzione.
La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie, Presidente. La petizione popolare presentata avverso la costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta, come è stato già sottolineato dal Presidente del Consiglio, sottoscritta da 3.200 cittadini, è stata presentata alla Presidenza del Consiglio e poi successivamente assegnata alla III Commissione affinché essa potesse prenderla nella dovuta considerazione ed espletare i necessari approfondimenti sulla materia. Proprio per la complessità e l'importanza della questione, la Commissione ha ritenuto opportuno programmare numerosi incontri per poter audire il maggior numero di persone interessate e competenti in una materia complessa come la gestione dei rifiuti. Si è inoltre deciso di visitare diversi impianti che fino ad oggi sono fra i più utilizzati per il trattamento dei rifiuti: abbiamo visitato un impianto di trattamento meccanico biologico, un impianto di compostaggio e un termovalorizzatore.
Cercherò di sintetizzare la relazione conclusiva dei lavori, relazione che tra l'altro è stata sottoscritta e votata all'unanimità dall'intera Commissione e che quindi avete già avuto la possibilità di leggere essendo questa stata inserita nell'ordine del giorno che avete ricevuto. Noi quindi sin dall'inizio abbiamo incontrato il Presidente e i componenti del Direttivo del Comitato rifiuti zero, che sono i promotori della petizione, i quali hanno fornito tutta una serie di studi e di dati pubblicati su riviste, che indicano i possibili rischi sanitari correlati alla presenza dell'inceneritore. Essi hanno inoltre sottolineato come le condizioni meteo-climatiche della Valle d'Aosta possano ostacolare la dispersione degli eventuali inquinanti e come il riciclaggio e il compostaggio possano rappresentare un risparmio in termini di energia rispetto a quella ottenuta da procedimenti di termovalorizzazione. Hanno inoltre sottolineato come la produzione annua dei rifiuti da incenerire, pari a circa 35-40.000 tonnellate annue, rischi di rendere antieconomica la gestione di un impianto, che quindi necessita, affinché possa essere effettivamente economico, della combustione di almeno 100.000 tonnellate. Il Comitato ha quindi prospettato uno scenario alternativo, proponendo l'impiego di un impianto di trattamento meccanico biologico e la massimizzazione della raccolta differenziata, compresa la frazione organica, con smaltimento fuori della frazione secca leggera dei rifiuti; quindi vorrei sottolineare che sono d'accordo per una termovalorizzazione, ma fuori Valle. A conclusione i rappresentanti hanno espresso forti dubbi circa l'opportunità di procedere alla bonifica della discarica di Brissogne al solo scopo di alimentare l'impianto di termovalorizzazione.
Successivamente abbiamo audito l'Assessore regionale all'ambiente e territorio, oltre all'ing. Ziviani e al prof. Cossu, incaricati dalla Giunta regionale il primo di fare uno studio comparativo dei sistemi di trattamento dei rifiuti, il secondo ha approfondito l'eventuale bonifica della discarica di Brissogne. L'Assessore aveva espresso alcune considerazioni sulle tematiche sollevate nella petizione e ha annunciato un mese e mezzo fa l'imminente completamento di un ulteriore studio sul fondo ambientale, con l'analisi delle varie matrici: aria, acqua e suolo, nonché un approfondimento sul tema discarica, con l'effettuazione dei carotaggi che erano allora in corso. "L'ing. Ziviani... ha illustrato la relazione finale del citato studio comparativo... che riporta le conclusioni degli studi del prof. Michele Giugliano - incaricato di analizzare la caratterizzazione del flusso emissivo derivante dal termovalorizzatore, con particolare riferimento ai microinquinanti - e del prof. Roberto Fanelli, incaricato di valutare l'accumulo di inquinanti nell'ambiente esterno ricettore e negli organismi inferiori o superiori oggetto di impatto. Ha sottolineato come la discarica di Brissogne sia una discarica recente, quindi controllata; ciò vuol dire che tutti i rifiuti avviati sono sottoposti fin dall'inizio a controlli, a caratterizzazione e a certificazione di provenienza... Ha spiegato, infine, che particolare attenzione è stata posta sul potenziale inquinamento atmosferico causato dal termovalorizzatore, analizzando gli ipotetici flussi emissivi di polveri, ossidi di azoto e diossina e ha riferito che, dalle indagini effettuate, l'impatto determinato non comporta un incremento superiore all'1 percento dell'attuale fondo ambientale, precisando inoltre che sono stati utilizzati cautelativamente valori limite e non quelli effettivamente attesi.
Il prof. Cossu - che ha approfondito la tematica della bonifica dell'esistente discarica di Brissogne, con particolare attenzione agli aspetti di contenimento dell'impatto durante le operazioni di svuotamento e di selezione e a quelli di utilizzabilità energetica del materiale estratto per il termovalorizzatore - ha fatto presente che la discarica citata presenta di per sé potenziali elementi di rischio, quali la presenza di fanghi liquidi e di drenaggi che vanno inesorabilmente incontro ad un invecchiamento precoce...".
La Commissione ha proceduto successivamente anche all'audizione del Direttore generale, del Direttore tecnico e dei funzionari dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA). Il Direttore tecnico "ha riferito che l'ARPA ha esaminato in modo approfondito gli studi elaborati dagli esperti incaricati dall'Amministrazione regionale. Ha illustrato lo studio predisposto soffermandosi sullo scenario previsto dal Piano regionale e poi su quello alternativo... ha riferito che la valutazione di impatto elaborata dal prof. Giugliano con una particolare tecnica - denominata Lca - tiene conto degli impatti complessivi anche fuori dal territorio regionale, mentre l'ARPA ha predisposto una valutazione specifica degli impatti sul territorio regionale e nella zona circostante l'inceneritore in modo particolare per gli impatti collegati al rischio sulla salute, tenendo conto delle situazioni climatiche particolari della Regione. Ha illustrato i criteri adottati dall'ARPA nell'elaborazione dell'impatto sulla tossicità umana, nel confronto tra i due scenari, evidenziando che lo scenario del termovalorizzatore ha un impatto locale sulla tossicità umana maggiore rispetto all'impatto dello scenario del piano regionale dei rifiuti... Ha precisato che l'ARPA ha confrontato gli impatti attesi con la presenza del termovalorizzatore - relativamente alle deposizioni e all'accumulo al suolo degli inquinanti - con la situazione attuale dopo aver effettuato le misurazioni nel periodo novembre 2007-luglio 2008, e che in alcune zone (quartiere Dora, Saint-Christophe, Saint-Marcel e Quart) si è evidenziato un incremento delle deposizioni al suolo superiore al 5 percento...".
