Oggetto del Consiglio n. 1 del 10 gennaio 1980 - Verbale

OGGETTO N. 1/80 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SU EVENTI TRAGICI, LUTTUOSI, E ATTI TERRORISTICI.

Il Presidente DOLCHI fa la seguente comunicazione: "Io vorrei dire, colleghi Consiglieri, che nell'aprire questa prima adunanza del 1980, avrei pensato di poter esprimere parole di augurio affinché l'anno testé iniziato fosse caratterizzato da segni positivi. Purtroppo invece in questi primi, pochi giorni trascorsi, numerosi e tragici sono stati i fatti che devono far riflettere e non possono essere taciuti in quest'aula, perché presenti nella preoccupazione della gente e di noi tutti. Sono fatti che investono la situazione internazionale e nazionale, che riguardano il lutto e il cordoglio del nostro Paese e della nostra Regione.

L'intervento sovietico nell'Afghanistan è un grave episodio del moltiplicarsi delle tensioni politiche e militari e di atti di forza che mettono in pericolo la pace nel mondo. Di fronte a tale intervento, che costituisce una violazione dei principi di indipendenza e sovranità nazionale, penso di poter affermare che non ci sono motivi che possono giustificare l'ingerenza e l'intervento nella vita interna di uno Stato. Non è ammissibile violare l'integrità e la sovranità degli Stati per dare sostegno a regimi reazionari, ma neppure per esportare la rivoluzione, per dare lezioni punitive, per prevenire minacce più o meno ipotetiche. Nel vasto movimento di opinione pubblica mondiale è piccola cosa forse il pensiero e la volontà del Consiglio della Valle d'Aosta, ma sono sicuro che questo Consiglio è preoccupato dal fatto che la situazione attuale sul piano internazionale può riportare alla guerra fredda ed ostacolare il processo di distensione tanto auspicato dai popoli.

Mi sia permesso di dire invece che questo Consiglio alla preoccupazione deve contrapporre, come già altre volte ha fatto, la sua volontà e l'espressione della necessità che vinca invece la distensione fra i popoli, che vincano le forze della pace, che si riprendano negoziati ed accordi per evitare ad ogni costo guerre, distruzioni e rovine per tutta l'umanità.

Per quanto concerne il nostro Paese, l'anno è iniziato con il decesso del Senatore Pietro Nenni, l'ottantasettenne Presidente del Partito Socialista Italiano, un uomo che con la sua azione aveva caratterizzato gli ultimi sessant'anni della vita del nostro Paese e delle lotte del Movimento operaio e socialista. Pietro Nenni ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione della Repubblica democratica e nella lotta per la pace, per la libertà e per l'emancipazione del mondo del lavoro. A nome vostro, a nome del Consiglio regionale, ho espresso il cordoglio e la partecipazione al lutto dei familiari e dei socialisti con un messaggio di condoglianze inviato alla famiglia dell'On. Nenni, alla Direzione nazionale del P.S.I. e alla Federazione regionale valdostana socialista.

Purtroppo pochi giorni dopo i grandiosi funerali del Senatore Nenni, in Sicilia avveniva il più grave delitto politico, dopo quello del Presidente della D.C., On.le Moro. Domenica 8 gennaio veniva barbaramente ucciso il Presidente della Giunta regionale siciliana, l'On.le Pier Santi Mattarella. Assassinando l'On.le Mattarella, giovane dirigente della Democrazia Cristiana, uomo politico dotato di grande intelligenza ed apertura politica, i fautori della violenza eversiva, i nemici dell'ordine democratico e della civile convivenza del popolo italiano, hanno voluto colpire le sue idee, le sue convinzioni politiche, la sincerità del suo impegno unitario per la soluzione dei gravi problemi delle Regioni e del Paese. In questo momento di smarrimento della popolazione, di fronte ad un nuovo efferato fatto di sangue, voglio ricordare il significativo discorso che lo scomparso ebbe a pronunciare nell'occasione della recente visita in Sicilia del Presidente della Repubblica e nel quale condannava con grande atto di coraggio la piaga del fenomeno mafioso. Inoltre voglio ricordare che il Presidente della Giunta della Valle d'Aosta ed io stesso, abbiamo avuto occasione, circa un mese fa, di ascoltare presso la Commissione interparlamentare per le questioni regionali, un lucido e costruttivo intervento del Presidente Mattarella, con il quale ci siamo felicitati e al cui spirito autonomistico si è anche richiamato il Presidente Andrione, sia in quella sede sia, e i colleghi Consiglieri lo ricorderanno, in questa stessa aula in occasione del dibattito sul bilancio. Anche in tale triste occasione la Presidenza del Consiglio ha provveduto ad esprimere il cordoglio del Consiglio regionale all'Assemblea siciliana, alla famiglia dell'On.le Mattarella e alla Democrazia Cristiana della Valle d'Aosta. Ai funerali e alla solenne commemorazione presso il Palazzo d'Orléans, avvenuta ieri, erano presenti il gonfalone della Valle d'Aosta e il Vice Presidente Mappelli. Essi hanno rappresentato la partecipazione e la solidarietà di tutto il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Regione a Statuto speciale come quella siciliana.

