Oggetto del Consiglio n. 482 del 1° aprile 2009 - Verbale
OGGETTO N. 482/XIII - REIEZIONE DI MOZIONE: "RICHIESTA AL PARLAMENTO ITALIANO DI NON CONVERTIRE IN LEGGE LE NORME DEL DECRETO-LEGGE IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA E DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SESSUALE".
Il Presidente Alberto CERISE dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri LOUVIN, BERTIN, Giuseppe CERISE, CHATRIAN e Patrizia MORELLI e iscritta al punto 19 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustra il Consigliere LOUVIN.
Interviene il Consigliere ZUCCHI.
Prendono la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente della Regione ROLLANDIN (astensione delle forze politiche di maggioranza), i Consiglieri DONZEL (astensione), LOUVIN (favorevole) che propone altresì la votazione della mozione per punti separati, LA TORRE (astensione), LATTANZI, SALZONE e CAVERI (astensione).
Il Consigliere LOUVIN interviene per mozione d'ordine chiedendo se la proposta di votazione della mozione per punti separati sia accolta. Il Presidente non accoglie la richiesta.
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli: cinque (presenti: trentaquattro; votanti: cinque; astenuti: ventinove, i Consiglieri AGOSTINO, BENIN, BIELER, CAVERI, Alberto CERISE, COMÉ, CRÉTAZ, DONZEL, EMPEREUR, Carmela FONTANA, Hélène IMPÉRIAL, ISABELLON, André LANIÈCE, LATTANZI, LAVOYER, MAQUIGNAZ, MARGUERETTAZ, PASTORET, PROLA, RIGO, Emily RINI, ROLLANDIN, ROSSET, SALZONE, TIBALDI, Laurent VIÉRIN, Marco VIÉRIN, Manuela ZUBLENA e ZUCCHI);
NON APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
PREMESSO che il Decreto-legge recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori" recentemente approvato dal Governo e attualmente all'esame del Parlamento per la sua conversione in legge obbliga di fatto i medici alla denuncia dei pazienti migranti clandestini che si presentano nelle strutture sanitarie e nei centri di vaccinazione e la norma, per effetto del possibile configurarsi del reato di omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, colpirebbe anche gli insegnanti e gli operatori sociali;
GIUDICANDO questa disposizione - già pubblicamente condannata da un gran numero di operatori sanitari - contraria ai principi di umanità e solidarietà e ai doveri della funzione medica, oltre che pericolosa per la salute pubblica in quanto, a fronte del rischio di denuncia per soggiorno irregolare, molti clandestini sceglierebbero di restare in clandestinità senza curare le proprie malattie, comprese quelle pericolose e contagiose. La previsione legislativa risulta inoltre contraria ai diritti umani fondamentali e in modo particolare a quelli legati alla salute, all'infanzia e alla maternità;
RICORDANDO che lo stesso decreto conferisce, inoltre, ai sindaci la possibilità, previa intesa coi Prefetti, di avvalersi di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini non armati utili a segnalare casi di disagio sociale o che possano recare pregiudizio alla sicurezza, facoltà, che consente di dare vita alle "ronde" come forme associative private in funzione di autotutela da parte della cittadinanza;
RITENENDO oggettivamente pericoloso, anche alla luce di fatti di violenza già verificatisi nelle scorse settimane, lo svilupparsi di tali associazioni in relazione alle finalità di ordine politico che spesso vi sono sottese e ritenendo più opportuno che l'ordine pubblico sia tutelato in via esclusiva dalle forze dell'ordine cui occorre fornire adeguata dotazione unità di personale e di mezzi;
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA
CHIEDE
al Parlamento italiano di non convertire in legge le norme sopra richiamate.
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