La Commissione ha quindi visitato, come vi avevo annunciato all'inizio, gli impianti di trattamento rifiuti di Pinerolo e di Arezzo. A conclusione dei lavori la Commissione ha voluto ulteriormente audire l'Assessore Zublena che "ha ricordato lo Studio di comparazione e gli studi di approfondimento illustrati alla Commissione in data 8 aprile e quelli realizzati dall'ARPA riguardo alle valutazioni di impatto ambientale. Ha fatto presente come il settore dei rifiuti, a livello internazionale, sia oggetto di continue ricerche scientifiche per scoprire tecnologie innovative volte alla valorizzazione energetica dei rifiuti e che tali tecnologie possono rappresentare possibili alternative ai 2 scenari oggetto della valutazione comparativa originaria, con particolare riferimento all'ipotesi di produzione del combustibile da rifiuto..." - il CDR, ma lo chiamerei CDRQ - "... di alta qualità del ciclo dei rifiuti. Ha riferito che è intenzione della Giunta regionale propendere per una valorizzazione energetica dei rifiuti e..." - soprattutto - "... di non procedere al momento alle operazioni di smantellamento della discarica controllata di Brissogne, in considerazione del fatto che l'azione di contenimento degli impatti connessi con la discarica stessa può essere attuata ricorrendo a tecniche di messa in sicurezza senza attivare un "landfill minino" con il conseguente avvio dei rifiuti estratti ad un impianto di termovalorizzazione. Si provvederà, inoltre, ad avviare la sperimentazione di tecnologie innovative per la produzione di un CDR di alta qualità... Si avvierà un piano di azioni volte alla riduzione e prevenzione nella produzione dei rifiuti e si proseguirà in azioni di informazione e sensibilizzazione dell'utenza...". Si comincerà, infine, la sperimentazione attraverso "... la realizzazione di un impianto tecnologicamente innovativo, al fine di differire i tempi oggi prevedibili di esaurimento della discarica di Brissogne".
Bene, colleghi, noi usciamo da questa settimana dalle elezioni per il rinnovo del nuovo Parlamento europeo; devo dire che nel Parlamento europeo uscente si è dibattuto lungamente sulla questione riguardante i rifiuti, tant'è che lo stesso ha adottato nel novembre 2008 l'ultima direttiva che gli Stati membri avranno l'obbligo di seguire per l'elaborazione dei piani futuri per la gestione dei rifiuti. La direttiva stabilisce misure volte a proteggere l'ambiente e la salute umana, prevedendo e riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell'uso delle risorse e migliorandone l'efficacia.
Vorrei sottolineare come all'articolo 4 di tale direttiva, che ha stabilito la gerarchia dei rifiuti, definendo l'ordine di priorità in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti, al primo posto vi sono le misure e le azioni per la prevenzione, cercando quindi di ridurre la produzione dei rifiuti; al secondo posto misure necessarie per promuovere il riutilizzo dei prodotti; al terzo punto misure intese all'aumento del riciclaggio, in modo particolare riciclaggio di alta qualità; al quarto punto il recupero di ogni altro tipo, in modo particolare attraverso il recupero energetico, quinto ed ultimo punto lo smaltimento in discarica, quindi questo è visto come l'ultima tappa di un ciclo completo. Queste sono le linee e le direttive emanate dall'Europa, anche se non possiamo non riconoscere come la legge regionale n. 31/2007 (Nuove disposizioni in materia di rifiuti), quindi la legge prima ancora delle direttive del 2008, avesse già anticipato in parte la gerarchia dei rifiuti così come definita dall'Europa.
L'adozione delle determinazioni presentate dall'Assessore Zublena e approvate dalla Giunta regionale per definire il nuovo sistema di trattamento dei rifiuti, in applicazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, prevista dalla legge n. 31/2007, sono (le vado ad elencare):
"- di propendere per una valorizzazione energetica dei rifiuti tenuto conto delle risultanze dello studio di comparazione;
- di non procedere al momento alle operazioni di smantellamento della discarica controllata di Brissogne in considerazione del fatto che l'azione di contenimento degli impatti connessi con la discarica stessa può essere attuata ricorrendo a tecniche di messa in sicurezza senza attivare un "landfill mining" con il conseguente avvio dei rifiuti estratti ad un impianto di termovalorizzazione;
- di avviare la sperimentazione di tecnologie innovative per la produzione di un combustibile di rifiuto di alta qualità da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che possano garantire un ulteriore contenimento dell'impatto ambientale su scala regionale;
- di potenziare le attività finalizzate a perseguire livelli importanti di raccolta differenziata anche volte a migliorare i quantitativi e soprattutto la qualità delle singole frazioni in accordo con le autorità di sotto-ambito;
- di avviare un piano di azioni volte alla riduzione e prevenzione nella produzione dei rifiuti;
- di proseguire in azioni di informazione e sensibilizzazione dell'utenza".
Non possiamo che prendere atto, cari colleghi, come queste nuove determinazioni siano coerenti e perfettamente in linea con le direttive comunitarie e che la delibera di Giunta approvata in data 29 maggio è stata assegnata, come è stato annunciato dall'Assessore questa mattina, alla III Commissione che ha già convocato per venerdì prossimo l'Assessore all'ambiente e territorio per l'audizione in merito. La Commissione quindi reputa quanto mai necessario avviare un confronto "per poter valutare dal punto di vista tecnico-funzionale l'efficacia e la reale potenzialità degli impianti e delle tecnologie innovative".
Vorrei ancora ricordare che successivamente all'approvazione dell'atto amministrativo da parte della Commissione, esso sarà iscritto in uno dei prossimi Consigli regionali e vi sarà quindi la possibilità di avviare una discussione e un confronto con tutti i colleghi per la condivisione o meno della nuova impostazione per la definizione del sistema di gestione dei rifiuti della nostra regione. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (VdAV-R) - Solo per una rapida considerazione di tipo politico, dato che, come annunciato, presenteremo una risoluzione sull'argomento in seguito.
Questa petizione è stata un fatto positivo: ben 3.200 persone hanno sottoscritto tale documento dimostrando che in certi casi la partecipazione dei cittadini è comunque attiva e indirettamente... anzi spesso direttamente condiziona il risultato.... la non costruzione dell'inceneritore è dovuto anzitutto a questa mobilitazione da parte dei cittadini, oltre evidentemente a ragioni tecniche che abbiamo già visto stamattina. Per questo c'è anche stata l'azione delle forze politiche come la nostra, che sin dall'inizio si sono dichiarate contrarie alla costruzione dell'inceneritore, che, come dicevamo stamattina, era assolutamente inadeguata alla realtà locale e che non aveva nessun senso né dal punto di vista economico, ambientale e in disaccordo con la visione della Valle d'Aosta che abbiamo. Siamo pertanto soddisfatti di questo cambiamento di rotta, permane un po' questo dubbio sulla discarica che soltanto temporaneamente, da quanto diceva anche il Presidente Comé, non verrà toccata; speriamo che questo non significhi un altro progetto in un secondo momento. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Apprendiamo con soddisfazione questa necessità e questa volontà che anche l'Assessore, a nome della Giunta, ha voluto dare di porre una riflessione su questi processi che vanno a determinare in un certo senso il nostro futuro. Come Popolo della Libertà sono anni che diciamo che non siamo ideologicamente né a favore, né contrari agli inceneritori: siamo a favore della salute, quindi, qualunque sia la decisione che andremo a prendere, dovrà tener conto di questo punto di riferimento. Amico Bertin, la salute non è di Destra, neanche di sinistra, si può prendere atto che alcune forze hanno maggiori sensibilità, però senza creare quelle divisioni che, a nostro avviso, su questi temi sono assolutamente dannosi. Ideologizzare politicamente la salute dei nostri figli lo trovo profondamente sbagliato. Quello che noi possiamo fare, se ci sentiamo ecologisti - e credo che questo non sia né di Destra, né di Sinistra, ma sia di Destra, di Sinistra, di Centro, per tutti quelli che hanno a cuore la bellezza delle proprie risorse naturali, la difesa del proprio patrimonio naturalistico, ma soprattutto la difesa della propria salute -, è confrontare le idee.