Nello stesso giorno dei funerali a Palermo del Presidente Mattarella, alla periferia di Milano un agguato delle Brigate rosse contro un'auto di poliziotti in borghese terminava con l'uccisione di tre agenti di pubblica sicurezza. L'intero Paese si è stretto a fianco degli uomini della polizia caduti, il Vice Brigadiere Santoro, l'Appuntato Cestari, l'Agente Tatulli. Anche questo è un ulteriore attacco che, nonostante i colpi inferti alle organizzazioni eversive, dimostra la volontà di attentare alla convivenza civile e alle istituzioni democratiche. I cittadini si aspettano che alle deplorazioni, allo sdegno e al cordoglio, dalle stesse istituzioni democratiche, dalle assemblee elettive vengano risposte politiche concrete per fermare la sanguinosa catena di delitti, di provocazioni, di tentativi di rovesciare e destabilizzare la democrazia, la ricerca della ripresa morale ed economica e lo stesso avvenire della Repubblica.

Anche in questo caso penso di interpretare l'unanime sentimento del Consiglio regionale nel riaffermare il sincero cordoglio ai familiari dei tre rappresentanti della polizia uccisi a Milano e la piena solidarietà a tutte le forze dell'ordine che sono in prima linea nella lotta contro il terrorismo più barbaro.

Vorrei terminare riprendendo le parole del Presidente della Camera On.le Jotti e dell'On.le Zaccagnini, che, pur in luoghi diversi, hanno espresso lo stesso concetto:

"Onoriamo questi caduti, manifestiamo solidarietà alle loro famiglie, essi sono, sia Mattarella, sia i tre uccisi a Milano, nomi che vanno ad aggiungersi alle centinaia e migliaia di altri nomi che hanno costituito la schiera dei caduti per la Resistenza, per il riscatto e per il rinnovamento del nostro Paese"."

È con questi sentimenti di cordoglio, di solidarietà e di tristezza che la Presidenza propone che, dopo gli interventi dei colleghi Consiglieri, la seduta sia sospesa in segno di lutto e di partecipazione per alcuni minuti e che i lavori siano poi ripresi successivamente con la trattazione dell'ordine del giorno.

Il Consigliere NEBBIA, nel rinnovare il cordoglio del Partito Socialista Italiano ai familiari del Presidente della Regione siciliana On.le Pier Santi Mattarella, alla Democrazia Cristiana così duramente colpita per la perdita di uno dei suoi più valenti esponenti, ai familiari dei tre agenti di polizia barbaramente trucidati in un vile agguato alla periferia di Milano, ricorda la figura del Senatore Pietro Nenni, Presidente del P.S.I., scomparso giorni addietro, la cui esistenza è stata tutta spesa per il riscatto delle classi lavoratrici, per l'affermazione dei valori di giustizia, libertà e democrazia, per il rafforzamento della pace nel mondo.

Il Consigliere FOSSON, nell'associarsi alle parole di cordoglio espresse dal Presidente del Consiglio per le vittime dei recenti attentati terroristici, esprime preoccupazione per la difficile situazione internazionale ulteriormente aggravata dall'invasione da parte delle truppe sovietiche dell'Afghanistan.

Dopo avere rinnovato il cordoglio del Gruppo D.C. per il barbaro eccidio di Milano, in cui hanno perso la vita tre agenti di pubblica sicurezza e per la scomparsa del Senatore Nenni, protagonista di primo piano della vita politica italiana in questo ultimo sessantennio, ricorda brevemente la figura dell'On.le Pier Santi Mattarella, Presidente della Giunta regionale siciliana, assassinato il 6 gennaio 1980 a Palermo; uomo nuovo della D.C., impegnato fermamente nella quotidiana e difficile battaglia per il consolidamento delle istituzioni democratiche.

Conclude dichiarando di ritenere che le forze eversive abbiano un piano preciso di azione tendente a sovvertire le istituzioni e lo Stato democratico, di cui la D.C. è sempre stata, in questi trent'anni, il baluardo.