Sull'inceneritore ho sentito di tutto e di più: ne ho sentito parlare come lo strumento che faceva venire il cancro ai bambini e come lo strumento tecnologicamente più avanzato per affrontare nel modo moderno le conversioni dei rifiuti che noi stessi produciamo, questo non dobbiamo dimenticarlo: che noi stessi, tutti, produciamo... di Destra e di Sinistra. Credo che fosse sbagliata la posizione politica di essere a favore o contrari all'inceneritore, credo che noi dobbiamo essere a favore di una scelta di buon senso: quella che ci garantisce, che garantisce tutti quanti, la migliore possibile, perché qui la scienza non ce l'ha in tasca né la Destra, né la Sinistra, ma quella che garantisca a noi e ai nostri figli, al futuro della nostra Valle, la migliore scelta possibile per riconvertire i rifiuti che, ripeto, tutti noi produciamo! La Valle ha fatto una scelta in tempi non sospetti della raccolta differenziata, credo che quella fosse stata una scelta giusta. Ritengo che su questo terreno dobbiamo ancora lavorare moltissimo, anche se siamo fra le Regioni più avanzate in termini di scelta differenziata, vedo ancora molte storture - e anche qui non sono né di Destra, né di Sinistra -, vedo ancora molti cassonetti differenziati che vanno a finire in un unico contenitore e questo lo trovo profondamente sbagliato; credo che su questo possiamo fare ancora un grosso lavoro. Certo, se non riusciamo in questa regione a ridurre a monte la produzione dei rifiuti, ossia a lavorare sugli impacchettamenti, gli insacchettamenti, gli inscatolamenti di confezioni che hanno una semplice merendina, tre confezioni di plastica per proteggerla, noi faremo una battaglia persa. Sarà una fatica di Sisifo continuare a pensare come riciclare i rifiuti quando i rifiuti continuano ad essere prodotti. Ritengo che il primo pilastro della riflessione che è stata giustamente posta all'attenzione della Commissione e della maggioranza, ma credo del Consiglio tutto, sia quello di risolvere il problema a monte, ossia alla creazione di sistemi e processi che in questa regione evitino la produzione di rifiuti, credo che quella sia la nostra prima attenzione. Naturalmente poi c'è la raccolta differenziata e l'opportunità di occuparci di quello che è riciclabile e di quello che non lo è. Noi, come Popolo della Libertà, ribadiamo la nostra laica posizione a favore della salute dei cittadini, non siamo su questo ideologicamente predisposti, siamo disposti al confronto. L'ho detto anche ai rappresentanti del Comitato promotore di tali firme, cui va il merito di aver sollecitato un'ulteriore riflessione, che però mi permetto di dire già c'era in questo Consiglio, perché la decisione sull'inceneritore non era ancora stata presa, si sta riflettendo, si stava andando in giro per il mondo a capire come funzionava. Io voglio ringraziare i cittadini che hanno firmato con preoccupazione quella decisione, come se quella decisione fosse stata presa. Qui i giornali certamente avevano avuto un ruolo di comunicazione non secondario, ringrazio il loro interessamento e la loro sensibilità, ma credo che questo Consiglio stesse già lavorando in termini di approfondimento; perlomeno, per quanto ci riguarda, il nostro gruppo non aveva assolutamente deciso di essere a favore o contro l'inceneritore.
Terzo ed ultimo tema: abbiamo la problematica della discarica di Brissogne, è un problema, punto, questo lo sappiamo tutti, carotaggi non carotaggi; c'è da verificare se quella collina è smontabile, perché, se lo è, noi lo dobbiamo fare, perché non è accettabile di tenerci una collina che sta diventando più grande della montagna che c'è dietro, questo credo sia nel buon senso di tutti. Se al di là delle analisi che verranno fatte, dei carotaggi che auspichiamo vengano fatti più presto possibile, se la collina è smontabile a costi e a prezzi sostenibili e sopportabili, credo che questa comunità debba fare tutto il possibile, investire le risorse finanziarie che può per smontare, riciclare, recuperare quella zona della Valle alla sua precedente situazione. Se non si potrà fare, perché mancano i soldi, non è possibile, non è così pericolosa, perché non è probabile una situazione di mala sanità e di attacco alla salute, allora si potranno fare dei ragionamenti. Io però faccio un invito: usciamo dalle ideologie su tali questioni, entriamo sul pragmatismo delle scelte giuste per tutti noi, troviamoci con informazioni, io riconosco che c'è qualcuno che su questo tema in questo Consiglio ha approfondito il tema. Io nella precedente legislatura mi affidavo molto alla competenza di Venturella, che aveva studiato la questione e portava al Consiglio tutta una competenza che abbiamo avuto modo più volte di confrontare anche a 3.000 metri di altezza in montagna, una competenza che derivava dal fatto che lui conosceva cose che io ignorante non conoscevo. Su tale questione, permettetemi di dirlo, dobbiamo rifiutare l'ideologizzazione Destra-Sinistra: questo è un tema che riguarda tutti noi e su questo quello che possiamo fare è mettere a disposizione le conoscenze, le culture e le informazioni che abbiamo a disposizione per fare una scelta giusta per tutti noi. Prego solo gli interlocutori... ho visto che il Comitato rifiuti zero è stato in questa fase disponibile con tutte le forze politiche e gli va dato merito di aver risollevato la questione... ripeto: il Consiglio se ne stava occupando, decisioni sull'inceneritore non erano state prese, almeno a nostro avviso noi espressioni non ne avevamo date proprio perché non ci sentiamo con la verità in tasca su questo tema -, rifuggiamo dall'ideologizzazione politica su questi temi e allora credo che la comunità valdostana avrà da questo Consiglio una dimostrazione di capacità.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Care colleghe e cari colleghi, credo che in questa fase vada dato merito a tutti gli attori che si sono occupati della questione di aver dimostrato che, con un metodo diverso di lavoro, si possa dare un minimo di credibilità alla politica, si possa dimostrare da una parte e dall'altra che ha un senso la discussione quando non ci si "chiude a riccio" sulle proprie posizioni, ma ci si confronta con gli altri con la voglia di imparare qualcosa, con la voglia di ascoltarsi reciprocamente. Va dato atto ai cittadini di aver voluto partecipare alla discussione di una questione che li riguarda, va dato atto ai cittadini di essere stati in grado di organizzarsi, di formare comitati: sono cose apprezzabili che danno lustro alla democrazia e bisogna ringraziare anche le istituzioni che ascoltano questi cittadini, che li incontrano. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo sollecitato questo metodo di lavoro e quindi più che limitarsi a dire: "superiamo le barriere ideologiche", è importante che si costruisca il metodo di lavoro e ci si confronti su dati, su elementi concreti. Condivido molto quello che è stato detto in quest'aula oggi. Certamente se noi ragioniamo su una questione che, intendiamoci, è una questione che si affronta anche essa a livello europeo, non è una questione nostra, locale: è un tema all'ordine del giorno in Europa e all'ordine del giorno in Italia con situazioni davvero difficili in molte realtà del nostro Paese... ecco, se noi ci limitiamo a guardare tale problema quando esso si trova a valle, come diceva poc'anzi il collega, è chiaro, noi vediamo un mucchio di "mondezza", un mucchio di rifiuti e diciamo: come facciamo sparire questa cosa? Credo sia assai difficile trovare la soluzione corretta a tale problema. Come peraltro la Valle d'Aosta e molte nostre realtà locali hanno già cominciato a fare, diventa sempre più evidente la necessità di lavorare a monte, quindi sulla riduzione della produzione del rifiuto. Devo dire che noi qui potremmo essere davvero luogo di sperimentazioni interessanti: immagino cose che si stanno tentando in alcuni rifugi alpini, perché proprio situati in zone particolarmente delicate, ma proprio in questi luoghi dovremmo tentare sperimentazioni che vadano nell'indirizzo di ridurre il più possibile la produzione del rifiuto e che servano come luoghi sperimentali per poi essere estesi a tutti i cittadini, che se ne appropriano via via anche loro.
Riduzione dei rifiuti, differenziazione della raccolta: è chiaro che la differenziazione della raccolta è un processo culturale complesso, ma guardate che c'è una grande risposta delle nuove generazioni, lo sa l'Assessore che avrà probabilmente incontrato anche istituzioni scolastiche, lo sanno gli Assessori la risposta che viene dalle nuove generazioni rispetto a queste problematiche; certo che poi questa raccolta differenziata deve tradursi in un fatto concreto. Abbiamo appreso come uno sforzo enorme e anche costoso di raccolta differenziata può essere vanificato se poi tutto quello che si è differenziato viene riammucchiato insieme perché ci sono o degli errori materiali nella raccolta, o semplicemente non si sa che cosa farne del prodotto differenziato. Dobbiamo quindi lavorare per perfezionare uno sforzo che comincia ad esserci, ma se quello sforzo il cittadino non lo vede trasformato in qualcosa di concreto e reale, dice: "ma perché mi sforzo di differenziare se poi giù nella discarica rimettono tutti i pezzi assieme?", non è proprio così, ma c'è questo rischio. Mi piace molto l'impostazione dell'atteggiamento premiante, ossia bisogna premiare il cittadino che è virtuoso e quindi in qualche modo ridurre la tassazione per il cittadino virtuoso, che quindi si sente premiato della sua virtuosità in questo senso. Non bisogna poi rinunciare a fare quelle cose che sono le cose più difficili, ma che devo dire nel bistrattato capoluogo cittadino sono state tentate anche con molta caparbietà: la raccolta dell'umido, per esempio, che è sicuramente uno degli elementi che fa la differenza, che segna la differenza nella raccolta differenziata, perché probabilmente è uno degli elementi più difficili, ma allo stesso tempo quello che dà più risultati se viene adoperato correttamente, perché consente di fare compostaggio da una parte e dall'altra consente di avere il rifiuto di qualità: quello di cui abbiamo sentito parlare qui prima, ossia consente di arrivare ad un CDR di qualità. Sappiamo poi che al termine di questi percorsi vi è il riciclaggio, il riutilizzo e qui arrivo alla questione di oggi: in particolare alla fine può esserci anche un recupero energetico, una valorizzazione energetica. Questa è, secondo me, la questione che rimane e che è molto delicata e bisogna avere il coraggio però di dire ai cittadini cos'è il recupero energetico, la valorizzazione energetica, ossia si tratta di passare alla combustione del CDR di qualità, questo è tradotto per i cittadini... non è che gli raccontiamo... valorizzazione energetica... sì, brucia, è questo il succo di tale percorso...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... però, Presidente, semplicemente traduciamo, perché qualcuno potrebbe non avere gli stessi nostri strumenti. Con questo non è scandaloso che si arrivi... se tutto questo percorso è costruito in modo virtuoso, tutte le tappe sono percorse a monte e non prese a valle, non "aggredendo" il mucchio di rifiuti per mettersi all'ultimo minuto a differenziare e quant'altro, perché lì diventa costosissimo fare quella operazione, è lì che ci sono dei costi enormi, è lì che abbiamo montagne di rifiuti di cui non veniamo a capo. Se andiamo a ridurre normalmente la quantità di rifiuto che arriva e abbiamo un combustibile di qualità, è chiaro che si può riprendere in mano la questione e affrontarla in modo profondamente diverso da come eravamo partiti. Credo che se all'inizio di un percorso c'era un'immagine che era di un certo tipo, oggi arriviamo ad una visione che, a mio parere, è profondamente diversa e vale la pena di continuare su questa strada.
Ancora una battuta: certamente non dovremmo dimenticarci della cosiddetta questione della "montagna di rifiuti", che è stata forse all'origine di una partenza affrettata su tale tema del termovalorizzatore o inceneritore. La sanità... si diceva: "non si può usare la questione della salute pubblica per fare dei ragionamenti ideologici nei confronti dell'inceneritore"; chiunque di noi anche in questo Consiglio sa che, fuori da discorsi ideologici, la salute pubblica è sempre il punto di partenza di ogni ragionamento, tant'è che poi parlando della discarica sfugge ad un oratore che bisogna tener conto anche della salute dei cittadini rispetto alla discarica, quindi poi tutti passiamo a parlare di sanità, l'importante è che lo depuriamo dal fattore ideologico, ma in un caso o nell'altro viene tirata in ballo sempre la salute del cittadino.
Rispetto ai dati che ci arrivano, almeno quelli che abbiamo fino ad oggi, sappiamo che dovremo tener conto dei costi di operazioni fatte su quella discarica, sapendo che la società che la gestisce continua a ribadire che non crea ad oggi problemi di sicurezza. Ci sono problemi di bonifica, ma la parola "bonifica" anche qui è una parola che può avere tantissimi significati: può significare lo smontaggio della discarica, oppure può significare lasciarla in quelle condizioni, ma naturalmente intervenendo con altri tipi di misure, anche qui la parola "bonifica" può significare di tutto e di più. Anche qui bisognerà vedere dei conti, bisognerà vedere delle cifre e credo che, se si continuerà con questo tipo di rapporto, si potrà fare molta strada nell'interesse dei cittadini valdostani, sapendo che comunque c'è la necessità di arrivare ad un piano definito in tempi anche relativamente brevi, perché effettivamente c'è una pressione temporale rispetto alle scelte da fare. Non è quindi che possiamo continuare a girare intorno a questo problema, è un problema che ad un certo punto dovrà vedere una proposta concreta e sono sicuro che continuando su questa strada sarà la più condivisa possibile dai cittadini.
Presidente - Se nessun altro intende prendere la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena.
Zublena (UV) - Un breve...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... ma non c'è proponente...
Presidente - ... ho chiesto se qualcuno voleva intervenire, se nessun Consigliere vuole intervenire, non posso obbligare nessuno ad intervenire e alla fine devo chiudere la discussione generale, il Regolamento prevede questo. Vi è poi una risoluzione e quindi c'è tutto il tempo per intervenire, perché adesso siamo in tema di discussione generale sulla petizione collegata alla risoluzione, quindi...
Zublena (UV) - ... posso parlare?
Presidente - La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena.