Il Consigliere MAFRICA esordisce associandosi, a nome del Gruppo del PCI, alle parole di sdegno e di cordoglio testé pronunciate dal Presidente del Consiglio, in ordine al barbaro assassinio del Presidente della Giunta regionale siciliana On.le Pier Santi Mattarella e al vile agguato, alla periferia di Milano, in cui hanno perso la vita tre agenti di Pubblica Sicurezza.

Dopo aver ricordato la figura dello scomparso Senatore Nenni, combattente valoroso per la democrazia e il socialismo, esprime la convinzione che l'attacco terroristico si configuri ormai a due livelli, colpendo contemporaneamente gli uomini più aperti ad un disegno di solidarietà tra le forze democratiche e le forze dell'ordine, al fine di creare nel paese un clima di paura e terrore.

A suo giudizio si deve, pertanto, continuare con fermezza e coraggio la battaglia contro il terrorismo, usando tutti gli strumenti concessi dalla Costituzione repubblicana.

Dichiara di condividere le preoccupazioni del Presidente del Consiglio per la pace nel mondo e sottolinea la necessità di procedere lungo la strada della distensione tra i popoli, unico strumento per evitare il prevalere della logica dei blocchi contrapposti e della spartizione delle zone di influenza nel mondo.

Propone quindi al Consiglio l'invio del seguente telegramma al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed ai Parlamentari valdostani, che esprima la volontà del Consiglio di contribuire alla ripresa della distensione e al consolidamento della pace nel mondo:

"Consiglio regionale Valle d'Aosta preoccupato aggravamento situazione internazionale at seguito inammissibile intervento sovietico in Afghanistan et successive ritorsioni americane chiede Governo et Parlamento iniziative at livello europeo et internazionale volte at favorire ripresa dialogo USA et URSS at avviare trattative NATO et Patto di Varsavia at ottenere ritiro truppe sovietiche da Afghanistan et rilancio processo distensione".

Il Presidente DOLCHI dichiara di accogliere e accettare la proposta del Consigliere Mafrica come invito all'Ufficio di Presidenza di esaminare la possibilità dell'invio del telegramma proposto.

Il Consigliere PEDRINI, nel concordare con il contenuto del telegramma testé letto dal Consigliere Mafrica particolarmente chiaro nel condannare l'invasione dell'Afghanistan da parte delle truppe sovietiche, auspica anche l'inoltro di un telegramma al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare l'adozione da parte del Governo di provvedimenti per stroncare il terrorismo eversivo.

Conclude ricordando la figura del Senatore Nenni, valoroso combattente per la libertà e la democrazia, la cui scomparsa cade in un momento particolarmente delicato della vita politica nazionale.

Il Consigliere SALVADORI, nell'associarsi alle parole del Presidente del Consiglio di condanna per gli atti di terrorismo compiuti in questi primi giorni del 1980 e di cordoglio per la scomparsa del Senatore Pietro Nenni, auspica l'adozione di concrete misure per stroncare il fenomeno terroristico e per rendere più salde le istituzioni democratiche.

Riferendosi alla delicata situazione internazionale, aggravata dai recenti fatti dell'Afghanistan, alla convulsa vicenda iraniana, caratterizzata da un acuirsi delle tensioni tra le varie minoranze etniche, ai fatti drammatici della Corsica, fa rilevare che in tutte le parti del mondo, dove esistono poteri centrali di carattere antiautonomista, esplodono inevitabilmente conflitti e proteste.

A suo giudizio, occorre procedere ad un profondo rinnovamento delle strutture dello Stato, senza il quale il fenomeno terroristico continuerà a svilupparsi con preoccupante intensità.

Ritiene che, nel momento attuale, le forze autonomiste possano portare un prezioso contributo per l'edificazione di una nuova Europa, per creare una alternativa a quei regimi politici che intendono imporre le loro idee facendo ricorso all'uso della forza.

Il Consigliere LUSTRISSY, nell'esprimere la ferma condanna del Gruppo dei Democratici Popolari per i recenti luttuosi fatti di sangue in cui hanno perso la vita il Presidente della Giunta regionale siciliana e tre agenti di Pubblica Sicurezza, auspica che lo Stato democratico dia una concreta risposta con la rapida approvazione delle misure e dei provvedimenti proposti dal Governo nazionale per stroncare l'eversione.

Prende atto della posizione del P.C.I. nei confronti dei recenti avvenimenti internazionali che stanno minacciando la pace nel mondo.

Conclude ricordando la figura del Senatore Nenni, combattente valoroso per la pace e per la libertà dei popoli.

Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola, dichiara sospesa la seduta in segno di lutto.

Si dà atto che la seduta è sospesa alle ore dieci e minuti trentotto e che viene riaperta alle ore dieci e minuti cinquantuno.

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