Zublena (UV) - Grazie, Presidente. Il mio intervento non era per ritornare su aspetti tecnici, che sono stati da parte della maggioranza e da me in Commissione consiliare descritti e illustrati, così come poi ripresi dalla Giunta regionale e peraltro ampiamente e dettagliatamente illustrati nella relazione del Presidente della III Commissione che voglio ringraziare per la conduzione dei lavori su questo tema. Lavori che hanno voluto dare un ampio spazio al dibattito, con un coinvolgimento di tutti e tanti soggetti che sono portatori di idee, di punti di vista, di posizioni e di interessi su tale argomento, questo proprio nell'ottica di favorire al massimo il confronto. Da tale punto di vista, ossia metodologico di lavoro, credo che questa Giunta abbia voluto intraprendere con una certa chiarezza e decisione un metodo di coinvolgimento, di confronto e di dibattito. Voglio ricordare come già da qualche mese è operativo anche l'Osservatorio regionale sui rifiuti, che la Giunta ha recentemente approvato, il quale è una delle sedi più interessanti e principali dove tutti questi temi possono essere analizzati e dibattuti da diversi portatori di interessi: ci sono infatti anche rappresentanti dei consumatori, le imprese, le amministrazioni, non solo regionale, ma anche quelle locali, che sono direttamente coinvolte nella gestione dei rifiuti. Credo sia corretto e giusto che l'approccio ad un problema così complesso che, come è stato ricordato dal collega Lattanzi, non individua univocamente una scelta, altrimenti non ci sarebbe nessun dibattito, cerchi di formulare una decisione attraverso ampi approfondimenti, proprio privilegiando delle valutazioni di tipo tecnico, delle misurazioni, degli approfondimenti che devono costituire la base essenziale, imprescindibile su cui fondare la scelta politica, tralasciando assolutamente approcci di tipo ideologico, ma soprattutto preconcetti. Penso che stiamo conducendo un percorso all'insegna della partecipazione e soprattutto della trasparenza, una trasparenza e una chiarezza certamente nei termini e nel linguaggio, nel messaggio e, da questo punto di vista, il testo della delibera che la Giunta ha approvato mi sembra vada in tale direzione; si possono poi declinare le singole fasi, ma mi sembra che con una certa chiarezza si sia descritto un percorso.
I temi evocati della salute pubblica e non solo - ricordo anche un'adeguata tutela dell'ambiente: la salute pubblica passa anche attraverso la salute dell'ambiente - evidentemente devono condurre, e stanno conducendo, a una scelta in merito a questo tema così complesso e articolato, consapevoli però che siamo di fronte a delle scelte su tecnologie e impianti veramente complessi, che non possiamo illuderci che abbiano impatto zero sull'ambiente. Si va nella direzione di impianti e di tecnologie che dovranno essere individuate fra quelle che minimizzano e riducono gli impatti sull'ambiente e sulla salute umana.
Detto questo, rimando per altre considerazioni alla discussione sulla risoluzione e soprattutto alla discussione che avremo, sempre in questa Assemblea, sull'atto della Giunta su cui siamo chiamati ad esprimerci ed eventualmente ad aggiungere degli aspetti nella direzione della trasparenza e del chiarimento.
Presidente - Ci sono altri interventi? Se non ce ne sono, passiamo all'esame della risoluzione presentata dal gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau.
La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (VdAV-R) - Vista la petizione presentata da ben 3.200 cittadini e appresa anche l'intenzione della Giunta di abbandonare il progetto riguardante la costruzione dell'inceneritore e a quanto pare - almeno momentaneamente - quello di incenerire la discarica, considerato appunto che su alcuni passaggi esistono ancora diverse incognite, ad esempio sulla parte riguardante la costruzione di un centro per il compostaggio o il sistema di pre-trattamento dei rifiuti e anche quello che riguarda lo smaltimento della frazione che rimane dopo il trattamento, non si è ancora definito chiaramente quali saranno le scelte finali, l'intenzione è quella di impegnare il Governo regionale affinché si utilizzino tecnologie veramente innovative ed effettivamente in grado di tutelare l'ambiente e che non comportino gli aggravi di emissioni di CO2 e di altri inquinanti in atmosfera, oltre che auspicare che si prenda in considerazione il fatto di attuare pienamente le normative europee attraverso: la riduzione dei rifiuti a monte, come si diceva prima, con il coinvolgimento della popolazione (altrimenti queste politiche sono inevitabilmente destinate al fallimento); soprattutto il raggiungimento di livelli elevati di raccolta differenziata, creando un sistema virtuoso: dalla tassa alla tariffa, premiando chi ha dei comportamenti che vanno nella direzione di una maggiore sensibilità ambientale; la raccolta dell'umido nella città di Aosta e lo sviluppo del compostaggio domestico nella parte rurale della regione. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena.
Zublena (UV) - Grazie, Presidente. Ho letto la risoluzione, ma devo dire che sui contenuti non posso che compiacermi, perché questi sembrano copiati dalla delibera di Giunta. In particolare, nel primo punto degli impegni si chiede di impegnare il Governo regionale e il Presidente della Regione "ad operare affinché si utilizzino tecnologie innovative in grado di tutelare effettivamente l'ambiente e che non comportino un aggravio delle emissioni di CO2 e di altri agenti inquinanti...". Ebbene, questo punto è già contenuto nel deliberato della delibera n. 1500 del 29 maggio scorso ed è il punto n. 2 del deliberato, quindi è già contemplato.
Per quanto riguarda i punti degli auspici, tra cui un piano di riduzione dei rifiuti, siamo assolutamente convinti che debba essere redatto un piano di azioni concrete, volte ad una prevenzione nella produzione dei rifiuti e questo è già contenuto nel deliberato della citata delibera, così come il punto dove si parla di livelli elevati di differenziata: nella delibera noi parliamo di livelli importanti di raccolta differenziata, credo che non si debba sottilizzare sull'aggettivo perché l'intenzione è la stessa. Per quanto riguarda l'incentivazione della raccolta dell'umido e del compostaggio domestico, con una delibera della Giunta già adottata il 5 dicembre 2008, la n. 3586, si è attuato questa parte che avete auspicato, ossia di incentivare la realizzazione del compostaggio domestico, tant'è che in questa delibera, che si intitola: "Approvazione degli ulteriori criteri per individuare le componenti di costo della tariffa di riferimento per la gestione dei rifiuti urbani", si prevede che nel passaggio a tariffa le autorità di sub-ATO, ossia le comunità montane, potranno introdurre un incentivo che va sino al 50 percento della quota variabile della tariffa per chi effettua il compostaggio. Alla luce di queste considerazioni, pur comprendendo la volontà di affermare alcuni principi, vi chiederei, se possibile, di ritirare la risoluzione, perché è un po' superata dalla delibera di Giunta, che a breve discuteremo in questa Assemblea.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Qualche piccola considerazione ulteriore che viene anche a supportare il fatto che non sia poi del tutto superata e peregrina un'idea che il Consiglio manifesti già fin d'ora un suo orientamento, pur in attesa di esaminare il deliberato della Giunta regionale. A noi preme che una petizione di 3.200 cittadini intanto non esca da questo Consiglio con una presa d'atto, se non c'è una nostra parola né di adesione, né di reiezione dei contenuti, si esce da questo Consiglio con una semplice presa d'atto che il Presidente Lanièce annuncerebbe fra qualche minuto e non credo vi sia da prendere atto del fatto che ci sono 3.200 cittadini che hanno ritenuto utile che la questione fosse affrontata approfonditamente dalle istituzioni regionali. Come già è avvenuto anche per le vicende che riguardano l'aeroporto, ma come credo sempre più in futuro avverrà per qualsiasi questione che ha un grande impatto sociale, un grande impatto sulle comunità interessate, le semplici decisioni amministrative non bastano più, occorre spiegarle, condividerle, dare piena trasparenza a tutto il procedimento che le riguarda ed è qui che è ancora deficitaria la nostra Regione ed è qui che sono ancora deficitarie le nostre istituzioni comunali, perché dappertutto riscontriamo come, a fronte dell'esigenza di prendere decisioni di grande portata, abbiamo sempre più il rischio che tutto venga consegnato nelle mani dei tecnici, sui quali qualche volta la componente politica può buttare l'occhio, spesso le progettazioni, spesso progetti decisionali interi vanno avanti senza che vi sia l'adeguata attenzione; questo avviene nel cambio di maggioranze, questo avviene nel cambio di amministratori, questo avviene spesso nella distrazione o nella mancanza di sensibilità su grandi partite. Non credo sia casuale che ci siamo trovati poco più di un mese fa di fronte ad una retromarcia così evidente: se tale discussione fosse avvenuta in quest'aula due mesi fa, Presidente Comé, lei non avrebbe tenuto la stessa relazione, lei avrebbe sicuramente messo in dubbio - come era stato messo fortemente in dubbio durante l'audizione del Comitato rifiuti zero - la legittimità o, meglio, la fondatezza di determinate argomentazioni. I colleghi che erano presenti avevano in larga misura fondato le loro convinzioni: parlo di colleghi di altre forze rispetto alla nostra, che è sempre stata risolutamente schierata per una revisione di questa decisione dell'incenerimento della discarica e di non realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione per come era stato immaginato, c'è stato un cambiamento di rotta, è stato deciso al vertice della Giunta regionale e dall'Assessore competente, è stato comunicato in corso d'opera, ma a questo cambiamento di rotta non possiamo dire che sia estraneo o soltanto incidentale il fatto che la cittadinanza si sia mossa, che vi sia stata una sensibilità nuova intorno a queste problematiche, sulle quali molti sono venuti ad interrogarsi. Devo dire anche con molto piacere ho visto giovani e persone esperte che si sono civicamente impegnati, non ideologicamente come è stato detto e non sulla base di un "a priori", di un partito preso, ma si sono seriamente attivati per prospettare scenari nuovi e soluzioni diverse. Credo che a loro con una parola il Consiglio regionale deve rendere merito di questo loro impegno e di questa loro azione.
Vi è poi un secondo aspetto che credo dimostri l'interesse di una parola di questo Consiglio, anche prima che si venga a discutere poi della deliberazione proposta dalla Giunta regionale: mi riferisco al fatto che sulle ipotesi alternative, ma lo ha già detto anche l'Assessore, sono in corso ampi approfondimenti, non c'è nessuna blindatura, "non c'è..." - aggiunge l'Assessore - "... nessun impatto zero", quindi si tratta di minimizzare. Naturalmente siamo consapevoli che non esiste una soluzione magica e miracolosa e penso che di questo siano ormai coscienti tutti, ma che vi siano varie soluzioni e che ve ne siano di migliori e di meno opportune per la nostra realtà credo che dobbiamo esserne tutti consapevoli e lo dobbiamo anche scrivere. Perché? Perché non vorrei che il fatto di avere semplicemente messo in circuito l'operazione di valorizzazione... adesso non si parla più di termovalorizzazione, ma di un utilizzo di combustibili con tecnologie innovative... ecco non vorrei che vi fosse semplicemente un rivolgimento che mette in connessione questo smaltimento del rifiuto semplicemente con il teleriscaldamento. Ora, non è perché utilizziamo per il teleriscaldamento questi rifiuti che automaticamente facciamo un'operazione più virtuosa, noi vogliamo andare a fondo in queste cose, vogliamo dire a questi 3.200 cittadini valdostani che ce lo chiedono che, prima di prendere un'altra decisione - qualunque sia -, noi andremo fino in fondo.
Del fatto poi che le direttrici di questa risoluzione vadano in parallelo, almeno a grandi linee, con quanto la Giunta regionale ha affermato nella sua proposta di delibera non possiamo che rallegrarcene, però credo che le premesse abbiano tutta la loro importanza e siano doverose come momento di interlocuzione con dei soggetti che si sono attivati, hanno passato giornate sotto la pioggia a raccogliere firme di nostri concittadini, hanno studiato, sono venuti a discutere con noi, hanno dato un apporto qualitativamente notevole ad una crescita di democrazia partecipativa. Per noi questo va sottolineato, per noi questo merita dieci righe di risposta. Sono risposte che, da quanto sento dall'Assessore, non sono in contrasto, in conflitto con la visione che ha affermato la Giunta e questo ci fa magari anche ben sperare, ma le nostre speranze sono delle speranze soggette a verifica, ad accertamento, che si individui effettivamente la modalità di trattamento più opportuna. Abbiamo sentito a lungo parlare in Commissione del trattamento meccanico biologico, non sappiamo se e in che misura anche questa soluzione verrà presa in conto, noi vorremmo che tutto il sistema di smaltimento sia soggetto ad un'attentissima analisi. Insistiamo quindi affinché questa risoluzione sia accolta, chiediamo con forza ai colleghi di essere su tale punto uniti alla nostra opinione, perché la riteniamo un'interlocuzione giusta, doverosa nei confronti di chi ha contribuito, in questo caso possiamo sì dirlo, in modo decisivo al cambiamento di rotta che è stato apportato. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Prendo atto che l'invito fatto nel mio intervento precedente - che poi era stato anche raccolto dai colleghi del Partito Democratico devo dire con grande onestà politica, ma anche dall'Assessore, quindi dalla Giunta stessa - di affrontare questa tematica scevri dall'ideologia e dalla voglia irrefrenabile di mettere il marchietto - aggiungo del Galletto - su questa operazione non ha avuto successo, me ne dispiaccio, prof. Louvin, perché credo che i 3.200 cittadini che hanno sollecitato il Consiglio su questo tema di tutto abbiano bisogno meno che il Galletto voglia fare il protagonista! Penso che loro abbiano un obiettivo diverso, che non è solo dei 3.200 cittadini che hanno raccolto le firme, a cui va il merito di aver avvalorato e dato il loro contributo a questo dibattito, ma anche delle tante famiglie che sono preoccupate, che hanno voglia di avere delle risposte su tale tema, che hanno le preoccupazioni che tutti noi condividiamo ed esprimiamo. Credo che di tutto abbiano bisogno meno che dell'ideologia del marchietto... fra l'altro, a campagna elettorale chiusa, quindi se questo aveva un senso prima, dopo le parole dette in quest'aula qualche minuto fa veramente suona male.
Dalle cinque firme che vedo su questa risoluzione... casualmente solo le vostre... l'invito al ritiro dell'Assessore non può che essere condiviso: ritirate questo documento per onestà intellettuale! Mi appello al vostro buon senso politico, perché l'obiettivo dei 3.200 cittadini di sensibilizzare ulteriormente... ripeto: ulteriormente, perché non sarebbe dignitoso dare a questi 3.200 cittadini l'esclusivo merito della preoccupazione e dell'approfondimento, perché, mi consentirà il collega Louvin, qui c'è gente che da anni si sta occupando di questa cosa, che, eletta dai cittadini, più di quei 3.200, da migliaia di cittadini, ha voluto preoccuparsi di tale tema, ha voluto approfondirlo tecnicamente, ha voluto impegnarsi scientificamente su di esso, non ideologicamente e con le diverse sensibilità ha voluto affrontare il problema! Credo quindi che voi cinque non facciate un regalo a questi 3.200 cittadini, ma che voi facciate loro un torto, "appropriandovi" di quei 3.200 cittadini voi fate un torto alla causa per la quale noi tutti ci stiamo battendo! Io vi invito a ritirare la risoluzione per onestà intellettuale e per correttezza politica se credete che quest'aula sia realmente onestamente convinta di questo tema, come anche il collega Donzel ha appena espresso... della volontà di quest'aula di approfondire questo tema scevri dai condizionamenti politici, altrimenti farete la figura di quelli che tentano di mettere il loro marchietto a tutti i costi: brutta cosa! Ritirate questo documento, fateci una cortesia e date a tale tema la dignità che merita!
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Non darò consigli, mi limiterò a dire qual è la posizione del Partito Democratico rispetto a questo voto. Dopo aver fatto l'elogio del metodo della concertazione, del parlarci tutti assieme, è abbastanza antipatico ricevere una risoluzione che non sia frutto di un lavoro di Commissione. Ci siamo confrontati, come capita, anche duramente in campagna elettorale con il Consigliere Comé che ha presieduto la Commissione, ma su questo tema devo riconoscergli che ha dato ampio ascolto a tutte le forze, ha permesso alla Commissione di lavorare, di sentire, di rimettersi in viaggio, di rivisitare luoghi e situazioni; quindi, al di là delle diverse opinioni politiche, va dato atto che c'era la volontà di approfondire il tema. Pensavo che i 3.200 cittadini fossero cittadini, non fossero militanti di nessuna forza politica, per questo ognuno con le sue capacità ha cercato di ascoltare la loro voce. Penso che sia riduttivo dei lavori dei Commissari, che sono andati in Commissione, che hanno fatto uno sforzo di mediazione, eccetera, arrivare adesso con un documento che mette in discussione il lavoro fatto - anche in modo oscuro - da alcuni Commissari. Oggi è dato a me il privilegio di parlare qui, a nome del Partito Democratico, ma le persone che di questo partito hanno lavorato con intensità, hanno scritto sul nostro giornale non sono qui in quest'aula. Se parlo, parlo con competenze che altri mi hanno fornito con i loro resoconti, eccetera, con dibattiti che noi abbiamo fatto all'interno del partito, di cui ringrazio tutti per la collaborazione. Non sono un esperto di tali questioni, sono un politico e quindi mi dispiace che tutto questo lavoro effettuato da tali persone venga sminuito, per cui, rispetto a questo documento, noi ci asterremo ma - ripeto - le cose che vi sono contenute sono esattamente le cose che pensiamo anche noi. La lotta per la riduzione delle emissioni di CO2 non è proprietà di nessuno, in particolare vorrei ricordare lo straordinario sforzo che sta facendo Al Gore, del Partito Democratico americano, per fare una battaglia mondiale su queste tematiche. Questa cosa è quindi un patrimonio comune ed è giusto che tale rimanga e che si continui a lavorare in tale direzione.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Solo per fare alcune riflessioni a seguito dell'intervento del collega Louvin. Devo dire che avevo apprezzato fortemente gli interventi dei colleghi nella discussione generale. Avevano tutti sostenuto che su una questione così importante bisognava staccarsi dalla posizione ideologica, prendere una posizione laica, era stato sottolineato, mentre vedo che la risoluzione, come è stato illustrato dall'Assessore, è una ricopiatura della posizione dell'atto di Giunta. Fra l'altro, vorrei solo ricordare che fa parte della stessa Commissione un componente del vostro gruppo, il quale ha sottoscritto, votato la relazione che è stata poi presentata in Consiglio. Vorrei sottolineare anche una dichiarazione fatta dal Consigliere Louvin: "certamente una petizione di 3.200 persone avrebbe necessità di non concludersi con una presa d'atto", mi pare che sia quasi 20 anni che è qui, di petizioni ne ha discusse e devo dire che sono state quasi tutte concluse con delle prese d'atto, tranne forse qualche piccola particolarità e qualche rarità. Dice poi che la posizione del Presidente della III Commissione sarebbe stata diversa, che ha avuto un cambiamento di rotta: beh, ritengo che il fatto di poter eventualmente modificare alcune posizioni sia un segno di grande intelligenza; ho visto delle persone negli ultimi anni che hanno fatto dei cambiamenti di rotta pesanti dal punto di vista politico, eppure nessuno ha gridato allo scandalo su tale questione! Se vi fosse da parte vostra la volontà di ritirare questa risoluzione, effettivamente potreste dare un grosso contributo a tutta la comunità, perché qui c'è la volontà di portare avanti una questione delicata che sta a cuore a tutti e per il bene della Valle d'Aosta vogliamo portarla avanti insieme e non attraverso delle piccole prese di posizione singole.
Presidente - La parola al Consigliere Prola.
Prola (UV) - Solo per testimoniare il lavoro che abbiamo fatto in III Commissione nell'esaminare questa petizione, che arriva in Consiglio dopo essere stata sviscerata per due mesi al suo interno; ritengo offensivo banalizzare il lavoro della Commissione dicendo: "il Consiglio prende semplicemente atto". Sia a livello di Commissione, sia a livello di maggioranza, sia come Esecutivo noi abbiamo discusso di questo problema e i risultati si vedono chiaramente con l'atto amministrativo che la Giunta ha deliberato con una serie di indirizzi che seguono esclusivamente la direttiva comunitaria; assolutamente non siamo usciti fuori dai binari degli indirizzi della comunità, quindi assolutamente il fatto di essere una presa d'atto o una piccola decisione... che i 3.200 cittadini devono ricevere una risposta.... ma la risposta che ricevono i 3.200 cittadini è contenuta nell'atto amministrativo che la Giunta ha deliberato, assolutamente! Mi sembra quindi quasi una presa in giro sentire un teatrino di questo genere all'interno del Consiglio, dove si dice: "semplicemente una presa d'atto", ma scherziamo! Coscientemente e responsabilmente i Commissari della III Commissione hanno discusso di tutto questo aspetto, si sono confrontati e hanno deliberato all'unanimità tale tipo di atto, condividendo la posizione della Giunta. Mi pare quindi di sottolineare che bisogna evitare, come diceva il Consigliere Lattanzi, di mettere i marchietti, o le stelle al merito su un problema che è condiviso da tutti, su un problema che dovrebbe essere al di sopra di tutti.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - I colleghi hanno già ampiamente illustrato qual è stato il lavoro della Commissione competente nel merito della petizione a suo tempo presentata. Oggi nella discussione è emerso a complemento l'indirizzo che da parte dell'Amministrazione regionale nel frattempo è stato elaborato per giungere ad alcune direttive. Questo fatto non può e non deve essere letto come conseguenza di un atteggiamento correttissimo di una petizione che si inserisce in un discorso altrettanto chiaro; questo è l'errore con cui si vuole assolutamente cercare di evidenziare un aspetto, che è sicuramente valido: il fatto di impegnarsi per raggiungere un obiettivo, per discutere di un programma e necessariamente vedere una soluzione prospettata come la conseguenza di... Se è sbagliato il pensare che una petizione sia in qualche modo sottovalutata... perché così non è stato ma, sotto questo profilo, condivido soprattutto l'osservazione di chi ha detto che le famiglie, le persone coinvolte, interessate al discorso dei rifiuti non sono solo le 3.200 che hanno firmato, ma tutte le famiglie di questa Valle e non solo. Sotto questo profilo, quando avevamo presentato nel programma di legislatura una soluzione da dare al problema dei rifiuti, si era voluto a tutti i costi da parte di qualcuno leggere: "lì c'è scritto...", quello che non c'era scritto...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... no, non è stato detto. Basta rileggere i verbali. Il problema di fondo è che, sotto questo profilo, noi durante questo periodo abbiamo tenuto nella massima considerazione il lavoro svolto fino a ieri, il lavoro svolto nell'ambito dell'approfondimento dell'analisi e quello che è stato fatto nella discarica esistente, l'analisi fatta delle procedure e la Commissione competente ha fatto tutta una serie di sopralluoghi per evidenziare le strutture, le possibilità, le tecniche che possono favorire una soluzione adeguata. La proposta che è stata presentata è la risposta, questa risoluzione non è la risposta ai cittadini, perché questa risoluzione va ad impegnare... dove sbaglia è dove va ad impegnare il Consiglio regionale su delle situazioni che sono già state, come è stato detto, non solo sviluppate, ma ampiamente sviluppate, dette e sottoscritte. Il volere allora oggi dire che si conclude il lavoro della Commissione e si dà esito alla petizione solo se si approva questo... è un falso, perché non si aggiunge nulla e non si toglie nulla alla petizione che ha avuto sicuramente il suo pregio, che è stata considerata come un punto di riferimento nel dibattito che c'è stato in questo periodo. Le soluzioni di cui è inutile che anticipiamo adesso la discussione che faremo a breve nell'esaminare la proposta al Consiglio nel merito... credo che di fondo oggi questa risoluzione non possa essere votata, ma non perché non vi sia una considerazione di quello che viene detto, ma - lo ribadiamo - perché quello che viene detto è già stato fatto. Il fatto di ribadirlo allora mi sembra una situazione che assolutamente non è ipotizzabile e le altre considerazioni che sono state fatte dai colleghi le sottoscriviamo, quindi mi sembra che, se si insiste sulla votazione, noi ci asterremo dal votare questa risoluzione per le ragioni che abbiamo detto, con tutto il rispetto per chi ha raccolto le firme, con tutto il rispetto per chi vorrà fare ulteriori dibattiti come se ne faranno sul tema dello smaltimento dei rifiuti e per tutto quello che sarà l'approfondimento che nel frattempo tecnicamente verrà fatto. È evidente che c'è la possibilità di avere un'attenzione molto particolare ai lati tecnici... però le scelte poi sono politiche e queste sono scelte politiche che sono state fatte. Mi dispiace per qualcuno, che ha sempre la voglia di evidenziare degli aspetti negativi o comunque di evidenziare la non sensibilità nei confronti di... quando c'è invece da prenderne atto, si va a cercare di trovare un qualcosa per evidenziare quello che non è evidenziabile, perché c'è già. È stato letto e scritto, c'è già su documenti ufficiali, quindi il ripeterlo mi sembra un esercizio poco probante dell'intelligenza che viene riconosciuta a chi partecipa a questo Consiglio.
Presidente - Qualche altro intervento? Se nessun altro vuole intervenire, chiudo la discussione generale.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Molto brevemente, perché non abbiamo nessuna intenzione di polemizzare, ma abbiamo evidentemente diverse sensibilità e diversi apprezzamenti. Qui abbiamo ricevuto lezioni di onestà intellettuale, di intelligenza, di serietà, ma credo che una volta di più permettersi di dire la nostra e di chiedere al Consiglio di esplicitare determinate posizioni non debba essere sempre e costantemente indicato come la pellagra o come una delle peggiori malattie che si possono contrarre. Noi abbiamo semplicemente desiderato fare delle sottolineature perché ci dà anche un po' fastidio ogni tanto che si abbia l'impressione poi di essere tutti d'accordo fino in fondo, che vi sia un atto di fede. Noi avremmo anche un nostro dovere di opposizione - scusate se ci permettiamo ogni tanto di assolverlo - che è quello di tenere aperti degli spazi di discussione e di approfondimento, che in parte sono già stati indicati onestamente dall'Assessore Zublena nel suo intervento, ho apprezzato la sua onestà nel dire che c'erano ancora e ci sono dei margini di approfondimento e di definizione tecnica. Ci siamo permessi, colleghi, cosa volete... abbiamo questa sfrontatezza di "mettere nero su bianco" l'idea che si debba ancora puntare a dare perfezionamento alle decisioni che sono in corso su questa materia. A noi dà fastidio che vi sia questa idea, che c'è un occhio del falco che guarda più lontano di tutti, che ha già capito e già intravisto, quando ci siamo misurati in una campagna elettorale dicendo cose diverse su queste cose e non è un secolo fa, è un anno fa, su queste cose...
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
... su queste cose... e sono state dette e scritte da alcuni e non solo dal nostro gruppo politico, ma anche da altre forze alleate, sono state dette determinate cose che hanno anticipato in larga misura una decisione che poi è venuta con una correzione di rotta, necessaria, doverosa rispetto ad un andamento che è ormai quasi consolidato, evviva! Abbiamo semplicemente la presunzione di ritenere utile che si scriva qualcosa in più, lo abbiamo fatto con il garbo di chi non dà in testa a nessuno, non c'è nessuna accusa né di incoerenza, né di incompletezza di azione.
Presidente Comé, noi abbiamo apprezzato e partecipato con i nostri mezzi al lavoro che era in corso in Commissione, ma lei era presente come me quando in Commissione moltissime preoccupazioni e note negative sono state avanzate di fronte ai proponenti di questa petizione. Evidentemente c'era un clima politico-culturale che non era di tutto favore e questa è una correzione che c'è stata nelle scorse settimane. Voi poi forse avete una visione diversa dalla nostra, perché fate parte di una maggioranza, avete luoghi, modi e momenti di discussione diversi dai nostri, ma questo è un dato concreto che tutti hanno percepito. Semplicemente dire quindi che questa strada va approfondita e che queste cose devono ancora ritenere la nostra attenzione e non si deve mettere... ecco su questo noi non siamo dell'avviso del Presidente Rollandin, di dire: "è già tutto fatto"; secondo noi, siamo in corso di opera su questo e in corso d'opera noi continueremo a lavorare. La nostra risoluzione è mantenuta checché se ne dica sull'onestà intellettuale di chi la propone, ma è mantenuta convintamente, perché riteniamo doveroso che su questo il Consiglio si esprima. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Alla luce delle ultime dichiarazioni, noi eravamo per l'astensione su questa risoluzione, invece voteremo contro perché è evidente la disonestà politica.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione, che recita:
Risoluzione
Vista la petizione popolare presentata in data 17 febbraio 2009 contro la costruzione di un inceneritore in Valle d' Aosta, chiara manifestazione di interesse e partecipazione sottoscritta da 3200 cittadini:
Appreso dell'intenzione della Giunta regionale di abbandonare il progetto riguardante la costruzione di un inceneritore e il conseguente incenerimento della discarica di Brissogne;
Considerato che sulle ipotesi alternative sono presenti ancora diverse incognite, per quanto riguarda la costruzione di un centro di compostaggio, riguardo al sistema di pre-trattamento dei rifiuti che si intende utilizzare e riguardo allo smaltimento della frazione residua dopo il pre-trattamento;
Il Consiglio regionale
Impegna
il Governo regionale e il Presidente della Regione ad operare affinché si utilizzino tecnologie innovative in grado di tutelare effettivamente l'ambiente e che non comportino un aggravio delle emissioni di C02 e di altri agenti inquinanti in atmosfera;
Auspica inoltre che la Regione proceda ad attuare pienamente le normative europee attraverso:
- un serio piano di riduzione dei rifiuti alla base con ampio coinvolgimento della popolazione locale;
- il raggiungimento di più livelli elevati di raccolta differenziata, incentivando economicamente le pratiche virtuose nel passaggio da tassa a tariffa;
- la raccolta dell'umido in città e negli alti centri a forte densità di popolazione e l'incentivo al compostaggio domestico nelle zone rurali.
F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 8
Favorevoli: 5
Contrari: 3
Astenuti: 24 (Agostino, Caveri, Comé, Crétaz, Donzel, Empereur, Carmela Fontana, Hélène Impérial, Isabellon, La Torre, André Lanièce, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Prola, Rigo, Emily Rini, Rollandin, Rosset, Salzone, Laurent Viérin, Marco Viérin, Manuela Zublena)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Il Consiglio prende atto della petizione e della documentazione ad essa relativa.
